ISTERIE INFLATTIVE E IL DECLINO DEL DOLLARO!

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

 

Come riporta RocheCullen la tendenza stagionale nei prezzi del petrolio è fondamentale per comprendere la dinamica di quanto sta accadendo e dopo un aumento del 16 % i prezzi stanno dirigendosi verso nord e cosi continuerà sino all'estate.

E' importante ricordare che il picco del 2008 arrivò nel mese di agosto, poi i prezzi collassarono portandosi dietro la grande recessione amplificata dal fallimento Lehman Brothers. Il problema è che sino ad oggi i prezzi si sono impennati nella stagione meno favorevole e mancano ancora alcuni mesi prima di arrivare ai picchi estivi e la soglia dei quattro dollari al gallone è stata spesso superata in alcuni Stati americani.

 

Roche configura quindi uno scenario nel quale l'inflazione continua a salire alimentata dai prezzi energetici ed alimentari ma attenuata allo stesso tempo dalla frenata dei consumi, della ripresa e dal continuo deleveraging, rientro dal debito dei consumatori americani sfiduciati dal prezzo dell'energia.

Detto questo e guardando all'orizzonte solo in chiave di investimento e non di vita reale, di battaglie quotidiane per la sopravvivenza e la perdita di potere di acquisto che da sempre circonda la classe media mondiale,  la realtà continua a presentarci una sorta di isteria inflattiva.

Il sempre puntuale BarryRitholtz riportando le minute della Fed del giugno 2008, ci dice che in quell'occasione fu menzionata la parola inflazione ben 110 volte contro la totale ed assoluta mancanza delle parole disinflazione e deflazione con un riferimento ad un possibile aumento dei tassi per i rischi al rialzo dell'inflazione e per le aspettative.

Stessa cosa accade nell'aprile del 1982 quando la CNBC riporto che le aspettative di inflazione del mercato erano salite al 5,2 % rispetto al 4,8 % di febbraio. Lo scorso mercoledi, Bernanke ha utilizzato in un suo recente discorso la parola inflazione per ben 82 volte dimenticando di parlare di occupazione e disoccupazione, lavoro e dimenticando quindi che senza occupazione, senza un aumento dei salari è difficile se non impossibile assistere a chissà quale esplosione dell'inflazione e dei tassi reali. 

Come abbiamo già detto i prezzi del petrolio e la debolezza del dollaro sono una seria ipoteca sull'economia americana ma diamo un'occhiata a questa teoria alternativa di MarkDow su Reuters che spiega il perchè oggi il dollaro è cosi debole oltre le solite visioni.

Primo oggi il dollaro è essenzialmente dove era prima della crisi, la recente debolezza non è altro secondo Dow che l'epilogo di un rilassamento generale dalle paure della Grande Crisi, dove il dollaro si era apprezzato per la sua funzione di moneta rifugio. Il vero declino del dollaro è stato tra gli anni 2002 e 2008 quando non esisteva alcun allegerimento quantitativo da parte della Fed, quantitative easing.

Vi sono due “tectonic forces” forze tettoniche che guidano il ribasso del dollaro. Una è che 50 di creazione di valore dalla seconda guerra mondiale sono stati guidati dagli Stati Uniti, una creazione di valore che si è riversata nel dollaro mentre negli ultimi anni questa tendenza è cambiata anche con l'avvento dell'euro e delle economie emergenti ed è destinata a continuare.

Una tendenza destinata a continuare oggi che il dollaro costituisce il 63 % delle riserve mondiali a fronte di una produzione americana che arriva solo al 20 % il che secondo l'autore dovrebbe trascinare il dollaro almeno sino al 40 % delle riserve globali.

L'autore richiama la notevole differenza tra i redditi dei vari paesi mondiali, una differenza che potrebbe ridursi o facendo salire i salari dei paesi emergenti e scendere quelli americani oppure assistendo alla svalutazione o al deprezzamento del dollaro che contribuisce a tagliare i salari reali come sta accadendo oggi. Nulla di tutto ciò può essere controllato dalla banca centrale americana o dal tesoro americano e non servono a nulla i mille appelli ad un dollaro forte che è nell'interesse nazionale.

Una chiara implicazione che dimostra come la tendenza futura del dollaro sarà al ribasso anche s,e come ho spesso ricordato, ogni futura crisi o recessione scatenerà una corsa al bene rifugio per eccellenza, all'unica moneta con la quale si regolano le transazioni sui derivati, sui credit default swaps.

