LACRIME DI GHIACCIO!

Scritto il alle 21:46 da icebergfinanza

Hermann Hesse soleva ricordare che le lacrime in fondo sono il ghiaccio dell’anima che si scioglie e cosa se non lacrime di disoccupazione poteva produrre la glaciazione dell’economia.

Pur nella mia visione di un lungo inverno nel mercato del lavoro mondiale mai avrei pensato di assistere ad un si tale oceano di lacrime di ghiaccio, perdite di posti di lavoro che secondo i miei calcoli supererà abbondantemente le 700.000 unità, un triste dinamica globalizzata.

Job cuts announced by U.S. employers almost quadrupled in December from a year earlier, paced by declines at financial firms, chemical makers and retailers as the recession rippled through the economy. Bloomberg

Secondo la Challenger. Gray & Christmas Inc nel corso del 2008 sono stati annunciati 1,22 milioni di tagli nell’occupazione, il 275 % in più rispetto a dicembre dello scorso anno, il maggior numero in cinque anni. Anche se il pacchetto di stimolo di Obama prevede la creazione di 3 milioni di posti di lavoro sarà difficile contrastare una tendenza che tende a distruggere semestralmente la stessa quantità di lavoro eventualmente creato. La correlazione di questa crisi è assolutamente irripetibile.

Mi vengono i brividi a pensare alle possibili revisioni future sull’occupazione americana che saranno sostanzialmente negative.

Purtroppo secondo l’amministratore delegato della società in questione il pesante taglio dell’occupazione potrebbe proseguire per tutto il primo trimestre mentre in base alla proiezione mediana degli economisti intervistati da Bloomberg news l’economia americana avrebbe perso circa 500.000 posti di lavoro il che porta ad un totale di 2,4 milioni di posti persi nel 2008,  il peggior dato dal 1945.

Nonostante in passato abbia considerato spesso inattendibili i dati rilasciati dalla ADP, come non prendere in considerazione la glaciazione all’orizzonte dell’economia con una possibile perdita di quasi 700.000 posti di lavoro che riflettono per la prima volta il cambiamento metodologico di rilevazione per ridurre la differenza rispetto alle rilevazioni del BLS. Solo il tempo ci dirà se questa nuova metodologia è in grado di evidenziare la realtà e non i dati del passato, come avviene per il CES/NET B/D model.

Il grafico qui sotto sembrerebbe confermare la qualità della nuova metodologia, revisioni e CE/NET B/D Model esclusi.

[Chart]

The new ADP employment report is aimed at improving payroll forecasts by providing information in advance of the employment report.

Data Source: Haver Analytics Econoday

Le previsioni di ulteriori 2 milioni di posti in meno nel 2009 sembrano alquanto ottimistiche, venerdi dovremo superare il 7 % nel tasso di disoccupazione.

Nel minute del FOMC, ovvero nella specifica delle visioni dell’ultima riunione della  Federal Reserve si legge che…

Amid the weaker outlook for economic activity over the next year, the unemployment rate was likely to rise significantly into 2010 , to a level higher than projected at the time of the October 28-29 FOMC meeting. 

Quindi anche in questo caso la mia previsione di una prosecuzione della dinamica nel 2010 non fa altro che avvalorare la percezione che questa recessione ci accompagnerà per lo meno sino alla fine di quest’anno.

Lo stesso Congressional Budget Office nel suo "Budget and Economic Outlook" ci dice che l’economia americana rimarrà in recessione sino al secondo semestre del 2009 con un tasso di disoccupazione che potrà superare il 9 % nei primi mesi del prossimo anno e un deficit di bilancio degno di ogni New Deal che si rispetti.

La notizia che l’asta del decennale tedesco ha registrato una domanda inferiore alla stessa offerta in un anno dove è previsto un aumento esponenziale delle emissioni governative mette in dubbio la prospettiva della Germania come costante riferimento nel mercato obbligazionario.

Pprobabilmente con il passare del tempo, le Banche Centrali dopo aver accettato ogni sorta di cartolarizzazione possibile contribuendo ad un vero e proprio boom negli ultimi sei mesi, opererà come finanziatore di ultima istanza per coprire le aste rimaste incompiute.

Le imprese con più di 499 lavoratori hanno perso 91.000 posti di lavoro mentre sotto quella cifra entriamo nell’universo delle piccole e medie imprese, la spina dorsale dell’economia americana con una perdita di ben 602.000 posti complessivi. In America le piccole imprese sono un tessuto che rappresenta circa il 50 % del PIL privato e ben due terzi dei nuovi lavori.

La relazione della ADP si basa sui dati di circa 400.000 imprese con circa 24 milioni di lavoratori su le elaborazione delle buste paga ma la realtà non si ferma qui ed abbraccia ogni continente, ogni singola nazione con una pioggia di lacrime di ghiaccio globalizzata senza risparmiare la stessa Cina che secondo l’Outlook Magazine rivista pubblicata da Nuova Cina, editoriale statale vedrà conflitti sociali a seguito di una disoccupazione che viene dalla perdita di oltre 10 milioni di posti di lavoro con la preclusione per sette milioni di nuovi diplomati che si troveranno la strada sbarrata dalla crisi.

Da CHINA STAKES, via Naked Capitalism scopriamo che in fondo le bolle immobiliari non hanno colore, la dinamica e più o meno sempre la stessa che porta dall’euforia alla depressione.

In sintesi non poteva che essere cosi guardando alla realtà fondamentale che ci segnala una caduta dei nuovi ordini nell’ordine del 4,6 % dopo la revisione di ottobre a meno 6 %, di revisione in revisione verso una profonda recessione…..

The jump in the inventory-to-sales ratio “indicates excess inventories that will need to be worked off,” Steven Wood, president of Insight Economics LLC in Danville, California, wrote in a note to clients.

….un ecceso di inventari che dovranno essere smaltiti il che suggerisce che non vi sarà alcun rapido miglioramento.

Giustamente alcuni lettori potrebbero dire che sia portato ad evidenziare solo gli aspetti negativi di questa crisi, in fondo permettetemi, sono due anni che condivido la realtà, che esaminiamo insieme ogni dettaglio di questa crisi ma come non notare un’improvviso rialzo della temperatura sulla banchisa polare, dove gli orsi si trovano a loro agio.

Da tempo immemorabile la bussola del TED_SPREAD ci ha guidati nelle nebbie di questa crisi, segnalandoci immancabilmente ogni aumento della temperatura, ogni movimento nell’atmosfera finanziaria.

Ebbene questo indicatore è sceso ormai in prossimità di un livello di sicurezza accettabile, intorno all’1,3 dal 4,8 del picco della crisi mentre il libor a tre mesi è piombato a 1,42 con la gioia di tutti coloro che anno stipulato un mutuo ARMs collegato al tasso libor ecco le buone notizie che Icebergfinanza è in grado di offrirVi.

Spettacolare rientro della tensione anche nel settore della Commercial Paper con lo spread tra la le varie carte( alta e bassa qualità ) commerciali nonfinancial a livelli vicini alla precrisi.

Discount rate spread
Graph of CP Discount Rate Spread: Thirty-day A2/P2 Less AA Nonfinancial on a Daily Basis, Date vs. Basis Points.
 
l  

 Il PENDING_HOME_SALES_INDEX scende del 4 % al minimo da sette anni, indice che testimonia la firma dei preliminari di acquisto delle abitazioni, che a sua volta testimonia la situazione economica delle famiglie che difficilmente firmerebbero un preliminare senza avere un visibilità sulla loro situazione economica-

Inoltre non sarebbe saggio dimenticare che la Verità diverrà Figlia del Tempo anche per quei "gioielli" finanziari che vanno sotto il nome di Private Equity, l’essenza stessa della creatività finanziaria, leva dipendenti in ogni loro strategia.

Il FINANCIALTIMES ci suggerisce che la nemesi di questo settore non è affatto lontana, molto più vicina di quanto il consenso non possa percepire…..

" By some calculations, the actual losses could far exceed 30 per cent, since many of these companies were bought and taken private at the peak of the financial frenzy. In many deals – particularly ones struck in 2006 and 2007 – private equity firms paid a 25 per cent premium to public market levels to take their targets private.

They then put massive amounts of debt money into their companies, suggesting the drop in value should be more like 60 per cent, some industry experts estimate"

Da non perdere assolutamente questo articolo del " NYTIMES via CalculatedRisk che ci ricorda come il mercato immobiliare commerciale CRE è un’autentica mina vagante in maniera particolare in quanto…..

Regional banks may be an even bigger concern. In the last decade, they barreled their way into commercial real estate lending after being elbowed out of the credit card and consumer mortgage business by national players. The proportion of their lending that is in commercial real estate has nearly doubled in the last six years, according to government data.

…..si le banche regionali non potevano competere a livello del mercato immobiliare residenziale e quindi si sono concentrate su quello commerciale e nel settore delle carte di credito, siamo solo all’inizio di un anno che vedrà un aumento esponenziale nei default delle piccole e medie banche regionali, ulteriore ipoteca sulla risoluzione di questa crisi.

The New York Times
January 5, 2009    

So Far, Relatively Few Delinquencies

The New York Times

Source: Trepp

American Bankruptcy Institute ( ABIWORLD ) ci sussurra che nel 2008 i fallimenti individuali sono saliti di oltre un terzo a 1,06 milioni di dollari una procedura il Chapter 7 che ti aiuta a liquidare una parte dei tuoi averi con l’eccezione di alcuni che variano da stato a stato con alla fine della procedura l’azzeramento del debito.

Il tutto naturalmente dopo aver affrontato la procedura di prevenzione e protezione in caso di abuso della pratica stessa, in fondo aveva ragione Benjamin Franklin, uno dei padri americani….i creditori hanno miglior memoria dei debitori!

Nella sostanza all’orizzonte di questo 2009 non vi è alcun cenno possibile di inflazione e men che meno di iperinflazione, difficilmente le istituzioni finanziarie condivideranno con i mercati la liquidità che scenderà dai ghiacciai delle banche centrali, meno credito e più risparmio saranno i catalizzatori di questa crisi sinoa quando all’improvviso…..

Riserve obbligatorie che vivranno una nuova importante glaciazione con la velocità della circolazione della moneta in dissoluzione. Nel frattempo la bolla dei titoli di stato potrà proseguire nella sua lenta dinamica di rigonfiamento  e il dollaro vivrà di luci e ombre riflesse, tra banche centrali ed incubi cinesi in attesa della nemesi finale.

Comunque vadano le cose come vedremo è saggio lasciarsi sfiorare dal dubbio, essere pronti a strambare in qualunque direzione che le correnti dell’oceano o i venti suggeriranno nei primi 6/9 mesi dell’anno, senza dare per scontato nulla a differenza di come suggeriscono le illuminanti previsioni di fine anno.

With the Fed increasing the money supply as of August of this year, an equity market recovery occurring in late spring to early summer of next year (corresponding with the analysis above) is certainly reasonable and likely……..

……che sia l’ormai leggendaria "tarda primavera del 2009" che Icebergfinanza richiama da oltre un anno, onestamente non lo so, troppe sono le variabili in gioco, ma solo analizzando è possibile individuare la rotta, mettendosi in discussione giorno dopo giorno!

