DIETRO AI NUMERI UN'ALTRA REALTA'

Scritto il alle 12:35 da icebergfinanza


  

 

Come ho evidenziato negli ultimi mesi all'interno di questa immensa deflazione da debito qualunque incendio inflattivo che questa ripresa economica drogata avesse generato sarebbe stato prontamente spento dalla dinamica complessiva di questo generalizzato rientro da una serie di eccessi che non ha uguali nella storia dell'economia e della finanza ma soprattutto in ambito sovrano.

Fa sorridere la notizia che la Federal Reserve  voglia rendere esplicito un target di inflazione oggi che siamo immersi nella deflazione da debiti, immersi in una recessione di bilancio che sta coinvolgendo molti Stati europei ed americani intenti a tagliare la spesa pubblica e i loro cittadini i consumi.
Sino a quando non si comprenderà che l'inflazione è oggi più un problema dei paesi emergenti che di quelli occidentali, sino a quando non si comprenderà che il subdolo ricatto dell'inflazione quotidiana è con noi dalla notte dei tempi sarà difficile comprendere i meccanismi di questa crisi.

Al di la delle apparenze, la dinamica inflattiva dietro i numeri sta nuovamente rallentando e non poteva che essere così!

I dati macroeconomici di ieri ci dicono che la produzione sta rallentando e che la capacità di utilizzo degli impianti non migliora e non basta quanto è accaduto al Giappone per giustificare ciò che sta dietro alle apparenze e ai numeri. Anche l'indice del distretto manifatturiero di New York per quanto marginale per l'economia americana evidenzia un sensibile peggioramento delle aspettative per i prossimi mesi, come pure l'indice della NFIB che testimonia il grado di fiducia delle piccole e medie imprese americane che contano per oltre i due terzi dell'economia americana.


Continuare a credere che la recente frenata dell'economia mondiale sia solo opera della catastrofe giapponese o della primavera africana o della corsa alle materie prime che hanno incendiando i prezzi energetici significa non capire quanto in realtà sta accadendo all'intero di una nuova dinamica strutturale decisamente evidente, che la storia ci suggerisce.

Il mercato immobiliare come abbiamo visto più volte continuerà a soffrire sino al prossimo anno almeno e da sempre costituisce un elemento fondamentale per qualsiasi ripresa economica sostenibile.

In mezzo all'esaltazione inflattiva che pervade il sistema finanziario e l'informazione in genere anche nel mondo dei blogger non è facile far comprendere l'effetto deflattivo che il taglio della spesa degli Stati avrà nei prossimi mesi sia sulla ripresa che sull'occupazione.

C'è ancora un tale eccesso produttivo in alcuni settori dell'economia mondiale che unito al rientro dal debito delle famiglie contribuirà a tenere l'economia ad un passo da una nuova recessione che potrebbe essere causata nuovamente dalla finanza.

Ma non resta che attendere continuando ad analizzare la realtà. Al tempo il compito di dimostrare che abbiamo bisogno di costruire un nuovo sistema economico.
 

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2 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 giugno 2011 at 13:11

Perdonate … è vero che probabilmente siamo di fronte ad un momento grave della nostra storia contemporanea …. ma non resisto.

Se dovessi riassumere il messaggio mediatico di questi ultimi giorni, direi chiunque pensi e dica una qualsiasi "cagata" sulla situazione della Grecia viene pubblicato come fosse un grande economista o come se questa cosa avesse una reale rilevanza …. è il solito sistema … se ragioni sulle fonti e le notizie allora dai una informazione seria e costruttiva, altrimenti la volontà è chiara, mescolare notizie di peso a notizie false o inutili, in una continua spinta di informazioni per creare la massima confusione e fare passare messaggi sempre più devastanti su una situazione che non può essere oggettivamente diversa da quanto lo era un giorno, una settimana o un mese fa …..

Quì in italia la si potrebbe definire la tecnica della "spallata", non ricordate quando "finì" la prima repubblica …. quanta propaganda e demagogia, fiumi di parole e di retorica sgorgati improvvisamente da "penne" incredibilmente miopi fino al giorno prima, abituate a ben altri toni e tematiche. Fiumi che poi rapidamente si sono esauriti quando la spallata ha avuto l'effetto voluto e la necessità è terminata, così che i novelli giornalisti sono tornati ad occuparsi duramente e profondamente ed unicamente di moda, veline, vip e cazzate simili. Oddio, in quel caso non è che sia stato fatto poi un torto al nostro paese, ma il cambiamento poi ….

Ed oggi, fior di giornalisti, opinionisti, case di rating internazionali, agenzie giornalistiche fanno a gara per diffondere un leggerissimo velo di panico sulle finanze di uno stato Europero … e nessuna autorità dice nulla …

La cosa più avvilente è la capacità di legare qualsiasi avvenimento negativo alla situazione del debito della Grecia …. grande giornalismo …chissà quando toccherà a noi … che tristezza

Francia R

utente anonimo
Scritto il 16 giugno 2011 at 18:52

"I dati macroeconomici di ieri ci dicono che la produzione sta rallentando e che la capacità di utilizzo degli impianti non migliora e non BASTA quanto è accaduto al Giappone" ….
Gia' non basta……. e se la situazione economica generale peggiorasse notevolmente… non è che a qualche think tank potrebbe venire in mente di suggerire la pressione di qualche bottone, non buy ma FIRE, GIUSTO PER DISTRUGGER UN BEL Pò ED AVERE COSì UN BEL BUSINESS PER RICOSTRUIRE???Questo è l'agghiacciante pensiero che è affiorato leggendo la frase di Andrea!!( continuano a passarmi sulla testa cacciabombardieri in partenza da decimomannu…)
alessandro from sardinia island….

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