ALLE SORGENTI DELLA FIDUCIA, NEI SOTTERANEI DELL'UMANITA'

Scritto il alle 10:23 da icebergfinanza

wikimedia

Tempo fa scrissi a proposito della Fiducia nell’Economia che nei sotteranei dell’Umanità dove la disperazione e la miseria sono all’ordine del giorno, dove la scelta è tra gli istinti peggiori  o  la  scoperta delle infinite risorse nascoste per sopravvivere , vi sono le fonti, le sorgenti della speranza, della fiducia nelle potenzialità nascoste dell’Umanità intera.

Proprio nei bassifondi dell’Umanità vi è la chiave per cercare di ricostruire la fiducia perduta, da li è nata la grande realtà della Grameen Bank di cui ho già parlato diffusamente in altre occasioni. Il suo fondatore, il fondatore del microcredito, Yunus, ha basato il suo “impero d’Amore” sulla fiducia, sulla consapevolezza che ogni essere umano ha creatività straordinarie e formidabili capacità!

Fiducia, trasparenza, senso di giustizia, autenticità, rispetto sono termini che nella Giungla del Business, sono relegati come trofei, appesi alle pareti come ricordi lontani di battute di caccia, trofei che testimoniano il ricordo di valori ormai scomparsi o perlomeno dimenticati.

Nella Giungla del Business, nell’ Arena del Capitalismo, per fortuna esistono ancora delle Oasi di trasparenza, cristalli fragili, dimenticati.

La fiducia nei rapporti umani è l’essenza stessa della vita, come lo è nelle relazioni commerciali e finanziarie. Ovviamente è un fondamento della società specialmente nella Famiglia dove è essenziale poter fidarsi, poter contare ognuno sull’altro.

Meritare fiducia significa anche essere coerente e trasparente nelle proprie scelte, nei propri sentimenti, nelle relazioni umane e questo sia ben chiaro è una conquista che richiede un cammino infinito, pieno di ostacoli e di continue sconfitte.

Il sistema economico, l’essenza stessa della moneta come sta scritto su Wikipedia, è riassunto nella sostanza per la quale queste monete vengono accettate in pagamento, che " risiede nella fiducia di chi le riceve che altri faranno altrettanto, accettando in pagamento monete, banconote, depositi bancari o titoli di stato.

"Senza tale fiducia difficilmente una moneta sarebbe accettata in pagamento e neppure il corso legale di una moneta, ovvero l’obbligo di accettarla in pagamento, potrebbe molto contro il rischio di trovarsi in mano carta straccia o un deposito bancario inutilizzabile."

Negli ultimi giorni spesso avete sentito parlare di una crisi di liquidità, altri come Nouriel Roubini, ricordano che questa è non solo una crisi di liquidità, ma anche una crisi di insolvenze, possibili insolvenze ma questa come abbiamo visto è sopratutto una crisi di fiducia, fiducia nei mercati finanziari, nei suoi attori principali, nelle stesse istituzioni.

Se tornate per un attimo indietro nel tempo e precisamente al 3 giugno di inizio estate, vi troverete il mio post dal titolo " LA_FIDUCIA_NELL’ECONOMIA " quasi un segno premonitore, in epoca non certo sospetta.

In questo post si fà riferimento all’intervento di Partha Dasgupta durante il Festival dell’Economia a Trento, un intervento magistrale e quasi profetico, visto quello che avviene oggi.

Per Dasgupta quattro sono i cardini che consentono di generare e mantenere la fiducia:

a) La FAMIGLIA e i suoi componenti.

b) Il rispetto della PROPRIA PAROLA.

c) Una "GARANZIA ISTITUZIONALE".

d) La presenza di  NORME SOCIALI condivise dalla comunità.

Come riconosce lo stesso Dasgupta ognuno di questi cardini ha le sue debolezze e meglio sarebbe se ognuno interagisce con l’altro.

 

 

Capitale sociale è quindi, in questa accezione, il rapporto di fiducia

reciproca che si crea all’interno di una società per effetto di norme socialmente

condivise. In altre parole, l’insieme di valori e di comportamenti su cui si fonda

una comunità, che va coltivato, custodito e rafforzato.

Partha Dasgupta

 

Ecco quindi che si parla di valori che vanno coltivati, custoditi e rafforzati.

Io ci aggiungerei questi "valori" che sono alla base di ogni reciproco rapporto umano che se vogliamo usare un termine economico. finanziario, massimizza il risultato finale:

a) Trasparenza e sincerità.

b) Coerenza ed autenticità.

