LO TSUNAMI DEL DEBITO!

Scritto il alle 21:47 da icebergfinanza

" L’abitudine rende sopportabili anche le cose più spaventose " ( Esopo )

Devo ammettere che spesso la mia più grande paura è quella di lasciarmi anestetizzare da questo tempo, dai ritmi di questa vita, lasciarmi travolgere da uno stile di vita che spesso non condivido.

L’abitudine alle volte rende sopportabili anche le cose più spaventose come dice Esopo, ma non è possibile fare l’abitudine allo tsunami del debito che si stà abbattendo sull’economia mondiale, sulla finanza, la stessa finanza che nella magia irrazionale di menti spesso esaltate ha costruito un’immensa torre di Babele finanziaria.

Un mondo alla deriva, una deriva esponenziale alla potenza distruttiva, dal quale giorno dopo giorno l’effetto domino accellera in maniera imprevedibile le conseguenze di un effetto farfalla, il semplice battito della farfalla subprime.

Molti credono nelle proprietà terapeutiche della politica monetaria, molti nelle autodifese dell’organismo finanziario, ma dimenticano che i virus sono innumerevoli e il loro effetto combinato è esponenziale.

Ho spesso ricordato che il fenomeno "subprime " è solo la punta dell’iceberg delle cartolarizzazioni, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare i crediti al consumo, i leasing, i credit default swap, i conduits&siv e la commercial paper, CDO&CLO, in sintesi l’indebitamento generalizzato elevato alla potenza e infine le credit cards.

USA LA BOMBA CREDIT CARDS

L’ennesima bomba ad orologeria è innescata nei bilanci delle banche americane. L’hanno scoperta analisti e investigative reporter finanziari e hanno lanciato l’allarme: i debiti accumulati dai consumatori sulle carte di credito non saldate, hanno superato i livelli di guardia. Oggi sono pari a 915 miliardi di dollari, una somma stratosferica, più del doppio dei famigerati mutui subprime, e identico è l’effettodomino che possono attivare: le banche, si è scoperto adesso, usano rivendere interi blocchi anche di questi crediti a finanziarie specializzate, che li impacchettano e li trasformano in titoli che mettono sul mercato. Il rischio si disperde, si moltiplica, diventa irrintracciabile. Stessa identica procedura insomma dei mutui, ed effetti devastanti a catena che stavolta possono essere ancora peggiori: se i mutui bene o male sono supportati da una garanzia reale (la casa) e spesso sono anche assicurati da qualche agenzia federale, qui sono prestiti secchi e non garantiti in alcun modo……

continua su

http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/12/03/copertina/001karamella.html

Per mesi e mesi la Federal Reserve e il Governo Americano hanno sostenuto la forza dell’ economia americana e l’assoluta mancanza di segni di contagio, il fatto che il fenomeno subprime era sostanzialmente sottoscritto. Nessun sgno di contagio alle categorie ALT-a, Prime e Jumbo Mortgage!

Oggi questa analisi del WSJonline testimonia come ormai il virus sia ampiamente diffuso attravesro tutti i livelli di solvibilità.

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16 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2007 at 22:00

ciao andrea , sono minghin , a questo punto non ci rimane che comperare lingottini d’oro di peso piccolo così li useremo per fare la spesa !!!!!!

Scritto il 4 dicembre 2007 at 22:07

Ciao Minghin come mi ha scritto un amico del blog forse è meglio cercare tartufi visto che uno da circa un chilo e mezzo è stato venduto ai cinesi per 330.000 dollari.

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 09:07

ai lingottini d’oro ci ho pensato spesso anche io….. qualcuno sa dove comprarli e che siano garantiti?!

saluti,
Marco G.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 09:08

o meglio….. qualcuno sa come cavolo si investe in oro (senza comprare ingombranti e poco commerciabili lingottini!!)??

Marco G.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 11:21

grande equipaggio! mi riferisco anche ai dormienti.
Dunque, siamo agli spiccioli ….. forse é questa la novità rispetto alle altre crisi del passato, il fatto cioé che siano le banche a dichiarare la “bancarotta” (e a non subirla). Mi viene un dubbio, non sarà tutto cominciato quando banche ed assicurazioni si sono mischiate?
ciao a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 14:12

Andrea a che punto siamo arrivati!!!!

