AMERICA…SHOCK!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Il buon Mark Twain amava suggerire di non separarsi dalle illusioni, quando se ne saranno andate, può darsi che tu ci sia ancora, ma avrai cessato di vivere.

Ieri mentre i media nazionali cercavano di nascondere la notizia, in America…

Shock Pil Usa: rivisto a -2,9%, mai così male dal 2009

La Federal Reserve ha parlato di un rallentamento temporaneo nel primo trimestre, l’amministrazione Obama ha più volte sottolineato che la frenata del Pil non doveva essere motivo di preoccupazione. Bisognerà vedere cosa diranno ora che il dato del primo trimestre è stato rivisto drasticamente al ribasso, da -1 a -2,9%, il calo peggiore dal -5,9% del primo trimestre 2009, quando la recessione si avviava a conclusione.

Ricordo a tutti coloro che si fossero messi in ascolto solo in questo momento con la realtà, dopo aver vissuto di illusioni che anche nel quarto trimestre 2013 la crescita era stata del 0,4 %.

Per correttezza è giusto informare il gentile pubblico che la recentissima previsione da parte della Federal Reserve che unitamente a FMI e World Bank stimavano la crescita complessiva del PIL per l’intero anno 2014 intorno al 2,1 % è carta straccia.

Serve una crescita del 4 % per ognuno dei prossimi tre trimestri per rispettare, una già infelice previsione.

Icebergfinanza è stato l’unico che da mesi ha avuto il coraggio di andare controcorrente, analizzando la realtà. La verità è figlia del tempo!

Cio che per noi non è una sorpresa è la revisione dei consumi dal 3,1 % iniziale ad un evanescente 1 %, consumi che rappresentano più del 70 % dell’intera crescita americana, riduzione delle spese sanitarie che come preannunciato hanno spazzato via l’ennesima illusione. Non dimenticate che gran parte dell’occupazione e crescita è arrivata in questi anni da un fallimentare sistema sanitario.

1,8 punti complessivi sono stati sottratti dalla spesa sanitaria e dalla bilancia commerciale.

Fanno sorridere le dichiarazioni della Casa Bianca sulla volatilità dei dati trimestrali dopo un 0,4 % e un – 2.90 % degli ultimi due trimestri, fanno sorridere le previsioni visti gli ultimi dati soprattutto sui consumi e sugli investimenti, sulla bilancia commerciale e sugli ordini durevoli. Ordini beni durevoli Usa -1% a maggio, primo ribasso in 4 mesi

Mica puoi farci nulla se le aziende americane invece di investire preferiscono ricomprarsi le proprie azioni, giocando al casinò dei mercati azionari. Loro lo sanno che i profitti si stanno sciogliendo come neve al sole.

Vi risparmio la situazione dei redditi e salari perchè non amo girare il coltello nella piaga e la Yellen lo sa bene.

Se qualcuno conosce Obama gli comunichi che a fronte di una nuova esplosione di debito federale di oltre 250 miliardi di dollari nel primo trimestre l’economia è collassata.

Basterebbe l’espressione finale di Bill McBride per comprendere la sorpresa, analista della massima serietà e competenza, titolare del blog CalculatedRisk sino ad ora ottimista sulla crescita americana …

“PCE growth was revised down from 3.1% to 1.0%. Ouch!

Ouch finale è tutto un programma detto da lui!

Gli analisti di Merrill Lynch insistono… “We continue to expect a 4.0% rebound in the second quarter, and the recent data suggest that we are headed in that direction.

I dati che suggeriscono la direzione che loro si inventano, sono frutto di allucinazioni collettive!

Come riporta Zero Hedge in fondo questo è solo il 17 dato peggiore della storia del PIL americano, sino al 25° mai una volta ha permesso di evitare una recessione, ma si sa in fondo nevica da nove mesi ininterrottamente.

Coraggio forse ad agosto smette di nevicare e gli asini finalmente potranno volare!

