BLACK ROCK VENDE ITALIA: MAMMA … LI TURCHIA!

Scritto il alle 11:03 da icebergfinanza

Nell’estate del 1799 approda nel porto di Palermo, la flotta turca, fiore all’occhiello del potente impero Ottomano, che dominavano il Mediterraneo dal Bosforo alle colonne d’Ercole. Durante la sosta nel porto di Palermo, le navi turche furono oggetto di visite di molte famiglie nobili palermitane. – See more at: http://www.blogsicilia.eu/mamma-li-turchi-detto-ancora-diffuso/#sthash.mVM5Smsy.dpuf

Sembra che secondo la tradizione siciliana il detto Mamma li turchi risalga alle vicende dell’estate del 1799  quando approda nel porto di Palermo, la flotta turca, fiore all’occhiello del potente impero Ottomano, che dominavano il Mediterraneo dal Bosforo alle colonne d’Ercole. Sembra inoltre che i turchi fossero molto affamati d’amore siciliano e che la reazione dei palermitani non si fece attendere… Per gli angoli delle strade, si sentivano le voci dei ragazzi, che alla vista dei marinai stranieri gridavano “MAMMA LI TURCHI” come per dire ammazziamoli. Il massacro si prolungò fino a sera. Finché anche l’ultimo dei trecento marinai turchi scesi quel giorno a terra non fu ucciso o messo in fuga buttandosi in mare per mettersi in salvo.MAMMA LI TURCHI” 

A forza di continuare a produrre cinfrusaglie a prezzi sempre più miserabili (…loro li chiamano competitivi, si sfruttando a sangue la manodopera dei paesi emergenti, un giorno o l’altro non ci sarà più un solo buco in tutto il Paese nel quale varrà la pena di produrre qualcosa e tutti fuggiranno definitivamente buttandosi a mare per mettersi in salvo nei paesi emergenti appunto.

Ho la sensazione che ormai non sia più tanto lontano il ritorno del fantasma del protezionismo, ma lasciamo alla Storia il compito dell’ardua sentenza.

Prima di cominciare una notizia per il popolo italiano, una notizia per i lettori di Icebergfinanza, nulla di impressionante, ma…

BlackRock cambia rotta: i titoli di stato italiani non sono più attraenti

Nelle ultime settimane, BlackRock ha venduto titoli di stato italiani e spagnoli. Lo scrive il Wall Street Journal a cui ha concesso un’intervista Rick Rieder, a capo del reddito fisso per le Americhe. Si tratta di un repentino cambio di rotta del più grande gestore al mondo per asset: lo scorso dicembre Rieder aveva spiegato che il debito sovrano della periferia dell’Area euro era uno degli asset finanziari che gli piacevano.

Hanno aggiunto anche un’altra cosa ma su quella come ben sappiamo si sbagliano di grosso!

Se qualcuno non l’avesse ancora capito, mercoledi la Federal Reserve ha voluto dare l’impressione che tutto procede per il meglio in America, tutto è sotto controllo e che quello che accade nel mondo emergente non la riguarda.

In fondo non aveva alternativa, ha già dimostrato di essere in grado di prevedere almeno ZERO delle ultime sei recessioni e riprese, non poteva dire nuovamente, scusate ci siamo nuovamente sbagliati, non sappiamo che pesci pigliare, l’occupazione scende ma la gente sparisce dalla forza lavoro, i prezzi delle case stanno nuovamente invertendo il trend e non si vendono più come una volta, ma in fondo è tutta colpa della neve e del vento che cambia.

“Per la prima volta in oltre un decennio, i manager di tutto il mondo hanno dichiarato che la Cina non è più al primo posto tra le destinazioni dove investire; lo è l’America” ha detto, durante un discorso incentrato quasi esclusivamente sulle tematiche nazionali. Obama, a quanto pare, ha fatto riferimento a uno studio della società di consulenza A.T. Kearney, che ha stilato un indice sulla fiducia degli investitori, secondo cui, per la prima volta dal 2001…(America24)

Pedagogia dell’ottimismo puro, ma in fondo Machiavelli direbbe… a noi va bene cosi, visto come si stanno muovendo le nostre bussole preferite in America!

La Fed naviga a vista non sa in realtà cosa accade, non voleva dare l’impressione di sentire il vento che sta cambiando ma

…gli indicatori dal mercato del lavoro sono “misti”, riferimento probabile al deludente rapporto del lavoro di dicembre. La ripresa del comparto immobiliare residenziale invece ha “rallentato in qualche modo”. Nonostante la decisione odierna di ridurre il passo con cui ogni mese acquista bond, la Fed precisa che le sue decisioni sono legate ai dati macroecnomici. Se questi ultimi sostengono le stime dell’istituto centrale – che sono per un miglioramento del mercato del lavoro e per una risalita dell’inflazione verso il target del 2% – allora la riduzione del piano di acquisto di bond procederà “ulteriormente a passi moderati nei prossimi meeting”. Ancora una volta la Fed ha ribadito che la riduzione del terzo round di allentamento monetario “non è su una strada predefinita”.

Ma certo possiamo cambiare idea in qualunque momento in fondo non se ne accorge nessuno, son tutti li come tanti allocchi ad ascoltare cosa abbiamo da dire qui nel Paese dei Balocchi!

Ieri in molti si sono esaltati per un PIL trainato dai consumi e dalle esportazioni dimenticando mille particolari, soprattutto che la media reale dell’intero anno è stata un miserabile 1,9 % di crescita.

Ma partiamo dal peggior crollo da oltre 3 anni a questa parte dell’indice Pending Home Sales su case esistenti che segue quello recente delle vendite invece di case nuove…

Compromessi case esistenti Usa -8,7% in dicembre su calo domanda

In dicembre i compromessi su case esistenti degli Stati Uniti sono calati bruscamente e al minimo in oltre due anni, dal momento che l’aumento dei prezzi e l’ondata di maltempo che ha impedito alle persone di cercare casa hanno messo il freno alla domanda di immobili. Il dato, riportato dall’associazione di settore National Association of Realtors, ha segnato un calo dell’8,7% a 92,4 punti, il minimo da ottobre 2011. Gli analisti attendevano un ribasso dello 0,8%. Il dato di novembre è stato rivisto al ribasso a 101,2 punti. Su base annuale, l’indice ha segnato un ribasso dell’8,8% rispetto all’anno precedente.

