RENZI: NON CI FAREMO DETTARE LA LINEA DALL’EUROPA!

Scritto il alle 10:28 da icebergfinanza

Ieri su Repubblica in prima pagina, alla prima riga, i mentori di Renzi pubblicano …

Renzi: “Italia non si farà dettare linea da Ue” 

Va premesso che Renzi non ha detto nulla di simile, figurarsi se dopo le ultime fesserie sui Bot e sul cuneo fiscale si fidava a dire qualcosa che non potrebbe mai mantenere, visto che Padoan sa bene cosa fare!

«Il semestre europeo non deve essere solo un’occasione per fare nomine. A volte si considera l’Europa come la madre dei nostri problemi. Per me e per il mio partito non è così. Nella tradizione europeista sta la parte migliore della nostra società» 

Si lo sappiamo che per il tuo partito il problema è solo l’Italia, peccato che il tuo partito ha dominato per molti anni la scena politica italiana contribuendo in maniera determinante allo sfascio economico/finanziario ma soprattutto politico/antropologico, peccato che…

ANGELA MERKEL: AUSTERITA’…IL VENTO DELLEST

«L’Europa oggi non dà speranza – dice ancora il premier – perché abbiamo lasciato che il dibattito sull’Europa fosse solo virgole e percentuali. Noi vogliamo un’Europa dove l’Italia non va a prendere la linea per sapere che cosa fare, ma dà un contributo fondamentale, perchè senza l’Italia non c’è l’Europa».

Ribadisco che tutte le chiacchere e le illusioni che i politici oggi vi propinano devono essere accompagnati dalla realtà, ovvero da dove prendere i soldi per tenere fede alle promesse.

ROMA, 3 dicembre (Reuters) – Il vincolo Ue a mantenere il deficit/Pil sotto il 3% risale a un mondo che non c’è più e va ridiscusso per consentire investimenti produttivi, secondo il candidato alla segreteria del Pd Matteo Renzi. 

Assolutamente sì”, ha risposto Renzi a chi chiedeva se ridiscuterebbe il vincolo del 3%. 

“E’ un vincolo che risale a Maastricht, a quando l’economia europea cresceva, era un altro mondo. Noi dobbiamo tagliare i costi della politica, dei sindacati ma se non posso fare una scuola perché c’è il 3%… col piffero che continuo a seguire l’Europa, se è in mano ai burocrati”, ha detto Renzi intervenendo alla registrazione del programma di RaiUno Porta a Porta che andrà in onda questa sera.

L’Europa è in mano a burocrati, tecnocrati, plutocrati, in mano alla Troika, quindi col piffero cosa …..

 Come abbiamo visto a sei premi Nobel non piace QUESTO euro I sei premi nobel contro l’euro / Paul Krugman: «Italia ridotta a Paese

«Quando si separano dei gemelli siamesi, uno muore; così per salvare il sogno europeo bisogna sacrificare l’euro e tornare alle monete nazionali». Questa è la tesi provocatoria del libro uscito a ottobre in Francia di François Heisbourg, dal titolo “La fine del sogno europeo”, presentato alla società del Giardino di Milano alla presenza dell’economista Paolo Savona, il professore Giuliano Urbani e l’imprenditore Ernesto Preatoni. 

Un attacco alla moneta unica che viene dall’interno delle elites francesi, non da un euroscettico ma da un fervente sostenitore del federalismo europeo, nonché presidente del prestigioso think tank, International Institute for Stretegic Studies (IISS), che vuole far ripartire la costruzione del progetto europeo dalle fondamenta di un’unione politica e fiscale per poi passare a quella economica e monetaria e non viceversa. La tesi di Heisbourg: l’austerità è un errore, l’Europa si salvi abbandonando l’euro

Vedete lui non dice la Francia o l’Italia si salvino abbandonando l’euro, ma tutta l’Europa lasci perdere QUESTA UNIONE MONETARIA, questo fallimento vivente, ma lo so tu non puoi capire, continua a sognare, in fondo dopo sei anni, la colpa è tutta del debito pubblico o della corruzione, come se in Italia non ci fosse mai stata dalla notte dei tempi.

La mia soluzione è che la Germania se ne vada dall’euro, che prosegua la sua esperienza dimostrando da sola tutta la sua competitività con un marco fortissimo! Impossibile?

Bene preparatevi ad osservare le conclusioni.

Vedete il problema è che in un paese di fessi è difficile far comprendere che la questione non è solo politica ma soprattutto tecnica, ora che i danni della finanza e della politica sono palesi.

Ci sarà sempre qualche imbecille che prenderà la Grecia come esempio del successo dell’euro o qualche altro gemello siamese che dirà che l’austerità sta portando i suoi frutti.

 «Quanto all’Italia ha ancora un’industria, un avanzo commerciale e una svalutazione monetaria vi favorirebbe. Inoltre vi permetterebbe di monetizzare il debito. In Francia, invece, non avremmo molti vantaggi, mentre la Germania avrebbe un rivalutazione della moneta che con l’euro e stata frenata. In conclusione l’esperimento dell’euro è fallito».

