DEFLAZIONE? QUALE DEFLAZIONE!

Scritto il alle 08:00 da icebergfinanza

Interessante inchiesta pubblicata da Standard Eurobarometer 81 la scorsa primavera  sulle principali paure dei cittadini europei, tra le quali la principale era, udite, udite, l’inflazione!

Deflazione? Ma quale deflazione, bastano quattro televisioni e due giornalini qualunque,  una banca centrale che da mesi ti sussurra che non c’è alcuna deflazione e che il maggior pericolo resta pur sempre l’inflazione etvoilà…

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/10/rising%20prices1.jpg

Gli uniciintelligenti sembrano essere solo gli svedesi ai quali da tempo ormai immersi nella deflazione non sfiora nemmeno per caso l’idea di pensare a chissà quale inflazione.

In effetti, la deflazione è il terrore delle classi medie o sbaglio e quindi la deflazione…

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/10/Rising%20Prices%20by%20worker1.jpg

Ma allora perchè tutta questa paura della deflazione a parte il piccolo particolare del nostro debito pubblico?

Chi ha veramente paura della deflazione? Il dibattito è aperto!

Appuntamento a Milano 11 ottobre ore 16 presso il Cine Teatro L’Arca per “Il più grande successo dell’Euro” insieme ad Icebergfinanza e tanti altri amici! Non Mancate!

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21 commenti Commenta
kry
Scritto il 7 ottobre 2014 at 08:45

Ciao Andrea una domanda per schiarirmi le idee. La deflazione è la discesa dei prezzi dei prodotti. La recessione è l’economia in generale che cresce in misura minore rispetto l’anno precedente per cui otteniamo un pil negativo mentre quando ci si trova in un periodo di recessione e deflazione come il nostro che termine economico viene usato. Grazie.

gnutim
Scritto il 7 ottobre 2014 at 10:01

kry@finanza,

cessi amari

cooluccia
Scritto il 7 ottobre 2014 at 10:13

in deflazione il debito in termini reali diventa maggiore. quindi dopo l’orgia di debiti pompata dai tassi bassi e le dalla liquidità offerta (soprattutto dalle banche crucche) e in una situazione di recessione i debiti diventano insostenibili, gli ultimi pagatori perdendo il lavoro non pagheranno i mutui le banche andranno in sofferenza e le banche faranno kaput. a quel punto vedremo se mandraghi tirerà fuori il bazzooka o andrà a scoppiare le miccette al parco di bruxelles.

kry
Scritto il 7 ottobre 2014 at 10:14

Per i giapponesi la deflazione non è stata poi così negativa. Stipendi stabili , occupazione quasi certa, prezzi dei prodotti che scendevano e titoli di stato che anche se poco qualcosa rendevano, per cui per loro non era poi questo gran problema. Noi siamo in deflazione con una disoccupazione elevata, in recessione per cui chi è indebitato corre seriamente il rischio di non poter ripagare i propri debiti tenendo conto che il bene su cui si è andati ad indebitarsi è sicuramente calato di prezzo magari anche sotto il valore del debito stesso. Per cui la deflazione terrorizza soprattutto chi è indebitato.
gnutim@finanza,
Già,amari amari.

glare
Scritto il 7 ottobre 2014 at 10:49

Io ho paura della Deflazione, perchè è il chiaro andamento che l’occidente è al collasso, privo di spinte interna e sovrassaturo di titoli spazzatura.
In genere quando si arriva a una situazione di profonda stagnazione e ora in Europa lo siamo da circa 2 anni (purtroppo la 3 volta negli ultimi 100 anni), scoppia letteralmente il caos.

Se chi governa, riuscirà a mantenere i nervi saldi..allora capirà che la Bce è una banca che si muove contro gli interessi dei popoli europei e che è destinata al FALLIMENTO.
Urge davvero un nuovo ordine mondiale come vorrebbero i potenti della terra, ma questo deve essere rivolto a un’economia sana, al rispetto delle persone, della vita, della terra e deve imporre un forte cambiamento di mentalità e di creazione e gestione del denaro.
Purtroppo al potere , in genere arrivano le persone peggiori prive di scrupoli e spesso senza una preparazione sociale ed economica.

