ITALIA: IL DEBITO E’ SOSTENIBILE!

Scritto il alle 08:42 da icebergfinanza

Questa volta partiamo da qui, dalla croce rossa americana, sia ben chiaro, questi non hanno nulla delle crocerossine, questi sono squali, a me non interessa se comprano i nostri titoli di Stato perché hanno rese davvero interessanti da qui ai prossimi vent’anni, a me interessano solo due cose di ciç che ha detto il responsabile del reddito fisso di JPMorgan ieri…

La prima è la seguente, cosa che tutti a parte gli ignoranti e quelli intellettualmente disonesti che ogni giorno suggeriscono rigore ed austerità ben sanno…

“La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia.”

“il problema numero uno per l’Italia è il debito ma, allo stato attuale, la sua sostenibilità non è in discussione. La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia”. Parola di Nick Gartside, capo della divisione reddito fisso e commodities di Jp Morgan Asset Management, intervistato dal Sole 24 Ore.

La seconda è la sostenibilità del debito!

Nessuna novità per chi ci segue da sempre, nel 2011, questo è stato uno dei pochissimi blog in Italia, assieme a quello di Alberto Bagnai a suggerire di non lasciarsi prendere dal panico e tenere o comprare titoli di Stato italiani, non sulla base di un ideale, ma sulla base della sostenibilità del nostro debito…

Come scrissi nel 2012, ricordo solo che l’Italia può tranquillamente gestire eventuali tassi di interesse elevati, sulla prospettiva di un avanzo primario relativamente alto e sulla base di una durata media del proprio debito che permette di avere un rifinanziamento limitato nei prossimi anni.

Per semplificare, questa era la situazione nel 2012, mentre Monti e compagnia bella devastavano il Paese in nome di un fallimento che era solo nella loro immaginazione.

Questo grafico qui sopra, è farina del sacco della Commissione europea, si quella di quei geni che stanno collassando politicamente nei loro rispettivi Paesi, Moscovici e Valdis Dombrovskis, quelli che dopo aver fatto deficit per anni e distrutto il loro paese con l’austerità rispettivamente, ora mandano letterine in giro all’Italia.

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Inoltre, giusto per un ripasso di economia a favore degli ignoranti che spopolano sui media e sui talk show televisivi in Italia, surplus della bilancia commerciale e avanzo primario, sono fattori e punti di forza che solo uno sprovveduto o uno sciacallo fanno finta di ignorare.

I problemi dell’Italia sono ben noti ma non si possono trascurare i punti di forza come il surplus della bilancia commerciale e l’avanzo primario”. Non preoccupa eccessivamente la decisione del governo di portare il deficit/pil al 2,4%“: “Tanti governi, a partire da quello americano, stanno facendo deficit spending. E’ una tendenza che andrà ad aumentare per compensare la riduzione dello stimolo monetario”.

Chiudo con l’affermazione secondo la quale, per il capo della divisione reddito fisso, difficilmente lo spread salirà oltre 400 punti, difficilmente le agenzie di rating avranno il coraggio di ridurre a spazzatura il rating italiano.

Noi in anteprima vi diciamo che quota 400 manco la vedremo, abbiamo fondati motivi di analisi cinematica per condividere questa possibilità.

Il ministro al Tesoro Usa parla al Financial Times (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 10 ott – L’America di Donald Trump non vuole che lo scontro in Italia sulla manovra finanziaria e i negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea finiscano per avere ripercussioni al di la’ dei Paesi interessati. In una intervista al Financial Times, il segretario americano di Stato, Steven Mnuchin, ha detto: “Abbiamo un desiderio significativo di essere aggiornati ed essere certi che non ci siano effetti contagio, a prescindere che [a innescarli] sia l’Italia o la Brexit”. Secondo Mnuchin, “nessuna di queste questioni al momento rappresenta una preoccupazione notevole”

Quindi dopo Morgan Stanley, BlackRock, ora arriva pure JPMorgan in aiuto del debito pubblico italiano, ” Trump effect” come vi abbiamo suggerito negli ultimi manoscritti, con tanti saluti alla BCE che come sempre ieri ha minacciato il nostro Paese…

Non solo, ma il buon Draghi prefigura pure l’evento della troika, dice che le regole non permettono di aiutare un Paese dell’area euro, in fondo lo sappiamo, sappiamo già con quale riguardo è stata trattata la Grecia che aveva detto no al salvataggio europeo.

