L’ITALIA NON FALLIRA’…FIRMATO BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI!

Scritto il alle 07:34 da icebergfinanza

Mentre in Italia continuano a fare notizia le analisi di un manipolo di economisti ed analisti dell’ultima ora sbuccati dal nulla, che basano la fine del nostro Paese e il suo default sull’andamento del famigerato spread o sul costo del decennale del nostro Paese, in Svizzera, la Banca dei regolamenti internazionali sdrammatizza il terrorismo mediatico interessato…

“Vista la media relativamente alta della maturita’ del debito pubblico italiano (sette anni), ci vorra’  un lungo periodo di tempo prima che i rendimenti elevati si traducano in un significativo costo aggiuntivo del debito” Secondo la Bri anche se la curva dei rendimenti osservata a novembre, quando i Btp ad un anno avevano superato il 7%, dovesse persistere per tutto il prossimo anno, il costo addizionale ammonterebbe allo 0,95% del Pil.

(…)  “E anche nello scenario più pessimistico – aggiunge la Bri – i tassi dovrebbero persistere tre anni a questi livelli prima che i costi annui superassero il 2 per cento del Pil”.

Questo perché  “la vita residuale media” dei titoli di Stato italiani è “relativamente elevata: sette anni”, osserva ancora l’istituzione internazionale, che ha sede a Basilea. Lo scorso 25 novembre, durante una vista a Roma, anche il vice presidente della Commissione europea, Olli Rehn, responsabile di Affari economici e euro aveva usato argomentazioni simili. Rehn aveva in particolare contestato che vi fosse un valore “benchmark” sui rendimenti dei Btp italiani, oltre il quale il costo di rifinanziamento risulta insostenibile per il paese, e questo proprio anche in considerazione della elevata durata di vita residuale delle sue emissioni.

Ovviamente qualcuno vorrà far notare il condizionale espresso dalla BIS, qualcuno come sempre decisamente interessato a smentire la REALTA’ per i propri interessi!  Che poi i mercati continuino ad ignorare certe notizie fa parte del copione, la verità è figlia del tempo e in molti si faranno male in questa crisi!

Comunque sia, si tratta di verità indiscutibili che Icebergfinanza vi stà raccontando da mesi nella sua analisi dedicata a tutti coloro che hanno o vogliono contribuire liberamente al nostro lavoro cliccando sul banner in cima al blog …

Presentazione standard1

Noi andiamo avanti per la nostra strada e lasciamo a loro le luci della ribalta, in fondo ride bene chi ride per ultimo.

Roma, 12 dic. (TMNews) – Anche la Banca dei regolamenti internazionali tende a non drammatizzare le ricadute sul breve periodo dell’impennata dei rendimenti sui titoli di Stato italiani, affermando anzi che “l’Italia dovrebbe essere in grado di sostenere i tassi elevati per un certo lasso di tempo”. Questo tuttavia “posto che mantenga l’accesso ai mercati”, precisa l’istituzione nel suo consueto rapporto trimestrale sugli sviluppi nei mercati finanziari e del settore bancario.

Il condizionale è d’obbligo in questo inferno sovrano ma prima di andare oltre è importante una premessa! Chi crede che l’Italia correrà il rischio di restare esclusa dal mercato delle emissioni obbligazionarie non ha compreso nulla, nulla dei meccanismi fragili di questa finanza.

Questo è il testo in inglese pubblicato dalla BIS una delle pochissimi istituzioni ad aver intravisto da lontano la tempesta perfetta, di cui avete avuto una sintesi nella notizia iniziale…

The rally proved short-lived, however. Even before the surprise announcement of a Greek referendum plunged markets into pondering endgame scenarios on 1 November, market participants were harbouring doubts about how these measures would be implemented. Although the referendum was cancelled three days later, political uncertainty continued to unsettle markets. On 9 November, dramatic intraday movements in Italian bond yields took market participants by surprise. Following the decision by a UK-based clearing house to raise margin requirements, Italian 10-year bonds lost 5% in value as yields soared to 576 basis points above the German bund. This episode sparked concerns that a prolonged period of bond market turbulence could end in a self-fulfilling funding crisis in the third largest bond market in the world. Yet simple simulation ( see Box 1 ) of the debt service costs to the Italian Treasury in different yield curve scenarios (Graph 2, centrecpanel) suggest that Italy should be able to withstand elevated yields for somectime, provided it retains access to the market. Given the relatively high averagecresidual maturity of the Italian public debt (seven years), it would take a longctime for elevated yields to translate into significant additional debt service costs.cIf the yield curve observed on 9 November persisted throughout the year 2012,cthe additional yearly cost would amount to 0.95% of 2010 GDP (Graph 2, righthandcpanel). Even the worst scenario shown here would have to persist forcthree years until yearly additional costs exceeded 2% of GDP.