 In Francia, invece, non avremmo molti vantaggi, ma questo noi lo sappiamo, Machiavelli lo sa perfettamente, non solo non avrà molti vantaggi ma … ma questa è un altra storia, la verità è figlia del tempo!

Ah dimenticavo In America va tutto bene, i dati escono che sono una meraviglia….la prossima settimana Machiavelli un uomo tutto d’oro!

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38 commenti Commenta
dorf001
Scritto il 26 febbraio 2014 at 11:36

ciao capitano. mi rivolgo direttamente a te. senti questa. ieri sera, per sbaglio ho visto 2 minuti di ballarò. in cui quella sottospecie di giornalista chiamato floris ha intervistato bimbo renzi.

il quale ha detto più o meno cosi’ : io tengo vonto di quello che dicono i professori della bocconi.

e pure l’opinione di grnadi economisti come giavazzi e alesina. dopo di questa frase, mi ha preso il vomito e ho girato subito. capito come ragiona il pupo? più euro per tutti.

benevenuti nell’euro-lagher. senti andrea. ma quando ritorna renzino a baciare l’anello ad angelina? senza dimenticare obama e cameron ehh!!!

senti ma…. nel suo mega progetto, e per farlo gli servono 100 miliardi, si ricorda del reddito di cittadinanza? tu sai bene andrea il mio caso. ma lui, il bimbetto sà gli importa che ci sono 9 milioni di persone disperate come me?

o gli interessa solo le sceneggiate delle scuole, l’integrazione tra bianchi e neri? e i gay? importante ora che si sposino, e che pure abbiano figli. della serie : uteri in affitto.

ma torniamo ai disperati. non li ha menzionati nel suo discorso. secondo te andrea, lui ci pensa o no a quelli come me? che piano operativo ha in merito?

ultima domanda x te andrea. io voglio sapere perchè il pdl + pd + udc + monti hanno bocciato il reddito di cittadinanza presentato dal M5S. che ha la copertura. e perchè c’è in tutta europa e qui in italia si rifiutano d darcelo. come mai?

grazie per le risposte.

DORF

paover
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:29

Andrea,
ed intanto altra asta titoli tedeschi “tecnicamente non coperta” eppure il tasso non era malvagio…. che succede?

icebergfinanza
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:36

dorf001@finanza,

Mi dispiace ma non ho risposte da darti … sette anni di crisi hanno dimostrato che l’avidità, l’egoismo e l’esaltazione ideologica, distruggono anche la Speranza. ma un miracolo è sempre possibile…anche se la storia racconta tutt’altro. Ci sono tante possibilità a partire dalla condivisione, dalla cooperazione, ma in pochi sanno ascoltare.
Guarda dentro di Te, non sentirti solo siamo in tanti, dentro di Te hai la risposta per andare avanti…abbiamo il diritto e il dovere di continuare a sperare
Andrea

veleno50
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:42

i bamboccioni devono smettere di lamentarsi e stare davanti al computer tutto il giorno.montato pavimento per esterni tutti gli operai albanesi,ritiro immondizia tramite hera metà personale di colore,distribuzione pubblicità tutta straniera ,lavoro nei campi solo stranieri,elettrolux Forli turni notturni solo stranieri,ristoranti dipendenti quasi tutti stranieri,pulizie condomini solo stranieri,infermieri tanti stranieri.i nostri vogliono il reddito di cittadinanza poi cosa volete il capuccino e la pasta a letto. prendete su alzate le chiappe e andate a cercarvi un lavoro oppure inventatelo ci sono in giro migliaia di giardinieri tutti pensionati portategli via il lavoro,denunciateli muovetevi non lamentarsi continuamente pensando che renzi risolva il tuo problema

gnutim
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:54

veleno50@finanza,

non essere così semplicistico, m atu ce lo vedi un 55 enne fare il cameriere? Raccogliere i pomodori x terra? fare i turni sul tornio alle 5 di notte? fare le pulizie in casa di altri?

Ci sono attività che possono fare solo giovani, altre preferibilmente donne, altre mansioni persone con cultura e preparazione elevata, non è così semplice come dici tu.

La soluzione NON E’ IL REDDITO DI CITTADINANZA perchè è un provvedimento che non mette in moto nulla è una uteriore pensione/spesa a fondo perduto. E soprattutto è insostenibile nel medio/lugo periodo.

Secondo te il nostro sud (con tutto rispetto) è un esempio di virtuosismo economico? Non si lavoro soprattutto sotto lo stato? Ti sembra che vada tutto a gonfie vele e la genta sia contenta e felice?

Pensa prima di sparare bischerate :)

gnutim
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:57

l’unica nostra speranza è toglierci il FISCAL COMPACT dalla costituzione, sforare il mittico 3% tagliare il cuno fiscale sul alvoro un bel pò e ridere speranza e fiducia a persone e imprenditori.