La Banca centrale europea non potrà venire in soccorso dell’Italia se i suoi governi o il suo settore bancario dovessero essere a rischio di liquidità, a meno che il Paese non rientri in un piano di salvataggio concordato con l’Unione europea. Lo hanno riferito fonti dell’Eurotower a Reuters. Secondo le stesse fonti, l’Italia per evitare una crisi del debito non potrebbe quindi contare sulla banca centrale, perché le norme della Ue non consentono alla Bce di aiutare un Paese se questo non ha già concordato un “programma” di salvataggio, ossia un tipo di salvataggio concesso in cambio di restrizioni stringenti e di pesanti riforme economiche. Inoltre, riferiscono sempre le stesse fonti, qualsiasi tentativo di eludere tali regole danneggerebbe la credibilità stessa della Bce e minerebbe la fiducia nell’Unione monetaria da parte dei Paesi creditori. Qualora invece l’Italia aderisse a un piano di salvataggio concordato con l’Ue, la Bce potrebbe invece acquistare le sue obbligazioni sul mercato.

Noi crediamo che alla fine troveranno una soluzione, l’Italia è troppo grande per dallire, salterebbe in aria l’intera costruzione europea, lo stesso loro lavoro e questo, loro lo sanno.

In mezzo alla prossima crisi, mentre la Germania collasserà sotto i colpi della guerra commerciale, noi questa volta avremo un trattamento di riguardo.

Nel frattempo in America, le solite fobie inflattive fanno il conto con la realtà, l’inflazione è solo un’immaginazione dei banchieri centrali, niente di particolare in arrivo dagli USA…

Usa: a settembre l’inflazione rallenta, incremento annuo ai minimi di febbraio

A settembre i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti ma meno delle stime. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,1% su base mensile dopo il +0,2% di agosto. Le previsioni erano per un +0,2%.

Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto a sua volta dello 0,1% contro previsioni per un +0,2%.( America24 )

Se vi serve un’ulteriore prova che l’inflazione è definitivamente morta per i prossimi vent’anni guardate alla tendenza demografica…

“Non licenzierò Powell ma sono deluso”, ha affermato davanti ai giornalisti. Secondo lui, la politica monetaria americana è troppo “restrittiva”, motivo per cui la Fed “sta facendo un errore” nel volere continuare ad alzare i tassi (attualmente al 2-2,25%). Ieri lo stesso Trump aveva affermato che la banca centrale “è impazzita” e questa mattina, in una intervista su Fox, aveva detto che è “troppo aggressiva”. ( America24 )

Attenzione, come detto ieri manca ancora Babbo Natale, questo però è solo un assaggio di come nei prossimi anni, la volatilità travolgerà tutte le certezze, soprattutto devasterà il mondo finanziario passivo.

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29 commenti Commenta
andrea357
Scritto il 12 ottobre 2018 at 09:38

Ho appena sentito Francesco Daveri su La7 (omnibus) commentare la notizia su JPMorgan insinuando che possa trattarsi di un modo per ingannare gli investitori in modo da scaricare i propri btp ad un prezzo vantaggioso. Quindi LaBocconi per bocca di Daveri ci informa che le grandi banche sono solite mentire per proteggere i propri interessi.
Nessuno in studio che gli abbia chiesto se per caso IMercati stiano mentendo sull’insostenibilità della manovra economica. O forse bisogna dubitare delle banche SOLO quando sostengono qualcosa che va contro il pensiero dei bocconi boys?

