DRAGHI DI CARTA!

Scritto il alle 01:40 da icebergfinanza

 

Ormai chiunque abbia solcato gli oceani finanziari ed economici in compagnia di Icebergfinanza in questi mesi, sa che la nostra stella polare è la storia, una storia che non si ripete secondo alcuni, ma che spesso si diverte a fare rima.

Mark Twain amava ricordare che la gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione. Io ribadisco che le mie analisi e le mie sensazioni propendono sempre più per un recupero esclusivamente statistico dell’economia, un’economia che guarda sempre più ai paesi asitici ed in particolare alla Cina.

" China today is where Japan was in the late ’80s, except with the greater political instability that comes with a semi-controlled economy and the lack of a social safety net (read: jobless, hungry people don’t write angry letters, they riot)…Today China projects to the world a similar image as Japan did in the 1980s… (seekingalpha)

Certo, perchè no, oggi la Cina assomiglia al Giappone della fine anni ’80, eccetto una grande istabilità politica che proviene da un semi controllato sistema economico e dalla mancanza di una rete di protezione sociale. Oggi agli occhi del mondo, la Cina appare un po come l’immagine del Giappone degli anni ’80. Ultimamente la Cina ci ha impressionato con la sua crescita, ma la sua struttura economica, non è superiore a quella occidentale, i cinesi possono "manovrare" i numeri del PIL e controllare la loro economia in modo più efficace attraverso il prestito forzato e la spesa.

Nei primi 6 mesi del 2009 le banche hanno erogato finanziamenti per oltre 1000 miliardi di dollari Usa. Pare che buona parte della somma sia stata usata per pure operazioni speculative. Ora Pechino sembra voler porre un limite al fenomeno. I possibili contraccolpi. 

Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – La Cina vuole diminuire l’erogazione di finanziamenti che le banche hanno concesso con larghezza negli ultimi mesi. Esperti osservano che la gran mole di prestiti rischia di aver creato una bolla speculativa e discutono le possibili conseguenze sull’economia.

Stime ufficiali indicano che le banche hanno concesso finanziamenti eccedenti i 1000 miliardi di dollari nei primi 6 mesi del 2009. Questo flusso continuo di liquidità ha certo aiutato l’economia in crisi, ma è sempre più pressante la domanda su quale parte di questi finanziamenti rischi di non essere recuperabile e quali possano essere le conseguenze per le banche.

Secondo fonti dell’agenzia Bloomberg, il 19 agosto la China Banking Regulatory Commission ha informato le banche che sono all’esame nuove regole, che richiederanno loro di dedurre tutti i pacchetti di debiti subordinati e ibridi ceduti da altri enti finanziatori a partire dal loro patrimonio supplementare. Queste regole vogliono consentire di verificare se le banche rispettano il prescritto rapporto tra capitale effettivo e prestiti erogati. Come risultato, esperti ritengono che parecchi istituti di credito dovranno diminuire il flusso dei prestiti. Le banche hanno tempo solo fino al 25 agosto per le loro deduzioni.

Le banche cinesi nel 2009 hanno già operato cessioni di crediti, garantiti da terzi, per 236,7 miliardi di yuan (circa 23,6 miliardi di euro), 3 volte di più che nell’intero 2008. Le autorità di controllo stimano che una buona metà di questi titoli siano crediti incrociati, garantiti dalle stesse banche che li scambiano tra loro e che così creano una parvenza di ricchezza in realtà esistente solo sulla carta. Pare che Pechino voglia limitare l’utilizzo di questo espediente adoperato dalle banche per aumentare in modo artificioso la loro ricchezza e, quindi, l’entità dei finanziamenti erogabili. Come conseguenza, si prevede che molte banche cinesi dovranno reperire nuovo capitale o, con più probabilità, ridurre l’utilizzo di questi crediti incrociati, magari operando compensazioni reciproche.

Secondo Wei Jianing, vicedirettore del Centro Ricerca e sviluppo del Consiglio di Stato, citato dal China Business News, già nei primi 5 mesi del 2009 circa 1160 miliardi di yuan dei finanziamenti così erogati sono stati impiegati nell’acquisto di azioni. Ovvero in un puro fenomeno speculativo, del tutto avulso dalle ragioni del finanziamento e peraltro comportante un alto rischio, collegato alla volatilità del mercato azionario.

Questo flusso di liquidità ha fatto crescere il valore della borsa di Shanghai di circa il doppio dal gennaio al 4 agosto 2009, dopo che nel 2008 era diminuita del 65%. Ma dal 4 al 19 agosto Shanghai ha perso il 19,8%, prima di recuperare oltre il 5% tra ieri e oggi (+1,7% oggi).

Esperti osservano che si è così creata una vera bolla speculativa, molto vulnerabile perché in parte fondata su investimenti volatili e poco prevedibili come il mercato azionario. Essi si interrogano riguardo all’effettività dell’affermata ripresa dell’economia cinese (+7,9% nel secondo trimestre 2009, secondi i dati ufficiali). Alcuni osservano che le esportazioni cinesi hanno avuto una ripresa parziale verso gli altri Paesi asiatici, ma rimangono a bassi livelli verso Stati Uniti ed Europa, e che i consumi interni non mostrano grandi incrementi, mentre il recente aumento dei prezzi di petrolio e metalli non può che avere effetti negativi sulla produzione. Da ciò si ipotizza che tale ripresa sia in buona parte esito della massiccia liquidità immessa nel mercato, che, tuttavia, deve sfociare in una reale maggiore produzione, per essere proficua. Viene pure rilevato che gli investimenti fissi esteri hanno avuto, invece, una progressiva contrazione durante l’intero 2009. ( ASIANEWS )

Tuttavia questi vantaggi di breve termine, richiederanno un prezzo a lungo termine.

Ora non vorrei anticipare la parte del mio libro dedicata all’ormai leggendario decennio perduto, ma tra le righe riconoscerete senza ombra di dubbio la "sinistra similitudine" tra la grande bolla cinese e quella giapponese.

Inutile che vi ricordi il significato della parola "jusen" sorella gemella della parola "subprime", ma ogni giorno che passa guardo alla Cina e mi interrogo su quella che sarà la terza parola magica della grande bolla immobiliare cinese.

Negli ultimi giorni, violenti sciami sismici riportano alla realtà la grande speculazione giapponese, stendendo ombre inquitanti anche su mercati occidentali.

“ Nella primavera del 1984 le autorità giapponesi consentirono alle banche straniere di operare sulle obbligazioni pubbliche giapponesi e di entrare nel settore del credito bancario. Contemporaneamente furono rimossi i controlli sugli scambi azionari stranieri. (…) Queste riforme ebbero l’effetto di riempire rapidamente i mercati di capitali giapponesi con i detriti della rivoluzione finanziaria. Anche i derivati finanziari arrivarono a Tokyo con l’apertura del mercato dei future sulle obbligazioni giapponesi e le azioni. “ ( Edward Chancellor ) 

Fu cosi che, all’improvviso, il Giappone conobbe l’onda speculativa che ogni innovazione porta con se, zaitech, questo era il nome della nuova ingegneria finanziaria.  

Parallelamente all’ingegneria finanziaria, non poteva non svilupparsi anche una sorta di gigantesca bolla dei terreni e nell’immobiliare…..

 

Ebbene mi fermo qui perchè da qualche giorno continuano a fischiarmi le orecchie, si è la brezza della Storia che ritorna implacabile, anche se la Cina oggi è un pò come la terra della nebbia eterna, chi sa quale è in realtà, la situazione reale del paese.

Certo è quella che ci raccontano le statistiche, quelle che gli astemi utilizzano per illuminazione, lucciole per lanterne, ma come dice il nostro amico Gianluca Bocchi…..

….in parole semplici non credo che si possa analizzare questa crisi usando gli stessi parametri del recente passato, nè utilizzando quali fonti informative e formative la televisione o le dichiarazioni dei politici. Dobbiamo provare a spremere i nostri cervelli.

Gianluca ha perfettamente ragione, dobbiamo far lavorare la nostra consapevolezza, al di la dell’acquario che ci tiene prigionieri, per esplorare nuovi orizzonti, per cercare di comprendere la realtà anche se è diversa da quella che è la nostra effettiva percezione.

Provate a dare un’occhiata alla creatività contabile cinese espressa in Chinas-artificial-growth-is-creating-an-energy-and-industrial-stock-bubble-2009.

Gianluca inoltre ci ha segnalato questo post apparso alcuni giorni fa su REPUBBLICA, La Cina scopre la disoccupazione venti milioni tornano nelle campagne, un’analisi dal corrispondente a Pechino, Giampaolo Visetti, uno che si è sempre " scottato " le mani per scendere negli inferni globali, un uomo che ….

…… possiede un registro unico, fedele alla sua visione del mondo in cui le persone violate, gli sconfitti e gli emarginati sono i soli che «possono avvicinarci alla verità»: dal bambino allevato dai cani nella sconfinata periferia moscovita, ai morti e ai sopravvissuti all’assalto alla scuola di Beslan, dalla famiglia che ha deciso di tornare a vivere a Chernobyl, alla cuoca sudafricana vittima del «nuovo apartheid», fino al popolo inuit che si sta lasciando morire tra i ghiacci. Storie di questo nostro mondo, storie di persone che non hanno mai ricevuto una carezza.

 
PECHINO – Il primo a vedere la fessura nella diga occupazionale cinese è stato Jin Jiangbo. Ha 36 anni. Non è un economista. Fa il fotografo. Un anno fa, quando ancora Pechino macinava record produttivi, è sceso lungo il delta del fiume delle Perle. Nel Guadong, epicentro mondiale delle esportazioni, ha ripreso fabbriche chiuse, dormitori vuoti, capannoni abbandonati. Un deserto sconosciuto, che lui stesso non capiva. Le sue immagini, all’inizio, sono state censurate. Un anno dopo, ora che la crisi dell’Occidente è maturata anche ad Oriente, quegli scatti profetici sono diventati il simbolo della Cina. Il Paese che produce tutto, a sessant’anni dalla rivoluzione comunista, è minato dalla prima, grande crisi del suo capitalismo.

