L'IGNOTO!

Scritto il alle 07:20 da icebergfinanza

 
 
Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino, ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro disse Dag Hammarskjöld, diplomatico economista presidente della Banca di Svezia e segretario delle Nazioni Unite, quella stessa Svezia che negli anni 90 conobbe una delle crisi finanziarie più devastanti della storia.
 
Ciò che oggi nella cornice del destino della madre di tutte le crisi finanziarie della storia si sta mettendo è un quadro i cui colori sono l’essenza stessa dell’ignoto, l’essenza stessa della paura, nessuno sa più quali colori usare, il quadro riflesso della mancanza di fiducia.
 
Ho sempre sentito attribuire una delle motivazioni principali di questa crisi alla mancanza di regolamentazione alla mancanza di strumenti per poter regolamentare i mercati. Per favore non scherziamo, se la SEC ha chiuso un occhio e forse due sul caso Madoff o se la Federal Reserve ai tempi del fantasma di Greenspan ignorava gli avvertimenti sui mutui subprime e sull’eccesso di finanza creativa significa solo mancanza di volontà nel voler esercitare le proprie funzioni, significa essere corresponsabili di questa crisi.
 
Oggi le lobbies finanziarie hanno sequestrato la politica e l’economia, tutte le decisioni prese sino ad oggi non hanno nulla a che vedere con la realtà, tutte queste decisioni sono il frutto di conflitti di interesse reali, il TARP ONE ne è la testimonianza vivente.
Francamente non mi importa nulla di come riusciranno a togliere dalla circolazione miliardi di dollari di assets emessi dalla finanza creativa, la nemesi delle cartolarizzazioni resterà nella storia per sempre si un gioiello di creatività finanziaria peccato che nessuno abbia previsto la variabile sintetica, variabile umana impazzita, nulla mi importa del prezzo, di come lo determineranno, di chi se ne occuperà e di chi sarà disponibile ad acquistarlo, io so solo che questo studio del FMI che prende in considerazione 124 crisi finanziarie storiche è uno studio essenzialmente empirico come empirico è tutto ciò che non è mai stato preso in considerazione in questa crisi, si empirico che proviene dalla Storia, dall’esperienza e non da idee preconcette o ideologie varie………
 

Existing empirical research has shown that providing assistance to banks and their borrowers can be counterproductive, resulting in increased losses to banks, which often abuse forbearance to take unproductive risks at government expense. The typical result of forbearance is a deeper hole in the net worth of banks, crippling tax burdens to finance bank bailouts, and even more severe credit supply contraction and economic decline than would have occurred in the absence of forbearance.

….evidenze empiriche, ricerche empiriche che ci dimostrano che provvedere all’assitenza delle banche e dei loro debitori può essere controproducente, con il conseguente aumento delle perdite per le stesse banche con spesso un strisciante rischio morale che induce a prendersi dei rischi a spese del contribuente. Il risultato tipico della tolleranza è un buco nero profondo nel patrimonio delle banche, paralisi fiscale per finanziare i salvataggi bancari e una ancor più grave contrazione del credito e un maggiore declino economico di quanto non sarebbe avvenuto in assenza di tolleranza……..

“The tough decisions need to be made,” Frederic Mishkin, a former Federal Reserve governor and research collaborator with Fed Chairman Ben S. Bernanke, said in a Bloomberg Television interview. “You have to make sure that when all is said and done, you actually have financial firms that are either healthy and the ones that are not healthy can’t stay in business.” Bloomberg

 

…si sarebbe ora di lasciare fare al mercato e togliere di mezzo il dogma del rischio sistemico….in fondo anche Lehman è fallita per altri motivi.

Aides worked through the weekend to complete the package that Geithner will announce tomorrow in Washington, which was delayed by a day.Aspects of the plan that have been settled include a new round of injections of taxpayer funds into banks, targeted at those identified by regulators as most in need of new capital, people briefed on the matter said.

….chissà domani è un’altro giorno e si vedrà……

La " Lost Decade " secondo la Storia è il frutto di anni e anni di mancanza di trasparenza nel sistema finanziario forse che oggi ci è dato di sapere di quello che realmente sta accadendo……perchè non nazionalizziamo l’intero sistema non è politicamente corretto…..istituzioni tecnicamente insolventi, zombie e fantasmi finanziari la cui essenza patrimoniale è in condizioni peggiori di prima che il TARP ONE fosse erogato. La Storia sussurra di nazionalizzare, temporaneamente come nella crisi svedese ma la Storia nessuno la sta ad ascoltare.

