ZINGALES E GLI ELICOTTERI DI DRAGHI

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

Qe Cartoon 2

Piano piano, tra i luminari che sostenevano l’impossibilità di un’uscita dall’euro si sente levare la brezza del diluvio universale che verrà…

Non tutta la spesa pubblica è fonte di corruzione e – in presenza di deflazione – il finanziamento monetario del deficit può essere il male minore. Minore di una spirale deflazione-debito che metterebbe in ginocchio il Sud Europa e porterebbe alla fine dell’euro. L’elicottero che Draghi non ha – Il Sole 24 Ore

Atu Capio?

Ma guarda un pò non appena si ha la sensazione che il diluvio sta per arrivare anche la spesa pubblica brutta e cattiva diventa improvvisamente deficit spending da finanziare con la moneta, ovvero con il quantitative easing.

Lo dice Zingales vent’anni dopo e tutti ohhhhh con naso all’insu, lo scrive Icebergfinanza cinque anni anni prima UNICO in Italia ad aver parlato di DEBT DEFLATION ovvero deflazione da debiti e chi vuoi che lo stia ad ascoltare!

Prosegue Zingales

Milton Friedman, che di teoria monetaria se ne intendeva, ha sempre sostenuto che una banca centrale può sempre sconfiggere la deflazione: basta che «lasci cadere il denaro da un elicottero». Ovviamente si tratta di una di quelle provocazioni di cui Friedman era maestro. Nessuno, neppure Milton, pensava di riempire gli elicotteri di banconote e di andarle a spargere al vento. Ma è una provocazione efficace per farci capire che i metodi per combattere la deflazione esistono, basta finanziare la spesa pubblica con moneta. Quello che manca è la volontà politica.

Molti saranno inorriditi da questa immagine. Non è forse per evitare follie di questo tipo che abbiamo creato una Banca centrale indipendente? Certo. Una Banca centrale non indipendente rischia di essere usata da governi senza scrupoli come un bancomat. Questa era la situazione dell’Italia prima del divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia. A quell’epoca l’inflazione raggiunse il 21% annuo. Dobbiamo rischiare qualcosa di simile? In mani profane il curaro è un veleno pericolosissimo. Nelle mani sapienti di un medico, però, è un valido anestetico. La soluzione non è di proibirne l’uso, ma di disciplinarlo.

La situazione è gravissima se questi sotti medici e sapienti fanno simili giravoltole, sino a poco tempo fa mai si sarebbero permessi di fare simili affermazioni, si ma sai è Zingales, mica Bagnai o Mazzalai.

Ma attenzione, come racconto da anni e non da ieri, questa non è la soluzione è solo un tentativo per attenuare il disastro e come ben sappiamo in Europa non verrà mai applicato perchè la Merkel e la Bundesbank non lo permetteranno mai…

Lo stesso accadde nel Giappone del 1995 e negli Stati Uniti dal 2009 in poi». Ma se il settore privato non “beve” e i governi applicano politiche restrittive si rischia la spirale deflattiva. «Quando il settore privato va in ristrutturazione in presenza di tassi a zero, l’economia perde domanda in misura pari alla somma tra il risparmio accumulato e il rimborso dei debiti. Questo è il fenomeno che si manifestò in Giappone e nella Grande Depressione quando gli Usa persero il 46% del loro Pil in soli quattro anni». Come si può contrastare la spirale negativa? «Attuando una politica di deficit spending. In Giappone il governo intervenne attraverso nuova spesa pubblica nel periodo post bolla per non far crollare il Pil e non far salire la disoccupazione oltre il 5,5%. A causa di questo stimolo fiscale il debito pubblico giapponese tra il 1990 e il 2005 è aumentato del 92% del Pil»

 

 

Collegamento permanente dell'immagine integrata

Ecco come è andata in Giappone ma non è servito a nulla come sembra che non stia servendo ora, se non ha lenire il dolore.

Nazionalizzare le banche all’inizio della crisi questa era la prima soluzione, ma sai sarebbe stata la fine del mondo ti raccontano loro. Balle!

L’evoluzione della crisi nordica degli anni 90 ci racconta che poteva andare molto diversamente ma troppi erano gli amici e gli interessi da preservare nazionalizzando le banche.

Il 5 giugno scorso in conferenza stampa Draghi ha annunciato un nuovo girò di liquidità finalizzato ai prestiti alle imprese…

… al fine di sostenere i prestiti bancari alle famiglie e alle società non finanziarie, esclusi i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, condurremo una serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine mirate (TLTROs). Tutte le TLTROs scadranno nel mese di settembre 2018, vale a dire dopo circa 4 anni. Le controparti avranno diritto di prendere a prestito, inizialmente, il 7% del totale dei loro prestiti al settore privato non finanziario dell’area euro, esclusi i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, esistenti il 30 aprile 2014. I prestiti al settore pubblico non saranno considerati in questo calcolo.

Bce: conto alla rovescia per Tltro da mille mld a imprese

Quindi grande eccitazione per il tentativo di un’istituzione che ha dimostrato di non sapere neanche distinguere tra inflazione e deflazione.

Non lo dice Icebergfinanza uno qualunque ma il dotto Zingales …

Non passa giorno senza che un politico, un economista o un giornalista rivolga un appello alla Banca centrale europea perché faccia qualcosa per combattere la deflazione nell’area euro. Nonostante i richiami, la Bce ha offerto solo dichiarazioni di disponibilità ad agire. Alle parole, però, non sono seguiti i fatti, e la situazione si fa ogni giorno più insostenibile. Il motivo di cotanto ritardo è duplice. Da un lato la Bce non riconosce ancora di aver fallito nella sua missione di garantire la stabilità dei prezzi.
di Lugi Zingales – Il Sole 24 Ore

Detto da uno che confonde la Grecia con il Giappone è un’esperienza culturale meravigliosa… Se Tokyo sembra Atene – Il Sole 24 ORE

Tornando a noi il quantitative easing per quanto mirato come la storia insegna, non servirà a nulla.  perchè questa è una DEBT DEFLATION e sino ad ora in tutte le più grandi crisi della storia nessuno è mai riuscito a debellarla in pochi anni, anzi la storia parla di decenni perduti.