Al di là di quello che accadrà, continuo a pensare che di fronte a questi dati fondamentali i mercati stanno scontando solo quello che è possibile intravvedere o meglio ciò che vogliono intravvedere, dimenticando ciò che porterà con se questa recessione, dimenticando la visibilità futura degli utli, con quella frenesia che sta distruggendo i sogni di milioni di persone, lacrime di ghiaccio dall’occupazione!

Oh quanti bei ricordi sulla riva del fiume……….quanta serenità fuori dalla corrente principale, che tutto uniforma, tutto travolge.

 Se Vuoi contribuire ad Icebergfinanza vedremo insieme l’orizzonte per l’anno che verrà!

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme in ……..

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La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

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80 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 08:52

Guardiamo il lato positivo, secondo alcuni lettori i 700.000 disoccupati possono sempre diventare dei trader ………
EM

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 09:36

preoccupato x l’evoluzione……….
sopratutto x i disoccupati.

però con te ci si sente tranquilli , protetti, guidati, cullati.

IL DIRETTO

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 11:56

EM #1 certamente a condizione che abbiamo la liquidità necessaria ed il coraggio di operare online!!!!

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 12:54

Buongiorno a tutti, anche oggi un ottimo articolo del Capitano Andrea.
Chissà…. forse la disoccupazione USA arriverà al 10-11% dichiarato, come avevo letto tempo fà (reale forse al 15-16%).

Ma…. c’è un lato positivo in questo; i disoccupati avranno più tempo per la loro famiglia, i loro passatempi e magari anche più tempo per divertirsi. Chissà…. tutti i mali non vengono per nuocere…… hihihihihi.
Siamo costretti a subire questo modello economico, con tutte le sue conseguenze.

SD

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 13:19

x1. 🙂 ahah

X andrea.

Volevo far notare, che il libor è artificialmente tenuto basso dalle banche centrali.

Credo che si presenti l’opportunità in questo periodo di rifinanziare il mutuo variabile e portarlo a tasso fisso, ammesso che le banche lo consentano.

Correggimi se sbaglio.
ciao.
MM

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 13:23

IL CORAGGIO CHE MANCA
Non credo che abbiamo raggiunto il fondo della crisi, e stiamo risalendo la china. Si è avuta piuttosto una “distrazione globale”.
Il principale argomento, degli ultimi quindici giorni, è la crisi Israeliana-Palestinese, il tutto aggiunto al periodo festivo, ha letteralmente fatto passare in secondo piano la “vera crisi finanziaria”.
Anche la discussione sugli acquisti natalizi ha assunto un tono da “brillante” manipolazione, ho sentito cose tipo: ” la Rinascente ha avuto nei giorni prima di Natale il suo record di vendite”.
Si sono dimenticati di dire che a tutti i clienti, che avevano la Smart Card della Rinascente, erano applicati sconti del 50% sul venduto, e che è stata fatta una massiccia campagna di pubblicità su Sms per far correre le persone.
Altri negozi hanno usato più o meno le stesse escamotage.
Effettuare manovre simili, prima di Natale, significa che si è con l’acqua alla gola, a Londra i saldi in alcuni negozi sono al 70% (veri), in sostanza prezzi da liquidazione, sono convinto che fra una decina di giorni saranno costretti ad ammettere i dati reali.
Le industrie, piccola o grande che siano, non chiudono parte della produzione e licenziano persone con tanta facilità.
Se hanno preso decisioni del genere significa che stanno in crisi non da oggi, ma da almeno un anno o forse addirittura due anni .
Il termometro della crisi sono l’indice di disoccupazione e il Baltic Exchange Dry Index che continua ad avere valori inferiori a 800 (nella media a 20 giorni).
Le persone che oggi si accingono ad acquistare una casa, sono persone che vanno messe sullo stesso piano, di quelli che spendevano due anni fa 250.000 Euro per un monolocale a Milano o a Roma in zona assolutamente non centrale.

Dobbiamo anche focalizzare il concetto che la crisi colpirà essenzialmente, le così dette classi deboli, quelle ricche continueranno sostanzialmente a conservare il loro tenore di vita, quindi non ci dobbiamo stupire che per un viaggio alle maldive non si trovava un posto neanche a pagarlo oro.

Infine un’analisi globale per richiamare un po’ di storia.
Ricordo che è da quando nel 91 in Italia si disse che la “La festa è finita” (come esordì un certo Gianni Agnelli), che si entrò in un periodo di “sviluppo lentissimo” da cui tutt’oggi l’Italia non è ancora uscita. I redditi reali per impiegati e operai non crescono da 18 anni! Oggi stiamo entrando in un periodo ancora peggiore, con una recessione di cui nessuno conosce l’entità.
Cito l’Italia perchè anche nel 91, a creare la crisi fu l’espanzione monetaria iniziata a ridosso dell’80. Allora fu il debito pubblico ad alimentare i consumi, questo passò in circa dieci anni dal 60% al 120%, vi ricordate c’era lo Stato Pantalone che pagava allegramente.
La crisi italiana si doveva avere nei primi anni 80, ma fu abilmente posticizzata (e irrimediabilmente aggravata) di una decina d’anni con l’espansione del debito pubblico effettuata dal più diabolico Banchiere di sempre:
– Carlo Azeglio Ciampi-
Oggi la strada scelta dagli USA di creare un effetto “Italia 80”. Espandendo il debito è una pura follia , si rimanderà la resa dei conti di 10 forse 20 anni, dopo si potrebbe addirittura arrivare a una crisi peggiore. (proprio così l’espansione monetaria, in tempi moderni, è stata un nostro brevetto).
Il coraggio che è mancato all’Italia negli anni 80, al Giappone negli anni 90 e lo stesso coraggio che oggi mancherà agli USA e all’Europa.
In concreto bisognava e bisogna rompere tutte quelle ingessature burocratiche, partitocratiche e di caste trasversali, che limitavano la libera imprenditoria.
Nello stesso tempo bisognava creare regole giuste, facendole rispettare. Bisogna aver il massimo riguardo nella distribuzione del reddito, ma soprattutto nell’uso delle risorse pubbliche, che devono essere amministrate e dirette in modo efficiente ed efficace.
Chi si nasconde dietro i vari gruppi di potere, per far i suoi comodi o accumulare privilegi andrebbe ostracizzato.
Nel breve termine bisogna incentivare il risparmio (eresia!) accettando una crisi momentanea che in ogni caso ci sarà. Puntando su una ripresa vera, spinta da soldi veri, senza zavorre causate dal debito privato o pubblico.
La storia Italiana ci insegna che prima o poi bisognerà pagare i propri debiti o rassegnarsi a dichiarare bancarotta come L’Argentina.
Scempi come autostrade costate 40 miliardi a Kilometro (vecchie lire, nel 1985) e migliaia di impiegati pubblici, pensionati a 36 anni (con 17 anni di contributi e 85% della pensione ) sono idiozie che andavano non solo denunciate, ma severamente sanzionate a prescindere.
Mi rendo conto che è più facile fare una rivoluzione che mettere in pratica quello che ho detto e immagino già un sorriso paterno e disilluso, sui volti, di molti di voi.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 13:45

No -Il Compasso #6- io non farò e non faccio un sorriso paterno e disilluso, anzi approvo il post e mi stò divertendo un mondo; ho aspettato per anni per vederne i risultati ma io mi ricordo del PS e Craxi (ci è costato un occhio….. o mi è costato… hihihihihi) e delle baby pensioni ecc ecc ecc.
E forse non è ancora finita……io non centro con il debito pubblico, non mi interessa che vendano Roma, Venezia, Firenze ecc ecc non è un problema mio.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 14:15

buon giorno sono /minghin/io purtroppo non so scrivere ,avendo nella mia vita solo lavorato :avevo 12 anni quando i mie genitori comprarono nun pezzo di terra con un po di campi intorno, per qusi tutta la vita hò lavorato x pagarla , sono oggi un padre felice ,e lo sono e lo sarò ,fino a quando ci saranno persone che pensano e agiscono ,come ANDREA ,e molti altri di questo blog,x esempio condivido il pensiero di ,il compasso,ciao a tutti

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 14:31

X…SD.
ma xkè ti diverti tanto.

sei sadico? ..

qua ci sarà da piangere x tanti … nn ci sei solo tu

handstone

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 14:40

Handstone #9, perchè te la prendi con mè??? io non ho fatto piangere nessuno; mi interesso semplicemente delle mie cose, che già e abbastanza complicato.

L’importante è la salute hihihihi

SD

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 14:42

Condivido anch’io il pensiero di Compasso. Non ci deve essere nessun sorriso perchè proprio per i comportamenti dei politici e dei responsabili delle istituzioni questa crisi era annunciata e scritta da tempo ( Ciampi lo hanno osannato in molti ma chi è stato a capo della Banca d’Italia ed ha permesso lo scempio del signoraggio non può essere considerato, a mio avviso, una persona corretta. Come ho già avuto modo di scrivere in un altro commento nessuno può fare miracoli e queste sono le conseguenze. Quello che mi preoccupa è che non riesco a dare una visione completa a questa crisi, non riesco a percepire come, quando e come si risolverà. Ha ragione Andrea bisogna vivere alla giornata tenendo presente delle difficoltà ulteriori che potrebbero venire evidenziate e regolarsi di conseguenza. Ma se non avremo la capacità di ritornare a vivere con più oculatezza guardando ai fatti concreti non riusciremo a ripartire.

Piero.

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 17:39

Piero,
i responsabili in primis sono i cittadini italiani.
Comodo dare la colpa a politici e istituzioni, ma i politici rappresentano gli elettori e se hanno fatto quello che hanno fatto è perchè è stato loro consentito (quando non espilicitamente richiesto!).
Il problema è che per aprire gli occhi bisogna sempre sbattere il muso contro il muro.
Inoltre nessuno si lamentava finchè aveva gli sghei per i saldi o per andare al centro commerciale.
Aggiungo per ultimo, quanti seguono icebergfinanza perchè coindividono il messaggio di Andrea e quanti lo seguono per sapere che si è toccato il fondo e si è pronti per farsi un’altro giro in borsa a base di speculazione ???
EM

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 17:47

Troppo comodo dare la colpa a politici e istituzione.
I politici hanno fatto quello che han fatto perchè è stato loro consentito (quando non esplicitamente richiesto!).
AL di la di pochi persone consapevoli non mi sembra che fra i cittadini ci sia questa grande critica al sistema nel suo complesso, mi sembra che alla fine il problema sia “non ho i soldi per i saldi o per andare a fare shopping al centro commerciale”.
Quanti di quelli che leggono icebergfinanza sono d’accordo con il messaggio di Andrea e quanti leggono solo per sapere se la crisi ha toccato il fondo ed è venuto il momento propizio per farsi un altro giro a speculare in borsa ???
EM

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 17:49

Scusate lo sdoppiamento di personalità, ma la tecnologia non è il mio forte.
EM

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 18:39

Murray N. Rothbard : La Grande Depressione Ed. Universale Rubettino

Urge lettura!