Loro ovviamente dicono che è dovuto alle temperature alla neve e al freddo, noi lavoriamo di fioretto e proponiamo le temperature medie di dicembre …

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/01/20140130_nottheweatheryouidiots.png

Si dicevamo i consumi…il PIL del quarto trimestre è salito del 3,2 % grazie ai consumi ma come fanno gli americani a consumare con redditi distrutti e potere di acquisto disintegrato e debito ancora alle stelle, chi vivrà vedrà!

Metà PIL che arriva dai consumi (…aspettiamo con ironia le revisioni che verranno) quindi spesa governativa sempre latitante e ora cominciano a mancare anche gli investimenti residenziali.

Se poi ci aggiungiamo un colossale 1,33 % ottenuto grazie alle esportazioni e al dollaro debole che debole nei prossimi mesi non sarà più….Dedicato a tutti i dotti, medici e sapienti che continuano ad urlare attenti svalutare fa male!

Qui sotto avete una rapida carrellata del perchè il leggendario e stoico consumatore americano sopravvive a debito naturalmente con crollo del risparmio annesso…

Graph of Personal Saving Rate

Graph of Loans and Leases in Bank Credit, All Commercial Banks

Consumer Credit Outstanding 1
Seasonally adjusted. Billions of dollars except as noted.
 
Year
Quarter
Month
 
2012
2013
 
2008
2009
2010
2011
2012
Q3
Q4
Q1
Q2r
Q3r
Sepr
Octr
Novp
Total percent change (annual rate)2
1.3
-3.9
-1.0
4.1
6.1
4.8
6.5
6.2
5.8
5.9
6.3
7.0
4.8
Revolving
0.2
-8.8
-7.6
0.2
0.4
0.4
0.3
1.5
1.2
0.4
-1.2
5.6
0.6
Nonrevolving 3
2.0
-1.0
2.7
5.9
8.7
6.7
9.1
8.1
7.6
8.1
9.2
7.6
6.4
Total flow (annual rate)2,4
34.8
-103.7
-25.3
108.9
169.4
136.3
186.9
180.5
171.3
179.1
190.7
214.8
147.8
Revolving
2.3
-88.0
-69.4
1.8
3.3
3.3
2.7
13.1
10.3
3.2
-9.9
47.8
5.5
Nonrevolving 3
32.5
-15.7
44.1
107.1
166.0
133.0
184.2
167.5
161.1
175.9
200.6
167.0
142.3
Total outstanding
2,651.4
2,553.5
2,648.1
2,757.0
2,924.3
2,877.6
2,924.3
2,969.5
3,012.3
3,057.1
3,057.1
3,075.0
3,087.3
Revolving
1,005.2
917.2
840.7
842.5
845.8
845.1
845.8
849.1
851.6
852.4
852.4
856.4
856.9
Nonrevolving 3
1,646.2
1,636.3
1,807.4
1,914.5
2,078.5
2,032.5
2,078.5
2,120.4
2,160.6
2,204.6
2,204.6
2,218.5
2,230.4

Tornando ai mercati emergenti ciò che è accaduto in questi anni grazie alla droga che ha spacciato in mezzo mondo, alle economie drogate che ha stimolato, a milioni di esseri umani che soffriranno come sempre per il vento che sta cambiando, come dice il mio amico Raffaele, per loro è stato facile fare i soldi con il carry trade, ti indebitavi a zero e andavi a speculare a tassi cinque o sei volte più vantaggiosi, un sistema dove nessuno paga per questi “errori”, se non la povera gente appunto, errori macro, politiche monetarie demenziali, in fondo ci pensano loro a farsi del male…

Turchia e Sudafrica aumentano i tassi ma la fuga dagli emergenti continua

Ora ci sarà sempre qualche imbecille che dirà …ecco vedi cosa succede a svalutare, vedrai adesso a forza di aumentare i tassi partirà l’inflazione e in alcuni casi addirittura l’iperinflazione, e mai con la macro economia all’amatriciana!

Machiavelli è stato chiaro con un oceano di deficit delle partite correnti in quasi la totalità del mondo emergente le valute se ne andranno alla deriva e i flussi di corrente dei capitali ricominceranno a spostarsi impazziti e in onore delle demeziali politiche austere espansive suggerite dai partecipanti alle notti degli alesini volanti, questi Paesi per riequilibrare i loro deficit distruggeranno la domanda interna con tanti saluti alle esportazioni dei paesi core, come la Germania e il nostro tanto per cambiare.

Sei poi ci aggiungi che gli ultimi dati sull’inflazione e sui consumi tedeschi sono da pura repubblica di Weimar, allora comprendi che la valanga è partita!

I problemi attuali non sono poi così diversi da quello che abbiamo visto durante la crisi finanziaria asiatica del 1997.

Due giorni fa Saccomanni si è chiesto del perchè tanta agitazione per i mercati emergenti, sai l’Italia non ha nulla a che fare con tali mercati. 

Abbiamo il solito mix di boom dei prezzi delle attività, investimenti a leva e la sopravvalutazione di fenomeni che hanno bisogno di decine di anni per realizzarsi esaltati da capitali impazziti, che ha coinciso con disavanzi delle partite correnti esponenziali e crisi valutarie a gogo.

Provate a chiedere a Saccomanni che succede se la CHINA fa puffete!

Un consiglio tenete d’occhio l’Australia e il fornitore ufficiale della bolla dei canguri la Cina, ma Andrea come,  mica è la Turchia!

La verità è figlia del tempo, a presto non manca molto! Io non so Voi ma serie curioso di sentire che ne pensa il nostro Machiavelli. Buon fine settimana.

