WALL STREET: IL PEGGIORE PESCE DI APRILE DALLA GRANDE DEPRESSIONE!

Scritto il alle 10:40 da icebergfinanza

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Nulla di particolare a Wall Street nel giorno di Pasquetta, un po di panico qui e la, come ai bei tempi della Grande Depressione…

A Wall Street il peggiore inizio di aprile dalla Grande Depressione

Il ritorno di venti di guerre commerciali e il continuo sell-off dei titoli tecnologici hanno provocato a Wall Street il peggiore inizio di aprile dalla Grande Depressione degli anni ’30 del secolo scorso. Il tutto è successo dopo un marzo che è stato per gli indici americani il mese peggiore dal gennaio 2016. Inoltre, il primo trimestre del 2018 è stato per il DJIA e l’S&P 500 il primo in calo dopo 9 di fila in aumento… America 24 

Gli americani sono speciali nel ricordare la storia, non hanno davvero tutti i torti visto che una nuova Grande Depressione si sta avvicinando.

Nulla di particolare, nessuna sorpresa, per gli amanti del protezionismo, la Cina reagisce come è giusto che sia e decide di …

La Cina reagisce ai dazi di Trump: tariffe su 128 prodotti Usa

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è iniziata davvero: con l’entrata in vigore a partire da lunedì mattina di tariffe fino al 25% su 128 prodotti statunitensi importati dalla Cina, tra cui carne di maiale e frutta, per un valore totale 3 miliardi di dollari. È la risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump, dazi su acciaio e alluminio varati a marzo. Pechino, riferisce una nota del ministero del Commercio cinese, cerca così di «salvaguardare gli interessi della Cina e bilanciare le perdite» legate alle nuove tariffe Usa.

Nello stesso tempo, si sollecita Washington «a revocare le misure protettive che violano le regole del Wto» e a «riportare i rapporti bilaterali sui relativi prodotti alla normalità». Ma dall’altro fronte sta per arrivare un’altra bordata durissima: entro venerdì è atteso l’annuncio di ulteriori dazi su importazioni cinesi del settore hi-tech, beni di un valore di 50/60 miliardi di dollari.

Ma noi queste cose è oltre un anno che ve le raccontiamo osservando la storia, l’analisi empirica.

Chi sostiene che una guerra commerciale oggi è come una tempesta in un bicchiere d’acqua dovrebbe sciacquarsi la bocca, con lo stesso bicchiere. L’unico problema è che Trump, Ross e Navarro sono dei perfetti ignoranti, se vogliono vincere una guerra commerciale devono mirare ai settori giusti e in realtà stanno sparando a caso!

Fanno sorridere i burocrati europei quando chiedono a Trump di essere esentati sempre e comunque dai dazi, l’Europa è il continente più protezionista al mondo.

Qui invece il buon Donald ha il nostro più totale sostegno, il cancro Amazon va estirpato dall’economia reale…

Trump di nuovo contro Amazon: fa perdere denaro alle Poste

Ma davvero c’è ancora qualcuno che crede ai dati farlocchi alle “fake news” istituzionali sulla situazione economica globale, date un’occhiata qui sotto…

ISM manifatturiero farlocco che scende, spesa per le costruzioni sempre più anemica…

[Chart]

… ma soprattutto i nostri tesorucci che sfondano l’inimmaginabile rendimento del 3 % e arrivano sino a 2,95 punti.

Grazie al nostro amico PuntoSella… una panoramica della dinamica EUR/USD…

clicca sull’immagine per ingrandire

…il nostro obiettivo finale lo conoscete, tempo al tempo, ogni cosa a suo tempo sotto il cielo!

A proposito di tesorucci, mettetevi comodi, prendete pop-corn e bibita e godetevi lo spettacolo, se non avete capito qualcosa, chiamate il nostro Machiavelli.

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Prima però rileggetevi questo articolo del Sole24OreDOPO…

(Afp)

Titoli di Stato Usa alla svolta del 3%: pronta la rotazione degli asset…

Poi dopo una risata, continuate la lettura soprattutto con questo…

Così i titoli di Stato Usa sfidano le leggi della gravità (e della logica…)

l più grande mercato mondiale di titoli di Stato, quello statunitense, sembra impazzito. Nel senso che fa esattamente il contrario di quello che dovrebbe, almeno secondo logica. Vediamo cosa sta succedendo: dall’inizio dell’anno, il rendimento del decennale statunitense era salito vertiginosamente fino a sfiorare la mitica soglia del 3 per cento. Logico, in uno scenario di rialzo dei tassi e di robusta crescita economica.

Logico cosa? Il buon Manzoni soleva dire che il buonsenso c’era ma se ne stava nascosto per paura del bene comune.