Uno dei più importanti momenti di " saggezza economica " è quello di conoscere ciò che non conosci, sapere ciò che non sai, diceva J.K.Galbraith in fondo questa crisi è tutto un territorio inesplorato e nessuno sa cosa in realtà nessuno conosce……

Via CalculatedRisk dal New York Times scopriamo che……..

[T]he creation of a joint Treasury and Federal Reserve program, at an initial cost of $250 billion to $500 billion, to encourage investors to acquire soured mortgage-related assets from banks

…..si incoraggiare, alla ricerca della fiducia……… 

The Fed will use its balance sheet to provide the financing, and the Federal Deposit Insurance Corporation might provide guarantees to investors who participate in the program, which some people might call a “bad bank.”

……la Fed userà il suo bilancio, si il bilancio della Fed è l’ignoto, l’infinito…….la FDIC le garanzie

A second component of the plan would broadly expand, to $500 billion to $1 trillion, an existing $200 billion program run by the Federal Reserve to try to unfreeze the market for commercial, student, auto and credit card loans………

….si e chi sbloccherà la bomba innescata del CRE Commercial Real Estate, chi si occuperà dei famigerati LBO prestiti a leva dei private equity…….

A third component would involve a review of the capital levels of all banks, including projections of future losses, to determine how much additional capital each bank should receive.

……si revisioni della patrimonialità delle istituzioni finanziarie incominciamo a revisionare il terzo livello contabile, quello in cui le banche possono determinare soggettivamente il valore di un assets che ritengono non avere mercato, a togliere di mezzo tutti i veicoli finanziari fuori bilancio……..

The capital injections would come out of the remaining $350 billion in the Troubled Asset Relief Program, or TARP……

Lo sguardo all’orizzonte……si nessuno in realtà conosce ciò che nessuno conosce , il vento stà cambiando peccato che nessuno sappia in realtà in quale direzione….in settimana per coloro che sostengono Icebergfinanza o per coloro che vorranno sostenerlo, vedremo  insieme un importante aggiornamento al post dedicato " Una_Realtà_fondamentale " oltre ad un illuminante studio empirico sul perchè oggi la Deflazione ha maggiori e reali possibilità di avvolgere il ciclo economico ……le sorprese non sono finite, non sono affatto finite. 

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

 

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21 commenti Commenta
Scritto il 10 febbraio 2009 at 08:31

Grande Analisi la tua Capitan Andrea, e complimenti….
…..e in America anche i premi Nobel …. di fatto non sanno che pesci pigliare

………..anche il premio Nobel Joseph Stiglitz
ha qualche dubbio sulle cure fin qui adottate…..per uscire dalla crisi

Tu Capitan, questi dubbi, sull’efficacia della cura , ce li hai fatti toccar con mano già tre mesi fa…

L’intera strategia del salvataggio economico è inadeguata?
di Joseph Stiglitz – 09/02/2009

Fonte: comedonchisciotte [scheda fonte]

RIPENSIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

La recessione americana sta entrando nel suo secondo anno, e la situazione sta solamente peggiorando. La speranza che il Presidente Obama sia in grado di tirarci fuori dai guai è affievolita dal fatto che la distribuzione di centinaia di miliardi di dollari alle banche non è riuscita a rimetterle in sesto, e nemmeno a ridare vita al flusso dell’erogazione dei prestiti.

Ogni giorno ci fornisce una prova ulteriore che le perdite sono superiori a quanto ci si aspettasse e che ci sarà bisogno di sempre più denaro.

Alla fine viene posta la domanda: forse tutta l’intera strategia è inadeguata? Forse quello di cui c’è bisogno è un ripensamento sostanziale. La strategia Paulson-Bernanke-Geithner era basata sulla constatazione che il mantenimento del flusso del credito fosse essenziale per l’economia. Ma era anche basata sull’incapacità di comprendere alcuni dei mutamenti fondamentali nel nostro settore finanziario avvenuti dalla Grande Depressione, addirittura negli ultimi vent’anni.
……….

consiglio a tutti di andare a leggersi
l’articolo , lunghissimo , per questo non l’ho incollato, dal titolo

L’intera strategia del salvataggio economico è inadeguata?
di Joseph Stiglitz – 09/02/2009

Fonte: comedonchisciotte [scheda fonte]

RIPENSIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

e il contro articolo

IL SALVATAGGIO BANCARIO DI OBAMA: ESISTE UN’ALTERNATIVA – RISPOSTA A STIGLITZ

DI RICHARD C. COOK
Globalresearch

copio il link

http://www.ariannaeditrice.it:80/articolo.php?id_articolo=24351

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 10:44

Il cambiamento della logica dell’organizzazione sociale e dei meccanismi economici collegati passano attraverso un diverso modo di pensare a tutti i livelli nei quali dobbiamo essere coinvolti, secondo nuove regole che assumeranno aspetti “sorprendenti” ma che sistematicamente partono esattamente dall’opposto cui siamo abituati ed orientati in base alla comunicazione “ufficiale” : es sui consumi energetici, attualmente la riduzione dei consumi energetici per i trasporti , il riscaldamento l’utilizzazione di macchine di vario tipo è essenziale per il rispetto ambientale e degli equilibri collegati in tal senso quest’impegno paradossalmente va verso la crisi e non viceversa , in sostanza i meccanismi di produzione energetica “extra-CO2 “ non sono ancora pronti in quanto non sono stati appetibili dal punto di vista della speculazione e dell’ accumulo della massa monetaria da parte dell’establishment di gestione legato al potere , in questo senso da noi poi c’è stata l’incapacità di gestire il metodo nucleare , ed i processi innovativi ad esso collegato; es. la formazione dei giovani, quindi l’università e la ricerca sono state marginali e finalizzate al principio del diritto alla sistemazione di chi ha potuto privilegiare la chiusura , l’elite pseudo- culturale , relegando la conoscenza e lo studio ad una “sorta di rivendicazione “ con negazione delle libertà di scelte , invece si doveva ricercare nei bisogni “delle società “ la produzione delle figure professionali che coraggiosamente avrebbero potuto colmare i vuoti non solo nostri ma anche di altri popoli che ne hanno bisogno incentivando le scelte di lavoro anche transitorio all’estero ( il contributo del passato in termini di forza lavoro fornita ad altri paesi dalle generazioni precedenti è stato sia in termini di vite umane ma anche di ricchezza portata dai nostri minatori ed emigrati in grado di colmare vuoti di economia di interi paesi del sud dove continuavano a vivere le famiglie ed i figli a studiare oggi appartenenti alla cosiddetta classe media ) , quindi “Non il N° chiuso per una gretta meritocrazia basata sulla presunzione di origine dello studente modello predefinito ” ma meritocrazia basata sulla possibilità di fornire chance diverse ai giovani che sono in grado di recepirle con la visione del futuro e che con il possibile e/o dovuto periodo di esperienza all’estero maturano velocemente : possiamo fornire ingegneri, biotecnologi, medici . biologi. esperti di scienze ambientali, infermieri, fisioterapisti, avvocati , esperti di economia aziendale , psicologi , ma anche docenti di letteratura lingue filosofia beni culturali , musicisti ecc. cosa significherebbe “una certezza di lavoro post- laurea “ semplice una spinta per i giovani a terminare gli studi ed a ricevere un premio di valutazione al rientro dall’esperienza lavorativa all’estero quindi : un rilancio sociale e della sua economia .Se è vero che la classe media è destinata a scomparire ad impoverirsi nel processo di restaurazione del potere di controllo post- crisi , è evidente che la possibilità di dare origine ad una diversa impostazione contrasterà tale fenomeno e la “restaurazione di metodi di controllo basati sul discorso dei consumi e della speculazione “, se l’orizzonte del futuro dei nostri giovani è chiuso da “Non c’è lavoro per voi ” , quale possibile rilancio moderno potrà esserci? Nessuno! Il lavoro ci deve essere e deve essere impostato su una diversa organizzazione e cultura sociale finalizzata alla salvaguardia ambientale, al benessere sociale, alla lotta contro le malattie in tutto il mondo . Ecco perché ancora una volta l’America è fondamentale , se in questo ambiente la ricchezza del debito ha determinato l’assenza di mete e di rinnovamento nel nome dei consumi eccessivi è necessario che l’esempio del rilancio derivi da nuove idee, dal rispetto sociale, dalla ricerca ed offerta di nuove fonti di lavoro, dal rispetto dei vari strati di popolazione così come composti . Bisogna qundi convincerci che in buona parte dipende da noi.
MM

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 13:10

Anch’io faccio i complimenti al Capitano Andrea per il suo articolo……speriamo bene hehehe.

Valentina sono lieto che sei interessata ai commenti di ieri, voglio mostrarti una minuscola finestra su quello che c’è fuori……nella volta celeste; il sito di Hubble il telescopio spaziale in orbita: http://hubblesite.org/gallery/album/the_universe_collection/pr2004007d/ , questa è solo una delle tante fotografie REALI. Lascio a tè giudicare………,se lo conoscevi già, meglio.