Come potete vedere qui sotto durata il doppio decennio perduto giapponese, la dinamica dei prestiti alle imprese è piatta anzi, nella parte finale del quantitative easing giapponese tra il 2001 e il 2006 la domanda scese.

Quantitative Easing japan monetary base v inflation (1)

Il problema non è l’offerta ma la domanda, prima lo capiranno e meglio sarà!

Giusto per dare un piccolo aiutino alla domanda, gli scienziati economici di casa nostra hanno deciso di … Governo Renzi, allo studio nuovo blocco a stipendi degli statali… 

Mi raccomando però non ditelo in giro che l’abbiamo detto noi, mica siamo Zingales!

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40 commenti Commenta
reragno
Scritto il 21 agosto 2014 at 11:03

Dal sole 24 ore online:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-08-20/intelligenza-emotiva-passato-e-spalle-190553.shtml?uuid=ABSuwxlB&nmll=2707#navigation

Travis Bradberry, cofondatore della società di consulenza aziendale Talentsmart, ha diffuso su Linkedin le nove trappole che le persone «intelligenti 2.0» evitano accuratamente. Ecco quali sono:

5 ) Intelligenza emotiva / Il passato è alle spalle
Per i leader intelligenti i fallimenti passati vanno sempre archiviati.
Le esperienze negative mal digerite potrebbero infatti intaccare la fiducia in sé e rallentare o rendere vana la spinta verso il raggiungimento di risultati migliori in futuro.

Concludo: i falliti stanno liquidando il pianeta.

glare
Scritto il 21 agosto 2014 at 12:33

Andrea una domanda lecita…
Io sono da tantissimo tempo sostenitore dell’euro del mediterraneo con dentro pure la Turchia o ,se non è possibile il break up della moneta unica, per il ritorno alle monete nazionali.

Se ci sarà data la possibilità entrambe le opzioni potrebbero rilanciare il manifatuuriero, l’agricoltura e permetterebbero di svalutare il debito..in tutti i Piigs e probabilmente anche in Francia.

Considerando che ormai l’immobiliare in Italia sta ritornando agli stessi valori del 2004 e nel giro di un lustro a quelli pre euro..come si potrebbe ridurre l’effetto Tequila?

oltre all’oro e alle materie prime quali altri “pilastri” potrebbero mettere al riparo il privato da un eventuale dopo euro?

icebergfinanza
Scritto il 21 agosto 2014 at 13:10

A casa Machiavelli oggi si festeggia…

gnutim
Scritto il 21 agosto 2014 at 13:10

glare@finanza,

togliere la germania dall’euro, è la mossa più indolore per tutti, germania compresa.

Se il loro futuro marco si apprezza saranno contenti visto che con l’euro forte loro vanno a gonfie vele!!!!

gnutim
Scritto il 21 agosto 2014 at 13:12

rimango dell’idea che se noi, Francia e Spagna non ci incazziamo assieme contro i crucchi non se ne uscirà mai.

Spero vivamente nel risveglio nazionale dei francesi

Dato che sperare nel risveglio italiota…. campa cavallo, la storia insegna

aorlansky60
Scritto il 21 agosto 2014 at 14:14

Gnutim : “rimango dell’idea che se noi, Francia e Spagna non ci incazziamo assieme contro i crucchi non se ne uscirà mai.”

E così ci rissaremo con i precedenti storici e con le diatribe che hanno portato attriti (per non dire conflitti) noti :
poi non ci sono solo i “crucchi” di cui tener conto ma anche Finlandia(soprattutto) Belgio e Olanda che fanno parte dell’europa settentrionale “forte” che osteggia quella meridionale… ognuno a proteggere i propri interessi… aih aih altro che unione… (e dietro le porte c’è il referendum indetto in UK “pro o meno Europa”…)

Io mi convinco sempre più andando avanti che quell’unione tanto sbandierata (avete presente quei simpatici spot pro europa che mamma rai ci somministra da alcuni mesi ???… e negli altri paesi euro deve essere uguale, c’è da esserne certi…) non può avere futuro solo sulla base dell’unione moneraria, ci vuol ben altro! Solo che per scalfire ed abbattere tradizioni culturali e antagonismi ultra secolari tra paesi forti che hanno governato il mondo in passato non è facile : ci vuole tempo, molto tempo… prima di vedere realizzato in EU quello che è stato realizzato negli USA a livello politico già da tempo.

Speriamo solo non occorra una guerra di secessione come la loro, per vederlo concretizzato anche in EU…

ps : il buono che hanno i Francesi, è che quando perdono la pazienza e si ink. lo fanno tutti uniti in 60 milioni, al contrario degli italiani sempre cronicamente disuniti praticamente su tutto…

mirrortrader
Scritto il 21 agosto 2014 at 14:55

Mi sembra giusto che in deflazione i salari indicizzati debbano scendere o quantomeno non salire.
il vero problema è ridistruibuire i soldi in modo corretto. Quindi tagli alle pensioni. Patrimoniali e via di questo passo.

I soldi guadagnati in piena espansione leverage non sono soldi veri.. sono soldi a debito del futuro.

sono contrario ad aumentare una domanda compulsiva di prodotti inutili dal basso valore aggiunto.

Spendiamo (buttiamo soldi ) per il bello o la moda ma l’essenziale lo abbiamo dimenticato.
esempio LIDL… e pieno di italioti che piuttosto che mischiarsi con extracomuntari vanno nei supermercati piu cari dove non ce ne sono. Questa è la cultura dell.italiano medio arrogante e con la puzza sotto il naso.
La crisi è ancora troppo debole per riuscire a riportare coi piedi per terra un sacco di palloni gonfiati.

gnutim
Scritto il 21 agosto 2014 at 15:52

mirrortrader@finanza,

PS: al lidl soprattutto prodotti tedeschi, non facciamoci inkiulare come al solito

gnutim
Scritto il 21 agosto 2014 at 15:56

aorlansky60,

cosa dobbiamo farci, sono i corsi e ricorsi storici.

