L'INVERNO DI UN SISTEMA.

Scritto il alle 21:15 da icebergfinanza

 

Se l’Inverno sussurasse che ha nel cuore la Primavera chi gli crederebbe……

In fondo sarà un lungo inverno, l’inverno dell’economia, l’inverno dell’ occupazione è in sistesi l’Inverno di un sistema che volge al termine, ci vorrà molta pazienza, molta responsabilità, ma da questa triste stagione nascerà una nuova Primavera.

E’ l’economia, bellezza, e tu non ci puoi fare niente, niente! Si in fondo siamo ancora molto lontani dai numeri di una depressione, molto lontani, non importa se grande o piccola, importa solo che non passa giorno che il tramonto di questo sistema non travolga la vita di un numero illimitato di esseri umani, non passa giorno senza che non venga comunicato un numero sensibile di licenziamenti, di ricorso alla cassa integrazione.

Non ho nessuna voglia di utilizzare l’arma dell’ironia oggi, quando molti intorno a te perdono il lavoro in fondo è solo una recessione per alcuni , ma quando questo lavoro è il tuo allora, solo allora ti accorgi del significato di una depressione diceva Truman uno dei presidenti degli Stati Uniti…….anche Gordon Brown ha pronunciato la parola depressione…..

“We should agree, as a world, on a monetary and fiscal stimulus that will take the world out of depression.”…….prontamente corretta dal suo ufficio stampa in recessione uk.news.yahoo.com

Un aumento di 35.000 richieste di disoccupazione ci porta oggi ad oltrepassare la linea delle 600.000 richieste mensili, per la precisione 626.000 ben oltre le attese per domani un po di meno di quanto dichiarato in una piccola e simbolica gaffe da Nancy Pelosi…..

"Every month that we do not have an economic recovery package 500 million Americans lose their jobs."……non proprio 500 milioni, ma un milione credo sia la cifra più verosimile, non quella ufficiale che verrà comunicata domani.

In Germania gli ordini all’industria manifatturiera crollano in una tendenza destagionalizzata del 6,9 % un crollo tendenziale questo non destagionalizzato possibile del 25 %, in Spagna la produzione industriale ha registrato una flessione ( la chiamano loro…..) del 19,6 % dato destagionalizzato meno 6,8 % in tutto il 2008, gli ordini all’industria in America registrano un calo congiunturale del 3.9 % il quinto calo mensile  consecutivo mentre quelli del mese precedente sono stati rivisti dal meno 4,6 % al meno 6,5 % un revisione di una sensibilità allarmante.

Mi dispiace questa è la realtà, questa è cronaca, questo è realismo,  anche questa  di cui scrive Bloomberg …….

Jan. 30 (Bloomberg) — Japanese manufacturers cut production an unprecedented 9.6 percent last month, deepening a recession that’s expected to be the worst in the postwar era.

(…) The International Monetary Fund said this week that Japan’s gross domestic product will shrink 2.6 percent this year, the bleakest projection for any Group of Seven economy except the U.K. That contraction would be Japan’s worst since World War II.(…)

…..neanche la Grande Deflazione, neanche la "Lost Decade" il decennio perduto erano riusciti nell’intento…….

Il 30 dicembre dello scorso anno l’ Economist in un articolo ha rilasciato la sua definizione di depressione…..

THE word “depression” is popping up more often than at any time in the past 60 years, but what exactly does it mean? The popular rule of thumb for a recession is two consecutive quarters of falling GDP. America’s National Bureau of Economic Research has officially declared a recession based on a more rigorous analysis of a range of economic indicators. But there is no widely accepted definition of depression. So how severe does this current slump have to get before it warrants the “D” word?

Ormai la dinamica fa impallidire le recenti recessioni, risalendo sino all’ormai lontano e punto di riferimento 1982, i continued claims si avvicinano ora i 5 milioni, superando il record storico di ogni recessione. La media a quattro settimane si attesta a quota 582.250 un aumento di 39.000 unità rispetto al dato rivisto della scorsa settimana anch’essa al livello più alto dal lontano dicembre 1982.

Sia ben chiaro questi record vanno valutati sulla base della crescita della forza lavoro, la forza lavoro presente oggi non è certo quella del 1982, oggi la popolazione è aumentata in modo considerevole, ma spesso questi dati non prendono in considerazione i cosidetti lavoratori scoraggiati, i part.time, i contratti a termine e cosi via, quindi la situazione non è ancora paragonabile alle recessioni degli anni ’80 anche se in quelli anni non vi fu una combinazione cosi micidiale di crisi correlate e neppure una simultanea e per certi versi impressionante recessione mondiale.

Comunque sia la media mobile mitiga ogni considerazione stagionale, legata a fattori di periodo, ormai siamo vicini ad un raddoppio anno su anno, il prossimo mese rifletterà questa tendenza ormai gli analisti non riescono più a seguire, 6,5 milioni di americani che ricevono sussidi, 1,7 in base all’estensione approvata lo scorso, anno sette settimane in più delle solite 26 settimane complessive.

Abbiamo parlato in questi giorni di protezionismo, ne parlo da due anni di possibile protezionismo come conseguenza della  madre di tutte le crisi finanziarie della storia, ma avete mai pensato al protezionismo come un potenziale killer dell’occupazione…….

Un bellissimo articolo sul Sole 24 ore a firma Fabrizio Onida ci racconta che Buy American rovina l`America ……che il protezionismo oggi nell’epoca della globalizzazione fallita, distrugge il lavoro, dopo che per anni l’outsorcing e la delocalizzazione hanno provveduto ad eliminare la nostra industria manifatturiera…in buona parte.