Un saluto a tutti

SD

Scritto il 10 febbraio 2009 at 13:53

Ineccepibile MM

“In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza”
http.//saba.fateback.com
Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali

http://www.simpol.org/dossiers/dossier-It/html-It/interface-it.html
Per una politica simultanea

p.s nuovamente grazie SD, no..non lo conoscevo….
Grazie anche a carpediem…
anche Voi..se non li conoscete già provate a fare un giretto
sui siti che ho indicato…anche il libro non è uno scherzo…

Sempre cari saluti e un ringraziamento particolare
Al Capitano, anche da parte mia.
Valentina

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 18:42

L’argomento per la deflazione dei prezzi a due cifre è così debole che nessun economista la predice in pubblico. Non dico solo nessun economista, o non troppi economisti; dico che nessuno accademicamente qualificato con un dottorato in economia predice una deflazione dei prezzi paragonabile a quella avvenuta tra il 1930 e il 1933. Chiunque la predica, e la predica per diversi anni, si identifica per non essere un economista qualificato. Non sto esagerando; è proprio quello che intendo. Non esiste alcun economista siffatto. Se dovesse esistere, allora si è nascosto bene.

Tratto da usmelab

RobertoLara

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 19:13

tratto dallo stesso sito :

“Il dibattito fra coloro che predicono l’inflazione dei prezzi e coloro che predicono la deflazione dei prezzi è operativamente senza senso se stiamo parlando soltanto del 2% o 3% nell’uno o nell’altro senso”.

Secondo loro quindi non c’è alcuna differenza tra avere un +3 % annuo od un -3%.
Non so come la pensiate voi, personalmente pur non avendo alcun dottorato mi permetto umilmente di dissentire.

Mas

Scritto il 10 febbraio 2009 at 20:44

Ciao Mas…..d’ora in poi non accennerò mai più all’argomento inflazione o deflazione, non ho alcuna voglia di perdermi in inutili e sterili polemiche accademiche….quelle che sono le mie visioni le ho esposte, sensazioni e visioni suffragate da alcune prove empiriche se vogliamo…d’oggi in poi la parola passa alla ……Verità, figlia del Tempo.

Oggi per l’ennesima volta la realtà è davanti agli occhi di tutti….. sino a quando gli illusionisti del conflitto di interesse illumineranno la scena con i loro fari in fondo al tunnel vi sarà sempre qualche naufrago che resterà abbagliato naufragando ad ogni miraggio possibile.

Icebergfinanza per l’ennesima volta vi aveva avvertiti……ma il fascino delle sirene è irresistibile è molti anche alcuni di coloro che seguono questo blog si sono fatti attrarre…..

Se posso permettermi vi chiedo un piacere …..contributi da un euro o due servono solo ad “ingrassare” le commissioni che Pay Pal richiede….grazie lo stesso.

Su CNBC ho sentito un professore dire che questa è la migliore epoca economica della storia….meglio di dieci anni fa……ha già detto tutto lui.
Questa è la realtà, mi dispiace ma sino a quando la maggior parte delle persone non vorrà comprendere e vivrà di illusioni le stesse illusioni che hanno sostenuto questa crescita virtuale fondata sul debito allora la crisi ci accompagnerà per ancora molti anni…….

Andrea

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 21:38

Ma cosa si aspettavano i banchieri di wall st.?

Oramai l’unica cosa che resta da fare al governo Usa è nazionalizzare!! 2 o 3 grossi istituti di credito e cominciare a usarli per riaprire direttamente il credito alle famiglie ed alle imprese,

ad maiore
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 10 febbraio 2009 at 22:18

Buonasera a tutti.

Questa sera osservando le borse e le notizie economiche (come dice alnche Il Cuculo #8), mi è venuto il voltastomaco…..io non sono un esperto di finanza, ma credo che se questi Signori potessero, verebbero a prenderci il soldi (buoni e guadagnati con fatica) direttamente nel portafoglio.
Forse sarà un gudizio sbagliato ma a volte a pensar male….si indovina.

SD

Scritto il 10 febbraio 2009 at 23:23

…….quel ciao, Mas era un caro saluto, il riferimento era in generale ad alcuni interventi corretti e espressione di pluralità di pensiero di altri compagni ma che forse ci stanno distogliendo dall’essenza di questa crisi…..in fondo io e te la pensiamo alla stessa maniera.

