CINA… LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA!

Scritto il alle 09:55 da icebergfinanza

John and maus : storm. by megatruh

Ma come, non c’è già stata la tempesta, noi dai non dirmi che ne arriva un’altra!

Fermiamoci un attimo a riflettere su quello che è appena accaduto, lasciamo per un attimo da parte la Cina e la ridicola diminuzione dei tassi che ha fatto volare le borse europee, per poi tornare alle realtà in serata con il reversal dei mercati americani.

Partiamo da qui, non dagli indici principali americani ma da un indice che rappresenta un paniere di imprese di media capitalizzazione degli Stati Uniti, l’ossatura portante le piccole e medie imprese che valgono il 70 % dell’economia americana e il 70% dei posti di lavoro.

Immagine

Hai voglia di parlare di correzione quando siamo intorno al 17 % di perdita dai massimi e non è ancora finita.

Vi ricordate l’ultimo manoscritto e la croce della morte apparsa sulla pelle del canarino della miniera per eccellenza dell’economia americana, il DJTransportation?

ImmagineThanks to Investing.com

Ebbene siamo ad un soffio dal 20 % di perdita nello spazio di un istante!

Per Mohamed El-Erian, capo economista del colosso assicurativo tedesco Allianz, il sell-off sui mercati azionari non finirà fino a quando uno dei due seguenti fattori si realizzarà: i mercati emergenti adottatano misure come quelle che negli Stati Uniti sono chiamate “circuit breaker” oppure i prezzi di borsa scendono cos” in basso da fare riscattare gli acquisti. Ma nel lungo termine, è convinto El-Erian, il nodo da sciogliere è legato alla scarsa crescita globale: “Il rallentamento dei mercati emergenti e l’implosione delle valute sta trasmettendo il contagio nei mercati”, ha detto ai microfoni di Cnbc spiegando come sia improbabile che la Federal Reserve decida di ignorare quanto sta succedendo su scala globale procedendo con la normalizzazione della sua politica monetaria. America 24

Chiaro no, senza banche centrali il libero mercato è morto e sepolto e saranno probabilmente loro a dare l’iniezione finale.

Ieri ho preso in giro uno dei padri della deregulation, si la legge che ha distrutto la finanza e l’economia mondiale, Summers che chiedeva alla Fed di non aumentare i tassi, sarebbe un errore.

Ma ora fate attenzione, perché nei prossimi mesi in molti smetteranno di ridere sulle mie affermazioni, sulle mie previsioni di un nuovo QE4.

In Usa spunta l’ipotesi di un QE4

A lanciarla, forse per primo, è Ray Dalio, il più grande hedge fund manager al mondo. Implicitamente la suggerisce anche Lawrence Summers, ex segretario al Tesoro contrario a una stretta

Ecco cosa favorirà l’ultimo canto del cigno nel 2016!

Fed: Jp Morgan, rialzo tassi a settembre a meno che “non succeda qualcosa di davvero brutto”

E loro probabilmente si sono messi d’accordo perchè quel qualcosa di brutto accada, al punto da far cambiare idea alla Fed visto che fa finta di non vedere come sta andando in realtà l’economia americana.

Nel frattempo a Singapore meno sei la produzione industriale annuale.

In Cina il pericolo era l’esplosione del debito e puntuale è arrivata la crisi

“In economia gli avvenimenti necessitano di più tempo di quanto si possa credere e poi avvengono a un passo più veloce di quanto si pensi”, ha detto ieri da Cambridge, Massachusetts, citando una delle sue frasi preferite dell’economista tedesco, Rudi Dornbusch. Secondo Rogoff ogni crisi è scaturita sempre dallo stesso motivo: il debito. (America24)

E per capire quanto sta succedendo sui mercati internazionali basta guardare un unico dato: il debito della Cina che ha raggiunto il 282% del Pil passando da 7.000 miliardi del 2007 a 28.000 miliardi del 2014.

Quindi ricapitolando solo il mercato delle automobiline “subprime” e la lenta ripresa di quello immobiliare tiene in piedi l’economia americana.

