LA LEGGENDA METROPOLITANA DELLA PROGRESSIVITA’ DELL’IMU!

Scritto il alle 09:49 da icebergfinanza

Non passa giorno in cui in giro per la rete qua e la si trova sempre qualche illuminato che in “buona fede” sull’onda del giustificato sdegno popolare, si prodiga nel raccontarci che l’IMU è una patrimoniale progressiva, sai una di quelle che addirittura redistribuisce.

Chissà perchè il 3 di ottobre di quest’anno appare la seguente notizia…

Fisco: Delega, commissione Finanze lavora a progressività Imu Sul tavolo della commissione Finanze della Camera c’è anche il tema della possibilità di prevedere nella delega fiscale forme di progressività per quanto riguarda l’Imu. A riferirlo il parlamentare del Pdl, Luigi Casero, il quale ha affermato che il suo gruppo ritiene debbano essere previsti “alcuni meccanismi che tengano conto del reddito e dello stato di bisogno delle famiglie o dei pensionati maggiormente in difficoltà”. “C’è stato un confronto con il governo e credo che su questo – ha detto Casero – si troverà un accordo”. (MilanoFinanza)

Ma non era progressiva l’IMU…

Ora spesso e volentieri il concetto di equità nelle manovre di questo governo può essere tranquillamente equiparato ad una vera e propria cura da cavallo, di equità nell’imposta sul patrimonio, denominata IMU non c’è nulla, ripeto nulla.

Ci mancherebbe che sulla prima casa l’aliquota non sia ridotta rispetto agli altri immobili e che non vi siano delle detrazioni che rendano meno iniqua questa tassa rispetto a chi detiene più abitazioni o case o a chi sino a poco tempo fa giocava con il comodato gratuito o con i beni immobili dati in godimento ai soci.

Ma andiamo avanti e vediamo come in realtà la progressività di questa imposta è un’illusione quando si guarda all’altra faccia della medaglia ovvero la sua sostanziale regressività in presenza di valori catastali lontani anni luce dalla realtà ma non solo…

I concetti di equità orizzontale e verticale sono due criteri chiave della costruzione dei sistemi fiscali. Il prelievo sul patrimonio immobiliare, così come previsto dall’Imu, contraddice sia il primo che il secondo.

LA VIOLAZIONE DELL’EQUITÀ ORIZZONTALE E VERTICALE

In base al principio dell’equità orizzontale, i contribuenti con la stessa capacità contributiva, rappresentata nel caso specifico dal valore di mercato dell’immobile di proprietà, devono essere assoggettati alla stessa aliquota media. Se la distanza fra valutazioni catastali e prezzi di mercato fosse uniforme, il vantaggio fiscale dei contribuenti, derivante dal fatto di essere tassati su una base imponibile sottostimata, sarebbe parimenti uniforme.

Poiché la distanza è variabile sia tra le tipologie abitative che tra i territori, è come se i contribuenti venissero tassati ad aliquote più variabili di quanto consentito dalla stessa normativa di introduzione dell’Imu. (1)

Ma l’iniquità si rivela anche più grave. Poiché, come hanno rilevato analisi di livello nazionale, la distanza tra valori catastali e valori di mercato cresce al crescere di questi ultimi, l’attuale disegno dell’imposta finisce per violare anche il criterio dell’equità verticale, in quanto il peso dell’imposta sull’imponibile diminuisce all’aumentare del valore reale del patrimonio immobiliare, rendendo di fatto l’Imu un prelievo regressivo. (2)

Il deciso aumento del moltiplicatore da applicare alle rendite catastali stabilito con l’introduzione dell’Imu, infine, rende ancora più evidenti le iniquità descritte. Se a ciò si aggiunge il fatto che sempre più spesso l’accesso alle prestazioni di welfare è regolato da strumenti di prova dei mezzi che includono la valutazione del patrimonio immobiliare (finora stimato su base catastale, come nell’Isee), è evidente che il problema dell’equità di trattamento diviene molto importante. ( tratto dal sito Lavoce )

Quindi andiamoci piano con la leggenda metropolitana della progressività e magari equità, dell’IMU e cerchiamo di informare adeguatamente i lettori, lasciando perdere inutili ideologie o derivazioni politiche.

