GRECIA: ACCORDO …UN VASO DI PANDORA

Scritto il alle 08:55 da icebergfinanza

Nella mitologia greca il vaso di Pandora è un contenitore dove stavano nascosti tutto il male che avrebbe innondato il mondo una volta aperto, un dono di Zeus alla dolce Pandora purtroppo incuriosità dal dono del dio Ermes, un pò come la bella Eva e la sua mela incantata.

Come ho scritto sabato nel mio frequentatissimo Twitter la Grecia si rifiuta di cedere la propria Sovranità in manteria fiscale alle paranoie tedesche, paranoie che giorno dopo giorno nascondono sempre più l’intento di arrivare alla disintegrazione dell’area euro per sostenere il populismo elettorale di nonna Merkel & Company, preparando la prossima tempesta perfertta!

Una promessa è fondamentale! La Grecia è un paese fallito, nelle condizioni in cui si trova, dopo quello che è accaduto in questi anni non ha nessuna possibilità di evitare il default. Solo un sistema fallito come quello attuale è in grado di manipolare l’evidenza della Realtà, cercando di trasformare un evento certo in uno presunto, cancellando un “credit event” in una ristrutturazione forzata, manipolando regole contabili e forzando gli eventi.

Fa sorridere la borsetta sventolata da Christine Lagarde, direttrice del fondo monetario internazionale, al World Economic Forum di Davos,  … «Sono venuta qui con la mia piccola borsa per raccogliere soldi» e ha mostrato al pubblico un’elegante borsa in pelle marrone che farebbe meglio a riporre nel cassetto dei sogni e lasciare perdere visto i danni che il FMI ha fatto spesso e volentieri in giro per il mondo.

Secondo il sempre ben informato Financial Times, la Germania intenderebbe “commissariare” la Grecia in materia fiscale, togliendo alla Grecia il controllo sul proprio bilancio e consegnandolo nelle mani dell’Unione Europea o del FMI per concedere l’ultima tranche di aiuti prima della scadenza di marzo del debito pubblico di Atene.

A Berlino si vorrebbe che il bilancio greco venisse gestito da un commissario europeo  designato dai ministri delle finanze dell’ eurozona capace di porre il veto alle decisioni in materia di bilancio prese da Atene.

«La Grecia resterà nell’area euro». Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha ribadito la sua determinazione in un’intervista al quotidiano popolare Bild, che verrà pubblicata stamattina. Ma la Germania intende condizionare la permanenza della Grecia nell’Eurozona e il prossimo salvataggio da 130 miliardi di euro in discussione in questi giorni al “commissariamento”, in senso letterale, della politica di bilancio di Atene.
(…) La proposta della Germania prefigura una perdita di sovranità senza precedenti per la Grecia e gli altri Paesi eventualmente inadempienti, con un trasferimento di poteri all’Europa. Il commissario avrebbe potere di veto sulle decisioni del Governo in materia di politica fiscale se queste non fossero in linea con i target fissati nel pacchetto di salvataggio. L’aggiustamento dei conti verrebbe quindi portato sotto stretto controllo europeo. Il commissario avrebbe una supervisione su tutte le maggiori voci della spesa pubblica. La Grecia dovrebbe poi adottare una legge per assegnare le entrate fiscali in via prioritaria al servizio del debito, limitandosi alla spesa pubblica ordinaria, e, in caso di mancato esborso di una tranche di aiuti causato dall’incapacità di centrare gli obiettivi, la spesa primaria verrebbe tagliata in misura corrispondente.(…)  La signora Merkel ha ricordato nell’intervista i vantaggi che l’euro ha portato ai tedeschi. I suoi rappresentanti nella discussione europea sono al lavoro perché sia un euro più tedesco.
Alessandro Merli – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/9vp2v

Fa bene nonna Merkel a ricordare al suo popolo i vantaggi di cui ha goduto la Germania in questi mesi, tassi minimi o negativi per finanziare il più alto debito in termini assoluti dell’area euro e un’innondazione di capitali giunti grazie a qualche anima ingenua e terrorizzata e soprattutto ad opera di consigli decisamente interessati.

Roma, 30 gen. (TMNews) – L’eurozona non garantirà nuovi prestiti alla Grecia e lascerà andare il Paese in bancarotta se Atene non riuscirà a convincere finalmente l’Europa di voler rivedere la propria economia e avviare riforme sostanziali. Questo è in sintesi il pensiero di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, ascoltato dal Wall Street Journal, all’indomani delle polemiche sulla proposta di un ipotetico commissariamento di Atene.

“La Grecia deve decidersi”, ha chiarito Schaueble, “se non adotterà le misure adeguate… non c’è somma di denaro che potrà risolvere il problema”. Entro marzo i paesi euro dovranno decidere se concedere un secondo prestito alla Grecia, che secondo alcune stime sarà superiore ai 130 miliardi di euro preventivati e si avvicinerà invece ai 145.

Secondo alcune indiscrezioni invece la Bundesbank sostiene che la Grecia deve essere assolutamente aiutata!

I tedeschi devono decidersi se ascoltare il sussurro della Storia o seguire le loro paranoie iperinflattive o sul pareggio di bilancio, decidersi a subire tutte le perdite che la sciagurata finanza allegra del loro paese ha disseminato in mezza Europa.

Affascina osservare connazionali che fanno la fila per assicurarsi tassi reali estremamente negativi a fronte di un rendimento in titoli di Stato italiani che hanno assicurato negli ultimi mesi di panico ritorni da favola. Ma di questo avremo modo e tempo di parlarne in un’altra occasione.

