ITALIA… UN PARACADUTE SOVRANO PER LE BANCHE.

Scritto il alle 11:30 da icebergfinanza

Mentre in Italia scopriamo che in fondo bastano 80 euro per uscire dalla crisi e che i fondi di investimento esteri non solo speculatori ma solo investitori che fanno la fila pregando per investire da noi ovviamente alle nostre condizioni suppongo, pare che in silenzio l’Unione Europea e la Banca Centrale Europea stiano pregando il Governo di costruire in fretta un solido paracadute per le sue banche, ovviamente con i soldi del sempre entusiasta contribuente italiano…

...Nel vortice di iniziative del governo, ce n’è una che spicca per il silenzio in cui è avvolta. Non è mai entrata nelle slide di Matteo Renzi a Palazzo Chigi e neppure il Tesoro ne parla in pubblico. Ma in entrambi i palazzi della politica economica è ormai chiaro che si tratta di una scelta sempre più difficile da rinviare. Pressing Ue sull’Italia: “Subito il paracadute per salvare le banche…

un paracadute pubblico per banche private… il governo Renzi ora è di fronte a una scelta difficile. Se crea il “paracadute” pubblico per le banche dopo aver piazzato platealmente 1,8 miliardi di tasse su di loro solo poche settimane fa, sembrerà contraddittorio. Se non lo fa, rischia una perdita di fiducia verso l’Italia e nuovi tremori sui mercati del debito. La partita è aperta. Iniziare a parlarne, anche senza scriverlo su una slide, sarebbe già un primo passo.

Credo che i lettori di vecchia data ricordino bene il premio Nobel Arrow…

“Non siamo mai sicuri, in una certa misura siamo sempre ignari!
“La nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza. Grandi mali sono derivati dalla fede nella certezza.” (…) Le nostre vite abbondano di numeri, ma a volte ci dimentichiamo che i numeri sono soltanto strumenti. Pur non avendo un’anima, possono diventare dei feticci. Molte decisioni cruciali sono prese dai computer, strani congegni che divorano numeri, come mostri voraci, e che chiedono di essere nutriti con quantità sempre maggiori di cifre da masticare, digerire e risputare.”

Oggi molte decisioni cruciali sono prese dai plutocrati mondiali, dai burocrati europei, telecomandati dalla finanza, che stanno in silenzio preparando la grande festa, con antipasti, esotici, salatini alla CAC, cocktail BAIL IN prima di arrivare ad un delizioso CONTRACTUAL ARRANGEMENTS IN SALSA ALEMANNA

Come riporta Seminerio mentre fuori continua la festa,  La casa di debito europea è a costante rischio crollo

In Eurozona, oltre al credit crunch bancario, abbiamo un eccesso di debito privato che di fatto non è ancora neppure stato scalfito. Anzi, la profondità della recessione ha messo pressione a questi rapporti di indebitamento. Ad esempio, il debito privato portoghese, in percentuale del Pil, è passato dal 226,4% del 2009 al 220,4% di fine 2013. E’ evidente che, con simili numeri, cercare crescita è puramente velleitario. Non solo: sempre in modalità “è nato prima l’uovo o la gallina?”, l’alto rapporto di indebitamento contribuisce a tenere depressa la crescita, che a sua volta mette pressione al rialzo all’indebitamento medesimo, almeno sin quando non si giunge al punto di rottura e scoppiano i default, personali ed aziendali.

Che a loro volta impattano pesantemente sui conti pubblici. Il tutto viene ulteriormente amplificato dalle pressioni disinflazionistiche/deflazionistiche necessarie al processo di aggiustamento europeo. Secondo Münchau (ed anche secondo il buonsenso), il rischio che si giunga a default per evitare sollevazioni popolari ed esiti elettorali “irrazionali” è destinato a crescere.

Da qui tutte le trasformazioni al quadro istituzionale che stiamo vivendo in Europa, prima fra tutte la nuova “regola del cerino” sulla risoluzione delle banche in dissesto:

«Non sono sicuro che gli investitori comprendano. Né sembrano comprendere le implicazioni della recente legislazione Ue, che stabilisce una nuova gerarchia di chi paga quanto ed in quale ordine quando una banca fallisce. Quando la casa di debito crolla, sono loro [gli investitori], non i contribuenti, ad essere i primi della lista»

Insomma tra contribuenti e risparmiatori o investitori ho l’impressione che il giro di valzer della morte, ce lo faranno fare due volte.

