BANKERS & POLICY MAKER … PSICOPATICI CRIMINALI!

Scritto il alle 11:49 da icebergfinanza

 

 

 

 

 

 

 

 

Probabilmente sono in pochi quelli che hanno la reale percezione di quello che sta accadendo dietro il mondo della finanza speculativa un mondo non mi stancherò mai di ripeterlo popolato di pericolosi criminali legalizzati, cocainomani psicopatici che andrebbero internati direttamente ai lavori forzati!

Sul Corriere della Sera si legge che per la truffa sulle rate dei mutui che a questo punto non e’ difficile coinvolgono anche l’euribor ci vorrebbero i danni magari prelevando.i direttamente dai bonus milionari di chi ha fatto soldi veri con tassi finti.

Ma di quali danni stiamo parlando in una democrazia sotto sequestro non si fanno prigionieri altro che danni, servono pene esemplari a vita per questi poveri esaltati psicopatici accompagnati da controllori e politici conniventi.

Sempre sul Corriere Severgnini scrive …

Gli editoriali britannici sulla finanza rischiano di somigliare agli editoriali italiani sulla politica: pieni di frustrazione, vicini alla rassegnazione. La vicenda più recente riguarda Bob Diamond, fino a due giorni fa amministratore delegato di Barclays Bank, il secondo istituto bancario del Regno Unito. Dall’inizio della crisi (2007) s’è portato a casa 120 milioni di sterline, ne pretende altri 18 ed è accusato di aver manipolato i tassi interbancari (Libor), cui sono legati sia i contratti derivati sia i mutui alle famiglie. Davanti a una commissione della Camera dei Comuni ieri ha detto: non ne sapevo niente.

«Restoring trust after Diamond» scrive il Financial Times, riportare la fiducia dopo Diamond. D’accordo: ma come?

Con le sue spericolate cravatte fosforescenti, un cognome improvvido (significa «diamante») e un’aria arrogante, Bob Diamond sembra un finanziere sbucato da un film con Michael Douglas. Il rischio è che finisca per concentrare su di sé – su un individuo, quindi – un problema che coinvolge un mondo: quello delle banche e della City.

Diamond, come altri banchieri, ha sempre difeso un sistema poco regolato ed è arrivato a sostenere che la finanza doveva smettere di scusarsi e tornare al «business as usual». Tanti colleghi, negli Usa, la pensano allo stesso modo e il presidente Obama se ne sta accorgendo. Quel poco che ha fatto per regolare il settore gli è valso l’ostilità di Wall Street: dopo un breve flirt democratico nel 2008, la finanza Usa ora sostiene alacremente il rivale repubblicano, Mitt Romney.

I derivati costituiscono il 34,5% dell’attivo di Barclays Bank (Sole 24 Ore, 20 giugno): solo Ubs e Crédit Suisse si avvicinano a quella percentuale. Quei prodotti finanziari, in pancia alle venti maggiori banche del continente, valgono metà del Pil europeo (5.854 miliardi di euro). Non occorre essere esperti di finanza per capire di cosa si tratta: una gigantesca mina vagante.

Su questi numeri e su questi comportamenti i media nordeuropei e americani sono sembrati, talvolta, poco attenti. Sono apparsi solerti, invece, nel segnalare il peso e il pericolo (indiscutibile) del debito pubblico dell’Europa del sud.

Potremmo a questo punto essere a una svolta. Una lunghissima luna di miele sembra vicina alla conclusione e potrebbe sfociare direttamente in un divorzio.

Scriveva il Financial Times – giornalecon cui collaboro su temi sociali e politici come op-ed columnist – in un editoriale, il 28 dicembre 2011: «In una recente conferenza, il chief executive di Barclays, Bob Diamond, ha difeso giustamente il ruolo delle banche nella società. Coloro che attaccano i banchieri spesso dimenticano quanto sia essenziale l’attività di un’istituzione finanziaria per il funzionamento di una moderna economia». Scrive ora lo stesso quotidiano (4 luglio 2012): «La dura lezione è che le banche non sono affidabili e non può essere assegnata loro alcuna funzione pubblica, se va contro i loro interessi».

