EUROPA 2014…ATTENTI ALLA FRANCIA!

Scritto il alle 11:55 da icebergfinanza

Credo che a parte la parentesi italiana, ben pochi hanno compreso quanto sia veramente accaduto in Francia, dove l’estrema destra nazionalista ha disintegrato Hollande e costretto alle dimissioni il capo della destra governativa, chiedendo a gran voce un referendum per l’uscita dall’euro.

Come già detto recentemente se i mercati e le agenzie di rating sono veramente coerenti ora dovrebbero occuparsi seriamente della Francia e della sua chiara ed evidente instabilità POLITICA, dopo averla menata per mesi con i loro report sul rischio Italia, per non parlare del suo CORRENT ACCOUNT che urla vendetta e di un manifatturiero costantemente in recessione per mesi e recentemente.

 

 

Madam Volatilité è dietro l’angolo, sarà un’estate molto calda.

Dopo aver imparato dall’Europa come si coltivano i cetrioli e la loro necessaria curvatura e che ormai la Famiglia non è più adatta all’educazione sessuale dei Vostri figli, forza ragazzi, su coraggio, manca veramente ancora poco al momento in cui un banchiere centrale vi insegnerà a come educare i Vostri figli…

Secondo il presidente della Bce alcuni paesi dell’Eurozona sono stati colpiti da un’elevata disoccupazione giovanile, oltre che per l’eccessiva flessibilità dei soli contratti dei giovani, anche per “un sistema educativo in fondo alla classifica dell’Ocse”.

“Le piccole e medie imprese fanno l’80% dell’occupazione nell’Eurozona, ecco perché sono importanti”. Draghi ha anticipato che venerdì la Bce pubblicherà con la Banca d’Inghilterra un nuovo paper su come affrontare la stretta creditizia alle pmi comprando prestiti cartolarizzati dalle banche. Il piano di Draghi (Ansa)

No non sottovalutate queste parole,  avete un sistema educativo che fa schifo, siete poco flessibili…

Correva il giorno 10 febbraio 2012 in piena tempesta spread sull’Italia … Sul mercato del lavoro «bisogna ridurre le rigidità e aumentare la flessibilità». Nei paesi dell’area euro sono necessarie «riforme strutturali per rafforzare le economie, tra cui riforme ambiziose sulla concorrenza nei mercati di prodotti e servizi». CorrieredellaSera

Tenetemi fermo, sono agitato, non nessuno ha l’esatta dimensione di quello che sta accadendo!

“Le piccole e medie imprese fanno l’80% dell’occupazione nell’Eurozona, ecco perché sono importanti”…

Sono talmente importanti che pubblicheranno due righe su carta da formaggio dopo aver lascio trascorrere oltre un anno senza fare nulla! Mi raccomando fate con calma e quando avete il via libera della Merkel procedete pure.

Oltre un anno fa ho scritto un appello sottoscritto da oltre 2000 anime, ma ignorato dalla maggior parte di chi legge questo blog, dalla stampa, dalle organizzazioni di categoria. FATE PRESTO! SALVIAMO LA PICCOLA E MEDIA IMPRE

Fate con calma non c’è fretta, ora dopo aver promesso la restituzione dei debiti PA alle piccole e medie imprese in luglio, averla spostata a settembre per San Matteo si va al 2015…

“E’ presumibile pensare che con i nuovi meccanismi la gran mole del debito verrà pagata entro i primi tre mesi del 2015″. Lo rivela il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio sul Corriere della Sera, riferendosi al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese.
Sui debiti residui della P.A. pagabili quest’anno, precisa: “E’ azzardato fare una previsione. C’e’ la disponibilità a pagare tutto quello che arriva, sicuramente quanto fatto finora permette di non accumulare ulteriori debiti. Può darsi che tutti i residui passati non verranno evasi (97 miliardi, stima Bankitalia, e’ credibile) quest’anno”.P.A., Delrio: “Il grosso pagamenti imprese a inizio 2015

Non c’è fretta fate con calma rispettate tutti i parametri che vi fanno comodo!

No non è finita qui, Draghi ha aggiunto …“Siamo consapevoli dei rischi di un periodo troppo lungo di bassa inflazione”, ma “sono fiducioso, riporteremo l’inflazione vicina ma al di sotto del 2% come da mandato”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, rifiutando l’idea di alzare l’obiettivo dei prezzi: “non voglio neanche pensare” cosa significherebbe per la Germania portare l’obiettivo al 5%.

Non voglio neanche pensare cosa significherebbe per la Germania portare cosa?????

Scusi signor Draghi ma lei è responsabile delle Bundesbank o della BCE? Ma chi se ne frega della Germania! Siamo in mezzo ad una depressione economica, la più imponente della storia, siamo in mezzo ad una debt deflation, e Lei non vuole neanche pensare minimamente a quello che accadrebbe se, ma stiamo scherzando?

Dica magari che l’inflazione tedesca è in linea con l’obiettivop di medio termine e chi se ne frega degli altri, cosi facciamo prima ad informare un popolo di ignoranti che vota per 80 miga euro o per l’abolizione dell’IMU! La mano sinistra non sa cosa fa la mano destra

Ascoltate cosa ha detto ieri il fantasma di Hollande a Bruxelles : “Se l’Europa non risponde tra qualche anno ci saranno altre voci contrarie” …tra qualche anno?

Ma questi ci sono o si fanno, tra qualche mese altro che anno, se non cambiate verrete spazzati via dalla storia, ora subito adesso e non tra qualche anno!