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Londra, 05 dic – E’ scandalo in
Gran Bretagna per le indiscrezioni, pubblicate da ‘The
Guardian’, sui veicoli usati dalle grandi banche britanniche
per cartolarizzare i mutui in loro possesso: negli ultimi
sette anni, denuncia il quotidiano, almeno undici banche,
ora sotto inchiesta, avrebbero accumulato 234 miliardi di
sterline (324 miliardi di euro circa) in fondi non
consolidati in bilancio con status di societa’ per scopo
benefico (‘charity trust’). Questi hanno a loro volta
cartolarizzato i mutui di proprieta’ delle banche,
vendendoli contro abs a pool di grandi investitori,
ricavandone un totale di 234 miliardi di sterline. La prima
a finire nel mirino della Charity Commission e’ stata
Northern Rock che ha usato un piccolo ‘charity trust’
dedicato ai bambini Down per raccogliere 71 miliardi di
sterline. Questa inchiesta, afferma ‘The Guardian’, sta per
essere allargata e altri undici banche e istituzioni
finanziarie sono sotto esame per valutare se hanno violato
la legge britannica sulle organizzazioni a scopo benefico.
Tutte le banche sotto inchiesta hanno ammesso, scrive il
quotidiano, di non avere donato niente del ricavato ad
attivita’ benefiche. Abbey National, ad esempio, ha detto di
aver donato 30mila sterline da fondi gia’ chiusi in passato
su un valore totale di mutui detenuto da fondi di questo
tipo di 40 miliardi

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 14:20

stime ADP +189.000 posti,
ma se va davvero cosi bene perche’ continuano a tagliare i tassi.
mah…………………. e’ un vero mistero…………………….
Marco

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 14:39

The Show MUST Go on…
ragazzi la speranza e’l’ultima a morire…volevo farvi noare che qualcuno alla FED sta studiando n modo di congelare i tassi dei mutui per tutti…allegria ! Non e’ uno scherzo ma la verita’e se qualcuno ne sa di piu’ben venga.
saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 15:57

A proposito di Oro, personalmente preferisco accumulare delle sterline …. il taglio è piccolo e sono universalmente riconosciute…. il problema poi è quello di dove metterlo l’oro …. infatti se arriva il big one.. non penserete mica di andare in banca e di farvi aprire la cassetta di sicurezza … Argentina docet … ma questa è un’altra storia …

Ancora garzie capitano !!!!

Roberto

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 16:23

PER GLI AMANTI DELLO STUDIO DI BORSA DI LUNGO PERIODO E DI CICLI ECONOMICI, PER QUELLI CHE DICONO CHE NEL LUNGO TERMINE LA BORSA PAGA SEMPRE, SENCONDO ME QUELLO CHE CI ASPETTO DA QUI IN AVANTI “BORSISTICAMENTE PARLANDO” E’ MOLTO SIMILE AL PERIODO 1965/1982. ANDATELO A VEDERE
MARCO

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 17:39

Cari tutti,
condivido in gran parte l’allarme generale e sono convinto che siamo in una situazione di asset price inflation con sopravvalutazione di tutti i beni reali, dagli immobili alle aziende.
Considerando pero’ che il Governo USA sta pompando l’economia a più non posso, da un lato con faraonici programmi di spese militari e dall’altro con la promessa di tagli ai tassi di interesse mi chiedo: quanto potrà durare? Durerà fino alle elezioni americane di novembre 2008? Fino al prossimo crack di una grossa banca (notare che Citicorp se l’è cavata vendendo un pezzo di se stessa ad un fondo di stato Medioorientale)? Fino ad una massiccia fuga dal dollaro? Qualcuno ha voglia e capacità di azzardare un orizzonte temporale please?
Guido

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 19:41

ciao a tutti i naviganti , attenzione trappola x tori . oggi dati bellissimi domani bruttissimi , quì sono diventati tutti matti . x l’oro un posto ce sempre ciao minghin

Scritto il 5 dicembre 2007 at 22:37

Ciao Andrea, ed amici Blogghisti, sono completamente disorientato, ma come c.a.v.o.lo hanno fatto oggi ad uscire dei dat cosi’ positivi???
Cosa c’e’ che non va!!???
Essendo ribassista in questo momento particolare del mercato, ho un po’ di sconforto. . .
Thanks . .
Roberto Zanotti di Cesena

Scritto il 5 dicembre 2007 at 22:52

Caro Roberto in fondo si tratta solo di leggere i dati utilizzando la lente di ingrandimento e ricordando alcuni particolari. Come spesso ci ricorda Michele, in fondo la Borsa è un’entità a se stante che vive di irrazionalità, euforia e depressione, ieri giù del 1 % oggi su del 2 % ma in fondo sempre li vicina al baratro.
Domani useremo insieme la lente d’ingrandimento.

Se l’obiettivo è il breve termine ogni soluzione è possibile, ma consiglio a tutti di sedersi in riva la fiume e stare a guardare, in fondo la nostra corrente è quella del medio e lungo termine, come dice il mio amico Paolo Barrai, le reti vanno gettate in profondità…….. e ciò che abbiamo visto non è nulla in confronto a ciò che verrà.
La dinamica è lunga e lenta, l’importante è analizzare alla ricerca di una flebile luce nelle tenebre di questo tempo!

