AGENZIE DI RATING: IL DIAVOLO NELL'ANIMA

Scritto il alle 07:01 da icebergfinanza


 C'era una volta una principessa che tutte le mattine prima di uscire a corte amava specchiarsi e sussurrare… "Agenzia di rating delle mie brame chi è la più bella del reame" " Ma naturalmente tu o mia Principessa, purchè ti ricordi di continuare a "contribuire" in modo adeguato al mio splendore… E tutti vissero felici e contenti!

Chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualche bambino che crede ancora nelle favole della finanza, ma purtroppo questo è il regno del diavolo, manipolazione, frode ed inganno sono di casa non solo nelle agenzie di rating.

Nel capitolo del mio libro, un libro dal linguaggio semplice per tutti ( che potrete acquistare cliccando sul banner in cima al blog o direttamente cliccando qui ) dedicato alle agenzie di rating ho scritto che…

Il 22 ottobre del 2008 su «Bloomberg» usciva la notizia secondo la quale le agenzie di rating avevano venduto l’anima al diavolo. Secondo una commissione di indagine sul rapporto tra agenzie di rating e crisi finanziaria, la House Oversight and Government Reform Committee di Washington, tenutasi alla presenza di alcuni ex dirigenti delle agenzie di  rating e dei massimi responsabili di Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch (le tre principali agenzie di rating), harivelato l’esistenza di mail che testimoniano la responsabilità dei dirigenti e dei dipendenti:

«- Questo prodotto è ridicolo, non possiamo renderlo credibile con il nostro giudizio.

– Ma che dici? Il nostro compito è di dare un rating a qualunque cosa, anche a un titolo strutturato da una vacca».

In un altro scambio di mail, alcuni vertici dell’agenzia S&P sottolineavano come ben pochi sollevino le tende dei loro uffici per osservare quanto accade fuori, nella realtà, e facciano qualche domanda sulle informazioni che vengono fornite da coloro che hanno bisogno del rating («Speriamo di essere ricchi e già in pensione quando questo immenso castello di carta crollerà»).

Quanto tempo manca ad una nuova Norimberga della finanza? 

Come abbiamo visto recentemente dall'Islanda devastata da un gruppo di questi esaltati politici e banchieri, il suggerimento è già arrivato! 

Gli esaltati della finanza, in fondo non sono tanto migliori di qualunque dittatore caduto nella primavera africana.

Ma andiamo oltre e sentiamo cosa ha da raccontarci Matteo Cavallito sul FattoQuotidiano:

 Inaffidabili nella migliore delle ipotesi, distruttive nel peggiore dei casi. La confessione pubblica dell'ex vicepresidente di Moody’s giunge in uno dei momenti più critici nella storia di questi arbitri del mercato. Mai come oggi nell’occhio del ciclone 

 

“Mi chiamo William J. Harrington, sono stato impiegato da Moody’s Investor Service (Moody’s) come analista nella divisione derivati dal giugno del 1999 fino alle mie dimissioni del luglio 2010. Nel 2006 sono stato nominato vice presidente senior, il titolo più elevato cui un analista puro possa aspirare”. Inizia così la “confessione” aperta dell’uomo che promette di diventare il più interessante insider d’America. La gola profonda, ma non anonima, che tutti si attendevano in un momento chiave: con la Sec impegnata a disegnare le nuove regole di disciplina delle agenzie di rating nel momento di massima collera collettiva nei confronti di queste ultime. Un astio emerso già all’alba della crisi ma ora divenuto pressoché incontrollabile su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Corrotte da un peccato originale, il conflitto di interesse, intrinseco alla loro stessa struttura, chiamate “a far felice il cliente” nonostante sia quest’ultimo a chiedere loro un giudizio “obiettivo”. Insomma, inaffidabili nella migliore delle ipotesi, distruttive nel peggiore dei casi. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, nel panorama delle critiche sul ruolo e il potere di queste agenzie.

Se non fosse, particolare non da poco, che ad esprimersi in questo modo è uno che le agenzie le conosce fin troppo bene. Harrington, 11 anni di esperienza nelle file di Moody’s, è un insider di primissimo livello. Nel corso della sua carriera, l’ex vice presidente ha maturato una notevole esperienza nel campo dei prodotti strutturati. (…)Ovvero i mutui subprime, gli agenti patogeni primari della più colossale crisi finanziaria del dopoguerra.