Mentre vi hanno raccontato per tutta la durata delle elezioni che questa volta la scelta sarebbe stata Vostra Leader ancora divisi su Juncker

Sul sito delle Elezioni Europee 2014, loro  via hanno  suggerito di esercitare il vostro potere per scegliere chi guiderà questa Europa…

…probabilmente loro hanno già deciso diversamente!

Non ha forse detto recentemente Van Rompuy,  attuale presidente del Consiglio Europeo…

Das sei heute anders, entgegnet die SZ. Van Rompuy:

„Ja, Europa verändert unseren Alltag. Und natürlich spielt das Europäische Parlament eine wichtige Rolle, spätestens seitdem der Lissabon-Vertrag gilt. Aber die Bürger wissen auch, dass die großen Entscheidungen nicht nur im Parlament fallen, sondern auch woanders.EU-Ratspräsident im Gespräch – Van Rompuy wirft Parteien

…ovvero che le decisioni che ci riguardano vengono prese anche altrove non solo in Parlamento, ma questo per noi non è una novità!

Quindi per non smentirsi sul Sole24Ore di qualche giorno fa…

Sarà stata la pratica del lavoro comune svolto dalla Troika, la task force composta da Ue, Bce e Fmi o la forza intrinseca del direttore generale dell’Fmi, ma le voci di una candidatura di Christine Lagarde a presidente della Commissione Ue si fanno sempre più forti.  Alla domanda di chi sarà il prossimo presidente della Commissione europea, molti analisti delle segrete cose europee, non indicano il socialdemocratico Martin Schulz o il democristiano Jean-Claude Juncker ma un terzo incomodo. Se nessuno dei due “pesi massimi” dovesse vincere con un netto vantaggio, anche a causa del voto dei populisti, allora potrebbe farsi avanti un candidato alternativo di stazza internazionale, già ex ministro dell’Economia francese, attuale direttrice del Fondo monetario: Christine Lagarde. Naturalmente la diretta interessata smentisce con forza le indiscrezioni ma la partita è aperta, sottolineano a Bruxelles gli addetti ai lavori. E molto naturalmente dipenderà dall’esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento del 25 maggio.

Nel frattempo in America mentre gli psicopatici imbottiti di cocaina e testosterone fanno salire i mercati a nuovi record e Goldman Sachs rivede al ribasso le stime della revision e della crescita del primo trimestre a MENO 0,8 % per variazione delle scorte negativa, gli ordini di beni durevoli preannunciano un secondo trimestre poco brillante rispetto alle solite aspettative da polli di trilussa.

E dollaro e treasuries continuano a volare mentre così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’euro fatal…

Ha dimenticavo la recessione in Italia è finita.

Mi dispiace ma questa è la pura e semplice realtà, bisogna prenderne atto, come noi facciamo da anni, mentre altri vi illudono inutilmente, in direzione sempre e solo ostinata e contraria!

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59 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 12:17

“Mi dispiace ma questa è la pura e semplice realtà, bisogna prenderne atto, come noi facciamo da anni, mentre altri vi illudono inutilmente, in direzione sempre e solo ostinata e contraria!”

No Mazzalai non sei in direzione ostinata e contraria, sei insieme a tantissimi altri, sei minoritario (numericamente non tanto, come potere decisionale certo che sì) … di fatto ormai sei mainstream (ma non institutional !). Altri sono contrarian, e quelli non se li fuma nessuno, peccato sono l’ultima possibilità prima del lungo inverno… e se credi davvero che rilanciando astrattamente le piccole/medie aziende per produrre beni in eccesso vendi illusioni come gli altri, solo che lo fai in modo eticamente corretto. Se domani per incanto venissero distribuiti crediti senza fondo alle imprese e denaro gratis a contribuenti senza soldi, l’unica cosa che otterresti è una brevissima fiammata che si scontrerebbe con un limite fisico imposto dall’esterno. Siamo in un sistema dove la ricchezza è orrendamente mal distribuita MA limitato sul lato dell’offerta dell’elemento base, l’energia, e non limitato sul lato della domanda come insistono sia gli istituzionali che i contrarian che poi tanto contrarian non sono ! Non si riempie l’output gap se non c’è benzina !

icebergfinanza
Scritto il 28 maggio 2014 at 12:26

john_ludd@finanza,

Con il credito solo chi merita sopravvive e va avanti puntando sulla qualità e sostenibilità, gli altri si disintegrano banche che fanno credito allegro comprese. Io credo nella distruzione creatrice… :wink:

icebergfinanza
Scritto il 28 maggio 2014 at 13:24

Dedicato a SCIOLTA CIVICA e ai suoi mentori Napolitano e Monti e ai 12 milioni di polli che hanno votato domenica… 78 MILIARDI, SOLO L’ITALIA PAGA L’AUSTERITY – Persi 5 punti di Pil durante la crisi per fare i compiti a casa. Invece Germania e Francia … http://www.huffingtonpost.it/2014/05/28/rapporto-annuale-istat_n_5402171.html?1401268429&utm_hp_ref=italy

guidone
Scritto il 28 maggio 2014 at 13:32

Andrea, scusa ma non ho capito quando hai scritto:

“Ha dimenticavo la recessione in Italia è finita.”