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39 commenti Commenta
kry
Scritto il 26 giugno 2014 at 10:00

Complimenti Andrea nel tenerci aggiornatissimi. So che generalmente non ti piacciono commenti presi da altre parti ma al riguardo mi sembrano interessanti: 1) E leggete qui cosa succede alla loro produttività, che a mio parere è un dato ben più rilevante di quella presa per i fondelli galattica che è il pil: http://online.wsj.com/articles
In soldoni, meno 3,5 per cento, il peggior dato dal 1990. E cala a un ritmo del 2,5 per cento annuo dal 2005
• Risposta
-2,9 per cento, per la precisione. Per Michael Feroli di Jp Morgan è tutta colpa (oltre che del clima e del calo della domanda globale) del peso della riforma sanitaria Obamacare sulla spesa pubblica per la sanità, che nei primi mesi dell’anno è calata anziché aumentare del 9 per cento come previsto. Cioé… capito? Sono ridotti peggio di noi. SPERAVANO di dilapidare decine di miliardi in sussidi sanitari perché “fanno pil”. A me viene da piangere…

stanziale
Scritto il 26 giugno 2014 at 10:03

@veleno: oggi Andrea mazzalai tra le altre cose, TI sta dicendo che per reggere ancora il gioco (forzo, ma la sostanza e’ questa) ora le aziende americane quotate in borsa stanno indebitandosi ricomprando le proprie azioni per far salire il valore e ridurre il flottante, questo per far reggere ancora le borse, la stessa cosa sta succedendo in giappone, dove ormai la boe peraltro e’ ormai l’unica acquirente dei propri titoli di stato. Le stesse cose le scrive Bottarelli sul sussidiario ed anche altri, di sicuro. Quindi stanno cercando di rinviare, procrastinare, ritardare… cosa? ….devi rileggere il link che ho postato ieri, oggi funziona, in sostanza anche con i bot a breve non e’ cosi’ facile e scontato come tu pensi, puo’ succedere un 48 (cigno nero) da un momento all’altro, nessuno lo sa’. Tutto questo indipendentemente da quello che fara’ il tuo amato Renzi, anche perche’ i suoi predecessori piddini a partire da prodi per finire a napolitano(volutamente in minuscolo) hanno fatto si che noi si contasse come il 2 di picche a briscola di cuori.

stanziale
Scritto il 26 giugno 2014 at 10:08

kry@finanza,

Bravo Kry….anche Raffone sul sussidiario tempo fa, sottolineava che l’obamacare serve a ridurre i costi della sanita’ negli Usa, in quanto le soc. e assicurazioni private sono molto piu’ care (ladre?) del pubblico….infatti il coso della sanita’ negli usa, da grafici di raffone , erano circa il doppio dei vituperati sistemi pubblici europei….questo tanto per smentire gli ordoliberisti….e capire a cosa si va incontro con il ttip…

kry
Scritto il 26 giugno 2014 at 11:33

stanziale@finanza,

Grazie. Non ho fatto altro che riportare. Per le azioni usa il buy back penso lo facciano solo le aziende piene di liquidità ( si calcola che ne abbiano più di 1000 miliardi) perchè in giro non c’è più nulla che valga la pena comprare a parte le proprie azioni. Ciao.

veleno50
Scritto il 26 giugno 2014 at 13:08

stanziale@finanza,

Il cigno nero che menzioni tu quelle delle 48 ore, se mi ragguagli su un precedente te ne se sarei grato.Su RENZI è entrato di brutto nella palude, non riesce ad uscire dal gioco sporco interno al suo partito, da quello ambiguo di grillo e forza italia,benissimo prossimo obiettivo 51% faremo tabula rasa e riscreveremo il nuovo percorso quello vero senza compromessi annientando tutto quello che vuole impedire il (cambiare verso). buona giornata a tutti

reragno
Scritto il 26 giugno 2014 at 13:18

Scusa Veleno ma non hai capito ancora chi governa in Italia?
La Bce, le banche, la Merkel e il Fmi …………Renzi è il loro giullare che dice tutto e il contrario di tutto in 24 ore di orologio.
Continuerà a fare il giullare anche se avesse il 70% dei voti perchè non gliene può fregar di meno di come stanno gli Italiani. Questo vale per lui e per tutta la classe politica italiana ovviamente.

reragno
Scritto il 26 giugno 2014 at 13:23

Lo stesso vale per Spagna, Grecia, Portogallo, Cipro, Irlanda e a breve anche la Francia.
Il vero problema in Europa in questo momento è l’assoluta assenza di svoranità popolare.

dfumagalli
Scritto il 26 giugno 2014 at 15:11

reragno@finanzaonline:
Scusa Veleno ma non hai capito ancora chi governa in Italia?
La Bce, le banche, la Merkel e il Fmi …………Renzi è il loro giullare che dice tutto e il contrario di tutto in 24 ore di orologio.