Andrea

Scritto il 11 febbraio 2009 at 00:09

salve!

ti leggo sempre con piacere, e nel mio piccolo ho provveduto con qualche donazione.

un parere su un paio di idee che ho in testa, legate a chi si deve confrontare a muso duro con la realtà quotidiana:

concetti come “decrescita felice” e acquisti “a catena corta” quali i GAS potrebbero avere senso per la ricostruzione di un tessuto economico più sano di questo, dove non si capisce ciò che si ottiene, visto che è tutto virtuale, ma si è certi di ciò che si perde?

Grazie nuovamente!

ps
per la stessa domanda, tempo fa sono stato bannato da altri blog di economia e tacciato come (rispettivamente) “economista new age” e “ideologo comunista”.

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 01:48

Roberto Ecol

Non cambieremo mai le cose, combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruiamo un modello nuovo che renda il sistema attuale obsoleto.

E’ il sistema dove viviamo che ci impedisce di reagire, se accettiamo che milioni di persone vivano in una città, dove dipendi completamente dal sistema, come fai a combatterlo.

Bisogna uscire dalle città, vivere in comunità autosufficienti, solo cosi togli forza al sistema.

Un sistema complesso per funzionare ha bisogno di ordine, e questo ordine che ci rende schiavi, chiunque di noi andasse al potere non potrebbe far altro che uniformarsi a quell’ordine.

Solo in piccoli sistemi può esserci una democrazia partecipativa diretta, perché una persona ne capisce l’insieme e può modificarlo.

Chi ci vuole schiavi, ci vuole in un sistema città, perché cosi ci può controllare facilmente, in quanto sa che nessuno avrà mai il coraggio di andare contro l’ordine del sistema, e se pure qualcuno proverà a farlo saranno gli altri componenti del sistema che lo combatteranno.

Più persone entreranno nelle città e più il sistema si rafforzerà, l’unico modo di indebolirlo è svuotare le città.

Propongo una iniziativa che invita le persone a costruire migliaia di villaggi-comunità autosufficienti intorno le grandi città.

http://www.ecolcity.it

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 01:48

Roberto Ecol

Non cambieremo mai le cose, combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruiamo un modello nuovo che renda il sistema attuale obsoleto.

E’ il sistema dove viviamo che ci impedisce di reagire, se accettiamo che milioni di persone vivano in una città, dove dipendi completamente dal sistema, come fai a combatterlo.

Bisogna uscire dalle città, vivere in comunità autosufficienti, solo cosi togli forza al sistema.

Un sistema complesso per funzionare ha bisogno di ordine, e questo ordine che ci rende schiavi, chiunque di noi andasse al potere non potrebbe far altro che uniformarsi a quell’ordine.

Solo in piccoli sistemi può esserci una democrazia partecipativa diretta, perché una persona ne capisce l’insieme e può modificarlo.

Chi ci vuole schiavi, ci vuole in un sistema città, perché cosi ci può controllare facilmente, in quanto sa che nessuno avrà mai il coraggio di andare contro l’ordine del sistema, e se pure qualcuno proverà a farlo saranno gli altri componenti del sistema che lo combatteranno.

Più persone entreranno nelle città e più il sistema si rafforzerà, l’unico modo di indebolirlo è svuotare le città.

Propongo una iniziativa che invita le persone a costruire migliaia di villaggi-comunità autosufficienti intorno le grandi città.

http://www.ecolcity.it

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 01:48

Roberto Ecol

Non cambieremo mai le cose, combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruiamo un modello nuovo che renda il sistema attuale obsoleto.

E’ il sistema dove viviamo che ci impedisce di reagire, se accettiamo che milioni di persone vivano in una città, dove dipendi completamente dal sistema, come fai a combatterlo.

Bisogna uscire dalle città, vivere in comunità autosufficienti, solo cosi togli forza al sistema.

Un sistema complesso per funzionare ha bisogno di ordine, e questo ordine che ci rende schiavi, chiunque di noi andasse al potere non potrebbe far altro che uniformarsi a quell’ordine.

Solo in piccoli sistemi può esserci una democrazia partecipativa diretta, perché una persona ne capisce l’insieme e può modificarlo.

Chi ci vuole schiavi, ci vuole in un sistema città, perché cosi ci può controllare facilmente, in quanto sa che nessuno avrà mai il coraggio di andare contro l’ordine del sistema, e se pure qualcuno proverà a farlo saranno gli altri componenti del sistema che lo combatteranno.

Più persone entreranno nelle città e più il sistema si rafforzerà, l’unico modo di indebolirlo è svuotare le città.

