FINANCIAL: LA LAMPADA DI ALADINO

Scritto il alle 06:04 da icebergfinanza

La leggendaria lampada di Aladino, quella lampada che bastava sfregare dolcemente per far uscire il genio che esaudiva i mille desideri.

Si in questi ultimi mesi di geni se sono visti molti, ogni qualvolta il rischio sistemico bussava alla porta, basta sfregare la lampada dello Stato, per assistere a mille magie contabili e di finanza creativa.

Il genio se ne è fregato dell’economia reale, la realtà sta nei milioni di licenziamenti avvenuti in tutto il mondo, il genio della speculazione se ne frega della vita degli uomini, talvolta riesce a fare più danni di una serie di bombe a grappolo, il genio si è preoccupato di utilizzare i soldi dei contribuenti per aiutare gli amici e gli amici degli amici, in parole povere tutto ciò che odora di finanza, non quella sana, tradizionale, quella che talvolta si vive ancora nelle nostre piccole realtà, nelle nostre valli, ma quella di carta.

Le "fregature" assolutamente lecite, sottolineo assolutamente lecite, ribadisco assolutamente lecite,  uscite dai primi bilanci della nuova stagione trimestrale ci raccontano che questa crisi si sta incamminando verso il sentiero del "decennio perduto" di nipponica memoria, magari aiutati da quel magico tappeto volante sotto il quale, giorno dopo giorno si nasconde ogni sorte di polvere e rifiuti finanziari.

Ma la verità è figlia del tempo, certo, e non vi è nulla che potrà evitare la realtà, probabilmente non a breve, visto che la liquidità abbonda nel sistema finanziario, visto che la leva continua a salire il maniera esponenziale secondo i dati della Federal Reserve, famiglie ed imprese vivono di debitofobia, i financial continuano con la debitomania.

Come scrive Marco Liera su Plus 24 Ore di sabato:

"Sia per Goldman Sachs, sia per l’investment banking di JPMorgan, la fonte numero uno di ricavi nel primo trimestre è stata l’attività di trading su reddito fisso, valute e commodities, che è stata caratterizzata nel periodo da un consistente allargamento degli spread denaro-lettera, a tutto vantaggio dei soggetti che "si mettono in mezzo". Una situazione che assomiglia a un "pranzo gratis", che prima o poi finisce. Ma fare investment banking resta un’attività strutturalmente esposta al "cigno nero" (positivo o negativo). La leva finanziaria (rapporto totale attivi su patrimonio netto) è pari a 14,5 per Goldman e 22 per l’investment banking di JPMorgan. Meno che nel primo trimestre 2008, quando era 28 per Goldman, 34 per l’investment banking di JPMorgan (a qualcosa è servita la crisi!). Ma pur sempre livelli che dovrebbero tenere alta l’attenzione degli investitori. "

Non importa cosa stanno raccontando le mille magie dei bilanci, la realtà fondamentale è un’altra, 40 dollari di EPS per l’anno in corso sono più che realistici, indipendentemente dai mille artifici contabili e forse anche 35, che moltiplicati per P/E storico di 15 portano sempre la a 600 punti di S&P500, per il momento, e se anche vogliamo eccedere 800 punti sono già una evidente anomalia!

Se questa è la finanza che vi piace, buon divertimento, comunque fine della corsa in attesa della tarda primavera del 2009!

La "fregatura" però, come nel caso di Citigroup,  non è passata inosservata al mercato che è uscito dalla favola della luce in fondo al tunnel, riportando le quotazioni a dimensioni terrene. Un rialzo del 300 % figlio del nulla, il destino attende Citigroup!

Niente di straordinario certo, qui e la qualche guadagno per la vendita di una partecipazione, qualche revisionuccia contabile e la magia di svalutazioni che nella sostanza non potevano che essere minori rispetto allo scorso anno.

Abbiamo già visto l’influenza dell’aiuto del contribuente americano ad AIG che indirettamente ha sostenuto i risultati dei primi due mesi di alcune realtà finanziarie americane, realtà che noi già conosciamo grazie a ZERO HEDGE e riportata anche da  BARRON’S  o meglio il risucchio che fa tornare il genio della lampada a casa!

I soldi del contribuente giungono ad AIG la quale onora i suoi contratti con le maggiori banche mondiali e chissà come proposto da Goldman e JPMorgan tornano a casa.

AIG_WAS_RESPONSIBLE_FOR_THE BANK’S JANUARY & FEBRUARY PROFITABILITY

Goldman è diventata una banca commerciale anche se resta essenzialmente una casa di brokeraggio, con quel alone di mistero, come si conviene alle leggende metropolitane, qualche santo in Washington, ops intendevo dire in paradiso e un fiuto per gli affari assolutamente formidabile, come quando agli albori della crisi subprime riusci a liquidare ogni portafoglio a rischio rifilandolo ai mille geni finanziari che giravano intorno alla sua lampada.

Quale altro genio avrebbe mai potuto ideare uno switch fiscale facendo volatilizzare tutte le sostanze tossiche accumulate nel finire dell’anno, 780 milioni di dollari scomparsi nella lampada, lampada nella quale S&P è andata a ficcare il naso rovinando la festa e ritenendo prematuro l’entusiasmo del mercato.

Come ci racconta nel SOLE 24 ORE della scorsa settimana Mario Platero:

" Goldman ritiene di avere ormai le spalle solide, Il direttore finanziario David A. Viniar ha confermato che l’istituto avrebbe costituito un serbatoio di liquidità di circa 164 miliardi di dollari per comprare titoli tossici dagli istituti rivali o da impegnare a scopo difensivo, se la crisi peggiorerà. Viniar ha sottolineato che la liquidità della banca è cresciuta di 50 miliardi di dollari nel primo trimestre. Ma se l’amministrazione da una parte vuole lo smaltimento dei titoli tossici, dall’altra è preoccupata da un aspetto che diventerà dominante nel dibattito dei prossimi mesi: il Presidente vorrebbe una riduzione del capitalismo finanziario, costruito sulla carta e sul leverage, per tornare al capitalismo "reale", dove i fondi vengono investiti nel rilancio della produzione e dell’occupazione. Goldman e altri invece, sono molto più interessati ad acquistare titoli speculativi, sapendo che, sulla base di calcoli attuariali, i ritorni potranno essere quasi certi ed elevatissimi.
Per questo Goldman, già nel 2007 aveva cominciato a giocare contro gli stessi portafogli titoli che collocava presso i clienti sotto forma di "pacchetti subprime" facendo molta cassa. Da un’analisi dei dati della banca, l’accumulazione di liquidità accelera a partire dal 2005 quando in bilancio c’erano 51 miliardi di dollari in titoli liquidi "segregati". La cifra sale a 80 miliardi nel 2006, a 119 nel 2007 e torna 106 miliardi nel 2008, sempre con riclassificazioni determinate da un cambiamento delle scadenze fiscali. La banca inoltre ha tenuto una posizione costante in investimenti in titoli pubblici, per circa 69 miliardi di dollari nel 2008.
Dai dati comunicati da Goldman coi profitti dell’altro giorno, abbiamo appreso che la riclassificazione di bilancio per la trasformazione in holding bancaria avrebbe fatto perdere le tracce dei risultati per il mese di dicembre, un mese disastroso in cui sono andati perduti 780 milioni di dollari. E dunque qualcuno solleva interrogativi: c’è stato qualche calcolo "svelto", per presentarsi nella luce migliore al momento della raccolta di 5 miliardi di dollari in capitale fresco di martedì? Come saranno impiegati questi 164 miliardi di dollari? Non c’è il rischio, osserva Martin Wolf sul «Financial Times» che banche come Goldman si preparino a scommettere sulla finanza cartacea senza prima aver riparato bene il settore? In effetti qualche rischio c’è. La continuità di un qualche ruolo dello stato è benvenuta fra alcuni economisti come Krugman o Stieglitz: con i suoi controlli, imposti in cambio dei prestiti, lo stato contribuisce a contenere il rischio di nuovi "eccessi". Altri non sono d’accordo. L’investitore Mario Gabelli, che abbiamo incontrato ieri, fa un’analisi molto realista della situazione da cui emerge un atteggiamento spregiudicato, ma efficace di Goldman: «Si è mossa per prima, è riuscita a rafforzarsi e ha spazzato tutta la concorrenza. Pensi – ci ha detto durante un incontro organizzato dal Gei a New York – Lehman è sparita, Merrill è sparita, Bear Stearns è sparita, oggi Goldman controlla il mercato, deve solo attendere. Perché in situazioni come questa, i forti diventano più forti»."

Tornando per un attimo a Citigroup le attività di brokeraggio e di investment banking hanno spinto al rialzo il giro d’affari, ma le perdite per il credito al consumo e le carte di credito anche in questo caso,  anticipano l’onda che si preannuncia all’orizzonte.

Nel credito al consumo Citigroup viaggia controcorrente e controvento come dice il suo direttore finanziario, io direi sotto l’effetto della debitofobia!

For one thing, Citigroup’s earnings per share were negative, which puts the positive income figure into some perspective. For another, Citigroup would have been operating substantially in the red were it not for the fact that it managed to book $2.5 billion of income from the fact that its debt securities plunged in value over the course of the quarter. Since the mark-to-market value of its liabilities is now lower, it’s allowed under US accounting rules to register a profit. But that’s not income as most people understand it. Citigroups horrible conference call.

Perfino in Australia hanno qualche dubbio……sui risultati dei financial!

We’ll see if the rally in Aussie shares can keep on keeping on this week. We have our doubts. Not least because the optimism surrounding bank share is not only misplaced. It’s naive. DAILYRECKONING

 Credo che chiunque, se non un analista superficiale o un non adetto ai lavori sia in grado di rendersi conto di come si fatichi ad intravvedere un minimo di trasparenza in questo torbido oceano. Qualche segnale positivo qua e la è evidente, ma non si va molto lontani con svalutazioni imponenti ed esponenziali che prefigurano l’arrivo dei prossimi tornadi, carte di credito, credito al consumo, commercial real estate.

A proposito di commercial real estate, dopo il più grande fallimento della storia americana quello della General Growth Properties Inc. , leggete qui via Calculated Risk, cosa dice quel simpatico ragazzo di nome Larry Summers, adesso che abbiamo fatto un giro sulla giostra dei mercati azionari:

But cautions that we’ve got a long way to go; that there are still substantial risks; that there are downside contingencies that we’ve got to prepare for; that there are issues in the global economy; that there are issues in commercial real estate , that’s right.

Cosi solo perchè qualcuno tende a dimenticare, sembra di essere tornati ai bei tempi quando tutto andava bene e quel guastafeste di Icebergfinanza segnalava mille iceberg fantasmi…….

JP Morgan e Wells Fargo fanno uscire il genio dalla lampada prima di averlo depurato delle tasse e degli accantonamenti, si gli accantonamenti quelli che dovrebbero far dimagrire il nostro genio, gli utili in quanto come abbiamo visto in questi mesi gli accantonamenti per le presunte perdite future sono sostanziali.

JP Morgan ha comunicato svalutazioni record sulle carte di credito, accantonamenti sensibili con svalutazioni più che raddoppiate e nessuno parla della polveriera dei derivati detenuta dalla banca americana.

Goldman Sachs oltre al leggendario " dicembre fantasma " di cui abbiamo già parlato, se non fosse stato per le attività da trading avrebbe subito un calo generalizzato in ogni settore.

Come ci propone ZEROHEDGE chissà che Goldman non farebbe meglio a concentrarsi sui suoi clienti per una volta piuttosto che su se stessa, visto il gior vorticoso di trading a cui è sottoposta.

Nel frattempo le famosissime prove di stress alle quali sono sottoposte le banche stanno stressando il governo americano, nessuna trasparenza, si annunciano e si annullano, si posticipano e si collocano nel momento opportuno, quando ormai non servono più a nulla visto che tutti vogliono restituire gli aiuti di stato. Bloomberg

Se non ricordo male lo scenario peggiore dello Stress Test sulla disoccupazione prevedeva un tasso del 8,9 % per fine 2009 e siamo già all’8,5 % forse qualche revisione in corsa andrebbe fatta sempre che serva visto che non è lecito far trapelare risultati negativi. 