Un esercito di nuovi disoccupati, in fuga dalle città costiere dove stanno chiudendo fino a sette aziende su dieci, torna nei villaggi contadini lasciati negli ultimi vent’anni. Per la terza economia del mondo, che ha appena annunciato il prossimo sorpasso sul Giappone, è uno choc. Oltre venti milioni di ex contadini, emigrati e trasformati in operai, rientrano in famiglia. Il controesodo dei nuovi disoccupati, vittime del più impressionante boom industriale della storia, cambia anche il profilo del paesaggio.

Si spopolano, e cadono in rovina, avveniristiche e sconfinate periferie urbane, appena costruite. Le campagne antiche dell’interno, rimaste prive di servizi, popolate di vecchi, scoppiano e si gonfiano di baracche. I dati ufficiali fissano la disoccupazione al 4,1%. Gli esperti spostano però il livello reale poco sotto il 20. Dietro il cortocircuito cinese, la recessione in America ed Europa. Le esportazioni, a luglio, sono calate del 22,9%. Le importazioni segnano un meno 14,9%. Migliaia di aziende dipendono dall’export fino all’80%. Su 6 milioni di nuovi laureati, 3 milioni sono senza lavoro.

I 586 miliardi stanziati dal governo sostengono credito e investimenti. Non bastano però per arrestare i licenziamenti. Nelle fabbriche, in questi giorni, si attendevano gli ordini per i regali di Natale di tutto il mondo. L’ultima spiaggia del 2009: giocattoli, hi-tech, moda. Invece niente. Il consumatore globale aspetta e l’ex coltivatore di riso cinese, che nel frattempo ha ceduto la sua terra, perde il posto. Gli specialisti di flussi migratori si dicono certi: nel sudest asiatico, ma anche in Europa e Africa, con l’autunno la Cina non spedirà merce, ma nuovamente braccia.

Nessuno, tra Shanghai e Shenzhen, era preparato a contrastare i tagli delle imprese, privatizzate per il 95% in trent’anni. Le conseguenze sono drammatiche. Milioni di persone, che hanno perso tutto, coprono due o tremila chilometri per rientrare, da sconfitti, in irriconoscibili luoghi d’origine. Nelle fabbriche la tensione sale. Senza straordinari, la paga crolla da 250 a 40 euro al mese. Gli operai non riescono più a spedire soldi a casa, o a pagare gli studi ai figli. Gli anziani, privi di pensione e assistenza medica, perdono la sola fonte per la sussistenza.

Entro il 2030, secondo le proiezioni, 320 milioni di ultra sessantacinquenni faranno saltare il nascente welfare made in China. Chiamata dagli Usa a "salvare il mondo", questa nuova Cina dominante inizia così a temere di non riuscire a salvare nemmeno se stessa. Centinaia di sommosse, sfociate in conflitti e omicidi, hanno sconvolto nelle ultime settimane la vita delle aziende. I manager, che fino all’ultimo tacciono fallimenti o fusioni, scelgono la notte per scappare.

Per conservare il posto, o per ottenerne uno, i lavoratori sono costretti a pagare i dirigenti che restano. Le assunzioni, ha rivelato ieri il governativo China Daily preannunciando arresti, finiscono anche all’asta per 10 mila yuan. In alcuni casi le imprese chiedono "anticipi retributivi" ai dipendenti, con la promessa di restituirli entro quattro anni. Nelle università, comprese quelle di Pechino, migliaia di laureandi fingono di essere stati assunti per poter discutere la tesi e non essere retrocessi in atenei di provincia. L’ordine del governo è perentorio: le previsioni occupazionali, assai ottimistiche, devono avverarsi.

Tra allievi e professori, da gennaio, si registra un boom di suicidi. Liu Wei, laureanda in informatica nello Hebei, ha lasciato un diario. La sua testimonianza, diffusa in internet, è diventata lo specchio del dramma nascosto dalle autorità. "Mi vergogno – si legge – perché i miei hanno fatto grandi sacrifici per non ridurmi a seguire la loro fine. Ora non possono più pagare la mia retta e io non troverò un lavoro per mantenerli". Si è uccisa per 70 euro al mese.

Milioni di falsi contratti sarebbero stati scritti con la complicità dei dirigenti comunisti di numerose province. Secondo il partito centrale, la crescita cinese resta all’8%, la produzione industriale di luglio segna un più 11% e l’occupazione nel primo semestre 2009 avrebbe segnato un più 0,13%. Nessuno si fida più di nessuno. La popolazione assiste infatti alla rotta di quella che stava diventando la classe media e al ritorno nel Medioevo agricolo della metropolitanizzata "generazione Ikea".

"Non sorprende – dice il Tao Li, docente alla School of Business di Shenzhen – che i dati ufficiali sulla disoccupazione siano ampiamente sottovalutati. Chi perde il lavoro si registra solo per ottenere sussidi pubblici. Ma questi sono limitati, o soggetti a corruzione e clientele politiche. I disoccupati-fantasma sono l’effetto della nuova sfiducia interna cinese". L’incertezza taciuta, del resto, è chiara. Milioni di cause per insolvenza assediano i tribunali. Le banche faticano a recuperare i crediti per immobili e arredi a basso costo. I venti milioni di "nuovi disoccupati cinesi made in Usa" si sommano ai 140 milioni di migranti che lavorano spostandosi di provincia in provincia. Il consumo di energia industriale, in sei mesi, è diminuito del 48%.

Anche nella capitale la spesa alimentare, da gennaio, è stata tagliata del 32%. Lo stesso Global Times, voce indiretta del partito comunista, ha riferito ieri che la gente ha reagito "con ironia" alla notizia che i salari urbani sarebbero cresciuti del 13%, fino a 2142 dollari al mese. Alti funzionari pubblici, coperti dall’anonimato, riferiscono di un governo "in forte fibrillazione". Le ondate di disoccupati, per la prima volta, scuotono il potere. Da settimane seminano insoddisfazione e rabbia nella pancia della nazione.

Alla vigilia del sessantesimo anniversario dalla rivoluzione di Mao, il primo ottobre, Pechino teme che le sommosse davanti ai cancelli chiusi si saldino con le rivolte etniche finora represse nel sangue. I nuovi disoccupati dello Guangdong, fanno però più paura di uiguri e tibetani. Gli "incidenti di massa", in un anno, sono stati oltre 80 mila.

Da minoranza, gli ex operai possono infatti diventare maggioranza e incrinare il trionfante nazionalismo capitalista degli han. Con i colletti bianchi rispediti nei campi, gli intellettuali appesi a "rimborsi spese" a termine, i braccianti affamati dal crollo dei prezzi e i separatisti sempre più infiltrati dall’integralismo religioso, possono formare un blocco sociale difficile da contrastare. "E’ il lavoro – dice Shi Xiao, direttore dell’Osservatorio sociale di Shanghai – il vero nervo scoperto di questo potere. Ha puntato tutto sul denaro, facendo dimenticare al Paese i suoi diritti. Se fallisce sull’occupazione, il partito potrebbe presto sentirsi rivolgere domande sulla democrazia".

Preoccupato da ogni forma di contestazione, il generale Meng Guoping ha annunciato un piano per "gestire in modo più efficace sommosse, emergenze e scontri etnici". E’ il primo, a 82 anni dalla fondazione dell’Armata popolare di liberazione. "Viene presentato come lotta al terrorismo – dice l’economista Eric Fishwick – ma la cerchia del presidente Hu Jintao pensa a come gestire i milioni di cinesi che stanno perdendo tutto".

Pechino sa che "il futuro è incerto" e che l’economia finanziaria è sfuggita anche dalle sue mani. Per ordine dell’Ufficio nazionale delle statistiche, garante estremo della crescita cinese, si rifugia così nella tradizione poetica. "Sono fiero di essere un mattone nell’edificio occupazionale della repubblica", ha scritto ieri Guo Zhenglan, licenziato di Changping, aderendo alla "campagna di Stato per il lavoro". L’ha superato Yan Qiao, che fino a giugno costruiva sfere con la neve finta per il mercato europeo.

 
"Grazie alla statistica – ha dichiarato – posso riordinare le mie stelle nel cielo della fabbrica".

Certo grazie alla statistica, milioni di esseri umani stanno raccogliendo migliaia di stelle, nelle stalle della loro realtà, nel cielo della loro sofferenza, grazie alla statistica e a magici numeri del PIL avremo la nuova crescita infinita, che tanto amiamo ricordare tra le pagine dei giornali e nelle notizie del piccolo, grande schermo.

Si speculazione, il branco selvaggio del capitalismo odierno, quelli che stanno sempre sotto gli elicotteri delle banche centrali, quelli che fanno girare la loro economia, speculazione giapponese ieri, americana oggi e chissà cinese domani, un denominatore comune che la storia continua a sussurrare in una nemesi infinita.

Il 20 maggio Fitch si domandava in un report se non fosse strano questa accelerazione della speculazione legata al credito facile esponenziale, mentre i profitti delle imprese cinesi si stanno restringendo.

Ecco in anteprima un passo del mio libro…..

Sembra, che più della metà dei profitti delle maggiori imprese giapponesi, derivasse dalla speculazione, mentre i profitti delle attività produttive stavano calando; una sorta di economia cattiva che scaccia quella buona.
 
….di solito sostiene Fitch, la caduta dei profitti è associata ad una sorta di rarefazione del credito, ma in Cina evidentemente avviene il contrario.
 
No nessuna sorpresa, ciò avvenne anche in Giappone e alcune migliaia di mutuatari faranno fatica a ripagare i loro debiti.
 
La tabella qui sotto riporta la realtà cinese……non credo vi sia bisogno di riportare quella giapponese e americana, ormai le abbiamo viste mille volte insieme.

 

“Examining, first, the track of Chinese bank lending and, second, the trend in Chinese nonperforming loans, the seasoned reader will remember … Drexel Burnham Lambert.

Nella seconda metà degli anni ’80, il mercato americano dei junk bond, titoli spazzatura combinò un crescita esponenziale esplosiva con un tasso di default pressoche disattivato.

The secret, fully revealed during the subsequent bear market, was that the default rates were a direct product of the issuance rates.

