L'ALBA DI UN'UTOPIA!

Scritto il alle 09:26 da icebergfinanza

Sento spesso parlare di Apocalisse, della fine del Mondo, non solo per quanto riguarda questa crisi ma per la nostra stessa sopravvivenza, per la nostra esistenza, ma in fondo si tratta solo di una parentesi, una lunga e profonda parentesi all’interno di un cammino che solo il Creatore conosce sino in fondo, un momento di riflessione che per alcuni, gli indifesi, gli ultimi della Terra equivale ad una lotta quotidiana per la sopravvivenza.

Oggi non vi parlerò di economia e finanza e tanti pensieri gli abbiamo già condivisi insieme, ma molti salgono per la prima volta sul nostro veliero ed è giusto che sappiano che il sogno, l’utopia per alcuni, la realtà per altri è dietro l’angolo.

Ogni popolo, ogni ideologia, ogni impero ha vissuto la sua alba e il suo tramonto, tutto tranne le religioni che sono entrate nell’anima dell’Umanità, ma la Terra continua quotidianamente ad offrirci lo spettacolo dell’alba e del tramonto.

La nostra responsabilità sta nel vivere in maniera responsabile, nel rispetto delle sue creature, nella nostra quotidiana miseria, nella consapevolezza della nostra fragilità per lasciare anche solo per un istante il mondo migliore di come l’abbiamo trovato.

Dopo la pioggia viene il sereno, la notte porta nel cuore il sogno dell’alba, l’inverno dimora con il ricordo della primavera e come dice Gibran…..

L’uomo ha ricevuto da Dio
la facoltà di sperare,
e sperare ferventemente,
finchè la cosa sperata si celi ai suoi occhi
dietro il velo dell’oblio:
allora l’uomo scorge finalmente la sua vera essenza
vede la verità della vita reale,
per se stesso, per tutta l’umanita e per tutte le cose.

(Gibran)

 

La realtà di tutti i giorni, il cambiamento nasce da noi, ne sono fermamente convinto, lo ripeterò all’infinito anche se ……

" Se è la pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso, non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole, che ricoprire di tappeti tutta la terra. " (Gibran)

Ecco perchè da mesi sostengo che il cambiamento nasce nelle famiglie, nelle piccole comunità, dalle nuove generazioni, solo e sempre con l’esempio anche se è terribilmente difficile……..

 « «Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, Signori!» » Charles Dickens in " Tempi difficili "

Esempio e ambiente, perchè è il profumo delle tua Vita che parla di te…….

Se i bambini vivono con le critiche,
imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l’ostilità,
imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura,
imparano ad essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà,
imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo,
imparano ad essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia,
imparano cosa sia l’invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con la tolleranza,
imparano ad essere pazienti.

Se i bambini vivono con l’incoraggiamento,
imparano ad essere sicuri di se.

Se i bambini vivono con la lode,
imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l’approvazione,
imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con l’accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Se i bambini vivono con il riconoscimento,
imparano ad avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la partecipazione,
imparano ad essere generosi.

Se i bambini vivono con l’onestà e la lealtà,
imparano cosa sia verità e giustizia.

Se i bambini vivono con la sicurezza,
imparano ad avere fede in se stessi
e in coloro che li circondano.

Se i bambini vivono con l’amichevolezza,
imparano che il mondo è un posto
bello in cui vivere.

Se i bambini vivono con la serenità,
imparano ad avere tranquillità di spirito.

Con cosa vivono i vostri figli?

Dorothy L. Nolte

Nessuna ambizione di trovare una soluzione a questa crisi, sono già in tanti che si cimentano in questo compito, dopo aver dormito per anni sui guanciali del benessere artificiale sospinto dall’indebitamento insostenibile, tanti sono quelli che oggi offrono soluzioni, tutti sapevano tutto, avevano previsto tutto, tranne che in fondo ogni giorno volge al termine nel suo tramonto e se questo giorno è stato vissuto senza alcuna sostenibilità e consapevolezza, la notte potrebbe essere lunga e profonda. 