Il premio nobel dell’Economia Stigliz ha chiaramente detto a tutti i paesi del Mediterraneo e alla Francia di abbandonare l’austerità, l’euro e il progetto distruttivo della Germania.
In Francia sebbene ci sia Hollande, hanno subito colto il messaggio, in Italia purtroppo non abbiamo gente con le palle che decidano di andare contro il Dicktat europeo…quindi andando avanti così saràun suicidio.

andrea4891
Scritto il 7 ottobre 2014 at 11:07

glare@finanza,

infatti in Italia abbiamo un capoccia napoletano che sa dire solo

CE LO CHIEDE L’EUROOOOPA

kry
Scritto il 7 ottobre 2014 at 11:11

glare@finanza,

Non essendoci risposte adeguate da parte della politica alla situazione reale è ovvio che si si arrivati al collasso. Mi spiego con un esempio pratico: sono stato costretto a cambiare autoveicolo di 16 anni con uno di 7 e il risultato è che consumo quasi il 30% meno. Ora se il mercato si rinnova del 10% alla media dei polli di trilussa i consumi a parità di Km percorsi diminuiscono del 3% e di conseguenza diminuiscono altre cose (meno KM delle cisterne, meno pneumatici ) tra cui l’incasso della relativa tassazione. Secondo me in pratica non hanno voluto capire che ormai si era arrivati ad un punto che non si poteva consumare di più soprattutto in un paese dove la natalità è inferiore tra i paesi occidentali mentre aumenta la media dell’aspettativa della vita e gli anziani sappiamo che sono dei risparmiatori non sono consumatori.

aorlansky60
Scritto il 7 ottobre 2014 at 11:32

“…le principali paure dei cittadini europei, tra le quali la principale era, udite udite, l’inflazione!…”

E si che, pur conoscendo il livello di (dis) informazione che caratterizza il ns paese (e non solo, evidentemente…),
ad un qualunque cittadino, più che dar retta ai vari telegiornali ed imbonitori di turno, bastava fare “2+2” osservando le cifre uff.li diramate questa primavera in fatto di inflazione nei singoli paesi UE, per arrivare dritti alla conclusione che più che “inflazione” era da temere una imminente “deflazione”…

Nessuna sorpresa, il popolo alla fine più che a numeri e dati oggettivi tende sempre a credere nelle parole di chi individua più “autorevole” di se, non accorgendosi delle bugie sparse a regola d’arte per coprire scomode verità, individuandoli invece come messaggi di ottimismo.

Di fronte ad un qualsiasi anonimo profeta che prevede forti avversità economico/sociali avvalendosi di dati oggettivi a confutazione, nell’immaginario collettivo della gente farà sempre più presa la figura prestigiosa di un pres. della BCE -o della FED se preferite- che cita l’opposto (oltre a quella dei politici di turno ad amplificarla per sorreggerla e darle senso).

Ma è chiaro, bisogna cercare di far passare il falso per verità alle orecchie della gente, per non diffondere malcontento e preoccupazioni che potrebbero tramutarsi in panico, proprio quello che cita Glare : “In genere quando si arriva a una situazione di profonda stagnazione, e ora in Europa lo siamo da circa 2 anni, scoppia letteralmente il caos.” col quale concordo; il problema a questo punto è determinare il “quando” per non trovarsi impreparati. Infatti è da un pò che lo penso : avanti così non si può andare ancora per molto. Soprattutto considerando che l’UE non è il Giappone : se l’intera popolazione di quest’ultimo è riuscita a sopportare un “lost decade” -che poi si è tramutato in due decenni perduti- l’europa così come è stata “unita” presenta enormi problematiche in più .

glare
Scritto il 7 ottobre 2014 at 13:03

aorlansky60,
andrea4891@finanzaonline,
kry@finanza,

Io credo che L’Europa collassi con probabilità del 100% nel giro di al max 3 anni..diciamo 2017-2018.. a fare saltare l’euro possono essere il Crack del’Italia..
o la Le Pen in Francia, nelle prossime elezioni.

Ora la Francia è messa meglio di noi, sono un popolo unito e meno corrotto..ha grandi aziende multinazionali e sono avanti nell’informatica e nell’elettronica..hanno la possibilità di gestire le ex colonie direttamente e indirettamente..e le loro ex colonie sono di importanza strategica..hanno un livello di indebitamento minore del nostro e un economia ancora abbastanza solida..è vero hanno un sistema bancario che potrebbe colllassare per gli immensi derivati in pancia, ma diciamo che a gestire queste megabanche non ci sono dei quaquaraqua.

