INTRIGO a WALL STREET!

Scritto il alle 22:56 da icebergfinanza

 

Come scrissi in La Verità è figlia del tempo: La recessione ufficiale, riportando le parole di lord Francis Bacon, la ricerca della realtà economica, non è altro che un metodo induttivo, che presuppone la raccolta e la descrizione nei minimi particolari di un  fenomeno, da una serie di istanze prerogative, si estrae quella cruciale.

Sin dall’alba di questo viaggio, nell’ormai lontana primavera del 2007,  la mia certezza di una recessione entro i primi sei mesi del 2008, era accompagnata da una serie impressionante di avvertimenti, di dati e dinamiche nascoste, che analisti ed economisti, presunti esperti rifiutavano quotidianamente di prendere in considerazione.

Come abbiamo più volte osservato, il National Bureau of  Economic Research, NBER, ha il compito di determinare l’inizio e la fine delle recessioni economiche americane e più volte ricordai sostiene che………

…." La recessione è un calo significativo dell’attività economica diffusa in tutta l’economia, della durata di più di due mesi, normalmente visibile nei dati del PIL, in termini reali, reddito, occupazione, produzione industriale, vendite al dettaglio " )

Inutile ricordarvi la mia visione di una possibile doppia recessione che richiami almeno dal punto di vista tecnico la dinamica di crescita degli anni ’80, ma alcuni indizi intriganti sussurrano che questa recessione potrebbe non essere affatto finita. 

Per evitare malintesi, ricordo solo che stiamo osservando la realtà con un occhio decisamente accademico, occhio che alle decine di milioni di anime che hanno perso il lavoro, risulta alquanto anacronistico.

William Hester in una delle sue analisi, sempre puntuali e ben documentate, evidenzia come in realtà solo la produzione industriale, soddisfi i requisiti di una ipotetica ripresa economica reale. Mentre le vendite testimoniano una ripresa al di sotto della media, reddito e occupazione, le loro dinamiche, raccontano la storia di un ciclo economico ancora in recessione. date un’occhiata all’analisi ci sono degli interessanti grafici.

Sia ben chiaro, noi di Icebergfinanza, non abbiamo certo bisogno di grafici e evidenze empiriche per sottolineare come nella realtà questa recessione non è affatto finita, basta l’oceano di disoccupazione che sta raggiungendo piano, piano, lentamente, ogni singola realtà mondiale; la produzione industriale è figlia di una riduzione delle scorte selvaggia, figlia della continua illusione del decoupling orientale, i consumi sono scomparsi nel mese principe dell’economia annuale, addirittura sono scesi del 1,3 % nelle prime due settimane di gennaio, secondo l’indice Redbook, proseguendo per gli ultimi dati relativi al mercato immobiliare sino a raggiungere i sussidi settimanali pubblicati ieri . Fattori stagionali a parte che vengono evidenziati solo quando i risultati sono negativi, la tendenza dimostra che il problema occupazione resta determinante. 

Barrr_Ritholtz  in NBER INTRIGUE ci racconta che due cose interessanti ed intriganti sono accadute il 24 novembre scorso, delle quali, una ha ricevuto una risonanza abbastanza adeguata, mentre l’altra non tanto: 

a) La crescita del PIL rivista dall’iniziale 3,5 % sino al 2,2 % finale

b) IL NBER ha fatto una particolare dichiarazione, senza tanti clamori.

Premetto che noi seguiamo spesso il pensiero di Martin Feldstein, presidente del NBER, che come ben sappiamo a dicembre ma non solo, ha dichiarato che la recessione non è affatto finita e che le possibilità di una doppia recessione quest’anno, non è affatto remota.

Ebbene, nel secondo paragrafo della dichiarazione si sussurra la possibilità molto reale di una doppia recessione, che in in questo caso potrebbe essere visto come una lunga recessione, nonostante un "breve periodo di espansione". 

" In entrambe le recessioni ed espansioni, inversioni di breve durata dell’attività economica, si può verificare una recessione che può includere un breve periodo di espansione seguita da un ulteriore calo;  l’espansione può includere un breve periodo di contrazione seguita da un’ulteriore crescita. Il Comitato applica il suo giudizio sulla base della definizione di cui  sopra alla definizione delle recessioni ed espansioni e non ha una regola fissa per determinare se una contrazione è solo una breve interruzione di una espansione, o  è solo una breve interruzione di una contrazione. L’esempio più recente di una tale sentenza, era la recessione degli anni ’80, quando il Comitato ha stabilito che la contrazione iniziata nel 1981 non era una continuazione di quello che ha avuto inizio nel 1980, ma piuttosto un periodo di recessione separato .

Direi che in fondo queste puntualizzazioni, non fanno altro che sottolineare la necessità di non riferirsi sempre e solo alla definizione di recessione "tecnica" che presuppone almeno due trimestri di crescita negativa, ma alla possibilità di una doppia recessione, ben più reale di qualsiasi supposizione.

Tornando alla realtà finanziaria, mercoledì sera, quando ho letto la notizia che Obama avrebbe fatto alcune nuove dichiarazioni in riferimento alla revisione del sistema finanziario americano, dopo aver incontrato il vecchio e saggio Paul Volcker, non ho potuto trattenere un sorriso, pensando al putiferio che si sarebbe scatenato dopo le parole del presidente americano.

Probabilmente siamo di fronte agli albori della madre di tutte le battaglie revisioniste o davanti  al classico topolino partorito dalla montagna.

La rivincita della coppia Volcker-Warren. sugli alfieri di Wall Street, veri e propri cavalli di troia, Geithner e Summers, il ritorno del ricordo della gloriosa Glass Steagall, testimoniano l’improvvisa svolta di Obama, a prescindere dalle necessità di ritrovare consenso, un consenso falcidiato da uan serie di decisioni figlie del conflitto di interesse latente che impregna la politica americana. Nessuna illusione sia ben chiaro, la battaglia ipotetica, dovrà superare lo sbarramento di fuoco delle lobbies bancarie nel Congresso americano, ma se il buon giorno si vede dal mattino, la quiete prima della tempesta sta volgendo al termine.

Come scrive, Mario Platero sul Sole24Ore: 

" Barack Obama ha annunciato un progetto di riforma bancaria che si propone di restringere le attività e le dimensioni delle banche americane per evitare che in futuro ci sia una banca «troppo grande per poter fallire».

L’obiettivo è ambizioso: passare una riforma bancaria che torni a separare, ad esempio, in modo più netto le attività di banca commerciale da quelle di banca d’affari, per evitare che si formino posizioni di rischio pericolose per il sistema finanziario.

Le banche commerciali che hanno filiali e depositi dei risparmiatori avranno anche nuovi limiti sulle percentuali dei depositi che potranno accumulare in relazione ai depositi totali del paese. E non potranno più fare il cosiddetto "propriety trading", operazioni sul mercato per conto del proprio portafoglio. Obama costringerà così importanti banche come JP Morgan Chase o Bank of America a decidere che direzione vorranno imboccare. Una potenziale rivoluzione dunque, senza che vi siano per ora dettagli specifici. E una nuova battaglia politica che il presidente ingaggerà in Congresso, dove le lobby bancarie sono fortissime.

L’annuncio di Obama è giunto dopo un incontro con Paul Volcker, ex numero uno della Federal Reserve e attuale presidente dell’Economic Recovery Advisory Board della Casa Bianca. «Il sistema finanziario è più solido ora di quanto non fosse un anno fa, ma opera ancora in base alle stesse regole che lo hanno quasi portato al collasso», ha detto Obama, ribadendo che «una riforma è necessaria» e invitando i colossi del sistema finanziario a «lavorare con noi, non contro di noi».

«I contribuenti americani non saranno presi in ostaggio dalle banche too big to fail», ovvero quegli istituti che, fallendo, metterebbero a rischio l’intero sistema finanziario. Se la proposta di Obama fosse approvata dal Congresso, le banche andrebbero incontro a limitazioni sulle dimensioni e la natura degli istituti, che nell’arco dell’ultimo decennio sono cresciuti a dismisura attraverso un’ondata di operazioni di consolidamento aziendale. E per chi ritiene che Obama sia debole politicamente o chi, come il Nobel Paul Krugman, minaccia di toglierli il suo appoggio, come ha ammonito oggi nel suo blog, perché il Presidente «ha una leadership debole» dovrà ricredersi.

Obama promette di andare fino in fondo: «È una battaglia che sono pronto a combattere», ha detto l’inquilino della Casa Bianca puntando l’indice contro le banche e «quel genere di irresponsabilità che rende questa riforma necessaria». Possiamo credergli perché per lui è ormai una questione di sopravvivenza politica: questa battaglia diventa centrale per Obama perché ha un risvolto populista. Ed il populismo è l’unica arma con cui il Presidente può cercare di ricollegare la sua credibilità politica con l’opinione pubblica.