giacomocambiaso78
Scritto il 12 ottobre 2018 at 12:56

Qui e’ gia’ stato detto piu’ volte, lo spread non riflette la sostenibilita’ del debito come millantato dalla Troika ed i suoi infiltrati in Italia, ma da quanto implicitamente descritto da Draghi nelle sue affermazioni, l’ammissione di una folle anomalia sistemica presente solo in Europa, quantomeno se si parla di economie avanzate e facenti parte del G7, l’Italia e’ un paese privo di Banca centrale, ecco perche’ rischierebbe il fantomatico default. L’unica via praticabile per salvarsi dall’insidia dell’insolvenza sarebbe l’uscita dall’euro, questo la troika si guarda bene dal dirlo, ma gli investitori lo sanno e lo scontano. C’e’ una maggioranza parlamentare che sembra abbastanza coraggiosa da scegliere la prima soluzione ed in assenza di un golpe politico, qualcosa che purtroppo la storia c’insegna non essere una novita’ dalle nostre parti, se l’Europa soffia sul fuoco fino a metterci in crisi vedra’ l’Italia uscire dall’euro con un’altissima probabilita’ d’estinzione per l’euro stesso e non possiamo escludere persino dell’unione europea, quantomeno come la conosciamo oggi. Personalmente direi tutto molto auspicabile, speriamo

charliebrown
Scritto il 12 ottobre 2018 at 13:40

Mazzalai scrive che i BTP non vanno comperati in base a ragioni ideali ma per la loro convenienza. Sottoscrivo al cento per cento.
Nei giorni scorsi ho insistito sulla necessità di trovare forme di collocamento e di gestione dei BTP che possano, meglio delle attuali, contenere lo spread e quindi l’indebitamento dello stato. L’idea sarebbe quella di coinvolgere in questo piano i risparmiatori italiani, ma certamente la cosa non avrebbe senso se i titoli di stato italiani fossero spazzatura e sottoscriverli equivalesse a perdere anche solo parte del capitale.

L’altra proposta, che ho sentito nel video indicato da Puntosella e che ho letto qui più volte, di emettere titoli a breve a interesse più basso del BTP, come investimento della liquidità, mi sembra ragionevolissima e praticabile.

Veniamo adesso a Matteo Salvini, che sia pure senza precisare, ha parlato di coinvolgimento dei risparmiatori nella difesa delle finanze pubbliche. Anche questo approvo evidentemente al cento per cento come concetto, dato che potrebbe concretizzarsi in forme non dissimili da quelle sopra riassunte.
La signora Carfagna interpreta le dichiarazioni di Salvini come annuncio di una patrimoniale, su questo blog qualcuno ha scritto che i gialloverdi chiedono agli italiani di dargli soldi per le loro folli manovre. A me pare che chi dice o scrive così o non capisce o è impedito a capire dai suoi pregiudizi: come vedete, sono gentile e non parlo di malafede.
L’intenzione accennata di Salvini non mi sembra quella di far perdere soldi ai risparmiatori (a questo ci pensano già i grandi gestori…) né quella di mettere le mani sui loro conti, ma di coinvolgerli consapevolmente nella difesa degli interessi di questa nazione.
Chi sente il pesce che puzza, chi parla di un ritorno dell’oro alla patria se ne stia fuori coi suoi soldi e alle prossime elezioni continui a votare per chi ha sempre votato e seppellisca col voto chi sta tentando di cambiare le cose.

madmax
Scritto il 12 ottobre 2018 at 15:26

charliebrown@finanza,

Charlie,
Un T-bill a 10 anni oggi rende il 3.16% un BTP a 10 anni il 3.06% vero e’ meno ma allora se cerchi il rendimento a tutti i costi (la differenza di un 0.1% e’ davvero minima vuol dire che ci perdi 10 euro con 10.000) allora passi dalla parte dei finanziari.
Non capisco il concetto di coinvolgere in risparmiatori che devono aiutare (aiuto vuol dire dare una mano) ma poi vogliono rendimenti maggiori! Adesso se credi nel paese e nel governo ti compri i BTP al posto dei TBill e ci metti il culo, che tanto le perdite obbligazionari non esistono se lo to tieni fino a scadenza, altrimenti ripeto tutti finocchi con il culo degli altri.
Chi non co sta o chi non crede li porta all’estero (potendo) ma la fiducia si basa sulla coerenza parole fatti prendi ad esempio l’aereo di stato di Renzi era stato cancellato da Giggino, Toninllo e Conte, non esiste piu’ vero!!!! Ma con che aereo e’ andato in Canada Conte??? O adesso in Africa con qualcosa che sulla fiancata aveva scritto Repubblica Italiana!!!
Tutto qua.

