ITALIA …TEMPESTA ORMONALE

Scritto il alle 08:42 da icebergfinanza

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Ne abbiamo già accennato tempo fa in …ITALIA…STA ANDANDO TUTTO A PUTTANE! si in tutti i sensi, solo che ora loro hanno disperatamente bisogno di un aiuto, un aiuto che la Germania sembra abbia già incominciato ad utilizzare…

Tageszeitung osserva che la tendenza è ancora peggio di quanto appaia perché su questo trimestre, e non era mai successo, la Germania aveva ottemperato alla direttiva europea che impone di calcolare nel Pil anche i rilevamenti «illegali» sul mercato della prostituzione, su quello delle droghe e sul lavoro nero. Crisi, la Germania non cresce più

Si una tempesta ormonale come quelle americane che da tempo sostengono il fallimento della ripresa, gli ultimi dati macroeconomici e immobiliari sono pura immaginazione istituzionale, foraggiata da una ripresa dell’indebitamento.

L’ennesima truffa o manipolazione di questa crisi, un giochino per nascondere la triste realtà, una sniffata di cocaina pura…

ROMA – Un ritardo che vale un tesoretto. La nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) sarà consegnata dal governo il prossimo primo ottobre. Un mini slittamento rispetto alla data precedente, fissata per il 20 settembre. Il rinvio è dovuto all’introduzione delle nuove regole per il calcolo del Prodotto interno lordo (Pil). In sostanza, nelle prossime settimane l’Istat dovrà elaborare le nuove stime del Pil, utilizzando le regole statistiche del Sistema europeo di calcolo (Sec) 2010, aggiornando così quelle ormai superate del Sec 1995. Al di là delle sigle significa che per calcolare la ricchezza prodotta saranno comprese alcune voci finora rimaste escluse. Per esempio le spese in ricerca e sviluppo, considerate fino ad oggi come uscite pure anziché investimenti, le spese militari, oltre che il conteggio dell’economia illegale (stupefacenti, contrabbando e prostituzione). Un ricalcolo che devono fare tutti i Paesi europei.

Va da sé che aggiungere queste nuove voci significa fare crescere in modo significativo il Pil. Il governo ricalcola Pil 

Addirittura due punti di PIL sembra, non si rivedono le assurde regole del fiscal compact e limiti anacronistici con il 3% rapporto deficit/pil , no si manipola la realtà per continuare a campare il più possibile in attesa dell’inevitabile, come accadde in Giappone.

Come ha scritto giustamente Leonardo Becchetti, Perché non volontariato e famiglie invece di droga e contrabbando ?

No per la FAMIGLIA in questo Paese non c’è più posto e pensare che è dalla FAMIGLIA come l’evidenza empirica insegna che sono partite le rinascite economiche di ogni Paese, dalla Famiglia e dal Volontariato.

 

Si lo so è diventata una barzelletta, l’avete presa tutti come una barzelletta, in fondo si tratta di tirare avanti ancora un pò, vi stanno completamente anestitizzando nel loro fallimento!

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13 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 22 agosto 2014 at 08:58

a proposito di volantariato silenzioso, la nostra associazione pulceallegra ha (a proprie spese) aiutato una famiglia indigente con ragazzo disabile a traslocare tra il 13 e il 16 agosto…

Ovviamente il Pil non lo recepirà mai, meglio gli sniffatori, quelli si che creano ricchezza

reragno
Scritto il 22 agosto 2014 at 10:35

Eprimo tutta la mia rassegnazione e rammarico per un mondo che ha imboccato una via senza ritorno, Italia ed Europa in primis.
Con la politica asservita alle lobbies massonico-finanziarie, con tutta l’editoria schierata, la totale assenza o quasi di voci che dissentano da come viene gestito l’essere umano che spesso viene considerato un peso, è ad dir poco vergognoso. Si sta instaurando un regime mondiale che è peggio del nazismo degli anni 30.
Non esistono più valori morali. La solidarietà, la cooperazione , la redistribuzione delle risorse perchè tutti possano vivere degnamente sono principi che vengono visti come il fumo negli occhi. Mi aspetto a breve introduzione dell’eutanasia obbligatoria per tutti gli anziani oltre una certa età per risparmiare sulle pensioni. A Sparta i bambini che nascevano con difetti fisici venivano eliminati.
Succederà ancora. Non credevo di assistere al peggior spettacolo che l’essere umano potesse rappresentare: la distruzione di se stesso.

atomictonto
Scritto il 22 agosto 2014 at 10:50

Ma si puó essere cosi cretini da calcolare nel PIL il business della prostituzione senza legalizzarlo e normarlo, con tasse e regolamenti sanitari, ricavandone cosi benefici reali come nella maggior parte del mondo???
Dobbiamo andare avanti con le statali e i viali delle grandi città pieni di puXXXXXne che non pagano una lira di tasse ed esercitano senza controllo alcuno e in mezzo al pericolo per se e per i clienti??