Ricordati sempre che la politica di oggi serve a manteenre alto lo scontro sociale (non a risolverlo), sennò a cosa servirebbero i partiti verdi, rossi, azzurri o gialli?

Gli altri paesi nordici sono puri satelliti della Germania, non contano un cazzo di fronte a Italia, Spagne e Francia….

Condivido in pieno la tua idea sui fratelli francesi, se si infuriano loro vanno tutti assieme, difatti attendo che siano proprio loro a far crollare questo euro di m…..

ilribassista
Scritto il 21 agosto 2014 at 16:12

mirrortrader@finanza,

Io non vado al lidl perché cerco di comprare prodotti più sani possibilmente di origine italiana. Preferisco risparmiare sui vestiti che sul cibo!!!!

glare
Scritto il 21 agosto 2014 at 16:42

icebergfinanza,

Andrea lo so che a casa Macchiavelli si festeggia ed è giusto che sia così, del resto eri l’UNICO a consigliare i titoli di stato..ma chi in quel periodo era a corto di liquidità non ha potuto ascoltare il tuo Consiglio..
IO STESSO AVREI COMPRATO SE AVESSI AVUTO ABBASTANZA SOLDI.

Due sono gli scenari probabili come avevamo discusso da tempo:
1) è la stagnazione in stile Giapponese tutti dentro l’euro
2) è la rottura dello stato attuale con un effetto tequila su valute, beni immobili e contemporanea sudamericanizzazione dei salari.Questa (un’ipotesi probabile solo al 5%) cambierebbe lo scenario geopolitico ed economico dell’Europa, ma non solo stravolgerebbe anche il mercato finanziario, del lavoro e produttivo insomma salterebbero tutte le attuali considerazioni.

la prima invece è quella che auspicano i padroni dell’euro (probabile diciamo al 95%) perchè anche in periodo di deflazione comunque si arricchirebbero ulteriormente, a fronte di un maggiore potere d’acquisto ecco perchè molti presidentidi banche minimizzano la deflazione e la stagnazione-
In questa condizione logicamente chi ha un titolo italiano comprato nel 2011 può prendere un calice di spumante e festeggiare ogni giorno, ma chi vive di lavoro e non è un dipendente fisso statale o di una multinazionale o un pensionato come può soppravvivere difronte a una contrazione delle vendite , del salario e dell’utile produttivo?

La mia richiesta era proprio questa un post che analizza in maniera spicciola dove ci troviamo, dove stiamo andando e quali sono oggi le possibili vie di salvezza per il singolo e la comunità, INSOMMA UN POST CHE SINTETIZZI IL MEGLIO DI ICEBERGFINANZA DI QUESTI ULTIMI 7 ANNI.

glare
Scritto il 21 agosto 2014 at 17:12

gnutim@finanza,

Se la Germania uscisse dall’Euro , nel giro di 1/2 mesi l’euro dovrebbe ripiegare a un valore di 0,80 su $.
il problema è sempre chi stampa l’euro, esisterebbe la Bce, si chiamerebbe ancora Unione Europea…? insomma l’uscita di qualunque paese con un PIL superiore ai 1000 MLd di euro farebbe crollare l’intero sistema..

mirrortrader@finanza,

Per me non è un aspetto legato alla debolezza della crisi..tanti italiani sono sbruffoni di natura anche senza il becco di un quattrino.
La Crisi per me è già a livello insostenibile nelle fasce deboli, sta colpendo a macchia di leopardo, e nelle grandi città davvero pesantemente, la gente più povera compra i vestiti usati nelle bancarelle dei mercati a 1-2 euro, molti supermercati come il carrefour e il pam lavorano a 1/4 delle casse , le persone che compravano al Pam ora vanno a Lidl, chi comprava all’Lidl ora va al Penny, quelli del Penny sono passati all’Eurospin, quelli dell’Eurospin a all’mD e poi cosa rimane..?

dfumagalli
Scritto il 21 agosto 2014 at 17:15

gnutim@finanza:

Dato che sperare nel risveglio italiota…. campa cavallo, la storia insegna

“Ri” in “risveglio” sembra quasi indicare “azione ripetuta”. Quasi che gli italiani si già svegliati in passato. Sappiamo invece che non è così.

mirrortrader
Scritto il 21 agosto 2014 at 17:16

La maggior parte del cibo (non schifezze) del LIDL è italiana.

gnutim
Scritto il 21 agosto 2014 at 17:23

glare@finanza,

euro a 0,80 vs dollaro????

MAGARIIIIIIIII

laforzamotrice
Scritto il 21 agosto 2014 at 18:15

sempre le solite ricette, trucchi contabii, svalutazioni e similia. L’Italia va male perchè ha perso la voglia di lavorare, d’intraprendere, perchè tutti vogliono fare i parastatali o i consulenti, cioè ridurre al minimo i rischi, e per taluni anche il lavoro, o come si nota spesso anche dai commenti qui, il vivere di rendita. L’importante è salvare i propri risparmi e gl’interessi, che è come dire assistere al bruciare della fabbrica perchè si è voluti salvare il magazzino. Un discorso idiota e estemporaneo che rinuncia al futuro per salvare un spesso misero presente. Non do colpe a nessuno, forse è il naturale declino di chi ha guadagnato in fretta, e forse troppo, e perde il senso della misura, è l’umano confrontarsi sempre con chi ha di più e non con chi ha di meno, l’abituarsi al benessere fino a darlo per scontato quindi mettersi nella situazione ottimale per non considerarlo degno di lotta per difenderlo e quindi perderlo. La caduta degl’imperi è sempre stata cosi, solo oggi è a velocità 3.0.