xtrust
Scritto il 12 ottobre 2018 at 15:33

dilettanti allo sbaraglio non vanno difesi il debito è fuori controllo al tre per cento sul decennale.Il debito scende quando il costo del servizo del debito unito al defcit è inferiore alla crescita del Pil. A questo livelli bisognerebbe che l’Italia crescesse tra il quattro e il cinque per cento e già le previsioni di Savona al tre per cento sono pura fantasi mente sapendo di mentire non e una novita lo faceva anche padoan questa è una manovra depressiva.
Se li tassi schizzassero a livelli 2011 per qualche tempo questo obbligherebbe questo gruppo di superficali a rimangiarsi una bozza di legge di stabilità stupida e irresponsabile. Altro non c’è se non che
gli usa sono gli unici che con i loro fondi sono riusciti a costringere l’argentina a pagare dopo il default

    icebergfinanza
    Scritto il 12 ottobre 2018 at 17:24

    Prima di scrivere fesserie riflettere!

tirlusa
Scritto il 12 ottobre 2018 at 17:10

Che ci declassano è sicuro. Non per questo vorrebbe dire che diventiamo spazzatura, per Moody’s e Fitch e S&P magari si ma come fondamentali penso proprio di no.
E’ chiaro che dovremo inventarci qualcosa al Governo per svincolarci da questa micidiale trappola mafiosa che è la UE.

madmax
Scritto il 12 ottobre 2018 at 18:39

xtrust@finanzaonline,

Xtrust!
Fare esplodere lo spread e’ esattamente un piano preparato per avere la scusa di uscire dall’euro!!! Non e’ casuale e’ pianificato. Il dopo poi e’ da vedere!

    icebergfinanza
    Scritto il 13 ottobre 2018 at 15:32

    Leggi troppi topolini, rilassati, leggiti qualche bel libro ad esempio… Currency Unions Andrew K. Rose

madmax
Scritto il 12 ottobre 2018 at 18:40

giacomocambiaso78@finanza,

Giacomo,
Qualche chiarimento, lo spread esiste in quanto pur avendo la moneta in comune non abbiamo i rischi in comune, per cui se ti compri un BTP ti compri un titolo denominato in Euro con il rischio d’insolvenza italiano, se ti compri un Bund ti compri un titolo denominanto in Euro con il rischio insolvenza Germania, chiaro il concetto! Ripeto rappresenta la “PERCEZIONE” del rischio paese del mercato, ho messo percezione volutamente.

    icebergfinanza
    Scritto il 13 ottobre 2018 at 15:33

    Ancora con sto spread, l’indicatore più inutile che esista, le dinamiche nascono tutte dai rendimenti, sui grafici sta già scritto tutto, lo spread non arriverà mai a 400 punti, MAI!

madmax
Scritto il 12 ottobre 2018 at 18:42

tirlusa@finanza,

La tua tanto sperata uscita dall’Euro ha qualche piccolo effetto collaterale, che pure Savona & C. sanno ma ben se ne guardano dal raccontare al tanto amato popolo.

La prima la normale svalutazione della nuova Lira, subito cade di un 25%-30% secco poi la Lira sara’ fissata dal prezzo di mercato ma mi attendo almeno 2 anni di dissanguamanto e per bloccare le spirali inflattive i salari dovranno essere bloccati (non male, bell’affare).

La svalutazione aiutera’ le esportazioni ma aumentera’ i costi dei prodotti importati…chissa’ come sara’ il bilancio finale per il popolo (non per l’esportatore che sono sicuro che il popolo guadagnera’ bene).

Passiamo alla tanto sperata distruzione dell’Euro, curiosa idea, se ne esci perche’ speri in un vantaggio non puoi sperare che pure si distrugga in quanto poi tale vantaggio (la svalutazione) sarebbe alla portata di tutti e sei da capo.

