L’ITALIA NON HA E NON AVRA’ UNA CRISI DEL DEBITO!

Scritto il alle 10:21 da icebergfinanza

Probabilmente molti di Voi lo ricorderanno, Icebergfinanza è stato uno dei pochissimi che nel 2011/2012 suggeriva di non lasciarsi prendere dal panico durante la crisi italiana.

Oltre ad un’intervista su Rai3, usci anche un mio articolo sul giornale locale…

«Ma l’Italia non può fallire» – Trento 

Centinaia di articoli ed analisi per spiegare ai lettori per quale motivo l’Italia rischiava poco o nulla in quella crisi, per quale motivo molte leggende metropolitane veicolate per creare panico erano fake news, erano false.

Una sintesi eccola qui, ma gli articoli e le analisi erano centinaia davvero, in molti di voi, lettori di vecchia data se li ricorderanno.

Nel fine settimana insieme a Machiavelli, abbiamo condiviso un atteggiamento prudente da tenere a seguito delle nuove normative sul debito pubblico europeo, nessun suggerimento ora la crisi è solo all’inizio.

ITALIA: MAI RISCHIATO IL FALLIMENTO! 

Oggi ci risiamo, è bastato eleggere un governo che è inviso a tutta la stampa italiana, ai poteri forti, alla finanza internazionale e subito scene di disperazione ovunque, racconti di peste e carestia che verranno, la fine del mondo dietro l’angolo, più o meno la stessa fine che dovevamo fare nel 2012!

Non tornerò sull’argomento in questa sede, ma non mancherò di seguire tutti gli sviluppi nei prossimi mesi, soprattutto quelli estivi, i più caldi, dove la liquidità evapora e la speculazione gongola. Sarà interessante osservare cosa farà la Banca centrale europea, nel caso qualcuno forzi oltre il dovuto la mano, se avrà il coraggio di far finta di nulla o interverrà al momento opportuno.

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

Sul Il Sole 24 Ore, spesso e volentieri schierato a senso unico a favore dell’euro, di cui torno a ripetere, non tutti i giornalisti sono tendenzialmente faziosi e dei quali in alcuni casi ho conoscenza personale e stima, dicevo sul Sole è apparso un articolo di Ken Fisher che condivido totalmente!

Ecco alcuni passaggi…

All’estero, ma anche in Italia, si sbagliano. Il debito italiano è più che gestibile. Che vi piaccia o meno per il nuovo governo che si è appena formato, non sarà certo la gestione del debito la sfida più grande. (…)

Ascoltate bene ora questo è quello che ripeto da tempo, ciò che conta sono i rendimenti!

Il differenziale rispetto ai Bund tedeschi non ha più importanza.

Il porto sicuro in tempi di crisi mondiale è il dollaro, non l’euro. Durante qualsiasi crisi, il dollaro aumenta e questo vale anche nei confronti dell’euro, a partire dalla sua entrata in vigore. Comparare i BTp allo strumento finanziario di un altro paese dell’eurozona significa ignorare i flussi globali delle valute. Il mercato statunitense dei titoli di stato vale 15,8 mila miliardi di euro mentre quello dei Bund tedeschi vale solamente 1,1 mila miliardi di euro. Il debito statunitense è l’unico abbastanza grande da poter assorbire la domanda extra generata dalla crisi globale, ecco perché in situazioni di panico i capitali confluiscono verso gli Stati Uniti – come accaduto nel 2008 e durante la crisi del debito europeo tra il 2010 e il 2012.

Noi lo stiamo facendo dal 2013, noi siamo gli unici che in Italia lo hanno suggerito pubblicamente, ci sono migliaia e migliaia di lettori testimoni, la verità è figlia del tempo!

Di conseguenza, l’indicatore di riferimento «privo di rischio» appropriato per l’Italia è quello dei titoli di stato statunitensi. In modo sorprendente, i titoli di stato statunitensi decennali hanno un rendimento pressoché identico ai BTp decennali.