Ora qualcuno potrebbe paragonare questa riflessione, all’ " ISOLA CHE NON C’E’ " e che non vi sarà mai, un’isola fantasma figlia dell’immaginazione idealistica.

Nei commenti del post qualcuno scrisse:

"Ogni uomo ha un prezzo, per alcuni e’ il denaro, altri hanno altri prezzi"
F. Nietzsche
 
ed io risposi…..
 
«Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.» e ancora…..

"Se si ha carattere,
si ha anche una propria tipica esperienza interiore,
che ritorna sempre."

F.Nietzsche

 
La morale è semplicemente l’atteggiamento che adottiamo nei confronti di individui che personalmente non ci piacciono. (Oscar Wilde)

Con tutto il rispetto ognuno può percepire questa frase come vuole, ma non vi è dubbio che la morale e l’etica sono atteggiamenti che esulano da ogni discorso di carattere ideologico!

L’ideologia secondo wikipedia è un insieme di idee, solitamente organizzato in un sistema più o meno coerente. La coerenza è come un diamante spesso introvabile ai giorni d’oggi ma in fondo pur sempre ricercato.
Un lettore scrisse tempo fa che…. "Quindi il problema non é appioppare allo stato-delle-cose un "Che schifo non c´é moralitá nelle transazioni finanziarie" quanto individuare margini di intervento. "

Non è tanto l’ammoralità delle transazioni finanziarie il problema, ma la mancanza di volontà assoluta nel cercare di individuare i margini di intervento, in nome di "un’ideologia" che và sotto il nome di "LAISSEZ FAIRE" un’ideologia che si ispira al libero mercato ma che quando è in crisi interviene come nei più classici interventi statali, con vaccinazioni di massa, in quanto la prevenzione è contraria all’ideologia stessa!

Vogliamo applicare una tassa, tanto per fare un nome TOBIN TAX alle transazioni speculative da destinare ai progetti, alle idee, alle innovazioni che non hanno un futuro, in quanto non hanno accesso ai capitali, ai finanziamenti in genere?

E’ qui che si leva l’ideologia del libero mercato, dove ogni limite o meglio senso del limite, ogni finalizzazione che non sia il profitto viene visto come morale.

Se la morale non urtasse, non verrebbe lesa. (Karl Kraus)

In fondo come detto in altre occasioni si tratta di scegliere tra il pensiero di Milton Friedman che presuppone il massimo sforzo proteso verso il massimo profitto senza perdere tempo con etica o questioni ambientali che si voglia e la responsabilità sociale di impresa, nella quale l’obiettivo del profitto è coniugato con l’attenzione alla comunità e all’ambiente!

Per quanto riguarda la fiducia nell’uomo,  non esiste nessun sistema capitalista che da fiducia a coloro che vengono dagli abissi dell’umanità, siano essi subprime o figli del microcredito. 

Oggi non voglio parlare di finanza, di economia, abbiamo già visto insieme il significato della " crisi di fiducia " una crisi che ha le sue radici nella mancanza di trasparenza, nella mancanza di semplicità, nell’edonismo finanziario di un sistema che non sopporta l’attesa, non sopporta il consolidamento, non concepisce altro mezzo che una crescita irrazionale o un crollo recessivo. Le crisi finanziarie saranno sempre con noi, crisi ogni volta con caratteristiche diverse ma in fondo sempre uguali, che nascono dall’irrazionalità umana, dalla mancanza di trasparenza, dal senso di onnipotenza che circola nell’ambiente finanziario.
In fondo forse qualcuno non lo ha ancora capito, questa è una crisi potenzialmente più devastante di tutte quelle che la hanno preceduta e la testimonianza di un evento straordinario è nelle file dei risparmiatori che si affollano fuori dagli sportelli della Northern Rock per prelevare i loro risparmi, una mancanza totale di fiducia nei confronti della propria banca, delle istituzioni che garantiscono la solvibilità della banca stessa.
Abbiamo creato un sistema talmente complesso che basta l’effetto di un "battito d’ali" di una farfalla subprime per scatenare uno tsunami della sfiducia.

La speculazione selvaggia in grande stile distrugge l’economia, distrugge i tessuti sociali o perlomeno provvede a minarne le fondamenta e la stessa fiducia nel sistema.

