BIG BUBBLE…..RENDIMENTO ZERO!

Scritto il alle 07:07 da icebergfinanza

 

In fondo è come vivere in una gigantesca bolla, una bolla formata da innumerevoli altre piccole e grandi bolle, questo è il capitalismo di oggi, bolle in espansione, bolle quotidiane che regolarmente si ripresentano, ieri quella immobiliare, poi quella finanziaria, successivamente quella delle materie prime per finire inevitabilmente con quella dei treasury, buoni del Tesoro americano, che nella sua versione a tre mesi, TBILL raggiungono l’anno zero, ovvero rendimento zero! Si bolle che attirano come il miele e poi all’improvviso si disintegrano, bolle che seminano distruzione nell’economia.

La trappola della liquidità, l’ultima grande bolla, dove all’improvviso progressivamente i guardiani dei fondi pensione, dei fondi monetari, dei fondi assicurativi coloro che sono fuggiti dall’implosione del sistema finanziario si sono rifugiati nel breve termine, nel medio e lungo incerto futuro. Si nei titoli di stato, gli stessi titoli di stato di quei paesi che oggi sono l’essenza stessa della socializzazione delle perdite, che sfoderano un’arsenale keynesiano, che un domani dovranno dar vita alla più epocale battaglia obbligazionaria della storia a colpi di emissioni con rendimenti progressivamente allettanti per attirare capitali a copertura della socializzazione delle perdite.

Si una bolla di dimensioni epocali anche questa, ma in fondo resta sempre il lungo termine, quello che possiamo delegare alle nuove generazioni, distruggendo il loro futuro indebitando ogni futuro sogno di Dio, si il lungo termine e perchè non riproporre un bel centennale, un bond dalle dimensioni umane, che va al di la della media esistenza di un individuo…….

Treasury Should Consider 100-Year Debt, BlackRock’s Fisher Says Bloomberg ….si perchè non considerare una piccola diluzione nel tempo dei problemi, bond perpetui per deficit perpetui! 

Si sposta tutto nel lungo termine, all’infinito, oltre questa generazione sino alla prossima, in fondo ci penseranno domani, come acceda nella pubblica amministrazione, si lascia il debito a coloro che verranno….

 “There are a lot of investors, pension funds, endowments, who would love to get a long-term annuity like that,” Fisher said. “They love to get an interest-only stripped off the 30- year, and they’d love to get something even longer. ……si perchè solo un trentennale e non magari un bond millenario! Grazie Fisher non ci abbiamo mai pensato, perchè preoccuparci del futuro, ci penseranno i nostri figli!

Credo che vi sia già qualcuno interessato al lungo termine, si la nostra Federal Reserve, che cerca di abbattere i tassi a lungo termine con ingenti quantitativi in acquisto, si credo proprio che Bernanke non sarebbe contento di questa proposta proprio ora che sta mettendo in pratica le teorie della Grande Deflazione!

Si un centennale sotto il 3 % cosi come il trentennale, garantito da tutti i fondi pensione e assicurativi, semplicemente irrealizzabile ora che la trappola della liquidità si dirige verso le lunghe scadenze per costringere tutti a fuggire verso la terra promessa, ovvero i mercati azionari. Chiedete cosa farà lo stato del New Yersey sostanzialmente insolvente a causa dei suo piani previdenziali, dei suoi fondi pensione se per disgrazia lo S&P500 dovesse arrivare a ………

Peccato che questa volta qualunque sia il risultato sarà di breve respiro, il Sol Levante insegna…..che se il cammello non beve……

thanks to econompicdata.blogspot.com

Martin Wolf sul Financial Times arriva alle seguenti conclusioni…..

With businesses uninterested in spending more on investment than their retained earnings, and households cutting back, despite easy monetary policy, fiscal deficits are exploding….niente investimenti e niente consumi nonostante una politica monetaria suicida e deficit fiscali pronti per esplodere.

Even so, deficits have not been large enough to sustain growth in line with potential.So deliberate fiscal boosts are also being undertaken…  

This then is the endgame for the global imbalances. On the one hand are the surplus countries. On the other are these huge fiscal deficits. So deficits aimed at sustaining demand will be piled on top of the fiscal costs of rescuing banking systems bankrupted in the rush to finance excess spending by uncreditworthy households via securitised lending against overpriced houses…….da una parte enormi deficit fiscali e dall’altra eccessi di surplus

This is not a durable solution to the challenge of sustaining global demand. Sooner or later….willingness to absorb government paper and the liabilities of central banks will reach a limit.