silvio66
Scritto il 21 agosto 2014 at 18:33

Ciao Andrea, ottimo articolo. Incredibile che quel portento di sapienza goda di considerazione tale da scrivere sul sole, non tanto in realtà, basti vedere gli ultimi ministri della cultura in Italia per capire quanta considerazione goda ai piani politici la migliore delle nostre risorse, il sapere appunto. In un blog finanziario ci si interessa anche per interesse ovviamente e credo che Andrea abbia sempre un buon lavoro criptico nei momenti difficili e più espansivo nei mari calmi, senza però mai dare, per onestà intellettuale, mai consigli pratici. Lo sempre stimato per questo. Leggo talvolta una certa insoddisfazione sul pratico da parte di alcuni, ancora riferimenti al treno che passò sul sovrano e ancor più sul corporate correlato italiano nell autunno 2011….ma lo vedete quanto sono saliti i bond da inizio anno?…ricordo quando sul blog discutevamo se lo s&p avrebbe tenuto 1400?…. rammento di aver scritto anch’io un post nel quale, informato a mia volta, segnalavo che compravano a mani basse sotto quella soglia ed ora sta a 2000…altre cose sono state dette chiaramente più recentemente e per scaramanzia meglio non citarle, ma comunque chi ha orecchie per intendere intende, viceversa amen, prenderà il sopravvento la vecchia sana regola del chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato…e ricordo anche le parole di un giovane saggio che richiamava un altra santa regola che dice, sbaglia chi va contro il mercato. he..he..so che legge il blog e non gli sfuggirà questa vero m…y? …mancano i più 3 i più 4 per dare il via alla festa dicono…finchè dura dura e il prudente saprà sempre tirarsi fuori in tempo o almeno questo è quello che spera il prudente he he he..

glare
Scritto il 21 agosto 2014 at 19:45

laforzamotrice@finanza,

Si hai ragione, si è persa la voglia di lavorare, perchè il nostro stato si mangia tutto, perchè non c’è meritocrazia, perchè alla fine a guadagnare sono sempre gli stessi..
Se hai un’azienda e decidi di pagare tutti, dai fornitori, ai tuoi operai,all’irap, all’inps..etc.. finisce spesso che guadagni poco più o poco meno dei tuoi operai, con però tutto il rischio preso.
Abbiamo purtroppo distrutto tutto quello che di buono si era fatto dagli anni 50 alla fine degli anni 60, e il declino è incomiciato già dal 1983/84.
Certo esistono sempre piccole realtà e persone che per capacità e a volte fortuna riescono a migliorare la loro posizione anche in tempi di crisi ma sono piccole percentuali o eccezioni che confermano la regola.
Dove vivo io vi erano tantissime aziende di grandi dimensioni dalla Lancia, alla Fiat , alla Westinghouse..ora al posto delle aziende si ergono palazzi vuoti, oppure le grandi officine , musei di arte italiana post industriale, le nuove ale del Politecnico e della GM sovvenzionata 20 Mln di euro all’anno da Fassino.. dove vi erano gli uffici Fiat dei colletti bianchi oggi si trova un Residence a 3 stelle… e potrei andare avanti così.
La cosa più bella è che quasi nessuno fa più il suo lavoro, vedo geometri fare operai, ingegneri fare i lavori che una volta facevano i periti e gli economisti fare il lavoro degli ingegneri..insomma è uno sfacelo totale e le punte maggiori si toccano negli under 35.
Il problema è sempre lo stesso nessuno rischia se il gioco non vale la candela e oggi i piccoli imprenditori italiani sono al collasso vessati dallo stato, sottoposti a concorrenza sleale, lasciati senza alcun sostegno in balia di pesci più grandi..insomma l’italia si è persa quando hanno iniziato ad affossare i piccoli e i medi imprenditori.
Non so dirti se questa è la caduta dell’impero, ma credo dell’italia e la sensazione peggiore che ci fa ritrovare tutti in questo sito è che sebbene ben informati, con un buon livello di cultura e magari con una condizione economica da benestanti, al prossimo volo non cadremo in piedi.

fabio.quarchioni
Scritto il 21 agosto 2014 at 20:19

laforzamotrice@finanza:
sempre le solite ricette, trucchi contabii, svalutazioni e similia. L’Italia va male perchè ha perso la voglia di lavorare, d’intraprendere, perchè tutti vogliono fare i parastatali o i consulenti, cioè ridurre al minimo i rischi, e per taluni anche il lavoro, o come si nota spesso anche dai commenti qui, il vivere di rendita. L’importante è salvare i propri risparmi e gl’interessi, che è come dire assistere al bruciare della fabbrica perchè si è voluti salvare il magazzino. Un discorso idiota e estemporaneo che rinuncia al futuro per salvare un spesso misero presente. Non do colpe a nessuno, forse è il naturale declino di chi ha guadagnato in fretta, e forse troppo, e perde il senso della misura, è l’umano confrontarsi sempre con chi ha di più e non con chi ha di meno, l’abituarsi al benessere fino a darlo per scontato quindi mettersi nella situazione ottimale per non considerarlo degno di lotta per difenderlo e quindi perderlo. La caduta degl’imperi è sempre stata cosi, solo oggi è a velocità 3.0.

A COSTO DI SEMBRARE DEFICIENTE voglio ricordare che noi abbiamo una grossa spesa improduttiva, che non è per niente semplice da eliminare: il vitalizio del parlamentare, una rendita vita natural durante, pagata con le imposte, concessa al termine del mandato [AL TERMINE DEL MANDATO, avete letto bene? non a 67 anni come ai comuni mortali !!!], al conseguimento di particolari requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive. Il vitalizio del parlamentare, nell’ordinamento italiano è quindi riferibile sia ai deputati, ai senatori ma anche ai consiglieri regionali.

Il carattere distintivo del vitalizio, rispetto alle altre provvidenze dello Stato è l’estrema generosità in quanto arriva a restituire oltre 40 volte [QUARANTA VOLTE !!!!] i contributi previdenziali versati. [Cioè, tu versi per due anni o poco più, perché non è necessario se non sbaglio completare l’intera legislatura, e poi puoi anche startene in panciolle per tutto il resto della vita].

