YELLEN: TE LO DO IO TRUMP!

Scritto il alle 10:45 da icebergfinanza

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Ieri nonna Yellen è apparsa in pubblico per la prima volta dopo le elezioni di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti e non le ha certo mandate a dire!

La Yellen sfida Trump: “Non aboliamo la riforma di Obama”

“Ha molti aspetti positivi” e non sarebbe opportuno “portare indietro le lancette della regolamentazione finanziaria”, ha dichiarato il presidente della Federal Reserve durante la testimonianza davanti alla Commissione economica congiunta del Congresso, sottolineando che “si dovrebbe essere felici che ora il sistema finanziario è più sicuro e poggia su basi più solide”

Balle! Il sistema non poggia affatto su basi più solide! Concordiamo sul fatto che qualcosina è stato fatto ma nulla in confronto a quello che servirebbe ovvero il ripristino immediato del Glass-Steagall Act

In particolare, ha detto Yellen, “non sarebbe opportuno tornare ai precedenti standard sui mutui che hanno portato alla crisi”.

Noi recentemente abbiamo demolito anche questa affermazione in questo dettagliato post…

TRUMP MOMENT: HOUSING BUST 2

Solo due grafici per smontare questa ennesima falsa affermazione!

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Alcuni degli stessi personaggi che hanno giocato ruoli di primo piano nel corso dell’ultimo boom del mercato immobiliare e il successivo crollo sono riapparsi. Ricordate la leggenda  Countrywide?

In California, alcuni dei più grandi istituti di credito non bancari  includono PennyMac, AmeriHome Loans, e Stearns. Tutti e tre hanno sede nel sud della California, l’epicentro del boom nel settore prestiti ipotecari subprime dello scorso decennio. E tutte e tre le società sono gestite da dirigenti che in precedenza lavoravano a  Countrywide Financial, l’ormai defunta prestatrice subprime fondata da Angelo Mozilo (Bank of America ha acquistato Countrywide a 4 miliardi nel luglio 2008).

PennyMac, rapida crescita per un prestatore non bancario, è gestito da Stanford Kurland, un ex dirigente di Countrywide Home Loans e direttore IndyMac. Stearns, un prestatore non bancario basato a Santa Ana, California, è gestito da Brian Hale, ex presidente della divisione Countrywide. E Joshua Adler, che è amministratore delegato di AmeriHome ha ricoperto ruoli simili in Countrywide e Bank of America.

La maggior parte delle erogazioni di mutui provengono a malapena ancora dalle banche tradizionali! La loro quota è scesa dal 91% nel 2009  dopo che molte delle banche ombra erano crollate nell’ultima crisi al 51,7%  nel 2016. La quota di banche ombra (linea blu) è salito al 48,3% (grafico da ATTOM).

Quindi o la Yellen non sa quello che dice e come Greenspan e Bernanke preferisce far finta di nulla e alimentare una nuova bolla immobiliare per tener su la baracca.

Infine …

“Alzeremo i tassi relativamente presto”, ha scritto nel discorso che recapita al Congresso, lasciando intendere che già a dicembre (la riunione è prevista per il 13 e 14) ci potrebbe essere un intervento di politica monetaria

Su forza alzateli, ma non una volta, due, tre e via così!

Lui, mister Greenback, il dollaro sta volando via…

ImmagineAncora un piccolo sforzo e il segnale e la parità sarà raggiunta in un battito di ciglia, basta solo rompere il minimi dello scorso dicembre 2015 e poi ci sarà davvero da ridere con il rialzo dei tassi in America.

Lui il Dollar Index il segnale lo ha già dato ed è inequivocabile!

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State sintonizzati si annuncia una settimana di tutto rispetto per i mercati americani!

Non c’è due senza tre dice il famoso proverbio della cultura popolare italiana.

Dopo la Brexit  e le elezioni americane, abbiamo bisogno del Vostro prezioso aiuto per sovvertire tutti i pronostici e sondaggi che danno vincitore nella categoria ECONOMIA il Sole 24 Ore.

Chissà che il 29 novembre grazie all’onda d’urto del popolo di Icebergfinanza non ci sia anche in Italia un … ICEBERGFINANZA MOMENT!

Forza coraggio bastano cinque minuti di tempo CLICCANDO SUI BANNER AZZURRI che trovate in questo articolo e dieci voti a scelta tra cui uno alla sezione 27  ECONOMIA. Semplicemente Grazie Andrea

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11 commenti Commenta
ebertuol
Scritto il 18 novembre 2016 at 17:23

Votato, anche nel secondo giro, grazie Capitano!

tirlusa
Scritto il 18 novembre 2016 at 18:12

Io ho votato, speriamo in un buon risultato.
Comunque ad osservare i mercati di questi giorni si capisce come siamo in mano a un branco di psicopatici. Il nuovo Presidente ancora non si è insediato, non si sa cosa farà visto che ha promesso tutto e il contrario di tutto, non si conosce la squadra, etc….ed in questo quadro i mercati registrano movimenti cosi decisi? Non ha nessun senso, né l’apprezzamento del dollaro, né l’aumento dei rendimenti dei treasuries in cosi pochi giorni. Io visto lo scenario mi sono assicurato sul cambio eur/usd per cui qualunque cosa succeda al cambio avrò effetti neutri sul mio portafoglio. Non ha senso rischiare, già l’usd si apprezzato quanto mi basta.

