GERMANIA BUNDESBANK…PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE!

Scritto il alle 08:37 da icebergfinanza

Abbiamo più volte visto come la Germania ed in particolare Angelina ci tengano al rispetto delle regole e dei trattati, peccato che i primi ad infrangere il trattato di Stabilità siano stati loro insieme ai francesi.

Ora l’intransigenza ideologica della Budesbank a non monetizzare i debiti sovrani dei vri paesi europei fa tenerezza al di la della discussione sull’opportunità o sull’efficacia di questa operazione.

Peccato che quando si tratta degli affari propri la Bundesbank non lesina di intervenire sul mercato comprando emonetizzando il debito del suo paese…

Colta con le mani nel sacco, pur con qualche anno di ritardo. La Bundesbank, così intransigente nel porre un sostanziale veto alla Banca centrale europea guidata da Mario Draghi sugli acquisti di titoli di Stato del Club Med – i Paesi periferici dell’Unione (Spagna e Italia in testa) assillati dall’impennata degli spread innescata dalla crisi del debito sovrano – a metà degli anni Settanta acquistava a piene mani… titoli di Stato tedeschi per sostenere l’economia in difficoltà. Certo, allora a essere in difficoltà era la madre patria Germania. E questo avrà ben voluto dire qualcosa. Il presidente della Buba, il quarantenne rampante Jens Weidmann, quando si oppone ostinatamente all’ipotesi che Francoforte vari un nuovo programma di acquisto di titoli sovrani, contraddice, quindi, «la storia della sua istituzione», sostiene in uno studio l’analista di Bnp Paribas Evelyn Herrmann. Lo studio in questione riposta alla luce un episodio che, letto nel contesto attuale, mette in crisi la coerenza dell’istituzione teutonica. È un fatto di cui oggi «la stampa tedesca non parla. Solo uno dei “saggi”, Peter Bofiger, i consiglieri economici del governo tedesco, lo ha ricordato», ha commentato la Herrmann interpellata dall’agenzia TMNews.Le informazioni su queste operazioni della Bundesbank si ottengono, in effetti, quasi unicamente da un articolo del settimanale Der Spiegel. Correva l’anno 1975. La Bundesbank intervenne sui mercati, acquistando 7,6 miliardi di marchi in titoli di Stato, obbligazioni della compagnia telefonica tedesca e delle Poste, entrambe allora a controllo pienamente pubblico. Manovra pari all’1% del Pil. A ben vedere, molto di più di quanto abbia fatto finora la banca centrale di Francoforte, che con il Securities Markets Programme (Smp) ha acquistato bond dell’area euro per 211,5 miliardi di euro, circa lo 0,24% del Pil della zona in cui circola la valuta unica (9.400 miliardi di euro nel 2011). Per arrivare all’1% bisognerebbe sfiorare i 1.000 miliardi In Germania l’operazione di metà anni Settanta fu giustificata dal deterioramento del quadro economico, nota la Hermann, assieme ai timori di rialzi sui tassi di interesse di lungo termine, che nel 1974 sulle emissioni tedesche avevano raggiunto in media il 10,4%. «Valutare l’efficacia di questi acquisti della Bundesbank è complicato dal fatto che i dati non sono disponibili online, ma chiusi negli archivi della Banca centrale tedesca – prosegue l’analista -. Tuttavia il calo dei tassi di interesse tedeschi registrato nel 1976 e nel 1977 suggerisce che gli acquisti furono efficaci».
Mosse del genere erano contrarie al mandato della Bundesbank, che, proprio come accade oggi alla Bce, vietava di finanziare i debiti pubblici, sebbene vi siano differenze di rilievo tra gli statuti dei due istituti. Anche allora, prosegue la Herrmann, gli acquisti vennero formalmente giustificati con l’esigenza di non chiudere i canali di trasmissione della politica monetaria. «Ci sono dei chiari parallelismi tra le situazioni nel 1975 (in Germania) e nel 2012 (nell’eurozona). Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/seiz9

Sin qui tutto bene in fondo ognuno si fa gli affari propri, se non che, lasciando perdere il 1975, abbiamo scoperto che anche nell’attuale crisi …

Il resoconto ufficiale dell’asta definisce quella particolare quota dell’emissione come “Ammontare messo da parte per operazioni sul mercato secondario”. Dunque il 40% dei titoli emessi è stato trattenuto con lo scopo di essere successivamente venduto sul mercato secondario: una quota consistente dei titoli è stata, in altri termini, emessa ma non collocata presso gli investitori privati.