Come tutte le prestazioni degli enti pubblici, esse sono soggette a norme di diritto pubblico e non di diritto privato con l’assunzione tra le parti di obblighi contrattuali. Quindi la volontà di non modificare le situazioni passate, deriva da precise scelte politiche [DA PRECISE SCELTE POLITICHE] e non da norme constituzionali o di altro livello a tutela di eventuali diritti acquisiti che non esistono né in campo previdenziale, né tanto meno nelle prestazioni di questo tipo. La conferma di tale assunto è data dalla riforma delle pensioni Fornero [quella che ha modificato tutti gli altri regimi pensionistici TRANNE QUESTI] che per tutelare le situazioni pregresse, contemplava un apposito comma della legge.

da http://it.wikipedia.org/wiki/Vitalizio_del_parlamentare

perplessa
Scritto il 21 agosto 2014 at 22:41

gnutim@finanza,

mercatini km zero, coldiretti, contadini che vendono direttamente i loro prodotti appena raccolti dall’orto che rimangono a lungo freschi, con doppio vantaggio economico, latte al distributore che costa meno ed è più buono,formaggio al caseificio, salumi, vini e formaggi locali,miele, marmellata, farina, pane,abbiamo abbondanza di prodotti genuini slow food da comprare. l’unico è il tempo che ci fa andare al supermercato, mobilitiamo i pensionati per la spesa…

perplessa
Scritto il 21 agosto 2014 at 22:46

glare@finanza: sudamericanizzazione dei salari.Questa (un’ipotesi probabile solo al 5%)

temo di no, mi pare sia già in progressiva realizzazione

perplessa
Scritto il 21 agosto 2014 at 22:52

fabio.quarchioni@finanza,

d’accordo sul vitalizio, dovrebbero applicare la totalizzazione come si applica per tutti gli altri iscritti alla previdenza, mica avere dei soldi a parte. oltretutto se il parlamentare è un dipendente pa in distacco i contributi possono essere previo distacco conteggiati due volte, in beffa alle norme sulla sovrapposizione dei contributi vigenti per gli altri comuni mortali. ma i problemi italiani non sono solo questi. la casta sta comoda lì perchè i caporali che la compongono fanno comodo a qualcunaltro?

perplessa
Scritto il 21 agosto 2014 at 22:53

perplessa@finanza,

volevo scrivere previo riscatto..

laforzamotrice
Scritto il 21 agosto 2014 at 23:05

perplessa@finanza,

Non dimenticare MAI che nella tanto vituperata filiera, lavorano il 60% degli occupati italiani del settore privato, cioè coloro che pagano per ila PA. Quindi andare dal contadino farebbe più danni che benefici, anche al contadino stesso.

dorf001
Scritto il 22 agosto 2014 at 01:21

aorlansky60,

hei mister, dovresti tenere conto anche di questo.

Che l’apparato industriale-militare USA sia avido di denaro pubblico non è mai stato un mistero. S’inventerebbero qualsiasi delirio pur di continuare a divorare risorse statali.

ricordati che quelli sono dei pazzi psicopatici. in tutti icampi. DIO ce ne scampi.

invece quelle puttane degli stati europei si vendono sempre allo zio sam. poveri imbecilli se ne accorgeranno. eccome!!!!! quando non venderanno più nemmeno uno spillo alla russia, allora ma solo allora capiranno le puttanate che hanno fatto, a mettersi coi pazzi americani.

by DORF

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 09:42

@ Ilribassista :

“Io non vado al lidl perché cerco di comprare prodotti più sani possibilmente di origine italiana. Preferisco risparmiare sui vestiti che sul cibo!!!!”

Non potrei essere più d’accordo; la cosa più sciagurata che uno possa fare è risparmiare scendendo a compromessi sulla qualità del cibo che si mette in pancia che è alla fine il vero motore del benessere del ns organismo.

Questo almeno in teoria…

perchè in pratica, purtroppo, sappiamo veramente quanto ci sia rimasto di “made in italy” nei cibi industrializzati confezionati che acquistiamo nei punti vendita??? quanto ne sappiamo di edulcoranti, aggiuntivi, aromatizzanti, conservanti, pesticidi, benzeni che sono accompagnati pur in minime quantità a ciò che mangiamo attualmente???…

E’ significativo ciò che mi disse già alcuni anni fà un mio collega del centro ricerca della soc. alimentare presso cui siamo dipendenti :

“Tu non ti preoccupare, cerca solo di alimentarti scegliendo il più variegato tipo possibile di diversi alimenti sulla piazza, in modo da non favorire un inquinante specifico prevalente presente sullo stesso tipo di cibo che poi non verrà metabolizzato ma rimarrà latente nel tuo organismo come una bomba ad orologeria…”

Purtroppo, anche tutto questo è il prezzo della sostenibilità che dobbiamo pagare al tipo di società industrializzata in cui siamo nati.

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 10:17

@Dorf001 : “invece quelle puttane degli stati europei si vendono sempre allo zio sam…”

vero, ma non è un mistero che dietro questa scelta vi sia un legame storico… nulla avviene per caso negli affari tra stati sovrani in questo mondo, nemmeno negli affari “sommersi” che il popolo comune non può comprendere non conoscendo ciò che ne stà alla base… la Storia più che una materia è una scienza esatta che non mente mai.

l’Europa (quella per così dire democratica) fù salvata dagli USA con la II Guerra mondiale. Inutile girarsela : senza l’aiuto militare -e non solo, anche la Russia di Stalin ne seppe qualcosa per via di tutte le derratte alimentari e ricambi meccanici che confluirono in Russia via circolo polare artico attraverso i convogli marittimi partenti dall’UK- degli americani, hitler e il nazismo si sarebbero mangiati e ingoiati tutta l’europa. Lasciando sovranità (forse) solo alla spagna franchista e all’italia fascista.