Se i titoli italiani fossero davvero rischiosi, i tassi dei BTp sarebbero molto più elevati rispetto a quelli statunitensi, come è quasi sempre stato. I mercati efficienti hanno già stabilito il prezzo della paura diffusa dei mini-BoT, dei tagli fiscali e dell’aumento della spesa pubblica e hanno deciso che i BTp non necessitano di alcun premio per il rischio. Fidatevi di loro.

In termini storici, il debito italiano è altissimo, ma il fatto che il tanto discusso rapporto tra debito pubblico e Pil ammonti al 133% (valore elevato secondo i parametri globali) ha poca importanza. Non ha infatti niente a che vedere con la capacità dell’Italia di sostenere l’onere degli interessi ricorrenti sul debito. Il Tesoro ha intelligentemente prolungato le scadenze medie dei suoi 2,3 mila miliardi di euro di debito dai tre anni del 1994 agli attuali sette anni.

Ciò che importa è capire se il pagamento del debito paralizzerà l’Italia. Ciò non avverrà.

La versione online di questo articolo è corredata da grafici, con un arco temporale dal 1982 a oggi, che dimostrano quanto finora detto e che sono verificabili tramite i dati del Fmi, della Banca mondiale, dell’Ocse o dell’Istat. Vi invito ad andare a leggerveli e tenerli a mente, questa è informazione, complimenti per una volta tanto al Sole 24 Ore.

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23 commenti Commenta
phitio
Scritto il 6 giugno 2018 at 14:06

Vorrei far sommessamente notare che se si e’ insediato un “governo inviso ai poteri forti”, ne consegue che questi poteri non sono tanto forti, giusto?
Quantomeno, dimostra chiaramente, anche se tutti sembrano sostenere il contrario, che il voto popolare HA un enorme potere dalla sua, e che il voto indubbiamente PORTA dei cambiamenti, se quelli che votano lo desiderano.

alexandersupertramp
Scritto il 6 giugno 2018 at 14:41

Non sono molto d’accordo con quanto dice Fisher. I rendimenti dei BTP sono bassi perché la BCE sta comprando (a dire il vero è l’unica che li sta comprando). Il vero banco di prova arriverà in autunno quando terminerà, salvo ripensamenti, il QE Europeo. Mettiamoci comodi e godiamoci lo spettacolo che sta per arrivare.

    icebergfinanza
    Scritto il 6 giugno 2018 at 14:58

    Fisher ragiona come Keynes a lui interessa poco o nulla se la BCE compra, quale è la ragazza più bella, a lui interessa come votano i giudici, sino a settembre la BCE deve comprare, se non lo facesse è palesemente una scelta politica della quale dovrà rispondere. Poi qualche giocondo vi racconterà che nelle prossime settimane si deciderà la fine del QE e via dicendo, probabilmente sarà solo per iniziarne uno nuovo ancora più spettacolare!

alexandersupertramp
Scritto il 6 giugno 2018 at 15:43

Non sono un estimatore di Keynes. Per me gli Stati non dovrebbero avere debito. Sarebbe anche il modo migliore per evitare lo strapotere delle Banche centrali. Ma anche un discorso molto lungo. Rimaniamo ad oggi e vediamo che succede. Come dici tu: la verità è figlia del tempo.
ice­berg­fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 6 giugno 2018 at 16:49

Avere debito per gli Stati è una cosa buona purché non sia fuori controllo.
Prova ad immaginare uno Stato senza debiti….che fine farebbero i risparmi dei cittadini?
In un mondo normale il debito pubblico, che dovrebbe essere sicuro con una Banca Centrale autonoma, permette un lido sicuro per i risparmi dei cittadini, per proteggerli dall’inflazione. In un mondo senza debito pubblico i risparmi verrebbero inevitabilmente attratti in investimenti più pericolosi. Quindi il debito pubblico svolge una funzione sociale di tutela del risparmio.
ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