Il segreto pienamente rivelato nel corso del successivo mercato orso è che i tassi di default sono la diretta conseguenza dei tassi di emissione.

Come ricorda Katsenelson, sin dal 2005 la Cina ha generato il 73 % della crescita mondiale del petrolio e il 77 % della crescita di consumo del carbone, il propulsore principe della crescita mondiale, basato in via quasi esclusiva sul debito e quindi insostenibile, nessuno a visto all’orizzonte l’uragano della Lost Decade, nessuno ha scorto l’uragano della Grande Recessione americana, chissà se qualcuno riuscirà ad intravvedere quello cinese, forse il più colossale di tutti.

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

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Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ………. 

 

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52 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 02:40

Devo dire che questa volta il tuo pessimismo caro Andrea supera abbondandemente il mio.
Ma hai perfettamente ragione il “mondo” Cina è davverro poco conosciuto in occidente, tutti sono rimasti abbagliati dallo scintillare dai grattacieli, delle grandi città cinesi, ma abbiamo dimenticato il vero cuore del paese.
Un paese dove quasi il 56,4 % della popolazione vive nelle campagne e nella maggior parte delle case non c’è neanche l’elettricità, l’acqua corrente e considerata ancora un lusso!
In molte citta interne , di anche un milione di abitanti è ancora difficile trovare un albergo con bagno in camera!(almeno come lo intendiamo noi).
Le condizioni igieniche, in cui vive la stragrande maggioranza della popolazione, sono semplicemente tremende.

L’improvvisa urbanizzazione è stata così violenta che molte fabbriche hanno dovuto annettere dei dormitori, stile casermoni.
Le persone che vi lavorano si considerano fortunate.
Trovare alloggio in cina è molto difficile, anche nei famosi grattacieli vi è un livello di affollamento spaventoso.
Per un giovane operai cinese è semplicemente impensabile fittare perfino una sola stanza, di solito si fittano i posti letto, minimo tre letti a stanza ed è molto comune che si dorma a turni nello stesso letto!
L’immoddizia in alcuni centri viene semplicemente buttata per strada.
In alcune zone il reddito non raggiunge i 100 yuan (10 Euro), dove dilaga la miseria morale e materiale.
La cina è un paese dove una famigerata legge del controllo delle nascite del 1978 ha portato ad avere tra i giovani, una popolazione maschile del 15% superiore a quella femminile.
Trovare una compagna per molti giovani cinesi è una pura illusione.
La prostituzione in Cina conta più di 15 milioni di prostitute ed è una piaga sociale che il governo centrale non può e non vuole risolvere.
Dicono che in Cina ci sono più di 300 milioni di persone che navigano su internet, ma questa è una delle tante balle colossali, ci sono ampissime zone del paese in cui è impossibile qualunque connessione, anche in dial-up!
Se andate in Cina non dimenticate mai di portarvi un biglietto con l’indirizzo dell’Hotel, perchè non troverete nessun tassista Cinese parlare Inglese o anche mandarino
Il biglietto è l’unico modo per farvi riportare in Hotel!!
La lingua ufficiale della Cina è il mandarino, ma questo è parlato solo da una piccola minoranza della popolazione.
Esistono almeno nove “lingue “, dove solo la scrittura è comune a tutte le lingue, solo che essendo costituita da ideogrammi ogni lingua legge lo stesso ideogramma con una fonetica completamente diversa!!!
Alcune sono sono simili come l’Italiano e simile alla lingua Russa!!

In quanto ai titoli della borsa Cinese è certo che alcuni di questi sono destinati a una grande crescita, ma lasciate che vi dica che la maggior parte di tutto è pura immondizia, stile bolla della New-Economy.
Anche i titoli di società “credibili” inglobano dei multipli insostenibili.
La Cina la futura potenza mondiale?
Alla Cina manca tutto lo slancio ideologico-morale, forse fin anche, per riuscire a rimanere un paese unito!
Noi abbiamo visto la Cina che ci hanno fatto vedere il governo Cinese, insieme all’apparato produttivo occidentale, che ha li istallato le proprie attività produttive.
Tutto è come se non peggio della Russia prima della Perestrojka, cioè uno spettacolare e abbagliante bluff e nessuno ha la minima idea di come potrà finire.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 07:18

Personalmente mi sembra che il bluff sia una pratica dilagante anche in occidente di questi tempi. Io non ci sto capendo più niente. Si legge proprio in questi giorni ad esempio di aziende italiane con perdite di fatturato stellari (alcune aziende con cui lavoro lamentano addirittura cali del 50 %).
In poche parole riceviamo notizie apocalittiche da praticamente tutto il mondo produttivo, poi quando si guarda ai consumi dichiarano degli zero virgola.
Prima o poi la carrozza si trasformerà in zucca.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 07:28

Yes We can !
Yes We can !

AltaPata

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 09:11

é possibile sapere quando esce questo nebuloso libro ? Gianni Z.

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 09:12

Tutti piangono miseria (specialmente i ns. industriali, artigiani e commercianti).
Contano i numeri: disoccupati, fallimenti, produzione industriale e pil: sono i veri indicatori di recessione e depressione con CONSEGUENTE deflazione.

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 10:55

Ahhhh come sono forti gli industriali italici!

si vantano di aver aperto filili all estero e nello stesso tempo licenziano operai italiani e fanno insoluti per 3000 euro !

sono una vera potenza …

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 11:42

Tutto assomiglia sempre piu’ agli anni 30 e attenti all’ottimismo di maniera, occhio ad adeguarsi al “meglio perdere in compagnia che non guadagnare se sale”. Il 400 e’ sempre in agguato.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 13:01

Sembra ci sia il potenziale per implosioni a catena.

Se la CIna dovesse richiudersi in se stessa in seguito ai problemi interni, di sicuro il resto del mondo si troverà come un aereo di linea senza più motori.

Phitio

Scritto il 1 settembre 2009 at 13:31

La Cina non potrà mai subire conseguenze superiori agli Stati Uniti, e come se dicessimo che l’usuraio avrà più problemi della vittima…..la vittima siamo noi occidentali, la Russia è stata ferita dagli Stati Uniti con la svalutazione e l’attacco al rublo, ma la Cina non è caduta nella trappola americana. Andrea se parli di Cina….se inizi a camminare nel territorio cinese non puoi farlo se non parli del fallimento politico americano in Cina, la Cina è l’unica nazione al MONDO a non avere debiti….

Andrea ti ho capito bene?

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 13:39

Beh, adesso consiglierei di non avere tutta questa fretta sul ribasso.

La bolla ha tempo ancora 1 mese prima di scoppiare ….
o davvero pensate che si anticiperanno i tempi?

Il pensiero che abbiamo in tanti su questo blog (correggetemi se sbaglio) è che più ci si ostina a proseguire al rialzo e all’ottimismo ingiustificato più forte sarà la frenanta e la conseguente botta …
è per questo che molti di voi si augurano un ritracciamento immediato?

Ciao ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 14:06

A quanto pare la CIna non ha debiti. Ma ha anche una montagna di crediti, crediti che potrebbero diventare inesigibili.
Tra un debitore che non paga e un creditore che non rivede i soldi, non so chi sta messo meglio.
In effetti, la cina potrebbe appunto pensare di richiudersi in se stessa.

Se non lo farà, potrebbe benissimo invaderci con legioni di emigrati in cerca di lavoro. Che non c’e’.

La crisi è globale, non c’e’ più un posto dove andare per stare meglio.

Phitio

Scritto il 1 settembre 2009 at 15:44

Il pensiero che molti hanno in questo momento, e non so se sono su questo blog o no, è che se non arriva il tracollone con le posizioni short aperte ci lasciano le penne .

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 16:46

Molti parlano di Cina, pochi però con cognizione diretta.
Bisogna premettere che la Cina, piuttosto che uno stato o grande comunità più o meno identificabile, è un continente con all’interno realtà diversissime.
Leggendo molti dei commenti che appaiono sui giornali e sui blog si capisce subito che gran parte sono espressione o di conoscenza parziale della realtà, o di sentito dire, o di immaginazione occidentale. Cioè interpretazione e giudizio del mondo cinese con la mentalità/visione occidentale. Insomma, per giudicare correttamente la Cina, bisognerebbe farsi una lavatina del cervello, come si dice da noi, della durata di alcuni anni, almeno 3-4.
Comunque, anche chi l’ha fatta vivendo in Cina molti anni, alla fine parlando di fatti e accadimenti riguardanti questo immenso paese, molto sovrapopolato in alcune aree,non può che dare un giudizio parziale, ovvero legato alla realtà a cui si riferiscono. Parlare di Shanghai, piuttosto che di Pechino o Canton o altre grosse città, è tutt’altra cosa che parlare di centri minori o della campagna cinesi. Inoltre ogni provincia cinese è diversa dalle altre come grado di sviluppo economico, oltre che per le sue tradizioni e mentalità della gente.
Insomma è come se si pretendesse di descrivere l’Europa narrando di cosa succede in Calabria piuttosto che a Parigi o a Mauten o in Lituania.
Ciò premesso, ci sono alcune caratteristiche del popolo cinese nel suo complesso che hanno permesso alla Cina di avere finora uno sviluppo economico incredibile e inimmaginabile, se non lo si tocca con mano.
Alcune di queste sono:
– un fortissimo attaccamento al lavoro, con spiccata attitudine all’obbedienza e al rispetto del superiore
– una grande voglia di liberarsi dal proprio passato di miseria a qualunque costo
– una spiccata attitudine a condurre gli affari curando il proprio tornaconto
– un grandissimo orgoglio nazionale che li rende tutti convinti che, prima o poi ma fra non molto, la Cina sarà il NO 1 nel mondo in tutto.
Insomma l’occidente ha a che fare e competere con una nazione così.
Non sarebbe male che gli occidentali cercassero di capire meglio con chi hanno a che fare e cominciare a rapportarsi con la Cina con minore presunzione.

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 17:18

Difficile credere che oggi il dollaro possa crollare, travolgendo anche le altre valute.
Sicuramente la situazione in cui ci troviamo ora è molto pesante, ma non da “Crisi Argentina” o da “Crisi da Tigri Asiatiche”, anche se la malattia è la stessa, cioè eccesso di debito e di sovrapproduzione.