La Germania era progredita nel ’44 sugli esperimenti dell’acqua pesante e stava per arrivare al concepimento dell’ordigno nucleare prima di chiunque altro; solo gli USA riuscirono a sopravvanzarla. La scelta di hitler di attaccare su più fronti si rivelò la vera e fatale sconfitta per la Germania, dato che essa non aveva la forza economica/industriale per sostenere tale sforzo, a differenza degli USA che riuscirono a sostenere più fronti (europa e pacifico) con successo, non essendo mai stato il loro territorio bombardato e fiaccato come lo fu quello della Germania.

Poi il proseguo della storia evolse nel blocco contrapposto “patto di Varsavia” vs “patto Atlantico” e l’Europa non poteva che schierarsi da una parte, ovviamente…

Allo stato attuale, resta da vedere quanto sia ancora solido il cordone ombelicale che lega l’europa come sudditanza agli USA…

diamo tempo al tempo… nel corso dell’evoluzione geo-politica umana, nulla è da dare per scontato, specie nel lungo termine.

Recentemente all’orizzonte si sono fatti avanti due decisi e coriacei sfidanti, Russia e Cina…

C’è da sperare solo che l’europa non finisca in mezzo alle zanne affilate di questi tre, per manifestata titubanza nei rispettivi confronti…

glare
Scritto il 22 agosto 2014 at 10:47

perplessa@finanza,

la sudamericanizzazione dei salari avviene quando i salari sono “mangiati” dall’ inflazione..

quello che sta avvenendo in Italia è la cinesizzazione; i salari si riducono per la presenza di una gran massa di disoccupati e per la contemporanea diminuzione della domanda e aumento dell’offerta nazionale e internazionale

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 10:57

@Glare : “la prima invece è quella che auspicano i padroni dell’euro (probabile diciamo al 95%) perchè anche in periodo di deflazione comunque si arricchirebbero ulteriormente, a fronte di un maggiore potere d’acquisto ecco perchè molti presidenti di banche minimizzano la deflazione e la stagnazione-”

Completamente d’accordo.

Se guardiamo alla realtà delle cose avventute negli ultimi 5 anni, i ricchi (quelli veri…) si sono arricchiti ulteriormente, mentre a soffrire e a perdere sono solo gli stadi sociali più bassi (la parte più numerosa).
Se la cabina di regia dell’economia occidentale è comandata da questi pochi oligarchi (da chi, se no???) è logico supporre che faranno di tutto, assolutamente di tutto, per mantenere lo stato di cose attuali, perchè a loro la deflazione non frega assolutamente nulla ne può far loro paura.

Gliene frega invece assai di più e se ne preoccupano di conseguenza (anzi ne sono terrorizzati solo all’idea) di un possibile avverarsi di quel 5% di probabilità che hai messo in conto, perchè ciò potrebbe portare ad attriti sociali anche più deteriorati di quelli attuali, manifestandosi nella peggiore delle ipotesi in una rivoluzione in stile popolare che ha sempre terrorizzato i ceti alti (la nobiltà francese di fine ‘700 ne sa qualcosa…)

“In questa condizione logicamente chi ha un titolo italiano comprato nel 2011 può prendere un calice di spumante e festeggiare ogni giorno”

apparentemente si, i numeri gli danno certamente ragione, ma… cosa succede se la situazione precipita nel breve medio termine ad un livello anche peggiore delle estati 2011 e 2012??? l’ombrello della BCE riuscirà a coprirci? non solo noi, ma anche quel 40% di stranieri che hanno sottoscritto buoni del tesoro italiani, al momento??? …perchè gli ultimi dati che abbiamo a disposizione sull’italia non sono per nulla confortanti, e molti investitori potrebbero decidere di… se la fiducia viene via via meno… se cioè il ns paese non dà ai mercati una rapida e brusca virata di tendenza nei numeri (riforme attuate, finalmente??… Renzi sei all’ascolto???)

chi acquistò quei titoli sul secondario nel 2012 lo fece al prezzo di un hot-dog (90-95) ed ora viaggiano in orbita 115-120… da qui la scelta di vendere, se la situazione dovesse rapidamente deteriorarsi, non sarebbe nemmeno troppo campata per aria… e le conseguenze sarebbero fin troppo immaginabili…

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 12:08

aorlansky60,

La dissertazione storica è abbastanza corretta, anche se Hitler in teoria aveva 2 alleati grossi e altri più piccoli, se gli Italiani, intesi come politici e generali italiani non certo i soldati che erano anche più tenaci e valorosi dei tedeschi, non fossero stati così cialtroni, incompetenti e doppiogiochisti, la storia avrebbe probabilmente preso un altro corso…invece sulla storia contemporanea toppi completamente, ma non è colpa tua, con tutta la cagnara e la disinformazione che c’è oggi, complice la cloaca massima della rete…se infatti l’Europa la consideriamo la puttana degli USA, la Cina e la Russia sono le puttane di tutti, insomma è la stessa differenza che c’è tra le escort e le puttane di strada…se infatti dividiamo in mondo tra puttane e clienti, i clienti sono quelli che comprano, le puttane quelle che vendono, ora tra gli Usa e l’Europa chi vende a chi? E tra l’Asia e l’Europa? L’unico modo per smettere di battere e’ smettere di vendere, chi se lo può permettere? Gli Usa certamente, il Giappone forse pure ed è quello che sta cercando di fare negli ultimi tempi, l’Europa di sicuro, basta solo convincere qualche mignotta tedesca riottosa e cocciuta, la Russia e la Cina manco per opera dello spirito santo, stanno in piedi perché vendono, la Cina trucca pure il cambio della moneta per vendere, la bilancia commerciale Usa è in rosso da trentanni, che vuol dire? Che sono alla frutta da 30 anni o che mantengono tutti gli altri da 30 anni? Se domani gli Usa si eclissassero chi manterrebbe l’Europa? E soprattutto chi manterrebbe Russia e Cina? Per chi lavorerebbe un miliardo di cinesi? E a chi venderebbe il gas la Russia?

