CROLLANO I TREASURIES: CONTRARIAN BLACKROCK !

Scritto il alle 08:50 da icebergfinanza

In settimana quasi per caso, mi è capitato di leggere …

Proprio per via del potenziamento del Quantitative Easing gli analisti del reddito fisso di Blacrock segnalano un aumento della volatilità nel mercato dei Bond. Questo perché c’è una carenza di liquidità rispetto a cinque anni fa. Da sottopesare in questo contesto sono i Treasuries Usa e i titoli di Stato britannici, mentre va aumentata l’esposizione nel credito europeo. La view è invece neutrale sul debito asiatico, dell’area euro e dei paesi emergenti. Ieri il Bund decennale ha sperimentato i tassi zero.

Scherzando mi sono detto è ora di fare il contrario aumentare l’esposizione sui treasuries e infatti il mercato ha sottopesato tutta la settimana i treasuries  FACENDOLI VOLARE…

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Ma tu guarda basta sempre fare il contrario! Quando l’Araba Fenice sarà risorta dalle ceneri, allora ma solo allora anche loro riposeranno!

Scherzi a parte non dimenticate pagina 15 dell’ultimo Machiavelli la nostra stella polare!

Le recenti vicende dei mercati finanziari europei sono dedicate con affetto a tutti coloro che prevedevano voli empirici grazie al quantitative easing di Draghi e soprattutto a chi ogni tanto passa di qua e si traveste da mago Merlino.

Talvolta la fantasia non riesce a stare dietro alla realtà!

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9 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 8 aprile 2016 at 10:37

Blackrock sta seduta su 3 trilioni e passa di masse gestite parte delle quali essendo lei stessa tra i pochi e massimi possessori è per definizione illiquida. La corsa al gigantismo, contrariamente alle idee peregrine che circolano, riduce la liquidità dei mercati in quanto riduce il numero degli operatori. I governi spaventati dalla loro imponenza invece di fare l’unica cosa utile, cioè imporne la divisione in unità più piccole, preferisce imporre regolamenti che limitando il raggio di azione delle grandi banche, riduce ulteriormente la liquidità dei mercato. Quindi sì, effettivamente i bond di qualità sono illiquidi e lo sono soprattutto nei momenti di tensione dove non esiste offerta sul mercato. Chi li ha se li tiene stretti, mentre gli altri si inventano swap e altri strumenti derivati che creano l’illusione del possesso con la solita pletora di pecoroni che ormai scambia quotidianamente la promessa di un possesso futuro previa presentazione di un certificato reipotecato 100 volte con il possesso. Avviene su determinati bond quanto avviene da tempo sull’oro seppure in modo molto minore, il che è del tutto in ossequio con la piramide invertita di Exter che vede l’oro in fondo, seguito dalle banconote, treasury bills e bond nell’ordine. Chi non ha ben presente il ragionamento di John Exter è uno che si candida a diventare povero come un contadino del Burkina Faso e se lo merita pure. Dopo andrà a piangere perchè si sentirà truffato, invece è un pecorone e la natura è spietata con chi è “unfit to survive”.

charliebrown
Scritto il 8 aprile 2016 at 11:41

john_­ludd@fi­nan­za,

Non mi aggancio a quanto sopra, ma al suo scritto di ieri dove diceva di detenere treasuries e oro fisico. Io ho etf con sottostante oro fisico. Visto che basa quanto dice su conoscenze che non mi sembrano superficiali, mi permetto di chiederle se giudica anche lei, come altri, questi etf come carta straccia e se le sembra questo il momento di acquistare oro fisico.

Io mi stupisco che quasi nessuno in questo blog parli di oro, solo lei molto velocemente ieri. Avevo fatto la stessa domanda ieri in coda a un altro articolo, ma avevo fatto anche pasticci nell’invio.

Ovvio che non pretendo una risposta, ma se mi dice qualcosa a proposito sarebbe molto cortese.

Ritengo di avere molto da imparare, ma generalmente non faccio domande e dico solo le mie impressioni, chiamarle idee in un settore dove sono autodidatta sarebbe troppo. Perdonatemi, lei e gli altri frequentatori del sito, se oggi sono un po’ invadente.

Grazie a chi vorrà dirmi il suo parere in proposito e un saluto a tutti anche se non risponderete.

john_ludd
Scritto il 8 aprile 2016 at 14:46

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

“… al suo scritto …”

suo ? mica sono un cardinale !