Eppoi non è neanche detto che basti, perchè senza una cultura energetica nazionale non si campa un cakkio

alessandroecristina
Scritto il 26 febbraio 2014 at 13:27

europaaaaa cosa dice Zapatero….e sarà vero…?….http://www.dagospia.com/rubrica-29/Cronache/zapatero-svela-come-sark-e-merkel-volevano-commissariare-litalia-chiedere-lintervento-dei-commissari-del-68105.htm in ogni caso merita leggerlo…

veleno50
Scritto il 26 febbraio 2014 at 13:41

gnutim@finanza,

raccogliere rifiuti e fare il cameriere fare il giardinere etc etc ti chiedono la carta d’identità? ovvio che sono lavori poco gratificanti se non hai reddito, l’unica cosa da fare è rimboccarsi e cercare non aspettAre la manna dal cielo(Renzi) poi le bischerate da buon toscano le spari tu

icebergfinanza
Scritto il 26 febbraio 2014 at 13:47

veleno50@finanza,

Non provocare!

veleno50
Scritto il 26 febbraio 2014 at 13:51

icebergfinanza,

strano pensavo leggessi tutti i commenti,comunque non cederò più in tentazioni,ciao buon lavoro

luigiza
Scritto il 26 febbraio 2014 at 14:09

In Francia, invece, non avremmo molti vantaggi, ma questo noi lo sappiamo, Machiavelli lo sa perfettamente,..

Ma Hollande la Poire lo sa? :mrgreen:

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 14:16

gnutim@finanza,

perchè perdete tempo dietro il fiscal compact ? è un patto nato morto, la regola che impone la riduzione del debito entrerebbe in vigore nel 2016 ben oltre la data di avvio della prossima recessione globale, bel oltre la data di avvio di un conflitto in medio oriente e ben oltre la fine dell’euro. Questo è il mestiere di Renzi e la ragione per cui è stato messo lì. Gli hanno imposto Padoan ma è solo un intralcio. Tutto quello che leggete, quello che pensate è contro la realtà. quando leggete una cosa pensate al suo contrario e sarete sicuramente più vicini alla verità. Sono solo gruppi di potere l’un contro l’altro armati a dividersi gli avanzi di un lauto pranzo, l’assetto post seconda guerra si è ormai sgretolato, paesi amici non lo sono più, paesi coesi sono divisi al loro interno, il livello di collaborazione tra le nazioni è al minimo dal 1914. Prendete l’atlante De Agostini di 30 anni fa e contate il numero dei paesi, poi contate quanti ce ne sono oggi e quanti di questi sono oggi instabili o del tutto falliti, pericolosi e infrequentabili. Nel 2030 la lista sarà molto più lunga e comprenderà parte dei paesi europei. Spagna e UK sono i più vicini a dividersi, poi toccherà all’entità fantasma chiamata Italia e così via. Sono tasselli del collasso globale che lentamente e del tutto inevitabilmente stiamo vivendo (e mica tanto al rallentatore).

paover
Scritto il 26 febbraio 2014 at 14:30

john_ludd@finanza,

condivisibile al 100%!
la storia è solita ripetere se stessa, tranne nella violenza che tende generalmente ad aumentare

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 14:53

paover@finanza,

è una vecchia tiritera quella della storia che si ripete. Invece no, la storia non si ripete mai, ci sono schemi comportamentali che essendo geneticamente programmati e culturalmente amplificati tendono a ripetersi. L’uomo è fratello quando le cose vanno bene e c’è molto cibo da dividere, cane mangia cane quando le difficoltà sono estreme e tutto un ventaglio di possibilità tra i due estremi. Per il resto, siamo 8 miliardi, con un clima impazzito, con risorse in esaurimento, quando mai è accaduto prima ? No, la storia non si ripete e da essa possiamo imparare molto poco.

paover
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:02

john_ludd@finanza:
paover@finanza,

è una vecchia tiritera quella della storia che si ripete. Invece no, la storia non si ripete mai, ci sono schemi comportamentali che essendo geneticamente programmati e culturalmente amplificati tendono a ripetersi. L’uomo è fratello quando le cose vanno bene e c’è molto cibo da dividere, cane mangia cane quando le difficoltà sono estreme e tutto un ventaglio di possibilità tra i due estremi. Per il resto, siamo 8 miliardi, con un clima impazzito, con risorse in esaurimento, quando mai è accaduto prima ? No, la storia non si ripete e da essa possiamo imparare molto poco.

condivido quello che scrivi soprattutto in merito al clima ed al sovrappopolamento, ma sulle risorse no; il senso di “disperazione” perché qualcosa finisce deve avere attanagliato più o meno nello stesso modo anche chi ha vissuto prima di noi ma poi ha dato il la ad un mondo “nuovo”, non siamo ancora una specie in via di estinzione (nonostante ce la si metta tutta) :-)

reragno
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:02

Quo usque tandem homine politico abutere patientia nostra????

mannoz
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:16

john_ludd@finanza,

beh , società che sono implose ce son già state j.diamond ci ha anche scritto un libro molto interessante, ” collasso” appunto , la cosa che cambierebbe stravolta è la scala di grandezza,ma è già accaduto… :?

