NEGATIVE INTEREST RATE, INTERESSI NEGATIVI…LA NUOVA EPOCA GLACIALE!

Scritto il alle 09:55 da icebergfinanza

Alle volte un brivido scende lungo la schiena, un brivido glaciale, l’accorgersi che ogni argomento, ogni dinamica trattata su questo in passato in tempi non certo sospetti, quando nessuno lo credeva possibile, dileggiato e insultato per questo, sta piano piano divenendo realtà.

In questi anni in molti mi hanno chiesto cosa si poteva fare per attenuare gli effetti di questa crisi. Non ho alcun dubbio, nazionalizzare all’inizio della crisi buona parte del sistema finanziario mondiale, tuttora tecnicamente fallito, la crisi nordica degli anni ’90 è li come testimonianza ad indicarlo, checchè ne dicano i soliti esperti e soloni dell’ultima ora.

Non è stato possibile, gli interessi che stavano dietro le banche erano enormi, loro, la plutocrazia mondiale, non avrebbero mai permesso di perdere una parte immensa dei loro patrimoni.

Come era possibile rendere negativi i tassi di interesse sulle riserve bancarie non obbligatorie per migliorare la circolazione della moneta, ma anche in questo caso nulla, anche se come vedremo ora i capitali andranno in tutt’altra direzione che in quella dell’economia reale, di Main Street.

Ieri secondo il beige book la Fed si attende il solito miglkioramento dell’economia peccato che ha sbagliato in ben oltre l’80 % dei casi le sue previsioni.

Stanno cercando una via di uscita al carico di droga che mensilmente forniscono agli psicopatici di Wall Street, fanno tenerezza continuano a dichiarare che proveranno a ridurre gli acquisti di assets, treasuries e ABS, ma non ci riusciranno, sono in trappola.

La novità è che la banca centrale americana Fed: allo studio nuovi modi per sostenere l’economia

“…potrebbe trovare un modo diverso per stimolare l’economia. “Potrebbe essere decisamente appropriato controbilanciare gli effetti della riduzione dell’acquisto di bond attraverso azioni alternative che forniscano contemporaneamente” misure accomodanti. (…) La Fed attualmente opera sulla base di due cosiddetti “threshold”: i tassi non saliranno prima che il tasso di disoccupazione sia sceso sotto il 6,5% e l’inflazione non sia salita oltre il 2,5%. Stando alle minute del board del 29-30 ottobre, la Fed ha discusso di abbassare il target sulla disoccupazione. “Una coppia” di membri avrebbe appoggiato una simile scelta. Altri, come da attese, hanno invece sostenuto che una simile mossa metterebbe a repentaglio la credibilità della banca centrale sul piano delle cosiddette “forward guidance”.

(…)  i venti contrari all’economia probabilmente diminuiranno solo lentamente”.

Sorry non diminuiranno affatto anzi, il prossimo anno si intensificheranno!

Ma la novità è questa già anticipata in Europa…

“Uno dei modi che la Federal Reserve sta studiando per sostenere l’economia è il taglio di 25 punti base degli interessi che paga alle banche sulle riserve da 2.500 miliardi di dollari che esse hanno accumulato come risultato del programma di acquisto di bond della Fed. Un’idea che “varrebbe la pena considerare a un certo punto”, si legge nei verbali, anche se “i benefici di un tale passo sarebbe generalmente visti come contenuti”. Così facendo i tassi overnight scenderebbero ulteriormente, probabilmente a pochi punti base, andando a pesare sui profitti bancari ma dando stimoli ulteriori all’economia. Il tutto proprio nel giorno in cui sono circolate voci che la Banca centrale europea possa portare in territorio negativo il tasso sui depositi delle banche commerciali presso la stessa Eurotower. Attualmente a zero, il tasso rappresenta gli interessi che la Bce paga in contanti agli istituti che decidono di parcheggiare il proprio denaro sotto il tetto di Mario Draghi.”

Ieri Dundley della Fed di New York, ex uomo Goldman Sachs ha detto che nonostante venti contrari soprattutto dal punto di vista fiscake, la ripresa sembra destinata a rilanciarsi …

 

... “Il fatto che l’economia abbia continuato a crescere attorno al 2% nel 2013, nonostante i problemi fiscali, è una prova che il settore privato ha per larga parte completato il processo di guarigione e va ora verso un’accelerazione delle attività”…

Peccato che non sappia ciò che il nostro Machiavelli ha suggerito, ci vuole pazienza per osservare gli effetti dei venti contrari. A proposito, dopo la più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia, crescere intorno al due sarebbe una conquista?

Economisti da baraccone!

Bullard  “tapering” sul tavolo del prossimo meeting del Fomc loro ci proveranno, ma non ci riusciranno, sono in trappola, nella trappola della liquidità, loro stanno aiutando i loro datori di lavoro le banche, non l’economia, purtroppo la gente comune non lo comprende, ma la storia farà il suo corso.

“… se il rapporto sull’occupazione americana a novembre sarà solido, aumenteranno le probabilità di un taglio delle misure di allentamento monetario da parte della Fed.”

Solido come questo? Usa: dati sul lavoro truccati per anni

Ho perso il conto di quante volte in questi anni sono stato insultato e dileggiato, pubblicamente e via mail per il fatto che sostenevo che questa economia è tutta un trucco, manipolazione genetica finanziaria.

Loro hanno vita facile nel farvi credere che siamo solo dei complottisti, in fondo l’informazione indipendente è il nulla in questo Paese, quello che conta è quello che loro vogliono farvi credere su ogni argomento attraverso media e televisioni.

In queste settimane pullulano le trasmissioni televisive economiche dove si parla del nulla, dotti, medici e sapienti spuntati dal nulla, che fanno soldi partecipando alle trasmissioni, dove si scannano sulle loro ideologie, senza arrivare ad alcuna conclusione, gente mai vista e sentita prima della crisi, gente che dormiva o godeva del sistema, ora fa finta di indignarsi con milioni di oche incollate al televisore che ascoltano in religioso silenzio, formule o ricette di medici falliti.

Non abbiamo scampo, non avete scampo, questa è una nemesi che arriverà sino alla fine a meno che un miracolo non risvegli la Consapevolezza generale.

Squallido spettacolo quello offerto in diretta,  la vittoria di Pirro del generale Letta arrampicandosi sugli specchi o meglio sulla Cancellieri, seguito dall’armata brancaleone di sinitra o presunta tale, mentre il gatto di Schrondinger Silvio si prepara a prendere il comando dell’altra armata, quelli che cavalcheranno il fuori dall’Europa, solo per un pò di visibilità, seguiti da un’armata di fessi italici, sia a destra che a sinistra.

Ma torniamo a noi che prima che l’alba ritorni…

Alcuni credono che la recente opzione prospettata da Draghi di portare i tassi sui depositi bancari in negativo sia una novità, anche se a maggio di quest’anno «Aperti a tassi negativi sui depositi»…

La soluzione per la scarsità del credito alle piccole e medie imprese di molti Paesi europei, Italia compresa, resta tutta da definire, ma ieri il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha introdotto un nuovo elemento.

Dopo aver parlato di «avviare consultazioni con altre istituzioni europee» e di una task force già al lavoro insieme alla Banca europea per gli investimenti per far ripartire le cartolarizzazioni di prestiti alle imprese, Draghi ha affermato che la Bce ha «la mente aperta» alla possibile introduzione di tassi d’interesse negativi per i depositi delle banche presso l’istituto di Francoforte. Questo dovrebbe stimolare gli istituti, che a questo punto finirebbero per pagare la Bce per lasciarle in parcheggio la propria liquidità (il tasso attualmente è zero), all’impiego dei fondi. Alla chiusura di martedì, i depositi delle banche all’Eurotower erano di 109 miliardi di euro.

Peccato che siano passati invano mesi aspettando chissà quale ripresa e al di la di qualche accenno la BCE non ha fatto nulla per sostenere l’economia reale, nulla, anche se qualche ingenuo pensa che bastino tassi a zero per far bere il cavallo …congelato!

Era il lontano settembre di quattro anni fa, il 2009, forse qualcuno di Voi ricorda questo post …

DEFLAZIONE GLACIALE: LA NUOVA ERA!

Ai primi di luglio di quest’anno un certo William White, capo economista della BIS ovvero la Banca dei Regolamenti Internazionali, unica istituzione ad aver avvertito seriamente i sintomi della madre di tutte le crisi, specificò come la crescita eccessiva del credito fosse stata alla radice di questa crisi, una visione che molti accademici e analisti, continuano a rifiutare, una evidenza empirica che si ostinano a rifiutare avvolti nel loro retaggio accademico e istituzionale.

 

Oggi i fautori dell’inflazione dell’ultima ora o addirittura dell’iperinflazione demenziale, dimenticano che l’economia è stata travolta da una nuova era glaciale, la deflazione del credito, che si aggiunge alla deflazione immobiliare, quella dei prezzi e dei valori mobiliari e in particolar modo dei redditi e dei salari, come Icebergfinanza sostiene da ormai oltre due anni.

 

Certo esageravo quando sostenevo che prima o poi una grande banca sarebbe fallita, esageravo quando sostenevo oltre tre anni fa, che questa era una depressione immobiliare, esageravo quando nel maggio del 2006 scrissi che avremmo avuto una recessione della durata di quasi due anni e probabilmente esagero anche adesso che come una mosca bianca da tempo sussurro che siamo in piena deflazione glaciale.

White ha scritto alcune cose molto, ma molto sagge e in particolar modo semplici….

 

Should governments feel it necessary to take direct actions to alleviate debt burdens, it is crucial that they understand one thing beforehand. If asset prices are unrealistically high, they must eventually fall. If saving rates are unrealistically low, they must rise. And if debts cannot be serviced, they must be written off.  Trying to deny this through the use of gimmicks and palliatives will only make things worse in the end.

…azioni dirette a ridurre gli oneri del debito, una cosa fondamentale da comprendere in anticipo. Se i prezzi degli assets sono irrealisticamente alti, prima o poi devo cadere, se i tassi di risparmio sono irrealisticamente bassi, prima o poi devono salire e cercare di negare ciò attraverso l’uso di espedienti e palliativi non serve ad altro che a peggiorare le cose. 

