US GDP: COMEDY!

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

Cartoon of the Day: Theater of the Absurd - 02.27.2019 economic Greek masks cartoon

Alla fine qualcosa si sono inventati davvero quelli della BEA la stima combinata in prima e seconda lettura per il Pil dell’ultimo trimestre del 2018 ha sorpreso al rialzo…

Peccato che qualcosa non funzioni, la stessa Bea ammette che alcuni dati sono parziali, altri non sono ancora rilevabili.

Componenti del PIL

L’Ufficio di presidenza ha sottolineato che la stima iniziale del quarto trimestre pubblicata oggi si basa su dati di origine incompleti o soggetti a un’ulteriore revisione da parte dell’agenzia di origine. Le stime aggiornate per il quarto trimestre, basate su dati più completi, saranno pubblicate il 28 marzo 2019.

Noi proviamo a fare un giochino, prendendo il motore principale dell’economia americana i consumi, che valgono per circa il 70 % dell’intera crescita. Facciamo una simulazione visiva, semplice, semplice.

Il consumo personale è cresciuto del 2,8% nel quarto trimestre, più lento del 3% previsto e del 3,5% rispetto al trimestre precedente. Spese per consumi personali PCE hanno contribuito con 1,92 punti percentuali (merci 0,80 e servizi 1,11).

Guardate bene il livello di crescita del consumo personale nei quattro trimestri del 2018, rispettivamente 0,5 / 3,8 / 3,5 / 2,8 sopra il lvello di contribuzione alla crescita del Pil ovvero 0,4 / 2,6 / 2,4 / 1,9.

Thanks to Advisor Perspectives

Ora date un’occhiata al solo dato delle vendite al dettaglio! Stiamo semplificando.

Ma davvero con il crollo delle vendite dell’ultimo mese, credete che il dato comunicato dalla BEA sulla crescita dei consumi dell’ultimo trimestre sia reale? Come dichiarato dalla BEA si tratta di dati incompleti e parziali, mancano alcune dinamiche dei servizi.

Credo inoltre che il dato relativo agli investimenti residenziali costantemente negativo sottovaluti la reale dinamica in atto nel mercato immobiliare. Noi ci fermiamo qui, abbiamo imparato a non fidarci mai dei dati americani, un sistema di raccolta che lascia il tempo che trova, in fondo basta una revisione qualunque, comunicata quando ormai nessuno ricorda nulla e tutto continua come prima.

Per prima cosa vorrei far notare come la nostra teoria della deflazione da debiti funzioni alla meraviglia, l’ipoteca del debito totale, da quasi venti anni relega la crescita americana a livelli ben sotto la media storica e questo, notate bene, nonostante la più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia dell’economia americana.

Basti pensare che l’enorme iniezione di stimoli fiscali immessi nell’economia americana da Trump, ha prodotto una crescita ben sotto le aspettative, aumentando considerevolmente il debito.

In giornata in arrivo dalla Germania, Francia e Italia, una serie interessante di dati macroeconomici a partire dalle vendite al dettaglio tedesche, miseramente collassate in dicembre ai minimi livelli storici e meno male che la Germania dovrebbe sostenere l’Europa, un paesi demograficamente in lento ed inesorabile declino.

h 12m   EUR Vendite al dettaglio in Germania (Mensile) 1,9% -4,3%
1h 42m   CHF Vendite al dettaglio (Annuale) 0,3% -0,3%
2h 27m   EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo 51,8 52,4
2h 42m   CHF Indice SVME dei direttori acquisti 53,5 54,3
2h 57m   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano 47,1 47,8
3h 02m   EUR Indice PMI manifatturiero francesi 51,4 51,4
3h 07m   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero 47,6 47,6

Mercati che continuano a festeggiare e piccolo storno nei rendimenti, ma se va tutto così bene, per quale motivo interrempere il rialzo dei tassi, per quale motivo chiudere la riduzione del bilancio. Nella “Grande Strambata” insieme al nostro Machiavelli vedremo il perchè, la prossima settimana.