Tutti hanno capito che saranno prese misure eccezionali per salvare il sistema finanziario, ma non è detto che salvato le banche si riesca a salvare anche la produzione vera è propria.
La paura di molti è che sia finita un’epoca d’oro e che da ora in poi bisognerà ridisegnare un nuovo futuro, fatto di maggiore sobrietà.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 17:48

CINA, GIAPPONE, USA
Nel 29 l’america era economicmente finanza ed insieme produzione industrialle mondiale.
Oggi è rimasta la finanza (malata di speculazione con continui boom e sboom alimentati dalla politica monetaria della fed), mentre la produzione industriale man mano si sta spostando in asia ad eccezione delle tecnologie avanzate e militari.
Paragonare l’attuale situazione economica della cina a quella del giappone di fine anni 80, prima della lost decade appare teoria molto discutibile in quanto lo sviluppo cinese è in una fase diciamo di crisi da crescita troppo veloce, mentre la crisi giapponese era al culmine della parabola economica con livelli speculativi paurosi sia in borsa (p/u>100) sia nel settore immobiliare (mi pare di ricordare che un appartamentino a tokio costasse oltre 1 miliardo di lire del 1990)
Sono obiettivamente situazioni ben diverse.
La vera malata oggi è l’america, ma neppure Obama, confermando il trio tesoro+bernanke non ha avuto il coraggio di andare contro wall street: infatti bastava creare le good bank dove far confluire gli assets buoni, lasciando ai banchieri, managers ed azionisti i loro bei titoli tossici con cui buttarsi (metaforicamente) dalla finestra come nel 29
7+

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 20:30

Se qulcuno vuol darmi una mano continui a leggere altrimenti evitate questo post,se qulcuno lo fara lo ringrazio di cuore.
Buongiorno,avrei bisogno di un consiglio(o piu’) per quanto rigurda la mia e familiare situazione:dopo anni di perdita per fondi inefficenti consigliatemi/ci da un promotore totalmente assente nell’assistermi/ci e che aveva all’inizio consigliato per i risparmi di una vita di mio padre (73 anni con modesta pensione che deve essere integrata con prelievi dal capitale ) un portafoglio totalmente azionario!!!! con fondi scadenti e relativa perdita enorme nel tech crash dell 2001(ovviamente lui in tale periodo nemmeno una telefonata) mi ritrovo oggi gestore (si fa per dire ) di tutti i risparmi miei (e di mia moglie)e dei miei genitori,lasciando perdere le mie manovre prima dell’accentuarsi di questa crisi (ottobre 2008) dove credo aver battuto mediamente seppur di poco l’inflazione,successivamente per estrema paura mi sono portato totalmente liquido e distribuito su diversi conti deposito [contoconto carige e chebanca (mediobanca) per la solidita’ patrimoniale qualcosina su rendimax (banca ifis) per i lauti interessi e le attuali discrete condizioni finanziarie della banca (anche se la sua esposizione a est mi preoccupa) qualcosina su conto arancio per via dell’ottima promozione a 15 mesi ma pronto a smobilitare poiche’ ing group e’ un morto che cammina)] e prodotti postali quali libretti,buoni e c/c remunerati (contobancopostaclick) che almeno per ora mediamente dovrebbero pareggiare l’attuale bassissima inflzione (perlomeno la dichiarata!! Ma!!!) e che comunque seguendo l’evolversi della drammatica situazione sono investimenti smobilitabili in tempi sufficientemente brevi (ma forse e’ solo una speranza!!!) qualora una delle suddette istituzioni o il sistema in genere dia segni di difficolta’(sempre nella speranza di cogliere dall’informazione “parallela” icebergfinanza,mercatolibero ecc in tempo tali segni ).
Perfettamente conscio che la suddetta strategia non e’ una strategia di investimento che si prefigge per le nostre attitudini perlomeno al mantenimento del potere di acquisto del capitale soprattutto nel futuro possibile caso di iperinflazione affinché l’occidente rientri dai mostruosi deficit (altra possibilita’ il default ma allora FINE PARTITA PER TUTTI IN QUALUNQUE CASO credo o no???) ho studiato diversi strumenti finanziari e seguo attentamente la situazione e i consigli degli esperti “paralleli” ma credo che perlomeno attualmente non ho le capacita’ per pianificare qualcosa di meglio,in quanto qualunque via strumentale mi sembra avere dei bag molto pesanti,esempi sintetici:
bond societari: (o strumenti esempio ETF di varia natura che li contengono) prezzi tendenzialmente alti,possibile bolla,default societari oggi e domani sempre piu’ frequenti,iperinflazione possibile e rialzo dei tassi.

Mercati azionari: attualmente con toro drogato,superbolla e futuro macroeconomico a pezzi nemmeno da considerare

Bond governativi paesi euro periferici: vale quanto detto per i societari.

Bond governativi paesi euro core: vale quanto detto per i periferici ad eccezione che il rischio fallimento e ‘ estremamente piu’ contenuto,ma sono abbastanza sicuro di aver letto diverse volte che in casi estremi i governi core privilegerebbero i loro cittadini nel rimborso a scadenza.

Strumenti inflation linked: li sto approfondendo e forse potrebbero essere se non la soluzione (che credo non esista attualmente per preservare il potere di acquisto con rischio basso) un valido aiuto anche se dai forum che li riguardano mi sembra di aver appreso che anno comportamente in termini di prezzo piuttosto singolari ed in caso di iperinflazione totalmente imprevedibili.

Conclusivamente per preservare il potere di acquisto e salvare la pelle qualcuno ha qualche suggerimento ?
Grazie a chi ha avuto la costanza di leggere.

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 20:50

Buonasera

Per Anonimo #17 io ho avuto la costanza di leggere il post; devo essere sincero e non saprei “districarmi” fra tutte le opzioni finanziarie che lei ha indicato, mah…..non saprei cosa dire….forse qualche centinario di euro in questo link http://www.kiva.org/app.php?page=businesses.

Inoltre vorrei parlare di economia, economia vera, reale, quella che può far fare “quattrini” (altro che azioni o futures hehehe), vi propongo dei link:

http://www.disinformazione.it/influenza_porcina.htm

http://www.vocidallastrada.com/2009/08/i-vaccini-sono-piu-letali-dellinfluenza.html

http://www.stampalibera.com/?p=5254#more-5254

E per finire un ottimo businnes Made in China:

http://www.disinformazione.it/made_china.htm

SD

P.S: Se trovo dell’altro lo segnalerò sicuramente!!!

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 21:06

Caro SD ha totalmente ragione per devolvere alcune centinaia di euro e quando ricordo(lei me la rammentata ma e’ una situazione che conosco bene) la situazione di sfruttamento di tanti popoli non posso fare a meno di sentirmi a disagio per i consigli chiesti che comunque rimangono leciti se uniti ad una sana solidarieta’ sociale.
saluti
#17

Scritto il 1 settembre 2009 at 23:59

senti anonimo #17 ti do piccoli consigli, anzi ti mando dei riferimenti. intanto vai qui.
http://www.simec.org/interviste-al-prof-auriti apri e leggi i 7 punti. poi guardati questo video. http://www.youtube.com/watch?v=i5heRmJgT8g&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Esimec%2Eorg%2F&feature=player_embedded#t=148

questa persona è l’unica in italia che ha denunciato gli usurai. e ha lottato x tutti. bambini, donne uomini, adulti. per sfuggire dal regno dell’usura. poche ciance, solo se applicheremo la teoria di AURITI ne possiamo uscire vivi. altrimenti ci fotteranno tutti, e anche i nostri figli. saluti.
DORF

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 01:52

Caro Andrea,

volevo unirmi al plauso, alla manifestazione di stima che ti è rivolta da coloro che hanno scoperto con te uno spazio in cui tenere accesa la fiamma di una argomentazione verace e appassionata, insieme ragionata e vibrata. Mi sembra quasi che si stia rinnovando quella tradizione di vecchia scuola in cui l’economia era vista come un tassello di un mosaico più grande che era rivolto alla ricerca antropologia nelle sue complessive manifestazioni. Il Capitale di Adam Smith era solo un volume di una collana, che nel complesso approfondiva lo studio sociologico nei suoi vari interessanti fenomeni, andando ad evidenziare un’analisi di più ampia e generale portata per la filosofia . Se quindi vogliamo dirci fedeli a quella dottrina economica dovremmo quantomeno dedicarci a capire la relazione con gli altri suoi aspetti.

Nel creare un filo invisibile tra noi utenti del forum, abbiamo soddisfatto entrambe le possibilità di far crescere il livello della discussione e di godere di una visuale originale degli avvenimenti.

Non avevo mai sentito tante notizie così allarmanti sulla Cina, sebbene non sia tra quelli che pensa che tutto vada bene. Gli States negli ultimi decenni pare abbiano studiato solo strumenti di tecnologia finanziaria adatti nel consentire loro di trovare sempre nuove formule di consumo ad oltranza. Importazione per loro significa sia consumare che alimentare quel debito che l’economia cinese ha accettato di prendere in pegno pur di godere anch’essa di una parte talvolta anche illusoria del benessere prodotto. In cambio la Cina è pronta a fornire ritmi serrati di lavoro, carenza di welfare ospedaliero, difesa contrattuale e previdenziale ai minimi, una stabilità territoriale del mercato che è ottenuta anche grazie a interventi repressivi. Ciò che ha prevalso nel loro sistema non è nè l’ex protettorato Sovietico, sempre mal digerito, nè la rivoluzione Maoista, nè la lotta dei movimenti proletari votati alla liberazione sociale. Ha prevalso invece il modello in cui anche noi siamo invischiati fino al collo, ma che ora trova i cinesi impreparati nel continuare la loro parte di esportatori globali dato che gli USA non possono più importare con lo stesso ritmo: un cortocircuito che mina la stabilità dell’impianto. Anche i liberali parlano adesso di socialismo di mercato, senza del resto provare imbarazzo nell’approcciarsi a quel modello introdotto da Xiaoping, ma sappiamo davvero in cosa esso consiste? Cosa è accaduto all’economia cinese negli ultimi decenni? Quali sono le conseguenze dell’apertura al mercato capitalista?

http://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo_di_mercato

La Cina ha seguito dei percorsi:

“Pianificazione e forze di mercato non rappresentano l’essenziale differenza che sussiste tra socialismo e capitalismo. Economia pianificata non è la definizione di socialismo, perché c’è una pianificazione anche nel capitalismo; l’economia di mercato si attua anche nel socialismo. Pianificazione e forze di mercato sono entrambe strumenti di controllo dell’attività economica.
Deng Xiaoping

Xiaoping sembra più vicino a Hegel che a Marx, crede in una sintesi tra due antitesi.