Viene ovviamente il sospetto che la Germania stia cercando di accumulare vantaggio competitivo per resistere ad una eventuale disinterazione dell’euro che la vedrebbe isolata e devastata nella sua unica risorsa attuale ovvero l’esportazioni. Verrebbe voglia di boicottare la tecnologia tedesca per cancellare le loro paranoie accademiche su iperinflazione e pareggio di bilancio, una disciplina che nasconde in realtà una politica di bilancio allegra per preparare il terreno per le prossime elezioni nazionali.

Comunque sia la Germania non hanno scampo, soprattutto le proprie banche  e loro ne sono consapevoli solo che stanno provando a tirare la corda sino al limite…

” Atene non ci sta al commissariamento europeo dei conti ellenici. L’ipotesi di ridurre la sovranità sulla politica fiscale ha sollevato le vibrate proteste del Governo.
Il budget greco è di «esclusiva» responsabilità della Grecia, ribatte in serata con un comunicato l’Esecutivo di Lucas Papademos confermando la dura presa di posizione della Grecia, che esclude ogni possibilità, ventilata dalla Germania, di cedere la sua sovranità in tema di politiche di bilancio all’Unione europea o a un suo commissario con diritto di veto. (…) «Anche se non abbiamo il migliore degli accordi possibili questo non è così importante. Abbiamo sul tavolo un pacchetto ragionevole i cui effetti, se basta o meno, potranno essere verificati solo fra cinque o dieci anni – ha proseguito il segretario dell’Ocse -. È molto più importante sapere se le misure di politica economica della Grecia saranno sufficienti». «Questo è un elemento molto più rilevante che concentrarsi su un ottavo o un quarto di punto di interesse sullo swap sul debito greco – ha concluso Gurria -. Anche perché non bisogna sottovalutare l’effetto favorevole, sul clima  politico ed economico, della chiusura della trattativa, di poter infine ottenere almeno un successo. Ci sono sul tappeto le questioni della Grecia, della capitalizzazione delle banche, del firewall, della consolidamento fiscale: ma almeno un elemento, quello della Grecia che ha provocato tutto il contagio, alla fine deve essere chiuso».
Intanto da Atene arrivano notizie cautamente positive che i creditori privati e il Governo greco sono «vicini» a un accordo sullo swap da 100 miliardi di euro e si aspettano di «concludere i colloqui la prossima settimana». È quanto si legge in una nota dell’Institute for international Finance al termine del nuovo incontro che si è tenuto ieri tra la delegazione Iif guidata da Charles Dallara e da Jean Lemierre di Bnp Paribas, con l’esecutivo greco sulla ristrutturazione del debito.
Vittorio Da Rold – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/270Yb

Come ho più volte sottolineato sulla base fondamentale non vi è alcuna possibilità che la Grecia con la sua economia e la situazione sociale possa riprendersi in presenza di una feroce politica di austerity ne ora ne tra qualche anno senza una svalutazione della propria moneta o un default che vada ben oltre il 50 % dei proprio debito.

Tralasciando il solito Roubini, che definisce l’Europa come un disastro ferroviario al rallentatore pronosticando la Grecia fuori dall’Euro in un anno seguita poi dal Portogallo con il 50 % di propabilità della fine della moneta unica in tre/cinque anni, come vedremo dalle parole di Kenneth Rogoff una ristrutturazione del debito è assolutamente necessaria per molti Paesi europei e piano piano anche per l’Inghilterra e l’America.

Ma questa è un’altra questione, che Rogoff si riserva per i prossimi anni. La Grecia è il passato ora non resta che occuparci del Portogallo, lasciando perdere avvoltoi, sciacalli o Cassandre presunte, che hanno sfilato al teatrino dell’assurdo di Davos.

Al di la delle attese odierne per una risoluzione della crisi greca o europea, delle solite illusioni riposte nell’ennesimo inutile summit, la quiete riservataci prima della tempesta sta per finire. Una tempesta che purtroppo ci accompagnerà per molto più tempo di quello che chiunque di noi è disposto ad attendere.

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2 commenti Commenta
first em
Scritto il 30 gennaio 2012 at 09:59

@icebergfinanza,
come sempre, post molto stimolante.
Che ci piaccia o no, per quello che riguarda l’Eurozona la Germania ha il coltello dalla parte del manico e lo sta usando appunto alla tedesca, cioè in modo un pò greve.
Non so se Merkel & C abbiano ben chiaro il quadro di tutto quello che c’è in ballo e indubbiamente ha ragione Ackermann, il ceo di DB, che dice che con la Grecia si sta giocando col fuoco. D’altra parte, l’orizzonte di brevissimo, del “prendi i soldi e scappa”, è uno dei lasciti più funesti che ci abbia lasciato la civiltà della turbofinanza.
Quanto alla perdita di sovranità fiscale da parte della Grecia, il progetto del “fiscal compact” va proprio in quella direzione e riguarda tutti gli stati dell’Eurozona. Dobbiamo saperlo e dirlo; se il disegno va a regime, avremmo un controllo sui bilanci dei singoli stati da parte dei contabili di Francoforte e dintorni. Con tutti i pro e i contro del caso.
Ricordo che ridurre il problema della Grecia solo al fatto di aver truccato i bilanci è compiere atto di depistaggio; per entità di somme in ballo, il problema più grosso non è costituito dai titoli del debito greco ma dai derivati, a partire dai CDS, che su quel debito e sulla sua evoluzione sono stati emessi e venduti.

italywip
Scritto il 30 gennaio 2012 at 15:22

http://italyworkinprogress.blogspot.com/2012/01/tutti-riuniti-davos-per-il-world.html

La Germania inizia a rompere. Se il controllo del Budget vuol dire non essere più uno stato libero si rischia uno scontro molto forte.

CMQ sempre colpa sei mangia Wurstel

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