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24 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 1 marzo 2019 at 13:18

In effetti i sati relativi alla Germania sono buoni. Febbraio è stato un mese quasi pimaverile. C’è da dire che giungono dati positivi sul fronte Auto dalla Germania.

    icebergfinanza
    Scritto il 1 marzo 2019 at 18:18

    Si con il settore manifatturiero a 47 sono buonissimi! ;-)

marcocavalieri
Scritto il 1 marzo 2019 at 20:15

Ultimi rialzi prima del botto

alexandersupertramp
Scritto il 1 marzo 2019 at 20:27

Mi riferivo alle vendite al dettaglio. Comunque Sono più divertenti le prime previsioni di crescita del GDP Americano del I trimestre. Ma ci pensa la Cina con l’oceano di carta riversata sul mercato a far ripartire l’economia mondiale. Benessere per tutti 😄
icebergfinanza,

apprendista
Scritto il 2 marzo 2019 at 11:04

Onestamente mi sto stufando, é inutile continuare a perseguire la verità quando questi per l ennesima volta fanno quello che vogliono, nel 2008 erano impreparati ed il colpo si è sentito ma adesso sono tutti coordinati per mantenere lo status, il capitano afferma che nel tempo la verità emergerà è sarà sicuramente vero, ma quando è il punto, se tra 50 anni sui libri di storia dei nostri nipoti per noi non avrà più molta importanza, non è nemmeno più una questione di denaro per me ma della sensazione di essere uno stupido, non agogno certo i guadagni che avremmo fatto sull azionario negli anni passati ma sono sempre più depresso e demotivato Nell affrontare la vita che di fatto è perlopiù una tremenda menzogna in cui le stesse vittime difendono i carnefici, tornando sui mercati ma avete visto che cazzo hanno fatto a gennaio? E quando dopo BOJ anche le altre cominceranno a comprare azioni ed altro?
Spero ora non parta il solito furbone con frasi del tipo questo on é uno studio di psichiatria chiaramente detta dallo stolto di turno che mangia in qualche modo dallo stato o da aziende multinazionali che al loro interno sono peggio di una Asl calabrese

    icebergfinanza
    Scritto il 2 marzo 2019 at 11:33

    Chi ha comprato in questi mesi sono state le banche centrali attraverso i loro bracci operativi ovvero le banche di affari…
    Ecco alcuni passi tratti da ” Un mondo di bolle ” di Edward Chancellor, studioso di storia a Cambridge ed Oxford, editorialista del Financial Times e dell’Economist.

    Riferendosi alla grande crisi giapponese, alla ormai tripla lost decade giapponese, Chancellor scrive:

    ” Il giorno dopo il crollo di ottobre i rappresentanti delle più importanti società di brokeraggio del Giappone – Nomura, Daiwa, Yamaichi e Nikko, chiamate le “quattro grandi” – furono convocati al ministero delle Finanze. Ricevettero l’ordine di mantenere il mercato delle azioni NTT e di impedire all’indice Nikkei di scendere sotto quota 21.000. Ubbidendo a questa richiesta i broker offrirono ai loro clienti più importanti garanzie contro le perdite per incoraggiarli a rientrare nel mercato. Nel giro di pochi mesi l’indice Nikkei aveva recuperato le perdite e stava puntando verso nuovi picchi. In forma ufficiosa i funzionari del ministero delle Finanze si vantarono che la manipolazione del mercato azionario erà più facile del controllo del mercato valutario.”

    Credo che non vi sia bisogno di aggiungere nulla, ma proseguiamo:

    ” Nel complesso i “quattro grandi” pesavano per più di metà degli scambi del mercato azionario di Tokyo.(…) In un rapporto intitolato “Theme Chasing: The Engine of the Tokyo Stock Market” una banca d’investimento americana avvisava i suoi clienti: “L’istinto del gregge è un solido istinto di sopravvivenza in un ambiente di eccessiva liquidità”. Grazie alle loro ampie partecipazioni azionarie nella stampa i “quattro grandi” broker riuscirono a manipolare l’informazione che raggiungeva i loro clienti.