Usa: +5,4% vendite case nuove luglio, sotto attese (RCO)

In realtà se togliamo le precedenti revisioni al ribasso la crescita è del 2,9% ma sono dettagli, lasciamo perdere.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’ oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio

cliccando qui sopra …

o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.6/10 (25 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +11 (from 13 votes)
CINA... LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA!, 9.6 out of 10 based on 25 ratings
26 commenti Commenta
yabadaba
Scritto il 26 agosto 2015 at 10:42

“Secondo Rogoff ogni crisi è scaturita sempre dallo stesso motivo: il debito. (America24)”

E’ come dire che “la causa di ogni decesso per cause naturali è l’indebolimento del fisico” parlando di uno che non aveva soldi per comprarsi da mangiare.

Il debito è la via più facile per tenere in piedi un sistema economico al collasso ma non è la causa delle crisi, la causa è la mancanza di domanda. La frase va quindi corretta in

“Secondo Yabadaba ogni crisi è scaturita sempre dallo stesso motivo : la mancanza di domanda (Icebergfinanza)”.

aorlansky60
Scritto il 26 agosto 2015 at 10:53

@ IcebergFinanza

nei prossimi mesi in molti smetteranno di ridere sulle mie affermazioni, sulle mie previsioni di un nuovo QE4.

In Usa spunta l’ipotesi di un QE4

A lanciarla, forse per primo, è Ray Dalio, il più grande hedge fund manager al mondo. Implicitamente la suggerisce anche Lawrence Summers, ex segretario al Tesoro contrario a una stretta

Non [mi] sorprende affatto che a caldeggiare -più di un rialzo dei tassi- l’ipotesi di un nuovo ennesimo QE sia il gestore di un [grosso] hedge-fund, quelli evidentemente più impelagati a leva su giganteschi volumi investiti, potendo contare sul denaro “a costo zero” come permesso dalle politiche monetarie accomodanti della banca centrale USA…

mi ricordo ancora, infatti, che si era levata a Aprile2015 (sempre su ipotesi di un rialzo dei tassi a GIU che poi è stato rinviato a data successiva dal board della Fed…) da un gestore di hedge-fund (non ricordo se sia lo stesso di quello menzionato ora) che si dichiarava assai preoccupato per le conseguenze dirette, e benchè lo avesse fatto attraverso un media locale [CNBC], quello era un evidente SEGNALE inviato direttamente alla Fed, data l’enfasi con la quale condiva le sue parole di preoccupazione (“auspichiamo che nel caso lo faccia, la Fed abbia tutte le condizioni in suo potere per avere davvero tutto sotto controllo e riuscire a governare anche la peggiore delle conseguenze derivanti da una scelta simile”)…

…chissà che dietro le quinte e lontano dai microfoni dei media, non ci sia stato davvero un colloquio “chiarificatore” tra questo gestore e un membro della Fed, che abbia poi indotto quest’ultima ad una scelta “più prudente”, visto i rischi in gioco…

phitio

A sua volta la crisi di domanda viene da una crisi di reddito, e la crisi di reddito da cosa viene? FOrse, ma dico forse, non viene dal fatto che l’economia globale non e’ piu’ “efficiente come un tempo? Forse , a parte l’iniqua distribuzione dei redditi che sta’ diventando sempre piu’ iniqua, non sta’ succedendo che sono le materie prime a non essere piu’ economiche come un tempo, e questo induce i produttori a tagliare gli stipendi per avere margine? O forse la crescita esasperata di capitali necessari alle industrie estrattive non sta’ sottraendo capitali ai consumatori, sotto forma di riduzione degli stipendi, maggiore tassazione e minore copertura sociale, e minor accesso al credito? Non fatevi ingannare dai prezzi bassi delle materie prime odierne, infatti i prezzi sono bassi perche’ manca la domanda. L’offerta e’ aumentata un poco in questi ultimi due anni, ma non cosi’ tanto , e la domanda che sta sparendo. E i prezzi riflettono questo.

Chiedetevi come mai con ormai otto mesi di prezzi energetici e delle materie prime molto bassi, non si registra un feedback positivo economico nei paesi che questa energia e materie prime la importano ed esportano prodotti finiti.

Quello che vedete e’ il dispiegamento dei limiti della crescita, e per ora prende la forma di uno scenario deflattivo e depressivo.

yabadaba
Scritto il 26 agosto 2015 at 13:06

phitio@finanza,

Secondo la mia analisi, che è rimasta la stessa dai primi anni ’90, la crisi di reddito viene da un fatto elementare, cioè che il capitalismo ha finito la sua missione che era di riempirci di merci.