E’ inutile parlare dell’italia..conosciamo bene la nostra attuale condizione e il lento disfacimento a cui andremo incontro..anche se facessimo fallimento tecnico..ci vorrebbero dai 10 ai 20 anni per risalire la china.. e nell’ordine pubblico e sociale cosa potrebbe succedere dopo un crack di tale proporzioni?

Mi dispiace questa è la verità, senza tanti giri di parole..abbiamo un sbruffone a guidare il Titanic o se preferite la Concordia..il problema che la nave incamera già acqua da oltre ventanni..il nostro futuro prossimo è un futuro comunque Greco, con o senza l’Euro.

Quindi rifugiatevi nella liquidità..sapete che il dollaro è da Agosto già un buon rifugio, oppure cercate terreni agricoli che sono in fase di contrazione dei prezzi..ma il terreno agricolo è un bene che tende sempre a rivalutarsi.. a prescindere.
Se potete valutate le vostre vie di fuga..e in quali nazioni e con quali competenze potete andare..se siete nel nord est Italia, attivatevi per la seccessione, insomma cercate di mettere al riparo il vostro mondo..abbiamo oggi circa 36 mesi.
In fede Beppe.

aorlansky60
Scritto il 7 ottobre 2014 at 13:57

@Glare :

circa quanto hai delineato sulla Francia concordo con te al 100%; permettimi di aggiungere un particolare non irrilevante :

i francesi sono maestri assoluti nel preservare e difendere le loro aziende e i loro interessi; sotto questo aspetto nessuno è come loro sulla faccia della Terra. Fossimo come loro, con il potenziale che abbiamo noi italiani non ci batterebbe (quasi) nessuno; invece sappiamo bene com’è la realtà (sic).

Francamente, spero vivamente che tu possa sbagliare previsione per quanto riguarda il ns paese, anche se detto altrettanto francamente, tutti i dati macro-economici propendono verso la tua parte.

stanziale
Scritto il 7 ottobre 2014 at 18:11

Non per essere piu’ pessimista di voi, ma in realta’ non e’ che la deflazione ci sta aggredendo ora….nella mia citta’, causa anche l’andamento del manifatturiero, i prezzi delle abitazioni sono calati di ben oltre la meta’ rispetto al 2005-2006….si trovano casi incredibili di abitazioni vendute a meno di 100000 euro quando ne valevano 8-10 anni fa, 250000, e non richiesti, ma effettivi….non parliamo dei capannoni che proprio non prezzano….tutto questo pero’ mi fa presagire che siamo quasi al culmine, questo e’ il mio pensiero personale non condiviso da Andrea che tecnicamente vede una ancor lunga deflazione….tecnicamente, ma io credo che siamo allo stremo ed usciremo noi, si, proprio noi, dall’euro, ma prima del 2017, non so’ se politicamente o in forza dei mercati….il regime burocratico piddino, che altro non e’ che lo stesso di quello democristiano, che era in sostanza quello del regime fascista, in una logica continuazione, si dovra’ pur preservare….vediamo gia’ alcune interessanti dichiarazioni, Zingales , Fassina, Visco…quindi ottimisticamente per la terza volta, penso che tradiremo i tedeschi, che poi ovviamente non e’ tradire, perche’ tutte e 3 le volte se la sono cercata. Non oso e non posso pensare a nulla di diverso , alla dissoluzione finale dell’italia(che avverrebbe se restiamo nell’euro) , no, non ci voglio credere.

laforzamotrice
Scritto il 7 ottobre 2014 at 18:58

Provate a fare un esperimento: prendete la rivista “Auto” e confrontate il listino dell’Alfa Romeo con quello dell’Audi, teoricamente concorrenti: 1,5 pagine contro 16. Sicuri che non sia anche questo che fa della Germania il capo? Dopodichè, vero tutto, le banche, i derivati ecc.ecc..

stanziale
Scritto il 7 ottobre 2014 at 20:01

laforzamotrice@finanza,

No e’ l’autorazzismo, ieri il mio capo non e’ venuto al lavoro perche’ tradito da 3 spie accese della golf, il krande macchinone. a me le panda non mi hanno mai lasciato a piedi.

laforzamotrice
Scritto il 7 ottobre 2014 at 20:33

stanziale@finanza,
Il fatto che l’Audi ha x numero di modelli e allestimenti è una cosa, e l’alfa solo tre dice tutto, la qualità del mezzo è da vedere. Ps, io ho usato una golf per 485 mila km e non mi ha mai lasciato a piedi. Comunque discorsi come il tuo lasciano il tempo che trovano, milioni di automobilisti in tutto il mondo testimoniano la preferenza delle auto tedesche, il resto sono balle.