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 18:45

Scusate Rubbettino

Vi propongo la lettura di questo storico trattato sulla più grande crisi economica. Non occorre una grande preparazione. Si rifà alla scuola Austriaca di economia. C’è da imparare!! Un po’ di umiltà.
Prezzo di copertina €14

Saluti
Tippy

PS. A volte sembrate proprio delle pettegole di ringhiera!! :)) Vi beccate su ogni parola…

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 18:51

purtroppo l’ignoranza e la stupidità umana precludono la via alla scuola Austriaca..l’unica cosa positiva è che, dopo tanti anni, non sono ancora riusciti a distruggere l’oro..a dir la verità nella storia nessuno ci è mai riuscito..anche se Andrea dubita dell’Eldorado..penso che si sbagli..come testardamente ribadisco che si sbaglia riguardo il futuro deflazionistico..vedremo..

de

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 18:52

X: EM
Quando parli di colpe dei cittadini non sono completamente d’accordo; che possibilità possiamo avere se non possiamo nemmeno eleggere i rappresentanti che vogliamo perchè i partiti ce li impongono. Io, l’ultima volta, non sono andato a votare ma non ritengo completamente giusto non farlo. Per il giro di borsa mi sembra che stiamo esagerando; chi investe in borsa e cerca di guadagnare non credo che sia un poco di buono poichè sugli eventuali utili ci paga le tasse; che poi siano poche o tante è un altro discorso, chi guadagna paga in base alle attuali norme. Anche per l’aumento delle imposte sulle rendite finanziarie mi sembra che si stia utilizzando tanta retorica, avete provato a fare un conto di cosa guadagnerebbe in più lo stato con il 20% rispetto al 12,50? E’ da tenere presente che i piccoli di solito in borsa perdono e i grandi speculatori finanziari che sono sempre società gli utili li mettono in bilancio pagando le aliquote di loro competenza. Ho l’impressione che si voglia fare vedere una montagna quando è un problema molto piccolo, anzi i piccoli rispamiatori che acquistano titoli di stato verrebbero penalizzati maggiormente.

Piero

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 21:00

Voglio premettere che non intendo fare pubblicità (non l’ho mai fatta), ma questa sera “navigando” su internet ho trovato uno scrittore-filosofo il Sig. Corrado del Bò che ha scritto un libro di economia con il titolo -Un reddito per tutti. Un’introduzione al basic income- una parte dell’introduzione del libro recita; Il volume presenta e discute le ragioni di chi ritiene che possa essere economicamente sostenibile
e moralmente giustificabile l’introduzione di un reddito per tutti, erogato indipendentemente dalle
condizioni economiche di ciascuno e dalla sua disponibilità grave; a lavorare.
Qualcuno di voi lo conosce oppure ha letto questo libro??

Finalmente non mi sento proprio così emarginato quando scrivo su questo blog -Un Reddito per Tutti prima possibile anzi subito-, qualcuno mi aveva definito anche comunista! Prossimamente lo comprerò.

Un saluto a tutti

SD

Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:21

Un piccolo capolavoro di sintesi….complimenti Compasso.

Caro Diretto spero che siano le onde a cullarci io non ne avrei il tempo …..chissà forse è la riva del fiume a darci tranquillità, la consapevolezza a proteggerci, ma ognuno con le proprie forze ognuno Capitano di se stesso.

…….Ma…. c’è un lato positivo in questo; i disoccupati avranno più tempo per la loro famiglia, i loro passatempi e magari anche più tempo per divertirsi. Chissà…. tutti i mali non vengono per nuocere…… non tutti i mali non vengono per nuocere come quando cade la neve, uno spettacolo divino, blocca tutto per lo spazio di un instante, ti induce a riflettere, perchè allora vivere questa magia con un oceano di polemiche, perchè la vita dell’uomo non può fermarsi per un istante, l’istante per ritrovare se stesso.

Caro SD siamo costretti veramente a subire questo sistema o possiamo nel nostro piccolo creare quell’oasi in grado di affascinare gli altri, un’oasi tale da indurli a fermarsi a cercare di comprendere quello che più conta nella vita……

Per rifinanziare il mutuo caro MM credo ci sia tempo forse più tempo di quello che pensiamo, l’importante è che ogni decisione possa portare serenità finanziaria e consapevolezza.

Minghin sei un mito hai condiviso una tua “debolezza” utilizzando una grande virtù, un messaggio semplice, ma allo stesso tempo grande, sei un padre felice, altro che saper scrivere, sai quante persone sanno scrivere e non sanno neanche quello che scrivono…..per non dire altro!

Per quanto riguarda la politica, le istituzioni lasciate perdere, il cambiamento nasce da noi, noi siamo responsabili della nostra vita, della vita degli altri……

….si la tassazione delle rendite degli investimenti e della speculazione in particolare andrebbero perlomeno equiparate a coloro che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera e da tempo di discute della Tobin Tax ma in fondo si tratta di un sogno, solo un sogno nel nome del libero mercato, della finanza creativa, del controllo assoluto sull’economia reale.

Dalle parole di Obama l’orizzonte si fa sempre più nitido, la situazione è sostanzialmente quella che precede una depressione, nessun dubbio, ora dipenderà dalla Storia, dal Destino oggi nulla sarà più come prima e tutto sarà diverso.

Sono ormai tante le voci che si levano giornalemente da questa crisi, le stesse, sempre le stesse, quelle che sino a ieri non hanno compreso nulla, voci di uomini che cambiano come il vento seguiti spesso dalle moltitudini, quante volte ho letto e sentito parlare della svolta, il momento magico eppure sono sempre la in prima pagina a condividere i loro pensieri sempre gli stessi spesso privi di quel realismo che in questi anni hanno sostituito con la certezza che questo sistema non finirà mai…….domani altre lacrime, lacrime di ghiaccio!

Buona Notte Andrea

Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:25

Gli indici americani devono ancora affondare di un buon 60-70% da questi livelli per i prossimi 3 anni.

L’armonia quando padroneggia in un sistema è forte come un uragano ma paziente come l’aquila che libra nel cielo azzurro.

Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:33

Dimenticavo…..sono in tanti i compagni di viaggio che da tempo non si fanno più sentire ……loro sanno di chi parlo, sarebbe bello rivederli anche solo per una volta, sentire i loro pensieri, no non voglio fare nomi, ma chissà che loro capiscano…….in fondo mi mancano!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:42

Cercando su internet sono riuscito a trovare un articolo di Corrado del Bò, è un pò lungo ma forse a qualcuno potrebbe interessare. Faccio copia-incolla:

Reddito di base. Una mappa per definirlo di Corrado del Bò

Chiare sono le caratteristiche che definiscono quel che gli anglofoni chiamano basic income e che l’italiano traduce a volte con reddito di base, altre volte con reddito di cittadinanza: l’essere un trasferimento monetario, elargito periodicamente dallo Stato agli individui indipendentemente dalle loro condizioni economiche e senza riguardo per il loro contributo lavorativo. Sono però le ultime due caratteristiche a determinarne la carica innovativa: non è necessario distinguere tra ricchi e poveri (anche se ai primi il reddito di base verrà alla fine sottratto per via fiscale) né verificare la disponibilità a entrare nel mercato del lavoro. Il reddito di base spetta insomma alle persone per il solo fatto di esistere.

La rottura con i modelli tradizionali di sostegno al reddito è su questi due punti netta: i trasferimenti monetari degli Stati-nazione sono sempre stati selettivi e condizionati (venivano cioè assicurati alle persone sprovviste di mezzi e a condizione che si dimostrassero disponibili a ricercare attivamente un’occupazione, perlomeno se abili al lavoro, come nel caso del reddito minimo di inserimento), mentre il reddito di base è universalista e incondizionato. Possiamo parlare di un reddito di base nel caso dell’Alaska, dove i proventi delle concessioni petrolifere vanno a costituire una sorta di fondo comune di investimento, una parte del quale viene elargito ai residenti su base annua (nel 2004 il dividendo è stato di poco più di 900 dollari annui). E così per il Brasile, dove è stato introdotto con una legge del 2004, in base alla quale l’erogazione sarà mensile e riguarderà i cittadini brasiliani e gli stranieri che risiedono nel paese da almeno cinque anni.

Dietro il successo che l’ipotesi del reddito di base sta riscuotendo presso studiosi di varie discipline sta un’idea semplice, ma ‘scandalosa’: una riforma del welfare State è necessaria perché esso è divenuto strumento inadeguato per gli obiettivi per cui è sorto. Non è forse vero che gli attuali sistemi di sicurezza sociale offrono un’elevata protezione per certi tipi di rischio (e per certe categorie di persone) e nessuna (o scarsa) tutela per altri? E non è forse evidente che non sempre i rischi protetti sono quelli che generano situazioni di disagio economico? Certo, potremmo tentare di rimediare a questi inconvenienti e tuttavia continuare a preferire e applicare schemi selettivi. Ma non possiamo ignorare le dimostrate distorsioni informative che ostacolano l’individuazione dei soggetti effettivamente meritevoli dell’intervento; le acclarate distorsioni motivazionali che disincentivano le persone a uscire dal sistema di sicurezza per entrare in un mercato del lavoro incerto e con remunerazioni solo di poco superiori a quelle offerte dalle rimesse assistenziali; i non irrisori costi amministrativi e sociali per le verifiche. Dobbiamo insomma riconoscere che gli schemi selettivi non sono sempre rose e fiori.

Questo naturalmente non esaurisce il discorso. Anche ammettendo che il reddito di base sia uno strumento efficace, non può essere sottovalutata la questione della sostenibilità economica. Una risposta convincente su questo punto non è semplice, ma non è inappropriato rilevare che il reddito di base è uno strumento che assorbe in sé alcune misure assistenziali; che è uno strumento pensato nel quadro di una riforma dell’assistenza pubblica e della politica fiscale; e che, per fermarci al caso italiano, alcune microsimulazioni (come quelle di Francesco Silva e di Andrea Fumagalli) hanno comunque offerto dati non così sconfortanti come le nostre intuizioni potrebbero spingerci a pensare.

Peraltro, una misura tanto radicale come il reddito di base sembra richiedere anche una giustificazione morale. E, in effetti, la teoria politica normativa ha provato a offrire alcune risposte a questo problema. Bill Jordan e André Gorz, con accenti differenti, hanno ad esempio sostenuto che il reddito di base potrebbe costituire un potente strumento per integrare le persone nella società in cui vivono e realizzare così appartenenza e partecipazione sociale. Alcune femministe hanno invece affermato che il reddito di base potrebbe essere da un lato un modo per retribuire il lavoro che le donne svolgono per la famiglia all’interno delle mura domestiche, dall’altro un modo per aumentare la loro indipendenza economica e dunque il loro potere contrattuale sia nella sfera lavorativa sia nella sfera familiare. Philippe Van Parijs, l’autore che più di tutti ha contribuito a inserire il tema del reddito di base nel dibattito sulla società giusta avviato più di trent’anni fa da John Rawls, ha infine argomentato che il reddito di base è lo strumento appropriato per realizzare una società i cui membri godono della massima libertà reale (real freedom), ove essere realmente liberi significa possedere non solo il diritto (quindi, la libertà formale) ma anche i mezzi materiali per condurre la propria vita come si potrebbe volerla condurre.