r_qt1112.pdf

Box 1: Simulation of Italian debt service costs

This box describes the estimation of Italian government debt service costs in various yield curve scenarios. The baseline yield curve uses the average issuance cost prevailing in the first half of 2007, before the global financial crisis erupted. Two scenarios shift the entire baseline yield curve up by 200 and 500 basis points, respectively, while an additional scenario uses the Italian yield curve observed on 9 November 2011 (Graph 2, centre panel).

The next step consists in constructing a database of all debt securities outstanding at each point in time. To do so, we first calculate a time path of future interest payments on and redemptions of existing debt, and subtract the government’s forecast of future primary surpluses to obtain gross issuance needs. In meeting those needs, we assume that the Italian Treasury maintains the issuance policy followed in the years 2010–11, namely rolling over the same share of total issuance in 2010–11 for every maturity.

This presumes that the Treasury does not dynamically adapt its issuance policy by altering maturities in response to changes in the yield curve. Our estimates are thus likely to overestimate debt service costs somewhat. The yield curves of the different scenarios are then applied to the relevant debt securities over a three-year horizon. Whereas higher yields raise the debt service costs of newly issued fixed rate bonds, they affect both existing and newly issued floating rate notes.

The overall debt service costs for each scenario, aggregated by year, are then expressed relative to the baseline costs, resulting in the additional debt service costs shown in Graph 2 ( right-hand panel) The simulation is based on the assumption that Italy retains continued market access.

Affascinante decisamente affascinante quello che ci racconta anche la BIS, una delle poche istituzioni che ha dimostrato di saper vedere lontano in questa crisi, mentre nel fine settimana un’inedita analisi su “opportunita’ e rischi” del futuro del mercato obbligazionario, un’analisi dettagliata che prendera’ in considerazione alcune importantissime novita’ intervenute negli ultime settimane  rivelerà le possibili prospettive per il 2012.

Come abbiamo visto questa mattina in un altro dei posti pubblicati oggi, tutto ciò che valeva ieri 87,5 oggi vale semplicemente 94 con una pluslvalenza di 130 milioni di dollari al momento attuale per il trasferimento di ricchezza da MFGlobal all’Hedge fund di Soros, come riferito dal  WSJournal …dedicato a tutti coloro che in questi giorni vi hanno fatto perdere l’occasione per realizzare plusvalenze di tutto rispetto tenendovi lontani dai titoli di Stato italiani!  Questo  è il tempo delle occasioni dove gli altri seminano panico, perchè come abbiamo più volte visto nella finanza tutto si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce. Allo stesso tempo il vento cambia di settimana in settimana e come ben sanno i lettori di Icebergfinanza il prossimo anno gli uragani non mancheranno anche sui nostri titoli di Stato.

Nel frattempo il barometro VIX preannuncia che l’ Uragano Europa sta per essere temporaneamente derubricato a tempesta… Chi ha orecchie per intendere intenda gli altri prendano l’ombrello! La Consapevolezza è fondamentale in questa crisi, anche per comprendere come più volte abbiamo, visto la responsabilità di un risparmiatore, la possibilità di un’alternativa soprattutto negli investimenti etici o responsabili come volete chiamarli, una possibilità di diversificazione che ha prodotto in questi anni risultati ecclatanti.

In attesa dell’analisi sulle future prospettive del mercato obbligazionario alla luce delle importanti novità intervenute nelle ultime settimane, della doppia analisi di fine anno  sul possibile CREDIT CRUNCH 2012 e sulle future dinamiche dei debiti sovrani dedicata a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro lavoro cliccando qui sotto …

…  per Natale perchè non regalare agli amici un pò di Consapevolezza con “Viaggio attraverso la tempesta perfetta” un libro per tutti che riceverete direttamente a casa o all’indirizzo richiesto cliccando sul banner qui sotto!