Nel frattempo siccome la battaglia sulla trasparenza è una guerra che si "gioca" con armi non convenzionali, Bank of America e Citigroup mettono in campo tutta la loro potenza di fuoco per esercitare la massima pressione sulla SEC, organo di controllo presunto della Borsa Americana ( presunto in quanto sappiamo cosa recentemente è successo….) affinchè nelle prossime assemblee degli azionisti venga non discussa o quindi votata una proposta della Harrington Investments, società di investimenti socialmente responsabili. La mozione chiede semplicemente che una commissione verifichi come le due banche utilizzano i soldi dei contribuenti. Se qualcuno di Voi crede che sia cambiato qualcosa in questa putrida palude, si rassegni, lentamente il tutto si trasformerà in sabbie mobili che trascineranno l’economia in un lungo decennio perduto!

Napa, California – Harrington Investments, Inc., (HII) a socially responsible investment advisory firm, has announced that Bank of America and Citigroup, two of the biggest recipients of taxpayer bailout funds, oppose HII’s proposal that would institute a board committee on U.S. Economic Security. CHLOREGY.ORG

Management at the two companies are seeking permission from the Securities and Exchange Commission (SEC) to disqualify the proposal on grounds that it violates Delaware law.

"If Delaware law allows corporations to subvert our national interest then perhaps somebody ought to take a look at Delaware law," said John Harrington, President of Harrington Investments, Inc.

The text of the resolution states that the proposed "Board Committee shall review whether management and Board policies… are antithetical to the long-term health of the economy of the United States of America, consistent with their responsibilities to the shareholders."

Come già detto qualche tensione per gli Stress Test e i suoi risultati rimane, ma non prendeteli troppo sul serio mi raccomando, dovrebbe essere come per la privacy delle imformazioni sensibili sulla salute del paziente; a proposito non dimenticate che a Tokio il segretario al tesoro Geithner ha sussurrato che non vede alcuna seconda ondata di crolli per i financial e che il governo è pronto ha sostenere un eventuale aumento di capitale, detta da Tokio, è tutto un programma, l’ombra del decennio perduto permane!

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  
 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
 
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Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da
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37 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 08:43

Dott Geithner e Mr Hyde.
ottimo, capitano ! come ai vecchi tempi !!
“Cosi solo perchè qualcuno tende a dimenticare, sembra di essere tornati ai bei tempi quando tutto andava bene e quel guastafeste di Icebergfinanza segnalava mille iceberg fantasmi…….”

aspettiamo la verità su commercial real estate e vediamo se Dott Geithner la smette di bluffare .

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 09:12

Montecristo:

Come dicevo nel mio precedente post, ho la sensazione che sui mercati mondiali si stia giocando la più grossa partita a poker della storia, molto spesso al tavolo da gioco si siedono anche dei ” bari ” di solito quando si scopre il baro si abbandona il tavolo di colpo e succede il finimondo.
Caro andrea sono d’accordo con il tuo post, questi stanno delirando non hanno ancora capito la lezione, senza purificare il sistema non si va da nessuna parte. Saluti

Scritto il 20 aprile 2009 at 09:58

O più semplicemente… non vogliono capirla… per via del delirio di onnipotenza..
Non si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…
e… peggior cieco di chi non vuol vedere…

Sempre oceanici e superlativi i Tuoi post Capitano!

Giovedì 24 Aprile ore 11.00 a Milano, Palazzo Mezzanotte sede di Borsa Italia, sala Blu 70, in Piazza degli Affari 6, ci sarà l’ incontro di presentazione del festival dell’ Economia di Trento, quarta edizione, a cura di Tito Boeri, coordinatore scientifico del Festival che illustrerà il programma.

La data si avvicina…ci siamo…

Cari saluti
Valentina

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 11:10

OBAMA
Sconcertante il comportamento di Obama: protegge, difende ed aiuta a fondo perduto le banche.
Tutto come prima, anzi peggio.
Non dico nazionalizzarle (per risanarle), ma neppure sostituire i vertici che hanno creato una montagna di carta straccia.
(PS. La formula di X.Li che trasformava tutto in tripla A è stata utilizzata dal “genio” in maniera strumentale e sconsiderata ed infatti il “povero” Li è tornato in Cina)

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 11:15

ciao Vale 64.

che tu sappia è Giovedì 23 o venerdì 24 Aprile ?
per l’ incontro di presentazione del festival dell’ Economia di Trento, dato che devo fare un viaggio… :)

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 12:16

VA TUTTO BENE!

Cari Signori c’è un “ma” che si chiama economia reale.
Le banche si possono pure salvare ma voi pensate che si salvino pure i posti di lavoro e di conseguenza le aziende?

A volte anch’io ho la sensazione che si vorrebbe mandare a nanna tutta l’economia stile Giappone, anni novanta, ma credete che ci riusciranno? Le famiglie americane non riescono a pagare le rate dei mutui, ora devono saldare anche quelle delle carte di credito!
Il giochino delle carte di credito è finito! (Si avevano tante carte, dove alla fine si scaricava il debito da una carta all’altra).
Dopo i subprime ci sono i mutui Arms, che stanno per raggiungere il loro periodo di maturazione.
In america ci sono ragazzi che si sono comprati una casa, spendendo anche mezzo milione di dollari e pagando nei primi anni meno di cento dollari al mese!!
Ora dopo le prime rate bluff, scatteranno le rate vere da 2-3 mila dollari al mese!!
Le case nel frattempo si sono svalutate pesantemente.
Molti di loro sono diventati pure disoccupati.

La massa nel suo complesso consuma sempre meno, questo perchè l’indebitamento delle famiglie è elevatissimo. Il giochino di dire “VA TUTTO BENE” secondo voi darà fiducia alle persone?

Ci dicono che la crisi è quasi finita, ma parlando con tutti quelli che conosco, mi si dice che questi primi 20 giorni di Aprile sono stati il periodo peggiore di sempre.
Io sono uno di quelli che cerca ogni mattina delle ragioni per andare avanti, ma la crisi sta mordendo di brutto.
In Italia si comincia ad andare in letargo fra un paio di mesi!
Scommetto che a luglio ed Agosto sarà tutto stagnante.
Questo vuol dire che ci rivediamo (forse..) tutti a metà Settembre.
Ora si che la crisi comincia a fare (e farmi) paura!

