GERMANIA: ULTIMATUM ALL’ITALIA!

Scritto il alle 09:35 da icebergfinanza

Risultati immagini per schauble faccia cattiva

Ieri un inutile ministro del Tesoro come Padoan è andato letteralmente in panico, è bastato che dalla Germania, ops scusate dall’Europa,  qualche inutile burocrate minacciasse una proceduradi infrazione verso il nostro Paese e tutte le sue sicurezze e spavalderie degli ultimi mesi sono andate in fumo!

Se questi sono i rappresentati del nostro Paese, se questa è la capacità di ottenere alcuni risultati con un’Europa sull’orlo del collasso in un anno elettorale fondamentale, non oso immaginare a cosa potrebbe accadere al nostro Paese se i risultati delle elezioni fossero positivi per il proseguimento della comunità europea.

Per carità ci sta tutto! La Germania ormai si avvia alle proprie elezioni e Schauble e la Merkel per essere sicuri di vincere non possono cedere di un millimetro, devono fare vedere ai tedeschi che gli straccioni italiani si inventano terremoti e bufere di neve per non rispettare gli accordi.

In fondo è un governicchio qualunque quello che dovrà prendere la decisione entro aprile di tassarci e tassarci e ancora tassarci, lo hanno lasciato li apposta perchè ovviamente ce lo chiede l’Europa, addirittura anche l’attuale presidente della Repubblica Napolitano, ha dichiarato che …

“Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno – ha detto l’ex inquilino del Quirinale – In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate.

Dopo il quarto presidente del Consiglio, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni espressione di un Parlamento obsoleto, c’è stato un abuso al ricorso alle elezioni.

No, non mi sono sbagliato, l’attuale presidente della Repubblica è sempre lui Napolitano, si quello intercettato a colloquio con un banchiere indagato…

Inchiesta Ubi Banca: le intercettazioni di Napolitano con Bazoli

Dicevo ci sta tutto che in un Paese come la Germania i nein siano di casa.

Immaginatevi una procedura di infrazione nei confronti della Germania per non avere mai rispettato la regola del surplus, si è svegliata anche la bella addormentata di Rignano…

Le chiacchiere non bastano più il tempo è scaduto, suggerisco a tutti di osservare come i tedeschi sono propensi a rispettare le regole nel prossimo articolo!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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32 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 3 febbraio 2017 at 11:43

Bisognerebbe che certi articoli venissero divulgati opportunamente, affinchè le masse di cittadini – non solo italiani ma di tutti i Paesi UE – potessero prendere visione e consapevolezza dello stato delle cose vigente in quella che viene definita “Unione Europea” ;

Un “unione” di Stati Sovrani potrebbe definirsi veramente tale e realizzata, se TUTTI i Paesi che vi aderiscono (con relativi governi e popoli) acconsentissero a prendere tutti gli optionals del pacchetto offerto, il che significa accollarsi tutto, sia onori che oneri (crediti e debiti se preferite);

il fatto che si stà realizzando [ormai da molti anni] propone invece ben altro tipo di scenario :

la germania [e l’olanda] non ne vogliono [e non ne vorranno mai sapere] di realizzare un unione bancaria europea vera e propria a tutela e a garanzia di ogni Stato membro; quando dico germania e olanda intendo non solo i rispettivi governi, ma soprattutto gli 80 milioni di tedeschi e i 15 milioni di olandesi;

di conseguenza,

la germania non ne vuole [e non ne vorrà mai sapere] di accollarsi la parte debitoria di altri Paesi membri,

anzi, grazie alla sua posizione di forza e assoluta preminenza quale si ritrova ad essere, cioè un Paese dal carattere FORTEMENTE INDUSTRIALE votato all’export dei propri prodotti ad alto valore aggiunto, usando l’arma dell’€uro esercita una pressione costante e decisiva (mi permetterei di dire anche ingiustificata e intollerabile) verso gli altri Paesi membri tale da stritolarli [e rosolarli a fuoco lento] per ridurli succubi agli interessi tedeschi,

questa è una convinzione che ho maturato da diverso tempo e che si stà rafforzando più il tempo passa;

c’è dell’altro, ovviamente in peggio :

grazie al sistema ermetico (l’UE) in cui tutti gli Stati Europei sono stati assoggettati,

la germania -quale Paese indiscutibilmente più FORTE all’interno dell’Unione- esercita forte pressione su ciò che rimane della sovranità di altri Paesi in difficoltà economica, per minacciali se non rientrano nei parametri pre stabiliti a suo tempo :

(poi fà ridere constatare che ultimamente bruxelles -sotto la regia di berlino- intima all’ITALIA di rientrare di uno scostamento di 0,2% di deficit, quando l’ITALIA si ritrova ben al di sotto della soglia stabilita del 3%, mentre alla FRANCIA si permette il 3,5% di deficit, da molto tempo ormai(anni), magie e alchimie oltre che stranezze inspiegabili di questa strana Unione Europea…)

con la Grecia i tedeschi sono già andati oltre la minaccia, basta vedere i feedback di ritorno da una terra e un Paese devastato socialmente,

con il Portogallo e con la Spagna la strategia stà perseguendo il suo fine,

ma è l’Italia il vero target dei tedeschi, bisogna che noi italiani ce ne facciamo una ragione prima che sia troppo tardi.