 

Dopo la debitomania, la casamania, la creditomania, la bubblemania, prima o poi arriva sempre come la storia insegnala debito fobia, la casafobia, la creditofobia e la bubble fobia nonostante tutti gli sforzi dei governi e delle banche centrali per far tornare le manie fine a se stesse. Gli esaltati illuminati in questi anni hanno pensato bene di creare una bolla dietro l’altra per cancellare, la precedente, con il risultato che ora ne stiamo pagando le conseguenze, la nuova era di una deflazione glaciale accompagnerà l’economia nei prossimi anni, e non è detto che sia particolarmente glaciale.

 

Recentemente White ha messo in guardia da una lunga “lost decade” americana, come ipotesi migliore, frutto di una seconda ondata della madre di tutte le crisi.

 

(…) Infine un’ultima considerazione a favore di una nuova ondata di deflazione, una considerazione che proviene non solo dalle dinamiche future che ci aspettano ma in particolar modo da quella misteriosa sensazione che negli ambienti accademici mondiali si stia incominciando a parlare troppo di tasso di interesse negativo, l’unico modo per fare uscire l’economia dalla spirale della deflazione.

 

Ormai non ci sono più dubbi, ne abbiamo già parlato in un recente post, GRANDI ESPERIMENTI  ma quello che nei laboratori politici economici mondiali è in atto, è il più grande esperimento finanziario ed economico, mai tentato nella storia della moneta.

 

Da William Buiter, ex banchiere centrale inglese  a Greg Mankiw consigliere economico di Bush, dalla banca centrale svedese sino alla Federal Reserve di San Francisco di Yanet Yellen, l’opzione tassi negativi è sul tavolo della grande crisi.

 

Tassi nominali negativi in fondo sono fattibili, lo ha fatto la banca centrale svedese, depositi 100 e dopo un anno ritiri 99,75. Il che sembrerebbe uno scherzo, infatti costringerebbe chiunque a detenere liquidità senza investire o affidare i propri risparmi. Senonchè una mattina ci potremmo svegliare e scoprire che la BCE ha deciso di tassare i conti correnti o magari attuare un prestito forzoso.

 

Attenzione però perché stiamo parlando di tassi che le banche pagano per detenere liquidità presso la banca centrale, il che equivarrebbe a cercare di costringere le banche a fornire credito alle famiglie o alle imprese, piuttosto che subire un’erosione dei depositi.

 

Qualcuno dirà quindi che se oggi stipulo un mutuo di 100 euro tra qualche anno con i tassi negativi ne dovrò rimborsare di meno, ma questa ipotesi non è realistica, chi mai presterebbe soldi per vedersene restituiti meno della somma iniziale? A questo punto con i tassi negativi, qualunque politica di quantitative easing, ovvero di stampa di denaro verrebbe spazzata via da capitali che scompaiono dal mercato e quindi vengono tesaurizzati.

 

Certo che se, come oggi le banche centrali sostengono, i tassi resteranno per lungo tempo a zero, sarà possibile in caso di ripresa reale assistere a tassi reali negativi, ovvero tassi che incorporano l’inflazione delle aspettative.

 

L’idea di uno degli allunni di Mankiw di ricorrere alla messa fuori corso di banconote in circolazione, che nelle loro serie terminano per numeri pari o dispari a sorpresa, è semplicemente demenzial,e anche se nella realtà potrebbe indurre una perdita di valore della moneta di un percentuale pari al numero di monete con lettera e importo corrispondente a quello messo fuori corso.

 

La soluzione che si prospetta invece in un articolo della Fed di San Francisco di una Yanet Yellen estremamente preoccupata del rischio di una deflazione strisciante nei prossimi anni, è una versione più accademica, un misto di tassi di interesse negativi all’interno della cosiddetta “Taylor Rule” .

 

Taylor dimostra come le autorità abbiano erroneamente attribuito l’aumento dei tassi d’interesse nei mercati monetari ad  una carenza di liquidità, anziché all’eccesso di asset a rischio, con la conseguenza di concentrare i propri interventi sulla  liquidità piuttosto che sul rischio, causando così il prolungamento della crisi. L’errata diagnosi ha portato ad applicare  una cura sbagliata.

 

 Come fare affinché nulla di quanto accaduto possa ripetersi? Al centro della proposta di Taylor c’è ovviamente la “Taylor  rule”, la buona prassi di politica monetaria che proprio da lui ha preso il nome.  Il messaggio del libro, lo spiega Oscar Giannino nella sua introduzione: “Una volta e mezza il tasso d’inflazione, metà  della differenza tra prodotto attuale e potenziale, più uno. Se le banche centrali si attenessero a questa regola nel fissare  i tassi, inflazione e crescita non sarebbero instabili. Con politiche monetarie prevedibili, meno discrezionali e rischiose,  come ammoniva Milton Friedman. Tra 2002 e 2004 Alan Greenspan si è allontanato da tale criterio, anche di 200 o 250  punti base. Tutti ne paghiamo le conseguenze. Non è il mercato, ma il regolatore ad aver sbagliato”.

 

Si potrebbe infine tassare i depositi e le riserve delle banche per costringerle a sostenere l’economia reale, e quindi far riprendere la velocità di circolazione della moneta, provocando inflazione, ma come spesso ho suggerito, oggi il cavallo non ne vuol più sapere di bere e la storia ci sussurra che dopo la debito mania arriva la debito fobia.

Nei giorni scorsi insieme a Krugman è tornato a farsi vivo il fantasma di Summers, come i lettori di Icebergfinanza ben sanno, i fantasmi quando non hanno più incarichi operativi istituzionali, incominciano a parlare, si confessano, raccontano cose che prima non avrebbero mai osato dire in pubblico, perchè corrispondono alla realtà, alla verità figlia del tempo…

” Il tasso di interesse naturale o neutro, necessario per raggiungere la piena occupazione è inferiore a zero. Data la relazione tra la crescita della forza lavoro e il tasso di interesse naturale, le prospettive demografiche suggeriscono che i tassi di interesse negativi possono essere necessari per un periodo prolungato. Inoltre nei trent’anni trascorsi, sono state senza dubbio le bolle del debito alimentate dalle banche centrali a permettere di raggiungere la piena occupazione o quasi aggiungo io…

Il tasso di interesse naturale o neutro, che è necessario per raggiungere la piena occupazione è inferiore a zero. Data la relazione tra crescita della forza lavoro e del tasso di interesse naturale, le prospettive demografiche suggeriscono che i tassi di interesse negativi possono essere necessari per un periodo prolungato. Inoltre, per i 30 anni passati, è stato senza dubbio le bolle del debito alimentate che permettono all’economia di raggiungere la piena occupazione e rafforzare il tasso di interesse naturale.
Read more at http://pragcap.com/summers-expects-a-long-winter#AUTexBgaqHbLdKRM.99
Il tasso di interesse naturale o neutro, che è necessario per raggiungere la piena occupazione è inferiore a zero. Data la relazione tra crescita della forza lavoro e del tasso di interesse naturale, le prospettive demografiche suggeriscono che i tassi di interesse negativi possono essere necessari per un periodo prolungato. Inoltre, per i 30 anni passati, è stato senza dubbio le bolle del debito alimentate che permettono all’economia di raggiungere la piena occupazione e rafforzare il tasso di interesse naturale.
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Secular Stagnation, Coalmines, Bubbles, and Larry Summers

Ogni tanto argomenti tecnici ma aiutano a comprendere dove stiamo andando soprattutto quando dotti, medici e sapienti, incominciano a raccontare la verità ovvero che purtroppo oggi loro hanno costruito un’economia che ha bisogno di bolle solo per ottenere qualcosa di simile alla piena occupazione e che in assenza di bolle l’economia ha un tasso naturale di interesse negativo . E questo non è stato solo vero per quanto riguarda  la crisi finanziaria del 2008 , ma è stato senza dubbio vero , anche se forse con gravità crescente , dal 1980 come dice Krugman.

La sintesi è che rischiamo una stagnazione secolare, un’epoca glaciale, come vi ho più volte raccontato con implicazioni radicali.

E
ppure questa crisi non è finita – e come dice Larry , ” La maggior parte di quello che sarebbe stato fatto sotto l’egida di prevenire una futura crisi sarebbe controproducente . “

Capite quando non hanno più nulla da perdere parlano, dicono la verità.

Attenti ora che ci arriviamo… ” Un modo per arrivarci sarebbe quello di ricostruire il nostro intero sistema monetario – per esempio, eliminare la carta moneta e pagare tassi di interesse negativi sui depositi . Un altro modo sarebbe quello di sfruttare il prossimo boom – che si tratti di una bolla o guidato dalla politica fiscale espansiva – per spingere l’inflazione sostanzialmente a livelli più elevati.  O forse , forse , potremmo spingere verso l’alto l’inflazione, come stanno provando a fare in Giappone, attraverso la potenza pura delle aspettative che si autoavverano.”

Esperimenti, solo esperimenti, di scienziati economici, inutili, spesso dannosi, che giocano con le loro teorie.

E’ una repressione finanziaria,REPRESSIONE FINANZIARIA E INFLAZIONE! mentre stanno distruggendo risparmio con rendimenti infimi, tra qualche mese o anno, proveranno a togliervelo come stanno facendo adesso con le tasse e la socializzazione delle perdite, perchè i fallimenti delle banche speculative e i loro bonus, li state pagando Voi, dicevo tra qualche anno o mese, metteranno interessi negativi anche sui depositi bancari e vi faranno pagare per depositare, come qualche fesso ha fatto per mesi e anni, comprando e investendo in Bund a tassi negativi.

Machiavelli un orizzonte per andare oltre la “financial repression” l’ha già condiviso e la prossima volta sarà ancora più chiaro.

Mercati in subbuglio: Bce pronta a tagliare il tasso sui depositi portandolo in negativo. L’euro crolla…

L’euro crolla? Il bello è che non avete ancora visto nulla di quello che accadrà nei prossimi anni, nulla!

L’uovo di Colombo, l’ ennesima conferma che abbiamo scelto la rotta giusta è in viaggio, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro viaggio.