vito_t
Scritto il 6 giugno 2018 at 18:14

alexandersupertramp@finanza,

il tempo dirà, ma qualcosa in passato ha già detto. il 31 dic 2001 ultimo giorno della nostra lira, … ( io penso che potrebbe non essere stato l’ultimo ….) il decennale italiano era al 5,2% e quello dei fenomeni giallorossoneri era al 5% l’inflazione in Italia era al 2,7% e in Kruccolandia era al 2% . Ne deduco che per investire in Germania gli operatori “pretendevano” un R.R.N superiore a quello chiesto all’Italia. Eppure già all’epoca godevamo di un 110% di rapporto debito pil mentre fenomelandia era al 60% circa. Ovvero il nostro debito era sostenibile e non lo dico io, ma gli operatori che investivano sui bond, ah dimenticavo Mr. Whatevee it takes, non era ancora stato nominato Mr. Europa e il QE forse era il Quotidiano di Energia.
Nel 2005 ad euro avviato ( purtroppo ) la situazione era decennale nostro al 3,5% il loro al 3,3% l’inflazione nostra al 2% e la loro all’1,4% , ancora gli operatori pretendevano un RRN per il nostro titolo di stato al 1,5% mentre le pretese per quello tedesco erano al 1,9%.
Il futuro ? chi lo sa, ma credo che il DataBase delle truffe ovvero DB , presto presenterà il conto al sig (o sig.ra ? ) Merkel

oratrix magna
Scritto il 6 giugno 2018 at 18:33

non il debito pubblico, ma le politiche fiscali e monetarie dello stato calibrate sulla ricchezza e la produttività che quello stato riesce ad estrarre dalla terra e dall’operosità dei suoi cittadini.
tirlusa@finanza,

alexandersupertramp
Scritto il 6 giugno 2018 at 20:33

Ma per favore. Chiedi a chi ha comprato debito pubblico Argentino se ha svolto una funzione sociale. Fino al 15 agosto 1971 nessuno poteva stampare allegramente e la moneta in circolazione era garantita da controvalore in Oro. Il mondo prosperava, le economie era sane, i cittadini non erano schiavi delle banche, esistevano pochissimi debiti e non ricordo bolle che esplodevano mandando sul lastrico milioni di persone.
E io non sarei così certo che se l’Italia avesse una sovranità monetaria sarebbe al riparo da sindromi Argentine o Greche. E credo che nessuno abbia questa certezza.
tir­lu­sa@fi­nan­za,

sd
Scritto il 6 giugno 2018 at 22:45

Buona sera

Va bè che l’Homo Sapiens Sapiens è quello che è………..ma in italia i conflitti di interesse sono la regola.

Dopo non lamentatevi se un giorno i mussulmani saranno la maggioranza e se vi toccherà sottostare alle regole della finanza islamica……………..

SD

mirrortrader
Scritto il 7 giugno 2018 at 01:58

http://uk.businessinsider.com/ubs-investment-bank-global-interest-rates-financial-crisis-2017-11?IR=T

Tassi a -5% prossimo giro? Qui lo danno per scontato.

aorlansky60
Scritto il 7 giugno 2018 at 09:00

@ Phitio

se si e’ insediato un “governo inviso ai poteri forti”, ne consegue che questi poteri non sono tanto forti, giusto?

NON NE SAREI COSI’ SICURO.

Prima ancora di considerare l’aspetto finanziario [già di per se temibile nei confronti dell’ITALIA] c’è dell’altro.

Purtroppo non sono io a dirlo, ma i retaggi storici quale pesante fardello che l’Italia si trascina dietro da 70anni,

ovviamente alludo alla NATO (e di conseguenza agli USA) che già ieri non ha mancato di far sentire la sua voce tramite nota ufficiale dettata nei confronti dell’Italia e del suo nuovo esecutivo di governo, notizia che i quotidiani italiani riportano oggi;

nella scala di valori internazionali tra STATI SOVRANI, la contesa USA vs RUSSIA è quanto mai aperta, nonostante che il crollo simbolico di un muro avvenuto 30anni fà avesse fatto credere all’opinione pubblica mondiale (specie quella EU) che il futuro potesse essere contrassegnato da maggiore distensione ed ottimismo;

NIENTE AFFATTO.