Siamo veramente soddisfatti di queste risposte? Probabilmente, no, almeno fino a quando non abbiamo risposto a questa obiezione: se è vero che non c’è nulla di moralmente sbagliato nel fatto che lo Stato, tramite la tassazione, distribuisca risorse agli inabili al lavoro, ai disoccupati non-volontari, agli anziani, alle persone in difficoltà in genere (dopotutto, queste persone non hanno colpa della propria situazione), diverso è il caso del surfista di Malibù, che sceglie di non lavorare per dedicarsi al suo passatempo preferito. Il surfista di Malibù, in effetti, simboleggia la persona che coltiva i propri interessi con i soldi degli altri: quei soldi che lo Stato ha in precedenza prelevato dalle tasche dei cittadini che lavorano. Intuitivamente è difficile pensare che il surfista non stia in un qualche senso ‘sfruttando’ queste persone e, in definitiva, non condividere la netta conclusione di John Rawls, secondo il quale “chi passasse tutto il giorno a fare surf sulle spiagge di Malibù, dovrebbe trovare il modo di mantenersi, e non avrebbe diritto a risorse pubbliche”.

L’obiezione è estremamente seria per i difensori del reddito di base e, infatti, Van Parijs ha provato a rispondervi in vario modo, ma soprattutto con l’argomento che schematizzo qui di seguito.

1) Tutti hanno diritto a un’eguale quota di risorse esterne – o un’eguale quota del loro valore – per perseguire il piano di vita favorito.

2) I posti di lavoro sono risorse esterne a tutti gli effetti.

3) Nelle moderne economie capitaliste questi posti sono divenuti risorsa scarsa e, dunque, la loro appropriazione deve essere soggetta a vincoli.

4) Lo Stato liberale deve rimanere neutrale rispetto ai vari piani di vita dei propri cittadini.

Ora, se accettiamo le prime tre idee, allora dobbiamo anche accettare la conclusione per cui occorre suddividere tra tutti le rendite di posizione di cui gode chi si è ‘appropriato’ di un posto di lavoro. E se accettiamo la seconda, allora dobbiamo suddividere proprio le rendite e non il lavoro. Inoltre, alla luce della quarta idea, dobbiamo suddividere queste rendite tra tutti e non invece destinarle (sotto forma di sussidi) ai soli disoccupati involontari o (sotto forma di incentivi per le assunzioni) ai datori di lavoro; infatti, diversamente, verrebbero favoriti – direttamente o indirettamente – i piani di vita che prevedono ampio spazio per l’attività lavorativa.

L’argomento non è per verità apparso a tutti convincente (ad esempio, Stuart White, ha sostenuto che consentire alle persone di sottrarsi all’obbligo lavorativo violerebbe quella che sembra essere la base normativa del welfare State, vale a dire il
principio di reciprocità, per cui ogni cittadino, in cambio di un reddito minimo soddisfacente ha un corrispondente obbligo di soddisfare una ragionevole aspettativa di lavoro). Una via alternativa per aggirare l’obiezione è allora quella presentata da libertari egualitari come Hillel Steiner. Se vale il principio che l’appropriazione di tutte le risorse naturali deve essere soggetta a un vincolo egualitario, il reddito di base costituisce una forma di risarcimento per la privatizzazione di risorse naturali in origine disponibili per tutti (anche per il surfista di Malibù). Il reddito di base, in breve, è giustificato dal fatto di essere fissato nella regola di giustizia che governa (o dovrebbe governare) l’appropriazione privata delle risorse naturali.

Un’altra via è invece questa. Nel modo di produzione postfordista la produttività dipende non tanto dal lavoro immediato di produzione quanto piuttosto da una serie di capacità (capacità di autonomia, d’immaginazione, di comunicazione ecc.) che i lavoratori sviluppano al di fuori del lavoro immediato. La produttività del lavoro risulta così sganciata dalla materialità della produzione e del lavoro del singolo; ciò che la determina è, piuttosto, l’immaterialità delle relazioni interpersonali, degli scambi di idee e delle comunicazioni che avvengono anche e soprattutto nei contesti extralavorativi. Il postfordismo genera in sostanza una crisi dell’evidenza del soggetto produttivo tale per cui: la produttività diventa ‘produttività sociale’; la categoria di sfruttamento tradizionalmente intesa finisce perciò per essere inservibile; il reddito di base, in quanto reddito sociale che compensa una produttività sociale, può costituire lo strumento per riconoscere e remunerare un nuovo tipo di sfruttamento, quello…

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:46

@Andrea (er capitan)
anche se i tuoi vecchi amici a volte non si fanno sentire, non è detto che non ci siano. Forse sono un po’ indaffarati con le loro barche che giornalmente solcano gli oceani della vita.
Spero possa farti piacere sapere che ci sono molti “naviganti” che leggono e ascoltano i tuoi messaggi in modo silenzioso e con molta gratitudine. Uno di questi sono io, 😀
Ciao da Sbis

utente anonimo
Scritto il 8 Gennaio 2009 at 23:46

Continua dal #23, l’articolo è un pò lungo.

dell’intellettualità di massa, o intellettualità diffusa (e in più diventare strumento di contropotere economico, sociale e culturale).

Efficacia, sostenibilità economica, giustificabilità morale. Su queste tre questioni si gioca il dibattito sul reddito di base. Un dibattito vivace in molti Paesi europei, meno in Italia, dove il reddito di base stenta a trovare posto nell’agenda della discussione pubblica. Questo è un po’ un peccato, a prescindere da quale sia la posizione di ognuno sul reddito di base. Iniziare allora a discuterne, senza pregiudizi, potrebbe essere un obiettivo allo stesso tempo realistico e desiderabile.

L’articolo non mi sembra campato in aria; adesso basterebbe convincere i “capi” dell’economia, stampare un pò di moneta e chissà……..
Io spero di avere il tempo e la fortuna di vedere e vivere il tempo di “Un Reddito a Tutti”.

Buonanotte

SD

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 00:11

Capitano…ciurma, ho trovato alcune parole scritte tanti anni fa…che calzano molto con la situazione attuale, se il Capitano lo permette provate ad indovineare da dove venivano ?

Sfortunatamente in questi due anni le cause del malcontento non sono state rimosse, mentre si sono aggiunte nuove e numerose tensioni. La crescente disorganizzazione e il caos hanno distrutto la vita economica del paese. Vorremmo anche che le nostre dichiarazioni servissero come invito alle autorita a desistere dalla loro deliberata indiferenza verso i veri problemi sociale e a non eludere il loro compito di risolverli.

1-Aumento dei prezzi, esiste una pratica diffusa nel sostituire i prodotti con nuovi nomi o marche al solo fine di aumentare i prezzi. Non e’ facile determinare l’ ampiezza di questo fenomeno, l’ inflazione e’ ben piu’ elevata delle stime ufficiali;

2-Lo stato dei servizi e’ penoso, il cronico sottoinvestimento si traduce in una mancanza di posti letto e sovrafollamento di ospedali mai rinnovati;

3-Gli anni trascorsi non hanno portato nessun miglioramento nella condizione degli alloggi che va di pari passo con il costante incremento degli affitti che rappresenta una parte importante del budget delle famiglie;

4-Le autorita’ cercano di compensare la disorganizzazione con magggiori orari di lavoro che arrivano a 10-12 ore al giorno;

5-Il confronto del salario giornaliero e dei prezzi nei negozi rileva un fatto allarmente, la crescente disparita’ sociale, vi sono famiglie che faticano ad arrivare a fine mese ed altre che non hanno affatto preoccupazioni.

Un elemento che contribuisce alla disuguaglianza sociale e’ il diffuso sistema di privilegi dei gruppi legati al potere tramite spese mediche, alloggi, auto e altro.

DI CONSEGUENZA ASSISTIAMO AL CRESCENTE ISOLAMENTO DEI GRUPPI LEGATI ALLE AUTORITA’ INCAPACI DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE I REALI PROBLEMI SOCIALI.

Sempre piu spesso si osservano bambini ereditare le posizioni di privilegio dei loro padri e cosi il principio delle pari opportunita’ per i giovani diventa un’ illusione.

Potrei continuare per righe e righe, queste sono le parole che il KOR Comitato di Difesa scriveva al regime Comunista Polacco nel 1976…a leggerle mi sta venendo un dubbio, calzano forse troppo bene con tante situazioni, esiste forse una reale differenza tra i due sistemi che si sono combattuti per anni, privandoci di provare a perseguire una via…umana alla gestione dell’ economia ?
Un saluto a tutti e scusate per la lunghezza !
Massimo

Scritto il 9 Gennaio 2009 at 00:26

“Un reddito a tutti!” sarebbe bello, qualcuna delle persone che domani finiranno nel conteggio dei unemployed sarebbe contento…a me basterebbe azzerare il debito di mio figlio, azzerare molte delle regole che non servono se non a chi le ha create. Buona notte a tutti

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 03:37

complimenti anche da me Compasso.
Disamina vera o per lo meno molto veritiera secondo il mio parere.

vorrei solo aggiungere che adesso la situazione è ancora peggiorata.
a differenza della crisi del 1991, la politica ,

– che si è trasformata nel frattempo in un’impresa quasi familiare,
con fatturati di anno in anno sempre crescenti ed
elargendo a se stessa dividendi sempre più grossi,
unica impresa che riesce a stare sul mercato a rischio zero, e per
farne parte , unico requisito richiesto e quello di essere del giro ed avere una gran bella faccia di bronzo , e non avere rossore nel contraddirsi mille volte al giorno
in modo da accontentare più clienti possibili , si sa il cliente ha sempre ragione e poi è anche elettore –

è riuscita ad appaltare o vendere ai privati(ai soliti amici
o amici degli amici) le compagnie telefoniche , gli aerei, le poste , le risorse idriche, le miniere, i treni prossimamente, i tabacchi(IL TOSCANO), la previdenza (con i fondi pensione) e quant’alro , ed
infine senza alcun pudore
anche l’EMISSIONE di MONETA.

perchè di questo si tratta quando aziende private(leggasi BANCHE
hanno il potere o la facoltà di emettere moneta sotto forma di crediti , mutui , nuovi
prodotti finanziari , DERIVATI, STRUTTURATI, SUBBORDINATI ,
OPTIONS , WARRANT ecc , ecc,
e a furia di emetterne tanta, sono diventati cosi bravi
che per magia attraverso l’ingegneria finanziaria (vedasi CARTOLARIZZAZIONI e quantaltro)
sono riusciti perfino a trasformare i PASSIVI in ATTIVI di bilancio ed a presentare bilanci sempre con utili crescenti,
per cui avendo in eslcusiva il potere di stampa della moneta ,
– dell’economia reale possono fare quel che vogliono, e anche strangolare
imprese sane quando e come vogliono, attraverso rientri e ristrutturazione dei crediti; per cui i politici
sono divenuti i camerieri dei BANCHIERI e nulla possono contro il loro parere.
questa sciagurata abdicazione ha portato lo stato , le regioni i comuni , le provincie , perfino gli enti caritatevoli ad essere indebitati con lor signori, e se dovessero chiusere i rubinetti sarebbe il fallimento immediato di qualsiasi vita saciale come l’abbiamo conosciuta fino adesso.

questa è l’idea che mi sono fatto in questi anni, avvicinandomi io ai sessanta.

a proposito della crisi , posto un articolo di Indro Montanelli
scritto mi pare alla fine del 1990 , per il settimanale OGGI che sembra scritto ieri e che condivido in toto.