Qualche giorno fà un utente del blog, evidentemente europeista convinto, mi ha chiesto se ritrovandomi dalla parte di un olandese o di un tedesco, accetterei di accollarmi il debito di greci italiani portoghesi spagnoli etc

sicuramente, ritrovandomi dalla parte giusta e privilegiata di un tedesco, risponderei “NEIN!”

e allora è ora di gettare la maschera di ipocrisia a maggior ragione ritrovandomi ad essere e vivere “dalla parte sbagliata” quella di un italiano che potrebbe essere quella di un greco, di un portoghese o di uno spagnolo,

FINIAMOLA QUANTO PRIMA CON QUESTA UNIONE FATTA ESCLUSIVAMENTE PER DIFENDERE GLI INTERESSI e per RAFFORZARE i PRIVILEGI DEI PIU FORTI (i TEDESCHI) E MORTIFICARE LE SPERANZE e I DIRITTI di ALTRI POPOLI che non si ritrovano a vivere come cittadini tedeschi entro i confini tedeschi.

Ammettiamo e riconosciamo, finalmente, che gli interessi individuali di ogni Stato membro attuale dell’UE (e con essi quelli DEI RISPETTIVI CITTADINI) non sono compatibili agli interessi dell’ Unione Europea attuale, per come essa è attualmente condotta e diretta. Prima che sia troppo tardi per TUTTI!

aorlansky60
Scritto il 3 febbraio 2017 at 12:33

…da aggiungere al quadro che ho delineato prima,

in relazione alle parole del Capitano :

In fondo è un governicchio qualunque quello che dovrà prendere la decisione entro aprile di tassarci e tassarci e ancora tassarci, lo hanno lasciato li apposta perchè ovviamente ce lo chiede l’Europa

Purtroppo non solo quello attuale, come “governicchio”,

se mi giro e mi guardo attorno a 360°, la situazione politica è mortificante e deprimente,

per quanto riguarda potenziali futuri rappresentanti politici a difendere gli interessi italiani a bruxelles,

la maggiorparte dei quali, nell’attuale scenario politico nazionale, ancora convinti €uropeisti.

laforzamotrice
Scritto il 3 febbraio 2017 at 14:39

Comunque siete divertenti, trovate scandaloso che qualcuno non sia entusiasta di condividere debiti? Beh, se qualcuno qui è cosi disponibile a condividere debiti altrui si palesi, conosco parecchia gente assolutamente ben disposta a farlo. Se c’è una cosa che oggi abbonda, sono proprio i debiti. Immagino che se fossimo noi italiani nella situazione dei tedeschi, organizzeremmo manifestazioni a favore del figliol prodigo, innalzando cartelli, “lasciate che gli altrui debiti vengano a me” in nome di una fraternità che di solito si riconosce solo quando si è nella c…a. Grottesco.

aorlansky60
Scritto il 3 febbraio 2017 at 15:43

@ Laforzamotrice

ti sei dato la risposta da solo,

nessuno vuole condividere debiti,
e nessuno vorrebbe accollarsi un debito sovranamente non suo)

giusto e comprensibile,

bene :

allora sarebbe ora di porre fine all’unione europea così come realizzata, saldata solo per mezzo della moneta unica.

Ognuno per se. Al più presto.

Almeno ci risparmieremmo di dover retribuire un numero spropositato di burocrati che lavorano senza un fine, anzi si, a senso unico per la germania e i tedeschi ,

ci risparmieremmo le spese di un parlamento europeo con centinaia di europarlamentari di cui non si riesce a comprendere utilità, visto che i Paesi dell’UE continuano a mantenere la propria sovranità con relativi esecutivi di governo, oltre che la propria indipendenza fiscale,

almeno ci risparmieremmo il fiato sul collo costante della comm.UE sui ns bilanci, oltre che a dover prendere atto che per altri Paesi è riservato altro tipo di trattamento – ho già citato il caso della Francia;

ritorniamo ad avere a che fare, finalmente, solo con il mercato per finanziare il ns debito pubblico : un solo interlocutore,

non più altri 2 o 3 inutili taglia-gole.

icebergfinanza
Scritto il 3 febbraio 2017 at 16:10

Caro che mi dici dei miliardi che abbiamo dovuto versare al fondo ESM per condividere i debiti delle banche tedesche i miliardi che noi italiani abbiamo dovuto tirare fuori per salvare quelle fottute banche che in questi anni hanno allegramente gettato via soldi in mezza Europa! Io non so se scherzi quando parli ma ti invito a riflettere seriamente, diversamente non c’è alcuna speranza!
laforzamotrice@finanza,

