LIBERALIZZAZIONI: GOVERNO MONTI IL NOSTRO VOTO VA RISPETTATO!

Scritto il alle 21:32 da icebergfinanza

Ne abbiamo appena parlato in un recentissimo post dal titolo LIBERALIZZAZIONI: GIU’ LE MANI DALL’ACQUA! ma sembra che le orecchie di mercante abbondano tra i rappresentanti del nuovo governo quindi…

Ormai da giorni il presidente del Consiglio Monti e  i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo
imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell’acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste  nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e  questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

L’applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto  e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del  Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno  sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento
hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano. Trattoda IMBROCCHIAMOLA

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8 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 12 gennaio 2012 at 00:29

Bravo come sempre capitan Andrea Mazzalai a sostenere l’acqua bene pubblico. :D
http://www.acquabenecomune.org/aprilia/

giobbe8871
Scritto il 12 gennaio 2012 at 00:37

Non mi fido del Presidente Napolitano. Napolitano non è Sandro Pertini.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/27/ecco-come-disinnesca-referendum-sullacqua-tutto-norma-legge/173509/

Subito dopo l’esito della consultazione popolare del 12 e 13 giugno scorsi, l’Acea ha chiesto rassicurazioni sul mantenimento degli accordi stipulati a Giulio Napolitano, avvocato, esperto del settore e figlio del Presidente della Repubblica. Secondo il parere legale, l’esito dei quesiti non sarebbe sufficiente a intaccare gli interessi delle società idriche.

dorf001
Scritto il 12 gennaio 2012 at 01:01

giobbe8871@finanza,

ma dai giobbe, che cavolo dici? ma se napolitano è un santo? eccolo qui il tuo pagliaccio traditore. http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

e guarda cosa dice di lui il sigonr orazio fergnani. http://www.youtube.com/watch?v=aFHizg4YGUA

e questo è anche meglio http://www.youtube.com/watch?v=hLjMIZNb5f8

cosa importante x tutti voi. c’è una manifestazione il 20 gennaio x difendere l’acqua pubblica.

GOVERNO MONTI CONTRO L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA
di Marco Bersani (Attac Italia)

Il re è nudo e finalmente tutti possono vederlo.

Salutato come salvatore della patria e liberatore dall’incubo berlusconiano, il Governo “tecnico” dei professori, dopo aver approvato la prima fase di macelleria sociale come regalo natalizio, si appresta ora al secondo decisivo affondo : la cancellazione di ogni spazio pubblico nella gestione della società e delle comunità territoriali.

Incurante del fatto che la drammatica crisi globale in cui siamo immersi segni in prima istanza il definitivo fallimento delle politiche liberiste; indifferente al fatto che i referendum dello scorso giugno abbiano chiaramente indicato la fine del consenso sociale all’ideologia del “privato è bello”,

il Governo Monti persevera imperterrito nella funzione per cui è stato voluto dai poteri forti economico-finanziari e subìto dall’inconsistenza politica dei partiti di centro-destra e di centro-sinistra : passare dal “privato è bello” al “privato è ineluttabile e obbligatorio”.

Un modello capitalistico in crisi di sovrapproduzione da oltre due decenni, posticipata ad oggi grazie all’enorme espansione della speculazione finanziaria, di fronte al precipitare sistemico della propria crisi ha davanti a sé una sola strada per mantenersi in vita : smantellare totalmente i diritti del lavoro (fase 3 del Governo “tecnico”) e mettere a valorizzazione finanziaria tutti i beni pubblici, a partire da quelli ad alta redditività perché primari ed essenziali come l’acqua.

Ventisette milioni di donne e uomini di questo Paese, nel giugno scorso, hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse donne e uomini hanno votato anche in difesa dei servizi pubblici locali contro le strategie di privatizzazione.

Quel risultato, frutto di una mobilitazione sociale dal basso e senza precedenti, costituisce la vera spina nel fianco dei poteri forti, intenti a trasmettere ad ogni piè sospinto le esigenze dei mercati, nuove divinità colleriche cui fare sacrifici per garantirsene la benevolenza.

Cancellare quel risultato diviene prioritario per poter procedere: e se non si può farlo con un consenso ormai perso, deve essere utilizzata l’autorità.

Solo così si spiega il disprezzo per il voto referendario espresso a più riprese in questi giorni da diversi esponenti di governo in trasmissioni televisive e in dichiarazioni sui mass media.

Solo così si spiega come, dietro la foglia di fico delle “liberalizzazioni” di alcune categorie di servizi, ci sia la volontà di intervenire sulla gigantesca torta dei servizi pubblici locali (70 mld di euro solo per gli investimenti negli acquedotti).