Già negli anni ’90 i redditi valevano meno, non so se ve lo ricordate, con uno stipendio in una famiglia già si faceva fatica ad arrivare a fine mese. Il capitalismo si era inventato i servizi superflui per tirare avanti, allora c’era l’esplosione della pubblicità, le televisioni private non si pagavano ma i costi aggiuntivi della pubblicità per vendere i prodotti sì. E poi il marketing, la qualità…

E cominciava la finanza creativa, all’epoca lavoravo per una società di credito al consumo che per poter prestare ancora soldi (ovviamente c’era un limite dovuto al rapporto tra capitalizzazione ed esposizione) cartolarizzò gran parte dei suoi crediti.

No, non ci siamo, pensavo, da oggi su chi si fa prestare soldi devono guadagnarci in due, la società per cui lavoro e la società che è diventata proprietaria dei crediti pregressi…
Oggi il capitalismo riesce a produrre tutto meno una cosa, la più importante : i consumatori. Non vedo un disegno diabolico nel calo dei redditi, vedo solo la mancanza di presa d’atto del fatto che il meraviglioso equilibrio di quando chi produceva aveva bisogno di quasi tutta la forza lavoro a disposizione (e quindi chi offriva il suo lavoro poteva farlo senza doversi svendere) è finito.

Mi chiedo : ma come è stato possibile illudersi che un equilibrio così delicato potesse durare all’inifinito?

snapjibe
Scritto il 26 agosto 2015 at 14:38

yabadaba@finanza,

Post molto interessante perchè parte da un’esperienza diretta in uno dei settori chiave di questi anni: il credito al consumo.

Provo a rispondere alla tua domanda.
Secondo me sono stati usate due “leve”
La prima è quella vecchia quanto il mondo dell’invidia/avidità. Se il vicino ha un SUV io volglio un super-SUV
La seconda è quella più recente dei mass-media.

Pensa ai telefilm.

Happy Days (anni ’60-70′): storia di un gruppo di ragazzi americani che o vivevano a casa o facevano lavori tipo il meccanico. La relazione reddito-consumo era lineare: Fonzie aveva una motocicletta che se non se la riparava da solo non partiva.

Melrose Place (anni’90): storia di un gruppo di ragazzi che vivono in case da sogno facendo lavori come il barman, l’estetista o il commesso. La relazione reddito-consumo è praticamente inesistente. Ma i soldi da dove venivano ?

Già Dallas era quasi più etico, dopotutto Gei Ar avendo i pozzi di petrolio si poteva permettere ciò che mostrava.

Ciao

aorlansky60
Scritto il 26 agosto 2015 at 15:14

@ Yabadaba

“Oggi il capitalismo riesce a produrre tutto meno una cosa, la più importante : i consumatori.”

Questa conclusione può essere data dal momento che la si vede in ottica occidentale, in quanto il mondo occidentale -specie l’EU- è un mondo in rapido invecchiamento.

Solitamente, in quel particolare momento della propria vita, un vecchio tende ad essere meno curioso e per questo meno soggetto ad essere attirato dal richiamo del consumo, specie da quelli futili, e bada prevalentemente “al sodo”.

Ma a bilanciare questo trend ci sono 1,5 miliardi di cinesi (per la seconda economia del mondo, candidata a diventare la prima da qui a poco secondo molti analisti) + 1,2 miliardi di indiani (tra le prime 10 economie mondiali assolute) in fascia prevalentemente giovanile e con una fame consumistica ancora tutta da esplorare [e da saziare].

Quello che sembra mancare, al momento storico attuale, è la scintilla o per meglio dire la SCOPERTA che ha aperto il consumo e i profitti dagli anni 80-90 : la rivoluzione DIGITALE nei devices elettronici, il personal computer, soprattutto quando i produttori capirono che per loro il vero business non era tanto la fascia aziendale ma quella casalinga che apriva ad un potenziale gigantesco di mercato (il pc ha poi aperto allo sviluppo e realizzazione di tutte le varie tipologie di console da gioco da riversare nel mercato home consumer) e poi la summa di tutto questo, la telefonia mobile concessa non solo ai professionisti ma offerta con il calo progressivo dei costi;

le società tra le maggiori per capitalizzazione attuale -Intel Microsoft Apple Facebook Yahoo etc sono tutte quante nate da queste nuove prospettive (nuove per gli anni 90-2000, ora assestate).

