UN' ESPLOSIONE DI CONSAPEVOLEZZA. La Federal Reserve ed i consumi

Scritto il alle 00:06 da icebergfinanza

http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/12_Dicembre/01/fdg/NOVA.jpg

ATTENZIONE !!!!!! POST RIVISTO ED AGGIORNATO.

Con il termine consapevolezza, come detto in altra occasione, si intende la percezione o la reazione cognitiva di un essere umano al verificarsi di una certa condizioneo di un evento.

Ovviamente una persona consapevole, non necessariamente può arrivare a comprendere la situazione, può sviluppare delle idee soggettive che non tengono conto della possibile realtà a tal punto che un eventuale cambiamento di visione può essere paragonata ad una illuminazione.

Ormai da molto tempo il termine stabilizzazione o correzione viene solitamente usato dalla Federal Reserve per identificare questa recessione” immobiliare, un modo alquanto inopportuno per sottovalutare le conseguenze real, possibili di questo vero e proprio tsunami che stà per abbattersi sull’economia americana.

Tempo fa in un precedente post dal titolo “ CONTAGIO SUBPRIME: esagerandone e sottovalutandone le conseguenze” scrissi che la Storia è un’inestimabile custode del passato, dove nella sua memoria fossile stanno scritti i ricordi delle esperienze dell’Umanità e nel nostro caso della storia economica-finanziaria.

Così scrissi nel precedente post:

Per comprendere come la Storia sia una maestra di Vita straordinariamente inascoltata, basta riprendere per un attimo le vicissitudine della US.Savings & Loan Crisis degli anni 80 il più grande scandalo finanziario degli Stati Uniti, principalmente nel settore di ipoteca residenziale supportato da una legislazione risalente al lontano 1930.
L’avventura all’interno del mercato immobiliare commerciale altamente ciclico con l’allentamento dei campioni di sottoscrizione, le valutazioni
del valore di un immobile che non tenevano conto delle probabili discese di prezzo prendendo in visione solo alternative speculative al rialzo, la pratica di aggiungere dei pagamenti di interessi non saldati in conto capitale e prestiti alterati usando l’accreditamento della banca per persuadere gli investitori a comprare il prestito deteriorato e gli investimenti della banca a valori gonfiati ricorda, anche se in forme differenti la vicenda subprime.


Nel febbraio del 1989 l’attuale presidente degli Stati Uniti Gorge Bush annunciava che il Governo sarebbe intervenuto per salvare l’industria finanziaria delle S & L naturalmente a spese dei contribuenti con la crisi finanziaria più costosa che la storia ricordi.
 
Non bastasse la crisi americana, basta volare dall’altra parte dell’oceano per scoprire le principali cause e caratteristiche delle
JUSEN” giapponesi che provocarono la crisi immobiliare giapponese degli anni 80.
Le jusen erano istituti finanziari non bancari costituiti da joint.ventures di grandi banche che finanziavano i loro prestiti tramite prestiti ottenuti dalle banche fondatrici. Tali banche erano specializzate nell’erogazione di mutui ipotecari create con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di prestiti per l’acquisto di beni immobili. Nel corso degli anni ottanta con l’emergere naturale della bolla speculativa il credito, si diresse verso le società immobiliari, indirizzando verso quest’ultime clienti potenzialmente insolventi in quanto le banche fondatrici non volevano assumersi il rischio diretto delle operazioni. Gran parte delle attività di prestito era puramente speculativa, sulla scia di prezzi che crescevano in modo esponenziale concessi nella convinzione che i valori avrebbero continuato a crescere all’infinito. Per concludere le “jusen” non erano soggette alle stesse regole vigenti nel settore bancario e una diminuzione nel valore dei beni immobiliari avrebbe causato seri problemi in quanto la garanzia era riposta nelle proprietà immobiliari. (
http://www.nipponico.com/tesi/rotelli_giovanna/capitolo4.doc) Ora inevitabilmente è impressionante la similitudine totale con le vicende americane a tal punto da potersi definire una JUSEN SUBPRIME” made in Japan.

Venerdi scorso in un intervento presso la Federal Reserve di Atlanta, Ben Bernanke ha ammesso che la Fed potrebbe avere sottostimato l’impatto di un rallentamento nella dinamica del mercato immobiliare. I cambiamento nel prezzi delle abitazioni potrebbe avere un effetto più grande sui consumi, rispetto a quello che “l’effetto ricchezza tradizionale” suggerisce.

Oltre a rendere i proprietari delle abitazioni più ricchi o più poveri, le dinamiche dei prezzi potrebbero influenzare il prezzo e la disponibilità di accreditamento dei consumatori. In sintesi stiamo parlando del MEW Mortgage Equity Withdrawal, ovvero la possibilità di finanziare i consumi con la rinegoziazione dei mutui.