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39 commenti Commenta
Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:32

Quelli di BlackRock me l’avevano già detto in una intervista a ottobre…
http://www.businesscommunity.it/m/_Ottobre_2013/economia/BlackRock.php

Claudio

ilcuculo
Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:09

E’ che se vuoi tenere in equilibrio l’economia, quella basata su produzione e consumi intendo, devi tenere in equilibrio i redditi, i consumi, gli investimenti, il welfare e la fiducia nel futuro, ma se lo fai il ROI cala … accidenti…

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:18

LONDON, Jan. 30 (Xinhua) — The British economy performed well in 2013 with 1.9 percent GDP growth, and some economists predict growth of up to 3 percent this year, but warning bells are sounding over the size of Britain’s current account deficit.

Simon Wells, chief UK economist with HSBC Global Research, raised worries over the unbalanced nature of growth in the British economy and the current account deficit, which stands at 5.1 percent of GDP in Q3 2013, close to a peacetime record.

Wells said, “Of the 40 countries covered by HSBC economists, the UK has the fifth largest current account deficit. And while most countries have narrowed deficits over the past five years, the UK’s is one of the few that have widened.”

The British current account deficit is now higher than it was in 1989, when it hit 4.6 percent.

http://news.xinhuanet.com/english/business/2014-01/30/c_133086013.htm

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:20

(Reuters) – Exxon Mobil Corp (XOM.N), the world’s largest publicly traded oil company by market value, posted lower-than-expected quarterly profit on Thursday as it failed to offset declining production but spent heavily to find fresh reserves.

The problem of declining production at legacy oil and natural gas wells has become endemic for multinational energy groups, which have tried to offset the trend by launching massive and risky exploration projects.

Exxon’s oil and natural gas production dropped 1.8 percent in the fourth quarter from year-ago levels, with natural gas production falling around the world and oil output slipping in half the regions where the company operates.

The results reflected a “mediocre quarter” for Exxon, especially in international production, Edward Jones analyst Brian Youngberg said.

“They’ve lost momentum already, reverting back to declining production and stagnant earnings,” Youngberg said.

Exxon rival Royal Dutch Shell Plc (RDSa.L) said on Thursday the fourth quarter was its least profitable in five years as its own production slipped.

To assuage Wall Street, Chief Executive Officer Rex Tillerson promised in a statement that the company will ramp up exploration projects over the next two years to find newer reserves.

Exxon spent $42.5 billion in 2013 on exploration and other capital projects, a staggering sum that led Tillerson to admit last year: “I never would have dreamed we’d be spending at this level.

… è davvero seccante avere ragione dato che avere ragione in questo caso significa solo una cosa …

icebergfinanza
Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:24

businesscommunity@finanza,

Peccato per loro che non hanno capito niente dell’America :wink::wink::wink:

ilcuculo
Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:39

john_ludd@finanza: Exxon spent $42.5 billion in 2013 on exploration

John,
io ho in mente che l’investimento per un campo eolico sia dell’ordine di 2M$/MW , 42.000 M$ spesi in esplorazioni petrolifere sono spesi bene ?

tirlusa
Scritto il 31 gennaio 2014 at 13:06

…con un oceano di deficit delle partite correnti in quasi la totalità del mondo emergente le valute se ne andranno alla deriva… Andrea, non sono già andate alla deriva? Hanno perso dal 20% al 30%….quindi pensi che la situazione si deteriorerà ulteriormente? Ma se il tapering alla fine rientrerà non dovrebbe ricominciare l’afflusso di capitali verso gli emergenti anche se a tassi crescenti, quindi in un quadro più deteriorato?

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 13:14

ilcuculo@finanza,

se vuoi mettere in moto la tua auto ti serve benzina, i palloni aerostatici sono poco pratici. Continueremo a spendere trilioni in esplorazione petrolifera sino all’ultimo istante perché non esistono alternative nel contesto di questo sistema, tenendo conto che l’agricoltura assorbe buona parte della produzione petrolifera. L’auto elettrica non è attuale e richiederebbe consumi addizionali enormi di gas naturale e carbone. Per entrambi questi combustibili fossili l’opinione comune è che ve ne siano per secoli. La solita idiozia di non conosce le cose, i dati sono disponibili e il peak nat gas è prossimo, quello del carbone pure. Quest’ultimo dato sorprenderà, ma non dovrebbe; la quasi totalità del carbone a più elevato contenuto energetico (l’antracite) è stato bruciato. Restano ligniti e torbe, di scarsa qualità ed altamente inquinanti. Non esistono alternative a un drastico consumo del consumo di energia, siccome questo è incompatibile con il funzionamento della nostra società, nessuno lo vuole, non lo si può attuare e quindi non lo si attuerà. Alla fine di q

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 13:31

tirlusa@finanza,

sarebbe opportuno che la gente provasse a pensare. E’ in atto da tempo ormai una guerra strisciante tra nazioni o gruppi di nazioni per la reciproca sopravvivenza. E’ interesse, è necessario, è obbligatorio, dipingere gli EM e in generale qualsiasi nazione non nel proprio blocco, come peggiore, inaffidabile, prossima al fallimento, anti democratica etc… Vi fanno vivere nella paura (è molto più facile governare con la paura), quando non vi saranno alternative verranno attuate politiche di brutale controllo dei capitali, prelievi forzosi etc al fine di preservare ancora un pò il corrente sistema di potere; sarà locale e non più globale e diverrà oppressivo. Non abbiamo visto nulla ancora e sarete voi a chiederlo, in massa, per preservare i posti di lavoro. Dentro una gabbia, solo e disperato, l’uomo occidentale che riteneva di poter dominare il pianeta in eterno (sfruttando gli altri) sta iniziando a capire cosa comporta vivere con aspettative decrescenti (e rapidamente decrescenti). Ma l’ipotesi del grande botto è campata per aria, non è per nulla probabile. Noi siamo una grande bolla e stiamo iniziando a sgonfiarci… la fine del mondo non è un botto ma un lungo sibilo accompagnato da un piagnisteo generale.

tirlusa
Scritto il 31 gennaio 2014 at 14:01

john_ludd@finanza,

la fine del mondo non è un botto ma un lungo sibilo accompagnato da un piagnisteo generale. Questa frase è meravigliosa! Tornando agli emergenti, pur condividendo il fatto che capitali occidentali creati dal nulla sono andati in quei paesi a sostenere la crescita, pur osservando gli squilibri delle partite correnti, pur dando per ovvia la svalutazione delle loro valute, io sono ottimista mentre sono pessimista sull’occidente. Perché? Almeno loro crescono pur con mille difetti ed hanno una popolazione giovane.

