LA GRANDE MURAGLIA CINESE: TRUMP…PEGGIO PER VOI!

Scritto il alle 11:24 da icebergfinanza

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Direi che è stato facile prevedere come sarebbe andata a finire, alla fine se uno minaccia, prima o poi, li altri rispondono…

A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, “la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti”. Nel complesso, si tratta di una lunga lista di 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%. L’adeguamento alle misure tariffarie è “una risposta all’ unilateralismo e al protezionismo” degli Usa. La Cina “spera” che la parte americana torni alle consultazioni con sforzi congiunti nella stessa direzione “al fine di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto”.

Aveva iniziato Donald Trump a dar fuoco alle polveri, i soliti tweet e il botto è assicurato…

“Dico apertamente al presidente Xi e ai miei tanti amici in Cina che la Cina sarà colpita molto duramente se non farà un accordo, perché le aziende saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi. Troppo costoso comprare in Cina. Avevate un grande accordo, quasi completato, e vi siete tirati indietro!”. Con questo tweet, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha di nuovo lanciato un avvertimento alla Cina.

“Molte società lasceranno la Cina per il Vietnam e altri Paesi simili in Asia. Per questo la Cina vuole cos” disperatamente un accordo! Non rimarrà nessuno in Cina con cui fare affari. Molto male per la Cina, molto bene per gli Stati Uniti!” ha aggiunto Trump, che ha poi detto, come tante volte in passato, che la Cina si è approfittata degli Stati Uniti per molti anni (grazie alla debolezza, secondo Trump, dei precedenti presidenti). Infine, un avvertimento: “La Cina non dovrebbe rivalersi, perché le cose peggiorerebbero soltanto!”. ( America24 )

Nel frattempo come abbiamo previsto Apple crolla di oltre il 6 % a Wall Street, ma ciò che fa veramente sorridere è la dichiarazione del commissario Ue per il Commercio Cecilia, Malmstrom…

L’Unione europea “è pronta” a rispondere se gli Stati Uniti “impongono dazi sulle auto e parti di auto”: lo ha detto il commissario Ue per il Commercio Cecilia Malmstrom intervenendo a un incontro organizzato dal gruppo parlamentare della Cdu/Csu al Bundestag, aggiungendo: “abbiamo una lista che discuteremo con i Paesi membri prima di fare qualsiasi cosa. Forse dovremo usarla, ma spero veramente di no”.

Intendeva dire, la Germania è pronta a rispondere agli Stati Uniti, l’Europa non esiste più!

Come abbiamo detto ieri, Trump si sbaglia se crede che i dazi verranno pagati solo dei cinesi e la conferma arriva niente di meno che dal suo consigliere economico, preferito che smentisce in diretta il suo capo…

Il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow ha riconosciuto che i cinesi non pagano direttamente le tariffe per le merci che arrivano negli Stati Uniti, contraddicendo le affermazioni del presidente Donald Trump secondo cui la Cina pagherà le tariffe imposte dagli Stati Uniti. Kudlow ha dichiarato che “entrambe le parti ne soffriranno”, ma ha sostenuto che la Cina subirà perdite significative del PIL a causa delle esportazione colpite. Il colpo alal crescita economica degli Stati Uniti, d’altra parte, non sarà sostanziale poiché l’economia è “in una forma terrificante”, ha detto.

Si certo, la conosciamo la terrificante forma dell’economia americana. 

“Gli acquirenti dei prodotti possono farcela da soli negli Stati Uniti (ideale) o comprare da Paesi non sottoposti a tariffe”, ha proseguito. “Spenderemo (uguale o meglio) il denaro che la Cina potrebbe non spendere più con i nostri Grandi Patrioti Contadini (Agricoltura) che è una piccola parte del totale delle tariffe ricevute, e distribuire il cibo ai popoli che muoiono di fame nelle nazioni di tutto il mondo”.

I principali prodotti agricoli sono in caduta libera, dalla soia al mais, dal grano alla carne.

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sull’andamento dei mercati future al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale per il commercio agricolo, dopo l’annuncio di nuovi dazi cinesi su 60 miliardi di beni americani, tra i quali molti prodotti dell’agricoltura Usa. «Il nuovo round negoziale con la Cina sta costando caro agli agricoltori americani, con le esportazioni di soia in Cina che – sottolinea la Coldiretti – sono scese a un minimo degli ultimi 16 anni nel 2018, mentre i prezzi futures al Chicago Board of Trade hanno raggiunto i minimi degli ultimi 11 anni».

«Una guerra planetaria che – continua la Coldiretti – rischia di sconvolgere gli equilibri commerciali internazionali, e va quindi attentamente monitorata da parte dell’Unione Europea, per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie anche a livello comunitario».

Ma ora vediamo che succede ai nostri tesorucci, l’ignoranza è assoluta sia tra gli analisti, sia tra i giornalisti, qualcuno insiste a dire che la Cina potrebbe procurare gatte da pelare al Tesoro USA…

Oltre ad alzare al 25% dal 5-10% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane, la Cina sta valutando altre misure tra cui una riduzione degli ordini di Boeing, la vendita dei Treasury che ha in portafoglio (che la rende il principale creditore degli Stati Uniti) e lo stop all’acquisto di prodotti agricoli ed energetici Made in Usa.

A scriverlo è su Twitter il direttore del Global Times, giornale in lingua sia cinese sia inglese che è espressione di Pechino. L’account Twitter di Hu Xijin è seguito anche a Wall Street, anche perché quanto da lui scritto in un tweet venerd” scorso – il giorno in cui gli Usa hanno alzati dazi sulla Cina – è stato poi detto nel fine settimana dal vice premier cinese Liu He (il principale negoziatore cinese reduce dall’undicesimo round di negoziati conclusosi venerd” scorso a Washington).