L’effetto sul consumo aggregato di tale declino nei prezzi delle abitazioni è più grande, rispetto a quei consumatori che cominciano con una rinegoziazione relativamente bassa.”

Nel mentre Bernanke ha ricordato gli effetti scatenati dalla bolla immobiliare nel Giappone degli anni ’90.

Ora prendiamo in considerazione alcune analisi del professor Nouriel Roubini dell’Università di New York, secondo il quale l’effetto ricchezza HEW, ovvero Home Equità Withdrawal, è sceso significativamente dai 700 miliardi del suo picco nell’anno 2005 ai 200 miliardi di quest’anno. Secondo l’analisi di Kennedy-Greenspan un 25 % di HEW sui consumi corrisponde a 125 miliardi ovvero circa 1,5% del reddito disponibile.

Se come suggerisce ora Bernanke, questo effetto è ancora più grande a causa di una restrizione nella concessione del credito, l’effetto sui consumi sarà ancora più grande. Vi è inoltre una grande differenza di disponibilità di HEW tra famiglia e famiglia, a tal punto che un terzo delle famiglie ha pochissima possibilità di utilizzare questa risorsa, ora più che mai.

Quindi una caduta del valore della loro casa del 10/15 % come stà succedendo in alcune zone del paese, potrebbe completamente eliminare l’HEW.

Sempre secondo Roubini, e con la autorevole conferma di Bernanke, con il venir meno di questa risorsa, con i prezzi del petrolio che aumentano e i tassi di  mercato in deciso aumento è probabile che questa recessione avrà effetti più duraturi. Lo sviluppo del consumo stà rallentando nonostante gli ultimi dati, sostenuti come dice la Federal Reserve, nel suo ultimo Beige Book, dai consumi del lusso ad un tasso del 2% rispetto al 4,4% del primo trimestre.

Mettiamoci pure le perplessità degli economisti della UCLA.University.of.California e precisamente l’Anderson School of Management i quali sospettano che la debolezza del mercato immobiliare stià riversandosi sui consumi: “Se.non.siamo.in.una.recessione.ebbene.perlomeno.ci siamo vicini!”

Interessante è inoltre questo commento settimanale sul.sito.di.FANNIE.MAE una delle due grandi agenzie di concessione mutui statali, che prende in considerazione cosa è successo ai possessori di mutui “subprime” contratti nel 2004 alla rinegoziazione del loro debito.

Ieri è uscito l’indice.di.fiducia.dell’associazione.NAHB ovvero l’associazione che raggruppa i principali costruttori edili americani e come da copione, la discesa è stata a 28 punti, il più basso livello dal febbraio 1991. Ciò significa che solo 28 costruttori su 100 sono ottimisti su una possibile ripresa del mercato immobiliare.

Se avete letto le dichiarazioni rilasciate da Robert Toll della Toll Brothers prima impresa edile americana e specializzata nel lusso, nel Vi meravigliereste di questo trend negativo senza fine.

Ieri sono usciti i dati relativi al mercato immobiliare con  le.nuove.concessioni.edilizie e i nuovi cantieri residenziali. Diciamo che finalmente anche i media.americani riportano le notizie con le dovute correlazioni cercando di andare al.di.là.dei.singoli.dati.

I permessi di costruzione sono saliti del 3% dal dato di aprile chiaramente rivisto, ma sono sono rispetto allo scorso anno del 21,7 %, mentre i nuovi cantieri residenziali sono scesi del 2,1% ma sono sotto di ben 24,2 % rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda le opere portate a termine,(e si perché se il costruttore incomincia un progetto non è detto che lo porta sempre a termine specialmente nel bel mezzo di una deflazione immobiliare dove gli acquirenti, con prezzi in caduta libera, cercano sempre di svincolarsi in attesa di tempi migliori) siamo scesi del 0,5 % ma siamo di ben 19,5 % sotto su base annua.

Cifre da pura recessione immobiliare, e qualcuno si esalta in quanto i dati sono usciti sostanzialmente in linea con le stime degli analisti. Se guardiamo la seguente tabella noteremo inoltre come secondo la BEA  gli investimenti in strutture residenziali siano in progressivo  declino dal primo trimestre 2006.

le nuove concessioni edilizie e i nuovi cantieri residenziali  sfido chiunque a prevederli positivi, in quanto se la fiducia dei costruttori è al più basso livello da 16 anni a questa parte, ovviamente è ben difficile che chiedano di avviare nuovi cantieri, a meno che non vi costruiscano condomini dove mettere coloro che stanno perdendo la loro casa.

