CHINA TRUMP NO DEAL: BLACK MONDAY?

Scritto il alle 06:30 da icebergfinanza

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Nel celebre fil di Ettore Scola, Antonio il partigiano rivoluzionario, ad un certo punto esclama:

E che me vòi di’, lo so! Abbiamo sottovalutato un sacco di fattori che hanno concorso a mettercelo nel chiccherone…”

Per carità lo so che Donald è spesso inattendibile, ma ora che i mercatucci hanno fatto il loro benedetto record, ora che la Federal Reserve non ne vuole proprio sapere di abbassare i tassi, può scatenare l’inferno e metterla nel ciccherone a tutti…

Una telefonata del suo amico Mnuchin, caro Donald, noi ti abbiamo dato una mano a fare il record, tirandoti fuori dai guai a fine anno comprando cani e porci, ora dai una calmata a questa gente se no salta tutto e nel frattempo noi facciamo qualche soldino anche al ribasso…

Per carità, nulla di interessante, sembra che il ragazzo abbia dichiarato, o meglio twittato che venerdì aumenterà le tariffe sino al 25 % sulla Cina, altri 200 miliardi di dollari di merci cinesi da colpire, nonostante la favoletta che tutto andava bene.

L’aliquota tariffaria su tali merci era originariamente fissata al 10%. Inizialmente Trump aveva minacciato di aumentare le tariffe all’inizio dell’anno, ma ha rinviato quella decisione dopo che la Cina e gli Stati Uniti hanno accettato di sedersi per negoziare.

Inoltre, Trump ha minacciato di imporre un altro 25% di tariffe su ulteriori 325 miliardi di dollari di merci cinesi “a breve”. I colloqui commerciali con la Cina stanno continuando, ma si stanno muovendo troppo lentamente mentre Pechino cerca di rinegoziare.

E il dollaro è decollato…

Immagino i tesorucci quanto agitati sono!

Mi ha appena scritto un carissimo amico da Singapore che leggendo da Bloomberg riportato da un giornale locale che  Lisa Hornby di Schroder si aspetta che il 10 anni treasury possa superare il 2.7 percento nelle prossime settimane, opinione condivisa da Goldberg di TD Securities, ma cosa mangia questa gente, ahahhahahhh

Gli Stati Uniti importano merci dalla Cina per un totale di $ 539,5 miliardi e il deficit commerciale si è attestato a $ 419,2 miliardi nel 2018, secondo l’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti. Se Trump seguirà le sue minacce, praticamente tutte le merci importate dalla Cina negli Stati Uniti dovrebbero affrontare una sorta di tariffa.

ROMA – I dazi Usa su duecento miliardi di dollari di merci importate dala Cina salgono dal 10 al 25 per cento. Lo annuncia il presidente Donald Trump via Twitter. Il rialzo avrà effetto dal prossimo venerdì. Finisce così la tregua raggiunta a dicembre tra Cina e Usa: Trump e il presidente cinese Xi Jinping nel corso del G20 di Buenos Aires avevano stabilito che le tariffe doganali Usa sarebbero rimaste congelate al 10% in attesa dell’avvio di negoziati che avrebbero dovuto riguardare il trasferimento forzato di tecnologia, la protezione della proprietà intellettuale, le barriere non tariffarie, le cyber intrusioni, servizi e agricoltura.

I negoziati, che si sarebbero dovuti concludere entro i successivi 90 giorni, sono stati effettivamente avviati, ma, osserva Trump, vanno troppo a rilento:  “L’accordo sul commercio con la Cina continua, ma troppo lentamente, dato che loro continuano a cercare di rinegoziarlo: no!”, scrive il presidente Usa.  “Per 10 mesi, – scrive ancora Trump – la Cina ha pagato tariffe agli Usa del 25% su 50 miliardi dollari sull’alta tecnologia e del 10% su 200 miliardi di altri beni. Questi pagamenti sono in parte responsabili dei nostri straordinari risultati economici”.