Nello specifico, la proposta del presidente, che ha in questo senso accolto un suggerimento di Volcker, vieterebbe alle banche commerciali e alle società che controllano banche di possedere o investire in hedge fund e private equity. Inoltre sarebbero limitate le dimensioni di ogni istituto finanziario in relazione all’intero settore: sarebbe rivisto l’attuale limite del 10% sulla quota di depositi totali che ogni banca può detenere.

«Stiamo facendo tutto il possibile per riportare il paese in carreggiata. Assisto al ritorno al vecchio modo di condurre gli affari, vedo banche riportare profitti record ma allo stesso tempo dire di non potere concedere prestiti alle piccole imprese, sento dire alle banche che non possono restituire i prestiti del Governo. Per questo sono sempre più risoluto a portare avanti questa riforma». Tra le banche coinvolte ci potrebbero essere Wells Fargo, Bank of America, JpMorgan Chase, che controllano ampie fette dei depositi americani, ma anche Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup, autentici moloch di Wall Street.

Staremo a vedere, il granellino di sabbia del conflitto di interesse, l’intreccio politica, finanza, media e grande imprenditoria, che ho più volte menzionato in passato, continua a sostare tra gli ingranaggi della madre di tutte le crisi, rallentandone ogni dinamica innovativa, rimandando al futuro, ogni possibilità di uscire da questo autentico ciclone economico/finanziario, ripercorrendo di pari passo gli errori che hanno portato il Giappone sulla rotta di due interi decenni perduti.

Domenica, Icebergfinanza compie TRE anni, sarà una bella occasione per fare un riassunto di questo lungo viaggio, una sintesi e per parlare del futuro, un’occasione per farci conoscere da coloro che solo da poco tempo, sono saliti a bordo, nuovi compagni di viaggio.  Arrivederci a domani.

 

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto 

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

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56 commenti Commenta
Scritto il 22 gennaio 2010 at 08:57

La situazione Greca è un tipico balon d’essai. Utile a molti "altri scopi" . Non dimentichiamo che il GDP della grecia rappresenta il 3% del GDP del’area Euro edi il si suo debito pubblico rappresenta il 6% di tutto il debito pubblico della stessa area. Inoltre il debito Greco non ha gravi problemi di rifinanziamento a breve termine.

La stessa Moody’s nel comunicato scrive che è "extremely unlikely" to face short-term liquidity or refinancing problems.

Credo che gli speratori nel collasso dell’Euro debbano per ora riporre le bottiglie e rimandare il brindisi.

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 09:46

capitano ti segnalo due paragrafi non terminati:

1. " Per evitare malintesi, ricordo solo che stiamo osservando la realtà con un occhio decisamente accademico, occhio che alle decine di milioni di anime che hanno perso il lavoro, risulta alquanto …";
2. "Probabilmente è siamo agli albori della madre di tutte le battaglie revisioniste o davantio al classico topolino partorito dalla montagna, n…".

Grazie per questa analisi, un saluto aspettando il post di domani.
Ciao

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 10:02

Ma perchè si trasforma il pensiero di quelli che non pensano alle dinamiche da voi attese e si trasforma la ragionevole certezza della fine dell’euro, con la speranza.

Nessuno spera situazioni dannose: tutti le vogliamo evitare.

Al gentile lettore che scrive: "Folletto ,caro paraculo perpiacere  puoi aiutarmi a salvare il salvabile.Guidaci tu………….si salvi chi puo’,ma come! ciao da impaurito.":

1. con la testa che hai non hai alcuna paura e sei convinto della ripresa;
2. Aiutati che Dio Ti aiuta
3. Rilassati ascoltando questo: http://nsdottorx.blogspot.com/2010/01/relax.html
4. Poi leggiti questo:
"La prima parte del processo inflazionistico può durare per molti anni. Durante questo periodo i prezzi dei beni e servizi non si sono ancora adattati all’alterata relazione con la moneta. Ci sono ancora molte persone nel paese che non sono ancora diventate consapevoli che dovranno affrontare una rivoluzione dei prezzi che terminerà con una considerevole ascesa di tutti i prezzi, sebbene l’estensione di tale ascesa non sarà la stessa nei vari beni o servizi. Queste persone pensano ancora che i prezzi un giorno caleranno. Aspettando questo periodo questi limiteranno i loro acquisti e aumenteranno contemporaneamente le loro posizioni in cash. Fino a quando tali idee sono presenti nell’opinione pubblica, non è ancora troppo tardi per il governo di abbandonare tali politiche inflattive."
Ma poi, finalmente le masse si svegliano. Diventano improvvisamente consapevoli che l’inflazione è causata da una politica volontaria del governo e che andrà avanti senza fine.(go Stiglitz go, more stimulus packages) Arriva la rottura. Appaiono i "crack up" booms.(aumento di prezzi molto rapidi su differenti asset classes). Tutti diventano ansiosi di cambiare il loro cash con dei beni reali sia che ne abbiano bisogno che no, e senza curarsi di quanto sia il prezzo del bene in oggetto. Nell’arco di alcune settimane o a volte persino giorni, le banconote che venivano usate come moneta non vengono più usate come un mezzo di pagamento. Diventano spazzatura. Nessuno vuole più vendere niente in cambio di moneta. Se qualcosa deve essere usata come mezzo di pagamento, l’opinione pubblica non deve credere che la quantità di questa aumenterà oltre ogni limite. L’inflazione è una politica che non dura." Ludwig Von Mises

La fase iniziale di questo periodo di inflazione monetaria può secondo Mises durare molti anni. Secondo il mio punto di vista l’inizio di tale fase può essere individuato nel 2001 quando la FED ha iniziato a tagliare i tassi di interesse per far uscire gli USA dalla recessione. L’economia mondiale è entrata nella fase finale dell’inflazione monetaria descritta da Mises tra il 2008 ed il 2009. I normali cittadini hanno cominciato a risparmiare ed accumulare moneta convinti che i prezzi scenderanno mentre sui mercati finanziari sono cominciati ad apparire i "crack up booms".

Le masse stanno tuttavia continuando a limitare le spese e contemporaneamente aumentando i risparmi.
…ingannando le classi lavoratrici che erroneamente considerano il risparmio o i soldi in banca uno "store of value".
…..

La sola questione che rimane controversa e difficile da decifrare a questo punto è se l’eurodisastro sarà deflattivo con pezzi di europa che crollano uno dopo l’altro o l’Europa deciderà di seguire la strada iperinflattiva dei nostri compagni di sventura americani.
Proprio per questo motivo la situazione Greca è particolarmente interessante. Girano voci che l’Europa stia preparando un bailout per il paese ellenico e se fosse implementato sarebbe il segnale secondo me che la BCE continuerà a stampare, stampare e stampare! Se l’Europa dovesse salvare un paese che sostanzialmente è già da tempo insolvente e che si tiene ancora impiedi solo grazie alle ENORMI manipolazioni dei conti pubblici, sicuramente sarebbe un segnale anche per gli altri paesi (P.I.I.G.S) in bancarotta, con l’implicito messaggio che anche l’Europa si dirige verso una politica di distruzione della moneta simile a quella della FED.

http://nsdottorx.blogspot.com/2010/01/il-genio-delleconomista-ludwig-von.html

Il Folletto

Scritto il 22 gennaio 2010 at 10:29

Visto che la base della moneta, soprattutto quella a corso forzoso, è la fiducia che gli utilizzatori della stessa ripongono nell’emittente minare la fiducia è un atto politico ostile.

E’ chiaro a tutti che gli USA, con il supporto dell’alleato Britannico (che ne sta pagando le spese), ha osteggiato l’Euro fin dal suo concepimento.

E’ evidente che gli USA hanno visto e vedono nell’Euro un pilasto fondamentale nella costruzione di un sistema valutario di riferimento per le riserve che estrometta USD dal suo ruolo di moneta unica di riferimento per gli scambi internazionali e come moneta di riserva per tutti i paesi.

Se l’Euro si sfaldasse a chi gioverebbe? Non certo a gli europei, neppure a Francesi e Tedeschi. 

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 10:32

Buongiorno

Il Folletto #3 devo ammettere che a volte concordo con i tuoi post…….a volte non condivido!!!!!

Ma vorrei un consiglio da te, ma Noi persone dell-economia reale cosa dobbiamo fare per liberarci dal pensiero accademico in economia…….una bella rivoluzione con tanto di ghigliottine!!!!!!!! Intanto morire per guadagnarsi un tozzo di pane o morire per qualcos-altro……..non cambia molto.
Comunque il mondo non finira e neanche l-economia, ma molte persone ne dovranno subire le conseguenze.