Una domanda, per finire. Cosa sarebbe accaduto se il signor Diamond fosse stato italiano, si fosse chiamato Diamanti e non avesse fatto il calciatore, bensì il banchiere, come l’originale? Chissà cosa avrebbero detto e scritto di noi, a Londra e a New York.

E ora ripetete con me…

 

Su questi numeri e su questi comportamenti i media nordeuropei e americani sono sembrati, talvolta, poco attenti. Sono apparsi solerti, invece, nel segnalare il peso e il pericolo (indiscutibile) del debito pubblico dell’Europa del sud.
Su questi numeri e su questi comportamenti i media nordeuropei e americani sono sembrati, talvolta, poco attenti. Sono apparsi solerti, invece, nel segnalare il peso e il pericolo (indiscutibile) del debito pubblico dell’Europa del sud.
Su questi numeri e su questi comportamenti i media nordeuropei e americani sono sembrati, talvolta, poco attenti. Sono apparsi solerti, invece, nel segnalare il peso e il pericolo (indiscutibile) del debito pubblico dell’Europa del sud.
Una domanda, per finire. Cosa sarebbe accaduto se il signor Diamond fosse stato italiano, si fosse chiamato Diamanti e non avesse fatto il calciatore, bensì il banchiere, come l’originale? Chissà cosa avrebbero detto e scritto di noi, a Londra e a New York.
Una domanda, per finire. Cosa sarebbe accaduto se il signor Diamond fosse stato italiano, si fosse chiamato Diamanti e non avesse fatto il calciatore, bensì il banchiere, come l’originale? Chissà cosa avrebbero detto e scritto di noi, a Londra e a New York.
Una domanda, per finire. Cosa sarebbe accaduto se il signor Diamond fosse stato italiano, si fosse chiamato Diamanti e non avesse fatto il calciatore, bensì il banchiere, come l’originale? Chissà cosa avrebbero detto e scritto di noi, a Londra e a New York.

Continuiamo a discutere sul sesso degli angeli mentre i diavoli sono professionisti nel recitare  le sacre scritture e nel manipolare il nostro destino!

Nel chiudere evito qualsiasi commento su un episodio di pura demenza senile registratosi ieri su un blog italiano a proposito di bancari,  segnalatomi da un lettore. Purtroppo la madre degli imbecilli e’ sempre estremamente gravida !

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9 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 6 luglio 2012 at 12:03

Una domanda, per finire. Cosa sarebbe accaduto se il signor Diamond fosse stato italiano, si fosse chiamato Diamanti e non avesse fatto il calciatore, bensì il banchiere, come l’originale?

Beh semplice, ora Diamanti occuperebbe la posizionme di Mussari. :twisted:

luigiza
Scritto il 6 luglio 2012 at 12:06

Potremmo a questo punto essere a una svolta. Una lunghissima luna di miele sembra vicina alla conclusione e potrebbe sfociare direttamente in un divorzio.

Per divorziare bisogan essere in due.

Dov’è l’altro?
Robespierre è morto, Roosevelt pure e Darth vader non si vede neppure all’orizzonte.
Su che cavallo puntiamo?

luigiza
Scritto il 6 luglio 2012 at 12:11

Nel chiudere evito qualsiasi commento su un episodio di pura demenza senile registratosi ieri su un blog italiano a proposito di bancari, segnalatomi da un lettore.

Immagino li avranno definiti pecorelle smarrite oppure fratelli che sbagliano.
Insomma da consolare e se possibile premiare con doni in denaro.

In fondo non si deve sempre distinguere l’errore dall’errante? come sosteneva il più grande criminale del XX secolo alle cui esternazioni e pratiche si deve la devastazione a cui siamo soggetti?

icebergfinanza
Scritto il 6 luglio 2012 at 15:24

luigiza@finanza,

Leggendario Luigi Leggendario si Mussari … Un fallito dietro l’altro!

stanziale
Scritto il 6 luglio 2012 at 20:02

Una notizia di un altro club, sempre di gentiluomini pero’, il Bilbelberg. La Gruber, avendo partecipato all’ultimo summit, ha ora il titolo nobiliare per essere indicata da Monti alla direzione tg1. Anche Clinton, Blair, Barroso Von Rompuy avevano partecipato, prima di essere eletti, a tale summit.