La miglior definizione di Renzi la hanno data ieri sera a La Gabbia: “Renzi è il còccige della Merkel”.

dfumagalli
Scritto il 26 giugno 2014 at 15:14

stanziale@finanza:
in sostanza anche con i bot a breve non e’ cosi’ facile e scontato come tu pensi, puo’ succedere un 48 (cigno nero) da un momento all’altro, nessuno lo sa’.

Secondo me il cigno è bianchissimo. A differenza di quello nero, lo sanno tutti benissimo che questo verrà, che non è per nulla un’anomalia… è solo questione d’aspettare un po’.

Direi che una miglior definizione è invece: “il giorno del redde rationem”.

stanziale
Scritto il 26 giugno 2014 at 15:29

veleno50@finanza,

Veleno, gli ultimi 2 schock violenti dei mercati e delle economie, i cigni neri, sono stati ovviamente le torri gemelle nel 2001 e lehman brothers nel 2008..ma, siccome l’utlima volta si e’ preferito salvare le banche con i soldi pubblici senza neanche chiedere ai manager responsabili di farsi da parte, non e’ cambiato nulla nella politica dei banchieri stessi (attivi banche tossici pieni di derivati, prestiti rischiosi ecc.) ed ecco che ora anche per via degli interessi composti il debito aggregato (totale) degli enti finanziari, privati e stati e’ aumentato ed al limite(anzi molti ritengono tutto impagabile e fuori controllo)… quindi un’altra crisi potrebbe essere ben piu’ devastante delle ultime, forse come nel 29 se non peggio(nessuno lo sa’), ed ora rispetto al 1929 c’e’ anche il problema del picco petrolio, economie emergenti e sovrappopolazione….

7voice
Scritto il 26 giugno 2014 at 16:22

il picco del petrolio è nel vostro cervello !

7voice
Scritto il 26 giugno 2014 at 16:24

il male del mondo è proprio il prezzo del petrolio ! :mrgreen: ma tanti sciacquini si affannano a contere vaccate sui debiti e monete varie ! SENZA ENERGIA NON VAI DA NESSUNA PARTE , DEI SOLDI POTRESTI ANCHE FARNE A MENO ! BASTA CAPRATE ALLA MINKIA !!!!!!!!!!!!!!!!

phitio
Scritto il 26 giugno 2014 at 16:50

7voice@finanza,

Il picco di flusso estrattivo del petrolio e’ scritto a chiare lettere nell’economia. Se non sai interpretarla mi spiace per te. Il picco del petrolio e’ essenzialmente un fenomeno economico.

Se vuoi un aiuto, leggi qui. Ti aiutera’ a capire che i modelli economici antidiluviani che ancora molti economisti ci propinano sono uno dei motivi per qui non stiamo cavando un ragno dal buco da ben 7 anni a questa parte.

http://ourfiniteworld.com/2014/06/23/wy-standard-economic-models-dont-work-our-economy-is-a-network/

phitio
Scritto il 26 giugno 2014 at 16:57

Giusto per la cronaca.
La IEA, obtorto collo, ha dovuto fare i conti e si e’ vista obbligata a tagliare del 96% (novantasei percento) le stime di riserva recuperabile di shale oil negli usa. Da 15 miliardi di barili a 600 milioni. Ritengo che questo anticipera’ la pur vicina data di culmine estrattivo da shale oil, che era fissata al 2020, di un certo numero di anni.

il sogno degli “Stati Uniti d’Arabia” ha fatto miseramente puff.
E ben presto qualcosa di peggio fara’ POP, o forse CRASH, a causa dell’esplosione della bolla del petrolio subprime.

stanziale
Scritto il 26 giugno 2014 at 17:18

7voice@finanza,

Siamo qui proprio per capire…illuminaci meglio allora….ti faccio rispettosamente presente che il tuo commento delle 16.22 appare in contraddizione con quello delle 16.24..magari chiarisci(ti) e manda un link di un articolo in linea con il tuo pensiero, senno’ sono sparate senza senso e ci ricordi qualcun altro….