Propongo una iniziativa che invita le persone a costruire migliaia di villaggi-comunità autosufficienti intorno le grandi città.

http://www.ecolcity.it

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 01:48

Roberto Ecol

Non cambieremo mai le cose, combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruiamo un modello nuovo che renda il sistema attuale obsoleto.

E’ il sistema dove viviamo che ci impedisce di reagire, se accettiamo che milioni di persone vivano in una città, dove dipendi completamente dal sistema, come fai a combatterlo.

Bisogna uscire dalle città, vivere in comunità autosufficienti, solo cosi togli forza al sistema.

Un sistema complesso per funzionare ha bisogno di ordine, e questo ordine che ci rende schiavi, chiunque di noi andasse al potere non potrebbe far altro che uniformarsi a quell’ordine.

Solo in piccoli sistemi può esserci una democrazia partecipativa diretta, perché una persona ne capisce l’insieme e può modificarlo.

Chi ci vuole schiavi, ci vuole in un sistema città, perché cosi ci può controllare facilmente, in quanto sa che nessuno avrà mai il coraggio di andare contro l’ordine del sistema, e se pure qualcuno proverà a farlo saranno gli altri componenti del sistema che lo combatteranno.

Più persone entreranno nelle città e più il sistema si rafforzerà, l’unico modo di indebolirlo è svuotare le città.

Propongo una iniziativa che invita le persone a costruire migliaia di villaggi-comunità autosufficienti intorno le grandi città.

http://www.ecolcity.it

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 08:16

Caro Roberto Ecol
spero per te che tu non abbia più di 16 anni, primo perchè è una bellissima età ed avresti tutta la vita davanti per costruire il tuo futuro cercando di lasciare un’impronta sul mondo , secondo perchè se hai più di 16 anni non riesco a capire come fai a scrivere un post così.

Villaggi autosufficienti? Cosa vuole dire? Economia di sussistenza, prodotti solo locali niente industrie niente sanità niente istruzione ricerca sviluppo tecnologico, niente Internet, telefono cellulare, aereo …

Guarda la tua vit, togli tutto quello che per essere prodotto richiede una struttura complessa e toglilo, vedi cosa resta. (Un quadro dei primi dell’ottocento, vai a leggere le cronache di come viveva la gente a quel tempo e cerca di farti un’idea se ti piacerebbe vivere così?)

Hai idea dell’infrastruttura che Internet, che tu usi, richiede?

Hai idea di quanta tecnologia cumulata ci vuole per fare una TAC?

Oggi se hai un infarto e vivi in una città con un grande ospedale vicino hai molte probabilità di salvarti e di riprendere la tua vita in poche settimane. Se vivi in un paesino hai buone probabilità di morire o di arrivare in un ospedale quando ormai è troppo tardi per non aver subito danni irreparabili.

Idealisti ecologisti di tutto il mondo UNITEVI! e andate a fare… un giro.

ad maiora
Il Cuculo

Scritto il 11 febbraio 2009 at 15:36

è leggendo post di persone come te, Cuculo, che viene voglia di andare a vivere in un villaggio abbandonato da Dio, perlomeno dal Dio “consumista assoluto”.

non so l’età di Roberto Ecol, e non mi interessa. io ho 36 anni:

da almeno 20 lavoro in maniera più o meno precaria, nonostante continui ad accumulare titolini e titolucci. e non temere, non ho solo pensato al lavoro “comodoso”, spesso ho fatto il meccanico e tutta quella serie di lavori che adesso preferiamo far fare agli extracomunitari, tranne poi cacciarli quando abbiamo poco lavoro o semplicemente un governo non li ritiene più utili.

questo per mantenere un sistema che intanto brucia decine di milioni per i giocatori di calcio, per sovvenzionare banchieri incapaci, per foraggiare manager idioti…

spesso soldi pubblici.

penso che tale sistema, se non è già morto, morirà presto.

probabilmente chi cercherà di tenerlo in piedi fino all’ultimo, morirà schiacciato dalla sua caduta.

io me ne sto allontanando già da un pò.

magari non ti piaccio, ne sono certo. ma ritengo che il modello attuato fino adesso sia CERTAMENTE il migliore trovato, ma sia MOOOLTO suscettibile di ulteriori miglioramenti.

ulteriore piccolo appunto.
se si resta utenti anonimi, è difficile poter instaurare un dialogo (dialogico, pelromeno; che puntualizzazione tautologica…).

ulteriore, ed ultimo, appunto:

mi sembra che su questo blog SEMPRE si parli di “orizzonti alternativi”, non te ne sei ancora accorto?

non potrebbe esistere un futuro con la TAC, internet e dei villaggi autosufficenti?

o preferisci mangiare l’aglio e i pomodori cinesi? ti consiglio il latte cinese, è ottimo!