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81 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 21 novembre 2013 at 10:45

caro Capitano con gli insulti e sberleffi passati e presenti sei in buona compagnia.

kry
Scritto il 21 novembre 2013 at 11:58

A proposito, dopo la più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia, crescere intorno al due sarebbe una conquista? —-Senza contare che negli ultimi 6 giorni i debiti degli studenti sono aumentati di 9 miliardi$. Grazie Andrea sei unico e peccato l’unico che sa ascoltare dove tira il vento e cerca d’insegnarcelo. Ancora grazie. Ciao.

ilcuculo
Scritto il 21 novembre 2013 at 13:39

Il prossimo passo della BCE potrebbe essere più incisivo se, come si ipotizza , mettera’ in campo un QE acquistando asset direttamente dalle aziende, molto diverso da un LTRO che e’ invece un prestito.

bergasim
Scritto il 21 novembre 2013 at 13:40

ilcuculo@finanza,

Aziende bancarie ?

gnutim
Scritto il 21 novembre 2013 at 14:47

ilcuculo@finanza,

ciao Kry, mi posti la fonte?

kry
Scritto il 21 novembre 2013 at 16:01

gnutim@finanza,

La fonte è mia. Adesso ti giro il tutto e leggendo i commenti capisci come ho fatto. http://intermarketandmore.finanza.com/il-nuovo-subprime-usa-raggiunge-il-trillione-di-dollari-59566.html Buona lettura. Ciao.

kry
Scritto il 21 novembre 2013 at 16:45

gnutim@finanza,

A proposito lo noto adesso, non confondermi con qualcun’altro potrebbe offendersi e mandare anche te afanculo.

kry
Scritto il 21 novembre 2013 at 16:54

bergasim,

No Bergasim, è notizia di poco fa ( fonte finanzascemenza ) che la bce stia costruendo un immenso magazzino per comprare asset direttamente dalle aziende, soprattutto i fondi di magazzino cosi da poter dotare le aziende della liquidità necessaria per nuovi investimenti. Ma vedrai che come al solito i teteski si opporranno.

bergasim
Scritto il 21 novembre 2013 at 17:39

kry@finanza,

grazie per il supporto

kry
Scritto il 21 novembre 2013 at 19:03

Non è assolutamente possibile ridurre il nostro grado di competitività”. È quanto ha dichiarato il cancelliere tedesco Angela Merkel a proposito della proposta di ridurre artificialmente la competitività tedesca. Secondo frau Merkel “bisogna smetterla di guardare le cose dal punto di vista europeo, occorre guardare alle grandi sfide della competitività a livello globale”. ——“bisogna smetterla di guardare le cose dal punto di vista europeo——- Si, si deve guardarlo dal punto di vista tetesko. Penso che ogni commento sia superfluo adesso che è uscita allo scoperto. Chissà che cosa si sono suggeriti all’incontro bilaterale di parigi. Non commentiamo i pessimi dati odierni francesi mentre quelli americani annunciano l’imminente tapering-boomerang.

dfumagalli
Scritto il 21 novembre 2013 at 19:15

“Non abbiamo scampo, non avete scampo, questa è una nemesi che arriverà sino alla fine a meno che un miracolo non risvegli la Consapevolezza generale.”

A me sembra una cosa buona. E’ ora che crolli tutto perché inizi una nuova era. Quello che si va sgretolando non è il mondo che volevamo, non è buono, non è bello e nemmeno sostenibile.

Per cui, via. Via tutto. Certo, la paura del cambiamento verrà usata come arma di minaccia ed “ancora di salvezza”.

Però da vero ottimista, spero tale paura non reggerà e sarà finalmente la fine. Ed un nuovo inizio. Ed un nuovo ciclo.
Andrà a finire che quelle previsioni farlocche dei Maya sulla fine di un ciclo magari erano vere :D

alessandroecristina
Scritto il 21 novembre 2013 at 19:20

Dove si cliccka x dare 11 a questo post? :D:D:D

dorf001
Scritto il 21 novembre 2013 at 20:12

qualcuno si oppone in europa alla troika. inventa una usa ricette economica. si chiama ORBANOMICS ungheria

GRILLO, SOVRANITA’ MONETARIA E ORBANOMICS

DI MAURIZIO GUSTINICCHI
scenarieconomici.it

“Honesta mors turpi vita potior”

“Una morte onorevole è migliore di una vita vergognosa”

(Tacito Vita di Agricola)
Lo confesso, non ho resistito!

Intento a studiarmi l’Ungheria (e la Orbanomics), un conoscente mi segnala l’infelice uscita del co-fondatore del Movimento5Stelle che denota carenze macroeconomiche ed una limitata conoscenza della storia che l’Ungheria ha rappresentato per l’Europa attuale.

Ovviamente, come detto in apertura, non ho resistito e ho sentito il dovere di citarlo nell’articolo dedicato ad una delle poche nazioni che, oltre ad Argentina e alcuni paesi Baltici, hanno saputo dire “basta!” all’International Monetary Fund!.

Proprio così, avete capito benissimo. Qualche nazione è riuscita a svincolarsi dal giogo della Troika e a risolvere i propri problemi in modo diverso da quanto questi signori sovente suggeriscono. Tra queste, l’Ungheria di Orban.

Quest’uomo sta letteralmente facendo la storia, partendo da questa, ripercorrendo momenti che già abbiamo vissuto nella seconda metà del ‘900.

Questo “dittatore” (così è stato definito persino da Famiglia Cristiana) si è reso colpevole dei seguenti efferati delitti:

– in seguito alle dimissioni del vice-presidente della Magyar Nemzeti Bank (la Banca Centrale), la Sig.ra Julia Kiraly, e del Governatore Andreas Simor, seguaci della BCE e del FMI, ha azzerato l’autonomia della banca centrale, eletto Governatore l’ex Ministro dell’economia, Gyorgly Matolcsy, fedele al premier e acquistato pagine sui quotidiani per spiegare alla popolazione intera la reale natura del FMI;

– ha lanciato uno schema di finanziamento delle piccole e medie imprese per sostenere la crescita attraverso il sistema bancario nazionale (iniezioni di liquidità alle imprese per oltre 825 milioni di euro; alle banche questo denaro arriverà a interesse zero e queste lo presteranno alle piccole e medie imprese a un tasso massimo del 2%)

– ha bloccato le multinazionali dichiarando non fuorilegge, sul territorio ungherese, gli OGM.

Ma Orban non si è fermato a questo, sta anche difendendo la famiglia, istituzione essenziale e imprescindibile per la patria, per le tradizioni della nazione e per le basi della nostra stessa religione Cristiana (capito cari i miei signori del Vaticano?)!

– Ha lanciato una campagna di manifesti per le adozioni in cui un embrione parla alla madre e dice «Capisco, mamma, che tu non sia pronta per me, ma ti prego dammi in adozione, lasciami vivere»;
Se queste sono le idee dell’estrema destra, dell’ultranazionalismo, del neonazismo, ebbene, sono felice di esser compreso tra le loro fila!

Continua QUI http://scenarieconomici.it/grillo-sovranita-monetaria-e-orbanomics/

ci sono diversi grafici. guardate.

DORF

ilcuculo
Scritto il 21 novembre 2013 at 21:56

L’ ITALIA NON CRESCE
C’ e’ sfiducia e il cavallo non beve
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Freni tirati / Perche’ l’ Italia non cresce

C’ e’ sfiducia e il cavallo non beve Una volta si diceva “il cavallo non beve”. Era la fine degli anni Sessanta, i capitali scappavano, gli imprenditori non investivano. A trent’ anni di distanza la metafora sembra tornata di moda. Il governatore Antonio Fazio l’ ha riesumata nella sua recente audizione in Parlamento per descrivere il malessere dell’ economia italiana. E indubbiamente ha colpito nel segno. L’ espressione, oggi come allora, rende bene l’ idea di una economia priva di vitalita’ , spossata, imprenditorialmente anoressica. E non a caso, l’ uscita del governatore sta gia’ facendo adepti. Come l’ economista Marcello De Cecco, per esempio, che ha ripreso l’ immagine del nobile quadrupede che non si abbevera. Una crescita del Pil all’ 1,4 % in effetti e’ davvero troppo poco anche per un Paese come l’ Italia che ha pagato un prezzo alto per entrare nell’ euro. La fotografia del 1998 diramata dall’ Istat la scorsa settimana racconta di una economia con i freni tirati, nella quale la domanda interna non riesce a compensare la caduta delle esportazioni seguita alla crisi asiatica e gli investimenti non brillano come dovrebbero. Ma il ‘ 99 non si presenta sotto migliori auspici: le previsioni degli istituti di ricerca, compreso il servizio studi della Banca d’ Italia, puntano su una crescita piu’ vicina all’ 1,5 che al 2 % . Quali sono le cause del malessere? Perche’ la macchina produttiva ha il fiato cosi’ corto? La malattia italiana ha un nome preciso: si chiama sfiducia. E a testimoniarlo non sono solo le ultime rilevazioni dell’ Isae (l’ istituto nato dalla fusione di Isco e Ispe) che segnalano anche in gennaio un peggioramento del clima di opinioni degli imprenditori. Nella sua audizione in Parlamento Fazio ha acceso i riflettori sui 45 mila miliardi che mancano alla conta della bilancia dei pagamenti: “proventi non ufficialmente rientrati o non registrati nei conti finanziari”, misura le parole il governatore. In chiaro, come spiega Marcello De Cecco, “soldi che risparmiatori e imprenditori hanno tenuto all’ estero per ragioni fiscali o per mancanza di valide alternative di investimento in Italia”. De Cecco, che fa parte del consiglio degli esperti del presidente del Consiglio, Massimo D’ Alema e non e’ quindi sospettabile di vicinanza con l’ opposizione, ha scritto che essi sono un “dato della sfiducia”, che ci da’ “un’ immagine del nostro futuro argentina o brasiliana, invece che tedesca o americana”. L’ incapacita’ di attirare capitali e lo stimolo a portarli fuori sono la prova vivente di una pericolosa disaffezione a lavorare e produrre nel Belpaese. Puo’ sorprendere, ma economisti di destra e di sinistra non divergono nell’ analisi dei fattori che sono alla base della sfiducia: mercati troppo rigidi, poca flessibilita’ del lavoro, un eccesso di spesa pubblica corrente, troppe tasse. Con una differenza di accento, forse, circa l’ opportunita’ di manovre monetarie di stimolo della domanda. E’ noto per esempio che Franco Modigliani e’ favorevole a un ribasso dei tassi d’ interesse. E anche De Cecco non lo ritiene inutile, anche se precisa che “incoraggerebbe in misura superiore le importazioni”. Nel complesso pero’ prevale lo scetticismo sul ruolo chiave dei tassi. Mario Baldassarri, per esempio, ha proposto “una riduzione di 10 punti della pressione fiscale nei prossimi cinque anni accompagnata da una dose massiccia di flessibilita’ per non alimentare inflazione”. E Stefano Micossi, in procinto di lasciare la direzione Industria della Ue per approdare ai vertici della Assonime, vede nelle liberalizzazioni e nelle privatizzazioni la chiave di volta per rilanciare la crescita. “Solo cosi’ – spiega Micossi – si possono superare le strozzature che limitano l’ offerta”. Il paradosso e’ che il consenso che caratterizza la diagnosi del male non si traduce in altrettante terapie. E qui, come in altri Paesi europei, il discorso diventa poltico. “Questo moltiplicarsi di tavoli, sul lavoro, il fisco e quant’ altro non serve a nulla – spiega Micossi -. La verita’ e’ che la coalizione piu’ che di governo e’ di blocco: i Verdi bloccano le opere pubbliche, i sindacati impediscono la riduzione della spesa pubblica corrente”. Tutti insomma sanno che cosa si dovrebbe fare, ma nessuno lo fa. In questo orizzonte Fazio resta il solo, tra le autorita’ di politica economica, a predicare con sistematica regolarita’ la giusta via da seguire. E anche per questo forse i suoi moniti sono talvolta mal tollerati. “Il governatore ha rotto l’ omerta’ , e’ l’ unico che dice la verita”, spiega Micossi. Finche’ non verra’ ascoltato, pero’ , il cavallo continuera’ a non bere. Marco Cecchini