SD

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 11:38

Poichè tutti affermano di voler evitare un altro 29 a tutti i costi ed in effetti le misure prese vanno in questa direzione, pare ovvio che la prossima crisi non sarà deflattiva come nel 29, ma iperinflattiva.
…ragionamento induttivo consigliato da Andrea…

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 11:48

giorno,
deflazione o inflazione quale eterno dilemma……
in realtà non lo sappiamo, potrebbero essere una dopo l’altra ad esempio. si può prevedere solo il passato.
in ogni caso sul sole 24 ore di ieri in un articolo relativo al conferimento di laurea honoris causa al sig. Caprotti, Esselunga, lo stesso riferiva che al momento c’è stata nei suoi supermercati una deflazione del 7,5%. Riferisce che il prezzo diventa sempre + importante x le vendite ed in ogni caso il fatturato è aumentato.
Ritengo sia in una posizione, sperando che non menta, privilegiata x osservare i mutamenti dell’evoluzione economica di questi anni.
Marco

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 12:31

L’economia è in ripresa, le borse sono in assestamento dopo il grande rimbalzo, l’unico problema è l’aumento dei debiti sovrani che tuttavia a causa della benevolenza delle banche centrali può crescere ancora per qualche anno, ma nel frattempo bisognerà trovare una soluzione che  a mio parere passerà attraverso una fase inflattiva superiore all’aumento  inevitabile dei tassi, che ridurrà il peso del debito e farà aumentare consumi ed investimenti.
Non credo più alla W, troppo tardi, ormai siamo entrati in una fase di consolidamento come nel 2004 e non andiamo verso una doppia recessione come nell’80-81.
Fini ad ieri ero convinto della W, ma la mossa di Obama mi ha fatto ricredere…altrimenti non avrebbe rischiato di affondare la barca insieme al carico che vuol salvare (soldi e voti dei contribuenti).
Forse sono solo sensazioni fugaci e non ragionamenti.
7+

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 14:54

#5

1. Ci aveva già pensato Robespierre ad usare la ghigliottina: la sua fine fu la ghigliottina, vedi tu….
2. L’economia è tutta reale: non c’è ne è una irreale.
3. Meglio guadagnarsi un tozzo di pane che ammazzare gli altri.
4. Ideas have consequences.
5. L’economia austriaca non è pensiero accademico per lo stesso motivo che rifugge lo scientismo applicato  in economia, come tutte le altre "teorie" che si appoggiano invece a numeri od indici forniti dallo Stato.
6. La fine di una civiltà non è la fine del mondo, è la fine di un mondo.
7. Ovvio che l’economia non finirà e quelli che non pensano ne subiranno le conseguenze peggiori.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 17:52

ei Folletto…

dove li lasci i Tedeschi???

resteranno buoni ed in silenzio??

giobbe

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 17:53

MAZZALAI PER SEMPRE   !!!!!!!! 

GIOBBE 1971

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 18:00

oltre alla trim. di GE al 31 dic2009 in calo rispetto al 31dic2008….
ma i meneger di Ge dicono che è tutto sotto controllo… devono solo vendere NBC per far cassa e compensare GE Capital…

  voglio ricordare che Ben non è stato ancora "approvato" dal Senato

e il 31 gennaio se i sen. democratici ( Obama ) decidessero di mandarlo via…tanto per far capire a Wally chi comanda??

borse giù sicuramente.

giobbe1971

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 19:03

can che abbaia non morde.

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 19:36

tanti auguri per i 3 anni di questo blog magnifico.

Che dire…..non certo cento di questi giorni….perchè non penso che ti fermerai a un blog e basta.

credo che la tua sete di conoscenza e la tua voglia di diffonderla meriti spazi maggiori nel prossimo triennio.

Il gestore di ML.

utente anonimo
Scritto il 22 gennaio 2010 at 21:59

Due domande
La prima : a quando il libro che possa riassumere questo percorso durato tre anni?

La seconda: a livello istintivo e viscerale,al di la’ delle analisi economiche.che cosa ti ha stupito ,meravigliato,impressionato,amareggiato,fuorviato,rinforzato maggiormente in  questo viaggio intorno all’umanita?

Grazie Andrea

Stefano

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 00:14

TRE ANNI DOPO…LA SINDROME DEL GATTOPARDO
Ciao Andrea
Penso che una cosa che dovresti fare di questi tempi è di andare a riguardare i tuoi primi post. Ti dovresti soffermare e guardarli compiaciuti e soddisfatto come un artista verso la sua opera. Certo non compiaciuto per aver parlato di catastrofi che si sono puntualmente verificate, ma per aver messo in guardia a tempo debito chi ha avuto la fortuna di incontrare per tempo il tuo blog e l’intelligenza di porsi delle domande. Ora sto dando un’occhiata ai post febbraio 2007: praticamente sensazionale. A distanza di 3 anni siamo all’ennesima “quiete prima della tempesta”, dopo l’ennesima bolla borsistica, alimentata dall’ennesima ondata di liquidità, mentre imprese chiudono, banche falliscono, proprietari si trovano senza casa, operai senza lavoro etc., che adesso anche MR. OBAMA (bontà sua…almeno ha scosso le coscienze) ha denunciato apertamente. Da questo momento secondo me Mr. President dovrebbe stare un po’ attento perché i presidenti americani che si sono schierati contro determinate lobbies sono finiti sui libri di storia per non essere morti nel loro letto (tralascio facili e simili parallelismi per l’Italia….proprio per carità di patria… qui si è passati dagli attentati frutto della strategia della tensione  alle barzellette).
 Una riflessione ti volevo prospettare, proprio perché chi non impara dalla storia etc…… nel 2007 riflettevi sul paradosso tra i dati che leggevi e l’andamento dei mercati finanziari, sostenuti da varie dichiarazioni, carry trade, indici vari. Proprio il 28 febbraio 2007 dicevi “La fiducia dei consumatori continua a salire, bella cosa la fiducia ma non è eterna!”. Sarà che la fiducia dei consumatori era ed è drogata da un sistema che ti illude di poter possedere tutto tanto “paghi domani” e quindi non viene intaccata così in anticipo come invece dovrebbe essere se disponesse di tutti gli elementi per essere informata, continua a vivere godereccia  mentre in realtà le “nemesi” si vanno preparando ed il venticello raccoglie forza per diventare,nel suo avvicinarsi, un uragano. E qui viene in gioco il sistema informativo. Tralasciando sempre per carità di patria la nostra Italia perché si scivolerebbe nell’ovvietà (ancora oggi ne abbiamo avuto testimonianza….l’Italia va avanti siamo andati e andremo meglio degli altri senza mettere la mano nella tasca degli italiani…..no solo rubando il futuro dei loro figli con il debito pubblico…chissà perché gli operai da dentro le fabbriche sono saliti sui tetti), ma mi pare che nessuna democrazia  capitalistica (sic!) moderna si sia prodigata per dare informazioni alternative attraverso i media e cercare così di moderare gli eccessi. Quante pecore del gregge si sarebbero salvate in tempo? La risposta più ovvia sarebbe che le pecore fanno comodo ai lupi. In compenso quando le cose sono andate a (bip)….. ogni giorno bollettini di guerra. Altro istinto del gregge…al ribasso…..quindi…riaccumuliamo….in questo eterno su e giù per le montagne russe.
Concludo, perché il resto è storia, dicendoti che puoi essere orgoglioso per avere svegliato chi ha avuto l’intelligenza di porsi dei dubbi e ti dico che TI FA ONORE AVERE CONDIVISO LE TUE CONOSCENZE ED INFORMAZIONI CON UN NUMERO INDEFINITO DI SCONOSCIUTI, senza cercare di trarne un esclusivo vantaggio personale. Questa è l’essenza vitale della rete ecco perché molti vorrebbero imbavagliarla. Ma come  “può uno scoglio arginare il mare”?????????
Saluti e stima
 
Carlo
 

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:36

beh ? le borse crollano e nn dite nulla?