Nella finanza, invece la logica è il senso del gregge, ma la logica ad uso e consumo proprio, bastava studiare la realtà e la storia per capire che il mercato stava andando nella direzione sbagliata.

Quando la scorsa settimana la Fed guidata da un Powell più “falco” di quanto previsto alza i tassi dello 0,25% e conferma altri due aumenti per quest’anno (oltre a tre ulteriori nel 2019) tutti gli analisti obbligazionari si aspettano il trionfale sfondamento della soglia del 3 per cento. Invece esattamente il contrario: i rendimenti dei decennali Usa anziché salire iniziano a scendere, planando sotto quota 2,8% (ai minimi da due mesi) tra lo sgomento dei trader obbligazionari e di quasi tutte le previsioni delle banche d’investimento. I grafici dei titoli di Stato Usa insomma puntano verso l’alto e i rendimenti verso il basso (ricordiamo che i prezzi sono inversamente correlati ai rendimenti).

Che cosa sta succedendo? Le possibili spiegazioni sono almeno tre. Iniziamo dalla prima: il meccanismo di avversione al rischio. Secondo alcuni analisti i titoli di Stato sono in rally perché rappresentano un “porto sicuro” durante i crolli di Borsa. Analisi classica ed evergreen ma che lascia un po’ il tempo che trova, anche perché non si capisce per quale motivo i rendimenti dei T-Bond si ritrovino puntualmente al di sotto delle previsioni, sia quando l’azionario sale che quando scende.

Aria fritta!

La seconda possibile spiegazione è che i bond Usa stiano anticipando lo scenario di un rallentamento dell’economia più grande del mondo, e quindi di uno stop all’aumento dei tassi Fed. Ipotesi allarmante, legata in parte alla parziale delusione dei “surprise index” (gli indici che segnalano le sorprese positive provenienti dai dati macroeconomici) e in parte a una dinamica dell’inflazione meno vigorosa di quanto suggerisca la logica in fasi di crescita economica come queste. Ma sappiamo bene che l’innovazione tecnologica potrebbe aver mutato per sempre il comportamento dell’inflazione, mentre i “surprise index” hanno deluso soprattutto in Europa, non negli States.

Questa è la realtà, i “surprise index” in America sono fantasie, dati farlocchi, invenzioni!

La terza spiegazione è la più suggestiva, e forse la più convincente. Arriva dalla penna di Mohamed El-Erian, capoeconomista di Allianz, ex ceo di Pimco e editorialista di spicco del Financial Times, nonché una delle menti più brillanti di Wall Street in campo obbligazionario. Secondo El-Erian la ragione dello strano comportamento dei titoli di Stato Usa risiede negli enormi flussi di acquisti provenienti dai grandi investitori istituzionali mondiali, che lui conosce molto bene: colossali fondi pensione, giganti del mondo assicurativo e così via. I quali agiscono in modo perfettamente razionale.

Elementare Watson, ma lo fanno perché non c’è alternativa alla fine di un ciclo economico!

Sul fronte azionario, gli istituzionali hanno incassato profitti straordinarigrazie a un rally borsistico a tre cifre percentuali, lungo ben nove anni. Ora vogliono soprattutto una cosa: evitare di perdere i soldi guadagnati. E qual è il posto più sicuro dove parcheggiare i profitti che serviranno a pagare le future pensioni nei Paesi sviluppati? L’obbligazionario governativo statunitense. Che acquistano a mani basse, alimentando il rally.

Non è la prima volta che le Borse si comportano in modo strano quest’anno.Meno di due mesi fa, l’azionario statunitense è crollato per una buona notizia (l’aumento dell’inflazione salariale, spia di una robusta crescita economica) anziché per una cattiva. Ora invece la Federal Reserve alza i tassi ma i titoli di Stato Usa si comportano come se li avesse tagliati. Fare previsioni sui mercati è sempre stato difficile, ma ora lo è più che mai.

Non aggiungo altro il nostro Machiavelli si sta sbellicando dalle risate…

Dopo il suo ritorno dall’America nel 1493, Colombo fu invitato ad una cena in suo onore dal Cardinale Mendoza. Qui alcuni gentiluomini spagnoli cercarono di sminuire la sua impresa dicendo che la scoperta del Nuovo Mondo non fosse stata poi così difficile, e che chiunque sarebbe potuto riuscirci.

Udito questo, Colombo sfidò i commensali a un’impresa altrettanto facile: far stare un uovo dritto sul tavolo.

Vennero fatti numerosi tentativi, ma nessuno riuscì a realizzare quanto richiesto. Convinti finalmente che si trattasse di un problema insolubile, i presenti pregarono Colombo stesso di cimentarsi nell’impresa. Questi si limitò a praticare una lieve ammaccatura all’estremità dell’uovo, picchiandolo leggermente contro il tavolo dalla parte più larga, e l’uovo rimase dritto. Quando gli astanti protestarono dicendo che lo stesso avrebbero potuto fare anche loro, Colombo rispose:

“La differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto!”