Ci vorrebbe la scoperta dell’uovo di colombo, la genialata del nuovo millenio, qualcosa che a livello tecnologico desti di nuovo la curiosità e l’entusiasmo per le folle di consumatori, non solo giovanili.

Certo, non è facile. Riuscire a trovare l’idea del secolo – anzi del millenio, che suona anche meglio.

O forse è la fase storica attuale che per complessità ed attriti non favorisce di certo una nuova epoca di crescita e di consumi come lo fu quella degli anni 80 per il mondo occidentale.

yabadaba
Scritto il 26 agosto 2015 at 15:19

snapjibe@finanzaonline,

Beh, è evidente che la cultura da inculcare nella testa dell’uomo massa sia quella del consumo. Dico più che altro quanto ci metterà ancora il “sistema” a capire che così non ce la fa.

Comunque pian piano le cose cambiano, fino a 5 anni fa la “libertà d’impresa” era il dogma irrinunciabile, toglievi i cosiddetti (in politichese) “lacci e lacciuoli” e si andava come siluri (penso a Tremonti). Ora il verbo dominante è meno spinto, si parla di innovazione, di efficienza, di infrastrutture adeguate (lo stato non si tira più fuori dalla partita, vi lascio libertà, poi fate voi).

Oggi molti hanno capito che i soldi si possono entro certi limiti stampare senza problemi, dal momento che il sistema economico non ha problemi ad aumentare la sua produzione fino a soddisfare le crescenti richieste (gli impianti girano al 70%…).

Certo, non l’hanno capito i più oltranzisti tra i reazionari americani (alla Donald Trump o alla Tea parties). E non l’hanno capito i tedeschi, i più tetragoni sulla terra a modificare il proprio pensiero al cambiare degli eventi. Per loro “più solden a giro più inflazionen, kiaren?”, vaglielo a spiegare che finora se la sono cavata solo per il meccanismo distorto dell’Euro.

Leggevo che il teorizzatore del QE (non so quanto di giornalistico ci sia nella notizia e quanto di vero) si sia fatto ora propugnatore di un QE dal basso avendo visto (ci voleva tanto?) che se li spargi dall’alto i soldi si fermano ai piani superiori.

Non ci siamo ancora arrivati, deve ancora succedere una catastrofe (quella che ipotizza il Capitano nel 2016?), ma sono convinto che verso il 2020 le cose cominceranno a cambiare.

yabadaba
Scritto il 26 agosto 2015 at 15:28

aorlansky60,

L’unico settore nell’ambito privato che penso potrebbe riattivare la domanda è quello dei trasporti. In California stanno progettando un tubo tra San Francisco e Los Angeles dentro cui sparare capsule a 1.500 km/h, dicono che staccano i primi biglietti nel 2019, c’è di mezzo anche Elon Musk.

Gli altri settori purtroppo sono tutti in ambito pubblico : ambiente, sanità, dissesto idrogeologico, in una parola qualità della vita.

Quanto ai consumatori cinesi non ci farei grosso affidamento, la Cina per crescere non ha molte altre strade che produrre per i consumi interni, certo qualcosa arriva anche a noi ma non molto.

E’ chiaro che la mia analisi è rivolta al mondo occidentale, per gli altri paesi le possibilità di sviluppo esistono ancora. Però “l’Italia è il paese che amo, quello in cui sono cresciuto, sono cresciuti i miei figli….”. E quindi a quello che succede a noi tocca pensare…

phitio
Scritto il 26 agosto 2015 at 15:48

aorlansky60,

non credo che stia li il problema. Il probelma sta nel trovare tutta l’energia e le materie prime a livelli di prezzo accettabili, per ppoter produrre beni e serivizi a prezzi sostenibili, in relazione alla capacita’ di spesa dei consumatori.

Ripeto, oggi i prezzi sono bassi non tanto per sovracapacita’ di estrazione, ma per via dei costi eccessivi che hanno cominciato a gravare sugli incrementi di estrazione, e per via della sparizione della domanda.