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:38

http://www.stampalibera.com/?p=8794

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:38

http://www.stampalibera.com/?p=8794

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:38

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utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:38

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utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 01:38

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utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 03:03

folletto, pur tenendo in considerazione la bonta’ e  il grande lavoro di Andrea ti faccio presente che  in tutta la mia famiglia sei all’ordine del giorno  in quanto si discute quanto da te trasmesso.Faccio notare  che come noi  ci sono anche tantissime famiglie italiane piu’ istruite sul lavoro materiale che intellettuale  e quindi ti ringraziamo per il tempo che ci offri
con attenzione assieme a tutti gli altri graditi  interventi   nel blog .Per darci un po’ di chiarezza  vorrei sapere il tuo parere su questi argomenti:
1)Se ho capito bene il debito  e il valore di un bene compromesso  relativo  al consumo di ogni individuo e stato e’ la causa  principale della crisi in cui ci troviamo.Lo stato per dare fiato stampa moneta e quando questa non rientra  vale meno  e i debiti  vengono  in parte risanati  dalla svalutazione e in teoria i prezzi aumentano.Se questo accade una persona che ha meno potere di acquisto  come fa’ a consumare o acquistare  un prodotto che costa il doppio? oppure ci saranno prezzi imposti per gli alimenti e tutto il resto  avra’ il tempo che trova ricominciando da capo con tutte le conseguenze anche deflattive.
2)a titolo informativo, una persona che detiene obligazioni dello stato italiano a scadenza registrate al monte titoli e custodite in banca,la banca stessa  avendole in deposito puo’ utilizzare tali importi creando prestiti cartacei  o sono intoccabili.
Cordialmente  Simone

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 05:50

#10 (alias Il Folletto)

Tu continua pure a pensare…..ma fallo seriamente e non limitarti all-economia e al denaro/moneta/soldi….sarebbe un peccato.

Se hai tempo per approffondire………..mentre ti guardi le spalle dai tuoi AMICI economisti, monetaristi ecc…..insomma DAL VOSTRO MONDO, prova a guardare anche questo:

http://www.stampalibera.com/?p=8794   (lo aveva gia postato -anonimo-)

http://www.stampalibera.com/?p=8757

purtroppo non ho tempo per lincare altre cose o dire altro

Saluti…..ed auguri……ed attento alle spalle hehehehehe

SD

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 05:50

#10 (alias Il Folletto)

Tu continua pure a pensare…..ma fallo seriamente e non limitarti all-economia e al denaro/moneta/soldi….sarebbe un peccato.

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purtroppo non ho tempo per lincare altre cose o dire altro

Saluti…..ed auguri……ed attento alle spalle hehehehehe

SD

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 05:50

#10 (alias Il Folletto)

Tu continua pure a pensare…..ma fallo seriamente e non limitarti all-economia e al denaro/moneta/soldi….sarebbe un peccato.

Se hai tempo per approffondire………..mentre ti guardi le spalle dai tuoi AMICI economisti, monetaristi ecc…..insomma DAL VOSTRO MONDO, prova a guardare anche questo:

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purtroppo non ho tempo per lincare altre cose o dire altro

Saluti…..ed auguri……ed attento alle spalle hehehehehe

SD

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 05:50

#10 (alias Il Folletto)

Tu continua pure a pensare…..ma fallo seriamente e non limitarti all-economia e al denaro/moneta/soldi….sarebbe un peccato.

Se hai tempo per approffondire………..mentre ti guardi le spalle dai tuoi AMICI economisti, monetaristi ecc…..insomma DAL VOSTRO MONDO, prova a guardare anche questo:

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Saluti…..ed auguri……ed attento alle spalle hehehehehe

SD

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 05:50

#10 (alias Il Folletto)

Tu continua pure a pensare…..ma fallo seriamente e non limitarti all-economia e al denaro/moneta/soldi….sarebbe un peccato.

Se hai tempo per approffondire………..mentre ti guardi le spalle dai tuoi AMICI economisti, monetaristi ecc…..insomma DAL VOSTRO MONDO, prova a guardare anche questo:

http://www.stampalibera.com/?p=8794   (lo aveva gia postato -anonimo-)

http://www.stampalibera.com/?p=8757

purtroppo non ho tempo per lincare altre cose o dire altro

Saluti…..ed auguri……ed attento alle spalle hehehehehe

SD

Scritto il 23 gennaio 2010 at 09:10

Ciao Compagni di Viaggio, ciao daimon a proposito di Zeitgeist scusa se ti rispondo solo ora …ma già Voltaire aveva detto che "La cartamoneta finisce col ritornare al suo valore intrinseco: ZERO".(il sito rimane comunque estremamente interessante e condivisibile per le tematiche trattate, che seguo)

Concordo con Il Folletto quando dice se non siamo stufi di fare esperimenti. Non siamo/sono, ancora stanchi di sperimentare sulla “pelle della gente” e noi di subire?!

Il problema ritengo che risieda, e non per essere semplicistica, nella corruttibilità della”moneta”(a qualunque cosa sia ancorata), alla corruttibilità dell’essere Umano!
Nessuno sradicherà dalla mia mente, ciò che da anni il nostro Capitano va seminando, profonda, radicata marcia crisi antropologica, riflettiamoci su!!
Riflettiamoci su seriamente però!!
..
La telecamera sempre puntata sulla borsa, ormai ritenuta l’autorità suprema che ha potere di vita o di morte sulle scelte politiche…
Così funziona la nostra morale punizione esemplare per il ladruncolo che ruba la mela, insabbiamento e protezione per banchieri ed affaristi che fabbricano trappole finanziarie capaci di mandare a ramengo l’intera struttura finanziaria mondiale.
La solita vecchia ipocrisia di un sistema che punta il dito contro accattoni…puttane…e offre protezione a chi compie ruberie e uccisioni di massa.
Immigrati, poveri e straccioni indicati come gli untori che seminano la peste, capri espiatori, contro i quali scaricare l’odio, la rabbia, la paura collettiva, mentre i banditi in giacca e cravatta sono rispettati, osannati, messi nei posti di comando per rubare meglio i nostri risparmi, le nostre tasse i nostri posti di lavoro la nostra serenità. Attacco al disordine apparente per distogliere l’attenzione dal marciume profondo."

"Oggi il nome «democrazia» è rimasto alle usurocrazie, o alle daneistocrazie, se preferite una parola accademicamente corretta, ma forse meno comprensibile, che significa: dominio dei prestatori di denaro". Ezra Pound da Valuta, lavoro e decadenze (1933)

"Solo l’ignoranza fa si che un sistema basato sul furto riesca a stare in piedi col sostegno dei derubati.
Solo l’ignoranza…(e aggiungo la pavidità).
.
Povero popolo trasformato in pecore, con la testa sempre bassa, nell’intento solo di brucare.
Noi non demorderemo, faremo la nostra parte per suonare la sveglia, fornire strumenti di comprensione, organizzare la resistenza, indicare nuovi orizzonti. Ma intanto lasciateci piangere, anche il dolore vuole il suo sfogo. (Da aaaTerra-nuova, il migliore dei mondi possibili).

Ignoranza, pavidità, marciume!! Forse, non solo non è il mondo del Il Folletto, questo mondo…
Ma ora ho smesso anche di piangere!

“una caduta dell’intero pianeta in una nuova epoca buia non può essere evitata se non si affronta la questione che tutte le teorie monetarie e finanziare in auge, così come vengono insegnate e praticate, non solo sono – scientificamente parlando – incompetenti ai limiti dell’assurdo, ma rappresentano un subdolo ostacolo ideologico a qualsiasi riforma che consentirebbe ad un’economia di sottrarsi alla crisi incombente.

Il bene per il quale la società deve esistere e prosperare è dato dai cambiamenti nell’ordine della natura che noi, come società umana, dobbiamo effettuare e salvaguardare per il bene della vita umana su questo pianeta, e anche oltre, nel futuro. L’esistenza della società deve avere questa qualità di impegno morale in cui l’individuo trova la propria immortalità e la società trova il valore inestimabile in ciascuno dei suoi individui. Queste corrispondenze morali e i loro imperativi si collocano essenzialmente nella potenza della creatività di cui l’individuo umano soltanto dispone.
…….
La creatività non esiste per l’arricchimento di qualcuno. La società ha bisogno delle ricchezze materiali affinché consentano di raggiungere gli obiettivi del progresso creativo nella condizione umana. Come il presidente Franklin Roosevelt mostrò con il suo impegno, la creatività non è uno strumento per fare i soldi, ma sono i soldi che debbono essere lo strumento della missione del progresso attraverso la creatività. Se sei daccordo, e se siamo in un numero sufficiente ad essere daccordo, allora la repubblica sopravviverà alla crisi e la civiltà potrà progredire.( Economia e idee di Lyndon LaRouche)

Una via possibile?:
Proposta di Legge sul Credito Produttivo
18 dicembre 2009

Con lo scopo di creare un’autentica pressione popolare sulle istituzioni, affinché prendano misure serie per proteggere l’economia reale e promuovere le attività produttive, MoviSol chiede a tutti i Consigli Comunali e Regionali, le associazioni e gli altri gruppi sociali di approvare questa proposta di Legge sul Credito Produttivo.

l’unica via di uscita da questa crisi epocale è una riorganizzazione fallimentare dell’intero sistema finanziario internazionale, che congeli i titoli tossici e rilanci invece il credito all’economia reale.
Come primo passo in questa direzione, occorre varare una Legge sul Credito Produttivo che comprenda i seguenti punti:

La Banca Produttiva

Ristabilire la separazione tra banche ordinarie e banche d’affari
I grandi progetti

http://www.movisol.org/LCP.htm

forse non potrà essere evitata, e sarà giusto così! Ma nell’epoca buia ci siamo già, ma è talmente buio che nemmeno la vediamo più!!