*****************
Coraggio, il meglio è passato!

Un mio amico che da buon fiorentino, come me, ha quel tipo di umorismo che si definisce , cioè buttato sull’amaro, mi ha telefonato per farmi gli auguri.
, mi ha detto, .
I lettori non se ne lascino scoraggiare: è soltanto una battuta. Ma a pensarci bene,
l’anno a cui stiamo per dire addio, anche se non è stato precisamente il meglio della nostra vita, non è stato neanche il peggio. Intanto, io che scrivo e voi che leggete, siamo vivi: e mi pare già qualcosa, visti i rischi e i trabocchetti fra i quali ci muoviamo.
Per converso, siamo più tassati e tartassati che un anno fa, ma a questo trattamento, da parte del patrio governo, abbiamo fatto più callo di allora.
E infine ci siamo liberati quasi completamente del terrorismo, che non è roba da poco.
Non si può eslcudere che rinasca, magari sotto altre forme. Ma insomma un ciclo di sangue si è chiuso, anche se rimangono aperti, e più cruenti che mai, quelli della malavita, della mafia, camorra o ‘ndrangheta che sia: ma questi ci sono sempre stati, non sono prodotti di stagione. Perciò non vorrei essere ingrato verso l’anno che muore, e mi accontenterei se quello che nasce gli somigliasse.
Non so cosa dicono in proposito maghi ed astrologi(che non frequento). Ma se devo cavare un pronostico dalla mia cesta, è che questo anno nuovo può anch’essere buono purchè lo affrontiamo con molto coraggio.
Lascio da parte i problemi ed i pericoli di ordine internazionale, dai quali ci si può aspettare tutto ed il contrario di tutto. Mi limito a quelli di casa. Che abbiamo difronte un anno difficile, credo che tutti ne converranno. Qualcuno mi obietterà che da parecchi anni quello nuovo è stato sempre annunciato come difficile, specie sul piano economico, senza che questo ci abbia impedito di tirarlo avanti in maniera , tutto sommato, abbastanza piacevole.
Tutti coloro che girano il mondo sono infatti concordi nel riconoscere che l’Italia è, fra quelli dell’Occidente, il Paese in cui le cose funzionano peggio, ma la gente vive meglio. Ed è vero. Ma è proprio perchè ci siamo ostinati a voler vivere meglio, sempre meglio, infischiandoci delle cose che andavano peggio, sempre peggio, che ora forse dovremo fare i conti con una realtà più dura che dovunque altrove.

……..
La crisi, intendiamoci, è generale. Ne soffrono la Germania, l’Inghilterra, la Francia. Ne soffrono gli Stati Uniti che per la loro enorme forza produttiva dalle crisi sembravano al riparo, e ora invece contano quasi undici milioni di disoccupati. Ne soffre perfino il Giappone nonostante la disciplina, la laboriosità e la sobrietà del suo popolo.
Ma mentre in questi Paesi, da quando la crisi è cominciata, tutti, dall’uomo politico all’imprenditore, al più umile operaio, ne hanno preso coscienza e vi si sono sentiti coinvolti, noi italiani abbiamo considerato la crisi come un problema altrui e abbiamo seguitato a vivere e a consumare come se la crisi non ci fosse.
Sono convinto che, a dispetto di qualsiasi predica, continueremmo a farlo anche nell’anno nuovo, se potessimo. Ma il guaio è che stavolta non possiamo perchè la crisi, dai dibattiti politici e dalle prime pagine dei giornali, dov’è rimasta per tanto tempo confinata, comincia a diffondersi fra la gente e a toccarla direttamente. Gli esercenti dicono che, rispetto all’anno scorso, le spese natalizie si sono dimezzate: e fin qui poco male, anzi molto bene, nessuna dissipazione essendo più stupida di quella che si fa in queste occasioni. Ma questo è il prodomo di ciò che sta per succedere, e di cui sarà bene che cominciamo a renderci conto senza ricorrere ad abbellimenti cosmetici né lasciarci abbindolare e sedurre dagli arzigogoli dei cosiddetti . Diceva il grande Einaudi che la economica(di cui lui era il maggior luminare italiano) non esiste; esiste solo il buon senso applicato all’economia. E il buon senso ci dice, in questo caso, due cose. Primo: che nel tunnel della crisi ci siamo cacciati perchè da almeno un paio di decenni viviamo tutti, dal più al meno, al di sopra dei nostri mezzi, cioè consumando più di quanto produciamo. Secondo: che per venirne fuori bisogna fare esattamente il contrario, cioè lavorare di più e guadagnare , e spendere di meno, ma tutti insieme, e non come al solito ognuno aspettando che sia l’altro a farlo. Se ci rendiamo conto che questa è l’unica ricetta per uscire dai guai, il nuovo anno potrà essere anche un anno buono perchè io non credo che il piacere della vita consiste nel guadagnare e spendere sempre di più: questa corsa pazza dietro al superfluo conduce non soltanto alla rovina, ma anche all’insoddisfazione perpetua. E’ l’unico augurio sensato che possa fare ai lettori, e anche a me stesso, è che queste parole non rimangano parole, ma diventino un modo di fare diverso, più semplice e meno ansimante di quello che abbiamo seguito finora.

Scritto da Indro Montanelli (1909 – 2001) : il 22 aprile prossimo è il suo centenario

carpe diem

PS : mi scuso per la lunghezza

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 03:53

Mi scuso e per completezza trascrivo i due copoverso che contenevano nello scritto originale di Indro Montanelli
delle parole virgolettate e che nel copia -incolla non sono state trascritte

Un mio amico che da buon fiorentino, come me, ha quel tipo di umorismo che si definisce nero, cioè buttato sull’amaro, mi ha telefonato per farmi gli auguri.
Coraggio, vecchio mio, mi ha detto, tanto, oramai, il meglio è passato

*********+
Ma questo è il prodomo di ciò che sta per succedere, e di cui sarà bene che cominciamo a renderci conto senza ricorrere ad abbellimenti cosmetici né lasciarci abbindolare e sedurre dagli arzigogoli dei cosiddetti esperti. Diceva il grande Einaudi che la scienza economica(di cui lui era il maggior luminare

carpe diem

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 05:56

Un caro saluto al Capitano e a tutto l’equipaggio.
L’idea di un reddito per tutti è molto “romantica”, ma ricorda l’asserto di un certo sindacalismo di qualche anno orsono, in base al quale il salario sarebbe stato una “variabile indipendente”. S0è visto come è andata a finire. Dietro queste utopie sta un piccolo problema: CHI PAGA?
D’altronde pensiamo al nostro Paese: in alcune parti d’Italia, contrassegnate da un anomala percentuale di pensioni di invalidità e da una quantità di impiegati pubblici debordante, il “reddito per tutti” l’avevano già scoperto da tempo….
C’è soltanto un piccolo problema: il debito pubblico che grava su ciascuno di noi e il record mondiale di tassazione che ci affligge…

Un abbraccio a tutti
Daniele

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 07:01

il capitano non li ha fatti i nomi, li faccio io: Fabio! il grande Fabio di “Ottobre Rosso”, Guido, Massimo, … dove c…. siete?
pinio

Scritto il 9 Gennaio 2009 at 08:41

sul reddito per tutti leggetevi Nicolò Bellia.
Trovate i video su youtube.

MM

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 08:58

reddito per tutti….
una maniera per non fare piu un c….o

e in qualche parte già lo fanno

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 09:04

cape diem ,

mi piacerebbe leggerti xkè nn sei banale,

ma lungo si………..
e come si fa ….

se sarai + breve ti regalo una bambolina.

IL DIRETTO

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 09:52

promesso , DIRETTO,

mi scuso ancora .

carpe diem

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 10:08

si parla di reddito per tutti minimo, l’equivalente attuale di 500 euro.

Cioè il minimo per la sussistenza, poi se uno vuole la bicicletta allora pedala.

Ognuno si facci 🙂 la sua idea

MM

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 10:29

per mm
mi piacerebbe capire cosa intendi per “bicicletta”; chi deciderebbe se qualcuno ha diritto di pedalare per la bicicletta, chi ha diritto alla bicicletta pedalando in discesa e chi, senza alcun riguardo per gli altri, può andare in giro in “motocicletta”.
comunque grazie a tutti per gli stimoli a riflettere.
e grazie anche a carpe diem che ritengo non debba a nessuno le sue scuse.
mimmo.

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 10:42

Per bicicletta intedo:

Se ti basta la sussistenza e vuoi fare, che ne so,il filosofo, ti accontenti del reddito base.
Se invece vuoi qualcosa in piu’ , una casetta, una M3 ad esempio, ecc ecc allora lavori.

MM

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 10:44

Cmq non ha senso.
Lo stato deve essere ridotto al minimo possibile.
Il sistema attuale non ha senso.
Io sono per il ritorno a moneta ONESTA, moneta con riserva di valore (che sia aurea, misto petrolio-oro–argento , va bene tutto)

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 13:24

Buongiorno a tutti, ringrazio MM #32 per l’informazione su Nicolò Bellia su Youtube, ci sono molti video da vedere e credo anche interessanti.

Con questo post non voglio contestare le critiche a Un Reddito per Tutti spero almeno che se ne parli, che a qualcuno interessi…….

Solamente su una cosa voglio fare una precisazione; per chi è abituato a farsi le cose, ad esempio prodursi una parte del cibo, costruirsi una casa, ripararsi le apparecchiture di uso comune ecc ecc ecc, e non ha bisogno di SCHIAVI e del TEMPO DEGLI ALTRI per fare le cose principali…….. non è un problema. Il problema forse è per qulcun’altro…..

SD

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 13:35

Qua tutti vogliano guadagnare e vivere senza fare un bel niente, provate a lavorare perchè fra poco gli extracomunitari se nè tornano a casa.

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 13:36

Caro Capitano,
ti seguo dall’inizio del viaggio anche se ultimamente mi soffermo solamente a leggere i tuoi post. Leggo tra i vari commenti (davvero interessanti) di chi sono le colpe di questa situazione. Mi permetto di dire che la colpa principale è da attribuire alla mancanza d’informazione. Intendo dire che siamo più attenti alle istruzioni di un’elettrodomestico che a dove mettiamo i soldi, che crediamo che ciò che raccontano i telegiornali sia vero, che stiamo troppe ore a guardare la televisone. In parte le responsabilità sono nostre ed in parte dei politici ma ritengo che la prima cosa da fare sia imparare, leggere. approfondire ogni tematica che ci riguarda. Solo attraverso la conoscenza costruiremo un mondo migliore.
Max

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 14:05

Pinio,
grazie per avermi ricordato…e’ un periodaccio ma ci sono !
In questo momento la testa e’altrove !
Saluti a tutti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 14:12

«Nouveau Monde, Nouveau Capitalisme»

Che dire a quanto pare ormai sono in tanti che chiedono un cambio nel sistema finanziario, avremo a questo punto una classe politica internazional capace di accettare la sfida !