Scritto il 11 febbraio 2009 at 17:36

L’ utopia della semplicità da
un’ intervista di Andrea Bizzochi a
Cecile Andrews, autrice di the Circe of simplicity..
La semplicità volontaria, un movimento nato in sordina a Seattle nei primi anni Ottanta
in reazione al materialismo propugnato dalla presidenza Reagan,
sta conquistando fasce sempre più ampie di popolazione.
..
L’ ispirazione è arrivata dallo “Study circle movement” svedese, secondo il quale
Il cambiamento deve venire dalla gente stessa, deve nascere dal basso.
La semplicità volontaria dice da tempo quello che il picco petrolifero
ci sta dicendo oggi su come dovremo vivere nel prossimo futuro.
.. L’ uomo è capace di cose orribili ma anche di grandi slanci di generosità, di sogni e di ideali, di amore e di solidarietà.
La società contemporanea, proprio perché è arrivata ad avere una forte impronta materiale,
ha compresso la componente spirituale che è la parte migliore dell’ uomo.
Questa componente però esiste, sta solo sonnecchiando, ed il nostro lavoro è
semplicemente di risvegliarla.

Twin Oaks175 etteri di Libertà
È l’ ecovillaggio delle”Due Querce”
In Virginia, dove dal 1996 si sperimentano con successo
nuovi modelli di organizzazione sociale e di economia.
Esiste da ben 42 anni ed è insieme a The Farm, situato in Tenesse, uno
degli ecovillagi simbolo degli Stati Uniti.
La lista potrebbe continuare.

Nel 2004 viene fondato Phinney un ecovillaggio urbano

La rete italiana di ecovillaggi (Rive) è nata nel dicembre 1996.
ww.ecovillaggi.it

..Bisogna avere il coraggio di aprirsi al cambiamento e mettere in
dubbio la verità preconfezionate che la società ci serve sul piatto.
(estratto da Terra Nuova febbraio 2009)
Posso solo supportare questo coraggio..da qualunque parte provenga..
non potrei mai distruggere il sogno di un uomo.

P.s bellissi commenti anche nel post di oggi..Daniele..Francia..Marco Colacci..
Mas…grancav…una Grande ciurma degna di un Grande Capitano..
Si grancav anch’ io non potrei vivere senza fiducia, anche se calpestata o ferita..
Senza fiducia non avrebbe senso questo viaggio e il lasciare i nostri messaggi in bottiglia.
nell’ oceano ignoto.

Capitano complimenti..per il tuo imponente, inestimabile lucido, instancabile lavoro, tecnico e umano permeato da grande fiducia..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 11 febbraio 2009 at 19:15

SyntheticKing,

quello che mi desta meraviglia nella visione utopica è la semplicità!

La semplicità è una cosa eccezionale quando è frutto della razionalizzazione e semplificazione della complessità, è un processo difficilissimo a cui pochi arrivano.

Molti professori universitari fanno discorsi comlpessi ed ampollosi che pochi capiscono perchè loro stessi non hanno la chiarezza delle cose che pretendono di insegnare.

Il mondo è complesso lo è sempre stato, oggi lo è molto più che in passato, la complessità del mondo però corrisponde alla semplicità relativa con cui si possono fare cose un tempo impossibili.

Un viaggio aereo, un e-mail, accendere la luce in casa sono operazioni semplicissime, ma dietro c’è una grande complessità.

Un villaggio autonomo? tanti villagi autonomi?

E l’energia? da fonti rinnovabili ovviamente!
Pannelli solari, turbine eoliche olio di colza per il trattore e la mietitrebbiatrice.

si ma chi produce il pannello solare? hai idea della tecnologia necessaria per svilupparli e produrli? e la turbina eolica? La mietitrebbiatrice la fabbrichi in garage? Oppure torniamo a mietere il grano come nell’800? Una mietitrebbiatrice fa il lavoro di 150 persone con una falce in mano.

….

meditate per favore meditate…

Il Cuculo

Scritto il 11 febbraio 2009 at 20:29

non ho detto che si debba passare TUTTI a raccogliere ravanelli.

sarebbe utopia.

ma ci può essere una ristrutturazione sociale. è un argomento complesso.

due menti sarebbero meglio di una, 4 di due, and so on.

