GUEST POST: ALLES MUSS RAUS… SVENDITE DI FINE STAGIONE?

Scritto il alle 10:52 da icebergfinanza

Abbiamo più volte visto come si sviluppa in questi giorni il dibattito tra i liberisti o liberalisti come cavolo volete chiamarli all’amatriciana, con un unica proposta ovvero quella di vendere o svendere unicamente  il patrimonio pubblico e gli ex gioielli statali per abbattere il debito pubblico.

La malafede molesta impedisce loro di intravvedere nelle pieghe della crisi un eccesso di indebitamento privato oltre che pubblico che Irlanda e Spagna è l’esempio lampante di come il neoliberismo e la deregulation all’amatriciana da loro tanto sostenuta abbiano contribuito a destabilizzare Stati con bassi livelli di indebitamento.

Questa è gente che non ha la minima idea dell’esistenza della parola REDISTRIBUZIONE, non esiste nel loro vocabolario.

Recentemente  ho portato alla Vostra attenzione il dibattito sulla sottoscrizione forzosa di debito pubblico

Ora grazie a VOCI DALLA GERMANIA nostro ospite oggi, osserviamo come gli sciacalli e avvoltoi  tedeschi suggeriscono all’Europa di liquidare o svendere i loro patrimoni pronti a raziarli come in tempo di guerra!

Alcuni ragionamenti non fanno una grinza ma è l’arroganza e la proverbiale straffotenza di alcuni commenti e osservazioni tedesche che dimostrano come nella sostanza il dna tedesco difficilmente si affrancherà mai da quel senso di onnipotenza e orgoglio egemonico che o ondate pervade la sua storia.

Incomincino loro a far pagare ai loro ricchi i danni provocati dalle loro banche in mezza Europa regalando credito facile invece di raccattare soldi nei vari fondi provocando depressioni per salvare stati che non fanno altro che restituire i soldini che le allegre e spensierate banchette tedesche hanno gettato nel gabinetto europeo

La politica tedesca, a corto di argomenti, ci ricorda che prima di scomodare il contribuente tedesco, sarebbe auspicabile tassare i patrimoni privati e (s)vendere i beni pubblici del sud Europa: tutto in nome della moneta unica. Da Handelsblatt.de

La ricchezza dei ceti abbienti nei paesi Euro in crisi suscita interesse. I politici tedeschi vorrebbero una tassa patrimoniale. Grazie a questi introiti, il contribuente tedesco sarebbe sollevato dagli aiuti finanziari. 

CDU, SPD e perfino la FDP, in via eccezionale, sono d’accordo sul tema della tassa patrimoniale per i ricchi. Tutti e 3 i partiti vorebbero far pagare i ricchi –  non in Germania, ma nei paesi Euro in crisi. Un segnale come questo, in Germania sarebbe particolarmente benvenuto: il paese infatti garantisce per la parte principale degli eurosalvataggi. Soprattutto per contrastare le critiche crescenti verso le misure di aiuto, espresse dai partiti e dai cittadini.

 

Il ministro delle finanze Schäuble aveva già dichiarato in passato il suo interesse per un prestito forzoso nei paesi in crisi. Anche nella SPD ci sarebbe approvazione: si spera che “le abbondanti ricchezze private” non fuggano dai paesi in crisi, ma piuttosto “possano essere impiegate per la risoluzione della crisi” ha dichiarato il vice presidente del partito Joachim Poß. I prestiti forzosi “sono decisamente ipotizzabili”, tanto piu’ che i ricchi dei paesi mediterranei, fino ad ora, pare non abbiano avuto l’abitudine di pagare le tasse.

 

Poß appoggia una proposta del Deutschen Instituts für Wirtschaftsforschung (DIW). Gli economisti chiedono che siano i detentori di patrimoni dei paesi in crisi a sostenere il risanamento delle finanze statali con un prestito forzoso o una tassa patrimoniale .