Andatevi a vedere:
http://www.ecb.int/press/key/date/2009/html/sp090109.en.html

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 16:24

che brutta fine stiamo facendo… 17 milioni di disoccupati in Europa, piu’ quelli che non sono iscritti, piu’ quelli che finiscono nello scivolo, piu’ i precari, se questa e’ la fine del capitalismo (essendo finito il proletariato, non c’e’ piu’ neanche il capitalismo), allora siamo senza speranza. So che il capitano la pensa diversamente, ma le leggi della natura sono queste: se scompaiono i duopoli, allora si combattera’ per questo o quel Dio, … i potenti non permettono alla gente di restare con le mani in mano.

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 16:27

ciao Massimo, siamo rimasti in pochi, io, Minghin e qualcun altro, ma di strada ne abbiamo fatta tanta…
pinio

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 17:22

Per anonimo #44, io mi sono letto il commento di Trichet, e mi auguro che nessun politico voglia accettare la sfida; non abbiamo già abbastanza guai……..
In questo commento non compare una sola frase con la parola; povertà, uguaglianza, giustizia, disoccupati, c’è solo una frase che la dice lunga: la frase seguente:

Naturalmente, non dobbiamo buttare il bambino con l’acqua sporca da scartare, l’economia di mercato che è alla base di installazione del sistema. E’ l’unica impostazione che si è dimostrato in grado nel corso del tempo e nel mondo per offrire prosperità duratura, e non ha uguali in generale l’efficienza. (scusate se la traduzione non è essatta, ma e fatta con il computer).

Per caso il Sig. Trichet non si è dimenticato di tutto il resto……giudicate voi cosa dobbiamo aspettarci da questi signori. E poi chi sono, sono stati votati da qualcuno in maniera democratica……oppure fanno parte di qualche lobby o massoneria.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 18:31

Il “sistema” che è entrato in crisi è estremamente complesso con interazioni di n-ordine e in molti casi non lineari.

Tuttavia anche i sistemi fisici più complessi possono essere analizzati con delle semplificazioni (cercando di evitare di rendere il problema triviale) separando alcune variabili.

Per esempio potremmo cominciare a definire dei comportamenti
– individuali
– collettivi
– societari
– governativi

che riteniamo non più sostenibili.

si sente dire che questa crisi ci obbligherà a cambiare i nosri stili di vita e sostanzialmente a ridurre il nostro tenore di vita. Affermazione che in una società estremamente strutturata differenziata e stratificata mi pare troppo generica.

Proviamo insieme ad individuare dei comportamenti da cambiare delle nuova regole da seguire. Cerchiamo di essere soggetti attivi nella gestione delle nostre vite in questa tempesta e non dei gusci di noce alla deriva.

raccoglierò volentieri le indicazioni di tutti quelli che vorranno contribuire

[email protected]

saluti a tutti

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 18:33

grazie ANDREA per le tue bellissime parole, un saluto a tutti , minghin

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 18:40

Daniele #30 non confondere un Reddito per QUALCUNO con un Reddito per TUTTI, ok

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 19:12

Ciao a tutti,
di finanza m’intendo poco e vi leggo soltanto ( però sto studiando e memorizzando ) anch’io sono convinta che occorre sempre ricercare e conoscere quanto più possibile di cosa accade attorno a noi non fidandoci di ciò che ci spacciano in tw .

Con l’economia spiccia famigliare me la cavo meglio e quindi dico la mia,sollecitata dal post di erasmo67.

cominciamo a cambiare il nostro modo di fare la spesa:
– non acquistiamo prodotti confezionati,niente formaggi in vaschette,niente salumi in bustine ecc.ecc.
– non facciamoci invogliare a comprare ciò che non avevamo preventivato,usciamo sempre dal supermercato con un sacco di cose che non avevamo messo in lista
– per il fresco prediligiamo i mercatini rionali alla grande distribuzione,

io comincerei proprio dall’abolire dalle nostre cucine e dalle nostre tavole:
-il rollo dello scottex(le nonne fino a 40 anni fa usavano gli asciugamani vecchi o sgualciti)
-i tovaglioli di carta,
-i piatti di plastica ed i bicchieri di plastica,

salveremmo foreste ed avremmo meno rifiuti.

se poi abbiamo la fortuna di avere un giardino non buttiamo nulla degli scarti del fresco,bucce,scarti di ortaggi e destiniamo una zona del giardino a crearci l’humus che a primavera ci servirà per concimare i fiori e gli ortaggi e non dovremo comprarlo.

per il mio piccolo cerco già di fare in questa maniera ma si sà che l’unione fa la forza……..

buona serata a tutti,un grazie di cuore ad Andrea.
ccp

P.S. ho dato per scontato che ci si sieda ancora a tavola con la propria famiglia,questo purtroppo pare che accada solo più alla sera……se fosse possibile conciliarlo con il lavoro io fossi con figli piccoli in età scolare o adolescenti cercherei di ritornare a casa dal lavoro anche per il pranzo.
E fondamentale ritornare a mettere insieme le famiglie per costruire un futuro migliore.
dinuovo ciao a tutti

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 19:23

Il reddito minimo garantito per tutti non è nient’altro che la possibilità da parte dello stato di emettere moneta, è il concetto che ha sempre descritto il Prof. Auriti. Se la moneta venisse emessa dallo stato e non dalla BCE (o chi per essa) non avremmo debito pubblico!!! Non so se è poco ed ognuno avrebbe un minimo di sussistenza. Ma finchè non verrà annientata la lobbi bancaria questa speranza rimarrà vana.
L’ho già scritto varie volte ma mi ripeto: l’emissione di carta moneta da parte delle banche centrali che sono di proprietà di privati è una aberrazione che ci porterà al disastro; il montante del debito pubblico è il bubbone che ci farà affondare e dal quale non ci potremo salvare!!!!

Piero

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 21:51

Certamente come dice Piero #52 non sarà facile avere una società in qui un reddito minimo sia un diritto, ci sono troppi poteri che la ostacolano e forse come dicono altri utenti, manca anche l’informazione di massa che spieghi questi problemi, anzi probabilmente non sarà neanche possibile (per adesso…..poi vedremo!!).
Ma già rendersi conto di queste cose potrà permettere a qualcuno di costruirsi la sua vita ed economia in modo diverso.
Sicuramente io e molti di voi non possiamo cambiare il mondo, non è possibile.
Ognuno potrà farlo secondo le proprie possibilità e conoscenze, come fà ccp #51 e come faccio anch’io nel mio piccolo e come chiede anche erasmo67 #48 a cui volevo dire che nel blog abbiamo già discusso di varie alternative economiche.
Per finire e per non essere troppo lungo, direi che ognuno cerchi di cavarsela come può, perchè penso che non esista una ricetta che possa valere per tutti…..ci sono troppe variabili.

Un saluto a tutti e in bocca al lupo.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 21:53

grazie a ccp per aver iniziato con qualche idea.

Personalmente credo che però dovremo pensare di incidere più profondamente su alcuni aspetti dea nostra vita di consumatori e dissipatori all’ “occidentale”

qualche esempio in ordine sparso.

Possiamo permetterci di:
– vivere tutto l’anno tra 22 e 24°C in tutti gli ambienti in cui ci spostiamo (casa, auto, ufficio, negozio…?
se accettassimo 19°C in inverno e 26°C in estate …

– Personalmente stendere il bucato mi annoia … ma possiamo permeterci l’asciuatrice magai ache in estate?

– Possiamo permetterci famiglie parcellizzate con anziani soli afidati a (comunque costose) badanti

– Possiamo permetterci di dedicare più del 50% del tereno agricoo coltivabile ala produzione di mangimi per animali da macello?

– Mangiare prodotti agricoli provenienti dall’altro emisfero?

– Hanno senso utiitrie che non pesano meno di 1200kg?

– Trent’anni fa si compravano le camicie con i ricambi del collo e dei poslsini, qualcuno se li ricorda?

– Mia madre rammendava i calzini, almeno una volta, mia moglie se li trova bucati li butta via…

Mia madre e mio padre, con due lavori da modesti impiegati a 40 anni erano proprietri della loro casa (non al 20% il resto della banca)

un saluto

[email protected]

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 22:12

Per questa sera non volevo più intervenire ma erasmo67 #54 mi ha stuzzicato.
Ad una parte della tua prima domanda, che riguarda i 22-24° C in casa in inverno, posso risponderti io, per conoscenza lavoro nel settore immobiliare, e vale solo per una parte delle abitazioni (purtroppo).

Se invece di spendere 30.000-40.000 euro in una bella e fiammeggiante automobile nuova di zecca, qualcuno avesse investito in panelli solari (anche a aria), riscaldamento a pavimento, e stufe varie a legna (per l’integrazione) forse potrebbe permetterselo (hihihihihi poi l’auto è stata distrutta dentro a un fosso hihihihi).

Di nuovo un saluto.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 22:41

mio caro erasmo67 continuo con l’esprimere il mio parere…..

– non è necessario vivere a + 22°/24° basta mettere un maglione in più ed evitare l’ombelico al vento con pantaloni in vita anzichè alle ginocchia,un tempo il locale riscaldato della casa era solo la cucina, le camere da letto erano fredde,non si aveva lo scaldasonno, e si andava a dormire con lo scaldaletto di rame pieno di carboni ardenti…..più avanti con il “progresso” la bottiglia di gomma con l’acqua calda ………….ma volete mettere la poesia dello scaldaletto che faceva il giro di tutti i letti di casa???
bei tempi ragazzi,vi assicuro bei tempi!!!
– non serve l’asciugatrice manco d’inverno,figuriamoci d’estate quando niente è meglio del profumo della biancheria asciugata al sole!
– non sarebbero necessarie le badanti se i figli pensassero ai genitori come questi hanno pensato ai nostri nonni.
– non ha senso mangiare prodotti agricoli dell’altro emisfero quando questi stessi li possiamo produrre nella nostra nazione
– di terreno agricolo ce n’è ancora molto ed è anche abbandonato e non coltivato perchè i giovani
(sessantottini) sono scesi in città a lavorare in fabbrica.
– trent’anni fa le donne sapevano cucire,rammendare oggi non sanno tenere un ago in mano e la colpa è delle madri che (sessantottine pure loro) non gliel’hanno insegnato.
– i calzini si rammendano ancora oggi,la mia nonna mi diceva ” chi cuce buchino evita bucone”

i tuoi genitori a 40 anni sono riusciti a farsi la casa proprio perchè hanno applicato tutti i punti di cui sopra,specie la tua mamma (immagino)
Senza farsi mancare il necessario i genitori degli attuali trentenni e/o
quarantenni hanno messo a frutto ciò che i nonni avevano insegnato loro: risparmio,niente sprechi ed ingegno nella conduzione della casa pur vivendo con decoro.

Ricordo bene e con nostalgia quegli anni,non avevamo tutto e di più come oggi, ma sapevamo gioire delle piccole cose.