Una concezione della vita e dell’economia, la speculazione che semina i germi della miseria, della povertà di milioni di esseri umani che a loro volta, miseria e povertà che rappresentano l’ " humus " dove nasce la rabbia, la frustrazione, la disperazione che origina il terrorismo.

La speculazione è uno sforzo, con molte probabilità di fallire, di trasformare poco denaro in molto denaro. L’investimento è uno sforzo, con molte probabilità di successo, per evitare che molto denaro diventi poco denaro. Edward Chancellor

Oggi abbiamo bisogno di un sistema alternativo ma integrato. In economia non c’è nulla da inventare come detto più volte, nulla da inventare come invece hanno fatto gli stregoni della finanza, i creativi dell’edonismo finanziario, profitti esponenziali senza logica alcuna, figli di un senso di onnipotenza determinato dalla mancanza di percezione del rischio, di senso del limite.

L’economia è fondata sul lavoro, sulla produzione, sull’innovazione, sulla ricerca, sugli investimenti, sui consumi, sul risparmio e perchè no sull’indebitamento sostenibile e quindi si tratta di trovare la formula giusta perchè tutti questi elementi possano trovare un loro equilibrio, al servizio dell’uomo e non esclusivamente del profitto.

Servono idee, competenze, cultura e una buona dose di etica che diano origine a progetti e programmi innovativi partendo dalla quotidianità, dalle realtà locali, in quanto oggi è evidente il fallimento di tutto ciò che ambisce ad accorpare, fondere, espandere, integrare realtà talvolta diverse, talmente complesse da richiedere energie e tempo che nella maggior parte dei casi non raggiungono il loro scopo, il loro obiettivo.

Ovviamente non sempre grande è sinonimo di fallimento!

Ma per rifondare quello che crediamo scomparso, dobbiamo partire dalle piccole cose di ogni giorno, dai piccoli progetti, dalle micro istituzioni, dalla cooperazione.

Per fare questo come dice Miriam Giovanzana in Altreconomia abbiamo bisogno di stare fuori dall’acquario del pensiero comune e della sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell’acquario pensano che quello sia l’unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l’acqua che ci permette di vivere, quella dell’acquario appunto, e anche quella che ci tiene prigionieri.

Splendida metafora! Abbiamo bisogno di uscire dalla corrente, di risalire alle origini, alla sorgente di questo tempo, di questa economia, per proporre un nuovo modo di fare economia, senza cambiare nulla dei suoi fondamenti ma integrandola con progetti e idee che siano innovative, che ritornino alle origini della fiducia nell’uomo, nelle sue potenzialità, nella sua creatività, una fiducia non riposta esclusivamente in alcuni individui ma nella collettività, nella cooperazione.

Le pagine di questi giorni sono occupate dalla finanza, la finanza innovativa che stà minando la crescita economica, una finanza di portata colossale sia nelle sue creature che nei suoi strumenti, un’economia ostaggio della finanza.

Un’utopia nata da un sogno, è quella della microfinanza, del microcredito un progetto innovativo che NON porta l’eclusivo marchio del suo fondatore, Muhammad Yunus.

 

Un progetto fondato sulla fiducia nell’uomo, non un uomo qualsiasi ma l’essenza stessa della disperazione, della miseria, sulla fiducia negli ultimi, coloro ai quali nessuno darebbe credito, coloro che il sistema finanziario rifiuta in nome di una mancanza di fiducia nelle potenzialità nascoste della disperazione.

Secondo il Microcredi Summit, nel mondo sono operativi tremila programmi e istituzioni di microcredito che hanno raggiunto nei sotteranei dell’umanità ben 81 milioni di microimprenditori e microaziende. Di questi ben l’ 84 % sono ragazze o donne, la femminilità che manca nella finanza, quella sensibilità e quella affidabilità che contraddistingue questo fenomeno.

Un sistema nato dalla semplicità e dalla trasparenza, da regole certe e condivise, microbanche, banche villaggio, cooperative del credito, un sistema nato dalla dignità e dalla fiducia che questi "miserabili" ci stanno insegnando, la potenza di un messaggio che piano, piano giunge sino alle nostre porte.

Percentuali di insolvenza praticamente nulle, figlie della dignità, figlie della riconoscenza verso la comunità, la collettività che ha dato credito, che da fiducia.