signor pomata
Scritto il 18 novembre 2016 at 21:25

Io ammiro andrea che ha tutte queste certezze.
Non riesco ad avere le stesse certezze anche se i numeri mi supportano.
Prima delle votazioni si menzionava il fatto che in caso di vittoria di trump i mercati sarebbero crollati e Tb si sarebbero apprezzati.
Come sempre è avvenuto il contrario.
Fanno cosi, usano i media per adescare i polli da spennare.
Ricordate quando la borsa crollava perche la fed avrebbe alzato i tassi?
Ora la borsa cresce perche forse la fed alza i tassi.
La borsa cresceva perche ci sarebbe stato il QE e la borsa ora cresce perche il QE è finito o almeno fanno intendere mediaticamente che è finito.
Si pensi a cosa è accaduto al cambio dell” euro,: tutti osannano draghi per la svalutazione ma quando si svalutava noi era un obrobrio e era reato, se fai QE e hai debiti sei un pazzo e il mercato ti punisce ma se lo fanno i giapponesi il mercato ruggisce di gioia.
Può essere tutto vero e tutto falso nello spazio di un secondo…..la logica è, ASSECONDA DEI CASI.
Sta veramente diventando un mondo di pazzi la finanza, poveri noi che ci siamo attrezzati per dover vivere asseconda di cosa vuole il mercato, asseconda del suo umore odierno.
Del resto se manipolano tutti i dati e i prezzi perche non possono manipolare i prezzi dei TB se è la banca centrale che determina il prezzo finale?
La banca giapponese ha in pancia oramai la metà del debito e decide lei il prezzo……che senso ha tutto questo?
Allora noi siamo signori, abbiamo il 130% del debito pil ma abbiamo un altrettanto imponente risparmio privato…..se prezzati il giusto e se avessimo sovranità monetaria in questo contesto saremmo signori……ecco perche non ci è permesso averla, troppo signori in questo covo di pazzi.
Più capisco la finanza più mi porta a pensare di comprarmi un terreno, ma forse è quello che vogliono che uno pensi……devi sempre vivere nel dubbio e nella paura……

emzag
Scritto il 18 novembre 2016 at 23:16

tirlusa@finanza,

Mi chiedo se quando a marzo 2017 Draghi dovesse terminare con i QE e magari alzare anche lui i tassi il dollaro non perderebbe una parte del terreno guadagnato.

La salita grossa a mio avviso ci sarà quando e se Trump metterà in atto la sua politica di investimenti.

Oltretutto ci sono tante di quelle variabili politiche che non ci si capisce niente.
Se vince il no e in Austria Hofer l’euro potrebbe precipitare nuovamente…o no?

tirlusa
Scritto il 19 novembre 2016 at 00:08

Può succedere di tutto tanto più in un mondo di folli. Ma un dollaro cosi forte è un problema, in primis per gli Usa stessi, inoltre è un grossissimo problema per le economie emergenti come ci ha spiegato più volte Andrea. E’ politicamente sostenibile un dollaro cosi caro? Secondo me a breve verrà lanciato il QE da parte della FED.
emzag,

silvio66
Scritto il 19 novembre 2016 at 02:03

Terrei d’occhio l’oro marinai.
Buonanotte

kry
Scritto il 19 novembre 2016 at 11:00

sil­vio66@fi­nan­za,

SI , quello che c’è nella cassetta di sicurezza.
Buon fine settimana a tutti.

silvio66
Scritto il 21 novembre 2016 at 15:38

kry@​finanza,

Ciao Kry,
avercelo nella cassetta

silvio66
Scritto il 21 novembre 2016 at 19:45

….oltre le battute intendevo che se da questo livello scendesse una decina di punti….di se sono pieni I sacchi.
Buonaserata
sil­vio66@fi­nan­za,

kry
Scritto il 22 novembre 2016 at 00:50

Giusto per riempire i sacchi i se si possono trasformare in

http://www.ebay.it/itm/FRANCIA-50-FRANCHI-1974-SPL-FDC-ARGENTO-FORMATO-SCUDO-/122227180418?hash=item1c754ec382:g:6n4AAOSw44BYK0Cs

al prezzo ( anche inferiore )

http://numistoria.altervista.org/blog/?page_id=6912

dove? Dai per te son meno di 10KM

http://www.veronafil.it/it/veronafil/prossime-manifestazioni/

il rapporto del valore oro/argento era ed è stato per molto tempo 1/12 che corrisponde grosso modo alla presenza nella crosta terrestre dei citati metalli , per cui penso che una volta c’era sicuramente buon senso e che sul lungo periodo ( quando saremo tutti morti ) tale rapporto si ristabilirà o con l’oro che scende oppure con l’argento che sale , per cui deduco che l’argento sia più sicuro senza tener conto del fatto che è più richiesto a livello industriale.
Ciao.

silvio66
Scritto il 22 novembre 2016 at 16:23

kry@​finanza,

Ciao Kry,
ti ringrazio per la cortesia. Alla fiera ci andrò ma per diletto non lavoro. Mi riferivo alla svariata gamma di strumenti finanziari legati a vario titolo all’oro. Essendo mercati volatili vige la solita regola della candela che non si basa solo sulla quantità del premio come banalmente capiscono tutti ma soprattutto sul tempo ossia che quando assumi un rischio lo devi assumere per poco tempo il tempo di una candela. È circa un anno che sono scattati i segnali di acquisto sull oro e per ora è salito fino ai massimi di poco fa per ritornare a 1200. Se tornasse sotto 1100 anche un brontosauro come me non potrebbe ignorarlo. Sto comunque parlando in tranquillità senza alcuna pretesa ed esorto pareri in tal senso.
Buonaserata

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