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 14:14

tirlusa@finanza,

Infatti, non è una frase mia. Io sono un saccheggiatore dell’altrui sapere e qua e là vi propino il frutto dei miei furti. Nello specifico si tratta di una delle più belle poesie mai scritte. E’ l’ultima strofa di THE HOLLOW MEN di Thomas Eliot scritta nel 1925 che inizia così:

« We are the hollow men
We are the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw… »

« Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia… »

e finisce così:

« This is the way the world ends
Not with a bang but a whimper. »

« Questo è il modo in cui finisce il mondo
non con un botto ma con un lamento. »

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 14:27

… e visto che Eliot è stato un poeta immenso e i grandi poeti sono i soli a essere entrati davvero laddove si formano le nostre emozioni e quindi i soli ad avere per un istante compreso cosa è l’uomo, vale la pena riportare cosa Eliot ha voluto dire:

“… Here Eliot suggests that the apocalypse will come with a silencing or petering out rather than some grand event. Throughout human history, it has been assumed that our end will come through some great and climactic reckoning. Eliot brings us back to reality in suggesting that the world as we know it will end through the paralysis of human communication, the loss of human interaction, resulting in our final “whimper.”

“… Qui Eliot suggerisce che l’apocalisse giungerà con il silenzio e l’esaurimento piuttosto che attraverso un unica grande resa dei conti. Eliot ci riporta alla realtà suggerendoci che il mondo come lo abbiamo conosciuto finirà attraverso la paralisi della comunicazione umana, la perdita dell’interazione tra le persone determinando il nostro terminale piagnucolio (“whimper” può essere tradotto come piagnucolio, frigno, vagito inteso come lamento infantile)

… ecco adesso dopo Eliot posso stare in silenzio anche per qualche mese. Leggetevela tutta la poesia. Saluti.

silvio66
Scritto il 31 gennaio 2014 at 14:50

john_ludd@finanza:
… e visto che Eliot è stato un poeta immenso e i grandi poeti sono i soli a essere entrati davvero laddove si formano le nostre emozioni e quindi i soli ad avere per un istante compreso cosa è l’uomo, vale la pena riportare cosa Eliot ha voluto dire:

“… Here Eliot suggests that the apocalypse will come with a silencing or petering out rather than some grand event. Throughout human history, it has been assumed that our end will come through some great and climactic reckoning. Eliot brings us back to reality in suggesting that the world as we know it will end through the paralysis of human communication, the loss of human interaction, resulting in our final “whimper.”

“… Qui Eliot suggerisce che l’apocalisse giungerà con il silenzio e l’esaurimento piuttosto che attraverso un unica grande resa dei conti. Eliot ci riporta alla realtà suggerendoci che il mondo come lo abbiamo conosciuto finirà attraverso la paralisi della comunicazione umana, la perdita dell’interazione tra le persone determinando il nostro terminale piagnucolio (“whimper” può essere tradotto come piagnucolio, frigno, vagito inteso come lamento infantile)

… ecco adesso dopo Eliot posso stare in silenzio anche per qualche mese. Leggetevela tutta la poesia. Saluti.

:D

italywip
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:02

Che si debba vivere con meno è ovvio. Gli spazi, l’energia, i consumi ed i redditi ora devono soddisfare 6 mld di persone 30 anni fa bastava per 4 mld dato che africa , asia e sud america erano le cantine del mondo. Chi però deve ancora crescere sono gli emergenti. Bassi debiti, popolazione giovane e tutto da comprare. Adesso però è in atto una doppia guerra ; valute + debiti. La prima è partita da 2 anni la seconda se unita alla prima potrebbe fare dei bei casini.

Sull’energia, mi piace sempre leggere Ludd, ovvio che i paesi più evoluti , devono pensare e cambiare i consumi ed essere meno dipendenti da gas e petrolio… ( si investisse solo nellla costruzione e recupero dell’immobiliare per rendere autonome di riscaldamento le case, luci basso consumo, materiali leggeri e riciclabili, solare su ogni casa, capannone o fabbrica) non farà tanto ,ma qualche punto % si…e anche le tasche ringrazierebbero. Pensavo esempio con questa crisi se tutti avessero il riscaldamento autonomo scommetto che la gente invece che 23 gradi terrebbe i 19/20….con una maglia in più….ma poi l’ENI….cosa farebbe?

tirlusa
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:05

john_ludd@finanza,

Saccheggiare l’altrui sapere è una virtù, tanto più se il saccheggiatore condivide con gli altri i frutti dei suoi furti.

reragno
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:37

Ancora una splendido pezzo, perla di sapienza!

Grazie.

italywip
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:48

Chevron: utile IV trim. -32% a 4,93 mld $, fatturato -7,3% a 56,16 mld

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – New York, 31 gen – Nel quarto trimestre Chevron ha visto calare i profitti del 32% sulla scia di un indebolimento dei margini delle attivita’ di raffinazione e di un calo della produzione globale (a 2,58 milioni di barili di greggio ed equivalenti dai 2,67 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente). I profitti del quarto trimestre si sono attestati a 4,93 miliardi di dollari, 2,57 dollari per azione, 7,25 miliardi, 3,70 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Il fatturato e’ sceso del 7,3% a 56,16 miliardi. Gli analisti attendevano un utile di 2,57 dollari per azione, su vendite per 64,93 miliardi. Chevron, seconda maggiore compagnia petrolifera americana per valore di mercato dopo Exxon Mobil, aveva in precedenza previsto un calo della produzione di gas e petrolio: “I prezzi del greggio e i margini sono stati generalmente piu’ bassi nel 2013. Questo, le spese piu’ alte e i minori guadagni collegati alla vendita di asset hanno fatto calare i profitti”, ha detto l’amministratore delegato John Watson.