Di Maio e Casaleggio Jr dovrebbero essere stati opportunamente edotti su questo DETTAGLIO dalle autorità USA, durante l’invito che hanno ricevuto a recarsi a Washington alcuni mesi prima del 4 Marzo ca;

Credo che per l’amministrazione USA l’incognita -nel nuovo esecutivo- possa essere M.Salvini : il suo incedere per la fine dei veti commerciali nei confronti della Russia (nonchè la sua mai celata simpatia nei confronti della Russia) fa venire un gran mal di pancia agli USA ogni volta che lo sentono esprimersi su questo tema…

Io non sono affatto contrario ad un apertura verso la Russia, ma è bene sapere fin da subito i pericoli potenziali cui andremo incontro se decidiamo di perseverare verso questa strada :

per averli vissuti, io ricordo cosa furono gli anni 70 in ITA, una stagione caratterizzata dalla FORTISSIMA destabilizzazione che la CIA operò nel ns paese, per motivi ovvi e noti; il fatto che in prima linea ci fossero organizzazioni politiche eversive di estrema destra vs estrema sinistra costituiva il fattore di comodo da raccontare all’opinione pubblica ITA, ma dietro questa facciata c’era una presenza assai più ingombrante

ecco, io non vorrei (e non sarei stupito se l’Italia insistesse verso un apertura manifesta nei confronti della Russia) che stranamente e casualmente(…) si ritornasse ad eventi simili [come quelli ricordati prima] anche nel 3zo millenio in ITA…

aorlansky60
Scritto il 7 giugno 2018 at 12:19

@ alexandersupertramp

Fino al 15 agosto 1971 nessuno poteva stampare allegramente e la moneta in circolazione era garantita da controvalore in Oro.

beh,

è indiscutibile che quella data che hai riportato rappresentata l’inizio della speculazione ai massimi livelli immaginabili (e anche NON) per l’alta finanza internazionale,

l’altra data fatidica è l’inizio della guerra del Kippur (Ottobre 1973) tramite la quale gli USA hanno sapientemente (ci sono le prove dell’agire dell’amministrazione Nixon&Kissinger su questo affare) saputo portare il DECOLLO A RAZZO del prezzo dell’OIL (dagli anni 50 fino al 1973 ancorato a miseri 4 $ a barile) inaugurando la MECCA del BUSINESS per Saudi Arabia e Banche anglosassoni della City e di NYC (è facile comprendere quanto possa essere la diversità, per questi players, avere il barile via via a 4, 6, 8, 10 volte tanto quel prezzo di 4 $, tanto sarebbe salito a partire dal 1973 proseguendo la sua corsa al rialzo negli anni 70 e 80… anche perchè allora non si era ancora affacciato al mercato il petrolio russo, Saudi Arabia ed Emirati del Golfo erano gli unici fornitori per tutta la civiltà occidentale…)

Direi proprio che quanto stiamo vivendo, oggi come 10 20 e 30anni fà in occidente, dipende direttamente da quello che si potrebbe considerare l’ANNO ZERO che hai riportato…

aorlansky60
Scritto il 7 giugno 2018 at 13:45

@ alexandersupertramp

io non sarei così certo che se l’Italia avesse una sovranità monetaria sarebbe al riparo da sindromi Argentine o Greche

Attenzione però che l’Italia non è ne l’argentina ne la grecia : in quanto a potenziali industriale/produttivo/manifatturiero/export, nonostante tutto quanto è stato fatto negli ultimi 15anni (guarda caso dall’entrata in scena dell’€uro) per mettere i bastoni tra le ruote alle ns grandi società e piccoli-medi imprenditori, l’Italia rimane ancora l’8va potenza economica per PIL su scala mondiale (3za Europea al netto UK).