vito_t
Scritto il 2 marzo 2019 at 12:23

dice bene apprendista, … “quando” il tempo darà ragione? Condivido praticamente quasi tutti, non tutti i ragionamenti di Andrea, o meglio le sue preziose pillole di storia e di realtà chiamiamole come vogliamo, ma non posso nemmeno non affacciarmi alla finestra per vedere che tempo che fa , a prescindere dalle “previsioni del tempo”. Qui si dice che 3 anni per un investimento in bond decennali non è tanto, ma allora se devo parlare di lunghissimo termine, anche l’azionario entra in gioco, in fin dei conti il MSCI è nuovamente ad un passo dal top storicoe nel lungo termine è SEMPRE salito. Qui è da troppo che sosteniamo che ormai si crolla, è dal 2012, con un post dedicato, che poggiava il ragionamento sul Cape Shiller se non ricordo male, che si sostoine ciò, ma allora l’S&P500 batteva 1300 circa ed oggi è a 2.800. Occorre prendere atto che la comunità finanziaria difende questo “status” è inutile continuare a “prevedere crolli” che vengono di volta in volta rinviati , è la realtà PURTROPPO, in un mondo falso è vero ma questo è quanto! Allora se devo parlare di etrenità degli investimenti, torna bene anche un ptf in divise emergenti, magari lasciando perdere quelle più farlochhe. Magari sarò tacciato di ignorante, ma questo è quanto sta accadendo. ASSOLUTAMENTE non imputo nessuna responsabilità a nessuno, ci mancherebbe, anche se il tenore di quanto sto scrivendo lo può far pensare, ma la ragione se la prendono anche se non la hanno.
Scusate l’amarezza, ma mi irrita questa fase, dati pesantemente negativi dappertutto e borse che tirano, deflazione che è visibile ad occhio nudo ed i bond che faticano ad apprezzarsi. Boh incrociamo le dita

alexandersupertramp
Scritto il 2 marzo 2019 at 15:19

Se il crollo a cui fa riferimento lo scrittore è quello di otttobre 87 in effetti gli interventi dei Big Four portarono l’indice non solo a recuperare quello perso, ma a raddoppiare nei 2 anni successivi. Certo, poi è crollato ma dopo 2 anni e dopo un bel 100%. Temo, purtroppo, che nell’epoca delle bolle e delle manipolazioni delle Banche Centrali le analisi macroeconomiche rapportate ai mercati rischiano di essere inutili. Il tempo ce lo dirà. Certo, come amava dire un economista che ha fatto proseliti, e danni aggiungo io, in tutto il mondo, e anche qua, “nel medio periodo saremo tutti morti”.
icebergfinanza,

kry
Scritto il 2 marzo 2019 at 22:50

Dopo la commedia USA
perchè non ricordarsi di quella del deficit/pil … nostrano ?

http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Italia/Italia/notizia/Italia_debito_balza_al_1321_del_PIL_nel_2018_deficit_sce-503441

Ce l’hanno menata per mesi e adesso che risulta pari a quanto richiesto con un pil dello 0,9% tutti zitti !!!
Non vedo l’ora che si prenda seriamente in mano la questione dell’asta dei titoli di stato con il sistema marginale …

icebergfinanza
Scritto il 3 marzo 2019 at 07:20

A fine dicembre tutti in silenzio a godersi il collasso degli indici nessuno a dire nulla o quasi, ora che l’indice tedesco è ai livelli di 5 anni fa ovvero rendimento ZERO, tutti a dire che le azioni rendono più dei bond azioni. Ricordo a tutti che Machiavelli da anni parla di Araba Fenice e DAX. Suggerisco di rivedersi il grafico si quello che ha indovinato sette trend su sette. Quanta pazienza Ragazzi, quanta pazienza, qui ci vuole una buona dose di finanza comportamentale!

icebergfinanza
Scritto il 3 marzo 2019 at 07:46

Per chiuderla qui a beneficio di chi non crede qui sopra la dimostrazione di come si fa a raddoppiare in dieci anni il capitale usando un semplice fondo in US Treasury Bond

apprendista
Scritto il 3 marzo 2019 at 11:22

icebergfinanza,

Si capitano hai ragione, grazie per la sopportazione

idleproc
Scritto il 3 marzo 2019 at 12:57

https://www.reuters.com/article/us-autoshow-geneva-germany-vda/german-carmakers-to-invest-60-billion-euros-in-electric-cars-and-automation-vda-idUSKCN1QJ0AU