silvio66
Scritto il 3 febbraio 2017 at 16:12

Ciao laforzamotrice,
Io condivido lo sdegno di Andrea anche se lo esorto a far sempre prevalere il coraggio sulla rabbia e lasciare noi miseri marinai a sfogarsi un po. Ricordo ciampi promulgare il rigore tedesco. Quello che affermava di quanto fosse effimero e dispersivo il sostegno dell occupazione e del reddito affidato all inflazione…..come suona bene, e di conseguenza fosse necessario ridare autonomia all autorità monetaria in modo da togliere le mani dei politici corrotti dai soldi pubblici…Suona sempre bene. Lo stesso che una decina di anni dopo tolse la separazione delle funzioni bancarie…. che figata. Il suo successore eletto due volte ha fatto i quattro governi che dal 2011 hanno fatto chiudere una azienda su quattro, raddoppiando la povertà e il tasso di indebitamento. L’economia è meglio gestita da se stessa e ciò che conta è che la offerta sia adeguata….evviva. Venendo alla tua domanda Se fossi tedesco avrei una nazione che riconosce in primis la propria corte e poi quella europea percui essendo certo che vengono tutelati i crediti della nazione ed essendo un grande paese creditore voterei un no convinto ad ogni assunzione di sofferenze altrui. Come italiano viceversa riconosco il primatur di Bruxelles e sono obbligato ad aiutare la Germania a recuperare i propri crediti dai loro debitori nello specifico Grecia. Il grosso lo hanno nei confronti degli usa e li la vedo più dura ma potrebbero creare un nuovo fondo apposito perché no tanto i nostri firmano tutto. Mentre scriviamo stanno assemblando nuove tasse dirette ed indirette più ulteriori tagli di spesa….e vai. Apri la TV e parlano della raggi…wow
la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

laforzamotrice
Scritto il 3 febbraio 2017 at 16:17

aorlansky60,

“nessuno vuole condividere debiti,
e nessuno vorrebbe accollarsi un debito sovranamente non suo”
Perchè, se non nostro, il debito pubblico italiano di chi è? Forse che gran parte/ degli interessi pagati non sono comunque finiti in mano alle famiglie italiane (anni 70/80/90?)? Forse che gran parte dello spreco di stato non va a mantenere pensionati previlegiati, pubblici impiegati inutili e spesso strapagati, operai forestali calabro/siculi , apparati politico/burocratici, cassintegrati e disoccupati professionisti, corrotti e corruttori di ogni genere e tipo che fanno centuplicare i costi, insegnanti assenteisti ed inetti, assistiti di mille categorie ivi comprese le famose cooperative di assistenza immigrati, evasori fiscali ecc.ecc.. TUTTI “POPOLO ITALIANO” ci terrei a ribadire.POPOLO ITALIANO, non extraterrestri.
Abbandonare l’euro e l’europa? Immagino già quanti, se dovessero vincere le elezioni i no europa manterrebbero i loro buoni del tesoro, con la prospettiva di vederseli trasformare in nuova lira, cosi come la liquidità sui cc in euro rimarrebbe ferma vero? Ma no, sono io che sono cinico, immagino che tutti quelli di voi che hanno buoni del tesoro americani o investimenti in euro su estero li liquiderebbero per comprare subito bot italiani, cosi come immediatamente si verserebbero eventuali contanti sul cc, OVVIAMENTE PRIMA del cambio in nuove lire, visto che se non ottienendo la solidarietà europea mostreremo loro la compattezza e la famosa solidarietà italiana, SCHIAFFEGGIANDOLI MORALMENTE Tutti per uno… e si fottano tutti. Patetico.

charliebrown
Scritto il 3 febbraio 2017 at 19:48

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,
Sì, tutto il male si è concentrato in Italia… Fannulloni e delinquenti sono prevalentemente italiani, sembri voler dire. La razza eletta è quella Germanica, diceva qualcun altro. Italia uguale mafia ha detto a me un anonimo tedesco.

Leggiti come è morto il tenente di amministrazione Rodolfo Betti, prima di gettare solo fango sul paese nel quale sei nato e impara l’italiano signor forzamotricevasellina.

C’è del marcio in Italia (chi può negarlo?) ma c’è del marcio in tutto il mondo purtroppo. Questa è -mi sembra- la verità.

stanziale
Scritto il 3 febbraio 2017 at 20:35

Intanto leggo che dopo 70 anni hanno autorizzato l’uscita della riedizione di mein kampf, che giustamente sembra sia in testa alle vendite. Il partito nazista e’ stato riammesso e l’editore tedesco dichiara tranquillamente in tv che trump va ammazzato. Heil Hitler!!

gainhunter
Scritto il 3 febbraio 2017 at 22:09

laforzamotrice@finanza,

Dato che un’unione monetaria non può funzionare senza che ci siano trasferimenti tra gli stati, chi vuole tenersi l’euro è proprio chi vuole condividere il debito mentre chi vuole che l’euro finisca di fatto rifiuta la condivisione del debito.

Io non voglio condividere il debito perchè non voglio accollarmi anche il debito tedesco:
– il debito pubblico che se fosse calcolato come quello italiano sarebbe molto più alto di quello ufficiale
– il debito privato che diventerebbe pubblico e che è nascosto nelle migliaia di banchette dei lander (dove la politica locale tedesca sguazza alla grande) e nelle banche-voragini come le chiama il capitano
– il debito implicito che è molto più grande e molto meno sostenibile di quello italiano (perchè io che avrò diritto a una pensione misera devo contribuire a pagare la pensione ai Tedeschi?)
– specialmente considerando che chi è al comando in Germania e in UE si muove molto bene per fare l’interesse di chi lo sostiene (l’élite tedesca) nel breve periodo

Quando la scelta è tra tenersi l’euro per tutelare i propri risparmi e eliminare l’euro per tutelare il proprio lavoro, o uno dai propri risparmi guadagna una rendita sufficiente per vivere oppure la scelta è ovvia.