……..Thomas Gibson, presidente dell`Associazione delle imprese siderurgiche statunitensi, aveva proclamato il mese scorso: «I contribuenti vogliono essere sicuri che il loro denaro servirà a creare posti di lavoro americani in America, non posti di lavoro cinesi in Cina». Uno slogan a presa sicura.

Prontamente la versione dell`American Recovery and Investment Act 2009, votata il 28 gennaio alla Camera Usa, dedica mezza pagina alla clausola "Buy American", per cui la domanda di acciaio derivante dalle commesse pubbliche incluse nel maxi-piano di rilancio dell`economia deve essere soddisfatta da produzione domestica e non importata. Il Senato sta ora dibattendo un`estensione della clausola a tutti i manufatti oggetto delle medesime commesse pubbliche. La lobby dei siderurgici ha colpito nel segno.

Purtroppo, a meno che Barack Obama (come sembra emergere dalle sue ultime dichiarazioni di stampo anti-protezionista) intervenga a bloccare o riformulare la legge; l`effetto ultimo sarà una perdita netta, non una difesa dei posti di lavoro americani.

Al fascino suadente dello slogan sul denaro dei contribuenti si oppongono infatti almeno quattro contro-argomenti.

Primo, sotto il profilo legale, una simile norma discriminatoriaviola gli accordi della Wto sugli appalti pubblici (Government procurement agreement) originati alla chiusura dell`Uruguay Round alla fine del 1995 e attualmente sottoscritti, oltre che dagli Usa, dai 27 membri Ue, dal Giappone e altri Paesi, anche se non da Brasile, Russia, India e Cina. t dunque facile prevedere che questi Paesi organizzeranno un`immediata rappresaglia sullo stesso terreno. Un accurato e recentissimo studio di Hufbauer e Schott (Peterson Institute) calcola che, a fronte di circa 9mila posti lavoro ame- ricani garantiti dalla rigida applicazione del "Buy American" alle prossime forniture pubbliche (non solo per l`acciaio), si produrrebbe in tempi rapidi una perdita secca di circa 32mila posti di lavoro per minori esportazioni statunitensi, nell`ipotesi che pur un modesto 5% delle commesse di questi Paesi escludesse per rappresaglia le imprese americane dai propri fornitori.

Un saldo non proprio esaltante.

Si aggiunga che un`esplicita clausola di non discriminazione nelle commesse pubbliche è contenuta nel capitolo io dell`accordo di libero scambio Nafta, a garanzia di Canada e Messico.

Secondo, il "Buy American" non piacerebbe affatto ai numerosi produttori di autoveicoli, elettrodomestici, opere e costruzioni civili, meccanica pesante, cioè i maggiori utilizzatori di acciaio che dovrebbero con ogni probabilità subire rincari nei prezzi dei loro acquisti.

Un po` come avviene quando un dazio su prodotti intermedi spiazza la competitività da costi dei produttori di beni finali (nei testi di economia si parla di eventualità di "dazi effettivi negativi").

Terzo, assistiamo ormai da al meno due decenni al proliferare di strategie industriali di outsourcing all`estero di semilavorati e componenti, alla ricerca di forniture a minor costo e di migliore qualità e contenuto tecnologico.

In tutto il mondo, in particolare negli Usa, le imprese anche di medie dimensioni cercano di ottimizzare la propria logistica secondo regole di "global supply chain". Una clausola di "Buy American" applicata ai manufatti acquistati dalle pubbliche amministrazioni solleverebbe ben presto controversie legali su quanto sia il vero "made in America". E cozzerebbe ben presto con il vantaggio stesso del committente pubblico e quindi dei contribuenti. Si tenga conto che (in base a stime su dati doganali) il peso dei prodotti intermedi nel commercio mondiale di manufatti supera quello dei prodotti finali.

Infine, qualsiasi barriera protezionistica comporta la perdita di uno dei maggiori vantaggi che i Paesi traggono dai propri scambi con l`estero, cioè l`accesso a una molto maggiore varietà di prodotti e servizi rispetto alla gamma prodotta in casa propria.

 

Ora non resta che attendere ma ho la strana sensazione che nei dati di oggi troveremo qualche sorpresa, magari un eccesso di distorsioni stagionali alimentate dall’ormai leggendario CES/NET Birth/Death Model che lo scorso anno in piena depressione finanziaria, manifatturiera ed immmobiliare è riuscito ad aggiungere complessivamente un numero rilevante di posti virtuali, stagionali, un modello assolutamente non in grado di intercettare le svolte economiche. Il mese di gennaio solitamente è un mese di revisione complessiva.

2008 Net Birth/Death Adjustment, not seasonally adjusted (in thousands)

Supersector Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec

Mining & Logging

-2 1 1 1 2 2 1 2

2

1 0 1

Construction

-74 9 28 45 42 29 1 16 12 7 -7 -8

Manufacturing

-36 4 7 -10 9 7 -14 4 3 -6 3 3

Trade, Transportation, & Utilities

-64 11 22 24 31 20 -12 21 20 23 17 20

Information

-20 5 2 3 5 1 -5 4 1 1 3 3

Financial Activities

-37 10 6 8 9 8 -4 9 8 13 5 18

Professional & Business Services

-100 39 23 72 23 22 -2 23 10 43 11 10

Education & Health Services

-11 17 2 31 11 -5 3 16 18 30 10 10

Leisure & Hospitality

-20 35 44 83 77 86 44 26 -35 -40 -12 12

Other Services

-14 4 7 10 8 7 -8 4 3 -1 0 3

Total Nonfarm Birth/Death Adjustment

-378 135 142 267 217 177 4 125 42 71 30 72

Emblematica è a tal riguardo la situazione del Monster Employment Index nel mese di gennaio che ha subito una contrazione del 26 % anno su anno, stiamo parlando del volume di annunci di ricerca lavoro presenti sul web americano. corporate.monster.