reragno
Scritto il 22 agosto 2014 at 11:19

Ciao Andrea vorrei sapere cosa ne pensi di questo articolo uscito poco fa sul sole 24 ore online in cui si riportano commenti fatti da Robert Shiller:

Il 1929, il 1999 e il 2007 sono tre anni che gli investitori dovrebbero tenere bene a mente perché ad hanno preceduto i peggiori crack borsistici della storia di Wall Street (manca all’appello solo il 1987). E dovrebbero tenerli a mente soprattutto alla luce di quanto scritto recentemente dal premio Nobel Robert Shiller che in un articolo sul New York Times ha lanciato un nuovo «allarme bolla» sul mercato azionario americano. Un allarme che suona attuale dopo il nuovo massimo storico registrato proprio ieri dall’indice S&P 500. Ma anche piuttosto sinistro dato che Shiller fa un chiaro parallelo tra la situazione attuale e quella dei citati anni «pre-crack».

Prima di addentrarci nelle ragioni della rievocazione storica dell’economista urge una premessa per i non addetti ai lavori. In Borsa come si capisce se il prezzo è giusto? Il metodo utilizzato dagli addetti ai lavori è quello di ricorrere ai cosiddetti “multipli”. Si calcola cioè il rapporto tra la capitalizzazione di una società e alcuni indicatori chiave di bilancio come il patrimonio e di conto economico: gli utili passati e futuri della società in questione.

Il risultato sono una serie di indicatori: price/book value (prezzo su patrimonio), price/earnings (prezzo su utili degli ultimi 12 mesi) e price/forward earnings (prezzo su utili stimati dei prossimi mesi) e altri che funzionano come un termometro per valutare se la temperatura di un titolo è troppo elevata (per cui bisogna vendere) o troppo bassa (le azioni sono a sconto e potrebbero salire.

Ovviamente il termometro dei multipli di borsa ha un funzionamento molto più complesso del normale termometro per misurare la febbre. Non c’è una soglia uguale per tutti per stabilire se il prezzo è troppo alto o troppo basso. Bisogna per esempio mettere al confronto l’indicatore con la media storica registrata dallo stesso titolo oppure con i multipli del settore di riferimento.

In alcuni casi poi occorrerà tenere conto delle singole storie societarie per fare un’analisi accurata. Il titolo Amazon tratta 288 volte gli utili attesi. Un multiplo elevatissimo che si giustifica con la strategia del fondatore Jeff Bezos di reivestire continuamente gli utili in acquisizioni per far crescere il fatturato sbaragliando la concorrenza.

Anche con tutti questi accorgimenti poi non è detto che si abbia un’indicazione così chiara. Uno degli inconvenienti del multiplo P/E (prezzo su utili) è ad esempio che in fasi di recessione o espansione dell’economia rischia di fornire un’immagine falsata del valore delle azioni. Facciamo un esempio: a maggio 2009 il P/E della Borsa americana toccò il suo record storico a 123 punti. Questo successe non perché i prezzi erano troppo alti (Wall Street era reduce dal crack di Lehman Brothers) ma perché gli utili, cioè la voce al denominatore, si erano azzerati o quasi.

Per evitare le distorsioni legate alle oscillazioni del ciclo economico il premio Nobel Robert Shiller, insieme ad altri, ha elaborato un proprio indicatore: il cosiddetto Cape Ratio o Shiller P/E ratio che è calcolato depurato dall’inflazione utilizzando, invece che gli utili degli ultimi 12 mesi, i profitti annui medi degli ultimi 10 anni.

Ebbene, ai corsi attuali, lo Shiller P/E ratio dell’indice S&P 500 si attesta oltre la soglia dei 26 punti. Un livello che non solo è superiore del 57% alla media storica (16,6) ma che – come si può notare da questo grafico storico – è stato superato solo poche volte nella storia dell’indice S&P 500: nel 1929, anno dello storico crack che diede inizio alla “Grande Depressione”; nel 1999 alla vigilia dello scoppio della bolla internet che ha fatto bruciare all’indice Nasdaq il 70% in un biennio; e a metà degli anni 2000 (2004 e 2007) quando la crisi dei mutui subprime stava montando per arrivare a deflagrare a fine 2008 con il collasso della banca americana Lehman Brothers.

22 agosto 2014

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-08-19/wall-street-record-ma-termometro-bolla-segna-febbre-alta-come-29-99-e-2007–grafico-100100.shtml?uuid=ABHcqUlB

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 12:26

reragno@finanzaonline: Eprimo tutta la mia rassegnazione e rammarico per un mondo che ha imboccato una via senza ritorno, Italia ed Europa in primis.

Ormai dovrebbe essere fin troppo chiaro che la cura si è rivelata più nefasta della malattia stessa, peraltro innescata da una lobby ben nota (l’idea di poter far soldi e profitti sui debiti che ha portato al baillout 2007/2008) : l’enorme liquidità messa in circolo dalle banche centrali da alcuni anni per ridare sangue al malato quasi terminale ha prodotto effetti contrari, tutti quanti inebriati da finanza a go-go sembrano non voler più dare alcuna importanza al fattore numero uno della crescita e del benessere per le democrazie del passato : il LAVORO e i PRODOTTI (e relativi dati fondamentali).

