IL VOLO DELL'AQUILA TRA GLI HEDGEFUND ROCK MOUNTAIN.

Scritto il alle 22:56 da icebergfinanza

http://www.ginevra2000.it/

Non più tardi di alcuni……secoli fa è apparsa una notizia riguardante la pubblicazione sul sito della Federal Reserve di New York, di uno studio secondo il quale “ le elevate correlazioni che recentemente caratterizzano i rendimenti degli hedge fund lasciano intendere concentrazioni di rischio paragonabili a quelle che precedettero la crisi del fondo LTCM nel 1998”, secondo uno studio dell’economista Tobias Adrian.

 

E badate bene, questa ricerca non è stata pubblicata in un posto qualsiasi ma esclusivamente sul sito principale dei una delle più grandi federazioni d’America!

 

Lasciamo perdere il disclaimer finale che rileva come al solito che le opinioni dell’articolo riflettono il pensiero dell’autore e non necessariamente la posizione della Fed di New York e delle Fed Nazionale, ma se è stata pubblicata qualcuno stà mettendo le mani davanti.

 

Tuttavia esiste una differenza chiave si legge nel rapporto!

Oggi la correlazione dell’aumento nei ritorni degli hedge fund è guidata da un declino generale della volatilità nei mercati finanziari, quindi l’ambiente finanziario attuale differisce sostanzialmente da quello del 1998.

 

Mentre per alcuni gli hedge fund sono fornitori importanti di liquidità sui mercati in periodi “normali” come questi, il loro uso delle strategie “leveraged” ha sollevato inquietudini circa gli effetti in un mercato sotto sforzo o crisi.

 

Nel 1998 il crollo del LTCM portò alla constatazione che gli hedge fund con le loro perdite esponenziali, potevano potenzialmente svuotare la liquidità, nei mercati finanziari chiave.

 

Secondo il rapporto, oggi quasi tutti gli hedge fund usano le stesse strategie commerciali e simili strategie comportano un rischio non indifferente, come avvenne per le “chiamate di margine” durante la crisi rublo/LTCM.

 

Quindi ammettiamo che tutti scommettano alla stessa maniera, ed ammettiamo che l’interesse dimostrato dai gestori di alcuni hedge fund in una recente riunione in America per strumenti short-selling sia più che un semplice interessamento didattico, cosa accadrebbe al mercato nel caso di un utilizzo simultaneo di questi strumenti?

 

Para ……..Ponzi Ponzi Pò! La fragile piramide costruita dai mercati globali in questi anni cadrebbe come un castello di sabbia!

 

Ora sappiano inoltre che le “scommesse” degli hedge avvengono di solito con pratiche leveraged, a debito, con un buon utilizzo della leva finanziaria e quindi se sbagliano scommessa contemporaneamente come ai tempi del mitico LTCM Nobel inc. o come il fondo Amaranth in settembre, che succede al sistema finanziario!?

 

Probabilmente un bel niente, tanto lo dicono tutte le istituzioni di questo nostro mercato globale, le quali commissionano studi , ricerche, istituiscono organismi di ricerca e controllo e poi alla fine dimenticano tutto in nome della liquidità.

 

Poi scopri che un signore qualsiasi un certo Rodrigo Rato, direttore di un qualsiasi Fondo Monetario Internazionale, non nasconde la preoccupazione per il trend di crescita negli investimenti, fatto dai fondi pensione, dicesi fondi pensione, quelli dei risparmi di tutta una vita, per chi non lo avesse capito negli ultrasicuri hedge fund!

 

Benvenuto signor Rato, nella Banda del Gufo forse incominciamo ad essere un pò troppi!

 

Forse, dice Rato, staranno anche diversificando il rischio del portafoglio, ma quando un terzo, dicesi 30 % del capitale è dato agli hedge, da chi ha come priorità quella di fare degli investimenti sicuri, allora tutto questo merita attenzione!