Stessa cosa per la EU, ricorda che oltre le Alpi ti considerano un “terrone” pure se sei di Milano o Como, sempre “terrone” sei per i Tedeschi o Austriaci o Danesi, nessuna pieta’. Pure i paesi del Visegrad Group (Polonia, Ungheria, etc) sono contro la creazione i nuovo debito altrimenti rischiano taglio per miliardi di fondi EU per cui stanne certo loro faranno di tutto per essere sicuri che la mammella EU resti e sia piena di latte, se l’Italia esce meglio, meno paesi con cui dividere i fondi.
Per cui non sperare un una qualche forma di collaborazione o aiuto nel dopo anzi sarei personalmente curioso di sapre come esporti da paese terzo in EU, prendi i prodotti agroalimentari, pensi che Spagna e Grecia non facciano opposizione?

Concludo tu sei certo che l’uscita da tutto sia la soluzione migliore, io no. Il futuro dara’ la risposta.

charliebrown
Scritto il 12 ottobre 2018 at 18:51

mad­max,

tir­lu­sa@fi­nan­za,

Coinvolgimento dei risparmiatori: spiegare ai risparmiatori i motivi per cui il governo chiede loro di rifinanziare il debito con investimenti a breve (CHIEDE, non impone), questa è la proposta che ho sentito in un video indicato da Puntosella).

Oppure: chiarire ai risparmiatori che, anziché acquistare i BTP individualmente, viene data la possibilità di acquistarli tramite un fondo comune (o qualcosa di simile) istituito ad hoc per contrastare con masse ingenti di denaro le vendite anomale di BTP come avvenne nel 2011 da parte di Deutsche Bank. Questa è una mia proposta, forse ingenua certamente imprecisa, che ho già fatto la settimana scorsa.

Tirlusa scrive: “E’ chiaro che dovremo inventarci qualcosa al Governo per svincolarci da questa micidiale trappola mafiosa che è la UE”. Proprio così, certamente devono inventarsi qualcosa: quello suggerito da Puntosella? qualcosaltro migliore di quello che indico io dilettante in materia? Come qualcuno ha scritto in questo blog: Salvini ha fior di economisti che possono trovare l’idea giusta.
Certamente chi non vuole il cambiamento, dirà che l’idea giusta sarebbe far scrivere la finanziaria da Monti o da Padoan. Io e qualcun altro in Italia non la pensiamo così.

Non capisco assolutamente perché io sarei passato dalla parte dei finanziari. Cerco un rendimento, ma mi accontento di un rendimento minore dei T-bill, se questo permette all’Italia di non doversi inginocchiare. Se accontentarsi di un rendimento minore è da coglioni, Madmax dimmi piuttosto che sono un coglione.

Col che penso e spero di non dovere scrivere altro, insieme con la speranza di essermi fatto capire da qualche altro navigante populista.

tir­lu­sa@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 12 ottobre 2018 at 19:23

mad­max,

Madmax, non sviare. Qui si parla (nel video di puntosella si parla) di coinvolgere i piccoli risparmiatori in operazioni sui bot da 3 mesi a 18 mesi. Chiaro che rendono meno dei btp, ma sempre piu’ dei conti correnti. Uno che ha da parte 20000-40000 euro magari da 50 anni in su, e’ chiaro che predilige l’investimento a breve, non certo i btp, perche’ teme un imprevisto, una cura medica, e desidera avere la possibilita’ di smobilizzare a breve. Poi se uno ha un milione, e’ chiaro che non ha questi problemi, e di solito si affida alle banche che gli comprano roba spazzatura estera, infatti sono quasi tutti in perdita da quello che mi risulta, e lui e’ felice e contento di rimetterci con robbaccia anglo americana e anzi ringrazia pure la banca. Nel video Grossi insiste che basterebbero 200 miliardi dirottati a breve (piu’ che altro dai cc) con una formula tipo bot, per risolvere i problemi spread, e questo lo trovo difficilmente contestabile. Ma perche’ vi piace restare a subire sempre ricatti e salassi da stranieri. Bo’.

sd
Scritto il 12 ottobre 2018 at 22:17

Buona sera
Non mi occupo di finanza e visto gli accadimenti di questi ultimi tempi me ne vanto. Faccio un lavoro “manuale” di quelli che alla sera hai anche la soddisfazione di aver costruito qualcosa di utile per qualcuno e per la società, anche se a volte non è tutto semplice.
Naturalmente non voglio fare di “tutta l’erba un fascio” e sono convinto che ci sono moltissime persone serie ed oneste che ci lavorano o che lo frequentano questo mondo.