gilles27
Scritto il 26 giugno 2014 at 17:29

phitio@finanza,

Ciao Phitio, sono il “TROLL” come tu mi hai definito su altro blog… ma non me la prendo, ho scritto ancora al titolare del di quel blog, indicando numeri, e ti assicuro reali, ma il prof. dice che sparo numeri a vanvera. Ti dico solo che chi ha fatto gli impianti FV tra la fine del 2° conto energia fino al 4° conto energia, si sta facendo un sacco di soldi e l’impianto viene ripagato in 6 / 7 anni, ti posso dare numeri concreti.
…se ti interessa essere informato, non come il prof.
buona serata.

kry
Scritto il 26 giugno 2014 at 17:50

gilles27@finanza,

Ora anche senza conto energia con i contributi 50% in 10 anni( renzi a parte) impiegheresti anche meno di 6/7 anni. ( E poi i commenti in altro blog non farli come anonimo. ) A me piacerebbe essere informato sulla validità economica attuale.

agente23
Scritto il 26 giugno 2014 at 18:01

phitio@finanza,

per cui…ci va la c non la q

dorf001
Scritto il 26 giugno 2014 at 20:09

kry@finanza,

ok amico, la questione energetica è importante. ma qui su questo blog, moltissimo si perdono e perdono di vista un altro punto importante. cioè la questione morale e antropologica. e poi su questo punto una cosa di cui non si disucte mai è….la felicità. si la felicità.

avete mai pensato a : l’economia la felcitià e gli altri. questo è un libro interessantissimo di un economista italiqno, non bocconiano meno male, un taò Luigino Bruni.

guardate che in orgine la gaia scienza, l’economia, teneva in grande considerazione la felicità dell’uomo. era un tutt’uno con l’economia, non era divisa come adesso!

l’economia è importante, la felicità di più. O meglio, i beni sono importanti se e quando ci fanno vivere bene, se e quando ci fanno più felici; se invece ricchezza, reddito, consumo ci portano, alla fine, a viver peggio, quegli stessi beni si trasformano in mali.il confine tra beni e mali è incerto, ma sappiamo che quel confine esiste, e individuarlo è un mestiere tra i più difficili ma forse il più urgente. …..

avete mai sentito parlare del paradosso di EASTERLIN? dallo studio fatto tra il 1946 e il 1970 negli USA risulta dai grafici che nonostante la forte crescita che si è avuta in quel periodo, il livello medio di felicità è rimasto costante se non addirittura sceso.

usate google. poi c’è anche la critica di Scitovsky all’idea di razionalità economica. viene citato anche da Amartya Sen. ….

Ripartiamo dalla grecia, perchè nella storia della cultura occidentale ogni capitolo comincia con i greci. E’ infatti la grecia il luogo dove si è avuta la prima riflessione filosofica sulla felicità: ricordiamo Socrate, Platone Aristotele e Plotino. inventarono l’eudaimonia=il sommo bene che l’uomo può realizzare, il più alto dei beni raggiungibili mediante l’azione. la sua teoria fù chiamata (eudaimonismo), contrapposta all’ edonismo di Aristippo e della sua scuola che diceva: solo gli uomini della massa, i più rozzi, l’intendono con il piacere. mi pare che noi umani del 2014 siamo ancora rozzi come 3000 -4000 anni fa.

diceva Aristotele : E’ certo assurdo fare dell’uomo felice un solitario : nessuno, infatti, secglierebbe di possedere tuti i beni a costo di goderne da solo: l’uomo, infatti, è un essewre sociale e portato per natura a vivere insieme con gli altri. Questa caratteristica quindi, appartiene anche all’uomo felice. …L’uomo felice dunque ha bisogno di amici.

per Aristotele l’amicizia è la più alta virtù, più importante della ricchezza. la ricchezza è un mezzo. senza amici non si può vivere. che servirebbe avere tutti i beni? quale utilità avrebbe una simile prosperità se fosse tolta quella possibilità di beneficiare che si esercita soprattutto e con molta lode nei riguardi degli amici? Ovvero come potrebbe essere salvaguardata e conservata senza amici? Quanto più è grande infatti, tanto più è esposta al rischio. …

da qui poi si passa al medioevo che non era cosi’ nefando come ve la raccontano gli stupidi libri di scuola. ci si porta dietro Aristotele e soprattutto Plotino. per poi arrivare a sant’Agostino e Tommaso d’acquino. non pensate che i teorici economici non abbiano sutdiato tutta sta roba. lo fanno eccome da molti anni.

per cui vi consiglio questo libro di L. Bruni. l’economia la felicità e gli altri. “un indagine su beni e benessere”.
molto ben fatto.