Ma in America, e ovunque tutto è possibile ma credo si difficile che il Governo Americano si metta a comprare abitazioni per sostenerne i prezzi. E’ più semplice sostenere le quotazioni azionarie, come ha fatto la Federal Reserve nel dopo 11 settembre, che sostenere un mercato storicamente illiquido come quello immobiliare.

Si potrebbero alterare i dati relativi alle vendite, per infondere un nuovo senso di fiducia attraverso questa "deflazione" immobiliare, ma per favore non fate come la MBA che fà ipoteticamente sparire 90 milioni di americani per dire che in fondo i pignoramenti stanno stabilizzandosi, oppure raccontare che le insolvenze stanno scendendo quando non tengono conto di queste nella fase finale dei pignoramenti ed ancora raccontare che le richieste di ipoteca stanno salendo, senza ricordare che i loro metodi di rilevamento non tengono conto di coloro che fanno più richieste in quanto i campioni di accreditamento stanno restringendosi.

Se escono migliori vendite relative alle nuove abitazioni, ricordatevi che contano solo per il 15 % nel complesso del mercato immobiliare e che vengono riviste ultimamente con una percentuale media al ribasso intorno al 13/16 %.

Vedo scrivere da illustri analisti e economisti che il peggio è ormai dietro alle spalle e che per i mercati si presenta la possibilità di nuovi massimi!

Beata innocenza, interessata! Il peggio deve ancora venire, specialmente per il mercato immobiliare e credo che alcuni debbono ancora capire che questa volta il pericolo verrà da fuori e non dalle quotazioni azionarie! Certo se si riducono i profitti allora anche queste saranno meno convenienti. 

Effetti del mercato immobiliare, bolla del credito, margin debt, esposizioni a leva che potranno essere devastati da possibili, aumenti di tasso. Un equilibrio delicato, come la neve sulla cresta di una montagna che si accumula dopo un grande nevicata, che con il calore ed il vento può trasformarsi in una valanga.

 

 

 

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2 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 21 giugno 2007 at 12:50

Complimenti per il tuo blog!

Leggo sul sole24ore di oggi che Merrill Lynch vuole mettere all’asta la sua quota da 850ml di U$A investita in obbligazioni ipotecarie e cdo detenute da due fondi speculativi (high grade structured credit strategies enhanced leverage fund e high grade structured credit strategies fund).-
Jp morgan ha rinunciato e stà discutendo un piano di salvataggio con altre banche su Bear Stearns.
altre banche hanno già liquidato la loro quota B. of America e Goldman Sachs. Il rischio è che il mercato non sia in grado di assorbire questa offerta di obbligazionI garantite..con i prezzi degli immobili che girano al ribasso. WALL STREET attende con il fiato sospeso….
CHI SARA’ IL SALVATORE CHE SOSTERRA’ LE QUOTAZIONI DEL MERCATO AMERICANO?

Ma sul mercato italiano anche le banche non si sono risparmiate operando su derivati..grandi o piccole le perdite fatte subire ai propri clienti sono rilevanti…una per tutte banca italease…ma dov’è bankitalia? perchè non ha commissariato questo istituto come fece a suo tempo con altre banche?

Ti seguo da alcuni mesi da quando ho letto un tuo articolo in trend-on line, ma gli analisti interpretano solamente i grafici, nessun commento oggi al nuovo disastro.

Scritto il 21 giugno 2007 at 18:43

Ciao! purtroppo in Italia le notizie arrivano sempre tardi, ma su internet esui siti americani l’allarme gira già da un mese con Bear Stearns accusata di sostenere artificialmente le quotazioni! Ho un post già pronto sull’argomento dal titolo: Nemesi del Mercato Immobiliare: L’onnipotenza esponenziale del rischio! Non sono riuscito a mandarlo oggi per problemi tecnici, ma domani lo potrai leggere e ci saranno altre novità non da poco. Un hedge con capitale iniziale di 600 ml di dollari contrae debiti per 9 miliardi di dollari e ne maneggia complessivamente 20 di miliardi! La finanza è ammalata, e mi piacerebbe avere molti rimandi su questo argomento, socializzazione del rischio attraverso cartolarizzazioni e moral hazard! Questa volta non vedo scampo per il sistema, ma non solo per questa vicenda, ma perchè il sistema prima o poi collasserà aiutato dalla miriade di ottimisti interessati a speculare sulla sua fine! Analisti? Che analizzano che? Informazione? Informazione di che? Tutto tranquillo, nessun problema guai a disturbare lo status quo! Un coma artificiale indotto, fino a che….!
Ciao e grazie! Andrea

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