ITALIA … SIAMO IN GUERRA!

Scritto il alle 14:44 da icebergfinanza

Ecco perche’ quando qualche amico o lettore mi ha chiesto se questa crisi porterà mai ad una guerra io ho sempre risposto che in guerra ci siamo già da tempo, una guerra subdola e meschina,, senza bombe o cannoni, ma in grado di scatenare devastanti conflitti sociali.

Giorno dopo giorno il sequestro delle Nazioni e del futuro delle giovani generazioni e’e sempre piu’ evidente! Ho paura che non manchi poi molto in alcuni paesi ad una vera e propria rivoluzione.

Scrive Guido Gentili sul Sole24 Ore…«Guerra» è una parola che pesa e che non può essere usata con leggerezza. Di recente l’aveva pronunciata il Centro studi Confindustria, spiegando (tra qualche sopracciglio subito inarcatosi) che «non siamo in guerra ma che i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto». Ieri il presidente del Consiglio Mario Monti è andato più in là: l’Italia, ha ammesso, ha intrapreso «un percorso di guerra durissimo».

Di questo in effetti si tratta. Noi l’abbiamo sottolineato più volte e responsabilità esige che si dica agli italiani, in piena trasparenza, ciò che è vero. Nel mondo, sui mercati, in Europa, dentro le sue stesse mura che perimetrano altre guerriglie di resistenza ai cambiamenti, l’Italia combatte una guerra senza esclusioni di colpi.

Sto ancora pensando a quei poveri idioti che in questi  anni mi hanno pesantemente insultato quando parlavo del rischio del ritorno del fantasma di Maria Antonietta e delle sue brioches!

Otto mesi fa, ai tempi del G-20 di Cannes dove l’allora premier Silvio Berlusconi si specchiò nel suo isolamento (e fin quasi nella sua «umiliazione», ha detto Monti), il Paese fu molto vicino ad alzare bandiera bianca. Poi, grazie al passo indietro della politica e di Berlusconi, arrivò il Governo Monti e il decreto Salva Italia. Fu evitato il default e “sorpassata” la Spagna che allora era in posizione migliore della nostra, ma la guerra è continuata. Per vincerla abbiamo bisogno che l’Europa (più pronta ad assumere le decisioni anticrisi che le competono e che impattano sui Paesi membri) ne sia convinta e che i mercati a loro volta segnalino a colpi di spread al ribasso che le ostilità sono terminate. Se manca l’una o l’altra condizione, spiace dirlo, non ci sarà vera pace. Né ripresa.

Imperfetta e feroce, la legge dello spread atterra sugli Stati nazionali mettendo a dura prova le stesse regole democratiche e seminando il panico tra le fila attonite della politica e non solo. Per l’Italia è il nuovo “vincolo esterno” con il quale fare i conti: a confronto, l’entrata nell’euro evapora nel ricordo di un’allegra pedalata in pianura. In Spagna è stato appena varato un piano di risparmi da 65 miliardi, il taglio delle tredicesime pubbliche ed un aumento dell’Iva di tre punti.

Ieri il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha aperto il suo discorso all’assemblea annuale dei banchieri con queste parole: «L’economia è ancora in recessione». Come dire che ci siamo ben dentro (2012 col Pil a -2%, se non di più) e che non bisogna farsi illusioni. Tanto più se la legge dello spread fa un po’ il comodo suo: la differenza tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani e tedeschi, ha spiegato Visco, è «di gran lunga superiore a quanto sarebbe giustificato dai fondamentali della nostra economia». Ma tant’è, e di questo occorre prendere realisticamente atto cercando di rafforzare la credibilità percepita del Paese in modo da riavvicinare il più possibile i rendimenti ai fondamentali del sistema Italia

Non diciamo fesserie la speculazione se ne frega delle misure sinora prese e della credibilita’. Non gliele frega niente a nessuno in un mondo manipolato dove l’unico scopo e’ distillare sangue da un cadavere, distruggere per guadagnare. Sono bastardi sino al midollo,vigliacchi che giocano manipolando ogni indicatore, ogni strumento supportati da avidi e collusi controllori e un manipolo di politici ignoranti o a loro volta collusi e finanziati.

Sotto tiro, in questo riconfermando un’impostazione da “professore” che gli è stata sempre propria, è finito il metodo della “concertazione” a spese dello Stato. L’analisi è stata severissima e lo scontro che ne è seguito con i sindacati è di quelli che lascerà comunque un segno. In passato, ha detto Monti, ci sono stati «esercizi profondi di concertazione che hanno generato i mali contro i quali noi combattiamo e a causa dei quali i nostri figli non trovano facilmente lavoro».

SIAMO IN GUERRA FACCIAMOCENE UNA RAGIONE!

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1 commento Commenta
paolocogorno
Scritto il 13 luglio 2012 at 01:19

Proposta per una regolamentazione drastica, intransigente, necessaria e spietata dei cosiddetti “mercati finanziari” ai quali i cittadini, europei e non, devono smettere di profondere genuflessioni, mediate dai ministri del culto del conflitto di interessi che ormai impestano le poltrone delle governances europea…

QUINDI:

Sono completamente daccordo con queste parole:
“la speculazione se ne frega delle misure sinora prese e della credibilita’. Non gliele frega niente a nessuno in un mondo manipolato dove l’unico scopo e’ distillare sangue da un cadavere, distruggere per guadagnare. Sono bastardi sino al midollo,vigliacchi che giocano manipolando ogni indicatore, ogni strumento supportati da avidi e collusi controllori e un manipolo di politici ignoranti o a loro volta collusi e finanziati.”

aggiungendo personalmente che la psicopatia di molti di questi personaggi è pericolosa quanto la retorica di Goebbels nel persuadere la gente che si può andare avanti senza mettere nessuna regola SOSTANZIALE ai mercati…

PErtanto:

In Italia cis aranno le elezioni nel 2013, perchè non scriviamo noi un pacchetto di provvedimenti per imbavagliare e neutralizzare il cavo orale di Hannibal- alias i mercati finaziari ? quale pulpito è la sede opportuna di questo se non i blog che sono l’unica espressione democratica nel nostro paese per promulgare i diritti dei cittadini ed il buon senso ?

Proposta di Paolo Cogorno:

– scriviamo insieme questo pacchetto di regole
– proponiamolo come programma elettorale vincolante a chi si presenta
– facciamo un video di 30 minuti in cui il pacchetto viene illustrato, discusso spiegato, nei suoi fondamenti, nella sua prassi, negli effetti attesi e nel suo senso rispetto al momento di crisi economica contingente. Mi rendo personalmente disponibile per fare riprese e postproduzione del video..
– rivolgiamoci a chi è più sensibile a questo … per e, mov 5 stelle o

dopodichè si accettano confronti con i politici-tecnici- tuttoquellochesono.com

che ne dite ?

Paolo C.

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