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2009 at 10:27

Allora rivediamo il discorso esistono esperienze già in atto di organizzazioni del tipo “ Villaggio alternativo “, il problema è la compatibilità con la restante comunità esterna e con la dipendenza che avrebbe questo tipo di organizzazione dal resto del mondo . Non si può prescindere dal fatto che quello che vogliamo realizzare o meglio vorremmo realizzare non è un “convention “ chiusa ma sempre e comunque un mondo aperto , in questo senso mi sembra che l’impostazione di Andrea sia un po’ diversa da altri blog che puntano sul reclutamento di persone che devono “ predicare “ tipo “ Geova” o altre forme di settarismo . Il problema è arrivare a dare una sterzata a smitizzare il ruolo della ricchezza come forma di edonismo sociale, come strumento di comunicazione . In sostanza è ridicolo puntare su un’immagine caratterizzata da Porche, Ferrari, Rolex, pellicce ecc. non in quanto queste devono scomparire , ma in quanto viste come beni comuni , servizi cui chiunque può accedervi per occasioni e divertimenti , come accessibili a tutti con i relativi canoni , idem la cultura l’ istruzione se il rifarsi seno, nasi, glutei non è un’azione sanitaria , mi sembra ridicolo che un professionista in questo settore si” pompi” diventando un luminare sulla base dei soldi a nero accumulati in tale funzione. La soluzione è far crescere la cultura la vera analisi , il capire la libera scelta , nessuno vuole distruggere alcuna delle innovazioni tecnologiche fino ad oggi realizzate in quanto le stesse derivano dai sacrifici dei nostri ricercatori, dei nostri operai ed anche Porche e Ferrari alla fine servono.
Dobbiamo avere idea di cosa significano 7 miliardi di persone che diverranno 9 e 10 in poco tempo . Dobbiamo essere razionalmente consci che se un Elkan finisce in rianimazione non può essere un modello per i ragazzi che poi comprano gli occhiali lanciati da questo “ mona “, dobbiamo essere consci che se il ministro mantiene il N° chiuso a Medicina è perché vuole preservare la fascia di elite dei chirurghi esteti, dei cardiochirurghi e delle loro valvole cardiache predilette, non certo perché si rende conto che le cardiopatie o le cataratte sistematicamente interesseranno tutti e 7 miliardi di persone in ogni parte del mondo e ci sarà bisogno dell’oculista per le operazioni al Besta di Milano come in ogni altra parte del mondo e così via: così per seno, prostata ecc. ed a noi va bene che i nostri giovani si formino per compiti che necessariamente saranno necessari qui là e dappertutto. Lo stato si comporta con la stessa logica che distrugge i pomodori per mantenerne alto il prezzo; ma come si fa poi a parlare e dire che “ Siamo per la Vita” . Politicamente si è verificato che la sinistra non è stata in grado di reggere da una parte l’esigenza sociale (studenti, lavoratori, terziario i cui provvedimenti di liberalizzazione erano limitati e con esclusione delle grandi categorie di potere magistratura, notai, sanità ecc ) e dall’altra le pretese dei ricchi nelle quali si identifica anche una parte della classe media che ancora si illude di essere ricca perché ha qualche proprietà o a un reddito decente , ma questa gente crede veramente che a loro il sistema attuale non preserverà il “buon CDO” o credono che siccome di sono messi in vista in TV in quanto asserviti a sostenere una linea di potere riceveranno un premio alla carriera . Chi si ricorda degli scienziati ritenuti alla moda nel passato ed in quell’epoca osannati , rispetto a scienziati umili che hanno realizzato le grande scoperte e le grandi teorie oggi su tutti i libri di scuola ? Nessuno !
Allora la destra : altrettanto si è mostrata solo in grado di trasmettere un messaggio “qua comandiamo noi ” e vogliamo farlo sempre di più, la magistratura ? solo se è funzionale al nostro modo di operare … per la crisi ? Stiamo bene !
Oggi il nemico sta nell’incapacità di capire fino a che punto vale la libertà di scelta , il rispetto delle opinioni , la sperimentazione di nuove forme di comunità e socializzazioni che ben vengano , le stesse devono venire a far parte di una libera scelta e possibilmente incentivate per il cambiamento , in un ambito di onestà ricordandoci quello che oggi un grande scienziato ha detto “Cosa volete che siano i soldi spessi per Atlas se questo esperimento può portarci a capire qualcosa in più sulle radiazioni cosmiche la sfida dell’umanità nel futuro va oltre i confini della terra o il nostro destino è segnato …“. MM

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