-ILCompasso-

Scritto il 20 aprile 2009 at 12:22

Ops…Ops….
Ciao # 5 …
scusate l’ errore di battitura…

“IDENTITÀ E CRISI GLOBALE” IL TEMA DELLA QUARTA EDIZIONE

GIOVEDÌ 23 APRILE L’INCONTRO CON LA STAMPA

in: http://www.festivaleconomia.it/
il comunicato è scaricabile in pdf.

Ancora pochi giorni e si conoscerà il programma completo …
Per evitare equivoci # 5, l’ incontro è tra gli organizzatori del festival e la stampa, non tra di noi…
Se però qualcuno si trovasse a Milano… si potrebbe avere notizie in anteprima…
ma ce le fornisci Tu, vero Capitano?
Ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 12:47

ma nooooo ragazzi è tutto finito si riparte

TREMONTI OTTIMISTA: E’ FINITA LA PAURA DELL’APOCALISSE
di WSI
Il ministro: “Non c’è più l’incubo di un crollo epocale delle Borse”. Negli Stati Uniti nessuno più pensa a un fallimento globale perchè sono intervenuti i governi e lo stesso è accaduto nell’Est europeo e nell’Est asiatico.

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 13:02

E’ vero… sembra di essere tornati indietro all’ottobre 2007, quando il DOW JONES raggiunse il nuovo massimo storico mentre tutti i blog di informazione controcorrente urlavano la crisi imminente…
Ora “sento” le stesse sensazioni..

E come dice il compasso… ora mi fa paura. non so come mai, ma questa crisi mi fa paura quando vedo le borse salire (forse perchè mi rendo conto che più tempo si perde ad arrivare al fondo e più tempo impiegheremo ad uscirne…)

kelcri

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 14:16

troppo semplice….
prima tutti negativi…
poi tutti ottimisti..
perfino andrea ci ha riportato qualche spiraglio possibile.

adesso tutti scettici…..
attenti ke hanno bisogno dei soldi veri del parco buoi.

E’ UN MONDO DIFFICILE ….VITA INTENSA …IL FUOCO E L’ACQUA CON TANTA CALMA………….. del :in riva al fiume

maat

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 14:35

da invest accorto

La momentanea ritirata degli Orsi

Queste e altre considerazioni hanno spinto diversi tra i più noti Orsi ad annunciare nel corso del mese la loro momentanea ritirata. Mi limiterò a un paio di esempi, rappresentativi però delle mutate condizioni del mercato.

Tra gli investitori che fanno ampio ricorso all’analisi macroeconomica e fondamentale, si è segnalata la presa di posizione di Felix Zulauf, fondatore del gruppo svizzero Zulauf Asset Management. In un’intervista al settimanale americano Barron’s, apparsa con straordinaria e fortunata tempestività il 7 marzo, Zulauf annunciava di avere chiuso le sue posizioni corte (ribassiste) in attesa di un rally che a suo avviso avrebbe potuto durare tra i due e i quattro mesi, sollevando l’S&P 500 fin verso quota 900. Ma i fondamentali, avvertiva l’investitore svizzero, non erano destinati a migliorare di molto.

Il processo di deleveraging (riduzione della leva finanziaria), iniziato con lo scoppio delle bolle immobiliari e del credito, resta per Zulauf ben lungi dall’esaurirsi. Secondo le sue stime, il settore privato americano, il cui indebitamento è arrivato a toccare il 315% del PIL Usa rispetto al 190% degli anni ’90, deve ancora liberarsi di un debito in eccesso pari a circa 8 mila miliardi di dollari. E ci vorranno almeno 4 o 5 anni perché ci riesca. Le conseguenze saranno una protratta stagnazione economica e ulteriori cadute dei valori azionari. La previsione di Zulauf è che Wall Street tocchi il fondo solo nel 2011 con un S&P 500 attorno a quota 400, ossia dimezzato rispetto alle quotazioni attuali.
n ogni caso, secondo le analisi di Prechter, il rally di marzo andrebbe interpretato come l’avvio di un’Onda 2, correttiva, nel grande schema delle 5 Onde che porteranno, tra anni, il bear market a toccare il suo fondo con un S&P 500 sotto quota 400. Il collasso che Prechter prevede sarà pari se non peggiore del crollo patito dalla Borsa americana tra il 1929 e il 1932. Ma, per ora, il rimbalzo dei listini (l’Onda 2 in controtendenza) potrebbe durare mesi e spingere l’S&P 500 verso quota 1000.

ps: intanto a Detroit capitale dell’ auto ,immobili a 300€ a Metro quadro!

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 15:13

complimenti ad Andrea per la sua grande capacità di analizzare gli avvenimenti in modo distaccato senza farsi influenzare da questo “rialzo” fatto di specchietti per le allodole.

questa che stiamo vivendo è una grandissima crisi finanziaria abbinata a una crisi devastante dell’economia di tutto il mondo.

chi può credere che con l’abolizione del Mark to Market dei titoli tossici tutto si sarebbe sistemato ??

l’aver abolito il prezzo reale da iscrivere a bilancio di questi titoli senza valore ha dato una momentanea boccata d’ossigeno al sistema finanziario mondiale ma, non ha risolto nulla.

la falsificazione dei bilanci è sempre stata l’anticamera dei fallimenti aziendali..da sempre !!

e sarà così anche per le banche perchè, iscrivere a bilancio valori di fantascienza, le porterà solo e soltanto al fallimento.

le banche non hanno liquidità “vera” e lo vediamo, ogni giorno, nell’economia reale dove le aziende son costrette a chiudere per mancanza di credito reale.

se non ci fosse da piangere..ci sarebbe veramente da ridere nel leggere gli utili stratosferici registrati nei primi 3 mesi dalle banche americane….

è solo un gioco di specchi…null’altro !!

ciao

giacomo

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 16:17

sebbene io ammiri michele Spallino, che sostiene da sempre un futuro con iperinflazione , e in queste settimane anche Paolo Barrai lo sostenga… la situazione attuale dà ragione a l nostro capitan Andrea Mazzalai. deflazione !!!
ritengo che i Banchieri si salveranno a danno e a spese di tutti noi, e delle imprese corrette .