Il problema e’ non che gli indiani non conoscono i telefonini e i computer, li conoscono eccome. Solo che costano troppo per le loro tasche, o in alternativa, i produttori delle materie prime che servono a costruire questi prodotti, sia i minerali che petrolio e gas, vanno in perdita non appena la domanda inizia a risalire.

vi devo ricordare che il petrolio da fracking andava in perdita secca anche con il barile a 100 dollari? E perche’ sono andati a perforare per un petrolio cosi’ costoso? Perche’ credevano che i consumatori avrebbero pagato qualsiasi prezzo per avere l’energia. Ebbene si sbagliavano. I consumatori non prendono soldi dal nulla, i loro redditi vengono dalle attivita’ economiche, attivita’ economiche che sono in contrazione proprio per il costo sempre piu’ gravoso delle materie prime che le dovrebbero alimentare. E cosi’, abbiamo stipendi stagnanti, licenziamenti, riduzione dei sussidi, aumento delle tasse, riduzione dell’accesso al credito… e il tutto si ripercuote in un calo di domanda, che taglia le gambe al segmento piu’ oneroso di estrazione di risorse…come il fracking, ad esempio, ma ora perfino l’estrazione di petrolio offshore, specie i nuovi impianti, sono sotto l’ ombra della scure.

Sono almeno tre anni che le compagnie petrolifere stanno tagliando progetti di espansione della produzione, perche’ non tornano i conti. Il fracking e’ in mano a sole compagnie di piccolo calibro che fanno soldi piu’ trivellando il portafoglio degli investitori che il vero terreno. Nei prossimi anni vedremo un calo di produzione petrolifera molto marcato, ma la sorpresa e’ che non vedremo i prezzi risollevarsi significativamente, perche’ nel frattempo la distruzione di domanda avra’ corso altrettanto velocemente della distruzione di offerta.

Non so a che livello ci fermeremo, ma i modelli dicono che non ci fermeremo tanto presto, perche’ la depletion, anche adesso, non si ferma mai. Essa erode la produzione petrolifera a tassi attorno al 5% annuo, e se nuova produzione sostituiva viene messa in campo, posso dire che e’ una scommessa piuttosto sicura che le economie nel futuro medio termine (tipo dioeci anni, salvo guerre e altre cose imprevedibili) sperimenteranno un calo del PIL anno su anno come minimo dell’1% (qui sto mettendo in campo probabili rmisure di riconversione, riutilizo e risparmio).

Questa, e’ la Long Descent come prospettata da John Michael Greer, detto anche l’Arcidruido. Uno scenario con alte probabilita’ di realizzazione, purtroppo.

phitio
Scritto il 26 agosto 2015 at 15:50

cambiate per favore
“e se nuova produzione sostituiva viene messa in campo”

con
“e se nuova produzione sostituiva non viene messa in campo”

silvio66
Scritto il 26 agosto 2015 at 16:07

Giusto o sbagliato che sia e’ quello che il mercato vuole. Non si cambia il pilastro ciclico senza conseguenze. Se non alzano tutto e’ compromesso. Il vix e’ passato da 12 a 40 in una settimana sverniciando ogni precedente e dandoci un idea sulla potenzialità devastante intrinseca. Sono almeno due mesi che parlo di questo ma l equipaggio tranne il Capitano sembra interessato più alle pagliuzze che alla trave. O ci sorprendono oppure si rischia grosso amici.

madmax
Scritto il 26 agosto 2015 at 16:32

snapjibe@finanzaonline,

Interessante paragone! Essendo oltre il mezzo secolo ricordo entrambi, ma per me il massimo e’ che adesso per tutto il resto c’e’ M**card !!! in TV non solo non spiegano come prendono i soldi ma pure slegano le connessioni causa effetto, vado in giro con una colt ad ammazzare gente e mai succede nulla…

silvio66
Scritto il 26 agosto 2015 at 16:37

Mi spiego meglio, se due anni fa, premetto giusto o sbagliato che sia, il mercato si è convinto di un rialzo dei tassi americani in estate 2015, si è buttato sicuramente avanti per sfruttarne i conseguenti posizionamenti ma ovviamente andando oltre i corretti guadagni, l avidità e’ il motore del mercato ricordiamolo sempre, creando fatalmente bolle esagerate. Ora lo avessero fatto tutto bene, diciamo grossolanamente, ma cosa succede nel momento in cui non avviene. Avviene che non solo i guadagni corretti, ma anche e in special modo il margine di bolla, risultino entrambi ingiustificati e soggetti alle code di paglia di ognuno di noi. Si e’ tirato fuori Settembre ed ora che ormai ci siamo con la quasi certezza che non lo faranno, le code bruciano.

ilribassista
Scritto il 26 agosto 2015 at 17:04

Il 17 gennaio 2007 scrissi che il mercato italiano, che all’epoca valeva 42.000, sarebbe andato a 16.000 nel mese di aprile 2009.
Fatto il minimo nel mese di marzo a 12.000 mi scusai per il doppio errore, mese e prezzo, e scrissi che dopo il rimbalzo in area 24.000 il mercato sarebbe andato sul suo minimo assoluto pari a 8.000 di ftsmib entrò il 2017.