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:24

paover@finanza,

l’uomo è una specie resistente, è la nostra civiltà attuale che è in esitinzione

thundermarc
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:29

la barzelletta del giorno
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/la-svizzera-non-e-piu-un-posto-sicuro-dopo-ubs-guai-anche-per-il-72608.htm

2-CREDIT SUISSE: I MANAGER NON ERANO AL CORRENTE DEL FATTO CHE GLI IMPIEGATI STESSERO AIUTANTO I CITTADINI AMERICANI A FRODARE IL FISCO
Da ‘Bloomberg’

Credit Suisse, la seconda maggiore banca svizzera, ha fatto sapere che i propri top executive non erano consapevoli del fatto che gli impiegati stessero aiutando i cittadini americani a trasgredire le leggi sulle tasse.

“Mentre la condotta scorretta degli impiegati ha violato le nostre policy, ed era sconosciuta al nostro management, ne accettiamo la responsabilità e siamo profondamente dispiaciuti per le azioni di questi impiegati”, ha scritto il gruppo con base a Zurigo in una testimonianza scritta dell’amministratore delegato Brady Dougan, che dovrebbe essere sentito oggi da una commissione del Senato statunitense.

I risultati di una indagine interna “hanno mostrato che alcuni private banker con base in Svizzera hanno fatto di tutto per nascondere la loro cattiva condotta al management di Credit Suisse”, sostiene la banca nella testimonianza. Inoltre, sempre a detta dell’istituto elvetico, i metodi che il Senato Usa ha usato per stimare l’ammontare di asset sono stati “problematici” e hanno condotto a risultati “non affidabili”.

La banca svizzera ha infine dichiarato di avere già fornito informazioni sui clienti collegati alla vicenda alle autorità americane, nei limiti delle leggi elvetiche, e si è detta pronta a fornirne ulteriori. Credit Suisse ha colto l’occasione per chiedere al Senato di ratificare il nuovo trattato sulla doppia tassazione con la Svizzera, che permetterebbe alla banca di fornire nuove informazioni.

gnutim
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:33

caro veleno sai un poco da Troll, comunque io sono della terra colpita in due anni da terremoto, tromba d’aria e inondazione….. e non sono per nulla toscano nè rosso.

meglio far uscire commenti dalla testa che dallo stomaco :))))))

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:34

mannoz@finanza,

Diamond ha scritto una serie di libri eccellenti cercando indizi sia sui motivi che portano allo sviluppo delle civiltà che sul loro collasso. Non è il solo ma tra i più illustri. Ci sono somiglianze ma anche grandi differenze, tra le prime risalta che nessuno dei grandi imperi sembra “essersi accorto” del proprio collasso e poco o nulla ha mai fatto per riformarsi e mutare pelle. E’ così anche questa volta, non un giorno, ora. Il punto massimo della parabola di questa civiltà (the american way of life) è stato a inizio 70, seguito da una prima crisi energetica, una rapida ascesa verso un picco secondario e il passaggio a una fase di declino che nasce tra la metà degli anni 80 e i 10 anni successivi. Ora siamo in pieno declino, lo dimostrano TUTTI i numeri, economici, sulla disponibilità di risorse, sullo stato di progressiva disgregazione della società, nessuno escluso.

mannoz
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:43

john_ludd@finanza,

esatto nella sua analisi la cosa che più mi aveva colpito era l’assoluta impreparazione al collasso che sarebbe avvenuto…

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 16:03

mannoz@finanza,

c’è un gruppo sparuto di scienziati che ritiene che l’incapacità da parte dell’uomo di accettare la realtà quando essa non è in linea con le sue aspettative sia genetica e una delle chiavi della nostra evoluzione. In breve, noi sappiamo che dobbiamo morire che la vita sarà un mezzo inferno sin da quando vediamo morire il nonno etc… da quando esistiamo e sino a pochi decenni or sono (e solo qui in occidente) siamo stati circondati dalla morte, dalla malattia e dalla sofferenza. Per superare questa situazione, meccanismi evolutivi hanno selezionato coloro che erano predisposti a ignorare la realtà e proiettarsi verso un futuro comunque migliore. Di recente abbiamo incontrato il legame idrogeno-carbonio uno straordinario metodo naturale una tantum per la realizzazione di pile chimiche naturali e siamo schizzati a velocità supersonica verso un futuro dove le nostre difficoltà materiali venivano progressivamente eliminate e sostituite da ampi surplus. Sino a ora dove al contrario questa attitudine “di montare sempre occhiali rosa” potrebbe invece farci regredire a velocità supersonica. Detta così è solo per rendere l’idea, davvero interessante, devo approfondire.

kry
Scritto il 26 febbraio 2014 at 16:09

john_ludd@finanza,

” Il punto massimo della parabola di questa civiltà (the american way of life) è stato a inizio 70,… ” per cui la scelta del 15 agosto 1971, a Camp David, fatta dal presidente statunitense Richard Nixon, nell’ annunciare la sospensione della convertibilità del dollaro in oro non è del tutto casuale.