Sei stato serio o era un paradosso??

icebergfinanza
Scritto il 28 maggio 2014 at 13:33

guidone@finanza,

Era il titolo di tutti i giornali online oggi al rapporto ISTAT…si è finita la recessione incomincia la depressione

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 13:35

icebergfinanza,

la distruzione non crea nulla per definizione. Quello d cui parli è sostituzione di un ente poco efficiente che sopravvive grazie a un posizione di vantaggio ottenuta con la forza, con uno più efficiente. Questo è possibile solo in assenza di un cambio di stato, in un sistema che naturalmente si rinnova. Al contrario quando la crisi energetica dispiegherà tutti i suoi effetti, resta solo la prima che hai detto. Tuttavia quello che (forse) intendi va nella direzione corretta di eliminare brontosauri del credito e imprese coinvolte in attività incompatibili con una mondo a molto più bassa intensità energetica. C’è il problema delle gestione delle decine di milioni di posti di lavoro connessi e la gestione delle aspettative di 7,5 miliardi di persone (tranne qualche caso isolato) che a tutto pensano fuorché alla rinuncia permanente di parte di quanto assunto come consolidato oppure se non lo possiedono all’idea di non arrivare a possedere quanto gli altri già hanno.. Il riequilibrio è assai più in basso, può bastare se gestito, ma se non lo è… l’ho scritto sino alla nausea. Ennesimo rantolo, SORRY !

mirrortrader
Scritto il 28 maggio 2014 at 13:56

12.000.000 di polli?

Sei troppo buono.

Siamo la vergogna del mondo… gli unici celebrolesi che hanno votato per il suicidio.

Solo in Italia si possono trovare tanti coglioni… e la prima stima è almeno 12.000.000 di coglioni.

quesalid
Scritto il 28 maggio 2014 at 14:24

Il Tesoro fa il pieno di BoT a 6 mesi. Tasso giù allo 0,49%. Asta flop in Germania, interviene la Bundesbank (IlSole24Ore)

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-05-28/il-tesoro-raccoglie-65-miliardi-bot-6-mesi-tasso-giu-10-punti-base-049percento-e-domanda-rialzo-112115_PRV.shtml?uuid=ABWJupLB

snapjibe
Scritto il 28 maggio 2014 at 14:42

Articolo interessante e pieno di spunti altrettanto interessanti:
1. Il sistema educativo
.

Draghi è furbo ma noi non siamo scemi: hanno solo drenato risorse dal sistema educativo pubblico contrabbandando come valido il sistema USA stra-indebitato e con i dottorandi ed i postPhD che fanno la bassa manovalanza dell’insegnamento a scapito degli studenti e di loro stessi.

2. Cartolarizzazioni e dintorni

Ma tutti questi debiti cartolarizzati da pubblico e privati non saranno mica stati fatti per le ruberie alla Ministro Clini ? Vogliamo dare un’occhiata ?

3″Il Commisario USA per la liquidazione dell’Europa”

Se i populisti prendono voti bisogna mettere uno che prende più voti dei populisti non una che farebbe prendere ancora più voti ai cosi detti populisti….a meno che l’avanzata dei populismi e la candidatura della Legardere non sia un’altra americanata del tipo “destabilize to stabilize”.
Insomma che ci sia la stessa “tasca” dietro ambedue giacchè le campagne elettorali costano e quelle di successo costano molto.

Ciao

giobbe8871
Scritto il 28 maggio 2014 at 14:46

chi ha votato Matteo Renzi ( io NO ! ) non è un pollo. è un Egoista, Opportunista che difende ad oltranza i propri soldi, investimenti non tanto azionari ma OBBLIGAZIONARI ( BTP e BONDS BANCARI) e IMMOBILIARI ( i bilocali affittati con cedolare secca al 10% )

delle aziende che chiudono non gliene frega niente !

giobbe8871
Scritto il 28 maggio 2014 at 14:47

Matteo Renzi vale 2,5 milioni di voti in più del vecchio PDS

giobbe8871
Scritto il 28 maggio 2014 at 14:49

intanto il buon prof. Savona non molla. per fortuna

http://www.wallstreetitalia.com/article/1696708/serve-un-piano-a-per-stare-nell-euro-e-piano-b-per-uscirne.aspx

PIANO B , exit euro

Cosi’ Paolo Savona, economista, gia’ ministro all’Industria nel Governo Ciampi, ad un convegno di Pordenone Pensa.

”La Germania lo sta gia’ facendo, stringendo accordi industriali importanti con Russia e Cina.

Da parte dell’Italia occorrerebbe un’azione di politica estera di tutela dagli attacchi speculativi che ci sarebbero contro una eventuale nuova lira italiana, seguendo proprio la strada della Germania.

Del resto, la storia d’Italia e’ una storia di alleanze, a partire da quella stabilita con i francesi per l’unita’ d’Italia a quella con gli americani nel dopoguerra fino all’alleanza europea – ha detto ancora Savona -. Stare nell’euro non e’ meno difficile di quanto sia uscirne. Se il costo per rimanervi e’ la perdita di quote importanti del nostro apparato produttivo e disoccupazione crescente, concentrata per giunta nel settore giovanile, e’ chiaro che un piano B puo’ diventare indispensabile”.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 15:15