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9 commenti Commenta
tommy271
Scritto il 14 dicembre 2011 at 09:12

Ieri sera, facendo la doccia :mrgreen: , mi è venuta un’idea per risolvere il problema del debito pubblico nell’Eurozona, trasformare i titoli di stato in “perpetual” :twisted:
Si pagherebbe la sola cedola senza rimborsare il capitale ma effettuando un’opzione di call ogni “tot” numero di anni 8O .

leccio781
Scritto il 14 dicembre 2011 at 16:38

tommy271@finanza,

le idee sotto la doccia è meglio lascirle li!
tommy271 hai mai pensato che alla scadenza il denaro investito in titoli di stato potrebbe servire per l’integrazione della pensione, per pagare un corso di studi ai figli, per comperare una casa ecc ecc, la tua idea equivarrebbe ad un esproprio; piuttosto darei incentivi agli italiani che continuano ad investire, su base volontaria, nei BTP; trovo che se gli interessi rimangono in Italia sia meglio che se se vanno all’estero.

leccio781
Scritto il 14 dicembre 2011 at 16:41

una domanda per il nostro Andrea Mazzalai: pensavo di contribuire liberamente al mantenimento di icebergfinanza ma cliccando l’apposito spazio mi è comparsa la scritta che indica come non trovata la pagina cercata che immagino contenesse le istruzioni per poter effettuare il bonifico.
attendo istruzioni

icebergfinanza
Scritto il 14 dicembre 2011 at 17:42

leccio781@finanza,

Hai ragione grazie dell’avvertimento in cima al blog c’e lo stesso banner quello funziona Grazie di cuore Andrea

PG
Scritto il 14 dicembre 2011 at 19:04

Ciao a tutti e un saluto particolare al meteorologo Andrea ahahah Scusami Andrea non ho capito il senso… o meglio temporale è minore di tempesta giusto? Sai io con il tempo non c’ho preso mai tanto …. Un abbraccio

tommy271
Scritto il 14 dicembre 2011 at 19:50

leccio781@finanza:
tommy271@finanza,

le idee sotto la doccia è meglio lascirle li!
tommy271 hai mai pensato che alla scadenza il denaro investito in titoli di stato potrebbe servire per l’integrazione della pensione, per pagare un corso di studi ai figli, per comperare una casa ecc ecc, la tua idea equivarrebbe ad un esproprio; piuttosto darei incentivi agli italiani che continuano ad investire, su base volontaria, nei BTP; trovo che se gli interessi rimangono in Italia sia meglio che se se vanno all’estero.

Perchè? L’attuale sistema finanziario si basa sul “rollaggio” del debito.
La mia è solo un’istitutalizzazione di uno stato di fatto.
Attualmente l’emissione dei titoli del debito servono solo a rimborsare quelli che scadono, aumentandone il peso complessivo.
Quindi potremmo risolvere la “crisi del debito” eliminandone una parte essenziale: il rimborso :mrgreen:
All’investitore si pagherà una cedola che sarà il provento del capitale.
Il rimborso sarà a discrezione dell’emittente con possibilità di call dopo una decina d’anni.
Ad esempio un BTP che scade nel 2012 si trasformerà in un “perpetual” con una call nel 2022, le successive ogni tre anni.
In questo modo potremmo avere una decina d’anni di tregua per far ripartire il ciclo economico :oops: .

ilcuculo
Scritto il 14 dicembre 2011 at 21:51

tommy271@finanza,

Tommy ,

sotto la doccia canta …
che a inventare innovazioni finanziarie ci si sono messi in tanti da tanto di quel tempo che è difficile inventare qualcosa di nuovo….

sd
Scritto il 14 dicembre 2011 at 22:52

Bell’articolo Capitano Andrea, chiaro e semplice.

Comunque sono sicuro che l’Italia non fallira, almeno nel breve/medio periodo (nel lungo….vedremo) anche perchè sarebbe come uccidere la “gallina dalle uova d’oro” .

In qualsiasi caso IO non sono disposto a “destinare” una parte dei miei guadagni per foraggiare il sistema finanziario; che fallisca (o che venga nazionalizzato) non mi riguarda e non mi importa niente. VOI fate come credete e come preferite.

SD

aglio
Scritto il 15 dicembre 2011 at 16:17

Io invece cantavo in macchina… e mi è venuto da pensare che oltre ai capitali italiani in Svizzera (o altri paesi) ce ne sono tanti anche qui in Italia schermati da fiduciarie, trust, stiftung e altre amene e articolate strutture.
Sono schermature che costano, ma evidentemente chi le usa ritiene che sia ugualmente vantaggioso sopportare quei costi.
Quanto al loro contributo produttivo per il paese… faccio una bella fatica a vederlo.
Se si volesse colpire davvero la grande evasione che come un parassita indebolisce questo malconcio paese, si potrebbero pure assumere quelli che il lavoro l’han perso e impiegarli per stanare chi evade.
Ma aumentare la benzina e calare le pensioni ai nostri politici riesce meglio, perchè in questo sono molto allenati.

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