Il sogno di Yunus come abbiamo visto è quello di creare una "Borsa Etica", un luogo dove investire sul futuro dell’umanità, dove la speculazione è solo un lontano ricordo, investire sul nostro futuro, sulla sicurezza, su un progetto che dovrà sempre tenere a mente le sue origini, quelle "micro" destinate alla vita delle comunità, alla speranza di un futuro migliore, lontane dagli echi della globalizzazione, lontane dai concetti base della macroeconomia, lontane da quei cambiamenti che nei nostri sistemi avvengono talmente lentamente da non lasciare spazio alla speranza stessa di coloro che vivono nella miseria.

Se potete uscite per un attimo dal sistema, andate a leggervi queste realtà, usate i motori di ricerca, se non conoscete l’inglese utilizzate i traduttori, ma immergetevi in queste realtà per conoscere il " coraggio di una proposta alternativa " il successo di programmi e progetti nati dalla disperazione, dalla passione di tanti uomini e donne, talvolta senza nome, senza Nobel che ogni giorno lottano per una nuova Umanità, un mondo migliore.

 

 

http://imageshack.us/

 

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12 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2007 at 09:47

Salve Andrea.
Mi piace definirmi un idealista pragmatico ma ti confesso che ancora oggi ho difficolta’ a coniugare la sintesi di questi due opposti.La personale nonche’ collettiva costruzione economica passa attraverso qualcosa di immaterale ma estremamente concreto che si chiama “Fiducia”.
Che significa il primo Credo nel futuro, la prima molla e sostegno soprattutto nelle attivita’ imprenditoriali.Diciamo che la parte nascosta dell’ICEBERG, che appartiene a tutti e a diverso titolo, deve mostrarsi non piu’ solo nella sua pericolosita’ ma anche nel suo potenziale di crescita. Contrastato e poco lineare ma vivo..Conosci,possiedi ,trasforma.
Questa è la mia pratica quotidiana.
Cordiali saluti con stima
Stefano

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2007 at 12:12

Certo che citare Nietzsche…

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2007 at 15:25

In effetti Nietzsche , e Wilde sicuramente sono fuori luogo se si vuole parlare di etica ….

Scritto il 16 settembre 2007 at 19:52

Nietzsche e Wilde non li ho citati io, ma un lettore commentando un mio precedente post.

Di Oscar Wilde ho semplicemente contraddetto una sua frase. Forse leggendo meglio le cose possono apparire più chiare.

Di Etica si può parlare anche citando coloro che non corrispondono al nostro pensiero per scoprirne i lati nascosti ma la sintesi di questo post non stà nelle citazioni, ma forse ormai è quando troviamo un puntino nero in una pagina bianca ci attrae più dell’intera pagina.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2007 at 20:30

Valore-Valore
o
Propaganda -speranza?
A quale categoria intimamente si appartiene?
Saluti

Scritto il 16 settembre 2007 at 21:11

Se per VALORE-VALORE si intende massimizzazione del profitto in fondo come detto in altre occasioni si tratta di scegliere tra il pensiero di Milton Friedman che presuppone il massimo sforzo proteso verso il massimo profitto senza perdere tempo con etica o questioni ambientali che si voglia e la responsabilità sociale di impresa, nella quale l’obiettivo del profitto è coniugato con l’attenzione alla comunità e all’ambiente!

Se per PROPAGANDA e SPERANZA si intende UTOPIA allora ecco che qui, immancabile si leva l’ideologia del libero mercato, dove ogni limite o meglio senso del limite, ogni finalizzazione che non sia il profitto viene visto come morale o utopia appunto.

Una storia vecchia quella dell’utopia, un fastidio mai sopito.

Andrea

Scritto il 16 settembre 2007 at 23:02

Accidenti quanta roba arretrata ho dovuto leggere. Sono stato via, ma ora sono di nuovo sul “nostro” vascello. OK capitan Andrea, quella roba “lo stress è un iceberg…” è virgolettata e stava scritta sul sito http://www.irf.it subito dopo la descrizione della Sindrome Generale di Adattamento (SGA). Credevo l’avessi letta, continuando…
E’ proprio lì che vado, a Firenze, all’Università, una volta al mese, per continuare ad imparare questa nuova materia in evoluzione (la Neuropsicofisiopatologia). Vi prego, naviganti, approfondite l’argomento!!! Siete davanti al “motore ad acqua della Medicina”, alla più importante scoperta della Storia della Medicina, al Nobel dei Nobel…Quando il genio di un uomo può rivoluzionare (in bene) la salute di tutti.