Prima o poi …. la volontà di assorbire il debito statale e finanziario avrà un limitee a quel punto sarà crisi nera, questa non è una politica perpetua.  

Abbiamo già visto insieme come in fondo le origini di questa crisi sono nascoste nelle colpe di nessuno, la finanza è ormai  uno di quei settori dove chiunque può sperimentare la sua fantasia, la sua creatività, sempre e comunque con i soldi degli altri, le stesso Robert Rubin ci ha raccontato che in fondo è colpa del sistema e della sua instabilità, la colpa è della sua natura imperfetta!

WASHINGTON (AP) — The Bush administration backed off proposed crackdowns on no-money-down, interest-only mortgages years before the economy collapsed, buckling to pressure from some of the same banks that have now failed. It ignored remarkably prescient warnings that foretold the financial meltdown, according to an Associated Press review of regulatory documents. Money.cnn.com

No non è colpa di nessuno in fondo la follia nella massa è una regola, nel singolo …..un’ideologia! Qualsiasi avvertimento ignorato non solo dall’amministrazione americana ma pure da quel "genio" che corrisponde al nome di Greenspan e con lui il buon Bernanke e perchè no l’astro nascente Geithner.

In fondo la stessa favola, un piccolo racconto di "lobbying" qualche favore qui e la, la ripresa economica e tutti vissero felici e contenti sino a quando…..

“These mortgages have been considered more safe and sound for portfolio lenders than many fixed rate mortgages,” David Schneider, home loan president of Washington Mutual, told federal regulators in early 2006……si molto, molto sicuri….due anni più tardi come per magia la più grande cassa di risparmio americana scompare per incanto!

Bank regulators had proposed new guidelines for writing risky loans in 2005, but were rebuffed by the White House……si qualunque ostacolo alla demenza del neoliberismo era un fastidio, mai quanto quelle misteriose armi di distruzione di massa, nascoste in chissà quale angolo del deserto che oggi per  l’ex presidente degli Stati Uniti sono un rammarico, mai quanto quelle di carta derivata che il buon Rubin contribuii a lasciare rigorosamente "over the counter" assolutamente libere di sterminare la finanza e l’economia.

In fondo, ormai siamo tutti assuefatti, narcotizzati, uniformati a tal punto da non indignarci quasi più per nulla, in fondo è tutto cosi relativo, quella dolce manina che ci ricorda di rilassarci, nulla cambia, tutto è per sempre uguale……si solo perchè a noi sta bene cosi, ci lamentiamo di tutto e di tutti, ma in fondo contribuiamo al grande spettacolo umano di questo tempo.

Comunque sia torniamo ad occuparci della realtà, un realtà che per il sottoscritto non è affatto una sorpresa, la stessa sorpresa che alcuni dimostrano di intravvedere nei dati relativi all’indice ISM_dei_SERVIZI un’autentica debacle nel settore terziario che conta per quasi il 90  % dell’economia americana, una dinamica che chiamare recessione diventa alquanto superficiale siamo arrivati al livello più basso da quanto questo indice è stato pubblicato, ovvero dal 1997 se 50 separa l’espansione dalla recessione quale livello separa la recessione dalla depressione?

…….i prezzi urlano DEFLAZIONE, dedicato a coloro che cercano di inflazionare il mondo!

Prices %
Higher
%
Same
%
Lower
Index
Nov 2008 11 49 40 36.6
Oct 2008 25 52 23 53.4
Sep 2008 46 46 8 70.0
Aug 2008 50 38 12 72.9

THE LAST 12 MONTHS
Month Business
Activity Index
  Month Business
Activity Index
Nov 2008 33.0   May 2008 53.6
Oct 2008 44.2   Apr 2008 50.9
Sep 2008 52.1   Mar 2008 52.2
Aug 2008 51.6   Feb 2008 50.8
Jul 2008 49.6   Jan 2008 41.9
Jun 2008 49.9   Dec 2007 54.4
Average for 12 months — 48.7
High — 54.4
Low — 33.0

Se poi diamo un’occhiata a quelli che sono i numeri dell’occupazione, allora l’orizzonte diventa sempre più nitido, questo è il settore che crea più posti di lavoro in america anch’esso letteralmente crollato…….

