COTTARELLI: C’E’ TROPPO DEBITO NEL MONDO!

Scritto il alle 08:15 da icebergfinanza

E’ davvero il trionfo del senno di poi, questo inizio anno 2016, mentre i lettori di Icebergfinanza ormai da sei anni hanno il privilegio, attraverso la storia, di aver potuto comprendere insieme le dinamiche di questa crisi prima di chiunque altro, grazie alla DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE … all’improvviso il fantasma di Carlo Cottarelli,  torna a farci visita, uscendo dalle misteriose stanze del Fondo monetario internazionale per avvertire che c’è troppo debito nel mondo...

Washington – “C’è troppo debito nel mondo, troppo debito privato e troppo debito pubblico” . Così Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, interpellato sull’ennesimo lunedì nero in Borsa, a margine dell’incontro organizzato nell’ambasciata d’Italia a Washington in occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Questa situazione di debolezza crea in generale una bassa crescita e quando c’è bassa crescita i mercati finanziari si preoccupano: tutti questi su e giù sono dovuti ad un estremo nervosismo che potrà anche essere ingiustificato rispetto a quello che succede nell’immediato ma che, secondo me – ha spiegato l’ex commissario alla Spending review – è legato a queste debolezze strutturali”.

La distribuzione del reddito è molto cambiata negli ultimi 30 anni. “La classe media si è impoverita e ha meno potere d’acquisto quindi per indurla a consumare – ha osservato Cottarelli – si sono dovuti tenere i tassi d’interesse molto bassi e le famiglie si sono indebitate. In generale il debito del settore delle famiglie nel mondo avanzato è aumentato. Ciò significa che non appena i tassi d’interesse iniziano a salire si possono avere dei problemi”. Sono gli stessi fattori che hanno determinato la crisi del 2007-2008, cioè a dire “il debito troppo alto delle famiglie americane e – ha avvertito l’economista dell’Fmi – questa persistente debolezza strutturale rimane”.

Se qualcuno di Voi ha voglia, vada  a rileggersi sul nostro libro la sintesi di quello che accadde nella Grande Depressione del ’29, le famiglie oggi come allora, non si sono indebitate, ma sono state costrette ad indebitarsi, per sopravvivere o servire i consumi di massa.

Negli Stati Uniti gli indici sulla distribuzione del reddito sono tornati ai livelli del 1910. “Tra il 1900 e il 1980 la distribuzione del reddito è diventata più equilibrata ma negli ultimi 30 anni è tornato a crescere lo squilibrio. La classe media americana sta scomparendo. La distribuzione è tra molto ricchi e molto poveri. La classe media, quella che spingeva la domanda, che comprava le automobili, sta scomparendo. Per mantenere in vita la domanda della classe media si deve indurla ad indebitarsi – ha rimarcato Cottarelli – ma questo può andare avanti fino ad un certo punto”. (AGI)

Per mantenere in vita la domanda della classe media si deve indurla ad indebitarsi!

…si deve indurla ad indebitarsi!

E’ chiaro il messaggio, a nessuno passa in mente che serve una redistribuzione, il messaggio della storia, dalle brioches di Maria Antonietta agli iphone del governatore della Fed di New York Dudley…

Il delicato momento degli Usa, però, non ha trovato spazio nelle parole del presidente della Federal Reserve di New York, William Dudley, il cui ostentato ottimismo ha indispettito diversi cittadini che alcune settimane fa hanno partecipato ad un incontro pubblico al Queens.

Mentre Dudley continuava a dipingere un quadro dei prezzi a tinte estremamente rosee, uno dei presenti lo ha interrotto chiedendo educatamente: “Mi scusi signore, ma quando è andato a fare la spesa l’ultima volta ?”. Il numero uno della Fed di New York, senza scomporsi, e senza cogliere il riferimento all’impennata dei prezzi dei generi alimentari e della banzina, ha candidamente insistito: “Guardi che oggi lei può comprare un iPad 2, che è due volte più potente, allo stesso prezzo di un iPad 1”.

“Un’osservazione degna di Maria Antonietta”, ha rimarcato sulle colonne di Esquire, Ken Kurson, acuto osservatore politico ed ex collaboratore di Rudy Giuliani quando era sindaco di New York.
Il caso di Dudley, insieme alla citazione della regina che invitò i francesi affamati a mangiare brioches in mancanza di pane, hanno fornito a Kurson lo spunto per un editoriale dal titolo: “Lasciamo che mangino gli iPad”. Un duro atto d’accusa, anche contro il governo, “che non può fare nulla semplicemente perchè non riconosce l’esistenza del problema”.

Il problema è semplice, ma loro ve lo nasconderanno giorno dopo giorno.

Domani vedremo insieme un pezzo inedito mai pubblicato su Icebergfinanza, l’ennesimo messaggio da parte della Storia che ci suggerisce come in un angolo dell’Europa, tanto ma tanto tempo fa, fu trovata una soluzione alla deflazione da debiti, la stessa soluzione che abbiamo proposto un paio di anni fa dalle pagine bianche del nostro blog.

Appuntamento a domani, state sintonizzati!

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4 commenti Commenta
logitec
Scritto il 16 febbraio 2016 at 11:24

Una soluzione potrebbe essere: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.

kry
Scritto il 16 febbraio 2016 at 11:36

— “Guardi che oggi lei può comprare un iPad 2, che è due volte più potente, allo stesso prezzo di un iPad 1″. —

1) Abbiamo capito che non va mai a fare la spesa.
2) Probabilmente come governatore pensa che i cellulari occupano un peso rilevante nel paniere dei prezzi al consumo per cui tutti andranno a comprarne per aumentare il pil e l’inflazione solo che a rigor d’illogica tale ” strumento ” è deflazionato per il 50%.
3) Domani l’IPAD 3 potente il doppio dell’IPAD 2 chi lo può comperare ??? … ??? con la carta di debito ???

kry
Scritto il 16 febbraio 2016 at 11:39

lo­gi­tec@fi­nan­za:
Una so­lu­zio­ne po­treb­be es­se­re: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.

Non so quanto possa essere contento il Sig. MENGA.

aorlansky60
Scritto il 16 febbraio 2016 at 16:33

così non va… :mrgreen:

finchè lo affermano persone comuni – che il debito spalmato in giro per il mondo è ormai arrivato a livelli [quasi] insostenibili-

NON PUO’ FREGAR di MENO A NESSUNO

ma quando comincia a farlo notare in forma quasi ufficiale, uno come Cottarelli che come cognome dice poco, ma per la posizione che occupa, cioè direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, una qualche credibilità ed autorevolezza comincia a riscuoterla,

LA FACCENDA ASSUME TUTT’ALTRA PROSPETTIVA

(e il mondo intero improvvisamente pensa : apperò, ma vuoi vedere che è VERO???)

…ma non gli hanno insegnato nulla, quelli del suo rango ???… :mrgreen: …che le parole vanno dosate, specie quando vanno a toccare argomenti delicati???…

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