Mi è stato chiesto qualcosa sull’infarto (necrosi), solitamente inteso come la morte di un tessuto per mancanza di ossigeno. Si pensa subito al cuore, ma è anche cerebrale, intestinale, osseo ecc.

Rimaniamo all’accezione più comune, riferita al cuore. L’infarto può essere talmente massivo da determinare la “Morte Improvvisa”. Ma è poi così improvvisa?

Attualmente, in Medicina, le cose non vengono collegate, quasi fossimo fatti di pezzi assemblati che continuano a funzionare indipendentemente gli uni dagli altri. E allora vi faccio l’esempio dell’imprenditore.

Ha un’azienda con 49 dipendenti (51 creava ulteriori problemi), lavora tutto il giorno, almeno 12 ore con grande responsabilità verso di lui e verso di loro (un mazzo tanto…). Cosa dovrebbe fare alla sera quando torna a casa? Riposarsi. E invece no: va in palestra, si produce per due ore le sue belle beta endorfine e si sente nuovo, ricaricato, pronto per andare a ballare (per semplicità ne prendo uno pulito, che non si fa). Il sistema è fuori giri, ma ovviamente le capacità di compenso sono enormi e la cosa va avanti, molto avanti, troppo avanti. Qualche raffreddore e poi influenza o simili vengono subito combattute con i farmaci di turno e “…via, riparti di slancio..”Un bel giorno sciatalgia acuta: e chi si ferma, “l’azienda ha bisogno di me ed io ho bisogno dell’azienda”.: cortisone e via, riparte di slancio… Accidenti, questa sciatica continua a tornare: intervento, il più veloce, “non posso fermarmi”. E Via, riparte di slancio… “Accidenti, questa polmonite non ci voleva”. Ma ora, con una settimana di antibiotici, si guarisce subito…
A questi ritmi il Sistema non può più sopravvivere, da troppi anni è fuori giri e allora, per sopravvivere questa volta va a bloccare il regolatore del metabolismo: la Tiroide. Con una tiroidite autoimmune (anticorpi anti tiroide). Con la tiroide fottuta il sistema deve rallentare per forza.
Nooo. C’è l’intervento!! porta via la tiroide e prende l’Eutirox, così torna come nuovo e prosegue a fare la stessa vita.
Un giorno… Morte Improvvisa, si chiama proprio così: le cause non si conoscono ancora con precisione. Stava così bene…

Si definisce morte improvvisa la “morte che sopraggiunge inaspettata, che avviene entro un’ora dall’inizio della sintomatologia acuta, in soggetti in pieno benessere o in soggetti il cui stato di malattia cronica non faceva prevedere un esito così repentino”. Si stima che ogni anno in Italia muoiano improvvisamente circa 70.000 persone.

Alla faccia dell’inaspettato… …

Bhè, che ve ne pare? Sono questi gli interessi devastanti che si pagano per una gestione scriteriata del proprio corpo (non seguire i messaggi). Ne avevo già parlato.

Sarà una maledizione inaspettata quella delle tre streghe o il “nostro” capitano l’aveva prevista?
Quando il sistema collasserà cosa diranno i più? INASPETTATO!!!

Alla faccia dell’inaspettato… …
Bill

Scritto il 16 settembre 2007 at 23:34

Ciao caro Bill bentornato a bordo!

Non vi è alcuna ombra di dubbio che tutto sarà definito come inaspettato, inimmaginabile, imprevedibile, il semplice battito d’ali della farfalla subprime che scatenò un’uragano.

Permettimi di utilizzare ancora le Tue metafore “mediche” in quanto come vedi il mio blog vive di metafore, metafore di una semplicità tale da richiamare il potere della NATURA, la sua forza educatrice, i suoi insegnamenti nascosti.

In fondo resta ancora …..il coma artificiale per un sistema che vive di illusioni chimiche.

ciao Bill, Andrea

Anonimo
Scritto il 17 settembre 2007 at 14:17

CRISI SUBPRIME: Greenspan, prezzo case scendera’ significativamente
LONDRA (MF-DJ)–Il prezzo delle case negli Stati Uniti scendera’ significativamente. E’ quanto ha dichiarato Alan Greenspan, ex presidente della Fed, secondo quanto riportato dal Financial Times, aggiungendo che la flessione “sara’ piu’ ampia di quanto molta gente si aspetta” e potrebbe essere nell’ordine della doppia cifra percentuale. Greenspan ha pero’ spiegato che Bernanke non dovra’ tagliare i tassi in maniera troppo aggressiva perche’ il rischio di una crescita dell’inflazione e’ piu’ grande adesso di quando era lui a capo della Fed. La crisi innescata da un calo dei prezzi immobiliare sara’ comunque piu’ difficile da gestire di quella causata da un calo dei consumi. Sull’attuale crisi dei mercati, Greenspan ha spiegato che “era un problema che aspettava di emergere” con gli investitori che investivano negli asset backed securities che forniscono un rendimento superiore ai Treasury come fossero “cocaina”.