Employment %
Higher
%
Same
%
Lower
Index
Nov 2008 5 52 43 31.3
Oct 2008 9 61 30 41.5
Sep 2008 13 60 27 44.2
Aug 2008 13 62 25 45.4

Recentemente non ho mai dato molto credito ai dati pubblicati dalla ADP riferiti al settore privato escluso quello governativo, ma il salto di quasi 100.000 posti in negativo, non è affatto da sottovalutare, mentre la inevitabile revisione sottrae altri 22.000 posti al mese precedente.

Negli ultimi mesi i dati della ADP sono stati sempre estremamente positivi rispetto a quelli rilasciati dal BLS, quindi azzardo un numero per venerdi non inferiore ai 350.000 posti di lavoro distrutti e forse oltre sino alla soglia dei 450.000, CES NET Birth/Death permettendo!

La Challenger Gray & Christmas continua a rivedere il suo record negativo con gli oltre 181.000 licenziamenti annunciati nel solo mese di novembre con un incremento di quasi il 48 % anno su anno. Si deve risalire sino agli anni 80 per avere numeri di tale portata, in fondo era solo questione di tempo e di modelli stagionali che nascondevano la realtà.

Quasi 80.000 posti di lavoro persi dalle Small Cap americane, piccole e medie imprese, la peggiore dinamica da circa otto anni.

Non credo che il mese di novembre con il suo carico di lacrime sarà l’ultimo, abbiamo ancora molta strada da fare e non vi sarà alcuna ripresa sino alla metà del 2010 e forse oltre. Sento spesso gli "illuminati" allontanare la Grande Depressione, in fondo di trattava di percentuali vicine al 25 %, ma alcune misure alternative pubblicate dal BLS dipingono una realtà meno rosea, rispetto ai dati ufficiali….TABELLA_A12 Alternative measures of labor underutilization….credo che come dice Krugman possiamo incominciare ad occuparci seriamente di percentuali a doppia cifra, questa è una depressione, solo il tempo ci dirà quanto grande.

Le dinamiche nelle precedenti recessioni 1991 e 2001, ci diconono che il settore dei servizi impiegò oltre due anni per recuperare il tempo perduto.

Ora per riportare alla realtà tutti coloro che credono nelle favole della Federal Reserve vorrei condividere questo garfico che potrete trovare sul sito della FED stessa che testimonia, il fallimento del programma di acquisto della Commercial Paper……questo è lo spread tra la carta commerciale di alta e bassa qualità a 30 giorni non finanziaria.


Discount rate spread
Graph of CP Discount Rate Spread: Thirty-day A2/P2 Less AA Nonfinancial on a Daily Basis, Date vs. Basis Points.

Questo è solo un segno dei tempi, un segno della sfiducia nelle istituzioni un segno che anche Elizabeth Warren chaiwoman del oversight panel sul New YorkTimes sottolinea sussurrando che il Tesoro non ha affatto le idee chiare ……

“You can’t just say, ‘Credit isn’t moving through the system,’ ” she said …“You have to ask why.” 

If the answer is that banks do not have money to lend, it would make sense to push capital into their hands, as the Treasury has been doing over the last two months, she continued.  But if the answer is that their potential borrowers are getting less creditworthy with each passing day, “pouring money into banks isn’t going to fix that problem,” she said. 

…….una sensazione di improvvisazione indescrivibile…….

Per concludere credo che ci stiamo avviando ormai al momento della verità, mancano solo alcuni giorni, forse un mese intero anche Bill Gross di Pimco sostiene la mia teoria…..

My transgenerational stock market outlook is this: stocks are cheap when valued within the context of a financed-based economy once dominated by leverage, cheap financing, and even lower corporate tax rates.  That world, however, is in our past not our future.    

………si un mondo passato che non c’è più e che per molti anni non tornerà più, come forse Icebergfinanza nella sua versione economico/finanziaria…………

More regulation, lower leverage, higher taxes, and a lack of entrepreneurial testosterone are what we must get used to – that and a government checkbook that allows for healing, but crowds the private sector into an awkward and less productive corner.

Dow 5000? We don’t have to go there if current domestic and global policies are focused on asset price support and eventual recapitalization of lending institutions. But 14,000 is a stretch as well. One only has to recognize that roughly 20% of bank capital is now owned by the US government and that a near proportionate share of profits will flow in that direction as well.

Anche David Rosenberg di Merrill Lynch, via BIGPICTURE sostiene che…..