Cecchini Marco

Pagina 2
(8 marzo 1999) – Corriere Economia

stanziale
Scritto il 22 novembre 2013 at 00:16

ilcuculo@finanza,

E’ piu’ di un trentennio che l’Italia e’ stata svenduta dai politici, come quando e da chi, ( e che ha poi portato al cavallo che non beve) in definitiva e’ ben spiegato da Nino Galloni e riportato da “Libre” http://www.libreidee.org/2013/05/italia-potenza-scomoda-dovevamo-morire-ecco-come/
il tutto e’ cominciato verso i fine anni 70 dalla sinistra democristiana e sempre su libre e’ possibile leggere un’altra ricostruzione sui fatti italiani ed il ruolo di Andreotti (molto migliore di quanto non si creda) sempre secondo Galloni

dorf001
Scritto il 22 novembre 2013 at 00:37

ilcuculo@finanza,

fazio chi? quel buffone che è stato denunciato anni fa da Auriti?

L’ Europa è una colonia dell’imperialismo della grande usura

eccolo qua il nostro eroe : http://www.imolaoggi.it/2013/11/01/auriti-l-europa-e-una-colonia-dellimperialismo-della-grande-usura/

un breve video da guardare.

DORF

kry
Scritto il 22 novembre 2013 at 07:21

dorf001@finanza,

Caro Dorf so che ti piacciono le storielle. – L’Isola senza Denaro
(adattamento di un noto apologo che ha avuto molta diffusione tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 – nuova versione)

Molto tempo fa esisteva un isola abitata da una popolazione laboriosa e intelligente, che per vari motivi era rimasta tagliata fuori dal resto del mondo.

Una nave di mercanti che portava dell’oro finì sulle scogliere dell’isola, ma con l’aiuto degli isolani i mercanti riuscirono a salvarsi e a portare in salvo l’oro. Come ringraziamento, donarono alcuni oggetti d’oro alle mogli degli abitanti, questi ne rimasero contenti e chiesero di comprarne in cambio di cibo, vestiti e utensili che producevano, ma i mercanti rifiutarono di venderne oltre il dono iniziale. Dopo aver esplorato meglio l’isola e notato come era prospera e la gente fosse industriosa i mercanti decisero di stabilirsi nell’isola e iniziare una loro attività.

Avevano infatti notato che gli abitanti scambiavano tra loro i prodotti sulla base di un sistema di baratto o di mutui prestiti (cioè una famiglia forniva degli utensili per cucinare una volta ad un altra e successivamente l’altra ricambiava con altri utensili o servizi). Questo sistema aveva diversi inconvenienti pratici, perché non sempre si era d’accordo sul valore relativo dei beni e servizi scambiati, cioè mancava un unità di misura. I mercanti proposero di usare degli oggetti d’oro per effettuare gli scambi e in questo modo i nativi avrebbero potuto soddisfare il loro desiderio di acquisire più oro e avrebbero avuto un sistema di scambio dei beni e servizi più efficiente

I capi dell’isola accettarono l’idea e proposero di comprare l’oro in cambio di una somma equivalente di beni, utensili e terreni. Ma gli mercanti non volevano vendere l’oro, proponevano invece di creare una banca che contenesse in deposito l’oro che avevano portato e che emettesse delle monete che valessero come la moneta nell’isola. I mercanti dicevano che potevano prestare queste monete per qualunque importo desiderato, ad un costo del 5% all’anno per il servizio e chiedevano a chi voleva le monete, come garanzia, dei pegni su dei beni o delle ipoteche sulle loro case. Gli abitanti accettarono e cominciarono a prendere a prestito le monete d’oro pagando un 5% di interesse

Si era convenuto con i capi dell’isola che il totale dell’oro contenuto nella banca avrebbe avuto un valore totale di 300mila dollari e il primo anno gli abitanti presero a prestito questa cifra in monete d’oro, che usarono per effettuare scambi tra loro e pagarono anche 15,000 dollari di interesse). Alla fine dell’anno, nel restituire la somma, si resero conto che avevano preso a prestito 300mila dollari in monete d’oro che COSTITUIVANO TUTTA LA MONETA DELL’ISOLA, per cui dovendo poi restituirne 315mila non erano in grado di ripagarla tutta. Per cui il governo dell’isola andò a discutere con gli stranieri e si decise di estendere il prestito per un altro anno, sempre pagando i 15mila di interesse

Nel frattempo però gli stranieri avevano cominciato ad emettere al posto delle monete d’oro dei certificati che contenevano la promessa di pagare in oro a chi li avesse portati presso la loro banca, spiegando agli abitanti che erano più convenienti e pratici da usare e da portare in giro rispetto alle monete d’oro. E alcuni abitanti avevano cominciato ad accettarli come mezzi di pagamento.

Alla fine del secondo anno intanto gli abitanti si accorsero che avendo già pagato 15mila dollari di interessi il primo anno, pagandone altri 15mila di interesse sempre con le monete d’oro che avevano preso a prestito, sarebbero rimasti con 285 mila dollari. Quindi, se avessero continuato per altri 20 anni avrebbero ripagato in interessi tutte le monete d’oro esistenti nella banca (e nell’isola) e sarebbero rimasti lo stesso sempre in debito dei 300mila dollari iniziali, senza avere più una sola moneta d’oro in loro possesso. Dopo 20 anni sarebbero stati in bancarotta e avrebbero perso quindi i beni e le case date in garanzia.

Il governo dell’isola protestò con i mercanti stranieri spiegando il pericolo in cui ora gli abitanti si trovavano,di dover pagare ogni anno interessi e rimborsare la somma iniziale con monete d’oro che man mano si riducevano. I mercanti proposero di superare il problema della scarsità di monete d’oro (necessarie per ripagare l’interesse annuale del 5% e rimborsare anche i 300 mila iniziali), dichiarando moneta legale dell’isola anche i certificati emessi dalla loro banca (che promettevano di essere scambiati su richiesta in oro). In questo modo ci sarebbe stata abbastanza moneta per ripagare il debito e anche per espandere il commercio. Il governo dell’isola accettò l’idea di aumentare la moneta in circolazione usando i certificati emessi dalla banca, scambiabili su richiesta in oro.

I mercanti cominciarono anche a suggerire agli abitanti che non c’era bisogno che usassero solo monete d’oro per effettuare scambi tra loro, quando potevano oro usare come moneta legale, riconosciuta dal loro governo, dei certificati che rappresentavano l’oro depositato alla banca. Per cui potevano depositare le loro monete d’oro in banca, dove erano anche più sicure e ricevere in cambio certificati della banca che ne rappresentavano lo stesso valore ed erano più pratici (costavano sempre un 5% annuale di interesse).

Una volta che i certificati cominciavano a circolare e ad essere usati al posto delle monete d’oro, gli stranieri erano in grado di emetterne senza dover ogni volta preoccuparsi che gli venisse subito richiesto di cambiarli in oro, perché non accadeva di frequente che qualcuno lo chiedesse. E quindi cominciarono a emettere certificati in eccesso dell’oro depositato, ad esempio 500mila dollari anche se l’oro in deposito valeva 500mila dollari.

Con il passare del tempo, il crescere del commercio e della popolazione e anche il crescere degli interessi da pagare la quantità di biglietti di carta emessi dalla banca aumentava sempre, gli interessi del 5% annuo sulla somma iniziale di 300mila dollari continuavano a venire pagati e in più ora c’erano questi certificati che pure costavano un interesse del 5%.

Dopo diversi anni i mercanti stranieri avevano di nuovo i 300mila dollari di monete d’oro con cui avevano iniziato e in più avevano emesso 900.000 dollari di certificati (scambiabili in teoria in oro), su cui pure ricevevano un 5% annuo di interesse, per cui ricevevano 60mila l’anno di interessi. E avevano ipoteche su quasi tutti i terreni dell’isola. In più il governo stesso si era dovuto indebitare con loro e dato che non aveva più monete d’oro li ripagava vendendo dei beni.