Gli elementi che citi (corruzione, sprechi, evasione), a parte il fatto che non sono una prerogativa italiana e che ci sono anche in Germania, costituiscono e hanno sempre costituito una parte di quel gap di competitività che c’è sempre stato tra Italia e Germania; un’altra parte è data da altri fattori che non hanno nulla a che fare con l’efficienza, la produttività e l’onestà (la competitività è un concetto difficile da misurare, influenzato da centinaia di fattori diversi e molto variabile da zona a zona anche a livello di singole province).
Uno di questi fattori è l’andamento della domanda interna, cioè quanto spendono i cittadini: meno spendono, minore è l’inflazione, più è competitivo il paese. Si può interpretarlo in due modi: se la domanda interna nel paese A è maggiore che nel paese B vuol dire o che i cittadini di A sono più spendaccioni oppure che sono più ricchi (o meno poveri).
Prima dell’euro questo gap di competitività, che dà un vantaggio in termini di esportazioni, tendeva a essere compensato dalle fluttuazioni del cambio.
Con l’euro a questo gap si è aggiunto un ulteriore gap di competitività dato proprio dalla mancata compensazione del cambio: il rallentamento economico dato dal calo delle esportazioni e dal minore consumo di prodotti nazionali (a parità di qualità conviene comprare il prodotto tedesco) porta a un innalzamento delle tasse o un aumento del debito pubblico per sostenere imprese/consumi/investimenti, con conseguente perdita di competitività nel breve.
E un ulteriore ma ben più grave gap di competitività dato dalle “riforme” della Germania dei primi anni dell’euro in ambito di lavoro (minijob, Hartz) che costituiscono una molteplice violazione degli accordi europei:
1. le riforme interne dovevano tenere in considerazione gli effetti sugli altri paesi membri nel senso che non dovevano ostacolare il processo di convergenza economica
2. divieto di aiuti di stato alle imprese (permettere a un’azienda di pagare un lavoratore 400 euro al mese per 40 ore settimanali affiancando allo stipendio un sussidio statale al lavoratore è di fatto un aiuto di stato)
3. violazione del deficit del 3%
4. (successivamente) violazione del limite del surplus del 6%

Quindi, quando parli di corruzione, sprechi, ecc. tieni presente che stai parlando solo di una porzione di fattori che influenzano solo una parte del gap di competitività, che tra l’altro era già presente prima dell’euro e nonostante questo non aveva avuto le stesse conseguenze devastanti che ha avuto l’unione monetaria con la Germania.
Inoltre se consideriamo che evasione, economia sommersa e sprechi nelle regioni del Nord sono paragonabili a quelle di Francia e Germania, che prima dell’euro queste regioni erano ai vertici nelle classifiche economiche europee e che dopo il 2005/2006 (un paio di anni dopo le riforme tedesche) hanno iniziato a perdere posizioni, a me sembra che non si possa ricondurre tutto a sprechi, corruzione, evasione, debito pubblico.

Sulla competitività ci sono svariati studi e teorie, se vuoi approfondire, qui uno interessante:
http://www.levyinstitute.org/files/download.php?file=wp_651.pdf&pubid=1352

Anche sul “PPP fair value” che chiedevi c’è molto materiale, non ne ho uno specifico a portata di mano, ma su google si trova.

giap
Scritto il 4 febbraio 2017 at 02:56

C’è un articolo su Repubblica intitolato

“Merkel sdogana l’Europa a due velocità: “Nuova integrazione non sarà per tutti”

Secondo me i tedeschi hanno già pianificato tutto e questo è il primo annuncio ufficiale della fine dell’UE come la conosciamo. Che ne pensate? Come andrà a finire?

laforzamotrice
Scritto il 4 febbraio 2017 at 07:42

gainhunter,

“Quando la scelta è tra tenersi l’euro per tutelare i propri risparmi e eliminare l’euro per tutelare il proprio lavoro, o uno dai propri risparmi guadagna una rendita sufficiente per vivere oppure la scelta è ovvia.” . Efficace interessante e ben fatta sintesi, mi complimento, standing ovation.