DORF

icebergfinanza
Scritto il 27 giugno 2014 at 08:28

dorf001@finanza,

Grazie Dorf sempre molto attento e puntuale a scovare alcune perle! Abbraccio

gilles27
Scritto il 27 giugno 2014 at 08:40

kry@finanza,

ciao Kry, oggi, se non erro, la detrazione del 50% è solo sui piccoli impianti domestici. Non è male, ma fino a quando non si riesce a “stoccare” l’energia prodotta di giorno per poterla utilizzare di sera, per riscaldamento, raffrescamento con pompe di calore, non è il massimo. è vero che oggi con circa 7000 euro puoi installare un impianto domestico da 3 wk. e ti recuperi 3500 euro in 10 anni.

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 08:59

gilles27@finanza,
Ciao, intendevo proprio per piccoli impianti e noto che parli di 3kw forse non a caso visto che dopo tale taglia si rischia l’aumento del valore catastale dell’immobile con relativi aumenti di tasse ( assurdo ). Comunque come investimento alla fine rende molto almeno, dopo 6 anni l’energia è ” gratis ” salvo tasse o parziali espropri futuri. La mia idea è che i pannelli fotovoltaici potrebbero essere l’oro del futuro.

glare
Scritto il 27 giugno 2014 at 09:21

gilles27@finanza,

Si te lo assicuro.. con i primi conti energia,si ritorna in Sicilia in circa 7,5 Anni purtroppo si ha una diminuzione a causa dell’effettivo rendimento legato alla temperatura a suolo.
Nelle zone di napoli a circa 8,5 salendo 1 anno o al max 1,5 in più fino all’adige, certo in condizione di miglior tilt e disposizione allo Zenith.
Per il 5° i tempi si fanno molto più lunghi, ma comunque l’investimento torna sempre a essere produttivo.

Io stesso spero ogni giorno in un 6° conto energia,ad oggi non esistono più certificati verdi ma solo bianchi per i pannelli solari (riscaldamento + ACS), perchè dovrei ricoprire un magazzino industriale.

kry@finanza,

Anche oltre i 3Kw è comunque conveniente , logicamente è meglio la costruzione a suolo per parcheggi o serre destinate ll’agricoltura.

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 09:24

dorf001@finanza,

Ciao. Anche Seneca ( lettere a Lucillo ) e Epicuro parlavano di felicità e molti altri valori. Parliamo di 2000 anni fa. http://books.google.it/books/about/Scritti_sulla_felicit%C3%A0.html?id=lImohuGs8Y8C&redir_esc=y

gilles27
Scritto il 27 giugno 2014 at 09:45

glare@finanza,

grazie che qualcuno conferma quanto da asserito sul Blog di Ugo Bardi Effetto risorse. Ugo Bardi dice che non è vero….

Credo che non ci saranno nuovi conti energia, la speranza è quella che il prezzo del pannello FV Scenda ancora un po’ …. e poi una volta installato sperare che il prezzo dell’energia salga. Credo che con il prezzo intorno a 1200 euro a kw sia comunque da fare… in ottica di aumento del prezzo dell’energia poi venduta… ciao.

glare
Scritto il 27 giugno 2014 at 09:56

kry@finanza,

Gli attuali Pannelli fotovoltaici hanno un rendimento compreso tra i 18-20 % , i più moderni a refrigerazione arrivano intorno al 24%..(non dimentichiamo il costo energetico di produzione!!)

Ad oggi esistono 2 progetti sperimentali a Berlino e a Torino in cui si studiano pannelli di tipo biologico, uno utilizzerebbe la creazione di energia da parte di batteri, l’altro il sistema della fotosintesi.
Si sostiene che questi pannelli dovrebbero costare 1/20 degli attuali ma con minor rendimenti.