Non saprei dire se ha ragione il capitano in merito al rimbalzo … Magari ha ragione
… Ma dipende da dove esso partirà.
Buona giornata a tutti.
Federico

phitio
Scritto il 26 agosto 2015 at 17:18

silvio66@finanza,

Andrea e’ dall’anno scorso o quasi che parla di QE4 e di nessun rialzo dei tassi, a parte forse un rialzino per scopi puramente politici. Ora hanno la giustificazione per non farlo, servita su un piatto d’argento, ma sara’ un mancato rialzo dei tassi che in realta’ non sarebbe venuto comunque.

E poi, questo affannarsi a trovare il pezzo di elemento “responsabile” della crisi…come se la responsabilita’ stesse in una singola parte che va aggiustata per far ripartire il motore…

Siamo in un sistema complesso, e la spiegazione di quanto accade sta in tutto il sistema. Se volete capirci qualcosa, dovreste studiare dinamica dei sistemi, e capire come funziona un sistema chiuso con interazioni a loop.

NOn si scherza con la dinamica dei sistemi: quella tratta di cose fisiche ed implacabili, mentre economisti e finanzieri in generale parlano solo di carta straccia e robe labili ed effimere come le “promesse e le aspettative”, “fiducia” e “misure”.

Promesse, aspettative, fiducia, funzionano solo da amplificatori. Quando l’economia delle cose reali va bene, le aspettative fanno vedere tutto rosa. QUando l’economia delle cose reali va male, l’euforia diventa panico. Noi umani siamo solo capaci di pensare in linea retta. Estrapoliamo sempre in linea retta. All’insu’, per sempre, se le cose vanno su per un po’ di tempo. All’ingiu, se il contrario. Siamo inadeguati a pensare ai sistemi complessi.

La dinamica dei sistemi che sta’ dietro al lavoro dei “Limiti della crescita” e’ insensibile alle aspettative degli uomini, ma ne traccia invece il comportamento inconsapevole, fondato nell’istinto, un comportamento che cambia solo contando il tempo in decine di migliaia di anni, non in settimane o mesi.

Per quanto ci riguarda, per l’intervallo di tempo di cui ci interessiamo, e a meno di miracoli divini, il comportamento istintivo umano e’ ascrivibile ad una legge della fisica, e una volta inserita nel modello che regola azioni e retroazioni (modello world3), dice che il tempo dell’econommia, popolazione, utput industriale e dei capitali, in media sara’ fisso sul “brutto stabile” per il prossimo secolo, secolo e mezzo. Solo l’inquinamento migliorera’, nel volgere di una cinquantina di anni, per carenza di inquinatori.

Il lavoro de i “Limiti” e’ di 40 anni fa e sta descrivendo il nostro mondo con grande fedelta’. Nessun lavoro di nessun economista potra’ mai sognare di far tanto.
Fate i conti con la fisica e lasciate perdere la vanita’ delle borse.

silvio66
Scritto il 26 agosto 2015 at 20:31

Ciao Phitio,
concordo su molto di quello che dici, sia dal punto di vista filosofico che di quello antropologico. Tuttavia, per chi come me vive di mercati la componente “sentiment”del mercato e’ fondamentale è poco importa la razionalità o la sostenibilità dei processi. Il mercato, mutevole capriccioso ed irrazionale si muove comunque con una sua logica che per quanto folle e scorrelata dalla realtà è quella da identificare se vogliamo evitare guai. Iceberg per quanto variopinto e’ un blog finanziario. Andrea ci ha spiegato bene i motivi per non rialzare i tassi ma sa anche lui che questo non può essere ignorato e gli effetti li vedete tutti.

signor pomata
Scritto il 26 agosto 2015 at 21:30

silvio66@finanza,

Per vivere di mercati intendi che non hai un lavoro ma produci il tuo reddito tradando i mercati?

d
Scritto il 26 agosto 2015 at 21:53

Vedo che c’è una certa consonanza di toni…
Certamente si va verso uno scenario di assenza di consumi, diciamo di maggior consapevole frugalità. E non sarebbe neppure una cosa sbagliata, ma occorre tenere presente che la “bestia” ha i suoi tempi e che questi non coincidono con quelli di un sano corso purificatore, che richiederebbe molti anni.