Non vi è nulla di razionale nel breve termine…….

Caro MAS ebbene faccio veramente fatica a tenere accesa la luce dell’ottimismo, ormai non vi è giorno con qualche novità, qualche notizia la nostra fervida immaginazione possa rincorrere nella realtà.

Certo che quella delle CARITY TRUST è una delle tante gocce che fanno traboccare il vaso, sempre che esisti ancora un vaso!

Buona Notte a tutti e ….la verità è figlia del Tempo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2007 at 22:59

Vi leggo da un po’ di tempo, complimenti a tutti in particolare al Capitano di questo vascello.

Ora passiamo alle cose serie, Ecco un articolo del 24ore che indirettamente ci mostra l’importante perdita di fiducia delle banche e la loro difficoltà a finanziarsi:
04/12/2007
Salta l’asta delle sofferenze Ubi
La crisi dei mutui subprime ha imposto un blocco a molte operazioni di cessione di crediti in sofferenza. Venerdì scorso è stata Ubi Banca
a doversi fermare: l’istituto nato dalla fusione tra Banca Lombarda e Bpu aveva in programma la vendita di un pacchetto di crediti ipotecari in sofferenza per 240 milioni di euro, ma le offerte che sono arrivate dai due possibili acquirenti (Deutsche Bank e Abn Amro) sono state troppo basse. La stessa cosa era capitata qualche mese fa ad UniCredit,
che ha dovuto rinunciare a vendere in asta due grossi pacchetti di crediti in sofferenza da 3 miliardi. Motivo? Lo stesso: secondo indiscrezioni raccolte dal Sole-24 Ore, le offerte arrivate dai partecipanti all’asta erano troppo basse.
Per capire il problema bisogna fare un passo indietro. Negli ultimi anni molte banche hanno organizzato aste per vendere, al miglior offerente, pacchetti più o meno grandi di crediti in sofferenza. Ovviamente le cessioni sono sempre avvenute a prezzi più bassi rispetto al valore lordo di questi crediti. In asta si presentano solitamente istituti specializzati nel recupero: il loro obiettivo è di comprare i crediti problematici messi in vendita dalle banche a prezzi da “saldo”, in modo poi da guadagnare con il recupero. Le banche che vendono, invece, lo fanno per sbarazzarsi dei crediti in sofferenza. Loro li hanno già svalutati in bilancio: l’operazione è dunque soddisfacente, dal punto di vista dei venditori, se chi compra è disposto a pagare un prezzo uguale o più elevato rispetto al valore dei crediti in bilancio.
Con questa logica negli ultimi anni sono state effettuate decine di cessioni pro soluto di sofferenze bancarie. Ma negli ultimi tempi il gioco si è inceppato: la crisi dei mutui subprime ha infatti causato un generale calo dei prezzi nel settore. Così nelle ultime aste le offerte sono risultate inferiori agli stessi valori di bilancio dei crediti messi in vendita.
Venerdì scorso è successo a Ubi Banca. L’istituto aveva messo in asta un pacchetto di sofferenze da 240 milioni di euro, ma i due partecipanti (cioè Deutsche Bank e Abn Amro) hanno offerto un prezzo –affermano fonti di mercato – inferiore al valore dei crediti in bilancio. Dunque la vendita è saltata. Alcune fonti vicine a Ubi Banca fanno sapere che in futuro l’asta potrebbe riaprirsi se le condizioni di mercato dovessero cambiare. La stessa cosa, come accennato, era accaduta a UniCredit qualche mese fa. Anche in quel caso, per lo stesso motivo, l’asta si chiuse con un nulla di fatto. «Ci limitiamo a vendere piccoli pacchetti selezionati di sofferenze – spiegano ora da Piazza Cordusio –, come i 130 milioni di crediti ipotecari appena ceduti da UniCredit Banca per la casa». La crisi dei mutui subprime, insomma, ha messo il bastone tra le ruote di questo nuovo ma crescente mercato italiano.
Il Sole 24 ore
Morya Longo

Unico rilievo è che le cartolarizzazioni, soprattutto utilizzate a fini di “maquillage”da parte delle banche e mi ricordo di istituzioni tipo l’ INPS, sono in voga in Italia almeno da una 15ina d’anni.

Saluti
AbacaB

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2007 at 13:56

rispondo a roberto ,solo il superamento di 40000 di fib nel breve bisogna chiudere posizione ribassista ma nel medio e lungo non ci penso nemmeno ciao minghin

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