Nella crisi sistemica, l’antagonismo tra democrazia e mercato non potrebbe essere più evidente : per il prof. Monti –quello del ripristino del rispetto per le istituzioni- il voto consapevole e costituzionalmente garantito della maggioranza assoluta degli italiani nulla conta di fronte all’esigenza delle multinazionali francesi e nostrane di poter usufruire di un business garantito come quello sull’acqua.

La posta in gioco questa volta è drammatica : in gioco non c’è solo –e non è poco- un bene primario come l’acqua; sotto attacco c’è la democrazia, ovvero il diritto per le donne e gli uomini di questo Paese di poter decidere sui beni che a tutti appartengono e sulla loro gestione.

Il Governo Monti va immediatamente fermato. Possiamo farlo perché siamo molti più di loro, possiamo farlo perché consapevolmente abbiamo attraversato le strade e le piazze di questo Paese portando il nuovo linguaggio dei beni comuni e della democrazia partecipativa come risposta alla dittatura dei mercati finanziari; possiamo farlo perché tra la Borsa e la vita abbiamo scelto, tutte e tutti assieme, la vita.

Il re è nudo : riempiamo le piazze e, al suo passaggio, indichiamolo con il dito e sorridiamo di futuro.

Marco Bersani (Attac Italia)
Questo articolo di M.Bersani circola in questi giorni nella rete

by DORF

dorf001
Scritto il 12 gennaio 2012 at 01:24

siori e siore. ecco a voi una bella fiaba. lo sceriffo di nottingham. vedete questo breve filmatino. ditemi un pò se non somiglia un pò alla nostra realtà. buona tosatura a tutti. http://www.youtube.com/watch?v=Pv9DE4xlOSw

notte DORF

icebergfinanza
Scritto il 12 gennaio 2012 at 06:33

Si proprio cosi ci sono i figli da sistemare ma meglio fermarsi qui!
A proposito di blogger vorrei ricordare a tutti coloro che mi segnalano che qualche bloggers ultimamante passa il tempo a sputtanare il lavoro altrui ma non solo che sono al corrente della situazione e che in fondo devono vivere pure loro arrabattando qualche motivo per tirare avanti…Lasciate perdere non vale la pena prenderli in considerazione il livello è quello che passa il convento! Andrea

billbill
Scritto il 12 gennaio 2012 at 09:25

Solo ora vi accorgete dell’utilità dei referendum, se non per una necessità politica contingente?
Ecco un articolo che, chissà perché, è comunque incompleto perché, ad esempio, non scrive che avevamo votato per la responsabilità civile dei magistrati (ovviamente inutilmente). Diciamo che, dato che questa volta il voto è fresco ed il contesto un po’ più “incazzoso”, sarà più dura disattenderlo.

I referendum aggirati
Mercoledì 08 Giugno 2011 05:25
Scritto da mar
Di Flavia Amabile

Li definiscono anche referendum disattesi, è una categoria molto speciale di consultazione popolare. Gli italiani li votano, esprimono la loro volontà e dopo un po’ di tempo si scopre che qualcun altro ha fatto finta di nulla e tutto va avanti come prima, e chissenefrega dei soldi spesi e di quello che avevano chiesto gli italiani.

Sia chiaro, sono stra-favorevole al voto: bisogna andare a votare, poi ognuno scelga quello che preferisce. Ma la storia dei referendum italiani è anche questa: il finanziamento pubblico dei partiti bocciato e tranquillamente sopravvissuto come “rimborso elettorale”. E’ stato abrogato il ministero dell’Agricoltura per vederlo sostituire dal Ministero delle Politiche Agricole. Lo stesso per il ministero del Turismo, risorto per Michela Brambilla.

E’ stata abrogata la norma che definisce pubblica la Rai per avviarne la privatizzazione ma – come dimostrano le cronache di queste ore – in Rai si licenzia anche chi garantisce milioni di telespettatori ogni settimana se da qualche parte nei palazzi del potere si è deciso così. Alla faccia della volontà degli italiani.

E’ bene che gli italiani ricordino quello che accade al loro voto perché vadano a esprimere la loro preferenza domenica ma poi si ricordino anche di vigilare per controllare che fine fa la loro scelta.

La Stampa -08/06/2011

giobbe8871
Scritto il 12 gennaio 2012 at 15:24

grazie a Dorf

stanziale
Scritto il 12 gennaio 2012 at 21:27

Passata la festa (far fuori Berlusconi) gabbato lo santo (il popolo).

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