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:49

italywip@finanza,

l’ENI si comporta in modo intelligente. Se vai sul suo sito trovi evidenza di come la società incoraggi un utilizzo più efficiente dell’energia. Quindi il problema è altrove. In questo disgraziato paese ci sono bizzeffe di utilities che duplicano funzioni persino al proprio interno. Prendete una qualsiasi delle utilities multi regionali che si è espansa acquisendo varie società municipali. Ha forse razionalizzato ? Nooooo. Continuano ad esistere N uffici acquisti, uffici del personale e bla bla bla. Perchè? E’ lì che sono i costi della politica, non negli stipendi dei parlamentari. Se ne parla? Nooooooo. E perchè? Eh beh mica possiamo razionalizzare che poi tutta quella gente con cosa campa. E così via, cane mangia cane. Efficienza = meno posti di lavoro è ciò che accade in una società matura ad alto livello tecnologico. Oppure vedila così, nel contesto di una squilibrata unione monetaria, uno dei paesi, il più forte in questo gioco, riesce a mantenere una quota maggiore di occupati, mini jobbers che siano alla fine del giorno si cucinano qualcosa di caldo. Tuttavia, c’è sempre una soluzione, in Cambogia per esempio dove l’85% della popolazione lavora nelle campagne senza ausilio di mezzi meccanici, non c’è disoccupazione. In USA il più grande produttore/esportare di cereali solo lo 0,7% della popolazione vive nell’agricoltura. Vedi, 1 lt di benzina fa il lavoro di molte persone x molte ore dietro fila. Non ho dubbi che il futuro del pianeta sia più vicino alla Cambogia che agli USA di oggi.

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 15:53

italywip@finanza,

oil&gas tra i peggiori settori di questo inizio 2014. Si potevano shortare senza rischi. Peccato che non serva a un cazzo, perchè con la crisi energetica che arriverà i soli soldi che si riveleranno utili saranno quelli che sono già stati spesi. Utili in ogni caso, o a te che li hai spesi oppure a chi li ha ricevuti.

italywip
Scritto il 31 gennaio 2014 at 16:01

john_ludd@finanza,

Guarda penso anche io che gli sprechi siano li e che non si toccano perchè se no metti sulla strada 1’000.000 persone,. come il sommerso , ovvio che si sa dove prenderlo ,ma se tassi tutti il pil crolla del 30 %. Però un paese come questo deve decidersi. Abbassa tasse, fa investimenti , migliora il fabbisogno energetico e ridiventa produttivo oppure alza l’asticella e si da a servizi, ricerca, istruzione, turismo, agricoltura, biotecnologie….Se stai nel mezzo sei morto non servi a nulla.

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 16:37

italywip@finanza,

il nostro PIL sta sta scendendo. Poi toccherà anche agli altri. Il 30% è realistico, poco alla volta nel corso di una generazione. Migliorando nel frattempo l’efficienza energetica, cambiando modello di mobilità e tanto altro esiste almeno in teoria la possibilità di adattarsi a una quantità di energia pro capite ridotta del 50% nell’arco di una generazione. Dato che questo è un vincolo esterno è ovvio che bisognerà cambiare e profondamente. Mi sento perfettamente in grado di vivere bene con la metà o anche meno di quello che consumo oggi che è già sotto la media; non è certo questo che mi preoccupa.

luigiza
Scritto il 31 gennaio 2014 at 16:39

@John_Ludd
..Non ho dubbi che il futuro del pianeta sia più vicino alla Cambogia (dove l’85% della popolazione lavora nelle campagne senza ausilio di mezzi meccanici, non c’è disoccupazione) che agli USA di oggi.

Ti potrei dar ragione se ci fosse terra incolta e coltivabile per tutti quelli che hanno perso o stanno per perdere il lavoro, quindi un reddito quindi la possibilità di sopravvivere.

Ma terra per tutti costoro non c’é quindi ritengo che anche Elliot sbaglia quando afferma che l’apocalisse, la resa dei conti, non verrà con un grande botto.

E comunque quand’anche ci fosse terra non vi sarebbero messi meccanici e concimi per ottenere le rese di oggi.
Pertanto son convinto che alla fine grande botto cioè grande mattanza ci sarà e ti dirò di più: sara molto ma molto salutare per gli umani perchè ciò che i più chiamano botto, apocalisse, o similia in realtà è purificazione.

ilcuculo
Scritto il 31 gennaio 2014 at 16:58

luigiza@finanza,

Certo che le radici giudaico-cristiane di cui è intrisa la cultura occidentale sono veramente deleterie…

mariacarla1963@borse.it
Scritto il 31 gennaio 2014 at 17:35

finalmente non mi sento sola nè stupida ho trovato jhon ludd che la pensa esattamente come me e pensare che fino ad ora mi chiamavano decrescista “infelice “: ho sempre sostenuto che il vero potere è lontano da questi miserabili seduti su montagne di carta straccia , vero potere per gestire vera ricchezza , altrimenti non riuscirei a spiegarmi il perchè i cinesi continuino a comprare beni veri, terreni e risorse in tutte le parti del mondo e dal momento che la cina è 5000 anni che esiste forse propio stupidi nin sono !”!!!

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 17:38

ilcuculo@finanza,

sì sono terribili, ma laddove imperano le culture di origine indù non è tanto meglio, i samurai sono tutti morti e Confucio è stata una iattura. Ci sono state culture in passato che avevano sviluppato un rapporto con Dio/Natura più equilibrato ma li abbiamo uccisi tutti, ci raccontano che erano barbari, puzzavano e in fondo se lo meritavano, ma in realtà ci piacevano le loro terre.

luigiza
Scritto il 31 gennaio 2014 at 17:44

@Ilcuculo
Certo che le radici giudaico-cristiane di cui è intrisa la cultura occidentale sono veramente deleterie…

Mostrare preoccupazione per i bisogni di altri esseri umani è ammirevole.
Ma quando si promuove il benessere fisico dei bisogni dell’uomo SOPRA le loro necessità spirituali non sono Io, Gesù Cristo, che si segue. L’Umanesimo non è il Cristianesimo

In queste frasi albergano le vere radici cristiane, caro IlCuculo.
L’Occidente é intriso ormai di Umanesimo cioè di pietismo coglione ed é per questo che é entrato in agonia.