 

Bene, bravo e apprezzando il “gruppo di lavoro” della Casa Bianca, guidato dal segretario al Tesoro Henry Paulson, osserva che il modello suggerito ovvero il controllo delle controparti banche e compagnie assicurative potrebbe non essere sufficiente per la necessità di fare attenzione ai rischi del mercato, in un sistema finanziario sempre più complesso!

Non da ultima la notizia che la SEC organo di vigilanza e controllo americano sta studiando i reclami presentati dalla Fairfax società assicuratrice canadese contro alcuni hedge fund per la tattica "underhanded" usata  per guidare i prezzi di mercato della ditta, spargendo voci negative circa l’azienda, tentando di intimidire gli impiegati, i dirigenti e i membri delle loro famiglie.

La relativa difesa degli hedge è stata improntata accusando la Fairfax di abusare del sistema legislativo per far tacere le voci critiche nei confronti dell’azienda al riguardo delle finanze complesse e dell’uso discutibile dei contratti di riassicurazione. Dove starà la verità?!

 

Nessuna illusione, nessuna speranza andiamo avanti sino alla fine, per poi un giorno sentirci dire:

 

Si era nelle possibilità, ma ……chi l’avrebbe mai detto andava tutto così bene……..!!!!

 

Perchè disturbare questo volo infinito, perchè richiamare tutti alla realtà di ogni giorno, è così bello volare tra le alte vette degli HEDGEFUND ROCKMOUNTAINS!

 

Lassù dove l’aquila DOW JONES maestosa e solitaria ricorda i bei tempi di quel magico 1929 quando si librava nel cielo attraverso gli occhi stellati del popolo americano che con ammirazione e sconcerto seguiva l’inizio e la fine di un’epoca.  

 http://online.wsj.com/public/resources/documents/info-Dowstreak07-0507.html

Where it Ranks in History
Streak Length with 3 down days Number of Up days in streak Start Date End Date
27 24 7/1/1927 8/2/1927
27 24 3/29/2007 5/7/2007
26 23 4/25/1944 5/24/1944
25 22 6/1/1955 7/6/1955
24 21 6/11/1929 7/9/1929
23 20 5/20/1926 6/17/1926
22 19 7/10/1915 8/4/1915
21 18 5/21/1897 6/15/1897
21 18 4/19/1919 5/14/1919
21 18 1/9/1943 2/2/1943

 

Source: WSJ Market Data Group

 

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2 commenti Commenta
Scritto il 10 maggio 2007 at 05:24

Ho il sospetto che lo scambio tra il MEW ovvero la possibilità di estrarre ricchezza dalle proprie abitazioni e il DJEW ovvero la possibilità di accumulare ipotetici gains, guadagni con il volo delle borse, sia in atto, ma questo mi fà sempre più pensare che se un giorno il mercato crolla, allora non vi sarà più nessun paracadute che ci salverà non solo da una recessione, ma purtroppo anche da una Grande Depressione!

utente anonimo
Scritto il 10 maggio 2007 at 05:34

E’ molto interessante…. si potrebbero aggiungere alcune considerazioni, combinando l’andamento degli indici intraday con l’analisi quantitativa sugli scambi. Ho infatti avuto modo di osservare come, a fonte di segnali di rottura al ribasso delle quotazioni contrassegnate da volumi importanti, nel momento della rarefazione degli scambi iniziava un lento lavorìo al rialzo. Il tutto operato con bassi scambi. Alla fine della seduta, chissà come, l’indice segnava un rialzo. Questo pattern si è ripetuto durante un cospicuo numero di sedute immediatamente a ridosso dello storno di febbraio/marzo. A mio modo di vedere questa cosa è estremamente significativa…In sintesi ed estremizzando: parto da un valore di 95, scambio 100 pezzi al prezzo di 80, poi sul finale ne scambio 5 al prezzo di 100 e… voilà, mi ritrovo un bel rialzo finale…
Daniele

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