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 16:50

kry@finanza,

lascia perdere questi tentativi di trovare una singola relazione causa effetto e quello è solo un evento storico rilevante che raccoglie gli effetti di scelte di 25 anni prima. Una data secca non esiste e non può esistere, questi sono cicli storici secolari. Il picco (che per un pò è un plateau) è identificabile dal momento in cui erano al massimo livello una serie di parametri non solo economici ma anche sociali e di aspettative. La grande crisi del ceto medio che è la classe che espandendosi nel dopoguerra ha creato la ricchezza non solo materiale dell’occidente, è iniziata a metà anni 80 quando i salari reali hanno smesso di crescere e la fase di accumulazione di capitale ( cioè risparmio) è stata sostituita dall’accumulazione di debito (cioè credito). La fine della fase dell’ottimismo coincide invece con la prima grande crisi energetica del 73, qui iniziano a cambiare le aspettative di lungo periodo. Questa la ragione per cui pongo l’apogeo in questo spazio temporale. Nei diversi paesi ci sono sfasamenti evidenti e in alcuni piccoli il picco non è ancora stato raggiunto.

I grandi trend secolari sono 4:
1) aumento della popolazione
2) esaurimento delle risorse naturali a basso costo
3) globalizzazione mal pensata e peggio gestita
4) progressivo aumento dell’inquinamento e dei costi ambientali non contabilizzati che andrebbero in sottrazione al PIL globale, di cui l’aumento della percentuale di CO2 è solo una delle componenti e neppure la peggiore. Siamo come una strana azienda che falsifica i bilanci non mostrando la quota di ammortamento e che pretende di continuare a valutare al costo storico i macchinari (ovvero la biosfera e l’insieme delle risorse energetiche e minerali che stiamo depauperando)

gilles27
Scritto il 26 febbraio 2014 at 17:34

dorf001@finanza,

..non so per quale motivo definisci il giornalista Giovani Floris “sottospecie di giornalista”. non sarà il massimo, ma sicuramente non il peggio. Forse preferisci il buon Minzolini, oppure il buon Giovanni Toti, oppure il buon Vespa, oppure il buon Emilio Fido?

veleno50
Scritto il 26 febbraio 2014 at 17:53

Giornata storica per i sostenitori del grillismo,epurazioni stile ???? bot semestrale 0,455% minimo storico novembre 2011 bot semestrale 3,57% non male come differenza.

dorf001
Scritto il 26 febbraio 2014 at 17:55

gilles27@finanza,

era ironico. non si era capito? non me ne piace nessuno. non vedo nessuno di valido. che possa essere definito “buon” giornalista.

floris è un ottimo zerbino. se leggessi questo sito da anni e anni come me, avresti letto che mazzalai (lui lo ha scritto) datemi mezz’ora a ballarò che ci penso io (andrea) a smontare le loro tesi.
ma andrea sà benissimo che MAI ! lo chiameranno. vorrai mica che al popolo gli venga detta la verità. il popolo DEVE DEVE DEVE rimanere nella più totale ignoranza. floris ci riesce benissimo in questo intento.

io se leggessi, ho cercato in tutti i modi di portare MAZZALAI in televisione. ho chiamato delle tv locali venete. nada..nulla….niet. figurati in rai.

eppoi lo sai no che rai 3 la chiamano tele pd. li’ ci sono i pasdaran dell’euro truffa. guai a parlar male dell’euro e dell’unione europea. ti sparano.

ti ricordo che l’informazione italiana è al 70esimo posto nl mondo. siamo a livello del burundi. sei contento? è questa l’informazione NON libera che vuoi per i tuoi figli? io no!!!!

ti consiglio un libro facile facile. costa poco.

Beppe Lopez – LA CASTA DEI GIORNALI- altro che gian antonio stella. quello ha paura a parlar male del suo padrone. il corriere della sera.

leggi il libriccino che ti ho detto. troveari tanti bei numerini, cioè soldi, milioni , che tu cittadino dai x tenere in vita questi giornali falliti. sono falliti da anni. ma…dove è il loro grande capitalismo? il rischio d’impresa? il…faccio tutto io. vi faccio vedere io quanto son bravo. invece no. si mettono a piangere a vanno da papà stato. papà papà aiuto. mi dai una mano? ho fallito. ce li metti tu i soldi? si va bene. si va bene. tanto ci sono i gonzi che ci cascano sempre.

si chiama socializzare le perdite. lo hanno fatto pure con tutte le banche del mondo.
chiedi a MAZZALAI cosa vuol dire quella parola. te lo psiega volentieri.

ma su quella ti ricordo ci ha fatto 1000 post.

viva la rai. ottimo disservizio pubblico. il lro motto è: DEPISTARE DEPISTARE DEPISTARE.

salute a tutti

DORF

chad
Scritto il 26 febbraio 2014 at 18:58

john_ludd@finanza,

John, cosa ne pensi di Gail Tverberg? Lei nel suo modello di ‘ciclo secolare’ indica 100+ anni di crescita, 50-60 anni di stagnazione e, 20-50 anni di crisi e interciclo; se fosse esatto siamo nella fase di crisi?

dorf001
Scritto il 26 febbraio 2014 at 18:59

john_ludd@finanza,

john voglio farti un regalino. ho trovato un vechio video di report della gabanelli del 2008. si parla di energia. e della città di Schonau se non sbaglio. mi dici qualcosa in merito tu? anche su wuppertal. stasera devo andare a conferenza su cittadine eco-sostenibili. dimmi tutto quello che sai.

il regalino è che nella puntata c’è UGO BARDI. che dice la sua. occhio che è del 2008. il mondo corre e cambia in fretta.

cmq buona visione. http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-c924f837-08df-4506-8e3b-5770f3453e9b.html

p.s. inizia col mitico discorso di KENNEDY sul PIL. che è una mega cazzata, una falsità enorme. roba per i polli.