Una simile operazione sembra possibile solamente qualora si ammetta l’intervento della Bundesbank, che avrebbe sottoscritto una parte della nuova emissione – come suggeriscono numerosi commentatori [1]. Ciò significherebbe che la Germania opera al di fuori delle regole comuni dell’eurozona [2], ossia in deroga a quegli stessi principi che hanno impedito, ad esempio, alla Banca Centrale Greca di intervenire a sostegno dei titoli pubblici ellenici tra il Dicembre 2009 ed il Maggio 2010, quando la spirale nei tassi di interesse pretesi dai mercati finanziari internazionali in sede d’asta ha di fatto costretto Atene a ricorrere ad un prestito istituzionale, vincolato all’adozione delle cosiddette misure di austerità. LamanoinvisibiledellaBundesbank

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5 commenti Commenta
zer
Scritto il 10 Agosto 2012 at 09:29

scusa capitano chiedo se si potesse, visto l’interesse suscitato in post precedente, fare unpost su uscita o continuazione in euro…..
ribadisco che la Germania ha giocato sporco con l’euro, infrangendo quando faceva comodo le regole, con l’unico scopo di egemonizzare europa ai suoi desiderata…ovviamente accondiscesa da i nostri incompetenti o sudditi politici…
per me è tracciata la linea che rimanendo in euro implica una fortissima svalutazione dei salari per cercare di recuperare il gap…ma che alla fine implicherà solo un impoverimento di tutti senza ottenere risultati. per evidenza basta dire fiscal-compact…gianni z, 8)

zer
Scritto il 10 Agosto 2012 at 09:36

scusate, oggi nel sussidiario c’è un bellissimo articolo di Arrigo….che spiega perchè io continuo a sostenere che Monti è una supersupercaz…zola— :mrgreen: gianni z

luigiza
Scritto il 10 Agosto 2012 at 10:08

zer@finanza,

Link bitte herr Zer che non me lo voglio perdere per nessuna cosa la mondo.

zer
Scritto il 10 Agosto 2012 at 10:27

il sussidiario.net–finanza1/l’italia può farcela da sola-Arrigo ugo prof. scienza delle finanze.
wilkomenn.kapò.. :mrgreen:

bergasim
Scritto il 10 Agosto 2012 at 11:49

Si ma perchè queste cose nessuno le fa notare?

Perchè l’italia non fa lo stesso?

Perchè draghi non lo dice in pubblico?

Io credo che i tassi in italia sia più alti del dovuto e su questo non ci piove, ma il problema cari amici è l’italia come paese, un paese dove tutti per ognuno e ognuno per se se stesso è il motto, 150 anni non sono ancora serviti a nulla, l’italia come nazione purtroppo esiste solo alle olimpiadi.
In un paese dove i giovani sono e saranno sempre meno, un paese dove le caste, la burocrazia, la corruzzione, le mafie ci dissanguano tutti i gioni, dove onesto fa rima con fesso e disonesto con furbo, da dove può partire il cambiamento?
Dal movimento 5 stelle? non credo, per cambiare le cose alle prossime elezione il movimento 5 stelle dovrebbe prendere il 51% dei voti, cosa oggi impensabile, gli italiani sono ancora tifosi della politica, si va dai tifosi del pd a quelli del pdl, per poi spostarsi a quelli dell’idv e dei supporter casiniani, ci sono poi anche i tifosi delle squadre politiche minori, la destra ecc…..
Bisogna rottamare questi politici e ricomciare da capo,sarà molto dura ma potrebbe essere un passo verso un italia unita, un italia delle persone e non dei partiti, ma credo che oggi questa sia ancora un SOGNO.

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