Molto probabilmente, questa è solo la sceneggiatura dell’ultimo minuto, pensata per placare i critici che pensano che il presidente degli Stati Uniti si stia preparando per un accordo troppo debole e per incoraggiare alcune concessioni finali da Pechino.

Ma i nostri indicatori ci dicono che potrebbe in realtà essere una cosa seria.

 

Il risultato più probabile è che un accordo inutile e inconsistente verrò fatto, ma ci vorrà più tempo. La ragione principale è che i mercati globali hanno prezzato un eventuale accordo, diversamente sarebbe collasso e recessione globale, ma con gli uomini la storia insegna che non ci sono limiti alla follia.
La Cina ha sostenuto l’immediata revoca di tutte le tariffe, mentre il capo negoziatore americano Robert Lighthizer vuole mantenere per un po ‘di tempo molte tariffe come garanzia del buon comportamento della Cina.

In questi mesi vi abbiamo spiegato perchè è impossibile un accordo che soddisfi intrambe le parti, soprattutto è impossibile che la Cina modifichi il suo modello di crescita, per fare contento Trump, colloqui seri possono durare anni, non mesi, questa è una pagliacciata.

Tutta sta fatica per portare su gli indici azionari e adesso puffete…

L’ S & P 500 è aumentato di oltre il 17% quest’anno, in parte per l’ottimismo che un accordo commerciale con la Cina arriverà presto. L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook , ad esempio, ha dichiarato in merito alla retribuzione della società la settimana scorsa che il miglioramento del dialogo sul commercio e lo stimolo economico di Pechino hanno migliorato la fiducia dei consumatori nel paese.

“Ci sentiamo sicuramente molto meglio di  90 giorni fa”, ha detto Cook.

A gennaio, Apple ha ridotto le sue indicazioni sugli utili, grazie in gran parte all’attenuazione della domanda di iPhone in Cina.

 ″È chiaro che l’economia ha cominciato a rallentare per la seconda metà e quello che credo sia il caso sono le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina che esercitano ulteriori pressioni sulla loro economia”.

Tranquilli, ora vedremo se Donald fa sul serio o se crede di far paura alla Cina, se cerca di metterle pressione per costrungerla ad accettare gli accordi si sbaglia di grosso.

Si lo so, lo so i mercati salgono perchè l’occupazione vola, si vola nel cervello degli ingenui. Forse a qualcuno di Voi la possono raccontare ma non a noi, la amggior parte dei posti di lavoro da agosto dello scorso anno sono di tipo governativo, senza il Governo la situazione sarebbe in lento ed inesorabile declino è il terzo mese su quattro che in realtà l’indagine sulle famiglie scende, possono taroccarli quanto vogliono ma la realtà è un’altra.

103.000 posti di lavoro persi e un declino di 490.000 anime che sono uscite della forza lavoro, ecco perchè la disoccupazione è diminuita al 3,6 %, altro che economia in forma,

Il numero di persone non presenti nella forza lavoro è salito ai massimi da settembre. Le ore lavorative invece di aumentare sono diminuite e i pessimi dati in arrivo dagli indici ISM non fanno che confermare il tutto.  Vi è stato un aumento del numero di lavoratori a part-time perché non sono riusciti a trovare il lavoro a tempo pieno al massimo in 4 mesi.

Come dice sempre il buon Mike Shedlock…

  • Nel sondaggio sulle famiglie, se lavori meno di 1 ora a settimana, persino vendendo ciondoli su eBay, sei considerato dipendente.
  • Se non hai un lavoro e non riesci a cercarne uno, non sei considerato disoccupato, piuttosto, abbandoni la forza lavoro. La ricerca di annunci desiderati o la ricerca di posti di lavoro online non conta. Devi presentare un curriculum o parlare con un potenziale datore di lavoro o agenzia.
  • Nell’indagine sulle famiglie, se hai tre lavori part-time, 12 ore ciascuno, il BLS ti considera un dipendente a tempo pieno.
  • Nell’indagine sui salari, tre lavori part-time contano come tre posti di lavoro. Il BLS tenta a farlo entrare, ma non estrae i numeri di previdenza sociale duplicati. Il potenziale per il doppio conteggio dei lavori nell’indagine sui salari è grande.