Se l’Italia dovesse ritornare alla LIRA, è facile prevedere un DECOLLO A RAZZO dell’export da far tremare le vene ai polsi dei tedeschi, primi competitors europei dell’Italia. Ma non è facile prevedere quando accadrà, in fondo i tedeschi più degli altri hanno architettato l’€uro proprio per tarpare le ali alla capacità EXPORT Italiana, essi terranno duro affinchè mantenere tutti i 19 paesi dell’€urozona nella gabbia, anche perchè gli altri 18 remano e pedalano [per come l’UE è attualmente regolamentata] per consentire alla Germania di arricchirsi (vedere per questo bilanci di TARGET2, surplus comm.le all’8%) a discapito degli altri 18.

Tutte le storie sul presunto alto livello di DEB PUBBL ITA fanno comodo alla Germania per mantenere alta l’attenzione sui rischi dell’Italia e per continuare poco a poco a spillare soldi e contributi dai suoi cittadini.

magicx
Scritto il 7 giugno 2018 at 14:25

Intrigante e preoccupante l’accostamento agli anni 70, che spero resti solo un’esercizio accademico senza trovare riscontri oggettivi. Certo è che se anche da tempo è tramontato l’impianto ideologico sul quale si sosteneva la contrapposizione USA/URSS, con relativi seguiti, lo scontro – spostato ora dal pianoegemonico/ ideologico a quello egenomico/commerciale – esiste tutt’ora. Di certo alcuni assunti nostrani si sono capovolti, tant’è che a guardare verso l’orso oltrecortina vi sono apparentemente molti, con figli e nipoti, di quelli che un tempo avevano un orientamento a stelle e strisce. Ma proprio in ragione del crollo del muro, non escludo molti altri liberi dall’obbligo di considerazione verso un “protettore” ingombrante quali sono in molti momenti gli USA.
Quel che è vero è che NON siamo così liberi come vorremmo credere di esserlo. Forse i c.d. poteri forti non possono impedire stravolgimenti elettorali (in questo condivido phitio), ma la collocazione dell’Italia risente indubbiamente di legacci e vincoli storici che non consentono strappi indolori.
Vedremo quanto il Governo riuscirà a tenere il punto. Personalmente confido che resti fermo sull’idea di criticare e contrastare le sanzioni alla Russia (ipocrite come chi le decanta ed economicamente controproducenti), rimandando a Ottobre mister Putin e i suoi protettori ortodossi, su alcuni basilari concetti di libertà civile. Ma non è certo questo il nodo principale cui andrà incontro il nuovo esecutivo; anzi lo vedo tra quelli potenzialemnte sacrificabili sull’altare di altre concessioni.

signor pomata
Scritto il 7 giugno 2018 at 15:29

tutti gli stati oramai hanno un debito o evidente o nascosto oltre la soglia della decenza.
vero che esiste sempre la via della monetizzazione cosa già in atto ma molti o la quasi totalità non possono optare per questa via.
La soluzione che ritenevo adeguata per oggi credevo fosse una massiva repressione finanziaria.
Ossia tassi bassi e un vigoroso controllo dei capitali.
I tassi volenti o nolenti si stanno alzando , sia in america che in europa ma sopra tutto nei paesi in via di sviluppo.
Quei paesi che sono spesso soggetti a fallimenti per via di debito estero.
Ora tassi più alti con un dollaro che si rafforza porteranno fallimenti decisi sul debito estero di questi stati portando con se la domino di altri fallimenti.
O il dollaro inizia a svalutare seriamente o inutile cercare le cause della nuova crisi perche sono già evidenti.
Questo innesco dei tassi americani che lievitano e il dollaro forte sono impossibili da sostenere per molti paesi e se gli americani desiderano far esplodere questo ordigno basta che non facciano nulla perche la miccia è bella che accesa.
ho il sospetto che il giorno degli attacchi al nostro btp fosse un ottimo momento per liquidare alcune posizioni.
vero che nel lungo periodo i titoli americani sono i più sicuri e che dollaro è la moneta più forte e sicura ma vero è che non possono permettersi di distruggere tutti gli emergenti per ottenere poi cosa?
Una crisi ancora più profonda e distruttiva.
Magari distruggere l” euro è una opzione ma tutta da decifrare nei modi e tempi.
Sono tempi difficili questi, alcuni li definirebbero interessanti ma non vedo nel futuro finali win win per noi poveri cristi.