P.S. Quelle sopra NON sono farina del mio sacco ma parole tratte da un messaggio mariano.
E sappi che chi qui le ha riportate le madonnarate le vede come fumo negli occhi.

john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2014 at 17:46

luigiza@finanza,

non sarai tu a dovertene occupare ma i tuoi figli e nipoti e sono sicuro che al momento giusto faranno le uniche scelte che i vincoli esterni consentiranno, cioè quelle giuste. Noi abbiamo la testa piena di paglia, non siamo neppure in grado di immaginare una vita senza telefonino, figurati mai che razza di purificazione possiamo meritare. Togli i giocattoli a un bimbo viziato e quello strilla come se lo stessero ammazzando. Uguale uguale.

ilcuculo
Scritto il 31 gennaio 2014 at 20:29

john_ludd@finanza,

…direi che ci intendiamo più di quanto vogliamo ammettere…forse anche le nostre esperienze di studi e di lavoro non sono poi state molto diverse…

…anche un pizzico di disturbo bipolare…che di tanto in tanto affiora ;-)

alessandroecristina
Scritto il 31 gennaio 2014 at 20:52

john_ludd@finanza,

FORSE SI E FORSE….NO….

icebergfinanza
Scritto il 31 gennaio 2014 at 22:28

Certo che siete di un allegro fuori del normale oggi!

In fondo la fuori in tante FAMIGLIE c’è molta più Speranza di quella che crediamo!

Tempi difficili non c’è dubbio ma come spesso amo ripetere…

“Avrei desiderato che tutto ciò non fosse mai accaduto ai miei giorni”, esclamò Frodo.
“Anche io” annuì Gandalf ” come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è stato dato”

“Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo una terra sana e pulita da coltivare. Ma il tempo che avranno non dipende da noi”.

Dipende da Loro.

A noi non resta che seminare, non vedremo alcun raccolto, forse o invece si, questo è il tempo da dedicare a noi stessi, ai nostri figli!

Un suggerimento?

Gettate via la televisione, noi lo abbiamo fatto da circa 5 anni, non manca nulla, si respira UMANITA’

Un abbraccio a tutti Andrea

dorf001
Scritto il 1 febbraio 2014 at 00:58

per ritornare un attimo sul tema. cioè ITALIA. come la mettiamo con LA GRAVISSIMA VICENDA DELLA PRIVATIZZAZIONE DI BANKITALIA???

Tutti ricordiamo il tormentone Imu sì-Imu no, una bolla mediatica che ha accompagnato la vita politica istituzionale per metà 2013. È stato sostituto, sempre con Silvio protagonista (complimenti, anche vicino al sarcofago riesce a condizionare i nanerottoli politici di via del Nazareno) dall’altra bolla mediatica, quella della legge elettorale.

Bene, immaginate che casino succederebbe se qualcuno grosso, qualcuno di importante, volesse imporre una bella patrimoniale, di quelle toste. Già, immaginate il coro dei Roberto Speranza, uno che la parte l’ha imparata presto: “irresponsabile”, “populista” etc., e i sottili distinguo dei sindacalisti gialli Camusso e Landini sulla patrimoniale.

Il problema, non proprio leggerino, è che la proposta di una forte patrimoniale per l’Italia, sempre per il rigore dei conti pubblici, non l’ha avanzata qualche populista ma la Bundesbank. Eh sì. Era in prima pagina due giorni fa sulla Handelsblatt e su Die Welt, edizione online di entrambe le testate.

Così, mentre le prime pagine dei giornali italiani sono rigonfie di cose inutili, la banca centrale del principale paese dell’eurozona ha chiesto per noi una bella stangata (non esiste legge elettorale che risolva il problema della rappresentanza e dei processi decisionali. Ma da prima dello scioglimento del Pci i “riformisti” hanno provato questa droga del politico detta “legge elettorale”, e non hanno più smesso…).

D’altronde, con un’economia paralizzata cosa credete che voglia il grande fondo estero, come garanzia, per comprare i nostri titoli? Ma i nostri patrimoni! Grandi e piccoli che siano, basta non averli alle Cayman (come lo sponsor di Renzi). Così vuole la Bundesbank.

E che rapporto c’è tra queste necessità della Bundesbank e il decreto Imu-Bankitalia presentato furbescamente alla televisione e alle camere? Se qualcuno crede che le comparsate della Boldrini servano per garantire il rispetto alle istituzioni, viva il suo Nirvana e non proceda oltre nella lettura. Sennò ascolti un dettaglio. Prima di tutto mettere l’Imu nel decreto è costruire un cavallo di Troia (absit injuria verbis) per far passare tre perle:

1) L’aumento dell’acconto Ires.

2) La “sanatoria” sul gioco d’azzardo, che è un regalone a tutte le agenzie che dovevano somme astronomiche allo Stato.

3) La sterilizzazione del potere di veto del ministero dei beni culturali e (sic) del Ministero dell’Ambiente sulle dismissioni (e vai con nuovi ecomostri).

E qui arriva la perlona contenuta nel decreto Imu che prende anche il nome del gioiello, diventando decreto Imu-Bankitalia. Cosa prevede il gioiello?

1) La legittimazione della proprietà privata dell’ente che solo nominalmente resterà pubblico (nomina del governatore, vero Re Pipino della situazione)

2) L’impossibilità del potere pubblico di poter dire alcunché sulla compravendita delle quote di Bankitalia (quindi se qualcuno o qualcosa che ha interessi che non coincidono con quello nazionale prende piede in Bankitalia, il pubblico non può porre veti. Solo per questo Napolitano meriterebbe l’impeachment, altro che…)

3) Si apre legalmente la strada ad un patto di sindacato, esplicito o occulto, dove una serie di soggetti finanziari che entrano nelle banche italiane fanno cosa gli pare di Bankitalia (guarda caso tre giorni fa qualcuno ha fatto la spesa con i titoli bancari italiani che sono andati anche a -16 in una seduta).