Buon compleanno, Buon compleanno Capitano e Compagni di Viaggio,
Grazie di Tutto davvero,
Un grande abbraccio..un enorme sorriso
Vento in poppa sempre!!!
Valentina

p.s Il Folletto sei un “Anarca (che non sta per anarchico)jüngeriano” vero!?

Scritto il 23 gennaio 2010 at 09:42


"Spirito Libero"

Non sopporto più la televisione
non sopporto chi ti vuole cambiare
soltanto, si! soltanto per sentirsi migliore
non sopporto più di sentirmi dire
che non e’ questo il pezzo da interpretare
io oggi sai che faccio?
scrivo come mi pare
uno spirito libero sa quello che vuole
sa quando e’ ora di ballare…
tieni il tempo
muovi il corpo
scegli il passo
e tirati su
dammi un colore
e non ti sbagliare
ricordati che:
non c’e’ padrone che ci possa comandare!
non sopporto più di stare ad aspettare
che il tempo faccia andare via ogni dolore
le ore, si le ore, me le voglio godere…
uno spirito libero
sa quello che vuole
sa quando e’ ora di cambiare
tieni il tempo
muovi il corpo
scegli il passo
e tirati su
dammi un colore e non ti sbagliare
ricordati che:
non c’e’ padrone che ci possa comandare
ora dimmi dove trovi
la tua ispirazione per vivere
dove cerchi la profondità
se tutti vogliono soltanto comandare
(Spirito lIbero, Giorgia)

Buon Compleanno Iceberg…
Valentina

Scritto il 23 gennaio 2010 at 10:19

Guarda,Guarda, mi sono accorta ora dell’articolo di ML,sulla proposta di Movisol, Bella Sintonia davvero!
In fondo cerchiamo tutti le stesse risposte!
Grazie Andrea&Grazie Paolo, davvero di tutto cuore!!
Un abbraccio ad entrambi!
Valentina!

Scritto il 23 gennaio 2010 at 12:38

 Carissimo ANDREA e carissimi  naviganti,

Buon Compleanno ICEBERGFINANZA……………..

Ciao Vale, siiiiii le idee di tanti si stanno unendo, erano nel cuore di ognuno, ma coperte da un sacco di polvere,questa è stata tolta,a primavera con le grandi pulizie di Pasqua saremo tutti "luccicanti" e trasparenti.
Basta crederci,dedicarci molto tempo e poi le "cose" poco alla volta vanno nel verso giusto,per una rinascita dal basso,come bene ci ha insegnato Andrea. 
Un abbraccio Andrea,
Un abbraccio Vale,Vincenzo,Gracav,Sd, che ho avuto il privilegio di conoscere
Un abbraccio a tutti gli altri che certamente conoscerò prossimamente.

Grazie amici, e buona Domenica

P.S. appena ho finito di caricarli su You toube, troverete i video degli interventi di Paolo e di Andrew a Orbassano lo scorso 21.01.2010

utente anonimo
Scritto il 23 gennaio 2010 at 14:01

Vedremo cosa tirerà fuori dal cilindro il primo presidente nero della storia, oramai, ha capito che l’essere "nero" non lo risparmirà dalle critiche feroci che lo investirebbero in caso di fallimento.
Forse alla FED silureranno Bernanke  ma il grosso probblema rimarrà, ed  è come recuperare i soldi del TARP, impresa che l’opinione pubblica ritiene doverosa, ma che nei fatti è quasi impossibile.
Dato che la crisi la dovranno pagare i contribuenti allora bisognerà dare a loro qualcosa in cambio, il cominciare con lo spezzare le gambine agli speculatori di Wall Street potrebbe essere un buon inizio.
Obama ha un piano preciso, cioè quello di interpretare la figura del "Buon Paladino" che vuole raddrizzare i torti, e vuole  scaricare tutte le responsabilità sul congresso, vuole iniziare  un logorante braccio di ferro che faranno apparire il presidentecome "l’uomo che vorrebbe fare, ma a cui non viene concesso…….".
Sono convinto che Obama sta pensando esclusivamente alle prossime elezzioni di mid term alla camera, se le perde è politicamente alle corde, ma se riesce a spuntarla allora avrà quel margine di manovra che gli permetterà di operare.
La sensazione che si ha, osservando questo Barak Obama, è che è un grande Men Show, ma che non abbia la preparazione e l’indole per fare "grandi cose" e preferisce avere un atteggiamente fin troppo prudente e conservativo.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:12

#23

Fuori strada: da anarco-capitalista alla Hoppe  sono diventato paleo-libertario alla Bastiàt.

#21

Questo non ha proprio capito. Intanto i monetaristi sono amici TUOIi, assieme agli economisti accademici e forse sarà il TUO mondo e ti lascio anche i tuoi articoli della stampa libera (??)

#20

Sul punto 1 ahimè fai parecchia confusione e non capisco cosa intendi, sul punto 2 i tuoi soldi in c/c e tutto ciò che è depositato nel deposito titoli fa parted egli asset della banca che li moltiplica (leverage) da 40 a 316 volte:

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

"http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/leverage
lunedì, 30 novembre 2009
Leverage!
Oh, butto lì due cosette, Ringraziate il Cardinale per questo poco su cui non ci guadagna niente. Sprott Asset Management pubblica qualcosa sul livello di leverage del sistema bancario. Riporto qui solo una tabella:
 

Vedete i livelli di rischio che ancora esistono nel Truffone? Non è cambiato nulla negli ultimi mesi. Anzi i salvataggi governativi incoraggiano ancora di più i banchieri Satanisti nell’assunzione di rischio. E’ tutto un carry trade; ora finanziato in dollari e non più in yen, come mostra il cross dollaro/yen degli ultimi tempi. D’altro canto il Truffone ha un solo destino: o viene pompato a leva o implode. Se implode, lo smontaggio del carry trade farà risalire temporaneamente il dollaro.

Il corretto livello di leva del sistema bancario è 1:1. Se hai una oncia d’oro in deposito, puoi emettere credito per una oncia d’oro, con il consenso del depositante legittimo proprietario dell’oncia. Tutto il resto è Truffone di Satanisti che presto o tardi vien giù. Il guaio è che i cocci in testa se li becca la plebe e i Satanisti la fanno franca con i salvataggi governativi e subito si pagano i superbonus a la Goldman Sucks!"

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Il cardinale Gardel fa parte dei Nove della Compagnia assieme a Mithrandir e a Frodo.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:12

#23

Fuori strada: da anarco-capitalista alla Hoppe  sono diventato paleo-libertario alla Bastiàt.

#21

Questo non ha proprio capito. Intanto i monetaristi sono amici TUOIi, assieme agli economisti accademici e forse sarà il TUO mondo e ti lascio anche i tuoi articoli della stampa libera (??)

#20

Sul punto 1 ahimè fai parecchia confusione e non capisco cosa intendi, sul punto 2 i tuoi soldi in c/c e tutto ciò che è depositato nel deposito titoli fa parted egli asset della banca che li moltiplica (leverage) da 40 a 316 volte:

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

"http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/leverage
lunedì, 30 novembre 2009
Leverage!
Oh, butto lì due cosette, Ringraziate il Cardinale per questo poco su cui non ci guadagna niente. Sprott Asset Management pubblica qualcosa sul livello di leverage del sistema bancario. Riporto qui solo una tabella:
 

Vedete i livelli di rischio che ancora esistono nel Truffone? Non è cambiato nulla negli ultimi mesi. Anzi i salvataggi governativi incoraggiano ancora di più i banchieri Satanisti nell’assunzione di rischio. E’ tutto un carry trade; ora finanziato in dollari e non più in yen, come mostra il cross dollaro/yen degli ultimi tempi. D’altro canto il Truffone ha un solo destino: o viene pompato a leva o implode. Se implode, lo smontaggio del carry trade farà risalire temporaneamente il dollaro.

Il corretto livello di leva del sistema bancario è 1:1. Se hai una oncia d’oro in deposito, puoi emettere credito per una oncia d’oro, con il consenso del depositante legittimo proprietario dell’oncia. Tutto il resto è Truffone di Satanisti che presto o tardi vien giù. Il guaio è che i cocci in testa se li becca la plebe e i Satanisti la fanno franca con i salvataggi governativi e subito si pagano i superbonus a la Goldman Sucks!"

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Il cardinale Gardel fa parte dei Nove della Compagnia assieme a Mithrandir e a Frodo.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:12

#23

Fuori strada: da anarco-capitalista alla Hoppe  sono diventato paleo-libertario alla Bastiàt.