Queste distorsioni e discrepanze abbassano artificialmente il tasso di disoccupazione, aumentano artificialmente l’occupazione a tempo pieno e aumentano artificialmente i rapporti sulle paghe ogni mese.

Black Monday in arrivo?

Nella sostanza come direbbe Antonio hanno concorso a mettercelo nel chiccherone, ma non a tutti, non a noi almeno che negli ultimi sette mesi abbiamo portato a casa una performanche di quasi il 13 % tra dollaro e tesorucci e continuano a salire, salire e ancora salire.

Vediamo che succede nei prossimi giorni, pronti a strambare se questa è l’ennesima farsa!

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25 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 6 maggio 2019 at 13:04

La strambata, cioè il cambio di rotta, significa che nel caso si faccia questo accordo commerciale con la Cina sarà opportuno vendere treasuries?
Io interpreto così, ma non ne sono sicuro.

    icebergfinanza
    Scritto il 6 maggio 2019 at 15:26

    No se nei prossimi giorni sale forte ancora e ancora si monetizza in parte ampie plusvalenze … ma la visione di medio lungo non cambia di una virgola.
    Chi vuol fare il cassettista stia sereno e si godi lo spettacolo che verrà.

reragno
Scritto il 6 maggio 2019 at 14:30

Complimenti Capitano sei stato l’unico che hai azzeccato quello che sarebbe successo. Ho letto degli articoli deliranti su siti di finanza anglosassoni che sosteneva che più tardi l’accordo sarebbe stato raggiunto più il mercato azionario sarebbe salito. Come il bastone e la carota. Ovviamente la carota era finta e le bastonate sono arrivate sulla schiena di quei poveri illusi convinti di fare i soldi facili giovando contro il crupier

alexandersupertramp
Scritto il 6 maggio 2019 at 17:56

Per dirla alla Shakespeare: Molto rumore per nulla… almeno dando retta alla giornata di oggi. Poi domani si vedrà. I mercatucci tengono. Insomma, niente più di una normale e fisiologica piccola correzione. Si vede che non credono a Trump o non lo considerano. Oppure semplicemente hanno innestato il pilota automatico per raggiungere nuove vette.

embi
Scritto il 6 maggio 2019 at 18:41

Stiamo calmi col cantare vittoria sull’azionario, verifichiamo….primo perché di solito porta sfiga e quando si sbandiera poi si prende sempre una inversione nei denti, secondo non si può cantar vittoria per un -1% e tralasciare quello che gli indici sono riusciti a fare negli ultimi 4 mesi in termini di performance, considerando che siamo sempre sui massimi
reragno@finanzaonline,

embi
Scritto il 6 maggio 2019 at 20:56

come detto gli usa hanno già recuperato…
embi@finanzaonline,

madmax
Scritto il 6 maggio 2019 at 23:26

Il banana biondo dovrebbe rileggersi e capire il dilemma di Triffin (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dilemma_di_Triffin) per cui per avere una moneta di riferimento o di riserva devi accettare il deficit con cui rifornisci al mondo la tua valuta … ma non puoi avere entrambi :)

ilribassista
Scritto il 6 maggio 2019 at 23:44

Penso che ormai si sia arrivata alla pura follia.
Si propone di alzare i dazi dal 10% al 25% e le borse aprono a -1,5% e recuperano tutto!
Un mistero

embi
Scritto il 7 maggio 2019 at 22:52

le borse hanno fatto il 20% in 4 mesi se è per questo e lo dice uno che predilige lo short
icebergfinanza,

icebergfinanza,

icebergfinanza,

    icebergfinanza
    Scritto il 8 maggio 2019 at 16:06

    Tu sei uno che fa i conti come Trilussa … immagino che sei uno che compra sui minimi e vende sui massimi … tutti scienziati sta gente