BY DORF

default
Scritto il 26 febbraio 2014 at 22:06

john_ludd@finanza,

Ciao, John. Volevo porti una domanda che mi circola in testa da un pò di tempo, una questione che in un certo senso è situata a monte di tutte le questioni specifiche di cui parli.

Come mai nei tuoi post noto quasi sempre una tendenza nell’affermare che non c’è modo di evitare il “collasso” che si prospetta? Non fraintendermi, ho letto con attenzione le cause e le conseguenze degli eventi di cui parli, con tanto di dati alla mano, e ho letto con ancora più attenzione le alternative al sistema di oggi.
Tuttavia per qualche motivo tu pensi che le alternative sono inattuabili, soprattutto per la mancanza di tempo ormai a nostra disposizione.

Ebbene, a rischio di entrare troppo nel personale, voglio ribadire la mia domanda, perfezionandola. Perchè per te non c’è più spazio per cambiare la società di oggi? Sicuro che è la realtà che vedi? O in qualche modo la tua indole soggettiva “sporca” le tue valutazioni? Te lo sei mai chiesto?

kry
Scritto il 26 febbraio 2014 at 23:05

default@finanza,

Mi permetto di darne una io magari semplice e superficiale e poi spero di godermi magari anche la risposta di John. Penso che in generale ogni persona sia come il paziente che va dal medico con i risultati delle analisi dove risulta che il colesterolo è alto. Il medico ordina al paziente di non mangiare grassi altrimenti si potrebbe incorrere in un infarto. Il paziente figuriamoci se smette di mangiare insaccati e dopo qualche anno è costretto a prendere delle medicine e ancora non contento continua con la sua vita ” beata “. Va a finire che arriva l’infarto qualcuno grazie alle cure mediche sopravvive altri muoiono. Il problema è che chi sopravvive continua per ABITUDINE la sua vita sregolata credendosi onnipotente. Oggi ci troviamo che cambiando la parola grassi con denaro ed energia e nonostante ci venga detto d’essere altruisti e pensare ad un futuro migliore per le prossime generazioni continuiamo ad essere sordi e all’infarto non manca molto tempo. Questa volta però è diverso perchè chi sopravvive dovrà farsene una ragione e di necessità virtù adattarsi ad un nuovo stile di vita.

