PORTOGALLO: FRAGILE MANEGGIARE CON CURA!

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In attesa dell’esito dell’asta portoghese a breve termine per circa un miliardo e mezzo come ho scritto recentemente riportando le parole di uno dei massimi esperti mondiali di debito sovrano e crisi finanziarie Rogoff… Dopo la Grecia sara’ il Portogallo a dover avviare una ristrutturazione del debito sovrano. E c’e’ un’alta probabilita’ che lo debbano fare anche Irlanda e Spagna. Lo ha detto l’economista Kenneth Rogoff, professore alla Harvard University, a margine del meeting annuale del Forum economico mondiale, sottolineando che ”l’Italia e’ un caso borderline, dove potrebbe verificarsi solo un problema di liquidita”’.

Quello che è fondamentale non dimenticare è che a parte alcune realtà la crisi del debito sovrano è dovuta essenzialmente alla socializzazione delle perdite ad opera del sistema finanziario mondiale, un sistema fallito amministrato da un manipolo di falliti che oggi sta speculando sul debito delle Nazioni!

Ma si sa per il lavavetri del libero mercato, per i menestrelli di questo sistema fallito, la speculazione fa solo il suo mestiere, complottismo puro al 100 %… sussurano quotidianamente questi servi dei propri interessi.

Il Portogallo sta per essere assorbito dalla spirale speculativa che sta distruggendo l’economia reale, un Paese con ampio deficit sia fiscale che commerciale, con un’economia poco dipendete dalle esportazioni , devastato dal debito privato e soprattutto da quello delle imprese che non riescono più ad avere accesso al mercato, vista la dinamica complessiva del Paese.

Chissà cosa farà l’efante tedesco nella cristalleria portoghese, se arriverà ad imporre  anche al Portogallo il commissariamento della politica fiscale.

Solo le paranoie tedesche e quelle degli sherpa italiani tra cui molti politici, che non perdono occasione di fare quotidianamente il verso all’idiozia del pareggio di bilancio in piena depressione o deflazione da debiti come meglio preferite, distruggerà ogni possibilità di uscire da questo inferno economico/finanziario.

A nonna Merkel e alla Germania interessa solo trarre il massimo profitto economico/finanziario da questa depressione europea ed è per questo che noi di Icebergfinanza continueremo ad evidenziare squilibri e fragilità della Crande Gemania, che ha contribuito con le sue banche a diffondere il virus del debito in tutta Europa!

Come scrive Bottarelli sul  Sussidiario …

Ora parliamo di cose serie, ovvero del Portogallo. Un report del Kiel institute for the world economy pubblicato la scorsa settimana dice chiaro e tondo che Lisbona dovrà avere un surplus di budget di oltre l’11% del Pil per evitare che le sue dinamiche del debito vadano fuori controllo, questo anche in uno scenario benevolo di una crescita del 2% annua (impossibile). Per David Bencek, uno dei due autori, «il debito lusitano è insostenibile, questa è l’unica conclusione realistica a cui si può giungere. Tanto più che nessuna nazione può vantare un surplus di budget primario superiore al 5% per molto tempo. Non sapremo, probabilmente, cosa farà scattare il meccanismo, ma una volta che sarà stata presa una decisione sulla Grecia, la gente comincerà a guardare sempre di più al Portogallo e si renderà conto che la sua situazione attuale è identica a quella ellenica di un anno fa».

L’inversione della curva dei tassi portoghesi, in effetti, parla chiaro. Nonostante aste di successo grazie al programma Ltro della Bce e una generale compressione al ribasso degli spread dei principali paesi dell’eurozona, la tensione sui titoli portoghesi continua infatti a crescere. Ieri lo spread tra bond a 10 anni lusitani e Bund tedeschi è schizzato al livello record di 1.435 punti, portando il rendimento del decennale a oltre il 16%. In forte rialzo anche i credit default swaps, visto che in base ai dati di Cma, il costo per assicurare 10 milioni di dollari di debito sovrano lusitano per i prossimi cinque anni è schizzato a 3,95 milioni di dollari, da pagare in anticipo, più altri 100mila dollari da pagare annualmente: gli hedge funds già si leccano le dita, in attesa della sell-off definitiva di banche e fondi.