Non è che gliene freghi qualcosa di ecosistemi, EROEI, CO2 etc,, non, sanno più come vendere le auto, il settore è in sovrapproduzione per cui devono farle cambiare alla gente col miraggio propagandistico del combattere il cosiddetto “cambiamento climatico” e che siano più economiche, poco importa se gli “investimenti” anche nell’infrastruttura siano razionali o meno o se non ci siano in basso redditi a copertura della riduzione dei ciclo di vita delle auto “obsolete”, saranno costretti a comprarle a debito per legge e finanziate sempre a debito anche energetico scaricato sul pubblico.
Altrettanto accadrà ma con tecniche tecnologico monopolistiche coi “bracciali elettronici” col 5G e a seguire il pronosticato 6G.

alexandersupertramp
Scritto il 4 marzo 2019 at 08:39

icebergfinanza,

La mia non voleva essere una critica verso lo straordinario lavoro di studio ed analisi che svolgi ma una riflessione se, nella finanza delle bolle manipolata quotidianamente dagli interventi delle Banche Centrali, abbia ancora senso fare analisi economico finanziarie. Abbiamo il Dividend Yield dell’SP500 a 1,92 e lo USTreasury 2y a 2,56. Ora, credo che in un mondo normale di fronte a questi numeri la borsa scenderebbe. In un mondo normale. Ma non lo siamo più da molto oramai. Le Borse festeggiano ogni giro di di stampa delle Banche Centrali e non appena i mercati mostrano segni di cedimento avanti con un altro giro di carta. D’altro canto sembra che ai governi di tutto il mondo l’unica cosa che importi è che non scendano le borse. Si vede che considerano i popoli non più dei cittadini ma degli azionisti.
Ad ogni modo, fermo restando che con il lancio dei QE e similari le Banche Centrali si sono addentrate in territori inesplorati da imprevedibili sviluppi, potrebbero riuscire nel loro intento di garantire una salita perpetua dei mercati?

    icebergfinanza
    Scritto il 4 marzo 2019 at 12:21

    Invece ha senso continuare a fare analisi perché nel medio lungo non vengono mai smentite dalla realtà.Vi invito a comprendere che a noi non interessa nulla di quello che fanno i mercati azionari a noi interessa esclusivamente il reddito fisso il resto è speculazione spicciola. Andrea

aorlansky60
Scritto il 4 marzo 2019 at 10:31

Chi ha comprato in questi mesi sono state [b]le banche centrali[/b] attraverso i loro bracci operativi ovvero le banche di affari…

quella data dal Capitano è la migliore risposta a spiegare (per quelli che si attendono da alcuni anni un “CRACK” imminente) perchè non c’è stato e non ci sarà (almeno nel medio breve) alcun Crack : finchè le principali BC mondiali sosterranno i corsi azionari, quest’ultimi pascoleranno e dormiranno tranquilli. Loro (le BC) sanno meglio di chiunque altro che non possono far altro, non si possono permettere un rischio che scatterebbe immediatamente dopo aver chiuso i rubinetti della liquidità. Per cui -mi vien da dire- : buona permanenza a tutti [ANCORA PER MOLTO] nella deflazione da debito.

stanziale
Scritto il 4 marzo 2019 at 11:13

idleproc@finanza,

Esatto, in ue vorrebbero imporre agli italiani , per legge, di comprare le auto elettriche della nascente industria franco-tedesca. Queste sarebbero le loro vere intenzioni. Come detto, visto che le centrali elettriche per lo piu’ vanno a petrolio, si lascia all’intelligenza di ciascuno le libere deduzioni , in ordine alla soluzione auto elettrica: allo stato, una guerra di POTERE economico, non di risparmio e minor inquinamento.

aorlansky60
Scritto il 4 marzo 2019 at 13:58

in ordine alla soluzione auto elettrica: allo stato, una guerra di POTERE economico, non di risparmio e minor inquinamento.