tirlusa
Scritto il 7 giugno 2018 at 18:03

L’Argentina ha fatto default sul debito estero. Mica il Governo argentino può stampare dollari o euro, in quel caso c’entrano le riserve in valuta della Banca Centrale.
Ripeto, in un mondo normale (non in Europa) dove gli Stati non possono fallire il debito pubblico permette una allocazione dei risparmi dei cittadini in un asset non rischioso al fine di proteggerlo dall’inflazione.
ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

madmax
Scritto il 7 giugno 2018 at 18:06

magicx@finanzaonline,

Magicx,
Diciamo la verita’ al mondo esiste un solo stato che vorrebbe avere tutti come sua colonia, oggi i media filoatlantici (ormai non se ne salva nessuno) fanno finta di ignorare (se non lo sanno sono rincoglioniti) il fatto che la TERZA GUERRA mondiale e’ piu’ vicina di quanto lo era durante la cortina di ferro!

Gli US in preda ad un delirio di onnipotenza da tardo impero decadente, pensano di poter vincere con la Russia, aumentando il budget della difesa e per una probabile guerra, stanno aumentando ogni anno le manovre militari ai confini, prossimamente ve ne sara’ una da 100.000 uomini…e contano sulla “ragionevolezza” Russa.

Ma purtroppo si sbagliano la Siria e’ la linea rossa, hanno fatto vedere che non arretreranno e spera che non siano sotto attacco nucleare altrimenti non si salva nessuno.

Quello che i filoatlantici non vi raccontano sono poche cose, la prima che hanno cambiato la “dottrina militare” sull’uso del nucleare possibile ora per fronteggiare nemici e non piu’ per difesa esistenziale la seconda che diamine ci guadagnano noi?

Con la guerra in Afghanista hanno armati i talebani contro i russi inseminando i germi del terrorismo islamico. Con la campagna dell’ Iraq hanno rimosso un dittatore laico, con un cristiano come vice, esistevano chiese mentre adesso solo barba assatanati.

Con la guerra del Kosovo ancora una volta e’ stato creato in piena europa uno stato mussulmano, con delle zone in cui sorge la bandiera nera con le Primavere arabe hanno fatto cadere regimi laici come Tunisia, Egitto, dove poi i Fratelli Mussulmani (appoggiati dagli US) sono stati di nuovo rimossi da un golpe laico dei militari.

Passo alla Libia dove gli atlantisti hanno rimosso un altro laico socialista Gheddafi e creato di nuovo il caos e arriviamo alla Siria dove prima nelle universita’ trovavi il 60% di studentesse femmine mentre oggi nell’Afghanistan “liberato” le ragazze non possono piu’ giarare in gonna (si negli anni 80 andavano in giro in gonna) ma sono costrette a stare chiuse negli scafandri…altro che vediamo gli occhi verdi delle ragazze!!!!

Questo e’ il filoatlantismo che amiamo cosi’ tanto???

aorlansky60
Scritto il 8 giugno 2018 at 07:59

@ Madmax 18:06

Analisi -la Tua- ineccepibile,

che solo un media filo atlantico potrebbe cercare di smontare (attenzione ho detto smontare, senza la concretezza di riuscirvi) seminando solo fumo e menzogne nel tentativo di farlo.