Da tempo suggerisco pazienza e perseveranza, ribadisco che questo è l’ultimo viaggio, il più esaltante di tutti, attraverso la consapevolezza, la conoscenza della storia e la protezione dei propri risparmi.

Di questi tempi dopo il buco Lehman del 2009 ora anche la voragine immobiliare in quel che resta delle Poste Italiane… Caso Vegagest, due ipotesi e un silenzio assordante.

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9 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 3 aprile 2018 at 13:53

Guardando i corsi storici del D.J. degli ultimi 20anni, a due picchi di massimi (2000 e 2007) sono seguiti altrettanti crolli, dopo 6 mesi dai picchi massimi (in questo lasso di tempo ci fu molta volatilità in su e giù come se il mercato non sapesse come orientarsi, dopo di che solo giù violentemente, per diverso tempo)

È quello che sembra succedere nel 2018, nel cui mese di GENNAIO si è toccato il picco massimo (di un trend bullish di diversi anni), dopo di che “su e giù” di volatilità per 3 mesi fino ad oggi : se la storia ama ripetersi, e se anche il 2018 seguirà i precedenti, teoricamente a fine GIUGNO potrebbe iniziare il tracollo…

alexandersupertramp
Scritto il 3 aprile 2018 at 14:52

Tenterò una considerazione:
1. EUR/USD non ha superato la linea superiore del canale del trend di lungo termine posto a 1,25. Più passa il tempo senza che avvenga più diventa probabile una discesa verso la linea inferiore.
2. S&P500 ha rotto ieri la MM200. Le prossime settimane credo siano cruciali per capire se il livello di fine gennaio rimarrà il top del rialzo iniziato nel 2009 o risorgerà ancora. La stagione degli utili potrebbe giocare un ruolo non secondario.
3. Concordo col Capitano che nel medio termine siano destinati a scendere. Basta dare un’occhiata al livello di debito in circolazione per rendersi conto che un rialzo significherebbe il disastro. E l’Economia inizia ad avere il fiatone.

Scritto il 3 aprile 2018 at 20:23

Avete visto i dati di vendita di FCA? Oh per fortuna gli americani sono in crisi

    icebergfinanza
    Scritto il 4 aprile 2018 at 10:08

    Pare stiano vendendo auto anche ai cani e ai gatti ovviamente a debito…ormai il credito subprime conta per oltre il 30 % di tutte le cartolarizzazioni in circolazione, un film già visto non resta che attendere!

puntosella
Scritto il 4 aprile 2018 at 18:19

23.857,6535 questo è il valore di puntosella su TF Quater che rimarrà invariato
a condizione che fino alla fine di GIUGNO 2018 il minimo registrato il 1° Aprile
rimanga invariato, per cui sopra ancora LONG….. sotto SHORT con stop
nelle vicinanze di suddetto valore.

DataEvento di partenza il minimo del 2009;
Puntosella calcolato sulla VelocitàMediaAccelerata sul LOW del QUATER che
attualmente ha un valore di 17.445,9457 e tale rimarrà se il minimo del 1° Aprile
come sopra esplicitato rimarrà inviolato.

Nel 2° Grafo altre traiettorie provenienti dai minimi di AGOSTO 2015
sempre calcolate sui MINIMI del TimeFrame .


puntosella
Scritto il 4 aprile 2018 at 18:26

Altro punto da prendere in considerazione è il valore di 23.925,7100 che è il PUNTOSELLA
della traiettoria proveniente dalla DataEVENTO dei MINIMI del 24 AGOSTO 2015.

E’ un VALORE LIMITE sempre calcolato sulla VelocitàMediaAccelerata proveniente
da quella data.

puntosella
Scritto il 4 aprile 2018 at 18:43

Qui un Valore certo fino a fine giugno 2018 poiché è stato calcolato
sul Valore di APERTURA TRIMESTRALE e quindi nonMODIFICABILE
per tutta la durata del TimeFrame….. 24.770,7842… lo raggiungerà? ….
…. rimarrà sotto?….. lo perforerà e chiuderà sopra?…… rimangono
domande….. a cui non so rispondere al momento ma se il VettorePrezzo
dovesse AVVICINIRVISI allora potremmo farci qualche calcolo con quale
velocità ed accelerazione vi si avvicina.

puntosella
Scritto il 4 aprile 2018 at 19:01

Analisi sul S&P500 con TF QUATER e traiettorie calcolate sui MINIMI

puntosella
Scritto il 4 aprile 2018 at 19:06

…. e per finire….

il Brent Crude Oil su TimeFrame Month

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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