Anche l’ Help.Wanted riferito agli annunci dei principali quotidiani americani non segnala nulla di buono in maniera tendenziale……si oggi non abbiamo più nulla da scoprire abbiamo intravisto tutto nelle analisi di questi anni, la realtà oggi è evidente ora si tratta solo di analizzare alla ricerca di una possibile inversione che per il momento è ancora lontana, molto lontana…….c’è solo una possibilità che molti definirebbero demagogica, una sana redistribuzione dei redditi, una decrescita salariale proporzionale a partire da coloro che ai vertici guadagnano spesso come centinaia di propri collaboratori, vertici che incassano anche quando falliscono……

  • Job demand down over 1 million or 23 percent in last two months (December and January)
  • Rapidly deteriorating demand offers far fewer options for rising number of the unemployed
  • Losses widespread across all regions and States
  • Outlook: Large loss in U.S. labor demand foreshadows continuing problems for the labor market in 2009

Online advertised vacancies declined 506,000 to 3,355,000 in January, according to The Conference Board Help-Wanted Online Data Series (HWOL)™ released today. The January loss, combined with a similar sharp drop of 507,000 in December, results in a decline of over 1 million advertised vacancies, or 23 percent, in the last two months. conference-board.org

Inoltre secondo la Challenger Gray & Christmas rispetto al gennaio 2008 i licenziamenti programmati dalle aziende americane sono triplicati ad un livello che è il più alto dal gennaio 2002. Mensilmente abbiamo una crescita di circa il 45 % e come dice il numero uno della società ci vorranno molti mesi per veder un impatto significativo del " Nuovo New Deal " sul numero degli occupati.  La tecnologia e il settore dei servizi sanitari stanno rapidamente distruggendo lavoro, contribuendo a raggiungere quasi la cifra di circa 242.000 nuovi licenziamenti nel mese passato.

Nel corso di questi due lunghi anni ho sempre cercato di analizzare responsabilmente sino in fondo ogni dato, ogni possibile aggancio alla realtà, sono sceso in profondità oltre l’apparenza, oltre l’entusiasmo, oltre l’esaltazione collettiva per un sistema che non poteva essere sostenibile. Resta solo una grande amarezza, un’amarezza che va al di la di qualsiasi soddisfazione per avere intravisto questa crisi, avere intravisto la dinamica del mercato del lavoro, una grande amarezza quando tutti intorno a me ed in maniera particolare i principali responsabili di questa crisi sostenevano che la situazione, l’economia in fondo erano fondamentalmente solidi………

La prossima settimana scopriremo insieme che in fondo una Bad Bank non è la soluzione migliore per questa crisi…….basta cambiare le regole in corso, regole contabili, soluzione che i mercati hanno festeggiato……un mondo senza regole o con regole flessibili come il pensiero unico, tutto è in grado di autoregolamentarsi……si un mondo fantastico, irreale….buona favola a tutti!

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

 

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31 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 10:28

Andrea, spero che tu abbia la forza
di continuare questo viaggio, fino ad ora ti sei dimostrato capace di vedere più avanti di tanti “Economisti blasonati”.
Molti se Ti avessero seguito già in tempi non sospetti, non
avrebbero perso parte dei loro risparmi.

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 11:03

Non basta limitare i bonus dei manager
Alfonso Tuor

http://www.cdt.ch/articolo.php?id=2

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 11:56

devo veramente esserti riconoscente, per tutto quello che stai facendo, soprattutto perchè non rimunerato.
Ti ringrazio per le informazioni, ed aggiornamenti quotidiani.
Continuerò a seguirti, finchè vorrai.
grazie marco

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 13:27

Grazie per il tuo servizio pubblico…

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 15:40

Caro Andrea, quello che più colpisce in te non è l’intelligenza di un lavoro enorme e diligentissimo, frutto di una disciplina intellettuale aliena dall’assunzione di tesi precostituite di cui innamorarsi a priori (cosa rara), ma la pietas, la compassione. Troppo facile sarebbe a questo punto insuperbirsi con “l’avevo detto” oppure, con una dose di understatement che non muterebbe la sostanza del concetto, riguardare con aria di superiorità i cantori decerebrati (o, peggio, prezzolati) di un mondo di illusioni. Fin da subito, da due anni orsono, è emerso quello che è stato il centro del discorso: l’uomo e la vita di tante povere persone travolte da una crisi senza precedenti ed ancora senza soluzione.
In questo precisamente sta la grandezza di questo sito, unico.
Grazie
Daniele

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 15:44

dal sito di borsaitaliana.it

MILANO (MF-DJ)–Accelerano al rialzo i principali indici europei dopo la pubblicazione dei dati americani relativi alla perdita di posti di lavoro a gennaio e al tasso di disoccupazione sempre a gennaio. Nonostante gli acquisti in aumento in Europa, i dati si sono rivelati decisamente peggiori del consensus. Un trader spiega comunque che “probabilmente ci siamo abituati alla crisi e questi numeri non ci impressionano nemmeno piu’ di tanto. L’attenzione e’ adesso rivolta al piano di stimolo di Obama che sembra sempre piu’ imminente”. A Milano lo S&P/Mib guadagna l’1,6% a 18302 punti.

ma che vuol dire che ci si è abituati alle brutte notizie?
verso il baratro ma con ottimismo…!!

ciao a tutti!