Tuttavia per me il futuro non è il fotovoltaico ma il solare a concentrazione, ad oggi presente solo in Danimarca e in California.
il problema è la temperatura che raggiunge il Vapore solo 350°C infatti per avere un buon funzionamento bisognerebbe generarne almeno 100°C in più..
A temperature più alte si riuscirebbe a raggiungere gli stessi rendimenti di un impianto a vapore Tradizionale (ma senza avere alcuna energia spesa per la combustione) e si potrebbe garantire persino uno spillamento per attività secondarie.

Invece nel Trentino e nelle zone fortemente boschive, un investimento utile potrebbe essere gli impianti di minicoogenerazione (produzione di energia elettrica e calore per il riscaldamento) con caldaie a biomassa solida (cippato) di dimensioni intorno ai 400-600 kW..questi permettono nei Mesi Invernali un rendimento intorno al 85%..ma nei mesi estivi, sono sicuramente del tutto inutili.

glare
Scritto il 27 giugno 2014 at 10:09

gilles27@finanza,

Non ho letto il post sul Blog, ma se non ricordo male è un professore abbastanza preparato sull’argomento e probabilmente sostiene gli elevati costi di produzione energetica dei pannelli fotovoltaici , che in un sistema chiuso come è purtroppo il nostro pianeta rendeno questo investimento un prodotto più legato alla trasformazione dell’energia che alla vera creazione di essa.

Tuttavia all’atto pratico i tempi di ritorno dell’investimento del cittadino privato sono quelli sopra riportati e questo giustifica anche perchè la Germania sia leader europeo in questa “fonte” sebbene a latitudini più alte delle nostre e con rendimenti intorno e minori al 16%

Per il resto hai perfettamente ragione in ottica di utenza che necessita di 3kW sono comunque un investimento ancora abbastanza valido, ma per utenze sopra i 25kW senza certificati verdi sono praticamente impossibili.

phitio
Scritto il 27 giugno 2014 at 10:11

gilles27@finanza,

In effetti quei numeri possono benissimo essere corretti: erano gli incentivi calcolati su un costo di impianto che poi nei fatti e’ crollato molto piu’ rapidamente di quanto si pensasse. Infatti di li a poco il valore dell’incentivo e’ stato ridimensionato di moltissimo.
Vorrei precisare che se qualcuno sta’ prendendo soldi dagli incentivi non lo sta certo facendo illegalmente. Inoltre vorrei farti presente che il doscorso degli incentivi , pensato sistemicamente, e se fatto con gente competente, allo stato non costa nulla. L’incentivo serve per velocizzare la crescita di un settore produttivo, e di solito si ripaga con il maggior gettito fiscale derivante dalla nascita di nuove imprese, e la societa’ inoltre beneficia della creazione di parecchi nuovi posti di lavoro. Gli incentivi, inoltre, non esistono solo per le energie rinnovabili, questo tipo di politica e’ stata applicata ad innumerevoli settori conomici. Non penso tu sia scandalizzato di sapere che peure le centrali a gas e carbone godono di un regime di incentivi, no? Gli incentivi possono prendere tante forme, da quella del sovrapprezzo di vendita, agli sgravi fiscali.

Gli incentivi al FV, per loro stessa natura, sono destinati ad estinguersi via via che il settore fa scendere i costi di impianto. Allo stato attuale, a mio parere gli incentivi possono essere anche tranquillamente rimossi.
Peccato pero’ che la crisi attuale stia facendo scendere i consumi elettrici. GLi incentivi peccano di essere basati su una visione di crescita permanente. in una situazione di decrescita, le rinnnovabili tagliano la gola alle convenzionali, non avendo praticamente costi di gestione e costi per la risorsa energetica. Le centrali convenzionali fanno in fallimento. I lobbisti fanno pressione per rimuovere il competitor che si avvantaggia del fatto che il sole e’ gratis.