Una crisi, spiega Harrington in un report pubblico sottoposto alla Sec lo scorso 8 agosto, ma emerso solo nei giorni scorsi grazie all’attenta analisi di Business Insider, che la stessa Moody’s aveva previsto in anticipo pur affermando, in via ufficiale, l’esatto contrario. Non stupisce, dunque, che la stessa agenzia avesse preteso, come spiega il suo numero due, di essere pagata in anticipo dai suoi clienti (gli emittenti dei prodotti derivati che la stessa era chiamata a valutare) a prescindere dai risultati finanziari, ovvero dall’eventuale fallimento dei prodotti stessi e, conseguentemente, della credibilità stessa dei giudizi.

La vicenda, in realtà, appare piuttosto semplice. Le agenzie, spiega Harrington, devono dare giudizi obiettivi ma anche, ed è questo il punto, fare contenti i propri clienti. Per questo le valutazioni tendono spesso ad essere eccessivamente positive. Non mancano i dissidi, certo, peccato però che gli analisti scettici tendano ad essere bollati come “molesti” (troublesome) subendo di conseguenza vari tipi di pressione. Un esempio su tutti: quando un analista sollevava dubbi sulla bontà di un prodotto, i suoi superiori si affrettavano a comunicarlo direttamente al cliente facendo sì che quest’ultimo si mobilitasse per cercare di far cambiare idea al loro collega. Nei mesi del boom immobiliare si intensificarono le assunzioni di analisti giovani e inesperti, persone del tutto inadatte a giudicare con precisione il valore reale dei titoli ma al tempo stesso candidati ideali per un processo di auto convincimento collettivo che avrebbe permesso all’agenzia di raggiungere il suo obiettivo: la soddisfazione del cliente. Una verità scomoda che la stessa Moody’s continua a negare. Secondo Harrington, alcuni dipendenti dell’agenzia avrebbero mentito pubblicamente una volta chiamati a testimoniare di fronte alla commissione governativa che indagava sul collasso finanziario e sulle responsabilità degli analisti.(…)

Nel frattempo i dati sul settore manifatturiero del distretto di Richmond, confermano la recessione in corso e le vendite di nuove abitazioni mettono un ulteriore sigillo sulla continuazione della Grande Depressione immobiliare. Ieri l'indice CFNAI del distretto manifatturiero di Chicago ha mostrato una certa stabilità al ribasso anche se francamente ciò che mi preoccupa è il collasso di quello del distretto di Philadelpia.

Ricordo che le vendite di nuove abitazioni sono le uniche che possono sostenere l'occupazione nel settore immobiliare fondamentale per la ripresa dell'economia e che se non si vendono abitazioni nei mesi principe, ovvero la primavera e l'estate la festa è finita.

Mentre al capezzale dell'Euro si è aggiunta anche la mummia di Greenspan in America continuano a crollare i rendimenti dei titoli,  l'ennesima dimostrazione di tutte le idiozie inflattive di questi anni.

A proposito dove si sono nascoste le banche italiane in questi anni, perchè non hanno fatto anche loro ricorso all'elemosina della Federal Reserve, visto che le leggende metropolitane sul loro prossimo fallimento abbondano, perchè sono piene e zeppe di titoli di stato italiani.

Tutti in fuga verso la Germania,  Sublime!

Beata innocenza! Il letame subprime e i titoli dei paesi periferici è immagazzinato in tutt'altri depositi!

 

E sempre per gentile concessione di Barry Ritholtz  cosa sta succendo in realtà a Bank of America e ai suoi CDS termometro del rischio fallimento, quali sono le scommesse in atto…

 

Concludo ricordando per l'ennesima volta che il grande rimbalzo prefigurato ieri nel post "L'ultima guerra" è in atto, l'ultima occasione per uscire da questa trappola infernale prima che la realtà prenda il sopravvento in attesa di una nuova sorpresa che potrebbe venire da Jackson Hole e non è detto che sia positiva.

Cliccando qui sotto, sull'immagine del capitano e della sua nave è possibile lasciare un libero sostegno al nostro lavoro, un viaggio lungo quattro anni, un libero contributo, sia attraverso PAYPAL che con un semplice bonifico bancario. Semplicemente GRAZIE!