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 12:41

Se il qe non è la soluzione, nazionalizzare le banche lo sarebbe? A parte che come già ho spiegato varie volte le banche italiane in toto, fino al 2008 erano sotto il controllo delle fondazioni, quindi dello stato e che anche oggi è così, sebbene le quote si siano ridotte, il socio di riferimento è sempre la fondazione anche se è in minoranza, quando black rock o il fondo saudita o chi per loro imporra’ un suo CEO ad Unicredit o a Mps ne riparleremo, saresti così gentile da esaudire almeno una volta le mie preghiere e spiegarmi cosa cavolo cambierebbe se lo stato controllasse direttamente le banche invece che indirettamente attraverso le fondazioni come fa ora? A parte accollarsi altre svariarte migliaia di miliardi di debiti ( solo i passivi di mps e Unicredit sommati arrivano quasi a 1000 miliardi di euro ) e quindi avere ancora meno spazi di manovra a livello di bilancio pubblico? Tu dici che non si nazionalizza per non interrompere tresche varie e rendite di posizione, ma nazionalizzando le tresche non aumenterebbero esponenzialmente? E se no per quale strano principio? Poi tu dici che il qe non serve perché è già accaduto in Giappone una crisi deflazionistica nel 95 e han fatto deficit spending e non è servito…ora, a parte che il non è servito è un giudizio personale opinabile come qualsiasi altro, per come la vedo io occorre guardare a tutta una serie di parametri, quale l’occupazione, il pil Pro capite, la capacità di spesa delle famiglie ecc ecc, ma comunque di sicuro non è servito a produrre inflazione, questo è vero…ma vivaddio se tu stesso hai mostrato di quanto è aumentato il debito pubblico giapponese? Il Giappone ha fatto deficit emettendo debito dopo il 95, il qe serve a far deficit SENZA emettere debito, addirittura a fare deficit ricomprandosi contemporaneamente il proprio debito, ti sembra la stessa cosa? E se non è la stessa cosa, perché gli esiti dovrebbero essere simili?

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 12:52

glare@finanza,

E’ corretto…e si ridurranno fino a compensare gli squilibri esistenti, che già sarebbero molto più esigui se la Cina non tenesse il suo cambio, e quindi il suo costo del lavoro, ad un livello assurdamente basso, e a riassorbire la disoccupazione…fino ad allora tocca soffrire o emigrare…oppure fare un bel qe…chi dice che non serve? Mazzalai? Chiii? Come diceva il grande Maurizio Mosca…ma se pure Zingales se ne è accorto su…

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2014 at 13:26

Tralasciando il fatto che quando si è ignoranti o si ignora la storia e l’esperienza soprattutto svedese degli anni ’90 è inutile star qui a discutere con dotti medici e sapienti dell’ultima ora, sulla base della tipologia degli attivi detenuti dalle varie banche mondiali la soluzione della nazionalizzazione valeva nel 2009 quando lo scrissi per la prima volta più per le banche americane, inglesi, tedesche e francesi che per quelle italiane.
Per quanto riguarda il QE quando uno incomincia ad associarlo occupazione, il pil Pro capite, la capacità di spesa delle famiglie vuol dire che non ha capito nulla della natura intrinseca del QE e non serve perdere ulteriore tempo. A si sai lo dice Ihavenodream è vero aiuta le banche ma poi le banche creano ricchezza comprando asset e fornendo credito!

Per il resto ogni tanto spunta qualcuno…

Al congresso sono tanti,
dotti, medici e sapienti,
per parlare, giudicare,
valutare e provvedere,
e trovare dei rimedi,
per il giovane in questione…

Ihavenodream un nome una garanzia!

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 14:32

icebergfinanza,

A parte la passione per le canzoncine, fino a prova contraria sei tu che hai un blog in cui parli, giudichi tutti, e pensi come se fossi il padreterno, che solo la tua soluzione è quella giusta…per carità è tutto legittimo, però dire ad uno che ti fa notare che le cose che dici sono opinabili che non capisce nulla e che è lui che sale in cattedra a sproposito, beh consentono, è un po’ grossa…

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 14:57

icebergfinanza,

Entrando nello specifico nazionalizzare le banche è negli esiti del tutto equivalente a quel che han fatto in America, vale a dire stress test, acquisto degli attivi traballanti ( ecco a cosa serve il qe per inciso) e ripristino del Glass-steagal act sotto altro nome, solo è molto più rapido ed economico e molto più performante come soluzione…comunque dal punto di vista concettuale si negli Usa hanno nazionalizzato, cioè han creato un cordone sanitario attorno alle banche e le hanno rimesse in piedi…ora sta a loro, se continueranno a sorvegliarle e nello stesso tempo garantirle, è questa l’essenza del Glass-steagal act, oppure se ne dimenticheranno passata la tempesta, come ai bei tempi di Reagan, e allora creeranno le premesse per altre crisi…in Europa e Uk invece si sono regalati soldi alle banche per risolvere i problemi del debito pubblico, che era un problema inesistente, tanto è vero che è bastato scrivere più o meno sulla sabbia l’omt per eliminarlo dal giorno alla notte, in uk han regalato soldi alle banche per poi farglieli prestare alle imprese, dimenticando che una banca a leva 40 presta solo se ha la matematica certezza di non perdere soldi…quindi sarei d’accordo con te: piuttosto che queste soluzioni demenziali meglio sarebbe nazionalizzare le banche…solo che è il male minore, non la pallottola d’ argento come scrivi tu…la soluzione più corretta è la soluzione Usa, che ti piaccia o no, prova ne è che oggi le banche Usa sono le più sane del mondo e presto assisteremo ad una nuova forma di nazionalizzazione, l’acquisto delle banche uk e europee da parte di quelle Usa, e alla fine sarà pure giusto così, non sono gli altri che vogliono metterci sotto tutela a tutti i costi, siamo noi ad essere troppo stupidi per tutelarci da soli!