stanziale
Scritto il 8 maggio 2019 at 08:29

Prosegue indisturbato il disegno distruttivo euro-franco-tedesco del tessuto industriale-finanziario-commerciale italiano. Il francese di unicredit ha venduto il 17% di fineco ….chiaro dove vogliono arrivare….fusione-integrazione con una banca francese fallita…dove la francese controllera’ la italiana, MA la italiana fornira’ tutta la liquidita’ (alias, sara’ spolpata) , per non far fallire la francese….in cambio, NON forniranno piu’ credito alle imprese italiane (il dividendo dell’euro)….film gia’ visto, con parmalat, e non solo…con i francesi, SEMPRE…

reragno
Scritto il 8 maggio 2019 at 09:35

io non canto alcuna vittoria, ma è la stupidità dell’uomo che riesce ancora a meravigliarmi. Sempre lo stesso film e sempre la stessa storia. Ma ancora pensate che qualcuno vi dirà veramente cosa fanno gli squali che controllano i mercati?
embi@finanzaonline,

apprendista
Scritto il 8 maggio 2019 at 13:00

Capitano, complimenti, la storia sembra confermare le tue visioni, volevo chiederti che ne pensi della MMT, sempre più discussa negli usa, dall alto della mia ignoranza mi sembra che se applicata possa cambiare i giochi.

    icebergfinanza
    Scritto il 8 maggio 2019 at 16:07

    A tempo debito…

apprendista
Scritto il 8 maggio 2019 at 13:02

ilribassista@finanza,

Ma quale mistero, segui PIPPOCAMMINADRITTO su Twitter e scoprirai l universo manipolatori o, un po’ ostico tecnicamente ma lui sempre disponibilissimo a chiarire

aorlansky60
Scritto il 8 maggio 2019 at 14:42

Argomento non attinente al tema del thread, ma visto che ci riguarda ASSAI DA VICINO(…) merita di essere letto e divulgato -e magari anche discusso qui- visto che è di fatto totalmente ignorato dai nostri organi di stampa e media vari (sarà un caso?) :

https://www.ilsussidiario.net/news/cronaca/unicredit-fineco-e-lo-spettro-di-una-banca-tedesca-salvata-coi-risparmi-italiani/1880123/

“una banca italiana con il 40% dei depositi in Italia oggi interviene su una banca che ha lo Stato tedesco come principale azionista, già salvata in precedenza con 18 miliardi di euro di aiuti pubblici. Questo in una narrazione alimentata in Germania secondo cui le banche delle cicale italiane non dovrebbero essere salvate dal Governo italiano, ma punite sul mercato in modo che questi italiani mediterranei e fannulloni imparino un po’ di disciplina.” – mentre quelle tedesche, in caso di difficoltà, possono essere salvate forzatamente ANCHE PER MEZZO di contributi di banche Italiane…

alexandersupertramp
Scritto il 8 maggio 2019 at 17:29

apprendista@finanza,

Non bastano gli scempi causati dalle teorie Keynesiane, implementiamole pure con la MMT. Sono tutte funzionali a rendere sempre più potenti e oppressori le banche centrali, gli stati e chi bazzica il loro orticello e a rendere sempre più schiavi gli individui, ergo il popolo. Già che ci siamo perché non aboliamo il contante e ci facciamo impiantare un bel microchip sotto pelle in sostituzione del bancomat? Magari con un bel limite mensile da poter spendere. O per fare la fila per prendere il pane. Ricorda qualcosa?

idleproc
Scritto il 8 maggio 2019 at 18:09

madmax,

Lo sanno, ovviamente stanno provando a fare altro.