Che siamo al capolinea lo dicono i numeri: in prima battuta la velocità di circolazione della moneta ed il coefficiente del moltiplicatore monetario. Post Lehman è refrattario a tornare sopra 1:1 nonostante ogni stampa a rullo.

E allora? L’occasione è davvero ghiotta. Come non resistere alla tentazione di far pagare il reset a chi ha riparmiato qualcosa? In fondo dopo aver scosso ben bene l’albero con la forza della deflazione sarà una dolce fatica raccogliere i frutti del reset che sarà….

In questo modo rimarranno ingigantiti i problemi di chi non ha lavoro, dal momento che la capacità di spesa sarà ancora inferiore mediamente. Ma quello che conta è che chi di dovere si sarà garantito questo “giro” e avrà anche centrato l’obiettico di rendere sostenibile un carico umano che sta progressivamente diventando non tale.

silvio66
Scritto il 27 agosto 2015 at 02:41

signor pomata@finanzaonline,
…no Pomata sono un promotore, ossia lontanissimo da un trader.

phitio
Scritto il 27 agosto 2015 at 11:24

d@finanza,

io scuoto la testa, pensando a tutti questi esseri umani che “raccoglieranno i frutti del reset” e poi, come chiunque altro, morira’, non portera’ con se niente altro che i ricordi e l’amore che ha dato, e dovra’ rendere conto di quello che ha fatto, con se stesso, il giudice piu’ implacabile.

Ma forse anche questo rientra nell’ordine universale delle cose, dopotutto.

d
Scritto il 27 agosto 2015 at 12:27

phitio@finanza,

Hai perfettamente ragione: ma conosci un rimedio all’avidità?

aorlansky60
Scritto il 27 agosto 2015 at 15:35

A proposito di avidità (e di prepotenza)…

ieri sera su SkyTg24 è stato mandato in onda un reportage dalla Cina che evidenzia la pressione esercitata nel corso degli ultimi 5anni(almeno) dai governatorati locali verso i piccoli proprietari terrieri rurali –che possedevano il proprio orticello da coltivare per campare– per “convincere” quest’ultimi (per meglio dire COSTRINGERE) a vendere la propria terra…

…sulla quale sono state poi edificate autentiche cattedrali nel deserto (quando noi italiani ci lamentiamo dei lavori pubblici al ns sud mai portati a termine, ebbene questi sono roba da poveri dilettanti rispetto ai lavori SU GRANDE SCALA realizzati in Cina; qualcuno ultimanente si è sbilanciato nel dire che è stato gettato più cemento in Cina negli ultimi 5anni rispetto all’intero XXmo secolo in tutto il nord-america; le ultime stime parlano di 50 milioni di unità immobiliari vuote e invendute(fonte HSBC al 2014); immensi centri commerciali vuoti, circondate da aree urbane deserte, sature di grattacieli da 40 piani allineati come birilli ed altrettanto vuoti.)

Perchè questo paese lascia a pensare [in prospettiva di sviluppo futuro sull’intera economia mondiale] ?

Per vari motivi; non è certo un mistero che :

– è diventato nel corso degli ultimi anni la seconda economia al mondo
– la sua borsa è diventata la seconda per importanza al mondo

Ma oltre questo, a far pensare[male] è la forte accentrazione del potere centrale che governa e dirige tutto ciò che conta[economicamente] e non esita ad usare le maniere forti per convincere della propria linea: ne abbiamo avuto recentemente un esempio, quando una delle misure adottate per frenare il panico in borsa è stato quello di 1) vietare la vendita delle azioni oltre un certo limite e 2) sguinzagliare la polizia a casa di coloro trovati a vendere nonostante le “raccomandazioni”[cioè gli ORDINI] – peraltro piuttosto risibile come provvedimento, come puoi tenere sotto controllo 258 milioni di conto deposito titoli ??? :lol:

Da un governo capace di questo, di cui si conosce bene anche la proverbiale ermeticità a filtrare ogni tipo di notizia e/o dato che conta verso l’esterno, si può immaginare tutto il peggio possibile a difesa dei propri interessi, soprattutto ora che il momento sembra diventato improvvisamente meno roseo rispetto al recente passato quando i ritmi di crescita erano all’ordine del 10% annuo; (che stia diventando una sorta di palla al piede tutto quel cemento invenduto ??… contando solo le unità immobiliari senza le infrastrutture -ponti strade centri commerciali- facendo un rapido calcolo 50 mln di unità moltiplicato un minimo di valore ognuno fanno un bel capitale fermo inutilizzato…)

La maggiorparte degli analisti continua a vedere [giustamente peraltro] gli USA come nocciolo principale di un possibile nuovo focolaio critico [se ci sarà].