Aka

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 15:51

Il veliero del protezionismo sta partendo a gonfie vele….

Ciurma, attenti ad un eventuale vascello fantasma…quallo del protezionismo, le indicazioni di uno spinnaker ben pieno nei vascelli protezionistici si rinforza, preparandosi alla WAR TRADE…..guardate un po’ questi link:

To amend United States trade laws to eliminate foreign barriers to exports of United States goods and services, to restore rights under trade remedy laws, to strengthen enforcement of United States intellectual property rights and health and safety laws at United States borders, and for other purposes

http://www.opencongress.org/bill/111-h496/text

Condemning the People’s Republic of China for its socially unacceptable business practices, including the manufacturing and exportation of unsafe products, casual disregard for the environment, and exploitative employment practices.

http://www.opencongress.org/bill/111-hr44/text

Comunque e’sempre protezionismo solo un po’come quando qualcuno vi dice che e’ in stato interessante…si ma solo un po’.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 17:20

Nessuno vuole rating, Moody’s trema
MERCATI GLOBALI
Di da New York Andrea Fiano

profit warning dell’agenzia nonostante un quarto trimestre migliore delle attese

Fermi i mercati delle cartolarizzazioni dei mutui, dei junk bond, dei collaterali e dei commercial paper. Per quest’anno ricavi in calo del 2% e utile per azione non superiore a 1,5 dollari. Via alla campagna per riguadagnare reputazione

Crollano le domande di rating per le nuove emissioni e Moody’s è costretta a tagliare le stime per il 2009. Negli ultimi mesi sono praticamente sparite le richieste di pagella per i titoli collateralizzati, per le cartolarizzazioni di mutui ipotecari, per le carte commerciali, i crediti […]

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 17:24

(ANSA) – NEW YORK, 6 FEB – Il Senato Usa ha approvato limiti agli stipendi di banchieri e manager di societa’ che usufruiranno di aiuti pubblici. I limiti su bonus e stipendi sono uno dei nuovi punti del piano di stimolo dell’economia che il Congresso sta esaminando. Mercoledi’, il presidente degli Usa Barack Obama aveva imposto un limite di 500.000 dollari annui per i dirigenti delle imprese aiutate pubblicamente.

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 17:26

ANSA) – ROMA, 6 FEB – ‘Per la prima volta la velocita’ di crescita del debito italiano e’ inferiore alla media europea’: lo dice il ministro Tremonti. ‘In Italia, infatti, il debito – ha precisato il ministro dell’Economia, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri – cresce del 5,9% considerando il periodo 2007-2010’. Secondo Tremonti, ‘il dato che ci mette dalla parte giusta’ e’ il forte elemento di consenso e di coesione politica, che e’ un valore economico’.Infatti e’ necessario ‘evitare il rischio sui conti e sulla piazza, che ha costi economici oltre che sociali’. Intervenendo poi sul tema dei salvataggi bancari, il ministro dell’economia ha osservato che ‘finora in Europa ci sono stati piu’ di trenta salvataggi bancari e nel week-end – ha aggiunto- non escludo che ce ne saranno altri’. ‘L’obiezione che fanno cattivi maestri – ha proseguito il ministro – e’ che gli altri fanno debito e dunque fanno molto. Tutta la dinamica del debito e’ causata da interventi necessari per salvataggi bancari’.(ANSA

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 17:34

da WSI 5/2/2009 h. 22,00
“Stando ad alcune voci sono in programma nuovi salvataggi di banche nel weekend, mentre Washington starebbe considerando alcune modifiche da apportare alla regola “Mark-to-Market” che sospenderebbero di fatto per le banche in difficolta’ gli obblighi di contabilizzare a valori attualizzati di mercato asset e partecipazioni.
“Una sospensione di questo tipo avrebbe un impatto molto forte sul mercato” hanno affermato alcuni trader a New York. “L’azionario potrebbe schizzare d’un tratto, il Dow Jones si riporterebbe sopra i 9000 punti”. Lo spider settoriale XLF ha guadagnato il 2% circa dopo aver trattato in rosso nella prima parte della giornata; Bank of America, arrivata a perdere oltre il 10% ai livelli del 1984, ha chiuso addirittura in territorio positivo, acquisti anche su Goldman Sachs, JP Morgan, Citigroup”

Ma la sostanza non cambia, ci prendiamo in giro???

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 20:12

Buonasera a tutti, un ottimo articolo del Capitano Andrea ed anche il #12 rispecchia il mio pensiero.
Ad osservare gli ultimi avvenimenti di finanza e borsa, ed a leggere le notizie che dovrebbero arrivare la prossima settimana, si potrebbe pensare che Andrea questa volta non ha analizzato bene la situazione e ha sbagliato, l’ S&P500 non andrà a 600 circa; se non và a 600 meglio, non importa meno problemi per tutti…….vedremo….vedremo nei prossimi mesi.
Ma in qualsiasi caso l’economia reale di tutti noi non penso che sia migliorata molto e non credo che migliorerà in futuro……anche se gli interventi e salvataggi vari saranno approvati.