I mercanti stranieri diventarono gradualmente i padroni dell’isola e gli abitanti, che avevano con le ipoteche date in garanzia dei debiti perso il possesso delle loro case e dei loro terreni, finirono per lavorare per loro come servi. Questa situazione durò per molto tempo, fino a quando essendo i mercanti diventati troppo arroganti e insolenti scoppiò una violenta rivolta, gli abitanti distrussero le banca e massacrarono i mercanti. Dopodichè gli abitanti preferirono bandire l’uso dell’oro e dei prestiti della banca e tornare al loro semplice sistema di mutui scambi. —-Mi scuso Andrea lo so che è lungo ma mi dispiaceva leggerla solo io.

veleno50
Scritto il 22 novembre 2013 at 10:39

2014 aumento 10% imposta sui depositi titoli incasso presunto 900 milioni enio doris mediolanum non vuole aumantare la tassazione sui dividendi dal 20% al 22% e alfano si adegua .domani mattina tutte le tasse sui capital gain compresi gli interessi sui conti correnti al 25%.presunto incasso 30/40 miliardi.dal 2014 non si paga canone tv non si paga il bollo della macchina fino alla cilindrata 1600 tutti devono pagare il tiket sanitario compresi quei signori di 65 anni con reddito 36500 euro mentre un operaio con reddito 15000 con due figli a carico deve pagare tutto.cosa me ne importa di quello che dice fazio fatti non pug….e et capi

Scritto il 22 novembre 2013 at 11:01

kry@finanza,

dorf001@finanza,

Ma vi rendete conto che nei vostri ragionamenti lasciate fuori un dato fondamentale? Il vostri calcoli non considerano un fattore essenziale, per questo non tornano mai.

kry
Scritto il 22 novembre 2013 at 11:31

kurskit

Dai zioru illuminami che ti aspetti che ti chieda qual’è il dato fondamentale e fattore essenziale per far tornare i conti o per intavolare una discussione.

kry
Scritto il 22 novembre 2013 at 11:38

veleno50@finanza,

te et capi o no che qui c’è gente che andrà ( forse ) in pensione a 65 anni con 50 anni di contributi. Et capi o no che sei anche tu un privilegiato ben sapendo che ce ne sono altri più privilegiati di tè. Voglio proprio vedere se quando raggiungi i 65 anni pretenderai di pagare il ticket e continuerai a dire che non è giusto.

quesalid
Scritto il 22 novembre 2013 at 11:42

kry@finanza,
Questa storiella è stata così commentata dal signor Gino Monte su un altro sito:

“sta storiella ripete i soliti mantra antibanche antidebito antiinteresse…
la moneta non nasce come numerario nè imposta da un’astronave di diabolici alieni.
nasce all’interno di un’economia di baratto in cui da sempre parte delle reciproche prestazioni hanno una dilazione temporale (debito) come testimonianza dell’esistenza di un debito. quindi la moneta è soprattutto titolo di debito e lo è come cosa in sè. le banche e poi lo stato semplicemente sono enti che si specializzano progressivamente nel servizio di gestione e garanzia di tali movimenti.
a ben vedere anche un contadino neolitico che non consuma tutte le sementi per avere un maggiore raccolto l’anno successivo sta effettuando un prestito a interesse a sè stesso.
se il prestito (e l’interesse poniamo al 10%) aiutano a collocare le risorse in modo che in futuro la produzione aumenti del 20%, il prestito ha una funzione benefica, ci guadagnano tutti ed è più che giusto che al prestatore venga riconosciuta una partecipazione al valore aggiunto.
corollario (che non piacerà agli ultraliberisti): dato ciò che ho detto, FINO A UN CERTO LIMITE l’aumento di moneta stimola la produzione reale, in quanto un debito impone a chi l’ha sottoscritto di produrre valore aggiunto per ripagarlo o per pagarne l’interesse nel caso di un debito eterno.”
Aggiungo
se si SUPERA IL LIMITE il debito funziona in maniera inversa: invece di leva positiva (creazone di ricchezza) diventa leva negativa (distruzione di ricchezza)

mirrortrader
Scritto il 22 novembre 2013 at 12:19

Il problema è l’eccesso creato dalla riserva frazionaria.
Si è prestato 1000 quando c’era 20 in cassa. Il prestito ha alimentato il boom economico, come un turbo, creando crescita esponenziale, fino a raggiungere il limite di crack del motore.
Ora siamo in crack e gli effetti cominciamo a vederli e continueranno per anni.

SI sa che gli eccessi poi creano eccessi al contrario. Stanno solo cercando di frenare il crack, che ci sarebbe stato. Ma probabilmente il danno fatto è troppo grande.

Buona fortuna a tutti, compreso io.
Ne avremo bisogno.

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 12:45

Andrea,

la storia del cavallo che non beve a me non convince completamente.

Ovvero, il cavallo non beve, ma perché ?

Ci sono cavalli che vorrebbero bere e vedono un grande fiume ma che non riescono a raggiungere, ci sono cavalli che hanno sete ma non bevono perché hanno paura che l’acqua sia avvelenata.

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 12:51

mirrortrader@finanza,

Il motore non è andato in crack perchè si è cercato di strappargli una performance superiore a quella che poteva dare, il motore si è fermato perchè è finita la benzina.

Ora ci sono due opinioni prevalenti:

alcuni pensano che la benzina sia letteralmente finita, ovvero che la crisi non sia altro che il riflesso macroeconomico della fine della disponibilità di petrolio a basso costo con conseguente esplosione del debito.

altri invece ritengono che sia mancata la benzina della liquidità perchè , a fronte di investimenti troppo azzardati, una volta che si è capito che molti debiti non sarebbero stati ripagati, c’è stata la corsa al rientro (ovvero al tentativo di rientro) ed il denaro ha smesso di circolare.

quesalid
Scritto il 22 novembre 2013 at 13:18

ilcuculo@finanza,

Le due cose non si escludono. Una forma di energia densa e disponibile a basso costo consente ritorni percentuali maggiori sugli investimenti.
Se il costo energetico per ottenere la energia aumenta, una parte maggiore del surplus creato da quella energia non sarà più disponibile per la remunerazione del capitale sotto forma di interessi sugli investimenti. Quindi le aspettative sul rendimento del capitale debbono calare. Quindi tutto ciò a cui era stato attribuito un valore secondo le aspettative di investimento in un ambiente con energia a basso costo va riprezzato in un ambiente ad enegia a costo più elevato.
Quindi i valori in bilancio delle varie forme di capitale (inteso come capacità di produrre ricchezza futura) vanno riprezzati e le aspettative rimodulate.

gnutim
Scritto il 22 novembre 2013 at 13:36

ciao Kry, è bello devere sul sito del debito americano che salgono tutte le tasse pagate dagli americani tranne che quella pagate dai corporate, che invece… CALAAAAAAAAAAAAAAA

Grande Obama, il più grande fantoccio della storia deli USA, inc.la il poveretto per arricchire gli ultraricchi (neanche i ricchi ma solo gli ultraricchi)

Andrea vai a vedere il sito usdebtclock e guarda che effetto splendido che fa la politica dell’abbronzato!

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 15:38

veleno50@finanza,

Si potrebbe tassare gli interessi su i BTP al 20% per quelli detenuti dal sistema bancario visto che li comprano con i soldi della BCE prestati allo 0,25%, puro carry trade a rischio 0 con anche il bazooka della BCE dietro per le scadenze sotto i 3 anni.

Lasciando però la tassazione agevolata per il mercato retail ed i fondi pensione.

Si risparmiano circa 3 Mld di interessi.

Scritto il 22 novembre 2013 at 16:11

ilcuculo@finanza,

mirrortrader@finanza,

kry@finanza,

Non mi sembra che consideriate una cosa ovvia, che la ricchezza, intesa come produzioni di merci e servizi, aumenta continuamente, e in modo esponenziale, sia per l’aumento demografico sia della produttività tecnologica. Quindi, DEVE aumentare per forza anche la quantità di moneta circolante. per cui, i soldi per pagare gl’interessi, se questo prestito è stato usato per investimnti e non per sprechi, sicuramente si creano, anzi, molti di più. http://www.laforzamotrice.it/?p=820

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 16:22

<a kurskit@yahoo.it,

Mi pare ovvio, quando dico che la quantità di moneta circolante deve essere parametrata al volume totale degli scambi commerciali intendo proprio questo, è pertanto chiaro che non è possibile legare la moneta ad una merce limitata come per esempio l’oro.

Era possibile nel periodo pre-industriale quando la crescita demografica era assolutamente lenta e la crescita della produttività quasi inesistente. Una crescita di PIL con una moneta basata su un sottostante finito obbliga ad un continuo riaggiustamento deflazionistico assolutamente impraticabile.

mirrortrader
Scritto il 22 novembre 2013 at 17:00

ilcuculo@finanza:
velen[email protected],

Si potrebbe tassare gli interessi su i BTP al 20% per quelli detenuti dal sistema bancario visto che li comprano con i soldi della BCE prestati allo 0,25%, puro carry trade a rischio 0 con anche il bazooka della BCE dietro per le scadenze sotto i 3 anni.

Lasciando però la tassazione agevolata per il mercato retail ed i fondi pensione.

Si risparmiano circa 3 Mld di interessi.

GRANDE IDEA!!

mirrortrader
Scritto il 22 novembre 2013 at 17:04

ilcuculo@finanza:
<a [email protected],

Mi pare ovvio, quando dico che la quantità di moneta circolante deve essere parametrata al volume totale degli scambi commerciali intendo proprio questo, è pertanto chiaro che non è possibile legare la moneta ad una merce limitata come per esempio l’oro.

Era possibile nel periodo pre-industriale quando la crescita demografica era assolutamente lenta e la crescita della produttività quasi inesistente. Una crescita di PIL con una moneta basata su un sottostante finito obbliga ad un continuo riaggiustamento deflazionistico assolutamente impraticabile.

Secondo me invece è stata proprio l’abbondanza di moneta a creare il boom (insonstenibile) demografico e tecnologico.
Ora siamo a livelli insostenibili per le risorse e quindi c’è il precipizio.

L’oro invece aumenta (vado a memoria) la sua massa di x% all’anno , consentendo una crescita economica più equilibrata. Inoltre con il miglioramento delle tecnologie i prezzi tenderebbero a scendere lasciano moneta libera per nuovi investimenti, e aumentado la ricchezza gradualmente.

Secondo me non c’è via di uscita al prossimo crack.
Io credo che MAD MAX sia niente in confronto.

Scritto il 22 novembre 2013 at 18:29

mirrortrader@finanza,

In quanto a mad max, hai ragione, immagino più qualcosa tipo “la strada”.
In quanto al rtesto, ein effetti non è sbagliata, occorrerebbero sistemi di controllo demografico e economico, ma i liberisti da una parte e i “buoni” dall’altra lo impediscono, purtroppo i pragmatici sono una nettissima minoranza, e subiscono. Siamo pieni di “buoni” che fanno sopravvivere i bambini in africa e in asia, fa niente se poi muoiono di fame e ci arrivano in massa qui, e di quelli che vogliono far vivere tutti fino a 120 anni, con i relativi altissimi costi sanitari, ovviamente gratuiti, ma smettendo di lavorare tutti a 50. La botte piena e la moglie ubriaca al confronto è niente, qui vogliono anche che venda il vino a caro prezzo.