“Socialismo con caratteristiche cinesi è il termine con cui Deng Xiaoping definì l’insieme di riforme economiche che portarono la Repubblica Popolare Cinese a privatizzare una consistente parte delle industrie di proprietà dello Stato.”

“Questa coesistenza di industrie statali e private era, sempre secondo Deng Xiaoping, l’ideologia economica che la Cina avrebbe dovuto seguire per aprirsi con successo al mercato estero. Deng sosteneva che tutto ciò era varabile senza compromettere il potere del Partito Comunista Cinese.”

“Deng Xiaoping riassumeva l’idea del Socialismo con caratteristiche cinesi nel famoso detto “Non importa se il gatto è nero o grigio, purché acchiappi i topi”. Questa frase stava a significare che la Cina avrebbe dovuto svilupparsi economicamente il più in fretta possibile.”

“Alla morte di Deng Xiaoping nel 1997, Jiang tenne l’elogio funebre, citandolo come uno dei padri costruttori del socialismo cinese. Eppure, per il nuovo Presidente si presentava un periodo non proprio prospero, perché le riforme di mercato avevano da un lato portato all’innalzamento economico della Cina, ma dall’altro avevano prodotto più povertà e disoccupazione, nonché la nascita del crimine organizzato.”

Invece aggiungo io l’attuale presidente, Hu Jintao, sembra più orientato ad una politica che limiti le diseguaglianze e che pensi ad una crescita più armoniosa, equilibrata e “verde”della Cina. Non voglio per forza mettere in dubbio la sua buona fede e nemmeno quella che ha Obama dall’altra parte, ma se ora anche la Cina è finita nella miseria delle baracche o delle fabbriche abbandonate allora vuol dire che c’è qualcosa di marcio che va eliminato, qualche tarlo che rosica e rende illogici, irrazionali e superstiziosi.
Ma allora siamo davvero sicuri che “ciò che c’è di buono nel capitalismo” sia davvero buono per quel modello di socialismo? Penso di no se alla fine chi ha prevalso è il capitalismo, che ora è entrato nella sua fase di saturazione e deve disfarsi delle sue “zavorre”. Zavorra è oggi chi si azzarda a voler lavorare, lavorare è un tabù, forse cercheranno anche di far passare di moda la parola lavorare pur di farci accettare l’idea che per ripristinare l’equilibrio è sensato disfarsi della produzione in eccesso. Ma in eccesso per chi, se al mondo sono sempre di più a morire di fame?. In eccesso per il capitalista forse, e per i suoi pochi compagni di tavola. In eccesso per quelle regole che noi continuiamo ad accettare solo per alimentare la speranza di diventare un giorno come Pig Malione. Pochi biglietti vincenti per una lotteria che ci seduce e ci tiene prigionieri. Il rischio per ora è che più si produce meno disponibilità c’è a consumare, cioè è come dire abberrazioni logiche del tipo: il prodotto di 2 numeri negativi è un numero negativo o che la radice quadrata di un numero negativo può essere estratta, che 1+1 fa 3 e che le galline volano. In sintesi è evidentemente che la logica di questo sistema non è quella di produrre beni allo scopo di soddisfare i bisogni della maggior parte di persone, ma piuttosto soddisfare solo certi bisogni di “certa” gente affetta da cupidigia che ci sta trascinando sempre più in basso.
Siete anche voi del parere che accumulare beni di ogni sorta per poi lasciarli marcire nei magazzini è da manicomio? Perchè un sacco di gente viene condannata alla povertà cronica, senza aver commesso alcun male?Solo perchè è priva di “mezzi” per “farcela”?. Siamo davvero sicuri che non abbiamo ancora trovato una soluzione migliore del Capitalismo o magari preferiamo in fondo essere preda dell’avidità e delle illusioni? Anche le galline volano finchè le mie condizioni economiche mi permettono di crederlo. E’ facile costruirsi degli alibi.

Buone impressioni di settembre a tutti

-Marzxiano-

Scritto il 2 settembre 2009 at 05:53

Non c’è nulla di nebuloso nell’uscita di un libro, mancano gli ultimi particolari e dopo aver spostato alcune virgole, entro fine anno ( per stare larghi ) esce, un primo condensato di questo lungo viaggio.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 05:59

Ciao Cuculo in un post dedicato ho sottolineato come il settore HealthCare, attrezzature medico sanitarie è uno dei possibili settori bolla all’orizzonte.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:04

Non esiste alcuna nazione al mondo che può sostenere una deflagrazione interna di un un’illusione possibile nel breve termine di un ” sogno “, un sogno fondato sulla leggenda del consumatore americano,come sta avvenendo oggi.
Idea3online, al di là di quella che sarà la storia di domani, più che alla Cina io guardo all’India, più che alla potenza economica, io guardo sempre nei sotterranei dell’ Umanità e in questi due paesi abbondano, anche se qualcosa si sta muovendo, piccolo luci tenue e delicate.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:09

Cina e Giappone, sono certamente diversi, ma oggi non stiamo parlando di parabola economica, ma di parabola finanziaria, di mercati finanziari, di bolle e in questo la Storia non si ripete, ma fa la rima.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:20

Per coerenza non do,, non voglio e non posso dare consigli operativi, ma non credo che internet sia il posto migliore per trovare una soluzione. Internet è un oceano libero che può aiutare a formare una propria consapevolezza, ma abbisogna anche di uno spirito critico formato, perchè su internet c’ è di tutto e di più.

Esistono professionisti e uomini, la cui etica professionale è un esempio di come si può contribuire a migliorare questo sistema oltre l’illusione, anche se alle volte sembrano goccie nell’oceano, ma ve ne sono più di quanto Voi crediate, anche se sembrano rare.

Io personalmente consiglio di esplorare più orizzonti, informarsi e poi scegliere, tenere il proprio timone e non lasciarlo mai in mano ad altri ad occhi chiusi.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:21

Dici..”uscirà un primo condensato di questo lungo viaggio..”..primo!?
Vuol dire che altri “bollono in pentola”!!:-) :-) Grandioso…
Sei un vortice…un fiume in piena…

Buona navigazione…
buona giornata a Tutti
Valentina

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:22

Aggiungerei solo che la serenità di un “investimento”, la felicità di vederlo realizzato è quella di un’investimento che mira all’uomo, di colui che investe sull’ Umanità!

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:27

Grazie Marzxiano, l’argomento Cina andrebbe trattato in maniera consona all’immensità del suo territorio, delle sue tradizioni, delle sue specificità, come sottolineava un altro anonimo,
ma io non ne ho la competenza e l’ambizione, ho solo sottolineato come dalle illusioni di una crescita veloce e infinita, la Storia ci riporta alla triste realtà.

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 06:33

Alcuni di Voi vorrebbero più visibilità per questo viaggio, ma al di la dei media ufficiali, quelli che ignorano completamente questo viaggio, al di la della prima pagina, questa avventura è ormai Storia, questa avventura è stata riconosciuta dalla gente comune, ma non solo, anche da persone di un certo livello, dal popolo di internet, da economisti ed esperti.

Chi invidia questo viaggio non ammetterà mai la bellezza di aver intravisto l’orizzonte dove altri per retaggio culturale o nebbia accademica non sono riusciti a comprendere.

Chi guarda a questo viaggio solo ed esclusivamente in ottica di investimento, non potrai mai comprendere la bellezza di una Umanità che ha lasciato segni indelebili incisi nel legno di questo veliero, storie di uomini e donne che vanno oltre l’economia e la finanza, perchè la storia dell’uomo è principalmente ESSENZA.

Questo è stato il più profondo e entusiasmante dono di questo viaggio!

SEMPLICEMENTE GRAZIE!

Andrea

Scritto il 2 settembre 2009 at 07:00

Va bene così prode Capitano…
va bene così…vero “ragazzi”!?
Vorremmo solo che Ti fosse riconosciuto sempre, ciò che meriti….
Ti auguro sinceramente un grande successo anche per il libro…ma si sa la gente è pigra e non ama leggere…vedremo…l’augurio rimane comunque grande….

Gli invidiosi lascia che volino via…

E…mi raccomando Capitano, non ti imbarazzare o commuovere proprio adesso…:-) :-) Grazie sempre a Te…davvero!! per aver reso possibile questo affascinante viaggio non solo in
un’ economia e finanza turbolenta, ma soprattutto in una umanità tempestosa.
Sei stato Tu a varare per primo questo veliero e a dedicargli notti insonni…Noi ti stiamo semplicemente seguendo…è più facile ora…molto più facile.

“Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla anche controvento.
Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla talvolta anche a vele sgonfie, fino ad altre zone di Vento.”(Il Profeta del Vento)

Ciao
Buon Lavoro a TUTTI
Valentina:-) :-):-)

p.s si Marxziano interessante il tuo post..anche Tu in quanto a essere “fiume in piena non scherzi”

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 08:11

Andrea,
ciurma, posso proporre un’ idea ? L’ ho in testa da tempo, ma non sapevo come realizzarla…e la condivido con voi.

Spesso si sente parlare di societa’ civile, che altro non e’ che una miriade di entita’ che si occupa e porta avanti le proprie idee per sostenere cause distinte, la troviamo nel volontariato agli anziani, alle associazioni che aiutano bambini o per la difesa dei diritti degli animali.

Insomma cercano di dare attraverso la propria azione un punto di vista diverso e contribuire al miglioramento della situazione.