4) Le privatizzazioni possono essere pilotate da questo patto di sindacato ormai legittimabile da questo decreto (vedi vicenda Cassa depositi e prestiti).

5) Il patto di sindacato (cioè l’insieme delle regole volte a determinare l’assetto della proprietà di una società), possibile e sostenibile da hedge fund che hanno un portafogli largo quanto il nostro Pil, può a questo punto controllare l’oro di Bankitalia a sostegno dell’euro. Proprio come desidera la Bundesbank. E ce la vedete questa nuova Bankitalia, in mano a tutti fuorché all’Italia, opporsi nel caso alla patrimoniale come desiderata dalla Bundesbank? “Ragassi” – avrebbe detto il povero Bersani – “Sciamo in Europa..”.

A questo punto anche un elettore di centrosinistra, cioè uno che in politica fa uso di droghe nemmeno tanto leggere, capisce la verità. Che la “crescita” non esiste, non ci sarà. Ma solo un periodo di estrazione di risorse da questo paese. Fino a quando non ci sarà nulla da estrarre e i nostri giovani accetteranno salari da 250 euro il mese, competitivi con l’Ucraina che spinge per entrare in Europa a costo della guerra civile, facendosi prendere per fame. in un paese dai prezzi tedeschi causa tasse e balzelli.

Tutto questo ha un nome nei manuali di concorrenza economica. Si chiama strategia del “Beggar thy neighbour”. Ovvero: porta il tuo vicino a mendicare. Ci guadagnerai un sacco. Specie se nel paese del tuo vicino ci sarà qualche servo che dà del populista e dell’irresponsabile a chi si opppone al saccheggio.

Link: Bankitalia, una privatizzazione che incatena l’Italia all’euro

La proposta della patrimoniale della Bundesbank è all’opposto della patrimoniale “de sinistra”. Si tratta semplicemente di tassare e spedire in Germania. “Prima” deportavano uomini e ricchezze e mettevano tutto nei vagoni piombati. Ora sono solo interessati alle ricchezze, ma senza disturbare il traffico ferroviario.

Fonte: http://www.senzasoste.it

dorf001
Scritto il 1 febbraio 2014 at 01:00

forse vogliono evitare che l’Italia torni alla sovranità monetaria anche in… caso di uscita dall’euro”

Il prof. Nino Galloni sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia

Nino Galloni. Economista. Ha insegnato all’Università Cattolica di Milano, all’Università di Modena ed alla Luiss. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all’INPS. Autore di Chi ha tradito l’economia italiana? [www.amazon.it] e Prendi i tuoi soldi e… scappa? La fine della globalizzazione. [www.amazon.it]

– Ancora in discussione in Aula in queste ore il decreto che intende imporre una rivalutazione delle quote di Bankitalia, ferme ai 156 mila euro di valore del 1936. Il capitale – se il decreto legge stilato da Saccomanni il 26 novembre scorso dovesse essere convertito entro stasera – passerà a 7,5 miliardi di euro di riserve della Banca centrale e agli azionisti, principalmente banche private, sarà garantito un dividendo del 6%, quindi fino a 450 milioni di euro di profitti l’anno. Infine, le quote della Banca di Italia potranno essere vendute a soggetti stranieri purché comunitari. Si tratta dell’ennesimo regalo, ormai neanche così tanto mascherato, alle banche o c’è qualcos’altro di più dietro questa iniziativa del governo Letta?

La questione è sicuramente più complessa del regalo alle banche su cui si sofferma gran parte del dibattito oggi. Non è quella la reale posta in gioco e sono altri due i punti chiavi che devono essere compresi.

Primo. Si vuole evitare che, anche in caso di uscita dall’Italia dall’euro, il Paese possa tornare ad esercitare in futuro la piena sovranità monetaria con una Banca nazionale attiva. Mentre oggi con un capitale di 156 mila euro sarebbe piuttosto agevole rendere nuovamente pubblica la Banca Centrale e salvare anche le nostre lire, con il decreto deciso dal governo Letta diventa praticamente impossibile. Per ripristinare la sovranità monetaria, nel caso dell’Eurexit e nel caso che dovesse passare questo decreto, l’unica soluzione sarebbe creare una nuova Banca d’Italia. Operazione chiaramente molto complessa. Comunque, la vicenda è un segnale di forte debolezza da parte di chi oggi combatte per sostenere l’euro.

Secondo punto. A parte i regali a questa o quella entità bancaria, vi è una questione molto più delicata e riguarda il Monte dei Paschi di Siena. Il suo presidente Alessandro Profumo [www.repubblica.it] ha dichiarato recentemente che se non si fa la ricapitalizzazione subito di Mps salta tutto il sistema bancario italiano. Traduzione: se non si fa la ricapitalizzazione e Mps diventa pubblica comprerà il denaro dalla Bce allo 0,25%, lo rivenderà allo Stato allo 0,30% e, quindi, quella differenziale di guadagno che oggi hanno le banche dai tassi d’interesse sui titoli di Stato e lo 0,25% non lo ricaveranno più. Sono questi i due aspetti più importanti della questione che devono essere compresi per avere piena consapevolezza della posta in gioco.

– Con questo decreto si vuole quindi assicurare che, qualunque sia lo scenario politico che si produrrà a seguito dell’immane crisi economica in atto, lo stato non possa comunque riappropriarsi della sua sovranità monetaria?

Si lo ribadisco è il primo punto. La vera battaglia in corso non è solo tra pro-euro o anti-euro, ma che scenario abbiamo in mente in caso di uscita dalla moneta unica. Lo si farà ripristinando la sovranità monetaria e degli Stati o rimanendo schiavi con monete diverse dall’euro? Questo decreto sulla Banca d’Italia è il segnale di cosa? Il fronte anti euro non è oggi una realtà omogenea e si divide tra coloro che vogliono uscire dall’euro a qualunque costo e quelli che vogliono farlo ripristinando la sovranità monetaria. E l’obiettivo, oggi, è tagliare la strada a questi ultimi ed evitare che il giorno dopo che salta l’euro, magari nei modi più imprevedibili, lo Stato possa tornare ad esercitare la piena sovranità monetaria. Certamente lo scenario che si creerebbe in questo modo sarebbe di grande confusione con conseguenze che non si possono oggi prevedere, ma gravi.