SD

Scritto il 6 febbraio 2009 at 20:52

Potranno inventare mille sistemi per prolungare questa agonia…..cambiare le carte in tavola, modificare le regole, decidere da un giorno all’altro di fermare la nemesi della Storia, si …..loro possono farlo, un giorno si e uno no potranno raccontarci le loro favole, decidere delle nostre vite, si loro possono farlo, ma una cosa non potranno mai rubarci, non potranno mai avere……la nostra fiducia, la nostra inconsapevole adesione ad un sistema che mira a togliere la libertà all’uomo chiunque esso sia, un sistema che non ama l’essenza il cuore dell’Uomo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 20:58

Ci deve essere stato qualche problema con il blog, perchè il mio post 12, fino a 30 minuti fà era il n° 13 e l’avevo scritto dopo il post del Capitano, che adesso ha il n° 13 ed è dopo il mio…….strano si sono invertiti.

SD

Scritto il 6 febbraio 2009 at 21:27

A tempo debito arriveremo diritti alla meta nello spazio di un battito di ciglia, ad una velocità tale che tutto quanto è accaduto in passato sarà solo un ricordo…….un caro amico mi ha appena mandato un aggiornamento via Bloomberg sull’eps delle imprese che hanno sino ad oggi comunicato i risultati siamo a 43 $ annualizzando il IV trimestre e per non esagerare in previsioni funeree utilizzando un ottimistico P/E 20 abbiamo uno S&P500 intorno a 860 punti più o meno dove navighiamo in questo momento…….anche se utilizzando la media storica la forza di attrazione della nostra meta diventa irresistibile……

….ora non resta che assistere alla chiusura del triangolo delle bermuda obiettivo massimo 905 punti per poi assistere alla spettacolare quarta onda, un’autentica forza della natura……..

psss…ho letto nei fondi del caffè ma mi raccomando non ditelo a nessuno……hihihihihihih

Andrea

Scritto il 6 febbraio 2009 at 21:33

…..a proposito dimenticavo in casa Federal Reserve vi deve essere qualche piccolo problema di incontinenza per quanto riguarda AIG………

“I don’t think the Fed has seen anything like this,” former New York Fed general counsel and AIG executive Ernest Patrikis said in an interview. “AIG just got so complex in terms of private corporate matters that you just need that outside expertise.” Patrikis is now with the law firm of White & Case in New York.

…….si talmente complessa da sembrare una favola……

Andrea

Scritto il 6 febbraio 2009 at 22:07

i soldi per la FIAT si son trovati(Incentivi all’auto e ammortizzatori sociali = cassa integrazione, scivoli, prepensionamenti, ecc, ecc, )

ma come e quando
verranno aiutate tutte quelle piccole e medie aziende
in crisi che sono la spina dorsale dell’economia italiana?
intendo dire anche gli operai di
queste aziende che non hanno tutti
gli ammortizzatori summenzionati)?

si tutelano ancora una volta solo i lavoratori dove il sindacato
è “presente” e si abbandonano a loro stessi tutti gli altri.

e si spera di mantenere lo STATUS QUO.

a modena nella ricca emilia il numero degli italiani(intere famiglie
che si rivolgono alla caritas)registra
aumenti esponenziali;

un mio amico questa mattina mi ha informato che nella riunione di confindustria modenese si registrano dei meno 50% sugli ordinativi; e si farebbebbero il segno della croce(ringrazierebbero il Santissimo se a fine anno come media registrassero il meno 30%;

altra cosa più preoccupante è che aziende sanissime vengono “invitate a rientrare dai finanziamenti ricevuti oppure costretti a “ristrutturare” a tassi da usura, oppure ultima chance
per i titolari, – cedere l’azienda e fare i direttori di produzione – avete capito bene come intendono pararsi il di dietro i banchieri????

cose che fanno vomitare, ma a loro che hanno, non un palmo, ma kilometri di pelo sullo stomaco no “fotte” nulla.

buona serata a tutti
carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 22:32

Ben detto…ops, ben scritto carpe diem49 questa è la realta della gente……altro che aiuti, quello che si vede in TV e solo di facciata è nascondere la verità.