giobbe8871@finanza,

Siete tutti drammaticamente fuori strada. L’apparato produttivo italiano come quello di tutti gli altri paesi è compromesso per sempre. Le ragioni x uscire dall’euro sarebbero altre ma NON vengono menzionate perché tutto quello che volete è tornare a come era prima, sperando che con la lira si torni a produrre, a esportare e guidare l’auto verso il mare con dentro tutta la famiglia compreso il cane. Non accadrà. La ragione unica x uscire dall’euro è che oggi i vincoli demenziali europei non consentono di investire, a prescindere dalla ragione dell’investimento, quindi niente piano x il riassetto idro geologico che si pagherebbe da solo, niente piano per l’efficienza energetica che si pagherebbe da solo, niente piano x l’agricoltura, niente nuovi porti per portare i pomodori via nave e non con i camion, etc… ma x i fautori dell’euro è una merda (lo è) questi non sono l’obiettivo principale, l’obiettivo è svalutare e rilanciare l’export. Savona ha diretto (male) aziende pubbliche e pseudo private, di che parla se non più export ? A chi ? Che sapete voi della capacità produttiva in eccesso esistente tra Cina, Corea e Giappone ? Nulla credo, altrimenti comprendereste che dovreste svalutare del 75% per essere competitivo con un cinese. C’è solo una esigua possibilità per evitare ciò che non volete neppure considerare e non più di 3 – 5 anni per avviarla perché non solo la produzione petrolifera USA è insufficiente (per loro) ma tutti i campi OPEC sono in declino e pure rapido. Saudi Aramco sta inondando i propri giacimenti di acqua a pressione e CO2 per mantenere la produzione cui tutti guardano e da cui tutto dipende. Ma non c’è niente da fare, stanno facendo il massimo e dopo il 2035 non ci sarà nulla, zero. E la santa madre Russia che tutti invocano ha campi in rapido declino pure essa. Ma sa fare centrali nucleari e ha gas sino a dopo il 2050, per se stessa almeno. Noi no e il dibattito è euro sì/no perché altrimenti non esportiamo. La follia ha mille volti, la ragionevolezza uno solo.

“Mio padre montava un cammello, io guido un auto, mio figlio guiderà un aeroplano, suo figlio monterà un cammello”

Sceicco Saudita 1982

phitio
Scritto il 28 maggio 2014 at 15:46

icebergfinanza:
[email protected],

Con il credito solo chi merita sopravvive e va avanti puntando sulla qualità e sostenibilità, gli altri si disintegrano banche che fanno credito allegro comprese. Io credo nella distruzione creatrice…

Forse potrebbe esserti utile sapere il principio fisico che l’energia non si distrugge, ma soprattutto non si crea. Se non c’e’ energia, niente economia. Punto.

phitio
Scritto il 28 maggio 2014 at 15:51

john_ludd@finanza,

E’ proprio questo il problema. Tutti si arrovellano per un solo obiettivo, tornare ai bei tempi andati. Non per affrontare il futuro cosi’ come sara’.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:02

phitio@finanza,

Ammettiamolo, è tempo perso; non è che la gente anche non del tutto priva di consapevolezza come chi legge questo blog, non capisca, solo che è convinta che non toccherà a lui, ma sarà chi verrà dopo, suo figlio o suo nipote, a doversene occupare. Invece gli tocca, eccome se gli tocca a meno che abbia 60 e passa anni. E anche Mazzalai è inutile che citi una volta alla settimana il frammento di Tolkien e poi parli d’altro, tocca anche a lui, forse lo sa ma guarda dalla parte sbagliata, al sistema finanziario alimentato dal denaro elettronico. Ma noi non siamo limitati dalla capacità di generare denaro, ma limitati dalla possibilità di accedere a energia, acqua e cibo. E quanto arriva sulle nostra tavole è un prodotto industriale per il quale ci serve un mare di energia dato che niente di quel che divoriamo non arriva via camion, e viene chiuso dentro un freezer sino al consumo. Tutto appare scontato a chi nella vita non ha visto altro.

idiocrazia
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:13

Capito Mazzalai? Chiudi il Blog te lo ha detto John_Ludd il detentore del sapere assoluto

come volevasi dimostrare

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:29

Oggi però voglio essere positivo, almeno nel significato cui viene attribuito al termine positivo da alcuni lettori di questo blog che vivono nell’attesa della rovina della Germania e della rinascita della grande Italia. Bene ragazzi, effettivamente i biondi sono sull’orlo della catastrofe e lo sanno pure…

“Angela Merkel’s Vice Chancellor Stuns, Declares Germany’s ‘Energiewende’ To Be On ‘The Verge Of Failure’”

Il vice cancelliere sbalordisce dichiarando che il piano di transizione energetica è sull’orlo del fallimento”

Molti pensano che la Germania produca ampia parte dell’energia con le rinnovabili perché confonde potenza installata con potenza prodotta. Se installo 10 kW di solare e quello mi produce per 8 ore/giorno, ho solo 1/3 di quell’energia potenziale, chiaro no ?

Bene questi sono i dati dell’energia consumata in Germania nel 2012 (fonte BP)

petrolio = 36%
gas = 22%
carbone = 25%
nucleare = 7%
idro = 2%
rinnovabili = 8%

essendo l’idro una rinnovabile anch’essa il totale è il 10%. L’Italia produce più elettricità da rinnovabili grazie all’idro mentre solare+eolico contano come il due di coppe. Tutto il resto Germania e Italia lo importano, tranne quote residuali ma recentemente in Germania hanno iniziato a potenziare miniere di lignite a cielo aperto (carbone di pessima qualità altamente inquinante).

Tutti più contenti ora ?

snapjibe
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:31

Seondo me Mazzalai NON deve chiudere il blog e di sicuro John_Ludd scrive cose interessanti.

Euro si ed Euro no è una finta discussione, sia perchè la Lira libera e bella non è mai esistita sia perchè l’export ormai non lo rilanci più perchè non abbiamo più niente di appetibile da vendere.

Savona non può, non vuole e soprattutto non deve affrontare il problema dell’Italia: l’azzeramento dell’onestà individuale e dell’iniziativa imprenditoriale al di là di scarpe borsette droga donnine e mazzette.