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24 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 09:07

Ciao  Capitano,
mi chiariresti le conseguenze più importanti della prossima "madre di tutte le nazionalizzazioni"?

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 11:27

Ma se le banche sono praticamente fallite come mai i banchieri si intascano e si sono intascati milioni di euro di stipendio e di buonauscita per pochi mesi o anni di lavoro?

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 12:12

@2 Ti sei dimenticato di dire …si intascheranno.
La risposta è semplice…Non sono soldi loro(ma della collettività che lavora) ma hanno il potere di prenderli poichè loro sottostanno solo alle regole che creano loro stessi ovvero …cio' che voglio=cio' che possono…
Tanto sanno che ci sarà il pirla che paga per loro , vedi finanziaria…
Se la gente avesse un minimo di dignità e fosse piu' accorta avrebbe già ritirato tutto dalle banche facendoli finire in malora da un pezzo…Invece in malora finirà proprio la gente…Ironico Cinico e Baro il destino di un banchiere rispetto a quello del volgo comune…

Il Nulla

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 13:32

volevo segnalare il seguente link

http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/08/articolo/5225/

Scritto il 24 agosto 2011 at 17:34

Dato US su beni durevoli migliore delle attese ?!

Spigherebbe oro -4.8% !?

o semplicemente si comincerà a trovare buoni motivi per vendere l'oro ?

Ma qual'è il fair value dell'oro?

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 19:30

Andrea ,Cuculo perche' pensate che l'oro debba scendere???? forse come gia' detto dal Cuculo perche' al prossimi collasso azionario scatteranno le ricoperture???? per via delle manipolazioni affinche' i bene informati possano fare il carico finale???.
Personalmente benche' condivida la deflazione ed il nuovo decennio perduto,le nazioni occidentali indebitate ed interconnesse non potranno reggere cio' (pena il fallimento di gran parte del sistema finanziario mondiale se non tutto) quindi alternativa? ,unica: stampa a go go quindi l'oro dovrebbe proteggere ed anche non lo facesse non c'e alternativa se non beni immobili tipo case e terreni che se non perderanno di valore sarnno proibitivi per mantenimento visto i balzelli che i governi successivi imporranno..
grazie a chiunque esprimera' la sua opinione.
Claudio

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2011 at 22:30

Caro Andrea, (non per difendere le agenzie di rating) ma t'immagini fin dove avrebbero spinto il debito pubblico i nostri governanti senza il loro giudizio? C'era proprio bisogno di Quì, Quò, Quà per capire che così non si poteva continuare?Ciao Domenico.

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2011 at 00:00

azz
il 7 ha ragionissima.

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2011 at 06:31


GEOFINANZA/ Dalla Germania un messaggio in codice contro l’Italia

Mauro Bottarelli

giovedì 25 agosto 2011

La crisi ci ha regalato martedì una nuova fattispecie politica: il meeting fantasma. Già, visto che del previsto vertice tra i ministri delle Finanze tedesco e francese in programma a Parigi, fino al tardo pomeriggio di due giorni fa non vi era notizia. Non un lancio di agenzia che ne confermasse lo svolgimento o ne comunicasse la cancellazione, non una dichiarazione, non un annuncio sui contenuti o la convocazione di una conferenza stampa. Nulla, le uniche notizie in arrivo dall’Eliseo erano quelle relative a una conferenza sulla Libia da tenersi al più presto nella capitale francese per volontà di Nicolas Sarkozy e Barack Obama.

Complimenti, questa sì che è serietà teutonica di fronte all’acuirsi della crisi! Poi non lamentiamoci se i mercati ci massacrano. Ma a livello di incoscienza, la medaglia d’oro va al premier finlandese, Jyrki Katainen, secondo cui il suo Paese non arretrerà di un centimetro dalla decisione di richiedere garanzie collaterali alla Grecia a fronte dei prestiti, anche se questo dovesse scatenare processi emulativi in altri paesi alla ricerca di garanzie o ritardare l’aumento del salvataggio greco concordato al vertice europeo di luglio.

Detto fatto, dall’ora di pranzo di martedì in poi, il rendimento del bond ellenico a 10 anni è cominciato ad essere trattato con un aumento del 42% a quota 16,4% fino a giungere al 17,3% dal 14,7% registrato dopo il secondo salvataggio, solo un punto percentuale dal livello record toccato il 18 giugno scorso. Addirittura comico, poi, il rendimento dei titoli di Stato ellenici a due anni, schizzato ieri al 40,47%.