Pensate che quello che stà accadendo alla finanza non vi tocchi? Solo in Italia negli utili 8-10 anni solo il mondo bancario ha perso circa 50.000 posti di lavoro, probabilmente in molti saranno andati in pre-pensionamento fregandosene se poi ci sono milioni di persone che non hanno neanche la pensione sociale.
Poi non lamentatevi se tra non molto verrete sostituiti con la “macchina” che di seguito vi mostrerò. Almeno quella non ha la presunzione di fare un servizio sociale…..si limiterà semplicemente a fare gli interessi di chi la “pagata” a spese di poveri illusi.

Un saluto

laforzamotrice
Scritto il 13 ottobre 2018 at 08:23

Sapete perchè noi rischiamo tanto? Per tre motivi. 1) siamo pieni di soldi. 2) Di lavoro vero non ne parla mai nessuno. 3) Siamo un paese di individualisti idioti, e ai primi segni di crisi è subito un “si salvi chi può”. 4) La colpa non è mai nostra, ma dei politici, dell’Europa, degli Americani, degli ebrei, dei preti, dei comunisti, dei fascisti, degli UFO, delle scie, del buco dell’ozono o del diavolo; insomma di chiunque ma non nostra quindi perchè dovremmo cambiare?
E questo blog lo dimostra, parlate SOLO di finanza (parassitismo) CCT, T.BOND, BOT, ecc. e contemporaneamente la criticate, sono 10 anni che lo seguo e non ricordo di aver letto quasi mai commenti sull’economia vera, su un nuovo settore produttivo, l”analisi di una start up interessante o nuove tecnologie sui quali investire. Non che non sia interessante quel che si legge, John Ludd mi manca molto, ad esempio, ma mai che si parli anche di sviluppo economico basato su produzione anzichè solo su servizi e finanza. Non vuole essere una critica, ma solo la spiegazione di perchè coleremo a picco, perchè ormai di lavoro vero non si parla più, ma fino a caso contrario è ancora il prodotto reale che fa da locomotiva.
E questo governo sembra un governo sovietico di 80 anni fa: intervento a pioggia dello stato, a debito, privilegiando i posti di lavoro al lavoro. Italia povera ma italiani ricchi, nessun rapporto tra le due cose ma se si invertono i fattori, se sono poveri gli Italiani allora il collegamento diretto c’è, è colpa dello stato. Ieri leggevo di un assessore di Genova che si vantava di aver ottenuto dallo stato più fondi per Genova, una grande vittoria. Curioso anche questo modo di vedere le cose, in Italia quando succedono disgrazie sono in tanti quelli che ridono, visto quanti ne approfittano per buttarsi sul banchetto e tutto a spese della comunità, e quasi mai che qualcuno ringrazi, è tutto dovuto… perchè? Uno si compra casa in un posto pericoloso, crolla il ponte, frana il terreno, si allaga la zona, lo stato deve intervenire. Lo stato ti ha obbligato a prendere quella casa in quella posizione? no? E allora cazzo vuoi? ok, interveniamo, magari ti ricostruisco “a Gratis” la casa, ma vi ricordate di qualche manifestazione di ringraziamento? Io mai. Gente che abita 50 anni nella stessa casa popolare che viene allontanata perchè non ha i requisiti, che va a piangere in TV, e ovviamente nessuno gli fa notare che ha pagato una miseria per 50 anni per 100 mq alla faccia di altri più poveri di loro che pagavano il triplo per un bilocale, non è carino, lei è un’altra vittima dello stato. Gente che piange per il Ticket, lo capisco, ma magari fargli notare che allo stato è costato 10, 100, 1000 volte di più curarlo MAI? Povera Italia.

    icebergfinanza
    Scritto il 13 ottobre 2018 at 15:36

    Su questo hai ragione, ho passato cinque anni a parlare di mondi alternativi, finanza etica, sistemi economici alternativi, ma fregava a pochi o a nessuno, peccato davvero. Ora si tratta di salvare il salvabile, poi riscostruiremo tutto dalle fondamenta.