Purtroppo è impossibile affrontare il tema oro in modo oggettivo e distaccato, subentrano disordini emotivi, condizionamenti sociali, educativi e quant’altro. Per alcuni è l’unica forma di denaro, ha valore intrinseco, è al riparo di manipolazioni e altre minchiate, per altri è il demonio, nemico dello stato, del bene comune e altre stronzate. Manca sempre all’appello l’unico argomento che andrebbe utilizzato, quello storico/antropologico. Proviamo, in modo un pò caustico/provocatorio. Il denaro è sempre stato solo ed esclusivamente una creazione della mente umana. Tutte le forme di denaro sono fiduciarie, la gente crede che quella tal cosa ha valore e vi si affida. Di tutte queste cose quella che da quando esiste ha sempre goduto di unanime fiducia è l’oro. Tutte le altre sono durate dallo spazio di un amen a un paio di secoli e con molte crisi in mezzo. Il denaro che oggi è più diffuso è di origine bancaria, nasce come credito e muore quando viene rimborsato. Deve espandersi sempre altrimenti il sistema bancario che lo emette implode. Una seconda forma di denaro che coesiste con la prima è il denaro di stato. Talvolta sovrasta il denaro bancario, talvolta (ora) è secondario e gli stati stessi sono soggetti ad accettare denaro credito come forma prevalente. Di mezzo c’è solo chi controlla la suprema forma di controllo della mente umana, ovvero i soldi. Da un lato oligopoli bancari, privati che godono dello smisurato beneficio di averne il monopolio. Dall’altro l’oligopolio di stato che appena nato esce dal controllo dei cittadini che si suppone siano “lo stato”, mentre non lo sono mai. Lo stato è una piramide di classi in cima alla quale regnano burocrati non eletti, militari, magistrati etc… che traggono il massimo beneficio dall’essere vicino alla stamperia. Il pendolo della storia oscilla tra i due estremi: siccome entrambi nel medio lungo termine falliscono sistematicamente in quanto questa è la natura di tutti i sistemi complessi gerarchici che promuovono ai loro vertici i più aggressivi e rapaci e che quindi alla fine distruggono tutto compresi se stessi, una volta fallito uno subentra l’altro per poi fallire di nuovo e così via. Quando l’uno o l’altro sono giovani e un tantino meno corrotti e frequentati da oligarchi un tantino più intelligenti e lungimiranti (una tautologia) possono dare luogo a effimere epoche dell’oro dove anche le classi subalterne traggono ampio beneficio. Durante quest’era circa ottimale i subalterni avendo la panza piena si adagiano, smettono di controllare (se mai lo hanno fatto) l’azione degli oligarchi nell’illusione che tanto va tutto bene, quelli in fondo sono bravi etc… Gli oligarchi diventano sempre più ingordi e impuniti, le leggi non le osservano, o se le scrivono pro domo loro. Un giorno le cose iniziano ad andare male, i subalterni continuano a non capire un cazzo come prima mentre gli oligarchi iniziano a dividersi tra loro e a sbranarsi. I subalterni finiscono senza pane e salame, si incazzano per davvero e non più a parole. Compare un nuovo embrione di oligarca, è uno psicopatico, ma capace di cavalcare le pulsioni dei subalterni che continuando a non capire un cazzo, lo portano al potere. I nuovi oligarchi possono essere a seconda di quel che c’era prima portatori del messaggio “pubblico è corruzione, privato è efficiente” oppure il contrario. Per un pò funziona, poi non più. Entrambi hanno la loro forma di denaro fiduciario che sei obbligato ad accettare, altrimenti finisci in galera. Se gli oligarchi sono bravi e fortunati (per un pò lo sono) viene accettato con entusiasmo, poi sempre meno, poi per nulla. L’oro è quel resta delle illusioni umane dopo che è svanita per la millesima volta l’illusione che ci siano oligarchi (cioè chi governa) che siano lì per servire loro e non se stessi. Siccome dobbiamo mangiare e più in generale scambiarci beni e servizi, serve qualcosa cui tutti attribuiscano un valore di scambio certo, compresi gli oligarchi i quali sono generalmente previdenti oltre che ricchi a schifo. Da quando è stato fuso la prima volta, l’oro svolge questo ruolo. E’ un relitto barbarico, ma l’uomo è in genere un barbaro, capace di ogni efferatezza come la storia dimostra ogni istante. I pochi che non lo sono predicano nel deserto e se non sono molto accorti vengono generalmente fatti fuori dagli stessi che stanno cercando di liberare dalle catene. Quindi alla fine dei conti, l’oro è questo: credi tu che questa o la prossima volta sarà diverso ? Credi tu nell’uomo in quanto tale ? Se ci credi affida parte della tua fortuna a qualcosa di più nobile se la trovi, altrimenti SE SEI IN CONDIZIONI DI FARLO allocane una parte in oro fisico, in tuo possesso o allocato. Preferibilmente quindi non comprare ETF in quanto sono azioni di fondi e non hai alcuna garanzia di possesso. Dov’è il problema vero, quello che fa arricciare il naso a tanti moralisti da due soldi ? Che l’oro costa 40.000 al kg e quindi offre protezione solo ne possiedi realmente un pò, non solo l’odore, e se lo tieni fuori dal paese in cui vivi il che a sua volta costa. Quindi l’oro è classista, fornisce protezione, eccome se la fornisce, ma solo a chi è benestante il che è sempre una piccola frazione della popolazione, non l’1% di oligarchi e la loro corte di giannizzeri, ma certo una minoranza. E questo è tutto e pure la ragione per cui non se parla in questo blog. Andrea, brava persona, pur conoscendo la storia, ha una visione morale, etica, spera che questa volta sarà diverso e quindi alla fine fallirà. Perderà con onore, come i samurai.