 I prestiti forzosi o i prelievi patrimoniali una tantum hanno 2 vantaggi, scrive il DIW in uno studio: non deprimono la domanda dei consumatori – diversamente dall’IVA, e sono un segnale verso i paesi donatori: anche i paesi riceventi, si stanno dando da fare.

 Squilibri evidenti  In Germania è sempre piu’ forte l’impressione che i poveri del Sud Europa non siano poi così poveri come sembra. E per questo potrebbero permettersi un grosso contributo al risanamento delle finanze statali. Di fatto in Italia ci sono circa 270.000 famiglie con un patrimonio superiore al milione di Euro, settima posizione mondiale secondo una lista redatta dal Boston Consulting Group.

 Anche in Spagna e Portogallo gli squilibri sono evidenti: mentre regna la disoccupazione di massa e le casse statali sono vuote, nei 2 paesi gli affari per Porsche  vanno a gonfie vele. Nel 2011, il marchio di lusso ha venduto nella penisola iberica il 18% in piu’ rispetto all’anno precedente. E in Italia le vendite di Cayenne sono cresciute addirittura del 66%.

 Il successo di Porsche ci dice: nonostante la crisi, che mette sempre piu’ stati in ginocchio, anche nei paesi superindebitati esiste ancora una considerevole ricchezza privata.

 

E questa ricchezza dovrà essere impiegata per disinnescare la crisi. “Prima che altre misure di aiuto vengano accordate, ci si puo’ aspettare che un paese in crisi mobiliti la propria ricchezza nazionale”, ci dice il vice presidente SPD Joachim Poß.

 Anche il segretario generale della FDP Patrick Döring non è contrario alla proposta “Ulteriori impegni dei contribuenti in Spagna, Grecia e Italia per il risanamento – ad esempio attravero la sottoscrizione del debito pubblico o l’incremento degli investimenti nel settore industriale – sarebbero desiderabili”, ha dichiarato.

La Spagna ha ancora molta argenteria I politici non vogliono coinvolgere solamente i ricchi nella risoluzione della crisi sul debito. Prima che il contribuente tedesco garantisca con i 310 miliardi Euro, gli stati in crisi del sud dovrebbero iniziare a vendere il loro patrimonio pubblico. “E’ auspicabile, laddove la situazione lo permetta, che i grossi patrimoni pubblici non restino inosservati” ha detto il segretario generale della FDP Patrick Döring.

 In effetti le statistiche mostrano che la Spagna potrebbe teoricamente coprire, attraverso la vendita delle sue partecipazioni nelle aziende, la metà delle esigenze di rifinanziamanto del debito pubblico fino a fine 2013. E se in Italia si utilizzasse solo l’1% dei patrimoni privati per il risanamento delle casse statali, lo stato sarebbe piu’ ricco di 37 miliardi di Euro.

 I governi di Madrid e di Roma hanno ancora partecipazioni aziendali del valore di 100 miliardi di euro. A queste si aggiugnono le riserve di oro e di divise. La Germania non deve “stendere l’amaca” per la Spagna, l’Italia o la Grecia, ha dichiarato il portavoce per la politica finanziaria della CDU/CSU, Klaus-Peter Flosbach. La privatizzazione del patrimonio statale potrebbe essere “una misura appropriata per il consolidamento delle finanze pubbliche”. “La solidarietà non è un binario a senso unico”, ha detto anche Herbert Reul, presidente del gruppo CDU/CSU al parlamento europeo. “Prima che i paesi in crisi cerchino aiuti all’esterno, devono esplorare tutte le possibilità, per tenere i problemi sotto controllo con le proprie forze”.

 Da Brussel arrivano tuttavia anche voci di avvertimento: la vendita di partecipazioni statali è una misura una tantum, il cui effetto scompare alla svelta, ci dice dalla commissione EU. “Vendere i gioielli di famiglia può essere una misura di supporto. Ma non può certo sostituire le misure di risparmio strutturale”.

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9 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 20 luglio 2012 at 12:48

Mazzalai , sei competente, onesto e coraggioso come sempre.