Premessa: Io sono un europeista convinto, un europa allargata fino a vladivostok è a mio parere l’unica speranza per il pianeta di avere un futuro degno di questo nome, l’unico peso che sarebbe in grado di riequilibrare il mondo. E qui la culla della civiltà, e qui che negli ultimi 3 secoli sono nate per caso e, a costo di milioni di morti, le idee che hanno permesso di mettere un freno alle due forze, l’aristocrazia e la religione, che hanno represso, tiranneggiato per millenni, e lo tiranneggiano ancora, l’essere umano.
Tornando alla Germania: decidetevi, va bene o va male? Perchè se va male è ovvio che non ci aiuti, non può, ed è assolutamente ragionevole che cerchi di rimettersi in piedi con tutti i mezzi possibili, se invece va bene, altrettanto ovvio che dica: vi dimostriamo come si può andare bene facendo le cose giuste ( funzionano, perciò sono giuste) se la riforma Hartz ha portato al 4% la disoccupazione, facciamola anche da noi: ovviamente i tedeschi non potrebbero opporsi.
Vedi, non è che io creda che corruzione sprechi ecc. non ci siano in germania, ma il punto è che da noi la cosa è considerata NORMALE, ed è questo il dramma. Non ci scandalizziamo, anzi, ci ridiamo su. Prendi il Mose, ad esempio, http://espresso.repubblica.it/inchieste/2016/11/11/news/venezia-sta-affondando-pure-il-mose-1.288116in un paese serio sarebbe sui giornali tutti i giorni, invece parliamo della Raggi. Qualcuno di voi vuol dirmi che crede che qualcuno pagherà per un danno di 6 MILIARDI di euro? Ma quando mai, ricordate il Vajont? A parte chi per coscienza si è suicidato, qualcuno ha pagato davvero? Certo, i danni li paga l’enel… cioè sempre noi.
http://www.vajont.net/page.php?pageid=SEZIO007
L’italiano medio che fa, protesta? macchè, se c’è da protestare per la caccia al lupo, allora ci si mobilita, ma per queste cose, figuriamoci. Tanto paga Pantalone. Cioè sempre noi, ma faglielo capire. Ma la stupidità italica sai dove si manifesta in tutto il suo splendore? Nei pagamenti. In germania, pagano normalmente a 30gg, mia moglie ci lavora da 30 anni, da noi no, anche se potremmo, noi preferiamo speculare e facciamo 60/90/120/150/180 e via cantando. (Tra l’altro,parlando di debiti, non sono debiti anche questi?) cosi, quando un’azienda salta, si trascina dietro un bel pò di fornitori. Muoia sansone, con tutti i coglioni. Vi risulta che ci siano pressioni “pubbliche” per risolvere la cosa? A me no, non se ne parla mai pubblicamente. E si che ne ha fatti e continua a farne di danni, a partire dai NPL per finire con migliaia di aziende sottocapitalizzate e di cui la situazione patrimoniale rimane un “?” . Vogliamo parlare della classe imprenditoriale? Ci ho lavorato per 30 anni, e troppi, non tutti, ragiona in termini di: le cose vanno bene? i crediti sono miei; le cose vanno male? I debiti sono dell’azienda. Concludo dicendo che il calo del 25% della produzione dal 2008 non è da addebitare all’europa, ma ad un mondo che sta cambiando rapidamente, e lo stà facendo a spese di una classe imprenditoriale medio piccola che non è oggettivamente in grado di affrontare i costi che una ricerca e un commercio mondiale richiede. Oggi più che mai è l’unione che fa la forza, altro che “piccolo è bello”.

charliebrown
Scritto il 4 febbraio 2017 at 11:15

“Premessa: Io sono un europeista convinto, un europa allargata fino a vladivostok è a mio parere l’unica speranza per il pianeta di avere un futuro degno di questo nome, l’unico peso che sarebbe in grado di riequilibrare il mondo. E qui la culla della civiltà, e qui che negli ultimi 3 secoli sono nate per caso e, a costo di milioni di morti, le idee che hanno permesso di mettere un freno alle due forze, l’aristocrazia e la religione, che hanno represso, tiranneggiato per millenni, e lo tiranneggiano ancora, l’essere umano.”
E’ ammirevole che il signor laforzamotrice allarghi la sua visione a secoli di storia ed esprima idee di tipo filosofico-politico chiare.

“Ma la stupidità italica sai dove si manifesta in tutto il suo splendore?”
Il signor laforzamotrice argomenta ampiamente, ma purtroppo frasi come queste lo fanno apparire, più che europeista, germanofilo con tendenza al razzismo.

Suggerisco, se mi è permesso, di evitare espressioni come “stupidità italica” cui è troppo facile contrapporne altre un tempo di moda come “genio italico”.

Mi permetto anche di invitare tutti indistintamente, quando accendete oggi una luce a casa vostra in questa uggiosa (almeno al nord) giornata, di essere riconoscenti allo stupido italiano e cattolico Alessandro Volta (Como, 18 febbraio 1745 – Como, 5 marzo 1827), nel quale -perdonate il troppo facile gioco di parole!- proprio la stupidità italica si manifesta in tutto il suo splendore. Elettricità, luce, splendore…. Sarà un caso?

gainhunter
Scritto il 4 febbraio 2017 at 11:16

laforzamotrice@finanza,
Grazie

“Tornando alla Germania: decidetevi, va bene o va male?”
Alcuni Tedeschi vanno benissimo, altri vanno male.
Nel complesso, vivendo di esportazioni (in parte per ottima qualità e in parte per lo squilibrio nel fair value), va meglio degli altri. Ma il motivo è che la svalutazione del lavoro la Germania:
1. ha potuto farla (aveva forte disoccupazione nella Germania Est -da paragonare al boom degli anni 70 in Italia con l’emigrazione di massa dal Meridione al Settentrione- tra l’altro con una “ricchezza” e una cultura formata dal regime comunista; aveva sindacati meno forti che in Italia -e anche corrotti-)
2. l’ha fatta per prima in un’area senza fluttuazioni del cambio (è cresciuta a scapito degli altri paesi, sottraendo loro quote di mercato; se tutti avessero fatto le stesse riforme nessuno ci avrebbe guadagnato perchè nessuno avrebbe avuto un guadagno relativo di competitività e si sarebbero livellati tutti su un livello più basso di stipendi e di inflazione)
3. l’ha fatta prima della crisi del 2007 (in periodo di crescita economica globale se limiti la domanda interna e quindi la crescita interna e guadagni competitività rispetto agli altri puoi fondare la crescita sulle esportazioni; questo non puoi farlo se l’economia globale non cresce o se l’economia interna è già devastata e se il debito complessivo è già aumentato in conseguenza della crisi)