Ma facciamo un passo indietro… Garanzie di Stato per aiutare le banche – Il Sole 24 ORE

A noi interessano questi brevi passaggi … Le nuove garanzie che le banche potranno acquistare dallo Stato sono finalizzate a contenere i problemi di funding delle aziende di credito, con ciò evitando che si inaridiscano i finanziamenti di medio e lungo termine.(…) «Per singola banca – specifica inoltre la norma – l’ammontare massimo complessivo delle operazioni di cui al presente decreto non può eccedere, di norma, il patrimonio di vigilanza, ivi incluso il patrimonio di terzo livello

…e ancora … Le commissioni applicate per le banche saranno in media dell’1 per cento a cui si aggiunge una fee basata sul rischio che tenga conto dei Cds senior a 5 anni relativi alla capogruppo.

Ma ora che non c’è più alcun rischio che succede a tutte queste obbligazioni, che alcune banche stanno rimborsando anticipatamente. Chi rimane con il cerino in mano? Indovinate che ci rimete tanto per cambiare.

A proposito di fee che ne dite se mettiamo delle EXIT FEES su vostri fondi e investimenti, giusto per scoraggiare fughe e riscatti di massa…

Fed looks at exit fees on bond funds

Mi raccomando non leggetelo e ricordatevi i bei tempi quando all’improvviso in una fredda sera del gennaio 2008…

Alle cronache l’ardua sentenza!

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13 commenti Commenta
kry
Scritto il 17 giugno 2014 at 12:05

Ultimamente continuo a domandarmi: vale la pena risparmiare? ( ammesso che ci si riesca ). Ormai paghiamo per aver risparmiato. Risparmiare significa rinunciare far sacrificio, valori che si son persi.

reragno
Scritto il 17 giugno 2014 at 12:41

La dittatura nel mondo è iniziata da tempo.

Un mondo schiavo della finanza che arricchisce pochi e impoverisce tutti gli altri è stato uno dei punti di critica di Papa Francesco in questi giorni.

Il castello di carte di questa mostruosa finanza si sgretolerà sotto la folata di uno dei tanti venti che soffiano sul nostro pianeta. Il mio unico rammarico che travolgerà tanti innocenti.
Ma è anche ora di riscrivere la storia di questa umanità e di ripartire dallo anno 0.

Auguri a chi ci sarà.

astonmartindb9
Scritto il 17 giugno 2014 at 13:16

Se c’è questo pericolo, che le banche saltino e con esse il mercato finanzirio, non sarebbe consigliabile l’acquisto di oro fisico ?

bano
Scritto il 17 giugno 2014 at 13:18

ragazzi ,,,,, su un poco di ottimismo,che in fondo è il sale della vita,
ahh risparmiare oggi per chi può? proprio non ne vale più la pena
meglio spendere in qualità e vivere .
IHMO…
CORDIALMENTE……

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:18

astonmartindb9@finanzaonline,

secondo me si. Ma con la consapevolezza che se salta il sistema davvero, l’oro fisico ti può tornare utile per la sopravvivenza, non per diventare ricco. Più che un investimento, un’assicurazione.

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:42

astonmartindb9@finanzaonline,

si è da un pò che lo consiglio, ma solo per il breve termine (6-9 mesi)
per il lungo termine invece l’argento che oggi quota -3 $ dal costo di estrazione ed è fondamentale per i sistemi di accumulo di energia.

gnutim
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:06

reragno@finanzaonline,

auguri anche a te, bella domanda che ci poni, difficile avere una risposta

gilles27
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:25

glare@finanza,

ORO …condivido, ma non ho capito perché solo per 6-9 mesi.

ARGENTO: condivido al cubo! ma come investi in argento? il fisico è un casino, tramite certificati, etf?

grazie!

PORTELLO
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:26

ti dico solo che con siti tipo buillionvault paghi un sacco di commissioni…
forse il fisico vero non comprato in italia