Avanzo solo un [ragionevole] dubbio circa la possibilità che hai menzionato che l’amministrazione USA con Min.d.Difesa sarebbero disposti a passare oltre la classica linea strategica del NUCLEARE conosciuta finora, ovvero basata sulla DETERRENZA, per passare a fini pratici sul campo…

Aggiungo solo un dettaglio che non hai citato ma che per me è ancora importante, come lo è da 70 anni nel dirigere e governare lo sorti del mondo occidentale (o “atlantico” che dir si voglia): il vincolo USA-Saudi Arabia…

magicx
Scritto il 8 giugno 2018 at 09:03

mad­max,

Pienamente d’accordo con l’analisi. Forse la Tunisia si è comunque salvata (se no sbaglio al momento ha un governo Laico). Per il resto riprendo il caso Afghanistan. Fa davvero effetto vedere certe foto di Kabul (anche se penso fossero più anni 70 che 80, comunque il succo non cambia), di ragazze che giravano tranquillamente con gonne sopra il ginocchio. Non voglio dire che la civiltà di un popolo si misuri solo da quello: ma di sicuro ANCHE da quello.

aorlansky60
Scritto il 8 giugno 2018 at 09:10

@ Magicx

Quel che è vero è che NON siamo così liberi come vorremmo credere di esserlo.

………………………………………………………………………………………………..

Chi lo crede ancora (o chi lo ha mai creduto in passato, riferito all’ITALIA) è un ingenuo sprovveduto che non conosce la STORIA e le sue PESANTI e SCOMODE EREDITÀ.

La storia italiana degli ultimi 60anni è disseminata di prove indiscutibili, da Enrico MATTEI, ad Aldo MORO, a Bettino CRAXI (cui gli USA non perdonarono mai l’intromissione nei missili USA da installare a Comiso e Sigonella – seconda metà anni 80; povero Bettino, anche lui era convinto che la Sicilia come l’Italia fossero esclusivo suolo sovrano Italiano… si pensi alle conseguenze che hanno portato prima al suo declino politico (anche questo pilotato ad arte) poi alla sua fine in esilio in Tunisia, lontano dall’Italia…) fino a Silvio Berlusconi (il cui governo fu silurato dalla UE nel 2011 su ordine perentorio dell’amministrazione USA per i motivi noti, era INSOPPORTABILE per quest’ultima che un governo di un paese dell’alleanza Atlantica cercasse di tessere buoni rapporti sia con la Libia di Gheffafi sia con la Russia di Putin ( DUE NOMINATIVI SCRITTI A CARATTERI CUBITALI NEL LIBRO NERO DEGLI USA) in prospettiva di accordi commerciali cui avrebbero beneficiato molte società ITA…)

ecco perchè, ritornando alle intenzioni di M.Salvini verso la Russia, ho qualche legittimo timore : se gli USA non sono più quelli di 30-40 anni fà (negli ultimi tempi più di un segnale avverte che al loro interno qualcosa ha iniziato a scricchiolare), sono pur sempre ancora in cima alla piramide con la differenza di essere più cinici e determinati di prima, perchè avvertono che più antagonisti (la China, in aggiunta alla storica Russia) intende scalzarli dal ruolo di dominio sul pianeta.

madmax
Scritto il 8 giugno 2018 at 22:51

aorlansky60,

Nuova dottrina nuclear US di Febbraio 2018 la trovi qua:

https://media.defense.gov/2018/Feb/02/2001872886/-1/-1/1/2018-NUCLEAR-POSTURE-REVIEW-FINAL-REPORT.PDF

Strano vero che nessuno ne abbia parlato!!!!

Per quello che riguarda l’Arabia Saudita ormai pure loro sono bolliti, il loro debito sta esplodendo e la popolazione aspetta solo sussidi, sono alleati storici degli US ed ora pure alleati di Israle…il che dimostra tutta la loro ipocrisia.

Stanno macellando lo Yemen e con la chiusura totale delle frontiere stanno ammazzando migliaia di persone ma la cosa ai giornalisti non interessa non vende e non conviene raccontarla…come non interessa che gli Hutni (i ribelli sciiti senza barba) si erano arrabbiati originariamente con il Presidente Yemenita per essere troppo morbido con Al-Qaeda…ed ora devono combattere contro mercenari colombiani e consiglieri anglosassoni….evviva la trasparenza e la razionalita’ dei media!!!!

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