L’oro non sale, coloro che hanno scommesso sull’iperinflazione nel 2008 si sono bruciati le mani !!
Per me c’è un accordo quasi segreto tra USA e China. in cambio della Non Vendita di Titoli di Stato USD , la Cina potrà acquistare lentamente e indisturbata milioni di tonnellate di metalli industriali con i dollari USD che hanno.
forse il dollaro verrà svalutato ma con gradualità e in molti anni, e questo aiuterà la bilancia commerciale usa, ci vorranno anni… i lunghi anni targati japan !

ma se salisse l’inflazione al 5% , o al 10% con tassi ufficiali analoghi o addirittura maggiori… cosa accadrebbe? Fallimento di molti Stati e Grandi imprese, Materie prime fuori controllo per molto tempo, rischio violenze sociali.

con stima,riccardo isalberti

all’anonimo 11 , guarda che non serve andar a Detroit , se vai a Saronno prendi case del comune a 500 euro al mq.

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 16:31

visto la borsa oggi ????

è crollataaaa

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 17:25

riporto il titolo di un libro:

CORAGGIO…IL MEGLIO E’ PASSATO.

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 17:27

Buongiorno.

E’ chiaro che la borsa doveva scendere, l’avevo scritto anche nel post di ieri. Dopo le ultime settimane di “rialzi” era chiaro che ci doveva essere una “correzione”. Che sia diventato anch’io un “esperto” di borsa!!! hehehe; a forza di seguire gli articoli del Capitano Andrea.

Invece riguardo l’economia reale concordo con quanto scritto da Il Compasso #6; la crisi comincia a far paura, cosa accadrà!!! chi può dirlo!!!
Io sono abbastanza preparato, ma in qualche settore vedo persone che pensano che sia tutto come prima, tutto uguale…intanto al 27 del mese lo Stato paga la busta paga o le pensione da 3.000 euro con 25-30 anni di contributi……buon per loro perchè saranno gli ultimi a subirne le conseguenze. (finchè dura!!!)

SD

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 18:44

O parla a sproposito
(3monti docet) oppure porta solamente sfortuna.
Fate Voi

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 18:45

Ma abbiamo un’azzeccagarbugli come ministro dell’economia?

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 19:23

Montecristo:
Vi racconto una storiella.
Oggi sono passato dal mio edicolante il quale mi ha fermato escamando: ma come è possibile , su tutte le prime pagine dei giornali c’è Tremonti che indica la fine della crisi e invece in borsa c’è stato un crollo!
Gli ho risposto che mi avrebbe meravigliato il contrario.
Ho notato nella sua espressione un atteggiamento molto sorpreso.
Sono preoccupato , serpeggia in giro troppo ottimismo la gente non ha ancora capito che la situazione è drammatica e sono d’accordo con Andrea quando dice che siamo arrivati al punto di non ritorno.

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 19:28

Una domanda dove prenderanno i soldi per la ricostruzione del dopo terremoto?
Oltretutto quest’anno ci sarà e credo anche l’anno prossimo una netta diminuzione dell’entrate fiscali e dell’IVA

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 20:51

The Turner Radio Network has obtained “stress test” results for the top 19 Banks in the USA. (Corrections/clarifications below in orange)

The stress tests were conducted to determine how well, if at all, the top 19 banks in the USA could withstand further or future economic hardship.

When the tests were completed, regulators within the Treasury and inside the Federal Reserve began bickering with each other as to whether or not the test results should be made public. That bickering continues to this very day as evidenced by this “main stream media” report.

The Turner Radio Network has obtained the stress test results. They are very bad. The most salient points from the stress tests appear below.

1) Of the top nineteen (19) banks in the nation, sixteen (16) are already technically insolvent. (Based upon the “alternative more adverse” scenario which had a 3.3 percent contraction of the U.S. Economy in 2009, accompanied by 8.9 percent unemployment, followed by 0.5 percent growth of the U.S. Economy but a 10.3 percent jobless in 2010.)

2) Of the 16 banks that are already technically insolvent, not even one can withstand any disruption of cash flow at all or any further deterioration in non-paying loans. (Without further government injections of cash)

3) If any two of the 16 insolvent banks go under, they will totally wipe out all remaining FDIC insurance funding.

4) Of the top 19 banks in the nation, the top five (5) largest banks are under capitalized so dangerously, there is serious doubt about their ability to continue as ongoing businesses.

5) Five large U.S. banks have credit exposure related to their derivatives trading that exceeds their capital, with four in particular – JPMorgan Chase, Goldman Sachs, HSBC Bank America and Citibank – taking especially large risks.

6) Bank of America`s total credit exposure to derivatives was 179 percent of its risk-based capital; Citibank`s was 278 percent; JPMorgan Chase`s, 382 percent; and HSBC America`s, 550 percent. It gets even worse: Goldman Sachs began reporting as a commercial bank, revealing an alarming total credit exposure of 1,056 percent, or more than ten times its capital! (HSBC is NOT in the top 19 banks undergoing a stress test, but is mentioned in the report as an aside because of its risk capital exposure to derivatives)

7) Not only are there serious questions about whether or not JPMorgan Chase, Goldman Sachs,Citibank, Wells Fargo, Sun Trust Bank, HSBC Bank USA, can continue in business, more than 1,800 regional and smaller institutions are at risk of failure despite government bailouts!

The debt crisis is much greater than the government has reported. The FDIC`s “Problem List” of troubled banks includes 252 institutions with assets of $159 billion. 1,816 banks and thrifts are at risk of failure, with total assets of $4.67 trillion, compared to 1,568 institutions, with $2.32 trillion in total assets in prior quarter.

Put bluntly, the entire US Banking System is in complete and total collapse.

http://turnerradionetwork.blogspot.com/

La notizia è attendibile? Che ne dite?
Questa indiscrezione ha fatto il giro del mondo…..

Io personalmente credo che lo stress test sia abbastanza finto….
insomma non troppo stressante…
Pare che i parametri presi a misura siano già superati dalla realtà.

Se i risultati di questo (non) test sono questi….c’è da stare allegri!

Andrea cosa ne pensi?