Per fare un esempio in maniera scassata, caotica e dispersiva siamo arrivati ad una produzione del 30% dell’energia elettrica da fonti alternative.
…ma tutto tace perchè il ruba, consuma-gas e stampa soldi semi-finti deve continuare al prezzo di far uscire una nazione dall’Euro per non aver più un minimo di controllo sulle pubbliche finanze.

Ciao

kry
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:31

phitio@finanza,

Visto che molti non credono a quello che dice John, inserisci il post del blog di ugo bardi dove si evidenzia la quantità di petrolio necessaria per l’agricoltura e l’irrigazione.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:34

idiocrazia@finanza,

ho scritto a Mazzalai di chiudere il blog ? indicami dove ? vedi aquila io sono molto più vicino ai 60 anni di te e NON ho figli, potrei sbattermene e godermi gli anni che mi restano, ma a voi queste cose nessuno le racconta, anzi vi propinano il contrario. Ora puoi sempre scrivere che non è vero un cazzo e/o non te ne frega un cazzo.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:41

snapjibe@finanzaonline,

non è una finta discussione, l’euro è un disastro. Quello che è ASSENTE o ERRATO è per cosa vogliamo uscire dall’euro; se lo scopo è “rilanciare l’export attraverso la svalutazione” allora si sceglie solo una diversa traiettoria per arrivare alla bara (collettiva).

kry
Scritto il 28 maggio 2014 at 16:42

john_ludd@finanza,

A quando l’abbattimento della Foresta Nera ? Mi sa tanto che la natura ci obbligherà a fare come le formiche o meglio ad non andare più contro di essa , produrre d’estate con l’ energia da fotovoltaico per sopravvivere d’inverno.

snapjibe
Scritto il 28 maggio 2014 at 17:02

john_ludd@finanza,

Non sono d’accordo, l’Euro non è un disastro.
E’ solo qualcosa al di là dell’intelligenza media dell’europeo che per vent’anni ha mandato le Ive Zanicchi di turno al parlamento europeo a difendere l’industria italiana dei bulloni, dei rubinetti e dei capannoncini veneti, e dei tre gradi di giudizio per chi è stato preso in flagranza di reato.
Prendi lo standard GSM dei telefonini, gliene dissero di tutti i colori soprattutto gli americani.
Gli SMS furono aggiunti al prtocollo da 4 testoni di ingegneri che non capivano nulla.

Adesso l’Europa ha una rete mobile uniforme, mentre gli USA sono con più standard e gli SMS sono utilizzati a palate

L’Euro è un pezzo di carta, non è nè un problema nè una soluzione.
Il problema siamo noi e le nostre teste di c.z. che abbamo sul collo.

Ciao

ilcuculo
Scritto il 28 maggio 2014 at 17:08

idiocrazia@finanza,

Idio…crazia

purtroppo nella migliore delle ipotesi le valutazioni di John sono sbagliate su timing . ovvero sulla pendenza della discesa.

Potrebbe essere molto se si cominciasse a fare qualcosa.

Ma considerando che non si sta facendo nulla spostare lo schianto in avanti di dieci o venti anni fa abbastanza poca differenza.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 17:11

kry@finanza,

la natura non obbliga nessuno. C’è questa forma di pensiero che tende ad antropomorfizzare la natura. Noi siamo un frammento infinitesimo dei processi naturali in corso, se anche ci impegnassimo a fare pezzi il pianeta (ancor più di ora ?), non riusciremmo mai a fare quanto riesce a fare una singola eruzione di un super vulcano, evento che accade con certezza assoluta e pure di frequente ma su scala ordini di grandezza oltre la durata della nostra vita. Ma possiamo estinguere noi stessi o gran parte di noi stessi, è questo che ci deve interessare non l’orso polare o il colibrì o i super vulcani.

idleproc
Scritto il 28 maggio 2014 at 17:31

‘azz ma qui la pensate più o meno come la penso io me.
un saluto a tutti, peccato sono in partenza per motivi esistenziali.
Buon lavoro.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 18:32

idleproc@finanza,

azz anche io… (parto) per gli stessi motivi. Prima devo sistemare l’archivio fotografico e i miei taccuini, mi servono per ricordare dove sono stato, chi ero prima e chi sono ora. Quando tornerò tra qualche mese sarò un altro ancora. Tashi Delek !

mirrortrader
Scritto il 28 maggio 2014 at 19:05

John, puntare forte sul nuclare potrebbe essere una soluzione?
Ho visto che ha una creazione di energia enorme rispetto i fossili.

kry
Scritto il 28 maggio 2014 at 19:12

Conclusione:

Mentre i media mainstream cullano il pubblico facendogli credere il petrolio di scisto americano sia una rivoluzione, il picco del petrolio in molti paesi si mangia come un cancro il sistema di fornitura petrolifera. Il grande problema è che vengono costruite infrastrutture dipendenti dal petrolio che non saranno necessarie quando il petrolio di scisto americano raggiungerà il picco e rivelerà il declino sottostante. http://ugobardi.blogspot.it/2014/03/petrolio-soltanto-gli-scisti.html#comment-form Che strano mi sembrava d’averlo già sentito dire anzi mi ricorda qualcuno.

kry
Scritto il 28 maggio 2014 at 19:16

mirrortrader@finanza,

Ahi,ahi ahi dove mi cadi !!!!! Prova a farti un giretto in finlandia il paese dei mille laghi 1 volta e mezza l’italia con 5500000 abitanti. Chissa per chi pensavano d’usarla l’energia nucleare per Nokia????

kry
Scritto il 28 maggio 2014 at 19:20

kry@finanza,

Dimenticavo nei prossimi anni in francia è prevista una spesa di 300 miliardi € per manutenzioni centrali nucleari e scorie. Quello si che fa pil.