Ma dopo la notte vi è sempre e comunque un’alba, ma la notte deve essere una notte di riflessione e forse una riflessione più lunga e possibile, perchè se l’alba fosse dietro l’angolo, troppo in fretta si dimentica questo lungo e irreale giorno per tornare a correre più di prima in nome di un benessere per pochi e non per tutti!

Tornare indietro è spesso sinonimo di debolezza in questa società, ma oggi dobbiamo tornare a ricostruire sistemi sociali ed economici che parlino dell’Uomo, al servizio dell’Uomo, l’errore della Globalizzazione è stato quello di globalizzare il sistema, l’economia, la finanza, una globalizzazione delle merci, spesso selvaggia, incontrollata,  ancor prima di aiutare l’Umanità ad integrarsi a capire il cambiamento, Umanità che prima deve trovare un equilibrio locale, perchè l’economia deve essere principalmente locale e solidale e successivamente integrata con la globalizzazione!

Siamo sempre tutti troppo di corsa, una vita frenetica e dimentichiamo che in fondo il silenzio, la riflessione, la consapevolezza ci può aiutare ad uscire dal nostro terpore per iniziare un cammino condiviso, cooperativo, solidale, senza quella superficialità che ci fa parlare di utopie, quella sufficienza che ci fa dire che in fondo tutto è per sempre uguale!

Vi lascio con una di queste Utopie, l’abbiamo già vista insieme ma alle volte è meglio  rileggerla non una ma cento volte, una realtà che  molti che non amano il cambiamento, continuano a considerare Utopia!

IL FENOMENO SUBPRIME NEI SOTTERRANEI DELL’UMANITA’!

Talvolta  le perle sono nascoste la dove meno ti aspetti, in fondo non ci avevo mai pensato ma la nostra leggenda vivente, Yunus, ha fondato un " IMPERO SUBPRIME " l’ IMPERO della SPERANZA, della DIGNITA’ che più SUB di cosi non lo troverete neppure all’interno del sogno americano, nella più demenziale creatività finanziaria!

Eppure il suo sogno è nato nei sotterranei dell’umanità, piccole gocce, piccoli prestiti per far nascere un’impresa sulla fiducia, sulla parola, sul valore dell’umanità, sulla assoluta certezza che in ogni uomo e donna specialmente, anche il più miserabile, si nasconde un’immenso tesoro, di creatività, di potenzialità da scoprire, piccole gocce non cascate di dollari per inseguire un sogno impossibile, l’indebitamento insostenibile del fenomeno subprime così come i lettori lo conoscono.

La nostra leggenda, la luce dei poveri si è spinto sino dentro il cuore della finanza mondiale, quella New York ben descrittaci da questo articolo apparso alcuni mesi fa sul WallStreetJournal la bibbia della Finanza americana e mondiale, Benvenuti a Grameen_America il nuovissimo Microfinance Venture, l’ennesima "utopia" che si trasforma in realtà, in fondo Yunus è come Re Mida non Oro ma Realtà!

Miliardi di dollari in prestiti micro, sin dalla sua nascita da quei primi 27 dollari che un docente sconosciuto dell’ Università di Chittagong nel Bangladesh offriva ad un gruppo di abitanti di un villaggio impoverito, senza nessuna cambiale, senza nessuna garanzia. 

Un messaggio devastante, che scende in profondità, nelle profondità delle nostre realtà occidentali, nelle sofferenze bancarie di un sistema che si scopre più povero della povertà assoluta.

Uno dei tanti quartieri di New York….Grameen works a little differently from your average American financial institution……e si funziona in maniera diversa, fuori dagli schemi mentali dell’occidente, le donne, l’altra dolce metà del cielo hanno la precedenza, nessuna garanzia è richiesta, ne credit history checks, burocrazia o raccomandazioni…..Just credit, plain and simple. Credito pure e semplice!

Subsubsub subbissimaprime, la Grameen Bank …..

 "If subprime cases are risky, Grameen cases are extremely risky," racconta Yunus se i mutuatari subprime sono a rischio quelli della Grameen Bank sono estremamente rischiosi, ma vi è una dignità aggiungo io che solo la povertà estrema sa offrire!