Bene ora non esiste nulla di simile nella finanza, i banchieri, governanti e tutti quanti ruotano intorno a tale mondo pensano di essere, ed avere le conoscenze per essere gli unici depositari di verita’ per definire regole e idee in tale mondo, ovvero la finanza si autoregola.

Pero come abbiamo assistito in questi mesi, nel corso del nostro viaggio, quando le cose si mettono male quando la tempesta si alza, chi ci rimette, sono sempre gli stessi ed alla fine ne paga l’ economia vera, le persone…per cui perche’ non fare qualcosa di positivo e cercare di dar vita ad un modello di Societa’ Civile dedicata al miglioramwento della finanza, dal punto di vista etico ed umano, che so tramite comunicati, studi, estratti dal tuo incommensurabile e fantastico viaggio ricordar loro che non sono gli unici a poter prendere le decisioni, ma in un mondo che va nerso una Multilevel Governance, la voce di tutti dovrebbe essere ascoltata non solo quella dei Banchieri d’ affari tanto attivi nel far fuori concorrenti ed ansiosi di fondi pubblici per “securitizzare” la propria posizione di monopolio.

Un saluto e di nuovo grazie per tutto il lavoro che hai fatto.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 08:35

Scusa #17,19,

da quanto descritto non sembra proprio che tu voglia salvare solo la pellaccia ….
mi sa che al posto della pelle intendevi dire capitale e cerchi consigli su come goderti una tranquilla e agiata terza età.

Spero per te di non guadagnere con investimenti finanziari più di quanto già hai perchè non sarebbe altro che rubare ad altri ciò che non è tuo …. pensaci … il tuo denaro (carta) dovrebbe generare altro denaro semplicente x il motivo che tu lo possiedi e lo metti in scatolette pre-confezionate con scritto “rendimento garantito del 10%” o cose così.

A questo punto mi sa k ha ragione Dorf, ogni volta k diamo soldi alla banca ci meritiamo un concorso di colpa x l’emissione a debito da parte della banca di ulteriore carta chiamata denaro che invade le nostre vite e le incatena.

Ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 08:47

Mi scusi Andrea perchè il settore health care lo considera in bolla ? potrebbe spiegarmi il motivo o darmi il link con la sua opinione a riguardo ?

Grazie in anticipo

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 09:09

GOOD BANK (ovvero c’è un’altra strada per uscire dalla crisi finanziaria)

Bad bank: se al Governo (leggere in questo caso, “i fondi pubblici”) è dato di assorbire (meglio dire, di comprare) gli asset cosiddetti tossici e lasciare al sistema bancario quelli che performano, con l’obiettivo che prosegua il suo ruolo di erogazione del credito la “bad bank”, ovviamente, rimane in vita fino ad esaurire il suo compito e poi si auto-liquida.
Oppure se al Governo è dato di costituire una “good bank”, proposta dal Prof. Willem, per acquisire dal sistema bancario i soli asset performanti ed essere così in grado, essa stessa, di erogare nuovi prestiti al sistema; le rispettive banche, cui rimarrebbero gli asset tossici, avrebbero lo scopo di recuperare dal mercato queste attività e successivamente di liquidarle. (fallimento dei banchieri invece della socializzazione delle perdite).
yes we can (basta volerlo davvero e non solo dirlo come Obama)
7+

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 09:49

CINA QUELLO CHE NON VI RACCONTANO !!!

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16210&size=A

Ho vissuto in Cina dal 1995 al 1998 ma devo ricordare solo tre cose che spesso sfuggono:

1-La Cina e’ un sistema totalitario, chiamatelo come volete, ma non esistono liberta’ come le intediamo noi, a dir la verita’ non esiste nemmeno un ideogramma che definisce il termine diritti individuali…per cui esiste una base pure storico/sociologica a tale sistema;

2-Gran parte dell’ economia cosiddetta privata, e’ in mano dell’
esercito o polizia, dalla quale si attingono privilegi;

3-Esistono emormi, ripeto enormi disuguaglienza, persone se ne vanno in giro in FERRARI ed altri che stentano a campare !!!

Dal mio punto di vista, sebbene il 92% della popolazione appartenga ad una singola etnia, gli Han, la diseguaglianza sociale e’ il problema maggiore…

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 10:22

la soluzione é semplice: eliminare gli interessi ! ogni giorno il 5% di ogni transazione é incassato dalla Banca d’Italia che é di proprietà delle banche (private) italiane:questo é un furto perpetrato in tutto il mondo tramite la truffa studiata un paio di secoli fa dalla famiglia Roschild.Chi tentò di opporsi venne eliminato.Kennedy,ad esempio.La consapevolezza di questa verità si stà però diffondendo sempre più velocemente.Il ritmo e la scansione ciclica delle crisi tragiche per l’umanità sono la risultante ineluttabile di una fredda formula di matematica finanziaria :formula algebrica la cui componente imprescindibile é il TASSO d’interesse:il cancro che divora il 99.99% dell’umanità.La derivata di quella formula é difatti l’ANATOCISMO la cui formula include come ovvia la remunerazione del capitale+interessi con altri interessi . Conclusione:crescita esponenziale del capitale che pertanto richiede legittimamente(?)la crescita dell’ammontare degli interessi.Traetene voi le consequenze.

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 10:24

DOLLARO di…carta.
Il debito totale americano è del 340% del pil ed ogni anno consumano 800 miliardi di $ più di quanto producono.
La sorte del dollaro (investimenti in bond) è in mano a Cina e Giappone.
Soros (che di monete se ne intende) ha detto che il mondo corre verso la fine dell’era del dollaro.
Se il drago è di carta, il giappone è lost, allora il dollaro è carta straccia.

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 10:42

TUDOR (IL Soros degli hedge fund)
E’ SHORT E ACCUSA GOLDMAN SACHS “SULLA RIPRESA SBAGLIA”
di WSI

Tudor ha inviato una lettera ai clienti lo scorso 3 agosto in cui si legge che il rialzo di borsa e’ stato un “bear-market rally”. Forte disoccupazione (fino al 16%, molto di piu’ del 9.4% ufficiale, se si considerano gli americani che hanno smesso del tutto di cercare un posto di lavoro perche’ non lo trovano), stipendi in calo, possibili ulteriori errori da parte dei governi che non sono andati e non vanno alla radice dei veri problemi, situazione sul mercato del credito identica al passato (centinaia di miliardi di “titoli tossici” ancora nei portafogli delle banche) potrebbero soffocare la ripresa economica nel 2010, si legge nella lettera inviata da Tudor

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 11:20

Segnali di ripresa da Wall Street:

tanto per gradire ieri AIG ha lasciato sul campo il 21% attestandosi a 36$ per azione !!!

Niente male per un’azienda (e che azienda) che 2 anni fa quotava 1400$ ad azione e nel novembre del 2000 aveva raggiunto un massimo di 1960$ ad azione.

Tenendo conto che nel novembre del 2000 il $ quotava 0,85 e ora quota 1,40 contro euro (ciò significa deprezzamento del 65%), se qualcuno avesse investito i suoi soldini in AIG 9 anni fa, ora si troverebbe in mano con l’1% dell’investimento iniziale ovvero una perdita netta di capitale del 99%.

Alla faccia dell’investimento !!!

Ah, scusate, a onor del vero avrebbe maturato dividendi per 9 anni, arrotondiamo la perdita quindi a “solo” del 90% allora ;-)
A onor del vero, ancora, a marzo 2009 AIG quotava 7$, quindi oggi siamo in recupero con i 36$ di cui sopra.

Che qualcuno ci abbia speculato sopra in questi mesi ?!?!?

A voi la risposta.

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 13:53

Io ho i miei soldi in banca, 0.25% lordo di interessi. Li tengo li perchè non desidero tenerli in casa, per il solo fatto che se li rubano alla banca sono coperti.
Potrei investire in buoni postali o in qltre cose che rendano almeno un 2%, che con questa deflazione in atto sono pure buone.
Perchè non lo faccio?
Perchè è immorale.
su 10000 euro, un 1% fa 100 euro a fine anno, l’equivalente di una buona cena di pesce per due. O un quinto della pensione mensile minima di un anziano.

Eppure, se immobilizzassi il mio denaro (perchè è questo che vogliono dalla banca, per questo mi ricompensano con il 2%: vogliono essere sicuri che il mio denaro sia li, vincolato), fornirei alla mia banca il terreno per fare le loro speculazioni, prestando il mio denaro con maggiore confidenza (quindi a leva maggiorata).

Non glielo permettero’. Mi mandano ogni tanto delle letterine dicendomi quanto sia vantaggioso avere quel buono fruttifero, o impegnarmi a tenere un certo livello di deposito, magari aumentandolo. Oppure i vantaggi di avere le bollette in pagamento automatico.
Balle. Un piccolo vantaggio per me, un enorme vantaggio per la mia banca.
Non c’e’ reciprocità, non c’e’ trasparenza nell’accordo.

Questo è il mondo della sfiducia reciproca. Tutte e due si danneggiano. Ma per ora preferisco cosi’.
Se altri lo facessero, le banche inizierebber subito a cambiare politica.

Purtroppo l’avidità del tornaconto personale è prevalente, come è prevalente la sfiducia nel prossimo.

Pero’ io continuo cosi. Finche posso.