Nessuna tendenza dura all'infinito ed oggi siamo di fronte ad una svolta epocale, una svolta che avrà bisogno di qualche anno ancora. Anche la parabola iperbolica dell'argento come più volte sottolienato nei commenti nei giorni scorsi ha trovato la sua naturale conclusione, anche se gli eccessi non scompaiono in un solo istante e possono continuare per mesi e anni.

Una tendenza che inevitabilmente produrrà qualche danno all'economia americana aggiungendo benzina nel fuoco esplosivo delle materie prime, alimentando questa volta si il pericolo di una seria inflazione ma non prima, come più volte sottolineato di alcuni anni, anni necessari a spegnere l'incendio di questa depressione economica, deflazione da debiti, depressione immobiliare.

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9 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 maggio 2011 at 11:40

Montecristo:

Stavo   pensando   ad  un  termine  che   dovrebbero   usare   gli   storici   per   sintetizzare  il   periodo  in   cui   ci  troviamo,beh  pensandoci   bene   non   sarbbe  male   il  termine   "illusionismo"   .
Infatti   anche   leggendo   i  vari  post   del   nostro   capitano   si  puo  ben   capire  che   questa   crescita   è  una  vera  illusione.
Quando  ci  accorgeremo  che   la  realtà   è   diversa   da  come   ce  la    vogliono   far   credere  saranno   dolori   per   tutti,ormai   siamo  assuefatti  nono   reagiamo  più  a  niente  abbiamo  assunto  tutti  un   atteggiamento  sarcastico  verso  il  mondo  e   come   diceva  una  grande   filosofo:  la  libertà  inizia   con  l'ironia   e  finisce   con  il  sarcasmo.

utente anonimo
Scritto il 4 maggio 2011 at 12:08

Approvo Montecristo

illusionismo

definizione quanto mai azzeccata.
Uno sola domanda:  le illusioni finiscono in un ….

utente anonimo
Scritto il 4 maggio 2011 at 12:10

Ciao Andrea. non ho ben capito sotto perchè giudici logico un ritracciamento così cospicuo dell'argento e non metti in preventivo lo stesso per l'oro… Anzi consideri ancora ci sia margine per ulteriori apprezzamenti a quanto capisco. Daccordo che la vocazione bene rifugio c l'ha indubbiamente di più l'oro, ma mi pare che la coponente di crescita delle quotazioni degli ultimi 2 anni legate al concetto di rifugio non giustifichino minimamente i corsi che abbiamo visto. Più che i "rifugiati" hanno spinto le quotazioni le transazioni degli speculatori, a mio modestissimo avviso. tu cosa ne pensi?
guido

utente anonimo
Scritto il 4 maggio 2011 at 15:16

EPILOGO. tratto da un libro dedicato a tutti quelli che ancora si fidano della loro banca. CRESO. ….
si legge ovunque che questa crisi ha avuto effetti positivi. che ha messo fine agli eccessi, ai compensi faraonici, ai premi nonostante gli insuccessi. che il capitalismo verrà rifondato su nuove basi. che presidenti e amministratori delegati diventeranno responsabili (era ora!),che i trader si calmeranno (questa poi!) e che l'era delle speculazioni folli ce la siamo lasciata alle spalle. ma cos'è successo, realmente, in questi otto mesi? i banchieri-e in generale i dirigenti delle banche- sono finalmente responsabili dei fondi a garanzia, come avveniva in passato nelle grandi istituzioni finanziarie? NO. i paradisi fiscali sono sempre vivi e operanti? accolgono ancora la tesoreria della maggior parte delle multinazionali in attività e i patrimoni delle persone più ricche del mondo? anche se hanno dovuto fare qualche concessione, la risposta è comunque SI'. sono stati abbandonati quei miracolosi nascondigli rappresentati dalle poste fuori bilancio? quelle caverne contabili, inaccessibili ai comuni mortali- che si tratti di risparmiatori, giornalisti o analisti finanziari-esistono ancora? SI. e i banchieri hanno avuto almeno la decenza di restituire i soldi? i bonus stratosferici, i paracadute in oro massiccio? NO, NO e ancora NO. e la trasparenza sui conti è per caso un pò aumentata? sono state adottate nuove regole più cogenti sulla comunicazione finanziaria? assolutamente NO. che hanno fatto i ministri delle finanze e i capi di stato che si riuniscono sempre più spesso-anche di recente, a Londra- per mascherare la loro impotenza? NIENTE. o quasi. bisogna guardare in faccia la realtà: si, questa genia di bancheri, di cui anch'io faccio parte, è corrotta.Si, tutti loro si sono rimpinzati per vent'anni, e si', certo, pensano che la festa stia già per ricominciare. nessuno vuole rinunciare alla favola dell'autoregolamentazione dei mercati. Non c'è niente da fare, per loro l'opacità rappresenta al tempo stesso un riflesso condizionato e un modo di vita. La situazione resta estremamente grave, la fiducia è scomparsa dai mercati. le regole della finanza andrebbero riscritte. ma loro non vogliono sentirne parlare. quindi la crisi andrà avanti. non otto mesi, come ha detto qualche tycoon all'inizio, ma semmai un anno, forse anche due. come minimo. E poi verrò il giorno in cui le borse saranno scese talmente che le probabilità di guadagnare nuovamente aumenterà fiano a diventare irresistibile. le azioni risaliranno, l'economia si riprenderà e i guai saranno finiti. l'unica domanda è: QUANDO? certo nel frattempo è apparsa qualche nube. Andorra forse non è più il rifugio ideale. pazienza, trasferirò il mio bottino da un'altra parte, più lontano. a singapore, o magari in cina, chi può dirlo? nell'attesa mi godo la mia nuova vita. nessuno saprà che sono io che ho scritto questo libro: ho cambiato certi dettagli e ne ho taciuto altri che avrebbero permesso di identificarmi. sono le sette di sera. le due di notte, da voi. devo proprio salutarvi, perchè ho un appuntamento. scommetto che porterà un negligè in sta nera. bella la vita, eh?
parola di banchiere. e voi  che ancora credete alle banche, e siete li' tutti avidi che volete, sbavate per avere un piccolo interesse. intanto questi ve la mettono nel di dietro dalla mattina alla sera.  non pensate di fare qualcosa???
DORF