Le domande sono:
1. se la facciamo noi adesso funzionerà? E stata fatta In parte con il jobs act e in parte come conseguenza della crisi della forza, e supponendo di completarla non funzionerà perchè ridurremmo solo una parte del terzo gap, non avremmo le risorse per i sussidi, siamo in deflazione e l’UE non lo permetterebbe (come con il bail out, consentito prima e vietato poi: la Germania riformerebbe la Hartz per impedire agli altri di farla)
2. se la facesse la Francia (che secondo il pensiero dominante non è corrotta e sprecona come noi) funzionerebbe? No per gli stessi motivi
3. se l’avessimo fatta anche noi nel 2002-2003 avrebbe funzionato? Può darsi, ci avrebbe livellato alla Germania per quanto riguarda il terzo gap, avremmo perso un po’ meno competitività e se fossimo stati gli unici due paesi saremmo cresciuti a scapito degli altri ma non così come è cresciuta la Germania perchè siamo i due paesi più forti nell’industria e non avremmo potuto sottrarre grosse quote di mercato agli altri
4. avremmo potuto farla anche noi nel 2002-2003? No perchè la situazione era diversa: maggior debito = meno sussidi, sindacati più forti, mafia
5. è eticamente giusto farla? No: svalutare stipendi per guadagnare competitività e fare mercantilismo, sfruttando l’assenza delle fluttuazioni del cambio = freno all’eccesso di export, sottraendo quote di mercato a paesi con cui si sono fatti accordi per facilitare la convergenza economica e aumentando le differenze tra ricchi e poveri non mi sembra etico

Quindi:
– è sicuramente giusto l’obiettivo di ridurre il più possibile corruzione, evasione e sprechi, ma supponendo di riuscirci non è sufficiente per recuperare l’intero gap di competitività perchè agisce solo sul primo
– il terzo gap di competitività si potrebbe colmare solo se ci fosse un forte aumento degli stipendi e dell’inflazione in Germania (cosa che non dipende da noi), perchè una riduzione degli stipendi e del costo del lavoro in Italia in quantità pari al guadagno cumulativo che la Germania ha avuto negli ultimi 15 anni non è fattibile, sarebbe completamente inefficace (non ci darebbe un vantaggio competitivo, si limiterebbe a ridurre lo svantaggio competitivo) e sarebbe distruttivo (un conto è limitare gli aumenti poco per volta in periodo di crescita economica, un conto è tagliare drasticamente gli stipendi in periodo di crisi nera)
– il secondo gap di competitività (accumulo di piccoli gap anno dopo anno) rimarrebbe o andrebbe recuperato con qualcos’altro (ricordo che l’ipotesi di abbattere debito pubblico, sprechi, ecc. è servita al primo gap)

Le soluzioni sono:
– recuperare questi gap con il cambio tra Italia e Germania, quindi o la Germania esce dall’euro o l’Italia esce dall’euro oppure entrambe
– (solo per gli Italiani del Nord) staccarsi dall’Italia, prendersi una quota di debito proporzionale agli abitanti e quindi ridurre tasse e fare investimenti: dal momento che Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna sono già allineate ai lander più competitivi, non hanno bisogno di colmare il primo gap con la media della Germania e possono ambire a colmare il secondo e il terzo con una forte riduzione della pressione fiscale e con investimenti per stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso la loro quota di debito pubblico; in questo modo è possibile sia tenersi l’euro sia coniare una valuta propria, ma perchè abbiamo preso le regioni più competitive e efficienti e le abbiamo messe in competizione con un agglomerato di lander la cui media è secondo me meno competitiva di noi (ricordo che il residuo fiscale della Lombardia è di 55 miliardi annui)

Sull’europeismo, come ricorda il capitano, un conto è l’UE come insieme di stati che fanno accordi di gruppo per facilitare commercio, circolazione di capitali e di persone (ma con regole per evitare gli eccessi che hanno creato le bolle del 2005/2006) e un conto è avere una moneta unica che, eliminando il “livellamento automatico” dato dalla fluttazione dei cambi, accentua e amplifica le differenze di competitività e ostacola la convergenza economica invece di facilitarla.

Sulla questione dei pagamenti hai ragione, dipende dal malfunzionamento della giustizia.
Anche per la corruzione, c’è una sorta di “assuefazione”, però da noi se ne parla, e quindi è percepita, in Germania invece non se ne parla neanche (o la ignorano o la accettano). Può darsi che siano su piani diversi (molto di più da noi), ma c’era anche prima dell’euro, e si andava avanti, un po’ meno di loro, ma si cresceva. Anzi, c’era un articolo di orizzonte48 che analizzava come le difficoltà portate dall’euro (la perdita di competitività e quindi la stagnazione industriale) e la burocrazia portata dall’UE tendono a aumentare la corruzione.