Scritto il 22 novembre 2013 at 18:31

Dimenticavo, invece i liberisti son quelli che vendono i medicinali e fanno gli scafisti e schiavisti.

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 18:42

mirrortrader@finanza,

Non credo proprio, a volte si tende a scambiare le cause con gli effetti.

sd
Scritto il 22 novembre 2013 at 18:43

ilcuculo@finanza,

Il Cuculo…..probabilmente lo capirai quando dovrai affrontarlo FISICAMENTE…..il Sistema.

La vita è anche fatta di scelte e di “strade” oltre che di economia. Ognuno per la sua e buona fortuna a VOI (per il rispetto per la VITA che spero di avere !!!!!!).

SD

PS:
DORF e/o anche altri lettori…temo che sarà dura riuscire ad avere un reddito (lavoro..c’è nè) che ci possa permettere una vita dignitosa.

mirrortrader
Scritto il 22 novembre 2013 at 19:02

ilcuculo@finanza:
[email protected],

Non credo proprio, a volte si tende a scambiare le cause con gli effetti.

APPUNTO , MI DAI RAGIONE :-)

veleno50
Scritto il 22 novembre 2013 at 19:03

kry@finanza,

et capi che io lo pago quindi quando arriverò a 65 anni non cambia niente.tassare tutto al 25% incasso complessivo presunto 40 miliardi.ma se a kry va bene l’aumento della benzina tramite le accise per togliere la seconda rata dell’imu aumento del bollo conto titoli. canone tv azzerarlo bollo auto stop allora si che accetto l’aumento delle accise o no???

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 19:11

mirrortrader@finanza,

No, ma non mi interessa farti cambiare idea.

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2013 at 19:13

sd@finanza,

Cosa dovrei capire ?

kry
Scritto il 22 novembre 2013 at 20:48

gnutim@finanza,

Mi fa piacere che abbia letto.
kurskit
La storiella l’hai letta? La terra è un pianeta definito in cui non può essere compatibile una crescita infinita, quello per cui hanno sempre lavorato le banche centrali.
mirrortrader@finanza,

Il primo a identificare il futuro con mad max è stato il mitico JOHN LUDD. Per quello che riguarda l’oro anche grazie alla tecnologia il prezzo d’estrazione non calerebbe comunque perchè i migliori giacimenti sono stati sfruttati e la stessa cosa vale per il petrolio.
veleno50@finanza,

Ti chiedo una cortesia, quando mi replichi di non usare l’espressione et capi ti ringrazio. I miei commenti li leggi o procedi a senso unico. A me non sta bene pagare come pensi di credere, io non ho mai detto che non mi va bene tassare come dici, io ho aggiunto che pretendo un ulteriore tassazione e ho fatto anche gli esempi,ma siccome ti tocca da vicino allora pretendi di dover far valere i tuoi diritti e scaricare sugli altri. Il tutto mi sa un pò d’invidia ed egoismo.

silvio66
Scritto il 23 novembre 2013 at 13:13

..premesso che banalmente basterebbe applicare una percentuale anche molto piccola sul nominale in transito giornaliero e avremmo risolto i problemi del mondo, utopia del tutto irrealizzabile. Ciò che mi interessa è farvi notare come siate tutti daccordo sull’ aumentare le tasse con sfumature diverse, ma sostanzialmente a favore in linea di pricipio. Si chiama condizionamento. Le tasse vanno ridotte drasticamente, utopia irrealizzabile.

mirrortrader
Scritto il 23 novembre 2013 at 13:34

Bravo SILVIO66, le tasse vanno ridotte, come ai tempi del mediovevo, dove si pagava La decima% si interessi).

In Mongolia ad esempio le tasse sono al 10% e costa di piu mettere in moto i caroselli per evadere che pagare le tasse.

Invece di aumentarle bisogna diminuirle.
Ormai siamo al 75% di tasse reale. (Imu capannoni, tasse, acconti, tasse che si pagano sulla benzina, prodotti ecc un volta estratto il reddito dall’azienda).
Chiaro che conviene investire in evasione o delocalizazione, costa meno e si risparmiano.

E’ chiaro che il loro gioco è portarci alla fame e alla distruzione e non alla ripresa.
Io una guerra o qualcosa di similare la vedo sicura al 100%, con decimazione della popolazione.

Buona fortuna a tutti.

ilcuculo
Scritto il 23 novembre 2013 at 14:15

mirrortrader@finanza,

Un mazzo di carte nuove ? magari la prossima partita viene meglio ?

kry
Scritto il 23 novembre 2013 at 14:47

mirrortrader@finanza,

Prima di portarci alla fame si potrebbe sempre fare una battuta di caccia.

kry
Scritto il 23 novembre 2013 at 17:35

mirrortrader@finanza,

e intanto che s’aspetta la selvaggina perchè no una bella partitina a: Il Cucù (detto anche, a seconda dei modi e delle zone in cui è praticato, Cucco, Cucùlo, Cucùscio, Morto, Passa l’asso, Asso che corre, Asu ca fusce, Asso che fugge, Asso fuggente, Cuccu, Picuzzo) è un gioco di carte italiano che si pratica con un mazzo di 40 carte divise in quattro semi: cuori, quadri, fiori, picche (semi francesi) oppure coppe, denari, bastoni, spade (semi italiani). http://it.wikipedia.org/wiki/Cuc%C3%B9_(gioco)

veleno50
Scritto il 23 novembre 2013 at 17:53

tassare le rendite che mangiano pane a tradimento al 25% presunto incasso 40 miliardi.togli bollo canone tv x imu senza una lira di tasse nuove. soldi da mettere in circolo riacquisto di fiducia da parte dei cittadini si comincia far pagare la rendita il 25% sono all’incirca l’equivalente delle tasse sulle buste paghe più basse.

Scritto il 23 novembre 2013 at 18:27

E se eliminassimo la finanza? oppure obbligare chi opera in finanza, ad esempio, di non poter vendere delle azioni prima di sei mesi, questo porterebbe ad un feroce rallentamento delle operazioni costringendo a lavorare sui fondamentali anzichè speculare. Non è la finanza di per se sbagliata, ma tutti i maneggioni che ci sono intorno, tutti quelli che guadagnano sulla movimentazione del denaro anziche sui risultati ottenuti.

kry
Scritto il 23 novembre 2013 at 18:43

veleno50@finanza,

Abbiamo capito ma spiegami hai il taglia-incolla temporizzato/automatico.

dorf001
Scritto il 23 novembre 2013 at 20:03

veleno50@finanza,

senti veleno, dovresti studiare ogni tanto o no??? allora tu lo sai chi ha tradito l’economia italiana? guarda qua, questo tizio è un grande : http://www.youtube.com/watch?v=kjWuQdri72o

eppoi l’unica soluzione è il ritorno alla sovranità monetaria. ascolta bene : http://www.youtube.com/watch?v=RvF-GxweOG8

se poi vuoi trovare un colpevole, devi solo guardarti la mattina allo specchio. li’ vedrai il colpevole. ahh tranquillo, non sei solo. con te stanno altri 20 milioni di colpevoli italiani.

vota pd e vedrai che andrà sempre meglio.

ti saluto

DORF

mirrortrader
Scritto il 23 novembre 2013 at 22:32

Saro di parte ma a che serve eliminare il trading veloce?
Se compro e ho bisogno di soldi a breve non posso rivendere? Maddai smettiamola con le cavolate.
Dimmi cosa cambierebbe.
Piuttosto fare comprare derivati solo per coperture. Avrebbe gia un po di senso.

Ps. Mi vuoi togliere il pane?

stanziale
Scritto il 23 novembre 2013 at 22:41

kry@finanza,

Eh, pero’ …lo hai convinto ad eliminare il et capi’….

veleno50
Scritto il 23 novembre 2013 at 23:47

dorf001@finanza,

io propongo una soluzione temporanea al fabbisogno della popolazione italiana più denaro in tasca immediatamente.mi ripeto per l’ultima volta tassazione del 25% incasso totale 40 miliardi circa eliminazione bollo auto,canone tv,x imu, prova ad annunciarlo domani in tv questo programma caro dorf o tu dont kry argentina e vedrai che tifo da stadio.oppure mandate uno dei vostri commenti per vedere cosa vi tirano addosso .o no???

kry
Scritto il 24 novembre 2013 at 00:30

veleno50@finanza,

” mi ripeto per l’ultima volta tassaz….. ” speriamo. Inoltre non comprendo cosa significhi dont kry argentina ( che peraltro si scrive don’t cry argentina ), mi sono mai permesso di dire qualcosa sul tuo nike-name? In Italia abbiamo ben altro bisogno che di annunci da tifo di stadio, a roma di fenomeni da baraccone c’è pieno e purtroppo si riciclano e non sono mai in liquidazione. Poi non comprendo perchè mi debba sempre prendere di mira, ho mai detto qualcosa in contrario riguardo alla tassazione che proponi? Se si ricopia il commento e fammelo rileggere, se è no impara ulteriormente l’educazione.
stanziale@finanza,

Già e speriamo che adesso non prosegua con il finale .o no???
mirrortrader@finanza,

” Mi vuoi togliere il pane?”— E di che ti lamenti, ti resterebbe più tempo per giocare a carte.

sherpa
Scritto il 24 novembre 2013 at 09:10

Kurskit.
Cito:
“E se eliminassimo la finanza? oppure obbligare chi opera in finanza, ad esempio, di non poter vendere delle azioni prima di sei mesi, questo porterebbe ad un feroce rallentamento delle operazioni costringendo a lavorare sui fondamentali anzichè speculare. Non è la finanza di per se sbagliata, ma tutti i maneggioni che ci sono intorno, tutti quelli che guadagnano sulla movimentazione del denaro anziche sui risultati ottenuti.”