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:24

Concordo con Gilles27, un arco temporale di mesi non è adatto a chi compra oro fisico, a meno che non sia fortunato come Gastone di paperino.
In generale quando compri fisico, stai mettendo da parte soldi per i brutti tempi. Per definizione non sai quando arriveranno a picchiare duro, sai solo che quando arriveranno sarà all’improvviso, e sarà troppo tardi per la corsa allo sportello. E per questo che investi una quota dei risparmi in un’ottica assicurativa più che di investimento vero e proprio.
Gli Etf in oro e argento perdono secondo me il carattere assicurativo e rientrano in normali politiche di diversificazione del portafoglio. Ma certo non ti proteggono da patrimoniali, chiusura di sportelli bancari, blocco dei capitali, crisi dei sistemi di pagamento, nonchè truffe varie che possono essere perpretrate da chi gestisce questi strumenti. Insomma sono pur sempre pezzi di carta in cui qualcuno dice di possedere dei lingotti e tu ti devi fidare. Finchè il gioco dura, uno si può anche fidare, poi quando comincia il fuggi-fuggi, boh… buona fortuna.
L’argento è un discorso a parte. Molti credono che sia il cugino povero dell’oro, ma non è così.
Mentre l’oro è al 90% una valuta (considerata tale sia dalle banche centrali che dai comuni mortali) e al 10% una commodity, l’argento è all’80% una commodity e al 20% non si capisce bene che cosa. Infatti, in passato è stato una valuta, ma oggi non è più considerata tale, ne dalle banche ne dalla maggior parte delle persone. Nel mercato valutario XAU è una moneta sostanziosa come USD e CHF mentre XAG è un po il figlio di enne-enne.
D’altra parte, la commodity argento segue spesso i movimenti dell’oro amplificandoli, nonostante il discorso fatto in precedenza. Inoltre è una commodity che può possedere un privato in forma fisica, cosa che evidentemente non è possibile con il petrolio o il mais.
Queste ultime caratteristiche fanno il paio con un dato che emerge chiaramente negli ultimi anni: anche il picco dell’argento è stato raggiunto e superato. Però a differenza dell’oro, che è stato estratto e conservato dalla notte dei tempi, l’argento è stato per la maggior parte estratto e consumato. E la maggior parte di quello consumato nell’ultimo secolo non è recuperabile (almeno non a costi plausibili). In sintesi, gli stock di argento estratti e disponibili ad investitori ed industria sono molto modesti. Se si fermassero oggi le estrazioni, l’industria potrebbe prosciugare l’intero stock di argento disponibile sul pianeta in pochissimi anni, anche includendo oculate politiche di riciclo. E considera che non esiste pezzo di elettronica senza argento. Le proprietà antisettiche dell’argento lo rendono indispensabile in ambito sanitario, e almeno per i prossimi anni, è indispensabile per i pannelli solari (quest’ultimo punto è controverso, ma almeno per ora, è così).
Considerate le cose dette e unite al fatto che l’argento si trova oggi a prezzi ridicoli, io ritengo che comprare argento fisico sia un’ottima idea A PATTO che si abbia un orizzonte temporale lungo.
Rimane il problema dello stoccaggio domestico di argento fisico. Si, questa non la risolvi facilmente….
Infine l’argento, a differenza dell’oro, è gravato dall’iva e se lo compri virtualmente su bullionvault è soggetto a tassazione su plusvalenze e comunque sei monitorato dallo stato. Quindi ci vuole anche una certa esperienza su come procurarselo.
Ti dico solo che comunque è possibile procurarselo, seppure in quantità moderate, anonimamente presso un numismatico di fiducia, che te lo vende a prezzo quasi spot e senza iva; ma devi instaurare dei rapporti con persone di fiducia. Oppure comprarlo online sui siti tedeschi che lo vendono in forma monetata con una iva ridotta e con un premio ragionevole. (in generale però, per bene che ti vada, tra iva e premio paghi comunque un 10% sopra lo spot).
Spero di aver reso chiaro perchè ne vale la pena solo in un’ottica di lungo-lungo termine.

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:57

noise@finanza,

tutto giusto..almeno io la penso come te..poi nessuno ha la verità né conosce il futuro.
L’argento è facilmente acquistabile senza Iva e in segreto in quasi tutti i paesi ex URSS (il problema è semmai il trasporto).
Per ora è necessario per le nuove tecnologie rinnovabili, tuttavia non si sa se queste cambieranno nell’arco di 20-30 anni..(e probabilmente si)
Però oggi quota meno del costo di estrazione (credo causa surplus messicano)..e questo lo rende comunque in un ottica di lungo-lungo periodo un bene interessante.

gilles27
Scritto il 18 giugno 2014 at 09:50

noise@finanza,

glare@finanza,

concordo con quanto detto, ma il problema è come acquistare l’argento fisico… mi sono informato ed ad esempio Italpreziosi non fa il servizio di vendita dei lingotti di argento… e se anche lo facesse… 1 kg di argento oggi quota circa 470 euro, ma hai presente il volume rispetto a un lingotto d’oro da 100 grammi che quota circa 3100 euro??? un mio amico mi ha detto che a livello di amicizia qualche cosa mi puo’ trovare, m se anche trovassi 10 kg di argento poi devo avere quante cassette si sicurezza per “stoccarlo”????
…. a sto punto ho tagliato la testa al toro… accumulo ETF, sapendo che si corrono rischi… :roll:

glare
Scritto il 18 giugno 2014 at 11:17

Si purtroppo in Italia è così e prenderlo oltre confine in Svizzera costa più di 550 euro..
Gianni, un mio amico che è appassionato di numismatica,ogni volta che gli avanzano 100 euro, compra lotti da 20-25 monete di 500 lire d’argento pagandolo anche fino a 0,54 euro al grammo..
l’ultima volta che l’ho visto aveva riempito un salvadanaio enorme ( sarà stato oltre i 15 kg)..la cosa mi ha colpito, mi ha dato la sensazione di quando eravamo bambini..

Gli ho però chiesto poi come se ne libererà..ma lui è un romantico ottimista!

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