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 22:42

ALLEGORIA DEL BUON GOVERNO, di Ambrogio Lorenzetti, ragazzi che dire io tornerei indietro di 600 anni e consiglierei di andare a rivedere questo magnifico quadro, per provare a capire come uscire dal guado !!!!
Nell’Allegoria del Buon Governo la Giustizia è assisa in trono sulla sinistra, con una grande bilancia, sui cui bracci due angeli amministrano premi e punizione: per esempio quello di sinistra con una mano decapita un uomo, con l’altra ne incorona un altro. La Giustizia guarda in alto, dove vola la Sapienza, che la istruisce. Sotto la Giustizia sta seduta a un banco la Concordia, diretta conseguenza della prima, che dà ai cittadini le corde per muovere i piatti della bilancia della giustizia. Il corteo di cittadini va quindi verso il simbolo di Siena, la lupa con i due gemelli, sopra il quale si emana il Buon Governo, rappresentato da un monarca in maestà. A lui i cittadini offrono la corda per manovrare la Giustiza. Il Buon Governo è protetto dalle tre Virtù teologali (Fede, Speranza e Carità), mentre ai lati del trono, su un sedile coperto da splendide stoffe, sono assise in varie pose le personificazioni della Giustizia, della Temperanza, della Magnanimità, della Prudenza, della Fortezza e della Pace. Famosa è la figura della pace, mollemente semisdraiata in una posa sinuosa, con un rametto di ulivo in mano. Nell’angolo destro il pittore sistemò, con un disegno acutamente realistico, una serie di prigionieri scortati da guardie a cavallo. Essi rimangono fuori dalle mura che si ergono a fianco della lupa.
Credo che oggi nella situazione attuale dei mercati finanziari non ritroviano nonche la ben minima traccia di una delle figure sopra citate, che richiamano il buongoverno !!! Allora non ci resta che guardare l’altra allegoria, il dipinto in maniera speculare a quello del Buon Governo, doveva permettere il diretto confronto didascalico con l’affresco sulla parete opposta. Un diavolo simboleggia la Tirannide, sul quale volano Avarizia, Sperbia e Vanagloria; della sua bestiale corte fanno parte Furore, Divisione, Guerra, Frode, Tradimento e Crudeltà. Ai suoi piedi la Giustizia legata è tenuta da un individuo solo (non dalla comunità). La città del Cattivo Governo è crollante e piena di macerie, perché i suoi cittadini distruggono piuttosto che costruire, vi si svolgono omicidi, innocenti vengono arrestati, le attività economiche sono miserabili. La campagna è incendiata ed eserciti marciano verso le mura. In cielo vola il sinistro Timore….
Che a mio avviso pare molto piu’ simile alla situazione corrente dei mercati finanziari…e gli effetti si vedono.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 22:50

Salute “menagrami”, come mai non siete tutti colti dall’euforia delle borse?
Veramente non siete corsi a comprare tutti i meravigliosi titoli che vengono riproposti a prezzi vantaggiosi, magari da accumulare con cura … misti a obbligazioni aziendali, o da tenere per le prossime settimane, in attesa della grande risalita delle borse?
Io ho bisogno di cambiare interessi … proprio non capisco:
– trimestrali genericamente di “merda” per tutti, tanto che l’euforia è quasi sempre legata ha una frazione meno negativa del previsto
– trend “negativo” del mercato indiscutibile, almeno per i prossimi sei mesi (se va molto bene), ergo i “brillanti” conti presentati per il trimestre passato si ripeteranno “in aumento” alla prossima trimestrale probabilmente per tutti, e non sarà finita lì …..
– “cassa” o liquidità in calo per tutti
– qualcuno ha in scadenza bond e …. sicuramente tante cedole obbligazionarie da rimborsare in un mare di pagherò, che spesso non sono più garantiti dal valore degli emittenti stessi (magari tripla A quando va bene…..)
– irrazionalità del mercato che ad ogni scenario negativo basato sui dati veri pubblicati, reagisce in maniera incredibile alle dichiarazioni – promesse di “sostegno” di Obama, sul tipo …. “tutto a tutti, tanto ci sono soldi per tutti” ….. promesse che “poi” il congresso ed il senato dovranno ratificare, magari sapendo cosa significa veramente per il paese e per le famiglie che saranno probabilmente schiacciate dal costo di questi “aiuti”.
– nessuno si sogna veramente di mettere in discussione o di cambiare le regole che hanno portato a questo tracollo, o almeno di provarci e …. nessuno analizza oggettivamente le cause che hanno portato in questa situazione. I più arditi parlano di imprevedibile piega del mercato … effetto domino non preventivabile, forse una congiura …. magari sionista.

E la “gente”, o chi ne gestisce i capitali e le speranze di un futuro migliore,…. ora continua a comprare questi titoli (saranno micca tutti “traders” casalinghi), come se piovesse e ….non in short, non nel breve ma le tiene ed il mercato sale, la bolla si gonfia, come se fosse certa del grande miracolo che deve avvenire per loro, senza tenere conto dei valori reali delle aziende in un’economia in difficoltà, per essere ottimisti.
Ma …. gli speculatori, i fondi hedge, le leve sconsiderate, le opzioni ….. si sono sciolte nella nebbia del mattino?

Questi miracoli non ci sono al momento, almeno non per chi ha perso il lavoro e faticherà sempre più a ritrovare le stesse qualifiche, in un’economia in declino travolta dalla paura del “costo” morto del dipendente e ammaliata dalla certezza che la disperazione farà accettare gli stessi lavori a meno, e … non c’è neanche per tutti gli imprenditori che sono falliti con i loro sogni, il loro ingegno, travolti da una crisi in primis di moralità, che tanti economisti e analisti finanziari ben pagati non hanno previsto o voluto vedere e …. che il nostro capitano ha previsto con dovizia di particolari da due anni.

Marinai, o siamo sul veliero fantasma e ci aggiriamo in una realtà che “i vivi” non riescono a percepire, o la realtà che circonda è molto più misera di quello che tanti vogliono o possono ammettere e … soprattutto temo che a breve arriverà una nuova tempesta nel mare della finanza, magari con venti diversi, questa volta provenienti da “zone” del mare finanziario, che erano ancora relativamente tranquille e sarà per questo probabilmente ancora più dolorosa per tutti.