    icebergfinanza
    Scritto il 13 ottobre 2018 at 15:39

    Non l’avrei mai detto… ;-)

veleno50
Scritto il 13 ottobre 2018 at 18:09

stan­zia­le@fi­nan­za,

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

tir­lu­sa@fi­nan­za,

Se il pesce puzza non c’è sconto che tenga.Siete arrivati al paradosso di suggerire di comprare carta straccia agli italiani , credo non si possa commentare una tale sciocchezza. Io li compro perchè ho fiducia in chi mi governa ,non li compro se non ho fiducia, tutto il resto solo parole.I giocatori sono venuti a vedere il bluff,se di bluff non si tratta allora tutti con il fucile carico perchè non mancano le occasioni. Rendimenti al 3,50% ad una scadenza 8,5 anni non è da cestinare.Solo questione di fiducia per ora.

signor pomata
Scritto il 13 ottobre 2018 at 18:12

Io credo che il problema dei t. Bond sia il cambio.
La mia paura è che il più forte svaluta per ultimo e da come si sta configurando la situazione se risolvono la questione euro magari azzerando la democrazia come gli altri blocchi attuano in un contesto di crisi finanziaria una bella svalutazione del dollaro ci sta.
I dazi non funzionano.
O fanno schiantare euro o stabilizzano magari asfaltandoci e svalutano.
I 5 stelle sono venuti su per un motivo.
Qualcuno li ha tirati su mediaticamente.
Io tempo fa sono uscito con metà, non mi fidavo del contesto che si stava creando.
Poi nel lungo ci sta tutto.
Ma a oggi non si sono rivelati un grosso investimento, un domani vedremo.

    icebergfinanza
    Scritto il 15 ottobre 2018 at 00:44

    Infatti il più forte nel 2008 ha svalutato al punto tale che si è passati da 1,60 a 1,20 in un istante, stessa cosa nel 2010, nel 2012 e nel 2014.
    Anche nel 2013 non furono un buon investimento poi all’improvviso più 53 % in un solo anno… Chissà, io non ho fretta!

signor pomata
Scritto il 13 ottobre 2018 at 18:21

ice­berg­fi­nan­za,

Veramente diverse volte ho chiesto quale potrebbe essere il sistema alternativo a questa merda ma non mi sembra che si sia tirato fuori un gran che.
Sistemi economici alternativi quali?
Mi sono avvicinato ai decrescisti che poi non vogliono decrescere ma crescere diversamente.
Ma sono piccoli gruppi, nicchie di persone o società che vivono ai margini del sistema ma che sono dentro il sistema.
Il punto è che non vi sono molte soluzioni per contrastare il presente.

noldor
Scritto il 13 ottobre 2018 at 18:37

@ sd

Contro la tecnologia che avanza non si può (e non si deve) far nulla. La soluzione è imparare, prima e meglio degli altri, a costruire quelle macchine.

madmax
Scritto il 13 ottobre 2018 at 18:40

stanziale@finanza,

Stanziale,
Non divago, ti dico solo che oggi trovi tranquillamente prodotti bancari che ti danno 1% netto se vincoli almeno 1000euro per 6 mesi, tutto qua.
Per quello che riguarda i 200 miliardi vuol dire 3300 euro a testa (neonati compresi) per cui moltiplica per 3 vuol dire che ogni famiglia dovrebbe metterci 10.000 che a seconda dei punti di vista puo’ essere tanto (o molto poco).
Certo alcuni possono metterne anche 50.000 o 100.000