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 23:28

default@finanza,

la civiltà in cui viviamo è ad altissima intensità energetica ed elevatissimo impatto ambientale. I danni provocati sono già oggi incalcolabili e a causa dell’inerzia dei sistemi naturali ci vorrebbero secoli per ripararli naturalmente se da domani il 100% di noi entrasse in un sonno criogenico secolare. Tuttavia è forse possibile evitare un collasso completo se si attuasse una politica di decisa e immediata alternativa ma questa è resa impossibile dalle necessità pratiche che sono la somma delle necessità, dei desideri, delle aspettative di 7,5 miliardi di persone. Come tutti leggi ogni giorno della crisi economica, della disoccupazione etc… Bene, allora sai anche che esistono sostanzialmente due grandi correnti di pensiero: 1) gli “austerians” che malgrado 100 anni di evidenze contrarie ritengono che politiche come quelle imposte dalla troika siano efficaci nel lungo periodo a fronte di “dolore” oggi 2) i “keynesians” che ritengono che in caso di crisi della domanda aggregata causata da un eccesso di debito privato lo stato debba sostituirsi al privato e innescare un virtuoso processo di espansione dell’economia. Entrambi non prendono in considerazione l’esistenza di un vincolo esterno, entrambi hanno una visione economica e non chimico/fisica dei limiti allo sviluppo che è per entrambi potenzialmente infinito o, se accettano che sia finito, non lo è ora ma in un futuro lontanissimo quando non saranno loro ad occuparsi della questione. Poi ci sono 7,5 miliardi di persone, ci sono quelle abituate a un certo tenore di vita, come me e te, ed è irrilevante che parte di questo benessere sia superfluo, nella stragrande maggioranza non intendono rinunciarvi. Fai la prova su te stesso, per onestà. Ma questi sono solo il 25% di quei 7,5 miliardi, gli altri pensano correttamente di avere il diritto di avvicinarsi ad avere quello che hai tu, pensi forse di poter convincere un cinese, un indiano o un indonesiano (e sono 3 miliardi solo loro) che per loro è tardi, sorry la prossima vita andrà meglio. Altri 2 miliardi si aggiungeranno nell’arco di 15 – 20 anni (in teoria…) Comune a tutti i gruppi c’è poi l’idea che al di là delle differenze metodologiche con cui ottenere l’agognata crescita (ovvero l’espansione dei consumi) è comunque possibile ottenerla perché l’uomo è ingegnoso e ha sempre risolto i propri problemi e oggi c’è la scienza e la tecnologia etc… Innanzitutto l’uomo non ha quasi mai risolto i propri problemi, al massimo ha trovato soluzioni temporanee che o le proprie stesse azioni e/o l’ambiente esterno ha sempre cancellato costringendolo a ripartire da zero o quasi da zero. Secondo, questa è l’opinione di chi di scienza non sa nulla, ovvero il 99,99% della popolazione. Difficile spiegare loro che così non è, difficile spiegare loro che non siamo neppure lontanamente in grado di assicurare la stessa quantità di energia oggi prodotta con il fossile con altre fonti perché non disponiamo né delle conoscenze teoriche né di conseguenza di quelle tecnologiche. Il caso del solare , seppure non unico, è emblematico. Il rendimento di una cella è al massimo del 20%, ma opera al meglio solo a una certa latitudine e solo per un certo numero di ore al giorno con una forte variabilità stagionale, inoltre le sue prestazioni degradano con il tempo e dopo 10 o 20 anni a seconda della qualità sono da cambiare, mentre l’inverter necessario è ancora più delicato e le batterie opzionali per avere energia di notte durano un amen. Alla fine il “rendimento reale” (termine non corretto ma prendetelo per buono) è sotto il 6%. Vanno poi introdotti i costi energetici per la costruzione, il trasporto e l’installazione. Alla fine l’EROI scende al 3% quando il minimo per la sopravvivenza di una civiltà come la nostra è 5 volte di più. L’intera civiltà tecnoogica si è poi sviluppata sull’idea della massima efficienza economica, ovvero produrre al massimo con il minimo di costo. Sono stati quindi eliminate le ridondanze. Un ingegnere sa che un sistema che opera al meglio in prossimità del punto ottimale ed esplode appena si allontana non è robusto ma fragile e questa nostra civiltà è eccezionalmente fragile. Basta interrompere una delle infinite supply chain golbali per qualche settimana per produrre danni devastanti. Potrei continuare x ore ma siccome è tardi e queste cose le ho già scritte e le potete trovare scritte molto meglio e più estesamente altrove ribadisco il punto finale e conclusivo: il collasso si evita solo consumando molta meno energia pro/capite sin da ora ma questo come lo coniughi con una disoccupazione al 15% e in ascesa, con una disoccupazione giovanile al 40% e in ascesa ? Inoltre una quota molto maggiore di investimenti in ricerca di base sono necessari ma al contrario essi risultano in contrazione; ci si dimentica forse che quel che abbiamo ottenuto è stato finanziato dallo stato, qui, in Germania o in USA ? Ma gli stati vengono smantellati, pezzo a pezzo e i privati investono solo se sono ragionevolmente sicuri di avere un ritorno economico, cosa che non può essere garantita. Infine, ci sono buone ragioni per ritenere che le riserve fossili producibili, specie il petrolio, siano inferiori a quello che si ritiene. Ecco perché, in estrema e quindi limitata sintesi, ritengo ci sia un collasso nel nostro futuro di medio/lungo periodo, preceduto da quello che viviamo oggi, una lenta agonia, una successione di illusioni e ricadute, il passaggio da un punto di minimo metastabile a uno successivo sinché un giorno ci fermeremo molto più in basso e saremo molti di meno. Allora ripartirà un nuovo ciclo multi secolare. Ciao e non ti preoccupare troppo, non puoi farci niente.

kry
Scritto il 27 febbraio 2014 at 00:17

“……In questo contesto, il termine “tecnologia” viene spesso usato come soluzione miracolosa che eliminerà per sempre tutte le paure dell’esaurimento e, allo stesso tempo, risolverà i problemi di inquinamento. Infatti, alcune teorie attuali cercano di quantificare il modo in cui la tecnologia può aumentare la produzione di risorse minerali in declino e alcuni sostengono che l’esaurimento può essere sempre superato in questo modo. In pratica, quando il processo di estrazione e produzione viene esaminato in dettaglio, vediamo che non ci sono semplici scorciatoie che possano aggirare i fattori fisici fondamentali coinvolti. A meno che non assistiamo ad una vera svolta che possa aumentare sostanzialmente e rapidamente la produzione mondiale di energia (senza aumentare l’inquinamento!), dobbiamo rassegnarci al fatto che la produzione di beni minerali è destinata a declinare in futuro o – che è la stessa cosa – i beni minerali continueranno nella loro tendenza di aumento del prezzo. In futuro, la società industriale dovrà imparare come funzionare con una ridotta fornitura di risorse minerali: può essere fatto diventando molto più efficienti e usando materiali rinnovabili e fonti di energia rinnovabile. Dovrà anche imparare a riciclare le risorse efficientemente in modo tale da chiudere – per quanto possibile – il ciclo di produzione.” ++++ Il resto lo trovate qui http://ugobardi.blogspot.it/2014/02/la-questione-minerale-come-energia-e.html#more

default
Scritto il 27 febbraio 2014 at 00:45

john_ludd@finanza,

In sintesi ritieni che i dati a nostra disposizione ci diano una visione più o meno nitida del futuro.
Non sono preoccupato, dico solo che a volte l’obiettività va a farsi friggere e prevalgono sentimenti soggettivi nei confronti del genere umano, tanto da portare a pensare che non ci sia scampo.