Qualche altro dato sulla dimenticata Atene? Pronti. La Borsa di Atene ha perso il 50% in meno di 2 mesi e il 75% negli ultimi 12 mesi, periodo quest’ultimo che già vedeva il Ftse Athens 20 ai minimi storici. I cds? Siamo a quota 2174 punti, ovvero ci vogliono 21.740 dollari all’anno (se il contratto di assicurazione dura 5 anni) per assicurare 100.000 dollari di debito greco. Lo spread col Bund? Lasciamo perdere, ve lo risparmio, ma viste le quotazioni del decennale ci metterete poco a fare il calcolo. Ma torniamo alla fiera della cialtroneria made in Ue.

Come se non bastasse l’impuntatura finlandese, infatti, a mettere il carico da novanta a livello di destabilizzazione ci ha pensato, con un’iniziativa senza precedenti, Ursula von der Leyen, ex ministro della Famiglia e vice-segretario della Cdu, il partito della Cancelliera, la quale ha proposto che d’ora in poi ogni aiuto finanziario verso Stati dell’area euro possa essere concesso solo a fronte di un collaterale in oro o attraverso la garanzia di holding industriali. Nonostante questa posizione non sia (ancora) quella ufficiale del governo tedesco, al netto delle cifre questa richiesta in stile finlandese appare disegnata su misura per l’Italia, forte di riserve auree molto ampie e con ancora comparti industriali partecipati dallo Stato che possono fare gola.

Insomma, un atteggiamento pericoloso, ancorché da leggersi tra le righe e da decodificare come messaggio in codice. Le parole di frau von der Leyen, infatti, potrebbero sottendere il rischio di una tempesta perfetta settembrina per il nostro Paese, quando il ritorno a volumi di normalità sul mercato obbligazionario testerà il livello di resistenza degli acquisti obbligazionari di Btp e Bonos da parte della Bce, già giunta a quota 110 miliardi di operatività sul mercato secondario e con ancora circa 40 miliardi di campo d’azione. Entro fine settembre, l’Italia dovrà emettere o fare roll over su 68 miliardi di euro di debito e attorno al 20 del mese potrebbe giungere il downgrade di Moody’s, quindi i rischi potenziali di sommovimenti sullo spread e sui rendimenti ci sono davvero tutti, nonostante ancora ieri il differenziale tra Btp e Bund decennali fosse a quota 288.

Dopo il silenzio sul presunto vertice parigino e le esternazioni pomeridiane, viene da chiedersi a quale gioco stia giocando la Germania. Anche perché, signori miei, questa crisi è figlia legittima del modello tedesco, ovvero delle banche utilizzate come hedge funds strapiene di immondizia obbligazionaria e della politica monetaria e dei tassi da galera attuata negli anni dalla Bce per favorire l’export e quindi il surplus commerciale tedesco. A dimostrare che i nostri amici tedeschi non sono poi dei fenomeni, ma solo dei privilegiati grazie alla golden share della Bundesbank in seno alla Bce, lo dimostrano le cifre. Nel mese di agosto, infatti, l’indice Ifo che misura le aspettative degli operatori economici sull’economia tedesca è sceso a 108,7 punti, sotto il consensus degli economisti posto a 110,9 punti. Si deteriorano sia i giudizi sulla situazione economica attuale, sia le aspettative sul futuro andamento del ciclo.

In retromarcia tutti i settori economici: indice settore manifatturiero da +23,3 a +15,7; costruzioni da -0,7 a -6,4; commercio all’ingrosso da +18 a +7,1; commercio al dettaglio da +10,5 a +1,6; servizi da +25,3 a +19,7. Ancor più preoccupante l’andamento delle aspettative sul futuro del ciclo economico scese al livello di 100,1 punti dai 105,1 del mese di giugno, mai così in basso dal dicembre 2009: si tratta del sesto mese consecutivo di deterioramento delle aspettative. I giudizi degli operatori sembrano dunque anticipare una frenata congiunturale del Pil anche nel terzo trimestre, dopo il già deludente +0,1% del secondo trimestre, nel primo trimestre la crescita era stata invece pari a +1,3%.