Phitio

Scritto il 2 settembre 2009 at 17:49

ciao phitio. vorrei correggere alcuni errori che hai fatto. no perchè, si tratta della tua vita e dei tuoi sudati risparmi. ti sei dimenticato, ed è grave, delle tasse sul tuo cc che devi dare allo stato. la bellezza del 27%, e in più le spese che vuole la banca x gestire, pardon, x truffarti i tuoi soldini. e che vorrebbe gli sorridessi pure, dopo che ti ha preso x il culo alla grande. esempio. tu hai 10000euro. ti danno lo 0,25% lordo, meno – il 27% di tasse fa lo 0,1825% netto. arrotonda a 0,18% ok?? 10000 x 0,18%= 18 euro. mamma mia sei ricco! ma devi mettere in conto le spese della banca. se ti va bene sono tra le 150 e i 200euro l’anno. perfetto! a fine anno hai 10000+18 – 150 = 9868 euro. se gli lasci li’ immobili x 3 anni fai te il conto di quanto ti fottono. se li metti nascosti in casa ti rendono 10000 – 0 = 10000. come vedi hai i tuoi soldi intatti. tieni a mente che una non perdita vuole dire un guadagno. poi che la banca sia sicura dai ladri e che ti ridia di ritorno tutti i tuoi soldi è una puttanata. esempio di una persona fidata. lui ha solo chiesto ok? senti banca se mettessi 100000euro da te, in deposito, quindi pago solo x tenerli fermi e al sicuro. se x cause remote, strane, furti o altro, siete assicurati? quanto mi dareste di ritorno? ebbene solo il 30%. quinidi 30000. quindi tanto sicure non sono. chi è che ti da il 2% o più? conto arancio? uno specchio x le allodole? era quasi fallita. l’hanno salvata x un pelo. 2-4 miliardi di euro ha cacciato fuori il governo olandese. soldi della gente x salvare dei ladri. è questo il mondo che vuoi? vuoi ascoltarmi? falli morire. tira fuori i tuoi soldi dalla banca. vedrai come piangono come dei bambini impauriti. li togli il potere sul tuo denaro. li togli il potere sulla tua vita. questo vogliono. avere il potere di vita e di morte sulle masse. pensa che se tu li lasci giù i tuoi 10000 esempio, loro sti bastardi creano denaro finto, aira fritta, per ben 50 volte. fai i conti. 10000×50=500000. quindi? la chiami giustizia? la chiami onestà? vuol dire che prendono x il culo moltissime altre persone. come puio accettare moralmente che queste bestie continuino a far morire gente? si chiama istigazione al suicidio. ti/vi ricordo che AURITI nelle 5 accuse a FABIO e CIAMPI Amise pure istigazione al suicidio. hai visto 3 gg fa a reggio emilia? quel padre di famiglia che ha sterminato la famiglia perchè è scoppiato che non vaeva più lavoro da 2 anni e si sentiva (presumo) unammerda di uomo di fronte ai suoi figli e a sua moglie? quello è morto x colpa dei banchieri. loro governano il mondo. loro creano denaro a piacere e creano le crisi e poi le smontano. finchè non si rompe il giocattolo. la soluzione c’è. basta cazzaggiare. mettete in pratica le teorie di AURITI e il 90% dei problemi si risolvono. phitio, ti ricordo che il professore lo ha fatto davvero. non cianciava. quello faceva i fatti. vedi qui. http://www.simec.org/-benvenuti- vai dentro e sfoglia. ciao a te e a tutti gli altri.
DORF

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 18:40

Anonimo17#:
Comandante Andrea sono sul tuo veliero da piu’ di un anno se questo e’ anche rivolto a me
“Chi guarda a questo viaggio solo ed esclusivamente in ottica di investimento, non potrai mai comprendere la bellezza di una Umanità che ha lasciato segni indelebili incisi nel legno di questo veliero, storie di uomini e donne che vanno oltre l’economia e la finanza, perchè la storia dell’uomo è principalmente ESSENZA. ”

ti dico che grazie a quanto appreso in questo viaggio ho rivalutato molteplici aspetti della mia vita di natura spirituale (l’importanza mai troppo considerata se non data per acquisita di avere molti amici che ora vedo piu splendidi di prima e che forse in precedenza poco ho ascoltato in taluni momenti problematici ,la totale bellezza etica morale ed anche perche ‘ no estetica di mia moglie data troppe volte per scontata,una bella giornata di sole un magnifico regalo del creato….il comportamento di un insetto nel giardino la cui osservazione mi ha regalato stupore curiosita’e incredibilmente gioia e tantissime altre cose che non so esprimere verbalmente che prima di questo viaggio nemmeno avrei preso in considerazione spero tu capisca cosa intendo……(in effetti la cosa dell’insetto e vera ma mi fa sembrare un po’ matto!!).

Dorf ,Hunter,Phitio di primo acchitto avrei voluto rispondervi malamente poi riflettendo credo che abbiate ragione in fondo per ora sono uno dei tanti “vigliacchi parassiti sul pelo del mostro “sistema” nella speranza di succhiare piu sangue possibile a scapito degli altri insetti come me se tutti facessero come voi forse cio’ che auspica Andrea accadrebbe,come giustificare tale comportamento..paura, anni di educazione materialista,non so ….
saluti a tutti.
Aanonimo 17#

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 20:45

anonimo17#
per Dorf a proposito messaggio 42 ,benche io sia ora fondamentalmente d’accordo con te(vedi post 42) nei fondamentali nel post 42 dici cose strampalate come la questione del 30% di assicurazione sui capitali depositati in banca e sei profondamente male informato sugli aiuti ricevuti da ing senza andare nel particolare sono stati immensamente di piu’.
Attenzione Dorf (benevolmente) chi sostiene le proprie tesi magari giuste con motivazioni alla “carlona” e dati buttati li per sentito dire (2-4 miliardi dal governo olandese a ing,MAGARI!!!!) rischia di essere valutato come poco attendibile
saluti
anonimo17#

Scritto il 2 settembre 2009 at 21:03

Tratto da “Informazione scorretta”


Skyeurope addio + Le aziende che oggi non riaprono
Segnalato da un affezionato (molto!) lettore che ringraziamo di cuore, visto su bloglavoro.com a questo indirizzo.

Purtroppo molti, tornando dalle ferie o dopo un mese di attesa forzata nella calura delle città, si troveranno con una pessima notizia, nonostante tutti i proclami di positività da parte di Confindustria e dell’attuale Governo.

La realtà dei fatti è che queste aziende riportate di seguito sono tra le maggiori in Italia. E sono tutte avviate alla chiusura.

Parliamo di dati concreti, non di dati generici:

* Ideal Standard di Belluno e Pordenone: 250 esuberi più altri in arrivo, già annunciati

* Safilo, stabilimenti friulani: altri 500 posti a rischio, più quelli già in cassa integrazione da tempo.

* Carraro di Campodarsego: 650 in cassa integrazione.

* Marzotto di Portogruaro: 250 in contratto di solidarietà da due anni, in scadenza

* Myair di Vicenza: 250 licenziamenti in arrivo.

* Merloni di Fabriano e Nocera Umbra: 3000 dipendenti in attesa che qualcuno compri la fabbrica in ammnistrazione controllata.

* Cablelettra e Cablelettra Sud: 400 licenziati negli ultimi 3 anni, 300 già in mobilità, circa 200 in cigo a rotazione, l’azienda in amministrazione controllata da agosto 2009, è in attesa di commesse nel settore auto.

* Manuli Rubber di Ascoli Piceno: altri 375 messi in mobilità.

* Roccatura di Russotto a Prato sotto sfratto, per ora è stato salvato dalla solidarietà degli altri terzisti che hanno bloccato l’ufficiale giudiziario.

* Radicifil di Pistoia: 140 che dovevano entrare in cassa integrazione a rotazione e invece non torneranno al lavoro, licenziati per ‘eventi improvvisi’ molto poco chiari

* Delphi di Livorno: 400 lavoratori a casa, confermata la chiusura.

* Siderurgico di Taranto: dopo le ferie forzate per i 3 mila dell’Ilva, si rientra in pochi, con 6500 in cassa integrazione.

* Petrolchimico di Porto Torres: l’Eni chiude il petrolchimico, a rischio certo i 900 lavoratori addetti oltre ad altri 800 occupati nell’ indotto.

Nel frattempo SkyEurope è fallita e i media italiani se ne sono accorti solo perchè alcuni italiani sono rimasti a terra in Slovacchia.”

***************************

Quante cose hanno sulla coscienza questi banchieri. Hai ben ragione Dorf, sono molto d’accordo con te e ti posso dire che quando ancora tu non scrivevi sul legno di questo fantastico vascello, io avevo parlato di signoraggio, ovviamente senza seguito,forse. Forse, perché quando scrivo sui danni da vaccinoprofilassi e le trappole dei farmaci, sul monopolio delle religioni sui nostri spiriti, sui metodi migliori per vivere una vita (altre forme di energia e di medicina), qualcuno si informa e diventa più consapevole. Basta uno, uno solo, ma il mare è fatto di gocce.

Per quanto riguarda Bernanke o Obama, sono dell’idea che alcune famiglie che dall’alto controllano il mondo (informarsi sui Rotschild) utilizzino i vari “grandi” della Terra come pedine, che possono venire bruciate se non servono più o se vanno fuori dai loro schemi (due presidenti americani a caso: Lincoln e J.F.K.).
Il loro scopo è mantenere lo status quo, quello che li ha portati ad essere così potenti, abbattendo tutti i possibili ostacoli come in una partita a scacchi, dove la fretta è una cattiva consigliera. Minaccia del Giappone come potenza mondiale (anni ’90: vi ricordate quando si compravano Manhattan?)? Sistemati con una deflazione ancora in corso!
Minaccia degli stati produttori di petrolio, minaccia della Cina come potenza mondiale? La soluzione è in divenire (crisi, pandemia ecc.): ma state tranquilli che chi serve le carte sa come servirle. Per capire cosa succederà mettetevi voi nei loro panni. Cosa fareste? Il vostro pensiero diventa una probabile soluzione. Ricordatevi, però, che mettersi nei loro panni vuol dire: valore della vita degli altri=0, per cui se non potrà essere una guerra mondiale per via dell’atomica, potrà essere qualcosa di simile.

PERO’, però anche loro sanno che tutte le dinastie hanno un inizio ed una fine, come i popoli e l’uomo. Anche loro sono sottoposti alle leggi della natura ed anche il computer più perfetto può commettere un errore.
Chissà se riusciranno a tenere tutto sotto controllo o il giochino gli scapperà di mano.
Posso solo augurare a questa gente di soffrire le stesse pene che stanno facendo soffrire alla Terra, perché purtroppo anche animali e piante non sono immuni al loro retaggio.

Un abbraccio pirata a tutto questo meraviglioso equipaggio e anche a quelli che ogni tanto passano di lì e sparano c…..ate.