La situazione e’ oggettivamente complessa, ma la bottom line e’ che il costo dei combustibili convenzionali , alto o basso che sara’ in futuro, sara’ sempre troppo alto rispetto alla nostra corrispondente capacita’ di spesa. Le rinnovabili hanno una rilevanza strategica in questo contesto, a prescindere dai problemi di libero mercato e di concorrenza.

gilles27
Scritto il 27 giugno 2014 at 11:57

phitio@finanza,

grazie Phitio per il confronto, vedi che non sono un Troll?
(confronto che nega il prof. Ugo Bardi)
Non sono scandalizzato per gli incentivi, ma per come sono stati gestiti.
In Germania, fin dall’inizio, hanno fatto delle tabelle, tanto costa il pannello FV, tanto di incentivo, se il pannello scende di costo, scende di conseguenza l’incentivo.
In Italia no, si “accorgevano “ sempre in ritardo che gli incentivi erano diventati alti al scendere del prezzo del pannello FV, e di conseguenza agivano con i vari conti energia. Ma in questo guazzabuglio, c’è chi sta guadagnando in modo spropositato senza rischi. Se il monte incentivi veniva gestito con maggiore saggezza, oggi si continuerebbe ad installare impianti FV, invece il settore ha avuto un boom enorme di pochi anni e adesso è collassato. Sai quante aziende che si erano “buttate” nella costruzioni di impianti sono saltate? Una marea.
Ripeto gli incentivi ci volevano per far partire il settore, ma dovevano essere gestiti in modo migliore
:|

reragno
Scritto il 27 giugno 2014 at 14:46

Anch’io personalmente sto pensando di installare i pannelli solari anche perchè in un futuro prossimo non è escluso che non avremo gas a sufficenza anche per la produzione di energia.

Con riscaldamento a legna ( per chi può averla gratis perchè ha delle piante ) e energia solare si gode di un minimo di indipendenza.

phitio
Scritto il 27 giugno 2014 at 16:05

gilles27@finanza,

Nessun dubbio che la politica degli incentivi sia stata fatta con i piedi, ma questo per queste cause principali
1) incompetenza dei legislatori dal punto di vista tecico
2) presenza di spinte contrapposte all’interno della compagine di governo, dettate da interessi contrapposti, favoriti dal turbinio di governi diversi, ciascuno intento a distruggere il lavoro del governo precedente, “a prescindere”
3) incapacita’ di pensare sistemicamente.
4) incapacita’ di prevedere lo scenario energetico futuro. QUesto pero’ e’ un male internazionale.

A mio parere, un must e’ avere il solare termico in ogni casa. Sono pochissimi euro di spesa e un ritorno energetico solido.

Poi se si vuole, fare il fotovoltaico, con il tetropensiero bene fisso in mente che potrebbe essere necessario implementare prima o poi un isola. Non si puo’ affatto contare sulla stabilita delle forniture elettriche della rete, nel prossimo futuro.

Si stanno avvicinando tempi difficili, molto difficili. Per la fine di questo anno potremmo sperimentare i primi razionamenti energetici dai tempi degli anni 70.

La situazione internazionale fa presagire che nei prossimi 4 anni avremo un nuovo aggravamento generalizzato della crisi economica. In questo contesto, vedere Renzi e le sue politiche mi fa ridere per non dover piangere. Non parliamo poi del M5S, quello fa solo piangere.

Ci sara’ molto da perdere nei prossimi anni, e molto da reimparare.
Buona fortuna a tutti.

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 16:14

gilles27@finanza,

phitio@finanza,

Secondo me il primo conto energia era influenzato dal fatto che si rischiavano multe in base all’accordo di Kyoto. Mi spiego, piuttosto di pagare le multe si è preferito premiare/regalare gl’investitori nel fotovoltaico.

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 16:18

phitio@finanza,

+++ ” La situazione internazionale fa presagire che nei prossimi 4 anni avremo un nuovo aggravamento generalizzato della crisi economica.
Ci sara’ molto da perdere nei prossimi anni, e molto da reimparare.
Buona fortuna a tutti. ” +++ Quindi secondo te se uno avesse la possibilità di spendere 7/10 mila euro per un impianto fotovoltaico 3/4 kw lo faresti senza pensarci.

glare
Scritto il 27 giugno 2014 at 16:35

kry@finanza,

Kry sicuramente si , ma dipende da dove sei.. potrebbero bastare anche soli 2 KW..