Se ci sono margini di successo, perchè ignorarli? E in questo caso ne approfitto per rispondere anche a kry… Alla base del ragionamento di entrambi c’è la convinzione intrinseca di avere tra le mani un modello, più o meno approssimato, dell’evoluzione degli eventi. Non preoccupatevi, vedo chiaramente il quadro che mi presentate, non vedo molte possibilità di sfuggirvi, ma spesso ci si dimentica che è, per l’appunto, approssimato….
Ci sono molte variabili in gioco che voi date per scontate, una fra tutte il fatto che A PRIORI una percentuale vicina al 99% della popolazione mondiale ignorerà la nostra voce (anzi direi vostra, dato che io ammetto di essermi mosso poco finora per convincere chicchessia)

Ripeto, il mio non è ottimismo estremo, ma, se vogliamo, un realismo ancora più spinto, dato che sto affermando che nessuno può essere sicuro di quello che verrà….
Ci ttengo nuovamente a precisare che i modelli che presentate sono validissimi, ma voi mi sembrate oltremodo sicuri che pochi ascolteranno e che, citando proprio john, non possiamo farci niente…. Ma ognuno dovrebbe chiedere a se stesso: è davvero così? Stiamo facendo il massimo per attutire la caduta il più possibile? O ci stiamo abbandonando al lassismo?

kry
Scritto il 27 febbraio 2014 at 01:52

default@finanza,

Avevo premesso che ero superficiale e ammetto che fin che scrivevo mi ero accorto che stavo per essere troppo generalista ( come dici tu includere il 99% ). E’ vero che non bisognerebbe mai generalizzare e pensavo che fare l’esempio specificando solo il paziente con il colesterolo fosse sufficente per non includere tutti. Sicuramente incide il fatto che io non sono così ottimista come persona, penso che pochi ascoltano e non molto tempo fa ho scritto : dal dire al fare c’è di mezzo l’ascoltare una virtù in via d’estinzione. Alle tre domande io rispondo così. Penso che sia così comunque non con certezza assoluta, mi sto impegnando ammettendo di non dare ancora il massimo consapevole di rischiare d’abbandonarmi al lassismo e questo lo imputo al mio scarso ottimismo ed alla facilità con cui mi lascio influenzare. Sul fatto che non possiamo farci niente bisognerebbe approfondire cosa intendiamo perchè se pensiamo di continuare a vivere diversamente da come si viveva negli anni 50 allora si non possiamo farci niente e comunque si continuerà a vivere. Io ci provo se son rose fioriranno ricordandomi prima di regalarle che hanno le spine. Ciao e grazie.

gnutim
Scritto il 27 febbraio 2014 at 09:37

la ottima RBS pubblica i dati, penasno di migliorare il bilancio quest’anno col gioc delle tre carte e un poco di licenziamenti:

Royal Bank of Scotland (Rbs) ha chiuso il 2013 con la maggiore perdita dal 2008, quando ricevette gli aiuti di Stato. Il risultato netto nel 2013 è stato negativo per 8,995 miliardi di sterline, vale a dire quasi 11 miliardi di euro, peggiorando rispetto alla perdita di 6,1 miliardi di sterline dell’anno prima. Alla luce di questa performance, Rbs ha annunciato anche un nuovo piano strategico che prevede la ristrutturazione della banca da sette a tre divisioni: Personal & Business Banking, Commercial & Private Banking e Corporate & Institutional Banking. L’istituto britannico punta a ridurre i costi dagli attuali 13,3 miliardi di sterline a 8 miliardi nel medio termine.

PS: da notare che prevedono “SOLO 8 MILIARIDI DI PERDITE IL PROX ANNO” mica male, ma chi paga?

Tu Andrea che dici?

john_ludd
Scritto il 27 febbraio 2014 at 10:52

gnutim@finanza,

RBS era fallita ed è stata nazionalizzata. Non potendo fare emergere tutte le perdite in una volta sola, dato che ammontano a qualche centinaio di miliardi, lo fanno poco per volta sperando nel frattempo di guadagnare con l’attività ordinaria in modo da diluirle, operazione non possibile. Ci sono almeno 20 – 30 trilioni di perdite nel sistema finanziario e sono tutte lì. Dato che quello che chiamiamo denaro è solo un costrutto artificiale della mente umana, riflessa da quell’edificio formalmente corretto ma che nulla di reale significa, chiamato partita doppia, tutta dura sinché l’illusione continua. Come diceva Quelo la risposta è dentro di noi ma è sbagliata.

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