Il vero dramma è che a nessuno -produttori, affiliati ed economia in genere- interessa la preoccupante situazione climatica del pianeta dove tutti viviamo. Per loro la priorità numero 1 è “profitti profitti e ancora PROFITTI”, stanno correndo tutti quanti (consapevolmente o meno) verso il punto di non ritorno, ma l’importante è garantirsi al presente la propria quota di business; al limite, se proprio si presenterà, il problema CLIMA (con tutte le conseguenze annesse) capiterà non nelle loro, ma nelle mani di chi tra 50 anni si ritroverà a doverlo gestire in prima persona, mentre chi lo avrà alimentato sarà già andato in polvere sotto terra, avendo goduto decenni prima dei benefici del “profitto”…

alexandersupertramp
Scritto il 4 marzo 2019 at 18:30

icebergfinanza,

Good

massimo64
Scritto il 4 marzo 2019 at 19:03

Intervengo come Consulente Finanziario: per quale motivo augurarsi il crack? sui mercati finanziari investiamo i soldi dei risparmiatori, di persone che vogliono assicurarsi un futuro di benessere e tranquillità, soprattutto quando l’età avanza. Io personalmente non esco mai dai mercati azionari, acquistati sempre tramite fondi o sicav che hanno i costi più bassi possibili e un buon stile di gestione. Poi, quando ottengo dei risultati porto a casa ( su fondi obbligazionari a basso costo e ben gestiti) i guadagni. Condivido le analisi di Mazzalai e non credo che gli investimenti finanziari siano rosso o nero come alla ruolette. Diversificare, approfondire fino allo sfinimento la propensione al rischio del risparmiatore, consolidare i guadagni e soprattutto comprare il tempo, in finanza si compra tempo. Che significa esattamente non aspettarsi ritorni nel breve periodo, che significa guardare il proprio portafoglio un paio di volte l’anno, non tutti i giorni.
Per il resto consiglio camminate, letture, fotografia, tempo da passare con gli amici e le persone care.
Oggi Mifid2 può consegnare al risparmiatore molta più tranquillità di una volta sulla correttezza del Consulente.
Perchè tutta questa ansia?

stanziale
Scritto il 5 marzo 2019 at 10:19

aorlansky60,

Mm…Aorl, per clima intendi l’inquinamento e la scarsita’ di alcune materie prime, ormai quasi esaurite? Questi sono senz’altro problemi reali. Per quanto riguarda il clclo freddo caldo scioglimento dei ghiacci, stile Al Gore, da quello che ho letto pare una bufala per far arricchire i soliti noti. Sembra anzi si vadi verso un periodo di raffreddamento del clima, che dipende essenzialmente dall’attivita’ solare. Gia’ quello che combinano i vulcani, e’ superiore alle capacita’ distruttive dell’uomo…quindi (sempre secondo quanto ho letto, non voglio fare il saccente) siamo in mano alla natura.

capitan_harlok
Scritto il 5 marzo 2019 at 16:12

massimo64@finanza:
Intervengo come Consulente Finanziario: per quale motivo augurarsi il crack? sui mercati finanziari investiamo i soldi dei risparmiatori, di persone che vogliono assicurarsi un futuro di benessere e tranquillità, soprattutto quando l’età avanza. Io personalmente non esco mai dai mercati azionari, acquistati sempre tramite fondi o sicav che hanno i costi più bassi possibili e un buon stile di gestione. Poi, quando ottengo dei risultati porto a casa ( su fondi obbligazionari a basso costo e ben gestiti) i guadagni. Condivido le analisi di Mazzalai e non credo che gli investimenti finanziari siano rosso o nero come alla ruolette. Diversificare, approfondire fino allo sfinimento la propensione al rischio del risparmiatore, consolidare i guadagni e soprattutto comprare il tempo, in finanza si compra tempo. Che significa esattamente non aspettarsi ritorni nel breve periodo, che significa guardare il proprio portafoglio un paio di volte l’anno, non tutti i giorni.
Per il resto consiglio camminate, letture, fotografia, tempo da passare con gli amici e le persone care.
Oggi Mifid2 può consegnare al risparmiatore molta più tranquillità di una volta sulla correttezza del Consulente.
Perchè tutta questa ansia?

Certo che di castronerie ed emerite fandonie riuscite a scriverne, che tristezza .

idleproc
Scritto il 5 marzo 2019 at 20:30

Nessuno qui si augura un crack sistemico, proprio per la piena consapevolezza delle potenziali dinamiche.

massimo64
Scritto il 6 marzo 2019 at 09:25

capitan_harlok@finanzaonline,

immagino che argomentare questi giudizi sia troppo complicato. mala tempora currunt.

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