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 17:06

glare@finanza,

Grazie per la disponibilità e le ulteriori risposte. Ultima bolletta 180€ con 4200kw annuali e tariffa bioraria con ampia possibilità di spostare il consumo in autoconsumo. Pensavo a 9 pannelli sunpower da 327 e inverter danfoss DLX 2,9 con preventivo 7800€ iva inclusa. Posizione Sud 45° ovest latitudine torino-milano-venezia. Ciao.

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 17:09

kry@finanza,

Ciao dimenticavo riscaldamento a legna e possibilità di consumare l’eccesso estivo con pompe calore al momento inutilizzate.

glare
Scritto il 27 giugno 2014 at 19:08

kry@finanza,

Dati di input:Vicenza – Verona

– Latitudine: 45°26.3′; longitudine: 10°58.5′
– Azimut: -45(sud ovest)
– Inclinazione rispetto al piano orizzontale: 40-44 tilt massimo di quelle zone
– Modello per il calcolo della frazione della radiazione diffusa rispetto alla globale: UNI 8477/1
– Coefficiente di riflessione del suolo: 0.2 (albedo a tetto)
– Unità di misura: Wh/m2
– Calcolo per tutti i mesi

180 euro in bolletta dovrebbero corrispondere a circa 3900 kWh annuo
Fornitura utenza 4,2kW

Risultato Irraggiamenti:

Mese
Nessuno ostacolo Orografico

Rggmm su sup.incl.

Gennaio 2593.1 Wh/m2
Febbraio 3455.7 Wh/m2
Marzo 4499.9 Wh/m2
Aprile 4996.5 Wh/m2
Maggio 5493.3 Wh/m2
Giugno 5785.8 Wh/m2
Luglio 5955.7 Wh/m2-
Agosto 5397.4 Wh/m2
Settembre 4660.7 Wh/m2
Ottobre 3442.2 Wh/m2
Novembre 2591.6 Wh/m2
Dicembre 1920.6 Wh/m2

Radiazione globale annua sulla superficie inclinata: 1547 kWh/m2 *0,95= 1470 kWh/m2

Rendimento Impianto 0,78 (1470*0,78) = per coprire il fabbisogno energetico si dovranno installare:

3900 kWh / 1146 kWh/kWp = 3,40 kWp

sunpower Modulo E20 327

3400/327Wp=10,39 pannelli dovresti prendere almeno 1 pannello in più se non 2 con i tuoi attuali consumi
soprattutto per i mesi invernali oppure ridurli a meno di 3000.

Per il prezzo è abbastanza buono ma credo tu possa trovare di meglio..

kry
Scritto il 27 giugno 2014 at 21:23

glare@finanza,

Grazie per la valutazione positiva sulle mie capacità e per tutti i dati forniti. 9300€ per 12 panelli, ma mi stà condizionando il fatto che sopra i 3kw potrebbe aumentare la rendita catastale con le relative tasse. Un link consigliato per trovare di meglio? Magari interessa anche a qualcun’altro. Ciao.

glare
Scritto il 28 giugno 2014 at 00:24

Se non ricordo male i Sun Power sono davvero ottimi , gli E20 hanno un rendimento nominale di 20,4 o 20,5 la cifra è molto elevata perchè hanno una buona produzione per superficie di impiego,..sono quasi come i mitsubishi..

Se il tetto ha una superficie > 30 mq come credo che sia ti conviene andare su pannelli meno costosi e più semplici..anche con rendimenti intorno al 18.. recuperi la potenza che deve essere intorno ai 4kW aumentando la superficie di copertura.

Quello che più importa è non prendere gli amorfi, cerca il fattore di copertura della tua zona è presente nella vecchia normativa UNI 8477/2 disponibili su internet..per trovare i pannelli migliori.
I policristallini generici costano a partire da 1000 euro/kW quelli della Bosh 1300/kW..con 7000 euro dovresti farcela..

Fatti fare anche un preventivo da enel Green Power hanno impianti con rendimenti complessivi leggermente minori, se le cose non sono cambite dagli ultimi due anni dovrebbero essere intorno al 72,5% quindi avrai necessità di almeno 14 pannelli dei loro generici da 315kWp ma fanno tutto loro dalla modulistica alle detrazioni fiscali e ti danno l’impianto chiavi in mano.

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