Bill

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 21:09

anonimo17#
Per phitio,riflettendo ulteriormente non credi sarebbe meglio evitare l’annulamento sistematico dei tuoi risparmi (come fa notare Dorf) e magari senza speculare ma investendo (c’e una grossissima differenza tra le due cose come mi sembra gia’ detto da Andrea) e con il ricavato incentivare la diffusione delle tue idee (magari creando un blog ) o perlomeno sussistere per professare le tue idee e magari coinvolgere altre persone?? in quanto la tua attuale metodologia mi sembra un suicidio a lungo termine??
saluti
anonimo17#

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 22:12

Dorf #42 per l’ennesima volta voglio dire che condivido quasi totalmente, e per non “spaventare” nessuno ripeto: Un REDDITO a TUTTI prima possibile…anzi domani mattina.
Naturalmente il fatto che molte persone (forse il 99%) hanno paura di perdere tutti i loro risparmi ed i frutti del proprio “lavoro” non è da sottovalutare.
Poi agli altri i cui “risparmi” sono milioni di Euro….non mi frega niente…problema loro!!!

Infine anche se non dirò cosa stò facendo…….ma “stò lavorando” a una soluzione tutta personale….spero solamente di avere il tempo di completare il mio “programma”.

Un saluto

SD

P.S. Naturalmente non mi faccio illusioni il sistema non cadrà facilmente….io mi faccio semplicemente gli “affari miei” ed i miei interessi.

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 22:28

Quale SD??

utente anonimo
Scritto il 2 settembre 2009 at 22:36

per SD, non ti conosco, vorrei conoscerti perchè mi interessano le tue soluzioni in vari campi, principalmente quello abitativo…..ho intuito credo grosso modo la tua direzione…….che condivido e che a grandi linee vorrei percorrere pure io……ma come si fa a fare quattro chiacchere in privato con te!!!!???

Taguieff

utente anonimo
Scritto il 3 settembre 2009 at 00:32

Dopo un terremoto chi paga il tutto? vedi qua.
Dopo un terremoto chi paga la ricostruzione?
Lunedì 20 Aprile 2009 10:20

Lo Stato potrebbe farlo senza creare debito.

L’Aquila, città che il prof. Giacinto Auriti conosceva e dalla quale provengono amici che con lui hanno a lungo collaborato, oggi sale agli onori della cronaca per le morti, i danni e le macerie provocati dalla calamita’.

Anche la Chiesa di San Bernardino da Siena, simbolo della città e luogo prescelto per la prima edizione della “Settimana contro l’usura”, è oggi danneggiata. E’ naturale commuoversi e pregare per i fratelli che hanno perso i propri cari quando non anche la propria dimora.

Dopo le dichiarazioni espresse da chi riveste posti di potere di considerazioni economicistiche in relazione al recente terremoto, constatiamo, per l’ennesima volta, che questo sistema premia chi si serve del prossimo meglio di tutti gli altri. Il crollo di edifici di recente costruzione, le ispezioni di agibilità fatte in modo superficiale, cittadini che poco prima del terremoto denunciano pericolo di crolli e vengono ignorati, esperti in materia che non sono stati presi in considerazione, confermano un fatto che si trova a monte, ribadito tante volte dal Professore Auriti: mediante la sostituzione della moneta d’oro con la banconota-debito non si e’ avuto solo un cambio della struttura merceologica del simbolo monetario, ma nella società si è provocato un ribaltamento dei valori, sovvertendo la regola originaria secondo cui conviene essere giusti, con quella che asserisce e’ giusto quello che conviene. E’ cosi’ cambiata l’etica con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi e che ricadono sulle generazioni presenti e future.

Possiamo continuare a trascurare i danni meno eclatanti di un terremoto ma certamente ancora più distruttivi e durevoli che il sistema monetario vigente della moneta debito infligge quotidianamente? I suicidi da insolvenza, l’impossibilita’ del diritto alla vita, l’iniquità e ingiustizia sociale?

Le nostre comunità sono chiamate a fare una scelta. Una scelta che deve tenere presente la storia della quale facciamo parte, ovvero la cultura romano– cristiano-cattolica, la cui etica può essere sintetizzata nella frase: “ CONVIENE ESSERE GIUSTI”. Essere giusti conviene sia per la salvezza dell’anima che del corpo, sia sul piano individuale che sul piano collettivo. Oggi piu’ di prima occorrono uomini disposti a servire, che lottino per la giustizia e per la pace che altrimenti non potra’ mettere radici.

I versi che seguono sono di un poeta caro ad Auriti, Ezra Pound, queste parti di – Con Usura – possono essere interpretate alla luce di di quanto sosteniamo:

Con usura nessuno ha una solida casa

di pietra squadrata e liscia

per istoriarne la facciata,

con usura

+ + + Con usura, si hanno dimore fragili, per fare case solide occorre denaro a sufficienza, con la parsimonia feroce dei grandi usurai, che regolano la moneta, questo non è possibile.

non si dipinge per tenersi arte

in casa ma per vendere e vendere

presto e con profitto,

+ + + La quantità a scapito della qualità, anche con le case, per vendere e vendere. Se va bene si ha un profitto, anche se negli ultimi tempi molti non lavorano per un profitto ma per pagare tasse originate da un debito non dovuto, nato dalla truffa all’atto dell’emissione monetaria.

falsa i confini, con usura

nessuno trova residenza amena.

+ + + Non a caso a L’Aquila sono stati spostati i confini delle zone sismiche, da zona rossa (altamente sismica) a zona arancione (sismica)

peggio della peste è l’usura,

+ + + La malattia, in alcuni casi la si può evitare, mentre l’usura no. E’ inevitabile, tutti siamo obbligati a subire questo regime monetario, il regime vigente si chiama usurocrazia e non democrazia.

Occorre con urgenza attuare la scuola monetaria auritiana, solo così si potrà ricostruire in modo celere;
senza debito verso la BCE,
senza correre il rischio di avere opere di bassa qualità,
senza sottrarre risorse economiche all’economia nazionale.

La SOVRANITA’ MONETARIA va attribuita allo Stato, come quarto potere costituzionale, e tolta alla banca centrale.

La PROPRIETA’ della MONETA va attribuita al Popolo, che, per convenzione sociale le attribuisce il valore: ognuno infatti accetta moneta in previsione di poterla spendere a sua volta. Si attua così il diritto sociale universale, come previsto dalla DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA e del 2° co. Dell’ art. 42 della Costituzione Italiana. Riconosciuta la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all’ origine, sin dall’ emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, ELIMINANDO DRASTICAMENTE I PRELIEVI FISCALI.

Vanno costituiti un MINISTERO PER IL RISARCIMENTO DANNI DA USURA ( come i danni di guerra ) ed un TRIBUNALE CONTRO L’ USURA.

Il Popolo non deve avere solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, in una DEMOCRAZIA INTEGRALE, altrimenti PROROGA L’ATTUALE REGIME USUROCRATICO.

Non è più tollerabile che, in uno Stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata dalla banca, ricordiamo che ora tutte le banche sono S.p.A. con scopo di lucro…Ogni banconota circolante è gravata di debito verso la banca centrale, che noi restituiamo senza accorgercene, con il fisco e gli interessi bancari.

Anche se nella zona del sisma verranno messi in circolazione fiumi di euro, a “fondo perduto”, la banca centrale potrà, richiedere arbitrariamente indietro tutto l’euro emesso, perché, nel silenzio normativo, si sono arrogati la proprietà della moneta, ed emettono solo prestando. Ecco perché si lavora sempre di più, in fretta e male, con la velocità di circolazione della moneta si cerca di tamponare i danni causati dai vuoti monetari programmati dai vertici delle banche centrali.

A margine del libro – L’ ORDINAMENTO INTERNAZIONALE DEL SISTEMA MONETARIO – di GIACINTO AURITI si trova questa frase:

“ . . . Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri . . .”

E’ ora che lo Stato abbia mani libere in casa propria e per poter intervenire dove occorre, con una MONETA di PROPRIETÀ di POPOLO lo Stato italiano potrebbe stampare e accreditare alle ditte incaricate per la ricostruzione e la messa in sicurezza ora in Abruzzo e in futuro dove sarà necessario.

Come ha ampiamente dimostrato e attuato Auriti con la scoperta del VALORE INDOTTO della MONETA, e l’esperimento del SIMEC, il valore della moneta va dato a chi lo crea, il popolo accettando moneta, contestualmente crea valore monetario, ecco al necessità di attribuire ad ogni cittadino un CODICE dei REDDITI SOCIALI, in modo da poter erogare il REDDITO di CITTADINANZA a tutti, e per tutta la vita, dando ai terremotati una sicurezza che consentirebbe loro di ritrovare la serenità crollata insieme al terremoto.

A tal proposito vi invitiamo a leggere alcuni comunicati del Prof. Giacinto Auriti che trovate ai seguenti collegamenti

http://www.simec.org/notizie-essenziali/201-q-leuropa-dei-banchieri-contro-la-costituzione-q

http://www.simec.org/notizie-essenziali/146-la-quarta-funzione-costituzionale-dello-stato

http://www.simec.org/comunicati-stampa-del-prof-auriti/135-con-lo-stato-costituzionale-lammontare-dei-debiti-ha-superato-quello-della-moneta

http://www.simec.org/comunicati-stampa-del-prof-auriti/202-come-liberare-il-continente-dal-signoraggio-della-grande-usura

Rocco Carbone
bye DORF

utente anonimo
Scritto il 3 settembre 2009 at 10:56

Cari naviganti, grazie per i consigli.
So che tenere i soldi in un CC sia una rimessa.
Pero’ non cosi’ grave.
I costi di tenuta conto sono pari a 59 euro annuali. Non mi pare una follia.

Saprei anche come investirli, questi soldi: fotovoltaico. Ritorno dell’investimento in 11 anni, resa del 10% annuo che non te li da nemmeno una banca che commercia in armi. E nel frattempo stai producendo un bene essenziale, energia elettrica, non altra carta.

Lo faro’ non appena ne avro’ la possibilità. Per ora non li tengo in casa. E la protezione dal furto è 100%. Sto parlando di Bancoposta, ovviamente.

Saluti
Phitio

Scritto il 23 ottobre 2009 at 11:17

carini questi draghi  sopprattutto perchè io li adoro. guardate(se siete in tanti) quasto simbolo ………………………….. 

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