IL MOZZO DI TERZA

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 21:08

Pensavo di aver fatto il callo a tanti eventi, ma sento il nervosismo che si agita a mezzaria come se qualcosa si sia rotto.
Un pò come quei cavi elettrici delle vecchie case, che ronzano e scoppiettano per tanto tempo, fino al giorno che una fiammata brucia definitivamente tutto.

Si pensava fino a stamane che almeno il rischio di crack di alcune banche era scampato.
Stasera si scopre che era il solito bluff.
Non solo, ma si dice che le cosidette banche di affari abbiano continuato nel loro business preferito, la speculazione finanziaria. E HANNO CONTINUATO A PERDERE!!
Si parla già di un ulteriore piano di intervento, ma ora cosa ci racconteranno per inbonirci!
Qualcuno non ha capito che non si può mentire in eterno.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 21:17

STRESS TEST

16 delle 19 maggiori banche americane, sottoposte allo “stress test” sarebbero già “tecnicamente insolventi” ( ” Of the 16 banks that are already technically insolvent, not even one can withstand any disruption of cash flow at all or any further deterioration in non-paying loans. (Without further government injections of cash)” )…
si parla di estrema sottocapitalizzazione delle 5 principali banche…
di rischio di collasso per lo stesso Fidc (Il Fondo di Garanzia)…
di abnorme esposizione ai derivati ( GS addirittura per 10 volte il capitale di rischio, 6 volte HSBC [ nota : HSBC NON è ricompresa fra le banche sottoposte a stress tes], 4 volte JP Morgan, etc )

Pronta smentita del Tesoro americano.

leggere:
http://turnerradionetwork.blogspot.com/

Se vera, sarebbe la notizia del giorno, anzi, del trimestre…ma è forse una bufala, tanto quanto sono una farsa gli stress test stessi, costruiti AD ARTE per risultare falsamente “rassicuranti”

( anche un liceale si accorgerebbe subito che il loro valore statistico è palesemente irrilevante o addirittura nullo…molto più seri sono gli stress test a cui gli emittenti di prodotti strutturati, per es certificati o obbligazioni strutturate, sottopongono le loro emissioni : gli emittenti collocano sul mercato il loro prodotto strutturato, dopo averlo “stressato”, quando la probabilità che questo sia “vincente” per il sottoscrittore – e conseguentemente perdente per l’emittente….- risulti minima…)

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 21:18

(ANSA) – ROMA, 20 APR – Le banche americane devono ancora
svalutare le proprie attivita’ per 400 miliardi di dollari, e
cio’ richiedera’ ulteriori iniezioni di capitali da parte del
governo.
Lo scrivono gli analisti di JP Morgan, secondo cui gli
istituti di credito dovranno accantonare ulteriori 215 miliardi
di dollari a copertura di future perdite su mutui ipotecari per
2.100 miliardi che non sono stati cartolarizzati, e sono quindi
rimasti sul loro bilancio.
”Data l’entita’ delle perdite che devono ancora essere
realizzate, crediamo che il sistema avra’ bisogno di ulteriori
capitali pubblici”, scrivono gli analisti guidati da Matthew
Jozoff, specializzati nelle obbligazioni garantite da mutui.
Tuttavia – si legge nella nota, riportata dalla Bloomberg – le
istituzioni piu’ in buona salute ”potrebbero cercare di
attrarre capitali privati”. (ANSA).

——————–

Ecco a cosa serviva imbellettare i conti delle trimestrali: per attrarre nel buco nero ulteriori capitali privati.
Ma chi ci cascherà questa volta? I fondi sovrani arabi? i cinesi? le persone comuni?
Difficile dirlo. Difficile credere che esista qualcuno disposto a farsi turlupinare…..
Mi associo all’affermazione de “il Compasso”: forse qualcuno non ha capito che è impossibile mentire in eterno….

IL MOZZO DI TERZA

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 21:50

Chi controlla o meglio paga il controllore ?

Sul sito:

http://www.wallstreetwatch.org

trovate a mio avviso la chiave di lettura sul perche’ tutto sommato la politica non rimette le cose in ordine nel settore finanziario, perche’ via via il rischio sistemico si e’ allargato e nulla e’ stato fatto per prevenirlo.

….The financial sector invested more than $5.1 billion in political influence purchasing over the last decade….

Il settore finanziario ha investito piu’ di 5,1 Miliardi di US in ‘political influence’ negli ultimi 10 anni.

….The financial sector employed 2,996 lobbyists in 2007….

Il settore finanziario ha impiegato 2,996 lobbisti nel 2007.

….During the period 1998-2008:

• Accounting firms spent $81 million
on campaign contributions and $122
million on lobbying;

• Commercial banks spent more than
$155 million on campaign contribu-
tions, while investing nearly $383
million in officially registered lob-
bying;

• Insurance companies donated more
than $220 million and spent more
than $1.1 billion on lobbying;

• Securities firms invested nearly
$513 million in campaign contribu-
tions, and an additional $600 million
in lobbying.

Insomma a che servivano quei fiumi di denaro ? Forse ad ammorbidire, rules and regulations, a fare una legislazione meno ostica….chissa’ ma il risultato e’ sotto gli occhi di tutti.

Saluti
Massimo

Scritto il 20 aprile 2009 at 21:56

adesso per un po’ di giorni sentiremo solo (prevalentemente) cattive notizie
Appuntamento per S&P a 750

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:06

ancora una ribattuta dal sito citato sopra:
( la SEC chiede chiarimenti al blog…”subpoena” è il mandato di comparizione in tribunale )

http://turnerradionetwork.blogspot.com/

>>
U.S. Securities & Exchange Commission calls TRN about “Stress Test” Story
North Bergen, NJ — This afternoon at around 3:00 PM eastern US time, Turner Radio Network (TRN) received a call from John Polesi at the U.S. Securities & Exchange Commission in Washington, DC.

Mr. Polise asked about our story concerning the “stress test” as reported lower on this page. He specifically asked if we did, in fact, have a copy of the report?

I asked why he wanted to know? He replied “it is a material document.”

He went on to say that the SEC is trying to determine what aspects of the report – if any – the SEC might require publicly traded companies to disclose publicly. I replied that I am aware that such discussions have been taking place between the SEC, the US Treasury and the Federal Reserve and that reports of those discussions have appeared in the main stream media of late.