#21

Questo non ha proprio capito. Intanto i monetaristi sono amici TUOIi, assieme agli economisti accademici e forse sarà il TUO mondo e ti lascio anche i tuoi articoli della stampa libera (??)

#20

Sul punto 1 ahimè fai parecchia confusione e non capisco cosa intendi, sul punto 2 i tuoi soldi in c/c e tutto ciò che è depositato nel deposito titoli fa parted egli asset della banca che li moltiplica (leverage) da 40 a 316 volte:

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"http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/leverage
lunedì, 30 novembre 2009
Leverage!
Oh, butto lì due cosette, Ringraziate il Cardinale per questo poco su cui non ci guadagna niente. Sprott Asset Management pubblica qualcosa sul livello di leverage del sistema bancario. Riporto qui solo una tabella:
 

Vedete i livelli di rischio che ancora esistono nel Truffone? Non è cambiato nulla negli ultimi mesi. Anzi i salvataggi governativi incoraggiano ancora di più i banchieri Satanisti nell’assunzione di rischio. E’ tutto un carry trade; ora finanziato in dollari e non più in yen, come mostra il cross dollaro/yen degli ultimi tempi. D’altro canto il Truffone ha un solo destino: o viene pompato a leva o implode. Se implode, lo smontaggio del carry trade farà risalire temporaneamente il dollaro.

Il corretto livello di leva del sistema bancario è 1:1. Se hai una oncia d’oro in deposito, puoi emettere credito per una oncia d’oro, con il consenso del depositante legittimo proprietario dell’oncia. Tutto il resto è Truffone di Satanisti che presto o tardi vien giù. Il guaio è che i cocci in testa se li becca la plebe e i Satanisti la fanno franca con i salvataggi governativi e subito si pagano i superbonus a la Goldman Sucks!"

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Il cardinale Gardel fa parte dei Nove della Compagnia assieme a Mithrandir e a Frodo.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:12

#23

Fuori strada: da anarco-capitalista alla Hoppe  sono diventato paleo-libertario alla Bastiàt.

#21

Questo non ha proprio capito. Intanto i monetaristi sono amici TUOIi, assieme agli economisti accademici e forse sarà il TUO mondo e ti lascio anche i tuoi articoli della stampa libera (??)

#20

Sul punto 1 ahimè fai parecchia confusione e non capisco cosa intendi, sul punto 2 i tuoi soldi in c/c e tutto ciò che è depositato nel deposito titoli fa parted egli asset della banca che li moltiplica (leverage) da 40 a 316 volte:

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"http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/leverage
lunedì, 30 novembre 2009
Leverage!
Oh, butto lì due cosette, Ringraziate il Cardinale per questo poco su cui non ci guadagna niente. Sprott Asset Management pubblica qualcosa sul livello di leverage del sistema bancario. Riporto qui solo una tabella:
 

Vedete i livelli di rischio che ancora esistono nel Truffone? Non è cambiato nulla negli ultimi mesi. Anzi i salvataggi governativi incoraggiano ancora di più i banchieri Satanisti nell’assunzione di rischio. E’ tutto un carry trade; ora finanziato in dollari e non più in yen, come mostra il cross dollaro/yen degli ultimi tempi. D’altro canto il Truffone ha un solo destino: o viene pompato a leva o implode. Se implode, lo smontaggio del carry trade farà risalire temporaneamente il dollaro.

Il corretto livello di leva del sistema bancario è 1:1. Se hai una oncia d’oro in deposito, puoi emettere credito per una oncia d’oro, con il consenso del depositante legittimo proprietario dell’oncia. Tutto il resto è Truffone di Satanisti che presto o tardi vien giù. Il guaio è che i cocci in testa se li becca la plebe e i Satanisti la fanno franca con i salvataggi governativi e subito si pagano i superbonus a la Goldman Sucks!"

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Il cardinale Gardel fa parte dei Nove della Compagnia assieme a Mithrandir e a Frodo.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:12

#23

Fuori strada: da anarco-capitalista alla Hoppe  sono diventato paleo-libertario alla Bastiàt.

#21

Questo non ha proprio capito. Intanto i monetaristi sono amici TUOIi, assieme agli economisti accademici e forse sarà il TUO mondo e ti lascio anche i tuoi articoli della stampa libera (??)

#20

Sul punto 1 ahimè fai parecchia confusione e non capisco cosa intendi, sul punto 2 i tuoi soldi in c/c e tutto ciò che è depositato nel deposito titoli fa parted egli asset della banca che li moltiplica (leverage) da 40 a 316 volte:

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

"http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/leverage
lunedì, 30 novembre 2009
Leverage!
Oh, butto lì due cosette, Ringraziate il Cardinale per questo poco su cui non ci guadagna niente. Sprott Asset Management pubblica qualcosa sul livello di leverage del sistema bancario. Riporto qui solo una tabella:
 

Vedete i livelli di rischio che ancora esistono nel Truffone? Non è cambiato nulla negli ultimi mesi. Anzi i salvataggi governativi incoraggiano ancora di più i banchieri Satanisti nell’assunzione di rischio. E’ tutto un carry trade; ora finanziato in dollari e non più in yen, come mostra il cross dollaro/yen degli ultimi tempi. D’altro canto il Truffone ha un solo destino: o viene pompato a leva o implode. Se implode, lo smontaggio del carry trade farà risalire temporaneamente il dollaro.

Il corretto livello di leva del sistema bancario è 1:1. Se hai una oncia d’oro in deposito, puoi emettere credito per una oncia d’oro, con il consenso del depositante legittimo proprietario dell’oncia. Tutto il resto è Truffone di Satanisti che presto o tardi vien giù. Il guaio è che i cocci in testa se li becca la plebe e i Satanisti la fanno franca con i salvataggi governativi e subito si pagano i superbonus a la Goldman Sucks!"

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Il cardinale Gardel fa parte dei Nove della Compagnia assieme a Mithrandir e a Frodo.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:15

Scusa come vedi dal grafico nel 2007 erano arrivati in leva fino a 574 volte, cioè avevano "prestato" 574 volte di più di quello che avevano (RBS).

Ecco perchè RBS e Citigroup sono stati nazionalizzati (socializzazione delle perdite): jail not bail!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 22:26

P.S.: il termine Satanisti usato dal cardinale Gardel non è quello che pensiamo.

In sostanza il mio consiglio per #20 e per tutti coloro che credono che sia importante capire in modo organico quanto è successo, quanto sta succedento e quanto accadrà

è per lo meno

1. (ri)leggere "1984" di Orwell
2. leggere "prevenibile ed inevitabile" edito da http://www.usemlab.com
3. leggere "Inflazione Malattia Primaria" edito da http://www.usemlab.com.

Certo anche leggere tutti gli articoli di iceberg è importante: ma chi rilegge gli articoli passati di un blog: nessuno.

E’ importante leggere i libri stampati, perchè si possono fissare concetti, inerire post-it, insomma studiare e ripetere.

Proprio oggi alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano mi hanno detto che tengono il costo dei biglietti alto perchè vogliono solo gente selezionata: la cultura fa paura all’establishment: ha sempre fatto paura ai governanti sia del Sole che della Luna (nel senso Medioevale) che il popolo potesse studiare……….e capire…….

Oggi invece riempiendo le università di somari, con questo pezzo di carta tutti credono di avere la certificazione di stato della conoscenza…………entrare all’Università mi sembra come entrare alla Stazione ferroviaria ormai: tutti seduti per terra, a bighellonare……

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 23:13

Un pò di carne al fuoco….

http://ideashaveconsequences.org/deflazione-al-massimo-un-po%E2%80%99-di-saldi/leo

Deflazione? Al massimo un pò di saldi

http://ideashaveconsequences.org/evitare-la-deflazione-%E2%80%93-il-dubbio/leo

Inflazionomia

http://gongoro.blogspot.com/2009/02/inflazione-o-deflazione.html+

Gary North

http://ashokascorner.blogspot.com/2009/08/chi-ha-paura-della-deflazione-dei.html

La teoria della deflazione è un bidone. Siamo tutti venduti.