Ragazzi, se si vuole si può vivere bene anche senza tutto il superfluo che ci circonda,non abbiate paura e non fasciatevi la testa,sarà dura ma ce la faremo!!!
buona notte a tutti,
ccp

utente anonimo
Scritto il 9 Gennaio 2009 at 23:46

x SD…sonol’ autore del Post 47..non firmato, non riesco a capire perche’ ti scaldi…io leggo tre cose: 1-Eccessivo focus nel breve termine, facci caso anche oggi non proviamo a pensare a costruire il nostro futiro, ma soltano a capire nei prossimi mesi che dobbiamo fare…troppo opportunisti, poco lungimiranti !
2-Vanno riesaminati i parametri regolatori…qualcuno, anche oggi sostiene che il mercato si adatta, si alimente, si aggiusta…visto quanto successo negli ultimi mesi direi proprio di no, le regole servono per definire un modo comune di vivere e lavorare assieme…altrimenti resta solo la legge del piu’ forte.
3-Trasparenza…non e’ mai abbastanza.
Insomma pensaci, il solo fatto che ci si renda conto che il sistema nonn vada e’ un grosso passo avanti !
Un saluto.
Massimo

p.s. un piccolo commento a ccp, ricordo che mio padre ci portava una volta all’ anno al ristorante…che dire altri tempi !

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 00:10

Ok massimo #57, dopo per oggi non vorrei più rispondere non voglio essere “invadente”.

Io mi sono scaldato leggento i commenti di Trichet, parliamoci chiaro senza peli sulla lingua; questo Sig. Trichet cosa crede, che i suoi comportamenti economici non influiscano sulla vita di milioni di persone??? chi è questo signore, qualcuno lo ha eletto democraticamente?? per decidere della vita di altre persone.

E poi, dove sarebbe questa famosa “economia di mercato” il mercato lo fà chi è più forte economicamente e può pilotare i prezzi finali, non sicuramente lo posso fare io decidendo se comprare o no una cosa?

Certamente non mi illudo che l’economia possa cambiare radicalmente da un giorno a l’altro, ma spero che sempre più persone si rendano conto con chi e con che cosa hanno a che fare.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 00:45

x SD…tanto ormai non si dorme !
Volevo fare un piccolo chiarimento, sulla BCE e non ti nascondo che lavoro per un’ istituzione europea. Se fai una ricerca su Wikipedia.it alla voce Banca Centrale Europea trovi come si nominano i rappresenti:
Il Comitato esecutivo comprende il presidente ed il vicepresidente della BCE e quattro altri membri,…, nominati di comune accordo dai governi degli stati membri (con decisione presa a livello di capi di stato o di governo su raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea sentito il parere del Parlamento europeo e del Consiglio dei governatori della BCE.
Dunque il primo check e’ che tutti noi avendo votato alle elezioni politiche di fatto eleggiamo un Governo con pieni poteri il quale volere o volare decide per noi, il secondo cross check e’ dato dal Parlamento Europeo, del quale viene sentito il parere, ed anche in questo caso li voti direttamente…e pure tra poco !
Per il resto e’ chiaro che ogni decisione, come anche ogni altra azione anche politica influisce direttamente sulle nostre vite…per questo consiglio sempre di interessarsi a quanto gli altri decidono per noi !
Ma non sottovalutare pure la tua importanza a livello di singolo…in fondo le masse sono composte sempre da singoli, ed anche i piccoli comportamenti sono giorno dopo giorno importanti.
Saluti…e adesso me ne vado a dormire !
Massimo

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 00:47

66 66 66

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 01:04

Per Massimo #59 (dopo non posto più, scusate l’invadenza), mi sembra che stanno postando persone sempre più istruite e “misteriose”.
Non voglio parlare di politica.

Faccio solamente una battuta; questi signori (scelti dalla politica, mi sembra) non si devono illudere che i giovani, come le/i mie/ei nipoti paghino il debito pubblico italiano, li dovranno obbligare o ingannare, e di giovani c’è ne sono tanti e sono il futuro. Come dice il Capitano Andrea la verità e figlia del tempo.

Buonanotte

SD

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 01:15

x SD
non ti preoccupare, ma ti prego non considerarmi istruito solo perche’ ti cito wikipedia, ne’ misterioso perche’ ti informo che lavoro in un istituzione europea (per cui capisci subito che sono di parte) ma alla fine del mese pure io devo fare di conto, pensare al mutuo, sbrigliare i problemi dei figli, della famiglia con genitori anziani non autosufficenti che non hanno assistenza, etc. ect. e forse e’ questo il motivo per cui ho perso il sonno, ma giustamente lasciamo fuori la politica !!!
Ma aime’ come dici tu il debito pubblico resta, e’ vero i giovani non vanno delusi…ma devono pure rendersi conto che in una societa’ vecchia come la nostra se non si fanno spazio per i loro diritti, dubito che i dinosauri pensino a loro…forse le prossime generazioni dovranno pagare per colpe non loro…
Saluti
Massimo

(ps. speriamo proprio che il Capitano non ci sbatta ai ferri o ci sbarchi su una scialuppa)

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 07:36

come ho gia’ detto piu’ volte, l’uomo ha la memoria corta e, pure se la Verita’ e’ figlia del tempo, la si dimentica con troppa facilita’.
Non mi meraviglia che gli anziani trovino difficolta’ a comprendere i “tempi moderni”, mi meraviglia che si parli ancora male dei sessantottini, dimenticando appunto che, a quel tempo, le bustarelle (poi chiamate tangenti) si consegnavano fuori della porta di questo o quel funzionario, gli appalti si vincevano con un normalissimo assegno e la gara era vinta da chi aveva messo la cifra piu’ alta; tutti dimenticano che lo spreco, la speculazione, le bustarelle, la politica del mal’affare, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, erano gia’ ampiamente diffusi, per questo operai, studenti e tutti i giovani in generale, non poterono fare altro che protestare, come fecero, in piazza. Tutto il resto (brigate rosse, P 2, ecc.) continua ad essere la pagina piu’ vergognosa della nostra storia.
Spero sia chiaro a tutti che il terrorismo, come arma dei potenti, sia nato proprio in seguito a quegli eventi…
Bisogna saper guardare oltre la punta del prorio naso, tanto per essere chiari.

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 08:35

Bello però.
Stiamo pensando di mettere in pratica lo stile di vita dei nostri genitori.
Finalmente rinsegneremo ai nostri figli i veri valori.
Questi valori,di nuovo e con il tempo,si sposteranno nella vita quotidiana e anche in finanza.
E il mondo potrà ripartire.
Buonagiornata a tutti.
Lui580.

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 10:33

Vedo molti messaggi di persone che hanno sicuramente storie diverse ed età diverse (senza volre violare la privacy indicate la vostra età, aiuta a dare una chiave di lettura) io, come vedete dal nick sono del 67.

Sono stato bambino negnli anni 70 e ragazzo negli 80, in casa si stava abbastanza bene, due stipendi (discreto quelo di mio padre funzionario di azienda IRI, modeto quello di mia madre segretaria) casa di proprietà, un po di risparmiotutti i mesi. Una sola macchina (utilitaria FIAT la mitica 850 e poi 127) Buoni vestiti ma nessuna “firma” vacanze estive sempre, libri cinema…
Era già una vita consumistica, ma più sobria, se quacosa si guastava c’era, per esempio la possibilità d ripararla, oggi la maggior parte dei prodotti non prevedono neanche la ripaazone (costa di più della sostituzione).

Io NON voglio tornare in dietro ai vecchi brutti tempi delle case fredde dei cappotti rivoltati e delle braghe cucite, e personalmente credo che non ce ne siano affatto le condizioni.
I nostri nemici sono due:
lo spreco pubblico e privato e la cattiva distribuione del reddito dispnibile (non dico a livello planetario ma a livello della popolazione dei paesi sviluppati) perchè sono questi due problemi che impediscono ad una robusta classe media di alimentare una vita basata su un “ragionevole” e ragionato consumismo che è alla base di una società realmente democratica.
Perchè ricordiamoci che il benessere materiale è condizione necessaria alla libertà ed alla democrazia.

erasmo67

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 16:37

quante chiacchere

utente anonimo
Scritto il 10 Gennaio 2009 at 17:03

vero 666 ( satanaccio)

troppe chiacchere per nulla

Scritto il 10 Gennaio 2009 at 17:51

…..si tante chiacchere, in fondo riflettere fa paura, guardarsi allo specchio ……..

e allora tutti dietro al Grande Fratello senza pensieri…….in fondo nulla cambia tutto è per sempre uguale……

Chissà, forse stavolta sarà diverso!

Andrea

Scritto il 11 Gennaio 2009 at 08:59

…….preferisco uomini e donne che si confrontano, che parlano, che discutono liberamente, rispettandosi vicendevolmente in questo veliero e nella vita quotidiana, piuttosto che coloro che sanno criticare ogni virgola, che vivisezionano ogni parola…….ogni pensiero espresso dall’uomo, qualunque sia è degno di essere ascoltato, nessuna chiacchera, solo l’essenza dell’uomo conta e la sua testimonianza

……o guarda l’immenso foglio bianco dimenticando il puntino che ti attrae….

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 09:48

non pensavo si arrivasse a tanto , qualche mese fà quasi tutti i giorni trovavo una tortora marta nel cortile ,pesavo fosse il gatto nuovo ,invece nò purtoppo sono stati alcuni contadini: anno seminato il grano immerso nel diserbante , diveta di colore viola , siamo in buone mami!!!!( minghin)

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 10:40

Il post di Erasmo67 non mi sembra per niente “chiacchere” anzi la penso come lui anche se ho 20 anni in più.
Purtroppio però credo che la cultura attuale per intenderci quella
del “grande fratello e altre trasmissioni demenziali simili”, che sono lo specchio del ns. tempo,porti a sottovalutare il presente e tutti i problemi connessi.
Se c’è un problema e non se ne parla per trovare una soluzione, il problema non si risolve ma si aggrava!!!!!

Piero

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 15:38

Iris Ceramica chiude. Romano Minozzi ha detto stop. Le parole di Soros e Krugman hanno colpito la mente di questo imprenditore che con una azienda da 209,70 mln di euro di ricavi ha deciso di gettare la spugna. A suo dire ci aspetta un’era glaciale. La sua era una gemma preziosa. Sana. Fra i Leaders mondiali della ceramica. Ora si teme l’emulazione di tutti gli altri. Non ha voluto lottare. Non conosco le motivazioni che hanno davvero spinto fino a questa estrema scelta un uomo a capo di un gruppo solido ed innovatore, ma di certo considero le conseguenze. E l’indotto? E che dire dei suoi dipendenti? Ed il know-how? Persi??? Possibile che il pessimismo di Soros e quello di Krugman abbiano scatenato una reazione così assoluta???? E se tutti seguissero il suo esempio?
Sono davvero preoccupata. Capite ora perchè è così necessario cercare di ricostruire la speranza?
Spero che qualcuno possa convincere Minozzi a ripensarci.
Felice Domenica.
Tippy

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 16:00

mi dispiace DIRETTO, pensavo e speravo di essere breve, ma….la bambolina me regalerai alla prossima.