lacassandra
Scritto il 6 luglio 2012 at 20:34

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/7/5/SPILLO-Severgnini-e-i-coccodrilli-della-City/299239/

Severgnini, un giornalista mediocrissimo e provincialissimo che non capisce niente di economia e di finanza….

icebergfinanza
Scritto il 6 luglio 2012 at 22:10

lacassandra@finanza,

In effetti mi serviva solo per evidenziare l’eco… Troppi sono ancora oggi
I fessi e gli idioti Soprattutto nostri giornalisti che riportano come pappagalli il fainancial Times e il Ual striit giournal…. Carta straccia

laverita
Scritto il 6 luglio 2012 at 22:54

Il cerchio si allarga, compaiono anche i tedeschi, i puri :D:D:D
http://it.finance.yahoo.com/notizie/germania-inchiesta-bafin-deutsche-bank-175626684.html

ilcuculo
Scritto il 6 luglio 2012 at 23:50

Giovani e lavoro, la ‘generazione senza’
a Cesena da stagionali a lavoratori precariNella provincia romagnola le attività turistiche e l’agricoltura in passato erano una risorsa per gli under 30. Poi la sacca di disoccupazione si è allargata: il 90 per cento dei neoassunti ora ha contratti a breve termine

I numeri possono essere più pesanti della grandine sulle pesche nettarine. Possono fare davvero male. “Il 34% di disoccupazione giovanile? Qui da noi?”. Disoccupazione è una parola che, in terra di Romagna, sembrava una bestemmia. Qui sono stati inventati i grandi allevamenti di polli e tacchini, qui l’agricoltura si è messa a produrre pesche e sangiovese esportati in mezza Europa. Nella fetta di mare fra Cesenatico e San Mauro è arrivato quel turismo di massa che ha fatto ricche, o almeno benestanti, già tre generazioni. Adesso, anche tanti nipoti di chi avrebbe avuto bisogno di giornate di 48 ore, si trovano nella “generazione senza”.

INCHIESTA/1 Volvera, paese delle occasioni perdute 1

“E non bisogna andare – dice il sindaco Paolo Lucchi, classe 1964 – molto indietro nel tempo, per trovare gli anni in cui il lavoro te lo potevi addirittura scegliere. Quando ero studente, per tutta l’estate andavo a raccogliere le pesche. Ma potevi anche andare a fare la stagione al mare, o lavorare nei macelli dei polli che con tanti turisti in Riviera avevano bisogno di manodopera”.

Adesso, in piazza del Popolo, i ragazzi e le ragazze raccontano che “cercare lavoro negli hotel è inutile: ci sono già le ragazze romene”.
E in campagna c’è la concorrenza di bulgari, polacchi e romeni disposti a lavorare per un
pezzo di pane. Il lavoro “stagionale”, qui, è la spina dorsale dell’economia. I campagna si comincia con le fragole a maggio e si finisce a ottobre con l’uva.

Negli allevamenti di polli si lavora per 151 giornate e poi con l’assegno di disoccupazione si porta a casa un reddito per tutto l’anno. Al mare, quando le cose andavano bene e il turismo non era il mordi-e-fuggi del week end, si era assunti da giugno a settembre. “E questa stagionalità – dice Lidia Capriotti, che guida la Cgil – spiega in parte l’alto numero di giovani con il “certificato” di disoccupazione. Per essere assunto devi infatti essere iscritto alla lista dei senza lavoro del Centro per l’impiego. In altre realtà dove i lavori stagionali sono meno importanti magari ci sono meno iscrizioni e la statistica cambia”.

Ma un 34% di senza lavoro in età compresa fra i 15 ed i 24 anni, in un’Emilia Romagna dove la media è del 21,9, non lascia spazio a molti dubbi. “Purtroppo altri dati confermano che la situazione si è fatta più pesante. Secondo la Camera di Commercio nel secondo trimestre 2012 erano previste 2580 assunzioni, con un tasso di entrata di appena 27 nuovi assunti ogni mille dipendenti, e solo il 10% di questi a tempo indeterminato. Da notare che per l’89% dei casi si tratta di impiego nei servizi e non in agricoltura o industria. Gli stagionali, fra i nuovi assunti, erano il 70% fino a cinque anni fa. Ora sono il 90%”.