Ma non basta. L’indice Zew, che misura la fiducia degli operatori nell’economia tedesca, è caduto in agosto di 22,5 punti assestandosi a -37,6 punti rispetto ai -15,1 punti di luglio, al minimo da due anni. Cosa diavolo vogliono, quindi i tedeschi? E i finlandesi, i quali se questo Paese avesse una classe politica degna di questo nome, ci verrebbero dati come resto dal tabaccaio con tutta la loro economia? E la Francia, cosa vuole la Francia, la quale ha scatenato una guerra in nome e per conto della Total, cacciata a calci da Gheddafi quando salì al potere e ora assetata di vendetta contro il rais e l’Eni? L’Italia, insieme agli Usa, è l’unico Paese in area Ocse ad aver conosciuto un miglioramento delle condizioni economiche mentre Germania e Francia sono sprofondate: un po’ di orgoglio non guasterebbe, un premier capace di sbattere i pugni sul tavolo nemmeno.

La Bce minaccia di non comprare più le nostre obbligazioni su pressione della Bundesbank? Perfetto, Berlusconi si accordi con Russia e Cina – siamo in guerra, se non ve ne foste accorti – e vedrete che alle aste non serviranno i nostri soldi (perché tali sono) versati a Francoforte per evitare di pagare rendimenti o di vedere le emissioni andare a vuoto. La Grecia? Berlusconi chieda immediatamente il blocco della seconda tranche di aiuti, si dia vita a un default controllato – di fatto, già in atto – e le banche tedesche, francesi e belghe paghino il loro conto alla crisi, visto che sono sempre pronte a darci lezioni di moralità, responsabilità, e liberismo: avete fatto man bassa di obbligazioni che ora valgono zero? Bene, ve le tenete, ci pagate sopra il taglio dei rendimenti e, soprattutto, le svalutate nei vostri bilanci, visto che a oggi vengono ancora detenute e contabilizzate al valore facciale dell’atto del loro acquisto, facendo sembrare gli stati patrimoniali di quegli istituti delle specie di monumenti alla solidità.

Secondo voi, fatto questa operazione trasparenza, quante banche tedesche e francesi passerebbero i già farseschi stress tests dell’Ue? Alla faccia del numero uno di Deutsche Bank che ieri si definiva “felice” di aver scaricato 8 miliardi di esposizione al debito italiano. Bene, ora ti scarichiamo noi i tagli obbligazionari e ti mandiamo a scaricare cassette ai mercati generali. Coraggio Italia, alza la testa e la voce, subito. Anche perché, paradossalmente, la stessa Germania potrebbe venirci incontro, visto che il 7 settembre prossimo la Corte costituzionale si pronuncerà sulla liceità del salvataggio greco: una bocciatura, manderebbe a casa la Merkel e a catafascio tutto l’impianto di salvataggio Ue, Efsf compreso. A quel punto, sarà tutti contro tutti e una bella ristrutturazione del debito ellenico farebbe pagare a francesi, tedeschi e belgi il conto che fino ad oggi hanno diviso “alla romana” anche con chi non si è comportato da irresponsabile.

Attenzione, inoltre, visto che una nuova emergenza europea sta facendo capolino. Ovvero, Cipro. La quale, dopo il downgrade del rating, lunedì ha fatto ufficialmente il suo ingresso nel “club del 7 per cento”, ovvero il rendimento che ha dovuto pagare all’asta obbligazionaria per piazzare 23 milioni di debito, contro il 6,252% dell’asta di giugno e con una ratio domanda/offerta di 1 a 1, cioè il minimo necessario per completare il collocamento. Un tasso, quello pagato da Nicosia, che in passato ha significato salvataggio per Grecia, Irlanda e Portogallo e che sconta anche un’aggravante, sottolineata ieri da Chris Pryce di Fitch: ovvero, il fatto che il sistema bancario cipriota equivale a nove volte il Pil del paese, cioè 157 miliardi. Lo Stato è piccolo, ma le sue banche rischiano di essere “too big to bailout”, troppo esposte alla leva per essere salvate.