http://mises.org/daily/3933

« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine. » Ludwig Von Mises

« Prendete, per esempio, un’economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per ottenere denaro supplementare, gli attori del mercato dovrebbero scambiare merci e servizi contro moneta. Un rifornimento crescente di articoli vendibili relativamente alla riserva monetaria spingerebbe verso la riduzione dei loro prezzi in denaro.
Ora considerate il caso di un’economia la cui massa monetaria possa essere aumentata con l’espansione del credito bancario – la caratteristica dell’odierno monopolio della moneta controllato dal governo. Gli attori del mercato possono ottenere bilanci supplementari con i prestiti bancari senza essere obbligati a cedere risorse limitate. La richiesta supplementare finanziata dall’aumentata quantità di denaro ne abbasserebbe il valore di scambio di fronte alle merci. […]
La diagnosi degli economisti di scuola austriaca sarebbe che il continuo aumento nel credito e nella riserva monetaria sta al cuore del boom inflattivo; il rialzo dei prezzi (dei beni) è solo il relativo sintomo. Così se la crescita della riserva monetaria e del credito rallenta, non ci vorrà molto per gli austriaci per prevedere una recessione, o persino una deflazione.
Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.
Non ci vorrebbe molto per attendersi che le banche centrali controllate dal governo, quando dovessero decidere fra mantenere l’inflazione sotto controllo o impedire la recessione, molto probabilmente optino per la crescita, a qualsiasi costo, anche a scapito di una perdita nel potere di acquisto della moneta.
Una volta che la crisi si diffonde, o anche soltanto si teme che ciò accada, il pubblico comincia chiedere tassi di interesse ancora più bassi ed ancora più credito e moneta. L’iniezione di moneta e il credito “facile” sono largamente considerate la ricetta per evitare la recessione e la deflazione. I banchieri centrali è improbabile che ostacolino tali richieste. »

Thorsten Polleit

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l’aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell’inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l’aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell’aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell’indicatore M3
Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l’attuale sistema monetario (vedi moneta legale) arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d’acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici (vedi teoria austriaca del ciclo economico). In contrasto con questo sistema, gli austriaci propongono il ritorno ad un sistema di parità aurea, nel quale sarebbe presente lo Stato nell’emissione di moneta, ma quest’ultima sarebbe legata indissolubilmente ad un bene reale (generalmente oro).

"But then finally the masses wake up. They become suddenly aware of the fact that inflation is a deliberate policy and will go on endlessly. A breakdown occurs. The crack-up boom appears. Everybody is anxious to swap his money against "real" goods, no matter whether he needs them or not, no matter how much money he has to pay for them. Within a very short time, within a few weeks or even days, the things which were used as money are no longer used as media of exchange. They become scrap paper. Nobody wants to give away anything against them" (Ludwig Von Mises)

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 23:13

Un pò di carne al fuoco….

http://ideashaveconsequences.org/deflazione-al-massimo-un-po%E2%80%99-di-saldi/leo

Deflazione? Al massimo un pò di saldi

http://ideashaveconsequences.org/evitare-la-deflazione-%E2%80%93-il-dubbio/leo

Inflazionomia

http://gongoro.blogspot.com/2009/02/inflazione-o-deflazione.html+

Gary North

http://ashokascorner.blogspot.com/2009/08/chi-ha-paura-della-deflazione-dei.html

La teoria della deflazione è un bidone. Siamo tutti venduti.

http://mises.org/daily/3933

« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine. » Ludwig Von Mises

« Prendete, per esempio, un’economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per ottenere denaro supplementare, gli attori del mercato dovrebbero scambiare merci e servizi contro moneta. Un rifornimento crescente di articoli vendibili relativamente alla riserva monetaria spingerebbe verso la riduzione dei loro prezzi in denaro.
Ora considerate il caso di un’economia la cui massa monetaria possa essere aumentata con l’espansione del credito bancario – la caratteristica dell’odierno monopolio della moneta controllato dal governo. Gli attori del mercato possono ottenere bilanci supplementari con i prestiti bancari senza essere obbligati a cedere risorse limitate. La richiesta supplementare finanziata dall’aumentata quantità di denaro ne abbasserebbe il valore di scambio di fronte alle merci. […]
La diagnosi degli economisti di scuola austriaca sarebbe che il continuo aumento nel credito e nella riserva monetaria sta al cuore del boom inflattivo; il rialzo dei prezzi (dei beni) è solo il relativo sintomo. Così se la crescita della riserva monetaria e del credito rallenta, non ci vorrà molto per gli austriaci per prevedere una recessione, o persino una deflazione.
Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.
Non ci vorrebbe molto per attendersi che le banche centrali controllate dal governo, quando dovessero decidere fra mantenere l’inflazione sotto controllo o impedire la recessione, molto probabilmente optino per la crescita, a qualsiasi costo, anche a scapito di una perdita nel potere di acquisto della moneta.
Una volta che la crisi si diffonde, o anche soltanto si teme che ciò accada, il pubblico comincia chiedere tassi di interesse ancora più bassi ed ancora più credito e moneta. L’iniezione di moneta e il credito “facile” sono largamente considerate la ricetta per evitare la recessione e la deflazione. I banchieri centrali è improbabile che ostacolino tali richieste. »

Thorsten Polleit

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l’aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell’inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l’aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell’aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell’indicatore M3
Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l’attuale sistema monetario (vedi moneta legale) arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d’acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici (vedi teoria austriaca del ciclo economico). In contrasto con questo sistema, gli austriaci propongono il ritorno ad un sistema di parità aurea, nel quale sarebbe presente lo Stato nell’emissione di moneta, ma quest’ultima sarebbe legata indissolubilmente ad un bene reale (generalmente oro).

"But then finally the masses wake up. They become suddenly aware of the fact that inflation is a deliberate policy and will go on endlessly. A breakdown occurs. The crack-up boom appears. Everybody is anxious to swap his money against "real" goods, no matter whether he needs them or not, no matter how much money he has to pay for them. Within a very short time, within a few weeks or even days, the things which were used as money are no longer used as media of exchange. They become scrap paper. Nobody wants to give away anything against them" (Ludwig Von Mises)

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 23:13

Un pò di carne al fuoco….

http://ideashaveconsequences.org/deflazione-al-massimo-un-po%E2%80%99-di-saldi/leo

Deflazione? Al massimo un pò di saldi

http://ideashaveconsequences.org/evitare-la-deflazione-%E2%80%93-il-dubbio/leo

Inflazionomia

http://gongoro.blogspot.com/2009/02/inflazione-o-deflazione.html+

Gary North

http://ashokascorner.blogspot.com/2009/08/chi-ha-paura-della-deflazione-dei.html

La teoria della deflazione è un bidone. Siamo tutti venduti.

http://mises.org/daily/3933

« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine. » Ludwig Von Mises

« Prendete, per esempio, un’economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per ottenere denaro supplementare, gli attori del mercato dovrebbero scambiare merci e servizi contro moneta. Un rifornimento crescente di articoli vendibili relativamente alla riserva monetaria spingerebbe verso la riduzione dei loro prezzi in denaro.
Ora considerate il caso di un’economia la cui massa monetaria possa essere aumentata con l’espansione del credito bancario – la caratteristica dell’odierno monopolio della moneta controllato dal governo. Gli attori del mercato possono ottenere bilanci supplementari con i prestiti bancari senza essere obbligati a cedere risorse limitate. La richiesta supplementare finanziata dall’aumentata quantità di denaro ne abbasserebbe il valore di scambio di fronte alle merci. […]
La diagnosi degli economisti di scuola austriaca sarebbe che il continuo aumento nel credito e nella riserva monetaria sta al cuore del boom inflattivo; il rialzo dei prezzi (dei beni) è solo il relativo sintomo. Così se la crescita della riserva monetaria e del credito rallenta, non ci vorrà molto per gli austriaci per prevedere una recessione, o persino una deflazione.
Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.
Non ci vorrebbe molto per attendersi che le banche centrali controllate dal governo, quando dovessero decidere fra mantenere l’inflazione sotto controllo o impedire la recessione, molto probabilmente optino per la crescita, a qualsiasi costo, anche a scapito di una perdita nel potere di acquisto della moneta.
Una volta che la crisi si diffonde, o anche soltanto si teme che ciò accada, il pubblico comincia chiedere tassi di interesse ancora più bassi ed ancora più credito e moneta. L’iniezione di moneta e il credito “facile” sono largamente considerate la ricetta per evitare la recessione e la deflazione. I banchieri centrali è improbabile che ostacolino tali richieste. »

Thorsten Polleit

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l’aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell’inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l’aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell’aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell’indicatore M3
Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l’attuale sistema monetario (vedi moneta legale) arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d’acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici (vedi teoria austriaca del ciclo economico). In contrasto con questo sistema, gli austriaci propongono il ritorno ad un sistema di parità aurea, nel quale sarebbe presente lo Stato nell’emissione di moneta, ma quest’ultima sarebbe legata indissolubilmente ad un bene reale (generalmente oro).

"But then finally the masses wake up. They become suddenly aware of the fact that inflation is a deliberate policy and will go on endlessly. A breakdown occurs. The crack-up boom appears. Everybody is anxious to swap his money against "real" goods, no matter whether he needs them or not, no matter how much money he has to pay for them. Within a very short time, within a few weeks or even days, the things which were used as money are no longer used as media of exchange. They become scrap paper. Nobody wants to give away anything against them" (Ludwig Von Mises)

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 23:13

Un pò di carne al fuoco….