Adesso è difficile anche fare la cameriera. “Ci sono pseudo agenzie di collocamento – racconta Lidia Capriotti – che dalla Romania organizzano la partenza di migliaia di ragazze per farle lavorare negli hotel del mare. Agiscono sul filo dell’illegalità. Sappiamo che per uno stipendio di 900 euro al mese lavorano 12 ore al giorno, sette giorni su sette. In pratica ricevono 3 euro all’ora.

Non va meglio per i lavoratori stranieri delle campagne, disposti a lavorare per 5 euro all’ora. Come possono, i nostri figli, mettersi in concorrenza con queste persone? E i controlli per evitare queste schiavitù, causa assenza fondi, si fanno sempre più rari. L’ultimo nostro dato è della stagione 2009. La Dpl, la direzione provinciale del lavoro, ha controllato solo 1.113 aziende e in 616 ha trovato irregolarità. C’erano 704 lavoratori non a posto, e 493 di questi erano completamente in nero”.

Un pezzo di Emilia Romagna con un tasso di disoccupazione quasi “meridionale” mette in crisi ogni ottimismo e crea imbarazzo. “I numeri – dice il sindaco Paolo Lucchi – ci spiegano che la crisi vera è arrivata adesso. Dobbiamo reagire. Da anni i segnali non mancavano. A Cesenatico c’è un quartiere, Bulgarnò, che da anni è abitato quasi soltanto da bulgari. Se digiti Bulgarnò su Google appaiono siti di quel Paese che raccontano come qui ci siano gli agganci giusti per trovare lavoro. Uomini e donne dormono nelle case e anche all’aperto, davanti alla chiesa. Negli hotel su 100 curricula presentati, 90 arrivano dall’Est. Questo succede perché abbiamo lasciato spazi vuoti. Dobbiamo riuscire a recuperare il senso di dignità del lavoro, anche quello fatto con le mani”.

Ci sono progetti per aiutare le assunzioni. Il Comune finanzia con 2 mila euro la trasformazione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato e con 4 mila euro una nuova assunzione. Ci sono altri finanziamenti a garanzia del credito bancario. Si progetta anche un Giardino dei talenti, per sviluppare l’Information tecnology, un settore già importante, con mille giovani e tecnici che lavorano a progetti selezionati dall’Università di Bologna e dalle imprese informatiche.

Ma basta entrare nel palazzo giallino del Centro per l’impiego, l’ex ufficio di collocamento, per capire che la riscossa sarà difficile. L’organizzazione sembra perfetta. Non basta consegnare una domanda e una “dichiarazione di immediata disponibilità”. Ci sono un colloquio di 45 minuti con un laureato in psicologia del lavoro, poi i mini corsi per imparare a preparare un curriculum o un colloquio di lavoro. In banca dati ci sono 8 mila schede di giovani e non più giovani. Solo il 5-6 per cento ricevono però una risposta positiva.

Siamo andati in 50 aziende a offrire i nostri servizi all’avanguardia – dice Denis Merloni, ex sindacalista Uil ora assessore provinciale al lavoro – ma tante ci hanno detto di avere già decine o centinaia di curricula”. In questi giorni il centro è affollato soprattutto dai precari della scuola, bidelli e insegnanti, che chiedono l’indennità per la disoccupazione estiva. E il palazzo giallino sembra un mulino con personale preparato e macchine modernissime, ma senza grano da macinare.

ANDREA,

CON CHI DOVREMMO ESSERE SOLIDALI ?
CON I LAFORATORI DELL’ EST CHE VENGONO A RUBARE IL LAVOR A CONDIZIONI INACCETTABILI PER UN ITALIANO ?
CON GLI IMPRENDITORI ITALIANI CHE PER GUADAGNARE DI PIU’ SFRUTTANO QUESTI LAVORATORI DELL’EST?
O CON I NOSTRI GIOVANI CHE SI STANNO SVEGLIANDO DA VENT’ANNI DI SONNO ?

IO LA MIA IDEA CE LA HO E PENSO TU LA CONOSCA.

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