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2014 at 15:22

ihavenodream@finanza,

Ma io sono il padreterno :D A proposito quando entri in casa d’altri e incominci a fare lo spaccone togliti le scarpe…diversamente rileggi come ti poni. Alla prossima

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2014 at 15:26

Dove hai fatto lo spaccone? …”chi dice che non serve il QE? Mazzalai? Chiii?
No Mazzalai la storia, ma la storia non è per gli ignoranti.
Ah dimenticavo le banche americane sono le più sane del mondo… :wink:

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 15:30

@Ihavenodream
“se gli Italiani, intesi come politici e generali italiani -non certo i soldati che erano anche più tenaci e valorosi dei tedeschi- non fossero stati così cialtroni, incompetenti e doppiogiochisti, la storia avrebbe probabilmente preso un altro corso”

potendo contare su mezzi adeguati a disposizione (almeno allo stesso livello di quelli degli antagonisti) questi avrebbero fatto la differenza pur guidati da politici e generali italiani “cialtroni, incompetenti e doppiogiochisti” come dici… ma sappiamo bene qual’era il livello di equipaggiamento dell’esercito italiano nel 1940.

Non viviamo più in tempi di “archi e frecce” dove “l’eroe” può fare ancora la differenza, ma in un contesto completamente differente.

Gli italiani non erano certo inferiori agli inglesi presi singolarmente, ma ad El Alamein la div. Folgore si ritrovò con i moschetti a dover fronteggiare l’avanzata dei carri Centurion inglesi : esito scontato già in partenza.

Si può parlare di tattica, strategia, genio militare etc etc ma se tutto questo non è supportato da forza economica, nella guerra moderna il genio stratega è destinato a soccombere : il feldmaresciallo Rommell valeva strategicamente assai di più del generale Montgomery (tanto è vero che in nord africa lo tenne in scacco per diverso tempo) solo che l’Inglese poteva contare su un rapporto di forze almeno di 2 a 1 per di più anche meglio equipaggiato, ed alla fine sappiamo come andò a finire.

Una forza militare non è mai fine a se stessa, ma testimonia innanzi tutto il livello di potenza economica dello stato sovrano che la mette in campo.

Non intendo tediare ulteriomente peraltro in un tema fuori contesto (chiedo scusa per questa escursione) ma gli eventi bellici moderni hanno direttamente a che fare con l’economia dei singoli stati in gioco più che con la tenacità o la valorosità della truppa : chi possiede forza economica possiede risorse per la ricerca per realizzare mezzi tecnologicamente sempre più all’avanguardia, gli stessi che hanno fatto la differenza da alcuni secoli in avanti, specie nel 900, nel determinare gli esiti finali degli scontri. Dato che non è da credere o da sperare che l’uomo abbia imparato finalmente dalla storia tanto da potere fare a meno della guerra, in futuro il concetto sarà sempre più estremizzato..

Non solo in qualità ma anche in quantità.

La Germania riuscì a produrre solo 2000 unità di Panzerkampfwagen MK6 (meglio noto come “Tigre 1”) – un generale di brigata statunitense conoscendone la superiorità affermò che per affrontare quella bestia in uno scontro diretto occorrevano 4 dei loro Sherman M4 con la prospettiva di perderne 3… gli USA negli ultimi 3 anni di conflitto riuscirono a realizzarne oltre 50.000 unità (ne dotarono anche l’esercito inglese, tanti ne avevano e tanti riuscivano a produrne…) ed il rapporto numerico a loro vantaggio diede loro ragione.

Ma per concretizzare questo concetto non bastano le chiacchiere, ci vogliono fatti, risorse, potenza, in poche parole : MONEY.

Pur più rozzi dei tecnicissimi tedeschi in campo ingegneristico e meccanico, gli USA hanno vinto la guerra non per caso, ma grazie alla loro poderosa forza economica prima di tutto, superiore a quella di qualsiasi altro contendente del tempo.

ihavenodream
Scritto il 22 agosto 2014 at 16:11

aorlansky60,

Sono perfettamente d’accordo su tutto…tuttavia se non sei cialtrone, non fai fare 3 volte il giro del colosseo ai carri in parata e non assicuri gli alleati sulle tue capacità e possibilità belliche e economiche, oltre che politiche, ma gli manifesti le tue perplessità, se i moschetti finiscono, se non hai mezzi di trasporto, vuol dire che non potevi partecipare alla battaglia o alla campagna, se lo hai fatto sei un cialtrone, anzi un cialtrone inumano perché sei un cialtrone sulla pelle degli altri…

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2014 at 16:53

@Ihavenodream:

Nell’ultimo intervento posso darti ragione per quello che scrivi;

ma più che cialtroni, i ns politici uno in particolare, quello al vertice assoluto, si rivelò essere un pazzo incosciente perchè conosceva meglio di ogni altro lo stato delle forze armate italiane nel 1940 a confronto con le potenze straniere (di fatto solo la Regia Marina poteva vantare un livello paragonabile alle altre forze navali estere, ma Areonautica e peggio ancora Esercito erano ad uno stato pietoso) :

MANCANZA DI MEZZI MODERNI ED EFFICACI, PIU CHE DI UOMINI

più di un generale del suo stato maggiore lo scongiurò di ritardare ogni possibile intervento militare, ma il duce era impaziente di partecipare al banchetto dei vincenti, prevedendo che la germania nazista avrebbe liquidato la faccenda bellica contro Inghilterra & Francia “nel giro di un week-end” o poco più, ma non fu così… e una volta impegnatosi, era impossibile uscire dal gioco…

i Francesi se la legarono al dito, come ben saprai, quella dichiarazione di guerra nei loro confronti da parte dell’Italia 3 soli giorni prima della loro capitolazione verso la Germania, tanto è vero che De Gaulle al tavolo dei trattati finali pretese la Valle d’Aosta da annettersi alla Francia come “rimborso spese di viaggio”… se non ci fosse stato un certo Harry Truman a difendere l’italia al tavolo dei trattati e porre il veto non solo a De Gaulle ma anche a Tito, questi si sarebbe ingoiato l’intero Friuli Venezia Giulia ad est com’era nelle sue intenzioni…

Quando si parla a posteriori di sudditanza italiana nei confronti degli USA, dobbiamo ricordarci anche questi fatti che ci spiegano molti “perchè”…

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