Peccato che quegli istituti non possono essere lasciati fallire, visto che storicamente sono il passaggio segreto dei capitali russi verso il mercato dell’eurozona e Mosca non accetterebbe perdite. A quel punto, sarà impasse. E dovremo scegliere da che parte stare. Come Paese, ma, soprattutto, come economia. Altro che eurobond: secondo voi, alla luce delle cifre che vi ho snocciolato, quale agenzia di rating o investitore accetterebbe un giudizio AAA per obbligazioni emesse da un continente in pieno caos e guidata da due Stati in piena recessione? Siamo …

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2011 at 06:36

siamo nel pieno di una guerra finanziaria, orchestrata sì dai governi, ma anche e soprattutto dalle banche, una contro l’altra armate a colpi di congelamento del prestito interbancario e acquisto strategico di cds sia come copertura dal rischio di controparte che come metodo per spostare l’attenzione dei mercati su altri bersagli. Ieri George Hay della Reuters ci faceva sapere che questa settimana non si sono registrati utilizzi di swap sul dollaro presso la facility della Bce da parte degli istituti europei, i quali oltretutto hanno aumentato i loro depositi sempre in dollari presso la Fed.

Insomma, il fantomatico istituto che la scorsa settimana avrebbe preso a prestito 500 milioni di dollari dalla Banca centrale resta ancora senza nome, in compenso questa settimana tutto sembra tornato alla normalità: nessuna manina o giornalista prezzolato è intervenuto? In compenso, il cds di Royal Bank of Scotland ieri ha toccato il suo massimo a 662 punti base, chiaro indizio che qualcuno lo sta puntando: peccato che RBS sia controllata dal governo britannico e quindi a basso rischio di default rispetto ad altri istituti commerciali privati.

Faccio un’ultima proposta, quindi: perché invece di idiozie con il bando delle vendite allo scoperto (scade domani e già gira voce di una possibile proroga), totalmente inutile visto che le azioni che si possono prendere a prestito pesano per il 3% del totale, non imponiamo a livello europeo un bando di tre mesi sui cds bancari, con contemporaneo obbligo – OBBLIGO – di pubblicazione dei dati riguardo le posizione su derivati denominati in credit default swaps bancari da parte di tutti – TUTTI – gli istituti europei? Ne scopriremmo delle belle e i superseri tedeschi si rivelerebbero al mondo per ciò che sono, ovvero il peggior esempio di capitalismo distorto e State-backed. Ci state?

Scritto il 25 agosto 2011 at 08:02

Domenico le agenzie hanno solo tolto il coperchio dove stavano in questi anni soprattutto in riferimento all’Italia quando sostenevano la sostenibilità del debito! Questo castello crollava comunque solo questione di tempo! Andrea

Scritto il 25 agosto 2011 at 11:05

Una banca fallita come Deutsche Bank da giudizi sul nostro sistema finanziario. Affascinante!

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2011 at 15:06

Dopo gli storni del mercato azionario, come sempre ammetti che parli di mercati!!
E no caro mazzalai ricordatelo la prossima volta !!!! Quando saliranno a canna, non venirtene fuori con le filosofie, U.d.m.!!!!
Quando scendono allunghi la mano a raccattare qualche contributo, quando salgono, parlavi d’altro!!!!
Cambi mestiere

Scritto il 25 agosto 2011 at 16:14

Claudio,

dobbiamo sempre trovare un razionale nelle cose, io personalmente , nel fatto che con il frutto del mio lavoro , comperando un pezzo di metallo , mi garantisco contro l'inflazione non riesco a capirlo, è veramente più forte di me.
Lo capisco con un terreno, una casa, del petrolio, delle forme di parmigiano reggiano, con l'oro non ci riesco.
E' sicuramente un mio limite.

Scritto il 25 agosto 2011 at 16:17

comunque l'oro ha perso un poco più del 10% in tre giorni.

secondo voi significa qualcosa?

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2011 at 18:13

ci risiamo…….

flash crash tedesco sul Dax AZIONARIO . Tonfo di Francoforte che cede il 4% in 15 minuti 

Scritto il 25 agosto 2011 at 20:01

Capitano Andrea complimenti per l'articolo e per ………… l'immagine della copertina , ma dove le trovi queste foto ?

Concordo pienamente con il #3 di Il Nulla.
In  fondo l'uomo negli ultimi millenni non è cambiato di molto, sono cambiati i mezzi e i metodi ma la "sostanza" è sempre quella; chi ha la possibilità ed il potere per fregare gli altri lo fà senza porsi tanti problemi………..niente di nuovo sotto il sole. Ed alla fine arriverà la resa dei conti e qualcuno più furbo degli attuali potenti ne prenderà il posto.

