AMERICA: RECESSION!

Scritto il alle 09:46 da icebergfinanza

Ieri un amico mi ha fatto sorridere, mi ha raccontato che il mitico Mario Platero inviato a New York per il Sole24Ore di fronte alla serie terrificante di dati pessimi in arrivo dall’economia americana, ha tirato fuori la carta delle alluvioni del Mississippi e dell’Ohio, che stanno devastando tre Stati americani. Tra lui e Barisoni sono 24 ore di risate assicurate quando parlono di economia, soprattutto americana, sono mesi e mesi che lodano il nulla.

Quando non è la neve, sono le alluvioni, quando non sono le alluvioni, arriverà il Nino e porterà tempeste e uragani. In fondo mondo è Paese, ieri per cancellare il brutto dato della produzione industriale italiana hanno usato il ponte dell’Immacolata, tutto normale direi.

Ieri all’improvviso una batteria di dati estremamente negativi…

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Tenetevi a mente l’ultimo dato, quello delle spese per costruzioni, perchè a breve vi faremo osservare da vicino quanto sia truccata l’economia americana.

Una sintesi la trovate qui…

[Chart]

Ma qui sotto rende meglio l’idea di quello che andiamo suggerendo ormai da oltre un anno, non si tratta solo dei minimi dal 2009, ma anche della peggior performance dall’inizio della “ripresa”, siamo scesi sotto anche il minimo precedente del 2012…

ImmagineLoro, quelli della Federal Reserve di Atlanta, hanno subito aggiornato il loro modellino…

Ecco il vero motivo per cui hanno aumentato i tassi, va tutto bene in America.

Qui la sintesi, ovvero nello spazio di qualche settimana la previsioni di crescita per l’ultimo trimestre è crollata allo 0,7 % 1,3 punti nello spazio di un’illusione…

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Qualcosa sicuramente cambierà di qui al dato ufficiale e alle successive revisioni, ma ad oggi se questo dato fosse confermato la crescita per l’intero 2015 sarebbe di un insignificante per l’economia americana 1,8 %, in gran parte supportato da artifici contabili come le rimanenze di magazzino.

Quelli di JPMorgan avvertono che uno dei loro migliori indicatori segnala recessione…

Ieri, i soliti titoli da baraccone da parte della stampa italiana, “bruciati TOT miliardi” in tutte le borse del mondo, dando la colpa alla Cina e al Medioriente, ma nessuno che si sia degnato di mettere in risalto i pessimi dati dell’economia americana. Purtroppo in Italia, non abbiamo sono analfabetizzazione finanziaria ma anche giornalisti economici demenona.

Ricordate, nella finanza, una certa finanza, tutto si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce da una tasca all’altra.

No, non mi diverto a raccontarvi la realtà, non mi piace la parte di Cassandra, ma ho il dovere di raccontarvi come stanno realmente le cose, mentre tutto intorno a Voi è una gara quotidiana a nascondere la verità, come vedremo nel prossimo post.

Non preoccupatevi più di tanto, loro sono bravi a manipolare la realtà.

Poi quelli di Citigroup vi hanno fatto pure il disegnino per ricordarvi che anche se il primo dell’anno è da panico poi tutto migliora il secondo giorno…

Wow ricorrono spesso i leggendari anni trenta della Grande Depressione, il resto sono spesso anni in cui si sono verificate grandi recessioni, ma mi raccomando non ditelo in giro. ;-)

Buona Consapevolezza e soprattutto non dimenticate che loro hanno ancora a disposizione …l’ultimo canto del cigno!

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6 commenti Commenta
louis65
Scritto il 5 gennaio 2016 at 10:53

Grazie Andrea….sei sempre uno dei pochi fari in questa lunga notte…la paura è che gli americchioni si inventino un’altra guerra in una situazione cosi devastata della loro economia…e ciò che sta succedendo in medio oriente non credo sia casuale…

aorlansky60
Scritto il 5 gennaio 2016 at 11:46

Intanto, trasvolando l’Atlantico verso il vecchio continente, Istat ufficializza un vero e proprio successone per mario draghi e tutto il board BCE che avevano previsto, grazie alle misure adottate con il QE (annunciato in GEN 2015 ed entrato a regime da MAR 2015), l’aumento dell’inflazione al 2% stabile in prospettiva futura; a nove mesi dalle adozioni delle misure note :

L’inflazione italiana rallenta nel 2015 per il terzo anno consecutivo.
L’indice Nic dei prezzi al consumo sale di 0,1 punti percentuali a fronte del +0,2% registrato nel 2014.

Nel mese di dicembre l’indice è rimasto stabile in termini conginturali ed è salito di 0,1 punti su base annua.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende a +0,6% dal +0,7% di novembre. Al netto dei soli beni energetici l’inflazione rallenta a +0,7% da +0,8%.

fonte Reuters 05.01.2016

Tra un anno o più, quando ancora l’inflazione sarà [facilmente prevedibile] ancorata a terra, ma con il QE ancora attivo, chissà che in molti inizino a chiedersi : quali sono le vere motivazioni che hanno indotto l’Europa ad adottare misure così accomodanti in fatto di politica monetaria ??…

noldor
Scritto il 5 gennaio 2016 at 18:24

Viene da chiedersi a questo punto cosa faranno la BCE e la FED, la prima annuncerà un aumento del QE il 21 gennaio? La seconda quanti altri micro aumenti dei tassi farà quest’anno?

Concordo infine col giudizio su Platero e Barisoni, sono scandalosi quando parlano dell’economia USA.

Buona Serata

silvio66
Scritto il 5 gennaio 2016 at 18:58

Eppur si muove. Ricorda il 2009. Raffiche di dati negativi e mercati che salgono. Ci vuole un ribasso deciso diciamo tutti. Cosa fa il mercato quando tutti dicono una cosa. Certo nel 2009 venivamo da minimi quindicinali mentre ora siamo nei pressi dei massimi. Prudenza ci ha messi in liquidità ma non potremo stare fermi per molto. In questo mese dovremo fare delle scelte. Ora si decidono i prossimi sei mesi simpatici gaglioffi. Il canto del cigno non partirà con lo striscione e la fanfara.

Buona serata

icebergfinanza
Scritto il 5 gennaio 2016 at 21:11

silvio66@finanza,

Sei mesi da brividi se andrà tutto così me suggerisce Leonardo ;-)

kry
Scritto il 6 gennaio 2016 at 00:38

Gli italiani sono dei re nel raccontare barzellette.
Quindi ridiamo.
I pragmatici che non raccontano barzellette e accolgono profughi per costruire ed esportare camere a gas

http://it.tradingeconomics.com/austria/unemployment-rate

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