mirrortrader
Scritto il 28 maggio 2014 at 19:58

Vorrei una risposta tecnica non una risposta politica. Mi ci pulisco il c..o col ciarpame politico…

laforzamotrice
Scritto il 28 maggio 2014 at 20:26

john_ludd@finanza,

cavolo, caro John, sei proprio pessimista, poi ti arrabbi solo perchè dico che i vecchi devono morire.

soltero
Scritto il 28 maggio 2014 at 20:34

visto e considerato che john ha quasi detto la sua età( quasi 60) e visto e considerato che a naso siamo coscritti( sono nato nel 55) se non si offende mi permetto di dargli un piccolo consiglio
LASCIA PERDERE
sono 40 anni che ripeto quello che tu magistralmente scrivi
sono stanco di essere deriso o che mi danno dell,uccello del malaugurio o mi ascoltano solo per farmi un favore o per molte altre cose
stanco e sfiduciato comunque con la massima BARCOLLO MA NON CROLLO

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 20:56

mirrortrader@finanza,

La tecnologia nucleare corrente non risolve. Oltre al costo e ai tempi di sviluppo c’è il problema chiave che l’uranio è ben oltre il picco e questo significa ricorrere a centrali auto fertilizzanti, praticamente eterne, ma non esiste nulla di più pericoloso del plutonio che viene prodotto. Il plutonio ha un tempo di dimezzamento di 24.000 anni, deve decadere almeno 10 volte per essere relativamente non pericoloso (cioè 2 milioni di anni) e NON esistono materiali in grado di contenere le scorie per più di qualche decennio. Il problema delle scorie è talmente grave che non viene risolto, ma solo dilazionato nel tempo. Gli americano hanno speso una montagna di quattrini senza venirne a capo. Russi e cinesi hanno inquinato per l’eternità aree sotto popolate dei loro territori e continuano a farlo. E’ una tecnologia di cui possediamo solo una parte: sappiamo come costruire ma non come dismettere. Questo non impedisce che nuove centrali siano in costruzione: cinesi soprattutto, ma anche indiani e tutti i paesi emergenti ne hanno diverse in cantiere (tecnologia prevalentemente russa che vende la centrale ma ne mantiene la gestione e il riciclo delle scorie di fatto legando a sé il paese cliente x sempre). L’alternativa c’è e c’è sempre stata, reattori “molten salt” al torio. Dopo la guerra ci fu una breve “guerra” tra i fautori della tecnologia dell’uranio e quella del torio. Venne scelta la prima perché permetteva il riuso del plutonio x usi militari. Gli investimenti riversati x lo sviluppo della tecnologia nucleare non sono quantificabili proprio per via della commistione con l’uso militare, ma sono stati immensi, possibili (in USA, l’URSS collassò per lo sforzo) in un periodo di grande crescita economica che ha permesso di impiegare quote di PIL oggi impensabili. Reattori al torio sono allo studio ma non si giungerà alla realizzazione dei primi prototipi prima di un paio di decenni. L’eventuale utilizzo in larga scale (se effettivamente funzioneranno) non avverrebbe prima del 2050. Non è e non sarà mai un sostitutivo del petrolio ma può (anzi deve) esserlo per carbone e gas naturale.

closing time
Scritto il 28 maggio 2014 at 21:15

john ludd se parti mancherà nel blog cio’ che nel profondo molti di noi sanno ovvero che è tutto insostenibile e che il paradigma della contemporaneità è l’impotenza.
ti consiglio di portare con te in viaggio un libro : la terra del tramonto ernesto balducci giunti editore.

john_ludd
Scritto il 28 maggio 2014 at 21:55

closing time@finanza,

Ti ringrazio ma non è TUTTO insostenibile, esistono civiltà che consideriamo inferiori che durano da secoli e forse non si farà a tempo a sterminare. Non dobbiamo buttare tutto nel fosso e regredire allo stadio di illetterati, ma ciò che è insostenibile semplicemente non dura. La chiave è modulare la transizione. Se non è possibile che ciò avvenga a livello globale per il rinsavimento di questi e quelli (non lo credo) può avvenire a livello locale, comunità il più possibile auto sufficienti che scambiano tra di loro, collaborazione e non competizione. E’ stato scritto più volte, dobbiamo solo re-imparare quello che già si sapeva mantenendo quanto di nuovo è realmente utile e tecnicamente possibile da preservare. Questo però richiede un approccio totalmente differente: non serve più votare passivamente questo o quello e neppure imprecare (sempre passivamente) contro quell’altro, è necessario operare in prima persona, con chi vuole seguire non chi con vuole. Chi è giovane lo capirà per forza, almeno alcuni e senza che sia un commentatore su un blog a dirglielo; per gli altri non so che dire. L’uomo è una specie altamente adattabile.

icebergfinanza
Scritto il 28 maggio 2014 at 22:22

Quando facciamo ragionamenti troppo complicati non sarebbe male ricordarsi che un tale ha detto… La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!

signor pomata
Scritto il 28 maggio 2014 at 22:30

john_ludd@finanza,

John volevo chiederti cosa ne pensavi di quelli che fanno l” impianto a pellet per riscaldare sia la casa e l” acqua, certo che se si toglie il gas o il petrolio la vedo dura usare tutti il pellet….poveri alberi.Però mi incuriosisce questa forma alternativa di scaldarsi.

faustino
Scritto il 28 maggio 2014 at 23:29

signor pomata@finanzaonline:
[email protected],

John volevo chiederti cosa ne pensavi di quelli che fanno l” impianto a pellet per riscaldare sia la casa e l” acqua, certo che se si toglie il gas o il petrolio la vedo dura usare tutti il pellet….poveri alberi.Però mi incuriosisce questa forma alternativa di scaldarsi.