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11 commenti Commenta
ferrariferrari
Scritto il 18 dicembre 2012 at 12:37

grazie all’imu, agli accertamenti fiscali che conseguono all’acquisto di un immobile ed alla restrizione del credito, mercato immobiliare ed edilizia in ginocchio.

icebergfinanza
Scritto il 18 dicembre 2012 at 12:43

ferrariferrari@finanza,

…sai, come dice Mariuccio stavamo per fare la fine della Grecia… dilettanti allo sbaraglio!

ferrariferrari
Scritto il 18 dicembre 2012 at 13:47

qualcuno si è mai chiesto come sarebbe oggi la grecia con la dracma e se non avesse mai avuto l’euro? e perchè paesi dell’ue ma non euro come la romania, la polonia, la gran bretagna ed altri non rischiano il default? e come sarebbe il sud italia se avesse avuto una moneta diversa dal nord italia?

ferrariferrari
Scritto il 18 dicembre 2012 at 13:51

PRIMA DELL’IMU C’E’ UN’ALTRA NORMA VERGOGNOSA.
bisogna anche ricordare che da qualche anno (2009) il prezzo di acquisto dell’immobile deve essere compatibile con il reddito dichiarato in quell’anno (se acquisto una casa per 300.000 € devo avere dichiarato nel medesimo anno redditi pari a 300.000 € oppure, per esempio, un contribuente con un reddito da 50mila euro che compra una casa da 250mila, e vende un immobile -o stipula un mutuo- per 150mila euro gli rimangono da giustificare altri 50mila euro) vergognoso ed assurdo!! prima il prezzo di acquisto doveva essere compatibile con i redditi dei 5 anni precedenti l’acquisto, comunque assurdo! l’Agenzia delle Entrate non considera la storia finanziaria del contribuente I RISPARMI DI UNA VITA DI LAVORO, calcolando in modo automatico e prettamente matematico entrate e uscite dell’anno. Questo, è un’altro motivo determinante la riduzione delle compravendite di immobili in italia, oltre alla contrazione del credito ed alla riduzione dei redditi.
praticamente, in caso di acquisto di immobile, accertamento fiscale garantito al 90%

stanziale
Scritto il 18 dicembre 2012 at 18:42

Ho letto sul sito Virgilio, alcuni giorni fa, che sopra i 100000 euro di reddito l’imu e’ piu’ bassa dell’ici. Il governo reazionario messo in piedi da Napolitano, ha massacrato le imprese(con il patrocinio del sole 24 ore!) e i lavoratori e agevolato le rendite finanziarie e immobiliari.

kry
Scritto il 18 dicembre 2012 at 22:59

ferrariferrari@finanza,

Forse anche questo è uno dei motivi per cui si preferisce investire in immobili all’estero.