L'oro invece piacerà anche ai nuovi "padroni" !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2011 at 00:33

Il governo italiano è indebitato?

Qualche banca italiana è indebitata?

Il popolo italiano è bassamente indebitato?

Chi ha fatto i suoi debiti che li paghi, vero?

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2011 at 06:38

Ecco che tornano gli esperti e riversano su questo blog la loro sapienza come quelli che si chiedevano qualche mese fa dove stavano i crolli. Io sono cliente di Andrea e viaggio da anni con il vento im poppa

Scritto il 26 agosto 2011 at 07:57

Un piccolo favore! Ignorate queste apparizioni sporadiche di piccole talpe che rodono…gente che vive nel buio della finanza. Godetevi il grande rimbalzo sempre che Bernanke sia ispirato ma prendetela come ultima occasione per riguadagnare la riva del fiume prima delle rapide. Domani commenteremo il discorso di colui che ha fallito offuscato dalla sua demenziale ideologia. Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2011 at 09:08

e si , le Ideologie, provocano piu danni dei terremoti..!!!!!

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2011 at 10:04

Montecristo:

Sono   d'accordo   con  te   Andrea.

Scritto il 26 agosto 2011 at 10:30

Si, il cliente ha sempre ragione….ma parliamo di clientela pesante
…..clientela delle agenzie di rating che agiscono sempre e comunque
in conflitto d'interesse.

le assunzioni di analisti giovani e inesperti, persone del tutto inadatte a giudicare con precisione il valore reale dei titoli ma al tempo stesso candidati ideali per un processo di auto convincimento collettivo che avrebbe permesso all’agenzia di raggiungere il suo obiettivo: la soddisfazione del cliente.

Diffidate gente, quando in televisione vengono intervistati sbarbatelli
appena usciti dall'università , magari laureati con 110 e lodi che 
discettano di finanza, stanno ingenuamente vendento dei pacchi,
senza rendersene conto, non che manchino persone anziane
che hanno kilometri di pelo sullo stomaco.

Ripropongo un mio post di qualche giorno orsono a proposito
di report.

Un saluto a tutti.
 

#4  08 Agosto 2011 – 17:29

 

"Eppure il mondo finanziario è pieno di report confidenziali o privati di analisti dilettanti che non sanno osservare i fondamentali o meglio non hanno alcun interesse ad osservarli se non il loro conflitto di interesse."

Andrea quello dei report è un problema solo di conflitti d'inte
resse.

Quante volte abbiamo letto sul sole 24 ore il TargetPrice
di un titolo perchè la società TaldeiTali ha redatto un
report che dovrebbe arrivare a …….

Quello dei report è un mondo in eterno conflitto d'interesse
anche con i media che li pubblicano, poichè i committenti
sono sempre i GROSSI INSERZIONISTI dei giornali in cui
tali "STRONZATE" vengono pubblicate.

In tre decenni che sono nel mondo finanziario ho visto
tante vaccate che la mia convinzione è totale, sulla mancanza
di etica di chi redige i report e di chi successivamente li pubblica.

Molti anni orsono un mio conoscente mi chiese se condividevo
che tale banca italiana potesse arrivare fra 6 mesi al prezzo di…., poichè l'aveva letto sul nostro giornale finanziario ….

Gli ho risposto:

1) Ti sei mai chiesto quando è stato commissionato il Report?

2) Da chi è stato commissionato?

3) Quando è stato redatto e consegnato al committente?

4) Chi ha pagato il redattore del report?

5) C'è un TrackRecord sull'attendibilità dell'analista?

6) Ti risulta che il giornalista che firma il "pezzo" si sia
     prodigato di fartelo sapere?

7) Non pensi che il giornale come tutti gli altri media che
    si occupano di finanza vivano di introiti pubblicitari e
    talvolta di "insider" e che quando pubblicano la notizia
    i buoi siano già scappati dalla stalla….

8) e potrei continuare all'infinito ad elencare elementi per
    farti capire che il mondo della finanza non è proprio
    un mondo da educande e che con il passare del tempo
   è divenuto un casino o se meglio credi un casinò, avendo
   ormai portato le slotmachines a domicilio.

Carpe diem

 

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