Bravo bravoooo italiano :wink:

giobbe8871
Scritto il 20 luglio 2012 at 12:53

io sono per la vendita di patrimonio pubblico,( ma non mi fido di Monti e Grilli , le passate Ship 1 Ship2 insegnano ) ma…ma allo stesso tempo REDISTRIBUZIONE !

come ? Non si deve aumentare ancora l’IVA :twisted: ma diminuirla !

Finiamola con gridare che i dipendenti pubblici prendono tanti soldi.

Sono i funzionari e dirigenti che vanno tartassati. Come ? Paghiamoli con BOT a 6 mesi.

e introduciamo un Bot Speciale a 6 mesi ed ad 1 anno per solo Residenti in Italia, SPENDIBILE PER PAGARE TASSE E CONTRIBUTI INPS.

giobbe8871
Scritto il 20 luglio 2012 at 12:55

SIAMO IN GUERRA , PURTROPPO.

andrea.mensa
Scritto il 20 luglio 2012 at 12:57

tassare i “ricchi” è quanto sostengo da tempo, ma con una attenzione non da poco. Un patrimonio in immobili potrà essere venduto, ma non farà altro che muovere del denaro da una tasca all’altra.
a meno che l’immobile lo si venda a qualcuno che stà all’estero, nel qual caso sarrà una immissione netta di liquidità.
è invece la liquidità impegnata nei vari fondi e gestioni, che va recuperata togliendola così alla finaza speculativa.
quello sarebbe il movimento utile, quindi, equivalente ad azzerare ( o tagliare il valore) dei titoli sovrani in mano ad italiani.
Resterebbe il problema di recuperare denaro detenuto da italiani all’estero, e sovente reinvestito in Italia.
ma non riusciamo proprio mai ad imparare dagli altri ? l’acquisto del famoso CD da personale svizzero, noi, non riusciremo proprio mai a farlo ?

giobbe8871
Scritto il 20 luglio 2012 at 12:59

l’acqua pubblica, DEVE RIMANERE PUBBLICA !

Chi comanda se ne frega del Referendum popolare 2011 contro la privatizzazione servizi pubblici , specie dell’acqua.

Massima allerta :twisted:

giobbe8871
Scritto il 20 luglio 2012 at 13:03

Andrea Mensa ,

ci servono persone Oneste e che Amino il popolo italiano e l’Italia, nei posti di Comando !

Lei si fida di Napolitano, Monti, Grilli e Passera ? io nooo !

icebergfinanza
Scritto il 20 luglio 2012 at 13:47

andrea.mensa@finanza,

Raccontano le cronache delle confessioni del numero due di una grande banca francese silurato che alcuni funzionari della Ue dovettero andarsene con la coda tra le gambe quando alla domanda di fornire i nomi di alcuni conti segreti i responsabili della banca svizzera chiesero ironicamente se avrebbero dovuto consegnare anche i loro ovvero quelli dei funzionari UE.

Ho l’impressione che i caveau svizzero sono strapieni di cadaveri e scheletri della politica italiana e non solo… ad aprirli ne uscirebbe un tanfo pestilenziale!

andrea.mensa
Scritto il 20 luglio 2012 at 17:08

giobbe8871@finanza,

carissimo, io credo, che dobbiamo smettere di invocare eroi o santi quando disponibili ci son solo uomini col prezzo sulla schiena. un uomo onesto, cui si affida del potere, RESTA onesto solo se sa di essere adeguatamente controllato!
E’ questo sistema, falsamente democratico, che affida il potere a degli uomini ai quali più nessuno può sindacare l’operato.
E’ sbagliato il sistema, che rovina gli uomini cui viene affidato il potere, mentre il potere effettivo resta nelle mani di chi li controlla, e questo non è certo il popolo.
ho già suggerito qui, e da tante altre parti, la correzione e si chiama “revoca immediata del mandato” e a casa senza buonuscita, senza pensione, e magari in galera !

andrea.mensa
Scritto il 20 luglio 2012 at 17:10

icebergfinanza,

già….. perchè però i tedeschi trovano chi gli vende i “CD” ?

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