Il 98 % dei prestiti concessi vengono rimborsati sino all’ultimo cent, uno stile antico basato sulla fiducia.

La garanzia ad un diritto umano fondamentale… "There are certain items that are listed as human rights: right to food, right to shelter, right to work, right to health . . . but who are going to implement those human rights?"

Il diritto alla dignità, non all’elemosina, il diritto ad un’opportunità per mettere alla prova la tua creatività, la fantasia, i tuoi "talenti" microcredito o lavoro autonomo, lavoro autonomo che crea reddito come dice Yunus e il reddito porta il cibo che crea la possibilità di un rifugio, di una casa, il reddito è la miglior medicina non l’elemosina!

Il collasso del sistema americano subprime non ha scosso la fiducia di Yunus nel credito, nella concessione del credito, noi della Grameen Bank dice Yunus sappiamo qual’è il limite entro il quale operare, concedere credito, vi è un limite a tutto.

Nella Grameen Bank si presume che …  "assumes that every borrower is honest."….ogni mutuatario sia onesto, ma vi sono molti modi per garantire il rimborso come ad esempio creare condivisione, un gruppo di persone provenienti da simili condizioni economiche e sociali, un gruppo che approva e garantisce la domanda di prestito di ciascun membro della comunità, in …... In this way, the group assumes "moral responsibility" for the loan. In questo modo, il gruppo si assume la "responsabilità morale" per il prestito.

Il 97 % dei mutuatari della Grameen Bank sono donne, nessun prestito in Bangladesh alle donne, quindi Yunus ha incominciato volendo almeno il 50 % di donne come mutuatarie della sua banca, donne riluttanti ad assumere prestiti, la voce della storia del Bangladesh che Yunus ha sconfitto.

Discriminazione tra uomini e donne….. "Discrimination is a very mild word," Mr. Yunus says. "They said we are destroying their religion because we are giving money to women." "Hanno detto che stanno distruggendo la loro religione, perché stiamo dando il denaro alle donne."

Capitalismo creativo, Social Business, la creazione di un Mondo senza povertà, il suo ultimo libro che vi riconsiglio di leggere, Yunus riconosce che il libero mercato ha fatto molto per i poveri, ma la struttura non è completa, manca spesso l’attenzione e il rispetto per l’uomo.

In philanthropy, he says, the "dollar has only one life, you can use it once . . . social business dollar has endless life, it recycles. And you build institutions."

Oh quanto ti amo piccola favola cinese dove insegni a pescare piuttosto che servire ogni giorno il pesce su un piatto d’argento……

…..la carità dice Yunus non è efficiente, non almeno quanto un modello di business, …."the moment you bring in a business model, immediately you become concerned about the cost, about the revenue, the sustainability, the surplus generation, how to bring more efficiency, how to bring new technology, how to redesign, each year you review the whole thing . . . charity doesn’t have that package." preoccupazioni per le entrate, i costi, la sostenibilità di un’idea, efficienza…..tutte cose che la carità non dispone.

"The whole thing is about making those opportunities available, so that they can change their lives." "Il tutto per rendere tali opportunità disponibili, in modo che possano cambiare la loro vita."

Oggi avevo voglia di cieli blu infiniti, di orizzonti radiosi, di speranza, di fari in fondo al tunnel, un’ Uomo, un’ Idea, un’ Utopia se vogliamo, in un oceano di tristi notizie ecco il sorriso della dignità, una chance, anche una sola per essere un Uomo!

http://www.markaelrod.net/wp-content/uploads/2008/01/kiva_logo.jpgKIVA.org_Loans_That_Changes_Lives

 

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3 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 19 luglio 2008 at 15:25