tirlusa
Scritto il 13 ottobre 2018 at 19:28

E’ una vita che frequenti questo blog ed ancora insisti con la svalutazione della lira….
Ai valori attuali l’euro non è sopravvalutato rispetto alla lira (ci sono studi seri in tal senso) ma è sottovalutato rispetto alla moneta che dovrebbe avere la Germania.
Parlate sempre di svalutazione della lira e mai di rivalutazione del marco.
Un francese, il cui paese ha deficit strutturale della bilancia commerciale può aver timore della svalutazione del franco, un italiano il cui paese ha un surplus della bilancia commerciale non dovrebbe.
In ogni caso anche se i mercati si comportassero in maniera irrazionale e la lira si svalutasse….ma chi se ne frega? Verrebbe trovato un valore di equilibrio. Io la spesa la faccio in Italia, non mi interessa di una fantasiosa svalutazione del 30% (Mica sono fessi a farci un favore del genere!!).
Quanto al’inflazione…….una cosa è la svalutazione della moneta, altra l’inflazione…..e la correlazione non è cosi immediata.
Io sono per l’uscita dall’euro senza se e senza ma, meglio se concordata ma va bene anche come atto unilaterale. Aspetto con pazienza quel giorno che mi regalerà questa gioia.
In ogni caso non credo che i tempi siano maturi. Il potere sovranazionale che ci rende schiavi è infiltrato in tutte le istituzioni italiane, in primis il quirinale, ma anche banca d’Italia, Mef, etc…Prima bisogna fare pulizia e mettere le persone giuste nel posto giusto. Se siamo fortunati nell’attesa saranno altri a rompere il giocattolo e ci levano l’impaccio di un atto unilaterale.
mad­max,

stanziale
Scritto il 15 ottobre 2018 at 18:11

@MADMAX @VELENO– Egregi, e’ un piacere disquisire con voi perche’ siete gradevoli. Ma di idee strane! Perche’ il debito italiano in cct o btp sarebbe carta straccia? Allora anche le somme depositate nei cc, lo sarebbero. Non vedo la differenza. Tu madmax dici che gia’ ci sono forme di risparmio che rendono 1%, ok. e allora? i titoli stato valgono meno? L’talia se lo vuole ben potrebbe dirottare 200 miliardi di risparmio italiani in cct a breve, ma anche molti, molti piu’. Basta pensare alla rete di banco poste, se solo fosse istruita a dovere. Appartiene allo stato. Queste discussioni nascono dal fatto che l’italia e’ l’unica a pagare esosi interessi sul debito. Quindi bisogna trovare il rimedio. Sono 2: o si ripudia il debito estero, ma attualmente non credo ci sarebbe permesso. Oppure bisogna fare in modo che il debito ritorni in mani italiane. E’ semplice . Per diminuire i btp che non governiamo, perche’ con asta marginale e non controlliamo neanche banca italia di fatto in mani straniere, bisogna emettere cct riservati solo agli italiani . Bisogna emetterli che rendono il 2% a breve? Benissimo emettiamo questi certificati al 2% quello che sara’ necessario. Quando il debito e’ in mano agli italiani o si dispone di banca centrale, non puo’ essere attaccato , ed i soldi degli interessi non vanno a fondi e banche estere. Lo dimostrano usa, gran bretagna , giappone, nonche’ germania e francia che dispongono di una propria banca centrale . Perche la bce e’ la banca centrale di germania e francia, solo di loro. Tutti lo hanno capito. Infatti non hanno spread. ps Noto poi che persino la spagna con le proprie banche , ha una quota consistente di debito pubblico italiano, perche’ rende molto .l’hanno comprato con il qe della bce….ma almeno ce l’hanno restituito il prestito che gli facemmo per salvare le loro banche?

sd
Scritto il 15 ottobre 2018 at 21:50

nol­dor@fi­nan­za,

Sono pienamente d’accordo con te. Quello che volevo puntualizzare era che i Computer Quantistici abbinati ai software AI con molta probabilità in un non lontano futuro sostituiranno molti “umani” in certi tipi di lavori…………chissà se, nel settore bancario e/o finanziario, faranno una “strage”. Sicuramente ad analizzare migliaia di dati finanziari al secondo non saranno secondi a nessuno.

Per quanto mi riguarda non mi preoccupo, prima che un Computer Quantistico con tanto di Software AI possa sostituire il mio lavoro ne dovrà passare molta di “acqua sotto a ponti”. Probabilmente in molti non immaginano neanche perché ne sono così sicuro.

jan8
Scritto il 16 ottobre 2018 at 00:57

“questo è stato uno dei pochissimi blog in Italia, assieme a quello di Alberto Bagnai a suggerire”. … ;-) GRAZIE!

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