Scusate per l’amarezza, ma non vedo cambiamenti di rotta nella mal ridotta “invincibile armada” della finanza …. e questa è la cosa peggiore.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 23:19

A scusate …. per definire questa tempesta perfetta mancava la nemesi del protezionismo, sinonimo di “estrema” salvaguardia degli interessi “forti” di una parte profondamente ignorante della classe dirigente del paese che lo attua, che di fatto viene asservito agli interessi economici di tali pochi “beneficiari”, in pratica l’anticamera del fascismo e dell’autarchia.
Quanti ricordi …. a chi mancavano?
Ai lavoratori licenziati?
Ai dipendenti sfruttati?
A chi cercherà un ospedale vero, senza i soldi per pagare ciò che fino a ieri era un suo diritto pubblico?
Ai nostri figli?
Possibile che debbano contare tanto solo gli interessi di quattro arrivisti ignoranti che hanno la fortuna di potere decidere della vita di tanti …. senza avere la coscienza, la conoscenza e l’etica per farlo?
Siamo arrivati sulla luna, ma siamo rimasti un bel branco di ingenui, che vendono i propri sogni, le proprie ricchezze sociali ed economiche in cambio dell’illusione di poter nascondere la nostra immaturità, le nostre paure nella quiescenza intellettuale, nella mediocrità, senza mai affrontare i veri problemi, spesso banali ma irrisolti ….. nostri e dei nostri simili.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 23:33

Nonostante i dati “truccati” che vengono poi costantemente rivisti successivamente quando quasi tutti li hanno già dimenticati…

…come dice Andrea, stiamo attraversando un inverno che durerà a lungo e che sarà ancora molto freddo: l’economia americana è già scivolata in deflazione!

Il fatto che il GDP americano sia calato in termini nominali vale più di un CPI negativo. Come sottolineano i ragazzi di BCA Research “In real terms, the U.S. economy contracted at a 3.8% annualized pace in 2008 Q4, the worst decline since 1982, but…for most consumers and companies, it is the trend in nominal dollars that matters, not the statistical artifact of “real” dollars, measured in the national accounts. In nominal terms, consumer spending declined at an annualized pace of 11% in the three months to December – the largest contraction since the 1930s.” Insomma,preparate i guanti e il cappotto!!

Buon weekend a tutti!
Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 6 febbraio 2009 at 23:45

Scusate ma nel commento precedente mancava il 1° grafico…

e x il 2° questo era quello corretto:

Mi scuso ancora. E’ che a quest’ora inizia a farsi sentire la stanchezza…
Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2009 at 01:59

I MASSIMI SISTEMI e I MULINI A VENTO DEGLI DEI

Il sistema economico finanziario è semplicemente fallito e ci aspettano lacrime e sangue.
Molti sperano che da tutto ciò venga un rinnovamento, ma più che un rinnovamento c’è da aspettarsi un “avvicendamento” dove ai vecchi “baroni” se ne sostituiranno dei nuovi.

Questo spiega perchè, in questa crisi bancaria, il sistema non agisce da manuale:

1)Lo stato licenzia tutti i vecchi dirigenti.
2) Ricapitalizza le banche facendo intervenire altre banche o nazionalizzando. Poi quando lo riterrà opportuno riprivatizza.
(Gli azionisti delle banche ovviamente perdono tutto)

Adesso si sta invece:

1)Mantenendo ai vertici la vecchia classe dirigente
2)Lo stato sta nazionalizzando le perdite, le banche si ritrovano con nella pancia una liquidità pazzesca, che nessuno ci sta spiegando come viene utilizzata.

Immaginate cosa possono fare i banchieri con tutta quella liquidità, che gli stati gli passano. Se io fossi un banchiere mi lancerei all’acquisto, di quote, delle migliori società che stanno sul mercato.
Essendo un bravo banchiere insieme ad altri “amici” , (con una piccola galassia di società, con partecipazioni tanto ingarbugliate che nessuno riuscirebbe a sbrogliare), riuscirei a comprarmi nel complesso quote di maggioranza delle migliori società che stanno sul mercato, a prezzi a dir poco da saldi.
Ovviamente questo è “Il vecchio sistema” finanziario che cerca di reperire liquidità per tentare un “re-establishment”.

Ma come in ogni partita, ci sono sempre gli avversari (qualunque ambiente ha sempre come minimo due gruppi che si contrappongono).
Ho l’impressione che chi ha accumulato una grande ricchezza negli ultimi anni (parlo a livello globale) vuole il suo posto al sole, lo stesso chi fino ad ieri era stato tenuto nelle retrovie, vuole il suo posto al sole.
Si consumeranno piccole e grandi rese dei conti.
Non voglio dipingere scenari fantapolitici, qui si combatte semplicemente l’eterna battaglia per il potere.
L’ideologia e i vari credo, hanno un valore solo strumentale a raggiungere la vetta.
Nel buio delle stanze, dei palazzi del potere, si stringono alleanze impensabili alla luce del sole.

Vedrete che mentre la gente onesta che lavora dovrà stringere la cinghia e lottare per continuare a far vivere decorosamente le proprie famiglie, nei “Mulini a vento degli Dei” vi sarà una lotta dagli esiti non scontati.

In Italia oggi già è tutto un lanciarsi di messaggi subliminari (a dir la verità i messaggi, nelle ultime settimane, se li stanno mandando quasi in chiaro).
Non posso “pensare” che la cattiva imprenditoria Italiana si sia esaurita con Cirio e Parmalat, sono curioso di vedere quanti bidoni ben nascosti salteranno fuori.
Scoppieranno scandali, vedremo di nuovo la gente scendere in piazza, per chiedere giustizia, vedremo arresti eccellenti, suicidi importanti. Accadranno vicende dal forte sapore di giallo, su cui si scriveranno fiumi di congetture.