Minghin hai più senno(come buonsenso) tu che tanti professoroni
universitari e chi li finanzia, che con il culo sul burro(stipendi ultra garantiti, discettano sul nulla, anche sul sesso delle mosche,mosche
come antiparassitari – facendosi
assegnare fondi per tali ricerche e senza approdare mai a niente.
Professori universitari con un solo studente ai loro corsi – ed io pago avrebbe detto totò.

Si leggenda che uno di questi (e per fortuna nostra non tutti)riceratori che stava occupandosi (facendo ricerca secondo lui ) sul sesso delle mosche, richiamato da un suo superiore perchè i capi erano insoddisfatti dei suoi risultati , per giustificare le spese sostenute dalla sua università, invitò a cena questo suo superiore di rango, per comunicargli degli esiti favolosi della sua ricerca.
Durante la cena il ricercatore non infastidito da una mosca che ronzava attorno al loro tavolo, e visto che aveva da anni molta confidenza con loro, con mossa fulminea riuscì ad acchiapparla e poi cominciò, tenendola in pugno ad osservarla come fosse al microscopio, e lodando le meraviglie che solo lui
riusciva a vedere,
invitò il suo superiore ad osservare tali meraviglie della natura e spostando il pugno, con dentro la mosca, lo avvicinò all’occhio del suo commensale, invitandolo ad osservare tali meraviglie.
La risposta del suo commensale fu sbalorditiva: non vedo un c…o.
Femmina allora è . Fine della storia ed obiettivo della ricerca raggiunto. Questo purtroppo succede.
Sembra una fantasia , ma la realtà supera spesso qualsiasi immaginazione.

Minghin, il problema che tu poni è un problema enorme.
Verso quale agricoltura stiamo andando?

Saremo, se un tumore non ci porta a miglior vita, tutti, anche i figli dei nostri nipoti tutti MONSANTIANI?

accogliendo l’invito di erasmo67….

Vedo molti messaggi di persone che hanno sicuramente storie diverse ed età diverse (senza volre violare la privacy indicate la vostra età, aiuta a dare una chiave di lettura) io, come vedete dal nick sono del 67.

carpe diem49

Storia della Monsanto
Tratto dal libro: «Transgenico NO», Malatempora

La chiamano la Microsoft del transgenico, del biotec, ma lei non dovrebbe essere divisa in due o tre, dovrebbe essere spazzata via, messa in condizione di non fare danni spaventosi, come ha fatto, sta facendo e farà, se non sarà fermata.
La storia. Nasce nel 1901 a East St. Louis, nell’Illinois, come produttrice di saccarina. Nella grande crisi del ’29 mentre milioni di americani senza lavoro non riescono a mangiare, lei si mangia una ditta che ha giusto messo a punto un nuovo composto, i policlorobifenili, detti PBC. Sono inerti, resistenti al calore, utili all’industria elettrica allora in grande espansione e come liquidi di refrigeranti nei trasformatori.
La Monsanto fa i soldi, ma già negli anni Trenta viene fuori che il PCB è un composto chimico tossico, ma l’elettrico è troppo importante, e la Monsanto va avanti pressoché indisturbata.
Negli anni Quaranta si occupa di diossine e comincia a fabbricare l’erbicida noto come 245T, il nome gli deriva dal numero di atomi di cloro del famigerato composto. Così efficace che già negli anni Sessanta le grandi praterie americane, così infestate, diventano «silenti» ed uscirà un libro famosissimo a denunciare «the silent spring», la primavera silenziosa, senza uccelli, che darà il via alle prime campagne ecologiche americane.
L’erbicida è così potente che l’esercito americano lo usa come defoliante nella sua guerra in Vietnam, dove concepisce l’idea demenziale che distruggendo tutte le foglie degli alberi del Nord e Centro Vietnam riuscirà a scovare i Vietcong. Che invece arriveranno fino a Saigon, e faranno scappare l’ambasciatore americano dal tetto dell’ambasciata, con la bandiera a stelle e strisce arrotolata, sotto il braccio, mentre si alza su un elicottero che lo riporterà via, per sempre. Ma questa è un’altra storia.

posto il sito sulla MONSANTO

http://www.disinformazione.it/monsanto.htm

carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 18:07

Minghin,
a proposito del grano immerso negli erbicidi……

altri mondi, altri lidi ed anche altre battaglie culturali ci aspettano.
dovremo convincerci che dobbiamo mettere al centro dei nostri interessi l’uomo e non il profitto.

spero che questa moda del tutto e subito, che ci ha trasformato in stakanovisti del consumo sia sconfitta
nel più breve tempo possibile e ci restituisca a ritmi di vita più naturali ed umani possibili.

carpe diem49

*****************
posto questo articolo trovato su mercatoliberonews

10 gennaio 2009
Monsanto, ma quale recessione?

mercatoliberonews.blogspot.com di redazionale

Nel primo quarto del 2009 i guadagni netti della Monsanto saranno più che raddoppiati: 556 milioni di dollari, più 117% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (256 milioni).
La multinazionale delle sementi ha dichiarato vendite per 2,6 miliardi di dollari con un incremento del 29% rispetto al 2008.

Questo boom è dovuto in massima parte agli affari della Monsanto in America Latina, come la forte domanda dell’erbicida Roundup e la vendita di semi di soia in Brasile. Ma non solo, a tirare è anche il mais, con un incremento delle vendite del 34% (161 milioni di $), soprattutto in Argentina.

«Il nostro mercato in America Latina si conferma ancora una volta in forte crescita» afferma Hugh Grant, presidente Monsanto «molto probabilmente riusciremo a centrare gli obiettivi di profitto che ci siamo posti per il 2009. Questo inoltre ci aiuterà a raggiungere gli impegni di sviluppo dell’azienda fissati al 2012».

L’America Latina si sta rivelando un vero e proprio Eldorado per la Monsanto che la sta inondando di semi ogm, transgenici, ibridi e ovviamente brevettati: YieldGard Corn Borer in Brasile, YieldGard Corn Borer e Roundup Ready Corn 2 in Argentina.
Chi aveva parlato di crisi economica e recessione mondiale?

Fonte :
The Wall Street Journal
Agriculture.com

Pubblicato da ZioBarbero

un saluto a tutti
carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 19:14

carpe diem……niente bambolina,….
nn te la meriti ,
ma visto l’argomento interessante….
PELUCHE.

la prossima vedremo

IL DIRETTO

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 19:30

grazie DIRETTO,

almeno questa volta porto a casa qulcosa….. e
se non ci sono problemi da parte tua
accetto sia la bambolina che il PELUCHE,

considerato che ho due meravigliosi nipotini .

a presto e buona serata

carpe diem49

Scritto il 11 Gennaio 2009 at 19:31

Ciao Tippy e grazie della preziosa segnalazione!

In effetti la storia della Iris lascia una sensazione sgradevole di sconfitta, una sconfitta che credo vada ben al di la delle parole di uno speculatore come Soros e della saggezza di Paul Krugman.

Non conosco la storia della Iris ma in effetti per certi versi la dinamica economica di questa crisi assume contorni glaciali nella realtà di coloro che spesso hanno condiviso la globalizzazione ed ora ne subiscono le conseguenze.

Al di la del caso specifico credo che la delocalizzazione del lavoro e la possibilità data ai paesi emergenti di prendere in mano le redini della manifattura mondiale attraverso lo sfruttamento dei propri popoli ( sottolineo sfruttamento per coloro che credono di aver contribuito a far uscire dalla miseria milioni di persone spesso schiavizzandoli……)
sia un boomerang di proporzioni storiche che sta per travolgere il sistema occidentale.

C’è chi parla di benessere globalizzato, dopo aver dimenticato l’uomo, previlegiando le merci e i capitali dimenticando che da sempre l’uomo vive di economia locale e a quella deve tornare nella solidarietà e nel rispetto di coloro che vogliono costruire i loro sogni.

Le multinazionali senza ricordare la Monsanto hanno depredato intere nazioni nel nome supremo dell’economia intesa come sano egoismo personale che si trasforma in benessere collettivo non importa sotto quale forma, spesso senza alcuna responsabilità sociale d’impresa.

E noi nella nostra quotidianità abbiamo partecipato alla magia della globalizzazione assecondando con in nostri consumi qualunque azione delle multinazionali senza i fastidio di farci qualsiasi domanda.

Oggi con il proseguo di questa crisi è giunto il tempo della riflessione, molte domande resteranno sospese nell’aria, molte domande resteranno senza risposta solo perchè non avremo il coraggio di aprire gli occhi, che si tratti di seminare in mezzo ai diserbanti o di investire in …….armi di distruzione di massa!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 21:22

inflazione o deflazione caro Andrea…sempre un insuccesso sarà per il sistema e i mercati!!!

Paolo Barrai

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 21:41

Buonasera a tutti, leggo con piacere che nel blog c’è sempre più coscienza delle cose e che non si discute solamente di finanza e finanza etica, per dirla in parole povere “c’è sempre più carne al fuoco”.
Io non sono molto bravo a scrivere ma vorrei farvi vedere due video su Youtube di Silvano Agosti; sono quanto vorrei scrivere……..

http://it.youtube.com/watch?v=TntCbyrcpgw

http://it.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo

Forse qualcuno di voi li conosce già, non importa forse gli farà piacere riascoltarli.

E forse potete capire perchè qualche volta amo dire; quasi, quasi, me nè torno in Thailandia a raccogliere il riso, con la speranza che il pensiero unico non già arrivato anche là.
Un saluto.

SD

utente anonimo
Scritto il 11 Gennaio 2009 at 22:40

CIA: in 10anni perse 500mila aziende agricole. costi triplicati e redditi in picchiata.

la confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati istat denuncia una situazione sempre più difficile per il settore.
solo quest’anno sono scomparse 20mila aziende, 500mila come detto nel titolo in 10anni, nel corso dei quali, la superficie sottratta all’agricoltura è stata di oltre 600mila ettari.

i costi degli oneri sociali sono triplicati mentre i redditi sono in calo con tendenza negativa amplificata negli ultimi anni.

di fatto gli imprenditori agricoli si trovano di fronte ad aumenti dei costi di produzione, leggasi:
concini, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio.
in cifre facendo un raffronto con l’anno precedente da un +2,5% del 1999 ad un +10% circa del 2008;
(2000 +3,5%, 2001 +4,8%, 2002 +3,6%, 2003 + 2,8%, 2004 +5,1%, 2005 +4,6%, 2006 +5,2%, 2007 +6,1%).
gli oneri previdenziali in due anni sono cresciuti del 25,7%.

purtroppo a fronte di questi stratosferici aumenti dei costi la stessa merce venduta dalla stessa azienda spesso anzichè crescere di prezzo è calata!
intendiamoci bene, è calata per il produttore, mica per il consumatore!

la conseguenza logica ed incontrovertibile è come dal 1999 vi sia stato un crollo del reddito per gli imprenditori:
circa -2% quest’anno,
circa -10% nel 2005,
circa -3% nel 2006,
circa -2% nel 2007.

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