Non sarebbe sbagliato. Anzi, più si toglie a psocopatici malati la possibilità di trafficare e speculare e più si può tornare ai fondamentali reali dell’economia.
I troppi interessi in gioco non consentiranno mai una scelta cosi radicale.
E’ vero, non è la finanza in sè che è sbagliata. QUESTA FINANZA è sbagliata e criminale.

ilcuculo
Scritto il 24 novembre 2013 at 10:06

veleno50@finanza,

sono i 40 Mld che mi sembrano sovrastimati, assai

Scritto il 24 novembre 2013 at 10:32

mirrortrader@finanza,

Beh, mi spiace per te, ma se sei un trader, di quelli d’assalto, si, ti toglierei il pane, cosi come lo toglierei volentieri a spacciatori di droga, avvocati, biscazzieri, politici ecc.ecc. Insomma a tutti quelli che guadagnano sulle disgrazie altrui.
Poi, essendo io un saggio, sò che non è possibile eliminare del tutto queste categorie, però almeno limitarne all’ indispensabile la perniciosità.

Scritto il 24 novembre 2013 at 10:34

O meglio, più che indispensabile, limitare all’ inevitabile.

ilcuculo
Scritto il 24 novembre 2013 at 10:48

…dice il saggio….

veleno50
Scritto il 24 novembre 2013 at 11:27

ilcuculo@finanza,

tassazione postale al 25% tassazione titoli di stato 25% tassazione dividendi 25% tassazione tassi sui conti correnti 25%ha i ragione mi sono sbagliato sono di più

veleno50
Scritto il 24 novembre 2013 at 11:37

forse non uso il vostro linguaggio da esperti io sono un x dipendente. se paga chi guadagna sulla rendita cosa cambia x un lavoratore o impiegato o imprenditore, credo che a gennaio senza canone senza bollo auto senza bollo sui conto titoli senza x imu è un bel inizio o no??

stanziale
Scritto il 24 novembre 2013 at 11:47

veleno50@finanza,

Ciao Veleno, non vuoi capire che, grazie ai trattati che hanno spianato la strada ai globalizzatori (firmati dal pd) , tu puoi mettere le tasse ai titoli italiani nella misura suggerita, ma al rinnuovo nessuno li sottoscriverebbe nuovamente, comprerebbero i titoli tedeschi, francesi, spagnoli o altro, e il primo effetto sarebbe che lo stato non avrebbe piu’ la possibilita’ di pagarti la pensione. Quindi la tassazione in Italia sui titoli, grosso modo, non puo’ superare quella dei concorrenti. Se non torniamo a leggi nazionali di protezione dei capitali, come era prima. E’ questo il problema.

ilcuculo
Scritto il 24 novembre 2013 at 11:52

veleno50@finanza,

i conti si fanno con i numeri , metti i numeri e poi vediamo.

ilcuculo
Scritto il 24 novembre 2013 at 11:57

stanziale@finanza,

non è colpa del PD o del PDL o di qualsiasi altro partito, non si ferma l’acqua con le mani. Puoi provare a fare come Cuba o Venezuela ma i risultati non sono buoni.

kry
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:06

sherpa@finanza,

” E’ vero, non è la finanza in sè che è sbagliata. QUESTA FINANZA è sbagliata e criminale.” Concordo in toto. Quando il limite di sopportazione viene superato si tende a voler eliminare il problema. La mitragliatrice è stata inventata da un medico che stanco di vedere morti e curare feriti di guerra pensava che con la sua invenzione ci sarebbe stata la pace. Dire eliminiamo l’automobile perchè inquina è riduttivo ma limitiamone l’uso allo stretto necessario è una scelta positiva, costruttiva evolutiva. Non sono le invenzioni che sono sbagliate ma l’uso che se ne fa. Credenti o non credenti, visto che è domenica, siamo figli di Dio e come sta scritto si compiacque perchè vide che creò cosa buona e giusta e ci diede la LIBERTA’. Noi inventiamo ma poi in libertà decidiamo il modo d’utilizzo. Le nostre scelte sono quasi sempre autolesioniste probabilmente perchè tendiamo a dimenticare le nostre origini il ” chi siamo ” non riconosciamo i valori e comprenderne l’importanza forse guardare alle origini ai primitivi che seppellivano i morti con utensili per un viaggio migliore nell’aldilà, alle piramidi egiziane erette prima della venuta di CRISTO ci può aiutare a comprendere come dice sempre Andrea questa nostra moderna crisi antropologica. Buona domenica a tutti.

veleno50
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:08

ilcuculo@finanza,

solo nei titoli di stato sono 20 miliardi di incasso adesso adesso aggiungi dividendi, risparmio postale, e conti correnti poi tiket sanitario lo dobbiamo pagare tutti compreso chi ha 65 anni se vuoi caro amico ti porto un risparmio senza tassare un’euro a dipendenti impiegati imprenditori
mentre per quanto riguarda la pensione avrei una proposta sulla reversibilità che non sto qui a rompervi. buon pranzo a tutti

kry
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:21

stanziale@finanza,

Giusto, è proprio questo il rischio un ritorno alle barriere doganali. La globalizzazione se non nascondesse il nuovo regime ” MULTINAZIONALISMO ” non sarebbe male. Come detto nel commento precedente non è male ciò che inventiamo è il modo con cui dopo ci comportiamo che è spesso errato, dettato dalla mancanza d’ ONESTA’.

kry
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:35

veleno50@finanza,

Concordo che potrebbero essere 20 miliardi ma dimentichi che sono già tassati per cui di nuova tassazione resterebbero 10 e ciò non toglie che si arrivi comunque a 40 con tutto il resto. Adesso mi domando tutto questo a cosa serve per un miglioramento comune o per un ulteriore mantenimento dei privilegi indebitamente acquisiti ( non intendo solo pensioni lo preciso per meglio concentrarci e per non deviare e fossilizzarci in inutili discussioni ).

silvio66
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:37

Cari astanti, col dovuto rispetto che si deve a chiunque, mi permetto di suggerire sommessamente di leggere il libro di Andrea. Così facendo, una volta capito il concetto dei bulbi, avrete almeno capito come nasce la finanza. Eviteremo così propositi sulla linea di eliminiamo o limitiamo la finanza che dimostrano non aver capito nemmeno le basi della materia. Per chi ama iceberg si conviene innanzitutto leggere il suo libro.

stanziale
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:47

ilcuculo@finanza,

Comprendo quello che vuoi dire(Usa, armi, energia), e bisogna dire che ci sono stati troppi casi di incidenti stradali e assunzione di sostanze come il polonio non molto digeribili, ma cio’ non giustifica la nostra continua sudditanza anche con Francia e Germania (tramite l’interfaccia di Bruxelles), che non svendono i loro asset pubblici fondamentali . Come si fa a non dar la colpa (in particolare, anche se non solo) al pd ? Comunque a forza di bastonate, il popolino capisce, per questo euro ci sono sempre meno sostenitori, e sara’ superato. Ora pero’ occhio anche al trattato di libero scambio Usa-Ue ed alle macroregioni (altre fregature in arrivo)

veleno50
Scritto il 24 novembre 2013 at 12:47

davo x scontato che erano compresi, la cosa principale caro kry che hai un incasso sicuro immediato di 10 miliardi.ti pare poco costo totale x imu 4 miliardi .stop non intervengo più con questi argomenti l’ho fatta troppo lunga.buona domenica

stanziale
Scritto il 24 novembre 2013 at 13:20

Scusate ancora, ma questo post di tempesta perfetta e’ fatto troppo bene per non essere letto
http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/11/uscita-dalla-crisi-convegno-palermo-per.html
buon appetito anche da parte mia

ilcuculo
Scritto il 24 novembre 2013 at 14:15

stanziale@finanza,

Non parlavo di quello , la globalizzazione è un fenomeno che avrebbe dovuto essere governato e non lo è stato, ma non avrebbe potuto essere evitato e nemmeno contenuto. Il PD ( che ha molte colpe, comunque, a prescindere…) non vedo cosa avrebbe potuto fare

kry
Scritto il 24 novembre 2013 at 14:52

stanziale@finanza,

Anch’io spero che quest’euro così come è concepito venga superato, come spero d’esserci quel giorno da leoni dopo decine d’anni da pecore.

Scritto il 24 novembre 2013 at 18:32

E se scomparissero gl’idioti? Ora c’è il BITCOIN.
Lo schema Ponzi 2.0
http://www.laforzamotrice.it/?p=844

dorf001
Scritto il 25 novembre 2013 at 01:20

;kurskit lascia stare la puttanata del bit coin. qui da andrea nessuno ne ha parlato, non ci interessa. se vuoi un’altra idea che forse dico forse potrebbe andare ti mando due righe. mai sentito parlare di ekabank e dhana? leggi sotto.

Da EkaBank a Dhana
EkaBank

EkaBank è il sistema di credito universale mediante il quale gli utenti possono ricevere in qualsiasi valuta prestiti sulla fiducia, senza garanzie, senza interessi e senza spese. Il sistema EkaBank è alternativo a quello bancario con il quale non ha alcun rapporto. I prestiti EkaBank sono destinati esclusivamente all’economia reale e devono servire a soddisfare bisogni essenziali ed a lavorare per produrre. Il valore del prestito ed i termini di rimborso devono essere improntati a ragionevolezza. I nomi degli utenti non sono resi pubblici salvo il caso di inadempimento. Per diventare utente EkaBank bisogna aprire un conto EkaBank. I conti EkaBank sono denominati in grammi di platino fino.
Dhana

Dhana è la moneta universale garantita fin dalla emissione da capitali di imprese per un valore nominale equivalente ad un grammo di platino fino per Dhana: una Dhana per un grammo di platino. Dhana è emessa per conto di chi lavora e produce e rappresenta il valore del lavoro: una Dhana per un’ora di lavoro normale (astratto) in tutto il mondo. Cento Dhana sono assegnate ad ogni abitante del pianeta con almeno sedici anni di età. Dhana ha un limite di emissione: non potranno essere emesse più di cento Dhana per ogni assegnatario, salvo un cinque per cento da destinare ad iniziative umanitarie. In totale, saranno emessi cinquecento miliardi di Dhana da assegnare e venticinque miliardi di Dhana per iniziative umanitarie.
Da EkaBank a Dhana

Quando si estingueranno le monete a corso legale, i saldi dei conti EkaBank saranno convertiti in Dhana, sempre al tasso di cambio di un grammo di platino fino per una Dhana.

Quali sono gli effetti di questo processo?