Deliziatevi con questa zolletta delle ore 15,08
saluti nautilus

Anonimo
Scritto il 17 settembre 2007 at 16:06

“Sento ormai un richiamo irresistibile, tornare ad occuparmi di finanza etica, progetti e utopie che si realizzano nei bassifondi dell’umanità, la dove la fiducia è ancora un valore irrinunciabile e la dignità un insegnamento supremo alla civiltà del relativismo! “

Perché non proviamo a creare una fiducia sottomarina. Costruiamola nell’ovattata quiete di quest’elemento all’interno del quale tutto si muove privo di baccano. Quel baccano che, in superficie, allarma e prepara ciascuno al timore uditivo : “se ne sentiranno delle belle! Il tonfo sarà assordante! La caduta farà un gran rumore!” E quante altre se ne potrebbero aggiungere. Ma qui in quest’elemento, nelle profondità del quale, giacciono tante scorie dei bassifondi dell’umanità lo spettacolo si preannunzia affascinante. Come tutte le volte in cui l’umanità ha vomitato vergognosi inganni tutti i rifiuti, tutte le scorie, da questi prodotte sono giunte sul fondo senza far rumore. Sono passate, nella loro discesa, senza precipitare ma venendo giù in modo lento ed oscillante tale che ogni loro particolare si sia avuto il tempo di osservare. Si è potuto, perfino, seguirle nella discesa fino al fondo rendendosi ben conto dei danni che l’umanità arreca a se stessa. Se la fiducia e la dignità ben coordinate insieme potessero generare, qui nell’ovattata quiete di quest’elemento, un qualcosa simile ad un ICEBERG finanziario da far crescere in volume in modo lento ma costante e poi una volta raggiunta la massa critica si potrebbe tutti insieme sganciarlo dall’ancoraggio sottomarino. Se quell’ancoraggio fatto di costante fiducia di unioni di convinzioni morali ( pulite) potesse essere il punto di partenza dell’iceberg da far emergere in superficie quanti, mi domando quanti, resterebbero esterrefatti dalla presenza nel mare della finanza di un segnale che come l’ICEBERG mostrerebbe sola una punta e celerebbe un corpo, non emerso, di dimensioni sconosciute e di una robustezza non misurabile. L’inizio del rigenerarsi di un’etica che assumerebbe le forme dell’isola che non c’è la quale sembrava solo un iceberg finanziario ma poi “Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora…..c’è!!!!
Ho immaginato in modo UTOPICO – ho avuto una visione che si è venuta formando dai riflessi che provengono dalla superficie di un mare da cui cresce il “baccano” di un vomito che l’umanità è in procinto di emettere. Che tutti i richiami irresistibili siano accolti con entusiasmo ed incoraggiamento. Che tutti i richiami irresistibili siano immuni dal vomito dell’umanità. Un vomito che “puzza” ed “inquina”. E così sia !!!!! Ho UTOPIZZATO il senso dell’utopia.
Grazie a te Andrea
saluti nautilus

Anonimo
Scritto il 18 settembre 2007 at 00:22

Leggete un po’ qua:
“La benzina? Non ci servirà mai più. Raffino i rifiuti al posto del petrolio”

http://www.ilgiornale.it:80/a.pic1?ID=206400

Bill

Anonimo
Scritto il 5 ottobre 2007 at 02:02

Caro Andrea,
è la prima volta che visito il tuo blog e non credo ci sia nulla di più azzeccato. In un momento come questo, ahimè lungo e difficile per la storia dell’Italia e del mondo, credo sia proprio il caso di porre l’accento sul nesso inscindibile tra etica ed economia, come i più grandi pensatori hanno insegnato. Mi viene in mente in proposito un breve ma esaustivo volume di Odd Langholm, edito da vita e pensiero, “L’economia in Tommaso D’Aquino”. Partendo da Aristotele, i concetti di economia etica nella filosofia tomista. Molto interessante. E grazie per i tuoi spunti di riflessione.
a presto,
Paolo

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