Si assisterà a tutto uno stringersi e disfarsi di alleanze.
Verranno a livello economico finanziario fatte fusioni e acquisizioni prima impensabili. Amministratori delegati di banche salteranno, governatori di banche centrali idem.
Verranno alla ribalta soggetti (non nuovi) che sostituiranno il vecchio establishment, per continuare a gestire il gioco, come prima, o anche peggio di prima.
Nel caso che il sistema arrivi al totale collasso ci potremo trovare con gente del tutto nuova. Questa potrebbe gestire, con qualche piccolo aggiustamento, tutto secondo vecchio modello capitalista, magari rivisto in chiave più socialisteggiante.
Invece nel caso in cui dovesse cambiare tutto, allora potremo raccontare ai nostri nipoti di aver vissuto (o addirittura fatto) una rivoluzione.
-Il Compasso-

Scritto il 7 febbraio 2009 at 02:53

Il rimbalzo sembra quasi certo, il target verso gli inferi credo dovrà aspettare ancora un po’.
Ci sono titoli che secondo me daranno qualche bella soddisfazione, PER CHI SA CAVALCARE i cavalli selvaggi :-).
PERICOLOSO ,
Stay liquid, don’t fight the trend.
Bye… e non Buy :-) ehhe

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2009 at 07:05

Barack Obama, il neo insediato presidente degli Stati Uniti, lancia un pesante grido d’allarme: “se non agiamo subito, con l’approvazione da parte del Congresso Usa del piano di stimolo economico, gli Stati Uniti rischiano di non recuperare mai più”. Una frase, che Baracj Obama non ha gettato al vento, ma è inserita all’interno di un articolo che lo stesso presidente ha scritto per il Washington Post.
Nell’articolo Barack Obama scrive che “questa recessione potrebbe durare per anni. La nostra economia perderà altri 5 milioni di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione si avvicinerà alla doppia cifra. La nostra nazione sprofonderà ancora di più in una crisi che, ad un certo punto, potremmo non essere più in grado di ribaltare”.

Ormai anche al massimo livello di mettono… le mani avanti
Daniele

Scritto il 7 febbraio 2009 at 16:23

http://ag-notizie.blogspot.com/2009/02/le-piccole-e-medie-imprese-ci.html

MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2009
Le piccole e medie imprese ci salveranno dalla crisi

….c’è anche un’altra Italia. Anzi ci sono molte altre Italie, che non fanno notizia. Come ad esempio quella operosa, che lavora, che assicura anche in questi giorni una tenuta economica che poi è quella che garantisce la libertà democratica del nostro Paese. Sono soprattutto le piccole medie imprese, che in Italia sono il triplo o il quadruplo tra tutti i Paesi avanzati e che stanno facendo diga contro la crisi. Loro non fanno notizia. Fa notizia la Fiat che per la millesima volta pretende soldi dallo Stato altrimenti minaccia di mettere 70mila operai in cassa integrazione che con l’indotto arrivano a 300mila disoccupati, sibilano in tono minaccioso.

L’Italia è indiscutibilmente il Paese della piccole medie imprese, eppure dai governi democristiani in poi ha sempre fatto una politica a favore della grande impresa. Alle piccole imprese, mai niente. Non dai vari governi degli ultimi decenni e neppure dalle banche dove andavano a chiedere un finanziamento col cappello in mano e le banche gli portavano subito via anche il cappello.

Con buona pace dei politici, di Marchionne e della Marcegaglia, chi ci porterà fuori da questa crisi saranno proprio loro: i piccoli e medi imprenditori. Il motivo è semplice. Se in Fiat Marchionne (è solo un esempio…) sbaglia politica industriale, trascina con sè centinaia di migliaia di persone. Se voi prendete un distretto industriale costituito da piccole imprese dove si producono jeans, sedie, abbigliamento, moda, alimentari, accessori auto e così via, nel loro insieme non possono fallire tutte insieme perché è tecnicamente impossibile e nello stesso tempo formano nel loro insieme formano una grande impresa ma costituita da centinaia di cervelli che si metteranno al lavoro per adattarsi rapidamente alle nuove esigenze di mercato. Perché loro creano e producono, i cinesi copiano ed i politici e la stampa li ignora, fortunatamente. E’ questa la loro forza.

Questa è l’Italia che chi vive all’estero non vedrà mai sui loro teleschermi e neppure sulla stampa: eppure sono sei milioni di partite Iva!

Sono loro quelli che mandano avanti la baracca!

Spiace dirlo, ma se uno non appare nel Tg di Johnny Raiotta o in prima pagina di un giornale, non è nessuno. Ma visto il panorama ripugnante di ciò che appare nei Tg o sui giornali italiani, essere ignorati è una fortuna. Spero di non danneggiarli rivelando il loro segreto. Ma si tranquillizzino: gli italiani, le cose importanti le dimenticano subito ed i politici sono cose che non capiscono.

Ai piccoli imprenditori, assieme alla riconoscenza per il loro lavoro, si può dedicare il titolo di un libro della grande Oriana Fallaci: “Niente, e così sia”. Sono abituati a camminare con le loro gambe senza aiuti da parte dello Stato. Loro ce la faranno anche stavolta. Come sempre, del resto.

DI GIOVANNI AGRETTI

Ma….penso che carpediem49, (#17) abbia ragione…

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 16:00

Prova
7 Febbraio 2009

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 16:00

Prova
7 Febbraio 2009

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 16:00

Prova
7 Febbraio 2009

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 16:09

Prova

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