charliebrown
Scritto il 8 aprile 2016 at 16:10

john_­ludd@fi­nan­za,

Allora uso il “tu”, romano e cristiano come mi disse una volta un letterato stupito del mio “lei”.
Ti ringrazio della spiegazione storico/antropologica, come la definisci. Ciascuno che abbia un po’ di testa ha un suo stile mutuato magari da qualche grande, e tu in queste righe mi ricordi quel po’ che ricordo di Machiavelli: l’uomo, la storia, i potenti…
Più modestamente io ti dirò che cerco di interpretare la finanza come uno strumento di democrazia, qualche cosa che mi dà la la possibilità di combattere ad armi quasi pari con i potenti. Alla fine si dimostrerà un’illusione, come dimostrano ogni giorno i fatti di borsa dove il piccolo sembra destinato a soccombere, ma da parte mia cerco di capire per non farmi infinocchiare e per dimostrare a me stesso che anche il piccolo può farcela a non farsi accecare dal fumo dell’ignoranza o rincoglionire dall’oppio della superficialità offerto a buon mercato.

Dunque, come piccolo mi tengo oro in proporzione del 10% del mio capitale e di questo metà davvero fisico come estrema difesa se dovesse svanire l’illusione che chi governa in qualche modo lo abbia fatto (uso più o meno le tue parole).

Su una cosa non concordo: che di oro Andrea Mazzalai non parli per quella che tu definisci una sua visione etica e morale. Nel 2007 leggevo Icebergfinanza ( poi interruppi la lettura che ho ripreso da circa due anni) e ricordo proprio che ne parlava e, tra le sue previsioni, mi parve una delle più azzeccate.

john_ludd
Scritto il 8 aprile 2016 at 16:49

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

Nel 2007 non leggevo Andrea con il quale concordo quasi su tutto; quanto resta fuori è legato a una diversa visione sulla natura delle cose, al credere o meno nell’uomo. Io non credo nell’uomo in quanto tale, è già probabilmente oltre il punto di non ritorno nella distruzione della biosfera che lo sostiene, ma credo nell’evoluzione, il che non è la stessa cosa, dato che potremmo non farne parte tra un pò di tempo. Inoltre per mestiere deve gestire i suoi clienti ai quali se consigli un asset che poi fa -20% non puoi opporre un “sì ma è un’assicurazione” e bisognerebbe comprarla in anticipo. Quelli lo mollano e vanno da un’altro. Ma non è il mio mestiere, tendo a muovermi anni prima se possibile e non devo risponderne a nessuno e neppure mi piace più di tanto parlare di asset allocation essendo pure sostenitore di stili denominati “automatici” o “passivi” (ma nulla è passivo se è frutto di una tua decisione). Ma oggi piove, non ho di meglio da fare che assillare gli sfortunati che mi leggono.

charliebrown
Scritto il 8 aprile 2016 at 17:42

john_­ludd@fi­nan­za,
Parlare di asset allocation non è poi così distruttivo, è un po’ come scegliere il menù al ristorante. Più complesso, e per certi versi doloroso, è trattare il tema dell’evoluzione, che è uno di quelli ai quali i miei studi mi hanno indirizzato.

ilribassista
Scritto il 8 aprile 2016 at 21:19

john_­ludd@fi­nan­za,

Qui a Milano è due giorni che annunciano uragani … ma non si è vista una goccia!!
Buon fine settimana

d
Scritto il 9 aprile 2016 at 21:50

Sinceramente: grande Jhon, sintesi ineguagliabile.
Il Capitano conosce bene il giallo e in tempi non sospetti fissò anche il target a 1050. Tra l’altro lo fece quando la sostanza veleggiava intorno ad oltre il 50% in più.
Egli non solo è prudente (e dunque non ne ha mai più parlato), ma neppure ora ne parla perchè probabilmente non è ancora ora…
E’ però altrettanto vero che non gli piace.
Non discuto di gusti, ma mi permetto soltanto di riferire come la valuta fiat fiduciaria che fiducia non merita appare assai più macchiata di sangue, dolore e menzogna di quella, millenaria, che non mente mai.

kry
Scritto il 11 aprile 2016 at 00:45

john_­ludd@fi­nan­za,

— ” Ma oggi piove, non ho di meglio da fare che assillare gli sfortunati che mi leggono- ” —

Gira proprio storto il mondo dato che mi sento privilegiato a leggere i commenti e allora visto che ci siamo vista la splendida domenica appena passata spero in due o tre giorni di bella pioggia di quelle che fan bene all’agricoltura e bacini idrici , non come le ultime che han sporcato in maniera incredibile. Mi raccomando non ti assentare alle volte essere sfortunati non guasta.

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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