Cara vecchia cucina economica che con una sola fonte di energia nello stesso tempo cucinavi, riscaldavi la cucina e producevi acqua calda.
Attorno ad essa si svolgeva buona parte della vita invernale della famiglia e, soprattutto vi siedeva accanto il Vecchio (badate bene vecchio in romagnolo non significa anziano o peso ma bensi rispetto, saggezza, insegnamento, tradizioni, consiglio)
I tempi della cucina economica erano tempi in cui la parola valeva più di un contratto firmato, dove fra persone ci si aiutava, dove le cose si prestavano, dove non c’era nulla ma tutti avevano.
Poi è arrivato il metano, che per fare le stesse cose della cucina economica ci ha fatto spendere e inquinare 3 volte in più. Così nell’iddifferenza e nella modernità è sparita. Assieme ad essa sono spariti i consigli e gli insegnamenti del nonno, le tradizioni, le radici e la sua forza aggregante.
I tempi del metano sono tempi in cui la parola vale meno di nulla, in cui la gente non presta nulla per paura che non venga reso, in cui il vicino è un nemico non una persona su cui ci si può contare.

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2008 at 17:18

Non trovate un attimo imbarazzante che il mondo sia un po’ sottosopra e di come presto forse dovremmo rivedere i nostri preconcetti, dai Fondi Sovrani di Golfo, Cina…arrivano soldi per salvare le piu’ prestigiosi istituzioni finanziarie ma allo stesso tempo la Grameen Bank che offre credito ai diseredati del mondo povero sbarca negli States. Credo che ci sia da riflettere…
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 21 luglio 2008 at 18:47

15/07/2008 – I pirati non hanno più la benda nera sull’occhio sinistro e la gamba di legno. Indossano abiti gessati, sono maghi con i computer, si incontrano “in rete” ad ogni piè sospinto, hanno credito illimitato. Ma la malvagità resta, ed è globalizzata. I pirati affama-popoli sono gli artefici del carovita, con contorno di speculazioni varie, tutte a nostro danno, ovviamente.

Sono loro che spingono i prezzi dei prodotti alimentari, che gonfiano le quotazioni del petrolio, che contribuiscono ad arte a sospingere l’inflazione. Loro che scommettono miliardi di dollari sul barile di greggio a 300 dollari, o in sub ordine a 200, che dirottano il raccolto del granoturco sulla produzione dei bio carburanti, che pilotano la scarsità di beni di prima necessità sui mercati per imporre il loro prezzo. Il Papa ha definito questa moda speculativa la “peste del secolo”, ma i potenti del mondo non fanno nulla per fermare la nuova Filibusta. Volete degli esempi: Il grano è stato gonfiato, nel prezzo, del 314 per cento in cinque anni, l’olio di semi di soia del 199 per cento, il caffè del 164 per cento, il mais del 134. E poi i semi di soia (143%), il cotone (40%), il cacao (34%).

Una politica che vale anche per il condizionamento del mercato della carne, visto che i mangimi sono stati fatti lievitare del 34 per cento, ma che finisce per condizionare pesantemente anche il comparto produttivo che oltre al petrolio (213 per cento), vede l’esplosione dei prezzi delle principali materie prime, come il piombo (564%), il nichel (282%), il rame (414%), l’alluminio (120 %). Oltre ai metalli preziosi come l’oro (183 %) e l’argento (331%). Vere e proprie bolle speculative decise a tavolino come testimonia il diluvio di dollari che affluiscono sui mercati ufficiali e sulla cosiddetta borsa nera internazionale.

Nel 2003 venivano “scommessi” 8,5 miliardi di euro su cibo ed energia; nei primi 52 giorni del 2008 i mercati dei future sono stati inondati da un miliardo di euro al giorno. Dunque siamo in mano ai grandi predoni che, come ogni mala pianta, sono capaci di figliare ovunque, anche nelle estreme periferie. Così ai pirati di petrolio, oro e affini, si aggiungono quelle della carota, dello zucchino e della michetta di pane. Mi chiedo allora a che servano l’Antitrust, il Consiglio d’Europa, la Banca Europea. Il nostro ministro dell’economia, Tremonti promette di essere il mastino acchiappa speculatori e in Europa lo digeriscono assai male.

Per qualcuno è un buon segno visto che qui non si tratta di colpire la speculazione finanziaria, ma quella sulle materie prime. Resta da capire se la piccola Italia saprà fare la voce grossa con i giganti del mondo.
Scritto da: Beppe Fossati – beppe.fossati@cronacaqui.it

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