Meno del 5% del credito è oggi impiegato nell’economia reale. Il resto è impiegato nella finanza. Ecco perché nonostante la quantità sproporzionata di denaro rispetto agli scambi, apparentemente le monete si svalutano lentamente anche se, in effetti, perdono costantemente potere d’acquisto. È una realtà che tutti conoscono.

L’espansione universale del credito mediante EkaBank capovolge questa situazione perché, finanziando esclusivamente l’economia reale, provoca una forte accelerazione della svalutazione di tutto il denaro esistente e, poiché il denaro è misura dei valori e quindi dei prezzi, anche la svalutazione di tutta la ricchezza reale esistente, compresa quella concentrata nella minoranza più ricca della popolazione, con la conseguenza di una universale ridistribuzione della ricchezza.

Nello stesso tempo, l’accelerazione della svalutazione del denaro rende incontrollabile la massa di moneta a corso legale ed impone l’adozione di una nuova moneta universale che rappresenti il valore reale della ricchezza e, quindi, poiché il lavoro è la misura reale della ricchezza, il riconoscimento dell’intero valore del lavoro.

Per effetto di questo riconoscimento, si ripristina il valore d’uso dei beni al posto del loro attuale valore di scambio.

Domanda – Anche l’offerta di credito a privati ed aziende che rimborsino quanto prestato porterebbe ad un’esplosione della svalutazione?

Risposta – Sì, perché la svalutazione dipende da un aumento della massa monetaria, anche sotto forma di credito, nell’economia reale.

Domanda – Perché si avrebbe ridistribuzione della ricchezza?

Risposta – La ridistribuzione avviene sia dando credito a chi ora non ne ha sia per effetto della svalutazione. Se ora hai un miliardo di euro per l’80% concentrato nel 10% della popolazione e con EkaBank dai un altro miliardo al 90% della popolazione, alla fine hai due miliardi che solo per il 40% sarà concentrato nel 10% della popolazione.

Domanda – Non svaluta in ugual modo la ricchezza del ricco quanto la (poca) ricchezza del povero?

Risposta – Sì, ma se svaluti del 50% il tutto ti resta il 50% del tutto mentre se svaluti del 50% il nulla ti resta sempre nulla. EkaBank travasa dal tutto al nulla e nello stesso tempo svaluta sia il tutto sia il poco (che è sempre più di nulla).

Domanda – Ma il ricco con il 50% della sua ricchezza vivrebbe in ogni caso benissimo, mentre il povero con il 50% di quel poco che ha, vivrebbe ancor peggio.

Risposta – Il povero (soprattutto lui) trarrà vantaggio dalla nuova disponibilità di credito.

Domanda – Ma che cosa succederà quando tutta la moneta si sarà completamente svalutata e quindi non avrà più alcun potere d’acquisto?

Risposta – Succederà che sarà rifiutata la moneta a corso legale e gli utenti di EkaBank, i cui conti sono denominati in grammi di platino, adotteranno Dhana come moneta, con il potere d’acquisto di una Dhana per un grammo di platino.

Domanda – Come si concilia il limite di emissione di Dhana (525 miliardi) con le Dhana derivanti dalla conversione dei conti EkaBank?

Risposta – Bisogna distinguere il denaro dal credito. Il denaro rappresenta (deve rappresentare) il valore di beni e servizi esistenti e/o il valore del lavoro necessario a produrre nuovi beni ed a prestare nuovi servizi. Il credito rappresenta un diritto di ricevere denaro o altri valori a fronte dei quali esiste un debito, cioè l’impegno a dare denaro o altri valori. Dhana è un sistema monetario, quindi è denaro. EkaBank è un sistema di credito che rappresenta il diritto di riscuotere e l’impegno di pagare. In sostanza, il limite di emissione di Dhana non impedisce i rapporti di credito-debito in Dhana, il cui ammontare complessivo potrà anche essere superiore al totale delle Dhana emesse.

Venerdì, 29 marzo 2013.

Rodolfo Marusi Guareschi

link : http://www.ekabank.org/it/

DORF

dorf001
Scritto il 25 novembre 2013 at 01:49

veleno50@finanza,

senti veleno, ti faccio una sintesi veloce. e te lo faccio postando una risposta di un tizio, ad un articolo di SAPELLI.
qui è l’articolo : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12623

la risposta è questa : cit. “ridurre un debito pubblico da 2mila miliardi con alienazioni da 12 miliardi è soltanto una presa in giro” … vero. Strano che nessuno ma proprio nessuno di questi soloni parli di COME si sia formato questo debito pubblico e di come dipenda esclusivamente dal sistema della moneta-privata-venduta aggli stati-con interessi-e che gli stati-pagano con emissione di titoli-dati in pasto ai mercati finanziari. Strano che nessuno, ma proprio nessuno, dica che basterebbe che lo stato emettesse la sua moneta, senza debito, per non avere alcun debito e per avere quanto necessario per far prosperare al meglio l’econimia nazionale. Nessuno, proprio nessuno.

quindi, se capissi questa cosa molto semplice, capiresti che potremmo avere nessun debito. e capiresti che stampare bot, btp, cct, sarebbe inutile e anche stupido.

con la sovranità monetaria e politici onesti e capaci, tipo NINO GALLONI allora potremmo farcela.

con quelli al governo ora, la fine, la morte è assicurata.

stammi bene.

DORF

futre
Scritto il 25 novembre 2013 at 08:29

ciao a tutti
scusate l’intervento diretto ma vorrei argomentare circa la tassazione sui titoli del debito pubblico. Dunque il problema della fiscalita del debito sovrano e’ di per se’ questione particolare in assenza di capacita’ monetaria, in quanto, essendo costretto lo stato a rivolgersi esclusivamente al mercato per finanziarsi, la fiscalizzazione degli interessi sul medesimo risultano essere piu’ o meno un giro di conto.
In che senso? Che cosa intendo dire? Semplice. Poniamo ad esempio una tassazione del 25% vedrete che il mercato la scontera’. Poniamo una tassazione di detti interessi al 99% altrettanto il mercato la scontera? Non se ne esce:l’ 1% lordo sul Bot meno l’attuale 12,5% di tasse equivale allo 0,875% netto. Questa e’ la cifra richiesta dagli investitori in un dato momento (piu’ o meno queso periodo). E questa e’ la cifra pagata dal governo!Punto. Lo 0,125% e’ solo un giro di conto sul bilancio pubblico: esce da una parte (spesa per interessi) e rientra da un’altra(tassazione sugli interessi). Cio che conta e’ il netto.
Vogliamo tassare tali frutti al 20? al 30? a quanto vi pare? gli investitori chiederanno, sulla base dell’esempio di prima, sempre e comunque lo 0.85 netto per sottoscrivere mentre il governo dovra’ aggiungere cio che poi ritoglie con il giro di conto (interesse lordo). Sicuramente nel breve medio periodo tale normativa sulla fiscalita invece potrebbe aggredire scadenze superiori del Bot che al massimo vive per un solo anno, ovviamente mi riferisco ai titoli del debito pluriennali. Qui pero’ sono insiti rischi di credibilita’ che non prenderei a cuor leggero: siccome non siamo in grado di ripagare per l’intero questa parte del debito che, a quanto pare, dovremo rinnovare, dovrebbe in certa misura ritenersi inopportuno tassare ulteriormente i titoli poliennali soprattutto con un debito elevato come il nostro. Teniamo conto che sono questi titoli qua che ci permettono di spalmare e di dilazionare nel tempo le nostre scadenze (grane) non facciamo scappare gli investitori al momento del rinnovo insomma
Questo discorso e’ valido fermo restando le attuali regole soprattutto considerando l’ultima entrata in vigore proprio all’inizio del 2013 che concede delle facolta’ allo stato sui poliennali di nuova emissione di “cipriota” memoria…

Scritto il 25 novembre 2013 at 09:29

futre@finanza,

dorf001@finanza,

Mi sembra un ragionamento semplice, come ho spiegato, mi sembra banalmente, le tasse alla fine le pagano sempre i consumatori finali. Giusto il ragionamento che per lo stato far pagare le tasse sui buoni di stato non servirebbe a nulla, gl’investitori guardano al netto, come logico che sia.
Per lo stato le tasse sui propri bond, sono solo una partita di giro, come i contributi per il pubblico impiego, li prendo con la destra dopo averli versati con la sinistra, da un punto di vista contabile il risultato è sempre 0.Ripeto: gl’investitori guardano al netto
http://www.laforzamotrice.it/?p=758

ilcuculo
Scritto il 25 novembre 2013 at 09:31

futre@finanza,

Questo è vero per gli investitori Italiani privati, gli investitori esteri non sono soggetti alla tassazione Italiana quindi non interessa.

Ora le banche non possono essere equiparate a soggetti privati che che acquistano i titoli di stato in quanto le banche possono prendere il denaro in prestito alla BCE (in vati modi LTRO, LTRO trimesrali, aste di liquidità….) pagano il denaro 0,xx e portano a casa interessi del 3-4% a seconda delle scadenze.

Le banche potrebbero retrocedere allo stato italiano una percentuale maggiore degli interessi ottenuti rispetto agli investitori privati.

Scritto il 25 novembre 2013 at 09:55

ilcuculo@finanza,

Il problema è che le banche hanno quel denaro al 1% proprio perchè comprino i buoni di stato. é evidente che è un patto perverso, un accordo vergognoso tra grandi investitori e stati, i cui operatori hanno in comune il fatto, che guadagnano sempre e non rischiano mai. Altrimenti non si spiega perchè cosi tanto denaro su investimenti che rendono cosi poco, e sono a rischio, come i buoni del tesoro italiani, americani, giapponesi ecc.ecc.. Il problema, da me più volte denunciato è che tutti costoro, operatori,, NON USANO SOLDI PROPRI, quindi non rischiano nulla.
E’ come il discorso del referendum appena fatto in svizzera, non è tanto importante il quanto guadagna un top manager, ma cosa rischia se sbaglia. E questi non rischiano mai. Non discutiamo di stipendi, ma dal cosa succede se sbagliano, cosa rischiano? come per i giocatori o gli allenatori, che ottengano risultati o no, loro guadagnano sempre. Può funzionare? Per me no. Per gl’imprenditori non è cosi, loro se sbagliano pagano, e con loro gl’operai e i dipendenti

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