(…) Gli esperti del Fmi hanno previsto che il debito pubblico portoghese toccherà il suo picco il prossimo anno, raggiungendo il 118% del Pil, ma il combinato di debito pubblico, corporate e privato è quasi al 360% del Pil, molto più alto di quello greco. E molte aziende lusitane stanno già lottando per riuscire a ottenere un roll over sul debito estero: ecco il tallone d’Achille di Lisbona, cui va unito un deficit di conto corrente dell’8% del Pil nel 2011. Insomma, il Portogallo ha appena dato il via a un disperato tentativo di svalutazione interna nel contesto dell’eurozona: la strada migliore per raggiungere a passi spediti Atene.

Si fragile, da maneggiare con cura, dando un’occhiata alle prossime tabelle e grafici per non dimenticare come la nostra esposizione rispetto a questa follia subprime europea è irrisoria e che in realtà Francia e Germania senza dimenticare la Spagna sono i principali artefici di questo incendio del debito, ma si sa i piromani, quelli che quotidianamente creano fumo nei vostri occhi sono in azione nei boschi del debito pubblico italiano.

Mi raccomando preparate le valige, l’Italia è fallita, l’Italia è finita, tenerezza infinita!

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. john_ludd scrive:

    Ottimo Andrea.

    Leggo diversi blog, ascolto i talk show nazionali, perché mi interessa massimamente capire cosa pensa la gente. I dati macro sono di una ovvietà assoluta, solo un ottenebrato non li interpreta per quelli che sono. Quindi oggi mi interessa solo l’umore della gente, come si comporterà ? Tra le tante cose che continuano a sorprendermi malgrado ne abbia compreso i meccanismi è l’autolesionismo spinto dalla paura.

    Sempre più spesso sento gente comune accanirsi con il debito pubblico, il deficit, i debiti che lasceremo ai nostri figli etc… MAI DICO MAI che questi parlino di debiti privati men che meno che articolino un pensiero come quello che estraggo direttamente dal tuo post di oggi:

    “Quello che è fondamentale non dimenticare è che a parte alcune realtà la crisi del debito sovrano è dovuta essenzialmente alla socializzazione delle perdite ad opera del sistema finanziario mondiale, un sistema fallito amministrato da un manipolo di falliti che oggi sta speculando sul debito delle Nazioni!”

    Lasciamo perdere per un attimo i misfatti delle banche di investimento USA ma le nostre banche principali hanno finanziato per anni Parmalat, Zalesky, Cragnotti, Zunino, Gnutti, Tronchetti, Coppola…

    Appare evidente come la massa della gente comune si industri al massimo per essere carnefice di se stessa. Ed è davvero triste la monumentale ignoranza e collateralità della cosiddetta sinistra (cioè il piddi e i piddini, una razza davvero strana) alla parte più bieca del sistema cleptocratico bancario (gli altri sono collaterali al potere mafioso e questo basta e avanza).

    Almeno chi frequenta questo blog o quello di DT ha gli strumenti per capire meglio.

    Scusa lo sfogo inutile ma dopo l’ennesima carrellata della stampa quotidiana a base di vaccate mi è venuta voglia di urlare.

  2. billbill scrive:

    Il problema è che dato che l’Italia partecipa al MES, dovrà sborsare qualche centinaio di miliardi per “aiutare” Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, con Monti che, invece di riforme strutturali, strozza l’economia per procurarseli. Riusciremo a reggere all’impatto????????

  3. billbill scrive:

    Cioè conta poco se le banche italiane sono fuori dai debiti dei PIGS. Il MES ci fa rientrare alla grande nel girone infernale….