He then asked “If I send you a request for documents, will you send the report to me?” I replied, “Would the request be a Subpoena?” He responded “No” and then asked, “If the request did come in the form of a Subpoena, if I got the Commission to approve one, would you supply the document?” I responded “We would have to speak with our legal counsel first, but I suspect we would move to quash any such Subpoena.”

He thanked me for my time and hung up.

Caller ID indicated the call originated from 202-551-2000, but that is a non-working number. So we called directory assistance in Washington, DC and obtained the correct number for the US SEC.

After dialing the correct number, we got an automated attendant and selected 5 for the SEC media office. A young man named Kevin answered and confirmed for us that John Polise does work for the Enforcement Division of the SEC and that all telephone calls originating from their office show up on caller ID with that non-working phone number. As such, it appears this inquiry was legitimate.

Clearly, our report about the bank stress test results has struck a raw nerve in Washington, DC and elsewhere. To have both the United States Treasury comment on our story and the United States Securities and Exchange Commission call us literally within hours of our report indicates how seriously the powers-that-be are taking our revelations.

If there was nothing to our report, why all the fuss?

If they think anyone at TRN might be intimidated by a federal inquiry, they are sadly mistaken.

We have successfully defeated investigations by the FBI, The Joint Terrorism Task Force, The US Secret Service, the US Marshal Service, the US Capitol Police and a host of state and local law enforcement agencies over the past eight years of our existence. The SEC doesn’t phase us at all.

We’ve ruffled a lot of feathers with this report. Stay tuned for further developments.

>>

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:09

E’ bello avere un capitano … che si preoccupa per la sua ciurma e … per gli altri.

Sono alcuni giorni che la “pentola” è in ebollizione. Articoli su articoli per spiegare un concetto che … per alcuni è semplice quanto banale, per altri è morbosamente “blasfemo”, inaccettabile.
Non puoi basare lo sviluppo economico di una azienda, di una nazione o del mondo su un mare di balle, costruite e sostenute per …. nascondere delle “banali” truffe da catena di S. Antonio, fatte da un branco di “dementi” in doppio petto, amici degli amici, che evidentemente hanno perso il senso di quello che forse hanno studiato ma mai compreso interiormente.

D’altronde la nostra storia è ciclica, tremendamente ciclica, e oppone periodi di splendore intellettuale, magari in povertà materiale, a periodi di grande ricchezza e deficienza mentale.
Direi che siamo all’apogeo.

La nostra speranza oramai è … nell’intervento Divino. Non per noi o per i nostri miseri tornaconto, ma per la tremenda situazione che si sta creando per chi, ai piedi di un mondo falsamente capitalistico e … “assistenzialistico” ora si trova defraudato di tutto e … senza la speranza che qualche briciola dell’abbondanza cada anche su di lui.

Obama che si rende conto di star regalando i soldi dei contribuenti a …. “cattivoni” senza scrupoli che non li investono nella società che li mantiene, ma giocano ai “grandi finanzieri”. Ma stiamo scherzando …. sarà micca scemo nò? E’ un delirio e tira al peggio.

Il bello è che per mantenere il giochino acceso … si stanno consumando tutte le ultime pile, le ultime riserve di credibilità, di economia reale. Che strazio.
Secondo “qualcuno”, forse la nostra unica speranza “terrena” sta proprio in un cambiamento dell’asse “geofinanziario” del mondo. Una nuova valuta forte … un nuovo contendente al trono … lo yuan, che insieme alle altre economie “asiatiche” dovrebbe bilanciare la “discesa” degli USA da un punto di vista politico ed economico.
Ma. Avete idea di cosa significhi veramente solo questo pensiero …. una nazione di oltre un miliardo di anime cresciuta nel più completo disprezzo di tutti i valori umani, come se ottocento e novecento non fossero esistiti, rigurgitante di mafia e “fascistotti” arricchiti, con a disposizione tutta la tecnologia reale che l’umanità è riuscita a creare negli ultimi cento anni, che …. si trova all’improvviso libera di esprimere tutto il “suo potenziale”, senza avere maturato alcunché a livello umano. Nessun diritto, nessuna cultura o contestazione, nessuna remora …. solo profitto e “bene dello stato”.
Signori …. se finisce veramente così …. son dolori per tutti, sicuramente per l’India, sicuramente anche per noi “ricchi borghesi Europei”.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:13

Il Cuculo #26 sono d’accordo; alta probabilità di vedere S&P a 750 nei prossimi giorni (buoni affari per il trading).
Ma se la discesa continua ci sono possibilità di vedere i minimi di marzo??? (altri buoni affari per i trader)….poi vedremo.

E l’economia reale cosa farà??? forse l’unico buon affare per quest’ultima sarebbe di “liberarsi” dalla finanza attuale, e di qualche altro peso che la stà calpestando.

SD

Scritto il 20 aprile 2009 at 22:14

La notizia di Turner Radio Network è uscita ancora ieri è datata 19 aprile 2009 è se fosse vera oggi non saremo qui a parlare di nulla, perchè quella si sarebbe stata l’ Apocalisse!

Se una notizia del genere l’avesse data Icebergfinanza, questo blog in Italia sarebbe stato chiuso e forse il suo autore in qualche cella segreta….dell’Isola di Montecristo!

Comunque sia un fondo di realtà è evidente, è evidente a tutti coloro che hanno seguito in questi due anni questa crisi, l’economia reale sta affondando e oggi le varie case di brokeraggio fanno a gara per affondarsi tra di loro con report che meriterebbero soltanto di essere stracciati e usati per parti più nobili del corpo.

Se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere di tanta ingenuità!

Quello che mi stupisce è che nonostante tutto i lerciume che abbiamo conosciuto in questi due anni, c’è ancora qualcuno che ha intenzione di continuare a giocare in questa putrida palude.

Certo non cambierà mai nulla, della speculazione non risparmia nessuno, tantomeno molti di coloro che frequentano il blog!

Sino a quando non ci chiederemo dove i nostri soldi saranno investiti e che fine faranno, non ci sarà futuro per questo mondo!