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Deflazione? Al massimo un pò di saldi

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La teoria della deflazione è un bidone. Siamo tutti venduti.

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« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine. » Ludwig Von Mises

« Prendete, per esempio, un’economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per ottenere denaro supplementare, gli attori del mercato dovrebbero scambiare merci e servizi contro moneta. Un rifornimento crescente di articoli vendibili relativamente alla riserva monetaria spingerebbe verso la riduzione dei loro prezzi in denaro.
Ora considerate il caso di un’economia la cui massa monetaria possa essere aumentata con l’espansione del credito bancario – la caratteristica dell’odierno monopolio della moneta controllato dal governo. Gli attori del mercato possono ottenere bilanci supplementari con i prestiti bancari senza essere obbligati a cedere risorse limitate. La richiesta supplementare finanziata dall’aumentata quantità di denaro ne abbasserebbe il valore di scambio di fronte alle merci. […]
La diagnosi degli economisti di scuola austriaca sarebbe che il continuo aumento nel credito e nella riserva monetaria sta al cuore del boom inflattivo; il rialzo dei prezzi (dei beni) è solo il relativo sintomo. Così se la crescita della riserva monetaria e del credito rallenta, non ci vorrà molto per gli austriaci per prevedere una recessione, o persino una deflazione.
Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.
Non ci vorrebbe molto per attendersi che le banche centrali controllate dal governo, quando dovessero decidere fra mantenere l’inflazione sotto controllo o impedire la recessione, molto probabilmente optino per la crescita, a qualsiasi costo, anche a scapito di una perdita nel potere di acquisto della moneta.
Una volta che la crisi si diffonde, o anche soltanto si teme che ciò accada, il pubblico comincia chiedere tassi di interesse ancora più bassi ed ancora più credito e moneta. L’iniezione di moneta e il credito “facile” sono largamente considerate la ricetta per evitare la recessione e la deflazione. I banchieri centrali è improbabile che ostacolino tali richieste. »

Thorsten Polleit

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l’aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell’inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l’aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell’aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell’indicatore M3
Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l’attuale sistema monetario (vedi moneta legale) arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d’acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici (vedi teoria austriaca del ciclo economico). In contrasto con questo sistema, gli austriaci propongono il ritorno ad un sistema di parità aurea, nel quale sarebbe presente lo Stato nell’emissione di moneta, ma quest’ultima sarebbe legata indissolubilmente ad un bene reale (generalmente oro).

"But then finally the masses wake up. They become suddenly aware of the fact that inflation is a deliberate policy and will go on endlessly. A breakdown occurs. The crack-up boom appears. Everybody is anxious to swap his money against "real" goods, no matter whether he needs them or not, no matter how much money he has to pay for them. Within a very short time, within a few weeks or even days, the things which were used as money are no longer used as media of exchange. They become scrap paper. Nobody wants to give away anything against them" (Ludwig Von Mises)

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2010 at 23:13

Un pò di carne al fuoco….

http://ideashaveconsequences.org/deflazione-al-massimo-un-po%E2%80%99-di-saldi/leo

Deflazione? Al massimo un pò di saldi

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Gary North

http://ashokascorner.blogspot.com/2009/08/chi-ha-paura-della-deflazione-dei.html

La teoria della deflazione è un bidone. Siamo tutti venduti.

http://mises.org/daily/3933

« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine. » Ludwig Von Mises

« Prendete, per esempio, un’economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per ottenere denaro supplementare, gli attori del mercato dovrebbero scambiare merci e servizi contro moneta. Un rifornimento crescente di articoli vendibili relativamente alla riserva monetaria spingerebbe verso la riduzione dei loro prezzi in denaro.
Ora considerate il caso di un’economia la cui massa monetaria possa essere aumentata con l’espansione del credito bancario – la caratteristica dell’odierno monopolio della moneta controllato dal governo. Gli attori del mercato possono ottenere bilanci supplementari con i prestiti bancari senza essere obbligati a cedere risorse limitate. La richiesta supplementare finanziata dall’aumentata quantità di denaro ne abbasserebbe il valore di scambio di fronte alle merci. […]
La diagnosi degli economisti di scuola austriaca sarebbe che il continuo aumento nel credito e nella riserva monetaria sta al cuore del boom inflattivo; il rialzo dei prezzi (dei beni) è solo il relativo sintomo. Così se la crescita della riserva monetaria e del credito rallenta, non ci vorrà molto per gli austriaci per prevedere una recessione, o persino una deflazione.
Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.
Non ci vorrebbe molto per attendersi che le banche centrali controllate dal governo, quando dovessero decidere fra mantenere l’inflazione sotto controllo o impedire la recessione, molto probabilmente optino per la crescita, a qualsiasi costo, anche a scapito di una perdita nel potere di acquisto della moneta.
Una volta che la crisi si diffonde, o anche soltanto si teme che ciò accada, il pubblico comincia chiedere tassi di interesse ancora più bassi ed ancora più credito e moneta. L’iniezione di moneta e il credito “facile” sono largamente considerate la ricetta per evitare la recessione e la deflazione. I banchieri centrali è improbabile che ostacolino tali richieste. »

Thorsten Polleit

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l’aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell’inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l’aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell’aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell’indicatore M3
Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l’attuale sistema monetario (vedi moneta legale) arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d’acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici (vedi teoria austriaca del ciclo economico). In contrasto con questo sistema, gli austriaci propongono il ritorno ad un sistema di parità aurea, nel quale sarebbe presente lo Stato nell’emissione di moneta, ma quest’ultima sarebbe legata indissolubilmente ad un bene reale (generalmente oro).

"But then finally the masses wake up. They become suddenly aware of the fact that inflation is a deliberate policy and will go on endlessly. A breakdown occurs. The crack-up boom appears. Everybody is anxious to swap his money against "real" goods, no matter whether he needs them or not, no matter how much money he has to pay for them. Within a very short time, within a few weeks or even days, the things which were used as money are no longer used as media of exchange. They become scrap paper. Nobody wants to give away anything against them" (Ludwig Von Mises)

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 00:24

Hei Folletto…..rilassati, nessuno qui ha paura della deflazione, ma nella realtà la deflazione è con noi, anche se molti non la voglino osservare.

Tuttavia, la recessione e la deflazione – innegabilmente costose in termini di perdita di produzione e occupazione – sarebbero i processi economici di aggiustamento necessari per riportare l’equilibrio nell’economia attraverso la variazione dei suoi costi.

Andrea lo ha detto ad Assisi, come molte altre cose….nessuno ha paura della deflazione, ma allo stesso tempo l’inflazione non esiste e resterà ammortizzata per molto tempo.

Buon compleanno anche a te, Folletto, visto che non ami partecipare alla festa.

Scritto il 25 gennaio 2010 at 03:45

Il Folleto era un semplice riferimento filosofico e voleva essere un complimento, mi riferivo al romanzo Eumeswill di E. J.

“Io sono Anarca non perché disprezzi l’autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede". Ernst Jünger
e ancora:
"Chi pensa per concetti e non per immagini, tratta la lingua con la medesima crudeltà di colui che vede soltanto le categorie sociali e non gli uomini" (Ernst Jünger).

Tutti un po’ in fondo dovremmo esserlo…non credi.
Buona notte e buon compleanno anche aTe!
Che il Grande Spirito vegli anche sul Tuo sonno!
Valentina

p.s ma dove è finito DORF e Bill !?

Scritto il 25 gennaio 2010 at 06:59

Semplicemente grazie per le Vostre parole, che spesso vanno al di là, nei territori inesplorati dell’animo umano.

Sarebbe stato bello, essere in tanti, specialmente i vecchi compagni di viaggio, non per l’ammirazione e la stima, ma per sentirsi in tanti, molti di più di quelli che passano e vanno oltre.

La nascita dell ‘ AURORA con il suo commento che viene dal mondo SILENTE è stato una ciliegina sulla torta.

Grazie a tutti e…….avanti tutta!
Andrea
 

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 15:24

Chissà se il buon  (e lo dico convinto che sia fondamentalmente un uomo buono) Obama sà che se si riesce a sconfiggere il diavolo, lo stesso debba essere completamente decapitato per evitare che se lasciato vivo si vendichi……  e generalmente la sua vendetta non si riduce a qualche pizzicotto o sgambetto, ma al contrario lui si prende la tua vita per consolarsi!
Speriamo che il buon Obama (se vincesse la battaglia) non faccia la fine di qualche suo predecessore……

Andrea P.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 02:13

X IL FOLLETTO,quante cose ho imparatto.Grazie Simone

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