stanziale
Scritto il 7 ottobre 2014 at 22:01

laforzamotrice@finanza, I soldi per fare parecchie macchine glieli abbiamo dati noi, pagando 60 miliardi al fondo salva banche, altrimenti vedevi che cessi facevano, senza il sostegno delle loro banche fallite.

aorlansky60
Scritto il 8 ottobre 2014 at 08:34

@ Stanziale : “per la terza volta, penso che tradiremo i tedeschi…”

ah ah ah ah ah, Stanziale, bella! :wink: …gustosa osservazione la tua : se davvero dovesse accadere come prevedi, si stava appena lenendo il dolore tedesco al vecchio tradimento italiano nei suoi confronti -sapete bene di cosa parlo- ed ora si prospettano di nuovo alcune generazioni tedesche che in futuro taceranno di nuovo gli italiani : “Ach!! tu giuda! tu tradisce!…” :D :lol:

Ma affinchè avvenga (uscita repentina dell’Italia dall’€, cioè), credo che a livello politico dovrà essere tolto di mezzo il partito piddino lacchè di Bruxelles e di Berlino. Finchè Renzi e l’attuale Pd + parti moderate di FI continueranno ad avere maggioranza in italia, in questa sorta di strana unione sn-ds che fà comodo ad entrambi politicamente, meno che agli italiani, non intravedo una possibilità del genere.

veleno50
Scritto il 8 ottobre 2014 at 08:49

4/5 trilioni di riserve valutarie dispone la Cina, il drago con un boccone si mangia tutta l’Europa e voi fate commenti sull’Alfa Romeo /Audi su modelli e allestimenti o se la Merkel ha fatto la pipi fuori dal vasino.Investono centinaia e centinaia di miliardi in tutto il mondo e continueranno a farlo compreso quello africano interessantissimo per l’agricoltura.tutto il modo occidentale è diventato preda del dragone,ultimamente investe anche in Italia oculatamente aziende statali e private e qui nel blog è sempre colpa della GERMANIA, sta comprando a prezzi molto bassi per la crisi nel mondo lei che ha riserve in dollari mediate nel tempo se ora il dollaro si rivaluta pensate quanto ben di Dio può comprare. Record su record per il risparmio gestito nei fondi in Italia siamo un popolo ricco stracolmo di denaro nei conti correnti,ci stiamo distruggendo da soli, consumo zero per chi se lo può permettere sempre ad aumentare il gruzzoletto. bay bay baby

kry
Scritto il 8 ottobre 2014 at 09:08

veleno50@finanza,

Ciao Veleno, ( stranamente ) totalmente d’accordo e a supporto https://it.finance.yahoo.com/notizie/made-in-italy-Salov-olio-sagra-Yimin-cinesi-205411225.html

aorlansky60
Scritto il 8 ottobre 2014 at 11:58

“(i Cinesi) Investono centinaia e centinaia di miliardi in tutto il mondo e continueranno a farlo compreso quello africano interessantissimo per l’agricoltura”

Veramente, quello africano non è solo un mercato interessante per l’agricoltura, ma soprattutto per l’estrazione di molte materie prime e di metalli di cui il continente africano è (stra)ricco (di fatto non gli manca nulla, compreso l’uranio di cui è il numero uno al mondo per quantità, un elemento la cui importanza ai fini occidentali E NON SOLO è fin troppo nota); se non fosse stato depredato e reso succube del colonialismo occidentale che lo ha tenuto volutamente arretrato negli ultimi 200anni(almeno), L’Africa sarebbe la Cina(attuale). Infatti anche i Cinesi da almeno 15anni a questa parte ne hanno scoperto la ricchezza, acquistando lotti a destra e a sinistra da poter sfruttare a proprio uso.

laforzamotrice
Scritto il 8 ottobre 2014 at 20:23

stanziale@finanza,

Meno male che invece le nostre di banche strafallite ci hanno aiutato a fare macchine di merda, cosi loro imparano. Noi possiamo insegnare.

laforzamotrice
Scritto il 8 ottobre 2014 at 20:25

veleno50@finanza,

I cinesi non apprezzano il “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. Mica sono scemi e superficiali come noi, infatti siamo i sostenitori della moda, ovvero apparire anzichè essere.

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