embi
Scritto il 8 maggio 2019 at 18:52

io difficilmente compro, faccio scalping e cerco da mesi dei buoni ingressi per entrare short (posso mostrare gli eseguiti se volete, su usa sono entrato venerdi con un po’ di fortuna e su dax anche a 12410) però non si può negare che negli ultimi 4 mesi avrei guadagnato di più comprando o sbaglio?
icebergfinanza,

    icebergfinanza
    Scritto il 9 maggio 2019 at 08:03

    A noi interessa poco o nulla se fai scalping o altro, perchè i merati finanziari non ci riguardano noi operiamo al 90 % sul mercato obbligazionario.

stanziale
Scritto il 8 maggio 2019 at 19:06

aorlansky60,

Giusto, non solo i francesi. Anche i tedeschi reclamano la loro fetta di torta, nello spolpamento dell’Italia. Cosa c’e’ di piu’ facile, che non tramite il sistema bancario che loro controllano, grazie anche a Draghi ed Enria? Enria l’hanno appena eletto. Ma perche’ dovrebbero sostituire Draghi? E’ perfetto (per loro ).

aorlansky60
Scritto il 9 maggio 2019 at 09:50

@ Stanziale

Ma perche’ dovrebbero sostituire Draghi? E’ perfetto (per loro ).

Nonostante l’aureola che media compiacenti e sprovveduti hanno cucito loro addosso, per altrettanti sprovveduti che si abbeverano alla fonte (tutto il parco buoi e l’opinione pubblica in genere),

M.Draghi come Powell al momento ed altri che seguiranno sono solo semplici pedine;
il governatore di una BC non decide proprio nulla, perche ci sono poteri più forti al di sopra di lui che gli indicano sempre come muoversi.

Tanto per fare un esempio, le stesse FMI e la [b]Banca mondiale per gli investimenti[/b] (le cui sedi sono NON CASUALMENTE presso Washington D.C. e non in un altro posto qualunque…) sono strettamente controllati dallo Stato sovrano num.1 al mondo (USA, ça va sans dire…) più di qualunque altro Stato sulla faccia della Terra, questo dettaglio dovrebbe far capire qualcosa a chi legge…

idleproc
Scritto il 9 maggio 2019 at 10:03

madmax,

La “moneta” e conseguentemente la mistica sulle “monete” è l’astrazione sul modo di produzione capitalistico e sui suoi rapporti interni di proprietà.
Tutto il mondo è “capitalista” con varie sopravvivenze “arretrate” di altri modi di produzione ma che si riconducono sempre nelle loro dinamiche reali fondamentali al “capitalismo” in sè.
Anche i modelli diversamente diversi che sono stati tentativi falliti di uscita dal “capitalismo” non ne escono e sono finiti con l’essere sistemi locali reazionari corrotti con caratteristiche di superficie feudali.
Il “capitalismo” non è riformabile, ha una sua dinamica interna contraddittoria che ci ha portati alla crisi sistemica di oggi ove esiste anche un tentativo di riforma interna passando per la “moneta” e usando la “moneta” come strumento dai vertici iperconcentrati del capitale nella finanza per creare una supermoneta globale come strumento di gestione e controllo di tutta l’economia fino al singolo individuo come passivo operatore economico servitore della gleba.
Oggi a mezzo moneta e controllo sulla moneta “euro” stanno conducendo un esproprio usuraio e demolendo la proprietà in basso concentrandola nei vertici “irragiungibili”, non sono cose che funzionano a lungo.
Quello che stanno mettendo in piedi mistificato da un’apparente razionalità, facendo anche sparire la moneta tangibile e portandola al suo massimo livello di astrazione con qualche gruppo di bit, è un sistema totalmente reazionario destinato al fallimento.
Possono fare quello che vogliono ma la moneta è una merce con o senza supporto fisico materiale, imponendo l’operazione, ne faranno generare spontaneamente altre parallele e tentare di zombizzare l’umanità è la strada certa verso la rottura del sistema che implicherà la perdita del diritto di proprietà a chi dai vertici del sistema ha condotto il gioco.
La perdita totale del diritto di proprietà del capitale iperconcentrato finanziario ed oligopolistico è la “riforma”.

kry
Scritto il 9 maggio 2019 at 11:15

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