Sul “piccolo è bello vs l’unione fa la forza” ho queste obiezioni:
1. dipende da cosa vuol dire unione e cosa vuol dire piccolo: unione nel senso di alleanza, quindi singoli accordi, ci sta, unione nel senso di unione totale con accentramento del potere e del controllo invece significa che il popolo controlla meno, e vediamo che non funziona: Germania e Svizzera sono fortemente federali, l’Italia è fortemente centralista
2. gli stati più piccoli sono più dinamici e più efficaci nell’affrontare le sfide della globalizzazione, ho letto uno studio tempo fa che analizzava proprio questi aspetti e la conclusione era che la dimensione degli stati non è un fattore importante

charliebrown
Scritto il 4 febbraio 2017 at 14:29

Le mie letture personali di questi giorni e quanto scritto dal signor laforzamotrice sull’Italia e sugli italiani mi inducono ha presentarvi questo link.

http://www.kuc.altervista.org/

Non si tratta di far rivivere fantasmi del passato, ma visto che il signor laforzamotrice tira in ballo tre secoli di storia, con ampia visione storico-filosofica oltre che economica, il sottoscritto si permette di rievocare un episodio minore della storia.

Mi risponda pure qualcuno che rievoco una sciagurata guerra fascista: lo so e so che è vero. Si risparmi di ricordarmi che avevamo appena tradito l’alleato tedesco: lo so e so che è vero.

Ma se dai nomi elencati passerete ai visi degli uomini, forse qualcosa imparerete come l’ho imparato io, qualcosa che certamente le mia parole (ma nemmeno i ragionamenti del signor laforzamotrice) riescono a esprimere o a dimostrare.

Non pensavo, registrandomi in questo sito, di trovarmi ad affrontare tali argomenti e avevo scelto come nickname “charliebrown” perchè volevo portarci un po’ di ironia. Ma qui sono passato a temi troppo importanti: “charliebrown” che difende l’Italia e gli italiani, addirittura citando uomini ai quali non sarebbe degno di allacciare gli stivali…

Mi capiranno questi italiani fucilati a Kuc, supposto che possano ancora seguire le vicende umane?

Spero di passare sopra le provocazioni e di non farmi più sentire.

laforzamotrice
Scritto il 4 febbraio 2017 at 15:15

charliebrown@finanza,
Dimenticavo, forse più che a Volta, per la luce e l’energia occorrerebbe essere grati a James Clerk Maxwell, oltre a cento altri, inglesi francesi tedeschi americani e anche Italiani. Potrei aggiungere anche che molti esponenti del genio italico, uno per tutti Guglielmo Marconi, per poter ottenere risultati han dovuto andare all’estero, perchè nell’Italietta monarchico/clericale, le novità non piacevano molto.

alessandroecristina
Scritto il 4 febbraio 2017 at 19:29

Perso un Veleno troviamo una forza motrice,che palle…dover fare scroll down ad ogni suo commento…i fumogeni li accenda allo stadio..click

laforzamotrice
Scritto il 4 febbraio 2017 at 20:58

alessandroecristina@finanza,

Me ne farò una ragione.
Qualcuno una volta disse: “non discuto mai con qualcuno che non sia d’accordo con me.”
Certamente un cretino.

alessandroecristina
Scritto il 4 febbraio 2017 at 22:36

Non discuto mai coi cretini.

laforzamotrice
Scritto il 5 febbraio 2017 at 08:03

A me capita.

charliebrown
Scritto il 5 febbraio 2017 at 14:16

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

“Le mie letture personali di questi giorni e quanto scritto dal signor laforzamotrice sull’Italia e sugli italiani mi inducono ha presentarvi questo link.”

Mi astengo (come mi ero proposto) dal rispondere alle provocazioni storico-scientifiche del signor laforzamotrice, provocazioni che tra l’altro sarebbe troppo facile controbattere, e do semplicemente dell’asino a me stesso che faccio grossolani errori di ortografia e metto l’acca dove non ci va.

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2017 at 11:51

@ Gainhunter

il debito privato [tedesco, ndr] che diventerebbe pubblico e che è nascosto nelle migliaia di banchette dei lander (dove la politica locale tedesca sguazza alla grande)…

OSSERVAZIONE ARGUTA e PERTINENTE;

complimenti,

– come a tutto il Tuo autorevole intervento di 22 FEB 22:09 che condivido pienamente.