Ti sei risposto. Ovvio. :?

sd
Scritto il 29 maggio 2014 at 00:02

signor pomata@finanzaonline,

john_ludd@finanza,

Sig Pomata quello che scrive Joohn Ludd è certamente vero e le sue informazioni sono sicuramenre di “prima mano”. Il petrolio ed il metano di profomdità (poi c’è quello di superficie di origine biologica) avranno sicuramente un picco di estrazione e di produzione….tutto finisce anche il sole un giorno morirà.
Ma forse di riscaldamento per le abitazioni non è molto informato e aggiornato !!!!

Per prima cosa, non si preoccupi, ma gran parte delle abitazioni non possono usare il pellets e la legna per riscaldarsi. Sono state progettate e costruite su misura per il metano o GPL o il gasolio/olio combustibile, per poter farle funzionare a legna o pellets dovranno essere pesantemente ristrutturate e non credo attualmente sia molto conveniente farlo specialmente nelle citta o nei condomini.

Spero non pensiate che le abitazioni o fabbricati vari si progettino e si costruiscano a caso, ci sono un infinità di norme, leggi e regole locali che impongono un certo modo di costruirle.

Le stufe a pelletes sono ottime per riscaldare un locale o al massimo un paio di locali di un abitazione. le caldaie a pellets non sono economicamente convenienti, altri combustibili costano molto meno e hanno costi di manutenzione inferiori, a meno che non vengano usate come integrazioni di altri sistemi.

Al giorno d’oggi vanno molto le stufe a legna costruite su misura che possono riscaldare tutta la casa…..costano un sacco….ma bisogna costruire la casa su misura della stufa e non il contrario, ma si sà l’immobilare è un business e non importa a nessuno costruire case per viverci comodamente ma per fari affari. Possono costare anche un 12.000-15.000 euro.

Per quanto riguarda gli alberi, ha ragione, non è possibile riscaldare migliaia di immobili adibiti ad uffici, ospedali, scuole, edifici pubblici, negozi, centri commerciali ecc ecc con la legna….per il resto si può fare benissimo.

In fondo con la fine del petrolio e metano non finirà il mondo….ma UN MONDO.

Un saluto

SD

mirrortrader
Scritto il 29 maggio 2014 at 00:44

Porta pazienza kRy , ma non ne posso piu della politica.
Si ragiona coi numeri, non con le opinioni.

mirrortrader
Scritto il 29 maggio 2014 at 00:56

Interessante le centrali al Torio, sembra che ne abbiano accesa una in India.

Ovvio non in ItaGlia, qui il progresso è bloccato a prescindere.

mirrortrader
Scritto il 29 maggio 2014 at 01:01

John , ultima cosa. E’ da anni che leggo di free-energy.
Esiste qualcosa di reale?
Ho visto delle “macchine” che consumando 1000w producevano ad esempio 2000w, ma finchè non tocco con mano preferisco avere il beneficio del dubbio.

Tu ne sai qualcosa?

elyss
Scritto il 29 maggio 2014 at 01:02

Sicuramente ne avrete già parlato altre volte e nel caso,se foste cosi gentili da postarmi il link,ve ne sarei molto grata.In caso non fosse stato trattato,posso gentilmente chiedervi che cosa ne pensate degli impianti di fotovoltaico o sistemi simili(scusate l’imprecisione e l’approssimazione nei termini,ma come è evidente,ne capisco proprio nulla)anche come forma di investimento oltre che di approvvigionamento energetico?Grazie e complimenti al padrone di casa e a tutti i validissimi interlocutori,in particolare J.Ludd,al quale,se fosse possibile,mi piacerebbe rivolegere alcune domande.

closing time
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:02

la modernità è dominato dalla tecnica quindi da ciò che è efficace e non da ciò che è giusto; appare più verosimilmemte efficace dimezzare in venti anni la popolazione mondiale piuttosto che rinunciare ad un modello di sviluppo predatorio : come e quando tarumaticamente cio’ avverrà nessuno può saperlo

kry
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:16

mirrortrader@finanza:
Porta pazienza kRy , ma non ne posso piu della politica.
Si ragiona coi numeri, non con le opinioni.

Ci mancherebbe. Comprendo benissimo il tuo stato d’animo. Nel 2001 prima degli attenti ero pronto per partire , Costarica o Turchia ed in turchia con appoggi locali. Certo che sorrido quando vedo che John è appena tornato dalla turchia e adesso si appresta per andare in mongolia. Tornando a noi le risposte erano brevi per invogliare la ricerca e i numeri non l’intendevo politici ma bensì sociali, noi per un debito atomico paghiamo oltre 70 miliardi in francia ne sono previsti quasi 40 senza tener conto del rischio inquinamento. Ciao e buona giornata. Sveglia ITALIA.

mirrortrader
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:21

Ciao John, apprendo con piacere che stai andando in Mongolia.
Se ti serve qualche scambio di opinione a disposizione.

kry
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:24

elyss@finanzaonline,

Mi permetto. John al riguardo mi ha risposto direttamente che se l’impianto è piccolo max 6 kw è da considerarsi un investimento. Visti poi gli incentivi 50% in detrazioni fino a dicembre per 10 anni io lo sto valutando. Chiedere più preventivi possibili per gli stessi impianti si trovano differenze anche del 20% e non sono pochi euro.

