BABBO NATALE E LA SPESA PUBBLICA

Scritto il alle 09:54 da icebergfinanza

 

Mentre nel nostro Paese i redentori delle italiche miserie fanno campagna elettorale in un’unica direzione chiedendo la testa della spesa pubblica e quella dello Stato Sociale senza se e senza ma,  andiamo a vedere cosa c’è sotto l’albero di Natale in America e in Inghilterra…

Usa), 22 ago. (LaPresse/AP) – Gli analisti del bipartisan Congressional Budget Office stimano un deficit federale statunitense di 1,1 trilioni di dollari per l’esercizio fiscale 2012. Si tratterebbe del quarto anno consecutivo di sforamento di quota 1 trilione per il disavanzo pubblico. Secondo gli economisti la crescita si attesterà a un modesto tasso annuo del 2,25%. Inoltre l’ufficio federale ha ribadito quanto dichiarato all’inizio del 2012, spiegando che le prospettive di bilancio a lungo termine sono incerte.

L’indebitamento netto del settore pubblico in Gran Bretagna è salito inaspettatamente a 600 milioni di sterline (770 milioni di euro) a luglio. I dati, diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, sorprendono gli economisti, che avevano previsto un avanzo di 2,5 miliardi di sterline. Il deficit è dovuto a un aumento del 5,1% della spesa pubblica e a un calo dello 0,8% del gettito delle imposte sulle società. Luglio solitamente è un mese forte per le entrate fiscali: lo scorso anno si registrò un surplus di 2,8 miliardi di sterline. Il Governo aveva previsto di eliminare il deficit entro il 2015. (Sole24Ore) 

Premetto che in Italia la spesa pubblica va profondamente riformata, tranciando e non solo tagliando sprechi e inefficienza, ma non in maniera lineare come vorrebbero i pasdaran dello Stato minimo!

Li in un agolino sotto l’albero di Natale angloamericano ho trovato questa letterina…

Caro Babbo Natale BernankeKing se anche quest’anno non ci porti alcun regalino non importa, l’importante è che continui quotidianamente a comprare la nostra carta straccia Tbond o Gilt, a monetizzare il nostro debito, tanto ci pensiamo noi a divertirci con le nostre carte di credito, leasing e credito al consumo vari. Se non arrivi pazienza ci sono in giro tanti fessi ed ingenui che già la comprano…”

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4 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 24 agosto 2012 at 12:30

Buongiorno Andrea, ho letto da qualche parte che qualcuno prevede, perdurando la crisi dell’euro, sovradimensionata a causa dell’ingordigia della Germania, un rapporto di cambio con il dollaro addiruttura 1 a 1. In questo contesto, cioe’ con l’europa dominata dagli “idioti di Dusseldorf”(ci taglieranno anche l’aria che respiriamo ), quelle volpi della fed (e la B.C. della Gran bretagna) potrebbero portare avanti altre tranches di monetizzazione/acquisto debito pubblico del proprio paese senza svalutare piu’ di tanto almeno con l’euro, e poi….estinguere il debito pubblico posseduto, fare pari e patta. e ritrovarsi con meno debiti dell’europa! Una cosa del genere l’ho letta da qualche parte e mi ha colpito, bisogna vedere la fondatezza, mi pare che qui non ne abbiamo mai parlato.

icebergfinanza
Scritto il 24 agosto 2012 at 13:17

stanziale@finanza,

Fantasie d’agosto…!

stanziale
Scritto il 24 agosto 2012 at 13:39

Meglio cosi. Grazie della risposta!

kry
Scritto il 24 agosto 2012 at 14:54

icebergfinanza,

Se si vuole aggiungere alla letterina:———————-Gran Bretagna impantanata nella recessione. Nel secondo trimestre l’economia britannica si è contratta dello 0,5%. I dati diffusi oggi dall’Ufficio nazionale di statistica (Ons) segnano il terzo trimestre consecutivo di calo del pil e confermano che la Gran Bretagna resta bloccata in recessione, anche se il risultato è stato migliore delle stime preliminari che disegnavano una flessione dello 0,7%.

E’ lo spaccato del dato a essere infelice. Secondo l’Ons, il settore delle costruzioni è sceso del 3,9% tra aprile e giugno, a fronte di una diminuzione del 4,9% nel trimestre precedente. Quasi stabili i servizi con un calo dello 0,1% dopo un aumento dello 0,2% nel primo trimestre. La produzione manifatturiera e industriale di produzione è scesa dello 0,9%, mentre la spesa per i consumi delle famiglie è diminuita dello 0,4%.

La seconda lettura del pil della Gran Bretagna è basata sui due terzi dei dati che saranno poi usati per la lettura finale, quindi per gli economisti di Ing c’è ancora spazio per una revisione al rialzo. Senza contare che il dato è sporcato dal Giubileo di diamante della regina Elisabetta II.

Il dato per gli esperti di Rabobank apre ulteriormente la strada che porta a un nuovo quantitative easing da parte della BoE: tra novembre e dicembre il piano di acquisto di asset potrebbe essere aumentato di 25 miliardi di sterline, di 50 miliardi di sterline secondo gli economisti di Rbs (Londra: RBS.L – notizie) .

Ma Martin Weale frena. Il membro della Bank of England, non è necessario che, al momento, la BoE attui nuove azioni di stimolo per l’economia. E se lo facesse, l’opzione preferibile sarebbe un taglio dei tassi d’interesse, piuttosto che un piano di acquisto asset. A seguito dell’incremento di 50 miliardi di sterline a luglio, il programma di stimolo per l’acquisto di asset, conosciuto come allentamento quantitativo (QE), ha un limite massimo di 375 miliardi di sterline, con gli ultimi acquisti che dovrebbero aver bisogno di ulteriori due mesi per essere completati.

Ora gli economisti si aspettano una correzione nel terzo trimestre che però non farà altro che bilanciare il calo del secondo trimestre. “L’economia inglese migliorerà nel terzo trimestre grazie a un rimbalzo tecnico e agli effetti positivi generati dai giochi olimpici”, conferma Giorgio Mauro Marrano, economista di Unicredit (MDD: UCG.MDD – notizie) . Tuttavia, “la crescita continuerà a essere modesta anche negli ultimi tre mesi dell’anno, prima di accelerare gradualmente all’inizio del 2013”.

Rbs prevede nel 2012 una recessione per la Gran Bretagna dello 0,3%.-

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