Ma quale vendita di treasuries, nel prossimo manoscritto di Machiavelli dedicato a tutti coloro che sostengono liberanente il nostro viaggio, vi spiegheremo per filo e per segno perchè questa è una bufala, l’abbiamo già sintetizzata ieri, la riportiamo qui sotto…

Assolutamente ridicolo credere che la Cina abbiamo in mano l’amministrazione Trump per un’improbabile fuga dal debito pubblico americano, come scrive il Sole 24 Ore…

Abbiamo già descritto più volte insieme a Machiavelli la vera composizione del debito pubblico americano e da chi è detenuto, ma ancora oggi c’è chi si ostina a raccontare favole…

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Suvvia siamo seri,  su complessivi 21,2 trilioni di dollari di debito pubblico americano il problema sarebbe la Cina con il suo 1,13 trilioni di dollari ( pari appena al 5,4 % ) che non compra tesorucci a qualche asta?

Ma per favore, non scherziamo!

Qualcuno suggerisce che scriviamo meno di prima, che da quando è partito il servizio di consulenza, siamo meno presenti e invece siamo più vivi che mai, più euforici se vogliamo, abbiamo più tempo a disposizione e indipendenza assoluta, come dimostrato in questi anni a scapito di carriera e gratifiche.

Scriviamo ogni giorno, senza interruzione da oltre 12 anni,  non dimenticate di aggiornare la pagina, spesso nelle Vostre aziende i firewall non permettono di vedere la pagina aggiornata. Ci sono problemi di comunicazione con alcuni server, lo abbiamo scritto più volte, Alice, Tiscali, Libero, talvolta Hotmail, noi abbiamo sempre risposto a tutti, prima o poi arriviamo.

Inoltre i manoscritti di Machiavelli, saranno sempre più frequenti, sempre più efficaci e puntuali, la realtà ci sta dando ragione, dedicati a tutti coloro che sostengono generosamente il nostro viaggio. Barra dritta e avanti tutta, ci attendono rotte spettacolari, la verità è figlia del tempo!

 

 

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4 commenti Commenta
mario62
Scritto il 14 maggio 2019 at 21:19

Da notare che il 25% di 60 miliardi non è come il 25% di 200 e rotti miliardi. Anzi, stranamente, sembra che con gli incassi dei dazi Trump riesca agevolmente a compensare le perdite di export. A me sembra che Trump abbia deciso di fare pressione nel momento più propizio. L’export americano, fatto in primis da prodotti da paese arretrato, è facile da riavviare, non così per prodotti altamente tecnologici.

aorlansky60
Scritto il 15 maggio 2019 at 09:26

@ Icebergfinanza

Qualcuno suggerisce che scriviamo meno di prima…

È quello che si augurano; anzi, quello che [molti di “loro”] vedrebbero veramente di buon occhio è che Tu smettessi di scrivere, caro Andrea, perchè sei scomodo per tutto ciò che cerchi di diffondere; la VERITÀ è sempre (stata) SCOMODA da accettare e sempre lo sarà, soprattutto per coloro che cercano di “incantare” la maggioranza con messaggi opposti, con fini ben precisi.

idleproc
Scritto il 16 maggio 2019 at 10:26

aorlansky60,

Ci sono finanziamenti “europei” che vanno in questa direzione e gradualmente stanno cercando di chiudere qualsiasi forma di libero pensiero non certificato eurocompatibile.
Noi abbiamo la ventura di risiedere nell’area culturalmente più reazionaria dell’occidente oggi con ideologia di copertura sotto forma “progressista” fondata su “diritti” vuoti di contenuti sociali reali ma molto adatti al salotto di vertice e mediatico, domani si vedrà.
Anche se il problema è partito da loro, gli americani se la passano un po’ meglio per via del fatto che hanno ancora una Costituzione che non sono ancora riusciti a rendere del tutto inoperante e a bypassarla.
La cosiddetta europa è una galera gestita da finanzieri, banchieri e oligopolisti che stanno proiettando i popoli europei verso un neofeudalesimo precapitalistico fondato sul debito finalizzato all’esproprio e al controllo sociale.
Abolendo, modificando o rendendo inoperanti le Costituzioni senza il permesso dei detentori sovrani legittimi dei contratti sociali, hanno devastato la Legittimità e il sistema giuridico passando verso il “contratto” tra privati ove una parte è l’ex cittadino individualizzato e isolato, l’altra parte è un oligopolio o un privato travestito da pubblico che fa quello che vuole, si fa fare le leggi su misura o le aggira come meglio crede. Salta la mediazione sociale espressa politicamente, il pubblico viene progressivamente annientato.
Non è una buona scelta come conseguenze nella prospettiva di ulteriori deterioramenti a livello sociale, il massimo per dei rivoluzionari che sappiano analizzare bene le dinamiche e vogliano dargli uno sbocco politico.
Non hanno tutti i torti a preoccuparsi e ad agitarsi tanto in tv.

aorlansky60
Scritto il 17 maggio 2019 at 08:02

@ idleproc

Un esposizione di concetti a dir poco perfetta, la tua, circa il periodo storico che l’Europa stà incontrando; ovviamente concordo totalmente.

Dici bene nel sottolineare una certa differenza che ancora gioca a favore dei cittadini USA, loro in fondo possono ancora contare su un insieme di 50 Stati “uniti”, mentre l’Europa è un accozzaglia di 27 Stati in perenne disaccordo tra di loro, sopratutto per quanto riguarda le questioni economiche con i relativi problemi che toccano gli interessi di ognuno, allora veramente si vede emergere l’ideale SOVRANISTA anche da parte di chi (Germania e Francia) si dichiara ipocritamente “europeista”…

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