Scritto il 4 maggio 2011 at 16:49

Anche l’oro non correrà all’infinito ma comunque sia la dinamica e’ completamente diversa per quanto riguarda l’argento e’ affascinante osservare come alcuni credono alle favole infinitema non e’ finita qui. Inoltre i dati odierni ci consegnano un’economia in forma smagliante!

utente anonimo
Scritto il 4 maggio 2011 at 20:51

Francamente ci andrei piano con le considerazioni su situazioni come quelle dell'argento e consiglierei di dare spazio ad informazioni più approfondite.
Che un ritracciamento fosse dovuto dopo una corsa di tre mesi da 25 a 50 $/ounce è fisiologico e dovrebbe portare il silver a 35 $/ounce.
Ma come si fa a parlare di queste cose senza aver presente quale sia il livello degli inventari al COMEX ed al CME.
C'è una dura battaglia in corso e vedremo tra un mese e mezzo il livello delle quotazioni
Se qualcuno non vuole semplici parole in libertà puà leggere qui:

http://www.zerohedge.com/article/commodities-take-out-support-deflation-economic-slowdown-fears-surge

ad anche qui

http://www.marketoracle.co.uk/Article27898.html

oppure qui:

http://www.rischiocalcolato.it/2011/05/silver-war-la-letterina-che-hanno-trovato-nella-loro-mail-i-clienti-di-interactive-broker-il-secondo-piu-grande-broker-su-derivati-al-mondo.html

Un'ultima considerazione, giusto per gradire: ma secondo voi, se una merce è destinata a perdere di valore, è possibile che scompaia dalla vendita e che non sia possibile trovarla se non pagando prezzi superiori a quelli delle quotazioni ufficiali?

Bene: guardatevi qui:

http://www.apmex.com/Category/160/Silver_Eagles___Uncirculated_2011__Prior.aspx

è il sito della APMEX, la disponibilità di questi articoli è ZERO, come mai?

Buona notte
Daniele

Scritto il 4 maggio 2011 at 21:09

Daniele ho scritto che non e’ finita qui… Si riprenderà ma non durerà molto tra qualche mese ci sara’ altro a cui pensare smobilizzando tuuto quello che e’ possibile! Andrea

utente anonimo
Scritto il 5 maggio 2011 at 04:27

Ah, Andrea, perfettamente d'accordo.
Ora giù, poi su e più forte di prima.
Quando poi tutto verrà giù (perchè è una questione di QUANDO e non di SE) verrà giù tranquillamente anche il silver.
Però, a mio modo di vedere, soltanto in una prima fase.
Poi resisterà meglio di altri beni perchè, non dimentichiamoci che è pur sempre "poor's man gold"

Buona giornata
Daniele

utente anonimo
Scritto il 5 maggio 2011 at 20:37

cosa è una parabola iperbolica?

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