E’ fin troppo chiaro che così è un cul-de-sac che conduce ad un vicolo cieco senza uscita.

E quello che stupisce sono i mercati mondiali -primo tra tutti Wall Street- che performa ai massimi storici senza dare importanza ai fondamentali sottostanti ma solo alla bolla. Ma del resto, con così tanta liquidità messa in giro peraltro elargita a costo zero, cos’altro ti potevi aspettare??? il manicomio, appunto.

quando leggo di una app per smtphone come “what’s ap” venduta a miliardi di US $ oppure alla quotazione di Facebook che ha raggiunto livelli da capogiro per una società che è fondata sulla “fuffa”, ho di fronte l’esatta immagine dei tempi folli che stiamo attraversando.

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 15:48

reragno@finanzaonline,

Veramente ne ha parlato 2 o 3 post più giù…ad ogni modo ti rispondo io: come dice Jeremy Siegel, la borsa americana ha previsto 9 delle ultime 5 recessioni…è impossibile prevedere in base ad indicatori numerici cosa faranno i mercati azionari in futuro, per il prof Shiller come per qualsiasi altro e per un motivo molto semplice, se fosse possibile allora tutti potrebbero prevedere l’andamento dell’indice, ma se tutti lo possono prevedere, di fatto nessuno lo prevede, per diverse leggi contemplate nella teoria dei giochi…ad esempio nell’articolo non c’è nemmeno un accenno al fatto che mai nella storia moderna si erano visti tassi di interesse così bassi, di sicuro non nel 29, né nel 2000 o nel 2007, questo il Cape non può considerarlo ma se le azioni fanno utili per il 4 per cento della loro capitalizzazione e i bond mi pagano lo 0.5 cosa comprerò? La verità è che se coi tassi a zero anche comprare con p/e 100 ha senso…

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2014 at 15:57

Reragno…

…penso semplicemente che in giro c’è gente che deve vivere con stipendi da 200000/300000 euro all’anno gestendo capitali altrui e poi di seguito soddisfare fondi e piazzisti la quale ovviamente non può permettersi di dire che le quotazioni non hanno alcun legame con la realtà fondamentale … Siamo in deflazione e anche se la liquidità resta a rendimento zero sul conto non succede nulla anzi è occasione di acquisto futuro anche se i bond danno lo zero virgola.
Questa è una financial repression e loro hanno disperatamente bisogno che tu alimenta il loro schema di Ponzi partecipandovi…

reragno
Scritto il 22 agosto 2014 at 16:24

col piffero che io parteciperò.

Grazie Andrea di tutto, come sempre.

veleno50
Scritto il 22 agosto 2014 at 17:41

reragno@finanzaonline,

Se sei un cassettista dovevi averli già presi i bond ,per le azioni l’articolo del sole 24 ore parla chiaro occhio al futuro degli utili aziendali e non guardare al passato.e poi con il tuo piffero facci una suonatina,ciao buon lavoro

ihavenodream
Scritto il 23 agosto 2014 at 12:03

icebergfinanza,

Innanzitutto evita di seguire i consigli di sedicenti esperti su internet…ci sono ottimi libri sugli investimenti, li puoi trovare anche in rete, tipo l’ intramontabile intelligent investor, di Ben Graham…se non vuoi investire in equity ti restano i bond, i metalli preziosi e gli immobili, anche se per come la vedo io, non ha senso comprare un immobile per investimento, meglio comprare un reit, quindi sempre di equity si parla…non rimanere cash se non per la quota parte che ti serve per le spese correnti…è la mossa più stupida che possa fare un investitore in ogni circostanza, anche in deflazione…se non vuoi partecipare allo schema di ponzi dell’equity ti rimane l’oro o i bond, sparati un bel bund decennale allo 0, con la Bce impegnata a far salire l’inflazione con qualsiasi mezzo…buona fortuna

glare
Scritto il 23 agosto 2014 at 17:10

ihavenodream@finanza,

si ma quale equity..BERKSHIRE HATHAWAY INC , goldman Sachs…Tpg..per me ora la mossa più giusta serebbe avere liquidità e comprare terra agricola..al prossimo giro di boa..
Peccato ORA sia a SECCO

icebergfinanza
Scritto il 23 agosto 2014 at 18:08

ihavenodream@finanza,

Mi ricordi tanto quel povero idiota di Mariano che frequentava il blog anni fa e quotidianamente ci insultava che si è eclissato nei suoi fantastici investimenti legati all’inflazione. Quando avrai imparato ad amministrare e gestire grandi portafogli come il sottoscritto e con risultati che molti compagni di viaggio conoscono sarò ben lieto di ascoltare i tuoi suggerimenti.

ihavenodream
Scritto il 25 agosto 2014 at 10:33

glare@finanza,

Dammi la tua mail e te lo dico…

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