Nell’inquadrare e delineare il problema, hai fatto una giustissima osservazione verso il sistema dei landers tedeschi – oltre 400 sparkassen e 7 landesbanken distribuite in svariati landers tedeschi – che di fatto è PUBBLICO sotto il diretto controllo dello Stato tedesco;

per questa ragione la merkel è riuscita a tenerle fuori dagli STRESS TEST effettuati da EBA nel luglio 2016 (*) (oltre ad altri stress test effettuati in date precedenti)

altrimenti sarebbero emerse una copiosa e nutrita serie di sorprese circa un sistema [come quello delle casse rurali tedesche] che si crede solido e che invece è strapieno di buchi di falle e di debiti, detto ufficiosamente, perchè ufficialmente NON SI PUO’ DIRE, [perchè i crucchi altrimenti si offendono]

al che sorge la domanda :

perchè un privato cittadino italiano si deve sobbarcare anche questi debiti [abilmente celati dalla politica egemonica tedesca sull’Europa, che invece cerca di far presa sull’opinione pubbl e finanziaria internazionale sul presunto pericolo di deb pubbl italiano, in realtà potenzialmente MOLTO MENO PERICOLOSO del deb pubbl tedesco; e BADA che non ho nemmeno parlato di Deutsche Bank, altro capitolo tabu’…]

(*) Le Landesbanken sono state fra i protagonisti negativi della bolla dei subprime e ne sono state travolte. Poiché fanno parte del sistema Sparkassen è intervenuto l’apposito fondo di salvataggio (quello preservato nei confronti della futura unione bancaria). Ma le Landesbanken erano troppo grosse ed è dovuto intervenire il governo di Berlino. Sborsando, per il salvataggio di queste medie banche regionali, ben 67 miliardi di euro dalle tasche dei contribuenti tedeschi.

Altra domanda : a quanto corrisponde il totale che l’Italia si è vista COSTRETTA [da Comm.UE sotto la regia dei tedeschi] a dover sborsare nel fondo ESM in 5 anni ???

64 miliardi di €uro ?… guarda che caso…

proprio vero quello che afferma di tanto in tanto il ns amico Silvio66 :
il denaro non viene mai polverizzato o perduto, semplicemente passa da una proprietà ad un altra…

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2017 at 11:53

Intervento 3 FEB 22:09 (non 22 Feb ovviamente…)

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2017 at 12:08

Un altra delle perle di schauble a voler togliere i riflettori dalla germania per addossare le colpe tedesche ad altri :

https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=dichiarazioni+di+juncker+su+UE&start=40

il QE europeo è iniziato in MAR 2015

ma mi sembra che ben prima di quella data – a voler guardare dati e grafici –

fosse iniziata la corsa verso l’alto del surplus comm.le tedesco,

razza di banditi [legalmente autorizzati].

gainhunter
Scritto il 7 febbraio 2017 at 07:53

laforzamotrice@finanza,

1. Non si può prendere la posizione di alcuni tedeschi e sostenere che “I Tedeschi” non volevano l’Italia nell’euro: di fatto hanno scelto di fare un euro unico, e non credo contro la volontà della maggioranza dell’élite tedesca che aveva il potere di decidere.
Anche in Italia alcuni erano contrari (Andreotti e Craxi per esempio), ma la maggioranza di chi è venuto dopo ha deciso di entrare.

2. L’articolo ignora totalmente il terzo gap, che si è creato a seguito delle riforme tedesche successive all’entrata in vigore dell’euro, che secondo me è il più importante tra i tre gap di cui ho parlato nel mio commento precedente; antecedentemente all’euro c’era solo il primo gap, che FORSE se l’Italia avesse fatto riforme serie (non quelle sul lavoro e sulle pensioni ma sulla trasparenza e sulla corruzione), se la Germania non avesse fatto quelle riforme aggressive a scopi mercantilistici che hanno creato il terzo gap, e se ci fossero stati limiti alla circolazione di capitali in modo da evitare la creazione di bolle immobiliari e finanziarie, (ripeto FORSE) il primo gap (quello a cui si riferisce l’articolo) sarebbe stato colmabile nel tempo.

gainhunter
Scritto il 7 febbraio 2017 at 07:54

aorlansky60,

Grazie

laforzamotrice
Scritto il 7 febbraio 2017 at 09:16

gainhunter,

Per quel che è la mia conoscenza personale, tedeschi che lavoravano con mia moglie, molti erasno contraria alla riunificazione, per cui non mi meraviglia affatto che molti non ci tenessero a rischiare un’unione con i paesi del mediterraneo. Immagino che se si facesse un ipotetico referendum nel nord italia per un’ unione con il sud oggi, come finirebbe? E vale per la catalogna, per i fiamminghi ecc.ecc.ecc. . Comunque sembra che ci arriveremo a questo ritorno alle origini. per me sarà un massacro, ma tant’è. Vedremo, anche se non potremo cambiare canale.

gainhunter
Scritto il 7 febbraio 2017 at 13:44

Io parlavo dell’élite, non della popolazione.
Se avessero fatto scegliere alla popolazione europea, l’euro non sarebbe stato adottato, tant’è vero che dove l’hanno fatto sono rimasti alla loro valuta nazionale.
In un referendum nel Nord Italia per la secessione OGGI secondo me purtroppo vincerebbe l’unità, perchè ormai la percentuale di “Italiani” e “misti” al Nord è molto alta; in un ipotetico referendum per l’unificazione dell’Italia se fossimo separati l’unificazione perderebbe; in un ipotetico referendum per l’unificazione di Nord Italia + Baviera + altre regioni limitrofe austriache e francesi (ignorando l’esperienza euro) potrebbe anche vincere l’unificazione.

laforzamotrice
Scritto il 8 febbraio 2017 at 17:13

gainhunter,

fosse vero

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