apprendista
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:33

Ciao Ragazzi una domanda di investimento: pensavo di prendere qualche obbligazione in nok (corone norvegesi) poiche’ come sembra sul lungo l’euro sparira’ o si indebolira’ mentre la norvegia come sappiamo da John ha le caratteristiche per avere valuta forte e sopravvivere nel tempo ma ho notato che eessendo ila nok funzionale al petrolio quando c’e stata la prima crisi del 2008 ed il petrolio e’ andato basso anche la corona ha colassato che ne pensate ? John posso sperare in tue 2 parole ?
grazie a chi vorra esprimerre la sua opinione.

kry
Scritto il 29 maggio 2014 at 09:37

signor pomata@finanzaonline,

John al riguardo ricordava quando più di 200 anni fa in inghilterra per un periodo di carestia erano scomparse le foreste. Io qui sono riuscito ad imparare che la storia si ripete, sta succedendo in grecia e sembra che sull’isola di pasqua sia successa la stessa cosa.

phitio
Scritto il 29 maggio 2014 at 10:06

sd@finanza,

Conosco un sistema di riscaldamento domestico che costa pochissimo , si chiama cappotto e/o giubbotto/maglione. Una volta non riscaldavamo le case in tutte le stanze, c’erano dei camini che scaldavano alla peggio una sola stanza ed erano un orrore in efficienza (tipo un 10-15% del calore rimaneva in stanza, il resto se ne andava su per il camino).

Sta’ cosa di volere tutta la casa riscaldata e’ una delle follie e dei lussi moderni, incoraggiati dal petrolio che costava 4 centesimi di dollaro al bicchiere (era l’epoca del barile a 30 dollari), meno dell’acqua minerale. QUando si dice che si torna indietro, significa indietro. Case fredde, meno cure per tutti, meno sicurezza, meno meno meno. Dite che salira’ la mortalita’ di vecchi e giovani? L’avete detto. Se siamo bravi, possiamo avere ancora una economia di tipo cubano, quindi con ottimi ospedali per esempio, orti cittadini e un sacco di biciclette. Ma scordatevi la carne tutti i giorni a tavola. Scordatevi le ferie in agosto. Scordatevi il macchinone 2000 turbodiesel. Scordatevi le cure termali di massa. Sara’ dura non tanto perche’ questo tipo di vita sia insopportabile, dopotutto decine di generazioni ci si sono trovate anche passabilmente bene dentro prima di noi, ma perche’ sappiamo cosa era il meglio e ci aspettiamo addirittura di migliorare. Insomma, saremo tanti nobili decaduti, con la testa piena delle glorie passate e ormai svanite. Servirebbe un buon bagno di umilta’ e riconoscere la vanita’ di buona parte di quello che abbiamo. Per riconoscere meglio cosa e’ effettivamente di valore e cercare di preservarlo.

phitio
Scritto il 29 maggio 2014 at 10:17

john_ludd@finanza,

Caro John,
La tecnologia del torio e’ soggetta agli stessi identici problemi della normale teconolofia ad uranio. In effetti si deve usare il torio per riotternere l’uranio che poi si usera’ come combustibile, e allora che stiamo a fare? Le scorie quindi sono un problema lo stesso. E il problema di un incidente nucleare che si pianta come un pugnale nel territorio di una nazione per almeno un secolo, rimane.
A Fukushima si sono rotti anche in occioli, alla fine si e’ scoperto, ma il problema sono le piscine. migliaia di tonnellate di materiale altissimamente radioattivo in piscine crepate al fondo, non sanno nemmeno da che parte cominciare. Le barre si sono ritorte tutte per le esplosioni, toglierle una a una senza romperle e innescare una esplosione (criticalita’ locale da fuga neutronica) e’ come giocare a shangai con la Morte.
E poi, come mi confermi, per averne una prototipale servono 20 anni. Tra 20 anni avremo , con le stime attuali, circa il 40% del petrolio giornaliero attualmente disponibile. Tra 20 anni tutte le infrastutture giga e mega, specie quella che alimenta la ricerca nucleare, saranno a pezzi, dissolte in un mare di malfunzionamenti, interruzioni di servizio, e caos geopolitico.

Tu sei da solo, io ho famiglia e due figli. I nostri punti di vista coincidono, ma le situazioni personali sono diametralmente opposte. Cosi’ come la visione di quello che si dovra’ fare. Io non scappero’ da nessuna parte. Io restero’ qui a combattere la mia battaglia, per i miei figli.

john_ludd
Scritto il 29 maggio 2014 at 10:29

phitio@finanza,

dipende dal significato che si da al termine “fuggire”. Per è quello indicato dal biologo francese Renè Laborit nel suo saggio del 1976, testo cardine della mia formazione:

“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.”

alcuni passi…

“Per noi, la causa prima dell’angoscia è l’impossibilità di realizzare l’azione gratificante, e sottrarsi a una sofferenza con la fuga o la lotta è anch’esso un modo di gratificarsi, quindi di sfuggire all’angoscia.”

“L’uomo è un’ essere di desiderio. Il lavoro può solo soddisfare i suoi bisogni. Sono rari i privilegiati che riescono a soddisfare i bisogni dando retta al desiderio. Costoro non lavorano mai.”

“…perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l’unico rimedio all’abitudine, all’indifferenza, alla sazietà. E’ tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E’ l’elogio dell’immaginazione mai attuata e mai soddisfacente”.

deportivotralarala
Scritto il 29 maggio 2014 at 10:51

john_ludd@finanza,

mi permetto di correggere, Henri Laborit

john_ludd
Scritto il 29 maggio 2014 at 11:03

deportivotralarala@finanza,

:D

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