icebergfinanza
Scritto il 18 dicembre 2012 at 23:21

kry@finanza,

Prego… ? Ma non dite nulla ai venditori di al bicocche tedesche mi raccomando… ROMA – Sempre meno italiani comprano casa, ma sempre più stranieri investono sul mattone del nostro Paese. Un report di Scenari Immobiliari certifica che nel 2012 sono state 4600 le famiglie estere che hanno acquistato un immobile residenziale in Italia, contro le 3000 del 2005. Un incremento di oltre il 53% al quale si aggiunge anche l’aumento dell’importo medio investito: da circa 245.000 euro del 2005 ai 455.000 di quest’anno.
La quota più consistente di investitori arriva dalla Germania (dal 36% del 2011 al 39% del 2012), seguita da quella inglese con una fetta del 18%. “Le regioni più gettonate – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – sono la Puglia con una quota pari al 22% dello stock complessivo degli acquisti esteri, seguita dal Lazio con il 21%, dalla Toscana con il 16% e dalle Marche con il 15%”. Continua peraltro la crescita degli acquisti da parte delle famiglie russe che dal 2% del 2005, quest’anno spuntano un consistente 13%. “I russi – spiega Paola Gianasso, responsabile mercati esteri di Scenari Immobiliari – sono generalmente dotati di elevate risorse economiche. Se negli scorsi anni, in molti casi, si orientavano verso immobili di lusso in Sardegna, negli ultimi tempi hanno concluso un buon numero di affari nelle località turistiche più rinomate della Liguria e della Versilia”. I russi inoltre hanno concluso trattative nella capitale, sulla Costiera Amalfitana e nell’Umbria. Alcuni acquisti sono stati effettuati anche vicino ai laghi lombardi e sulle Dolomiti: nella maggior parte dei casi, si tratta di investimenti importanti, anche perché la ricerca si orienta in particolare su immobili di grandi dimensioni, come ville ed attici. Nel 2005 il 30% degli investimenti immobiliari stranieri aveva come destinazione la Toscana, ma l’alto livello delle quotazioni ha determinato uno spostamento del flusso di acquirenti esteri verso regioni limitrofe più convenienti come le Marche e il Lazio settentrionale. Gemma Bruce, di Casa & Country Italian Property (un’agenzia che copre quasi tutta la Toscana) segnala che nel 2012 si è comunque registrato un miglioramento del mercato immobiliare di alta gamma della regione, grazie anche a un calo delle quotazioni che nell’ultimo triennio sono scese di circa il 15%-20%. In grande crescita il mercato immobiliare della Puglia che unisce mare, campagna e piccoli borghi. Dal 2005 sono praticamente triplicate le compravendite immobiliari estere nella regione (dal 7% al 22%).

kry
Scritto il 19 dicembre 2012 at 00:13

icebergfinanza,

Andrea, io non voglio sembrar polemico e i dati da te forniti oltre che a farmi capire che siamo un paese in cui conviene investire mi dicono che gli esteri (probabilmente con lungimiranza) hanno comprato per 2 miliardi di euro. L’inizio dell’articolo dice:– Sempre meno italiani comprano casa, ma sempre ……….. probabilmente in italia a meno che non siano solite bufale o sirene che i telefoni delle agenzie immobiliari di londra erano roventi per le continue richieste di compratori italiani e russi. Ora si è sempre detto che molti capitali sono espatriati dall’Italia, io non credo che siano finiti tutti in bund o gilt o in banche svizzere anzi per come è la mentalità italiana( giusta o sbagliata è discutibile fin che si vuole) qualcosa forse anche più di 2 miliardi € è finito in immobili all’estero. Questa è una mia idea non supportata da nessun dato, dato che onestamente non saprei dove andare a cercare. Ciao. ( P.S. ma sto venditore di albicocche tedesche chi cavolo è?).

icebergfinanza
Scritto il 19 dicembre 2012 at 05:54

Ognuno fa quello che vuole dei propri risparmi io personalmente a due miei clienti ho consigliato vivamente la Puglia… per quanto riguarda il venfitore fi albicocche lasciamo perdere, meglio non fare troppa pubblicità alla spazzatura.

ilcuculo
Scritto il 19 dicembre 2012 at 09:16

Ma quanto sangue credi che si possa ancora succhiare dai proprietari di immobili il cui valore sta scendendo.

Comunque leggevo un articolo dove si AUSPICAVA che l’ IMU non si trasferisse sui canoni di affitto ????????????

Ma su cosa si deve trsferire ? dove dovrebbe andarli a prendere i soldi per pagare l’ IMU il proprietario di un immobile locato quando la tassa gli porta via da una a due mensilità di affitto ???? (sempre che l’inquilino non sia moroso)

ilcuculo
Scritto il 19 dicembre 2012 at 09:40

ferrariferrari@finanza,

Perchè scrivi queste bufale ?

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