Provate a riflettere anche solo per un istante, anche se lo abbiamo già fattio spesso, come è possibile che compaiano miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di fottuti dollari per salvare il culo a quattro fottute banche, quando non vi è un solo centesimo per salvare la vita di milioni di esseri umani, non vi è un solo centesimo per la cultura, per l’innovazione, per la ricerca, per l’istruzione, per la sanità, per il nostro presente e il nostro futuro!

Credo che piano, piano sia ormai giunto il momento di lasciare questo mondo fottuto nella putrida palude che si merita ed occuparci di qualcosa di meglio di investire il nostro futuro lontano da questa immensa FOGNA!

La notizia che il Festival dell’Economia verrà presentato nella tana della Finanza….a Piazza Affari è l’emblema di come questa crisi, la finanza ha ormai preso in ostaggio tutto quello che c’era da prendere!

Per il sottoscritto un pugno nello stomaco!

Se avrò occasione, vi racconterò cosa è successo dietro le quinte dql Festival, di come la mia proposta di invitare alcuni esponenti della Finanza alternativa mondiale non è stata degnata neanche di una risposta e di come a fatica si è riusciti ad avere una presenza di rilievo ma una soltanto!

Attendo il programma, attendo i relatori, ma non mi faccio illusioni!

Come non mi sono fatto illusioni per mille altre cose!

Buona notte, alzo lo sguardo al cielo e torno a calpestare questa terra, non potrò dormire sereno sino a che non ci sarà giustizia!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:22

Tanto per concludere lo “sproloquio” …. siamo sicuri che il decennio perduto avvolga anche le nostre economie, con il suo ovattato oblio?

Il sol levante, la seconda economia dei “tempi andati”, è riuscito a cristallizzare la sua situazione di insolvenza aggrappandosi alle mille derivazioni della sua economia a livello mondiale. Ha sparso i suoi debiti in mille rivoli, spesso avvelenando molte situazioni altrui, magari già compromesse.

Ma era …. un eccezione in un mondo che ancora girava in un “certo modo”.

Ora … non è più così. Siamo sicuri che il “mondo” troverà le risorse per farsi carico anche di questo scempio che si sta preparando?

Non voglio essere irrispettoso e non sono bravo con i numeri come il nostro Capitano, ma le cifre dei debiti sono spaventose …. a fronte della “cassa” a cui si vuole attingere.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:33

Francia R #28 ho letto in questo momento il post dove parli delle economie asiatiche e della Cina.

Io non sono un esperto di Asia e della loro economia, ma qualcosina della zona conosco.
Se posso permettermi, vorrei tranquillizare dicendo che le conquiste scientifiche e tecnologiche del passato sono patrimonio dell’occidente. Non dobbiamo avere nussun timore, sono un nostro patrimonio culturale….loro se lo devono guadagnare, devono dimostrare che sanno fare meglio, in questo settore (se hanno ancora un pò di Faccia -leggasi dignità-).

Poi chissà, forse ci saranno anche dei lati positivi nel farsi comandare dai Cinesi (maschi o femmine??? hihihihi)

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 22:47

mmm… SD #32 … non serve essere i migliori in alcunchè per combinare casini.
Magari basta che statisticamente si sia in tanti, anche mediocri, ma in molti. Se poi aggiungi tanto potere economico, armi, arroganza e disprezzo … la miscela diventa pericolosa.
E sono quasi due secoli che “qualcuno” gioca proprio con queste miscele, proprio in situazioni di grande stress economico e politico, magari create apposta, magari create da un branco di incapaci.
Ovviamente i miei sono solo timori un tantino paranoici, ma … ho imparato a temere la stupidità dell’uomo (la mia compresa …)

Comunque qualche anno fa, per motivi di lavoro ho avuto modo “di intravedere” le realtà con cui ci misuriamo e, se il mercato fosse libero veramente, non ci sarebbero storie ….. dalle nostre parti chiuderemmo in tanti.
Abbiamo giocato a fare gli imprenditori in casa d’altri, producendo “al meglio”, negando però tutte quelle conquiste sociali che hanno reso la nostra società vivibile, con la scusa che erano …. esseri inferiori.
Prima o poi la paghiamo, stanne sicuro.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 23:33

Io rimango dell’idea che al punto dove siamo arrivati, solo dalle macerie si puo’ ricostruire qualcosa di migliore.
Quindi attendo FIDUCIOSO lo sconquasso finale ma con qualche timore che la resa dei conti porti ad eventi nefasti e “ricorrenti” nella nostra storia.
Matteo

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 23:45

Mi consolo nel vedere Andrea che per una volta ha perso la speranza in questo mondo…
Io fiducia Zero nel mondo attuale.. Manca ancora la crisi vera che farà cambiare le persone. Poi ne riparleremo.

+zero.

utente anonimo
Scritto il 20 aprile 2009 at 23:59

+zero,
ti capisco, ma come dice andrea, mai perdere la speranza, altrimenti rimane solo la finestra, la apri e ti butti giu’ …..sempre che tu non sia al pian terreno.
Matteo

Scritto il 21 aprile 2009 at 07:06

Effettivamente Capitano quando dici:
“La notizia che il Festival dell’Economia verrà presentato nella tana della Finanza….a Piazza Affari è l’emblema di come questa crisi, la finanza ha ormai preso in ostaggio tutto quello che c’era da prendere!”

Mi rende non poco triste…
mi stavo chiedendo anch’ io quale luogo avessero scelto …
ma sentirlo dire da Te!….
Del resto …l’ organizzazione non è forse a cura del Gruppo sole 24 ore,
il partner è Intesa SanPaolo
e il main sponsor Lottomatica e Fiat Group, significherà pure qualcosa!?

E… non hanno preso in considerazione la tua proposta..e no…non si fa così!!

Sai cosa Ti dico Capitano …e allora che se ne frega del Festival dell’ Economia!!…

Perché non ci incontriamo tra di Noi…una serata tra i sostenitori del Blog…
e una con chiunque sia interessato… ad uscire da questa dimensione “virtuale”… Se andiamo al festival…perché non incontrarci prima e presentarci in gruppo…
E non importa se non ci saranno personaggi di fama mondiale a parlaci di Finanza e Mondi Alternativi…
Per noi basti Tu…vero “ragazzi”!
Buona Giornata
Valentina

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