– Qual è un modello sano di governance di Banca centrale da prendere a modello?

Lo è sicuramente quello dell’Inghilterra, dell’Australia o degli Stati Uniti d’America, se poi i dollari non li stampassero per questioni discutibili. In generale, quello che vedo è che solo la vecchia Europa abbia deciso di abdicare alla propria sovranità monetaria. Non è da tutti avere rinunciato ad una funzione così essenziale. In futuro, la Banca d’Italia, dovrà essere autonoma ma non indipendente.

– Anche se i media tradizionali hanno praticamente deciso di non occuparsi della questione, l’opinione pubblica si è mobilizzata sulla vicenda della ricapitalizzazione delle quote di Bankitalia ed in aula alcuni gruppi parlamentari, soprattutto il Movimento cinque stelle, si sono resi protagonisti di una dura azione di ostruzionismo sulla conversione del decreto. Ritiene che ci siano possibilità concrete che alla fine il governo possa fare un passo indietro?

Me lo auguro. Sicuramente ci si è mossi in ritardo, ma ora che è stata raggiunta una piena consapevolezza è importante proseguire in questa azione. Soprattutto per il Movimento cinque stelle sarebbe una vittoria mediatica importante, di risposta a tutti coloro che l’accusano di muoversi solo su questioni secondarie. Questa è una vicenda di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese.

Alessandro Bianchi
Fonte: http://www.lantidiplomatico.it

signorini
Scritto il 1 febbraio 2014 at 12:13

Mi piacerebbe proprio visionare i veri report sugli acquisti di questi titoli di stato italiano e non vedere e sentire le cazzate dei media, giornali cazzari e analisiti FDP. Se dicono: ” all’asta sono andati via come il pane, 10 miliardi di titoli di stato “. CAZZATE!

http://www.ilmercatoillogico.it/

gnutim
Scritto il 2 febbraio 2014 at 09:52

icebergfinanza,

grazie andrea, la tv mi serve x sapere le notizie al televideo (xchè senza commenti di parte) e per far addormentare mia moglie la sera dato che fanno vedere programmi pallosissimi.

Per il resto vado di blog

PS: non prendo neanche il giornale, mi arriva per posta solo altroconsumo e missioni Pime. punto e basta

daniel

laforzamotrice
Scritto il 2 febbraio 2014 at 10:47

La Germania ha capito tutto? In mezzo ad una tempesta valutaria e finanziaria, i tedeschi hanno preso la decisione migliore, avere qualcosa da vendere che gli altri vogliono comprare. Non è forse questo che li ha salvati in passato? Alla faccia di chi continua a sbrodolare sulle valute, monete, svalutazioni e stronzate simili, loro si sono limitati ad creare una richiesta ai loro prodotti, e con la cina o la russia, ad esempio, si limitano a fare del baratto, perchè loro sono interessati ai prodotti tedeschi, e a quel punto, la valuta conta poco. Si svaluta la mia moneta? aumento i prezzi, si rivaluta, li calo (sacrificando un pò di guadagno extra al mantenimento delle quote di mercato). dov’è la difficoltà? La difficoltà è se i miei prodotti sono poco interessanti, perchè allora non FANNO LA DIFFERENZA allora si che le valute, quindi la concorrenza, contano.

veleno50
Scritto il 2 febbraio 2014 at 12:39

tassazione titoli di stato al 25%compresi buoni postali, azioni. tiket sanitario anche oltre 65 anni compreso il sottoscritto, togliere la tobin tax immediatamente,privatizzare tutto( eni ‘finmeccanica enel,fincantieri,save etc etc solo per l’acqua ho un forte dubbio. siamo in una crisi spaventosa bene questa è la soluzione massimo di pensione 1350/1500 .mi spiego quell’operaio o dipendente che sta lavorando e pagando i contributi a noi pensionati quando sarà il suo turno se va vanti cosi non gli rimane nulla. è incostituzionale bene facciamo finta di essere in guerra leggi speciali per soppravivenza dello stato. abbattere le tasse per chi produce, imprenditori , operai , impiegati etc il tutto lo deve pagare la rendita finanziaria e quella subdola ( regioni’province comune etcc) mastopasqua e signora sono in 50 consigli d’azienda se ho capito bene a questo punto mi fermo ho appena mangiato ho paura di vomitare. io non so quanto ho risparmiato di spesa pubblica20/30/40/50 miliardi.canone tv abolito,bollo macchine sotto 1400/1600 di cilindrata abolito,irpef sotto i 13000 lordi abolita per chi lavora e non i pensionati . questo è il minimo per togliere un po di sfiducia e depressione a tutti noi.io guarderei più all’italia che alla germania o altro di astratto che viene continuamente commentato.destra sinistra non c’entrano come qualcuno vuol far credere legge elettorale doppio turno alla sera si sa chi a vinto e il giorno dopo lotta dura senza paura .buona domenica

ilcuculo
Scritto il 2 febbraio 2014 at 14:26

laforzamotrice@finanza,

E’ che oggi la maggior parte delle produzioni ha limitate barriere all’ingresso, sono poche le produzioni che “si possono fare in Germania e non altrove per qualsivoglia motivo, forse nessuna.

E’ una question politica di politica industriale ed economica.

mischel
Scritto il 3 febbraio 2014 at 02:09

chi ha lavorato una vita e due risparmi da proteggere non vota m.5 stelle,rischia di perdere tutto subito,con il sistema attuale perde ma campa 10 anni.
I fatti dimostrano che gli usa sono una grande nazione ,ci sanno fare e non c’e’ dubbio che noi italiani europei rispetto a loro siamo dei bla bla bla………..

ilcuculo
Scritto il 3 febbraio 2014 at 08:42

Qualcuno riesce a trovare nella storia un sistema di governo uscito da un qualsiasi rebelot in cui il popolo potesse dire di star meglio di prima…??

A me non viene in mente nessun esempio.

mischel@finanza,

Il popolo non fa mai rivoluzioni, al più sommosse.

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