Io insisto nel dire di non sottovalutare la Cina per le vaccate che possono combinare [considerata “la pasta” di chi è al governo ed è in grado di decidere] e le conseguenze che possono [e/o potrebbero] apportare al mondo intero, in caso di ulteriori TROUBLE.

bergasim
Scritto il 27 agosto 2015 at 15:43

Intanto negli usa chiu pilu pi tutti
3,7% si vola
volano le scorte
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2015/08/inventory%20build%20up.jpg

silvio66
Scritto il 27 agosto 2015 at 15:47

Diciamo anche che non c era abbastanza oro per soddisfare i desideri Dell uomo. Non avremo mai costruito tutto questo con le monete d oro. Più in là delle ville rinascimentali non si andava. Abbiamo costruito e fatto tutto raggiungendo vette di prosperità inimmaginabili proprio grazie alle convenzioni che chiameremo finanza moderna. Niente di ciò che ci circonda sarebbe stato possibile senza strumenti monetari moderni. La finanza non e’ il male. Andrebbe divulgata a partire dalle primarie come lè altre e non dipinta come il male oscuro della società.
Buona Serata

phitio
Scritto il 31 agosto 2015 at 10:27

d@finanza,

Si, si chiama amore, e in particolare un suo derivato, che si chiama altruismo

phitio
Scritto il 31 agosto 2015 at 10:34

aorlansky60,

I cinesi, in questo momento piu’ che in altri popoli, e’ forte l’illusione del controllo. Ma non contollano proprio niente, in realta’. Nemmeno un paese come la cina puo’ nulla contro le conesguenze delle proprie azioni, perche’ ogni mossa che fanno avvicina l’esito delle conseguenze. Per provare a risolvere parte dei loro problemi, dovrebbero disfare molto di quello che hanno fatto , in particolare dovrebbero disfare buona parte di quello di cui sono orgogliosi e in cui credono. Pertanto non lo faranno mai volontariamente, cosi’ come non lo stiamo facendo noi, dopotutto, e quindi il lavoro lo fara’, a modo suo, l’irresistibile forza della natura.

Sono sciocchi quelli al governo cinese a mettersi contro un meccanismo a crescita esponenziale come questo crollo di borsa: in primo luogo prosciughera le risorse nazionali, poi la crisi ritornera con moltiplicato vigore. E qui davvero si scatenera’ il caos.

Se davvero volessero evitare un tracollo, dovrebbero smontare la macchina. Ma temo che sia davvero tardi. La soluzione miglore forse sarebbe stata non costruirla, questa macchina che ha costruito citta’ fantasma destinate a finire in ruggine e polvere, devastando terra fertile.

Probabilmente anche questo rientra nell’ordine delle cose: che l’uomo per imparare cosa sia giusto, deve subire dure lezioni da maestri incorruttibili.

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
CONSULENZA ECONOMICO FINANZIARIA
Articolo dal Network
Questa sera alle 16.00 si svolgerà il webinar UniCredit con ospite Stefano Fanton, trader profes
Velostazione, corsi a distanza e un master interno sono le ultime attività che Eni sta sviluppando
Conoscere i principi della finanza e delle pensioni è meglio che ignorarli, detta così sembra una
Torniamo ancora una volta sulla questione dei siti dove trovare informazioni inerenti le criptov
Oplà, ti pareva che qualcuno, in particolare quelli della CNBC, non facessero uscire la notizia
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Mercato azionario: titoli value e momentum a confronto I dati macroeconomici continuano ad uscire
Le rimodulazioni tariffarie sono ormai una consuetudine tra gli operatori di telefonia mobile (e fis
Ftse Mib: dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il liv
E' l'indice più importante a Wall Street, quello da cui è dipeso il grande rally e tuttora dip