This is now a five-day rally that has seen the S&P 500 surge 19%. Then again, we did see a 7-day rally tally up to 18.5% from late October to early November. And before that a 4-day rally in mid-October that netted equity traders an 8.5% spike. What is happening is that the bear market rallies are getting shorter and more flashy – but they are still bear market rallies. The ones we have seen thus far in this bear market have seen the S&P 500 rise nearly 10% and last 18 days on average.

These are rallies, in our opinion, that investors should using as an opportunity to sell into.

Occasioni per risalire la corrente, si occasioni per scoprire la "Riva del Fiume" sino a quando all’improvviso………

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme in ……..

 

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

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95 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 08:25

Penso che per adesso con questa crisi si sia scherzato. Tra non molto scoppierà la bolla del debito e a quel punto non ci sarà nessuna entità sopra gli stati che potrà salvare gli stati dal fallimento come questi hanno fatto con le banche.

Per quanto tempo si manterranno bassi i tassi ?

Si riesce a resistere fino al primo Marzo ?

Max

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 08:26

beh ke dire………
nemmeno l’oro ci può salvare

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 08:28

intanto il “nano impatinato” vuole bloccare internet………
questo vuole imbavagliare tutto…….
in fondo è coerente ; mi sembra di essere nel 1930, in piena era mussolini

handstone

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 08:38

Grazie ancora Andrea, in questo incredibile viaggio che dura ormai da oltre un anno e mezzo. Mai persa la barra del timone… ed hai anche resistito alla vanità di inorgoglierti per il successo delle tue analisi. Tutto perchè sei animato da uno spirito diverso: questo non è un luogo ove di respira aria di speculazione o soltanto di finanza. Al centro c’è l’uomo, con la sua dignità. E’ per questo che non v’è segno di rivalsa, di “l’avevo detto”, di desiderio di punizione, ma un’infinita tristezza per le molte vite che verranno mutate a causa dei problemi che ci troveremo a fronteggiare.
In tutto questo non si comprende più quale sia il porto sucuro. Probabilmente anche i denari lasciati sul conto corrente o in pronti contro termine (vale a dire… in riva al fiume) sono destinati ad essere depredati. E’ oggi su tutti i giornali quello che ha detto Sacconi. Il nostro buon Tremonti è già consapevole del fatto che i nostri titoli di Stato probabilmente non li vorrà più nessuno ed allora…. uscita dall’euro dell’Italia? corralito in salsa argentina?
Forse davvero l’unica soluzione è l’acquisto di oro fisico.
Comunque grazie per un grandioso lavoro la cui tempestività appare provvidenziale.
Con la stima di sempre anche a tutto questo meraviglioso equipaggio.
Daniele

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 09:23

si, e’ proprio come nel 1930. Questo pero’ non vuol dire che la speranza sia perduta.
A scanso di equivoci, ed anche per non essere additato come “cicala”, voglio chiarire che il Mestiere della cicala non e’ quello (per natura) di prendere in giro la formica, ma di richiamare gli uditori all’attenzione verso l’incipiente “cambiamento dei tempi”; ritenendo, ovviamente, di esserne immune (ed io ci credo).
Dunque, rispetto per la cicala.

Il compito della cicala, nella fattispecie, e’ di avvertire la comunita’ che i potenti non pagano: vedi il recente decreto a favore delle banche coinvolte dai mutui insolvibili. Si aiutano le banche mica i poveracci…

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 10:03

vero pagano sempre i poveracci
questa è la sostanza.

xò nn dobbiamo far passare in silenzio anke i dettagli ke in momenti di crisi scivolano inosservati .

ricordando…………
i semi dell’odio ,
sfociati nella guerra del 45 , sono nati dopo il 29.

i semi del’odio:
contro i ricchi (ebrei),
contro i poveri (zingari , mendicanti, disoccupati) ke potevano essere concorrenti nel lavoro (guerra tra miseri).

imbavagliando tutte le fonti di informazione indipendente,
alimentando il culto del superuomo.
(culto del SUPERNANO…. questa è bella).

handstone

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 10:53

Anzitutto i miei complimenti per il blog. E’ cosa rara leggere qualcuno e sentire la propria partecipazione in quello che scrive, una partecipazione umana, per così dire.

Per quanto riguarda la crisi, non sono un genio nè rischio il nobel, ma sinceramente più che la crisi in se e per se mi preoccupa il “ma quante crisi più o meno ampie, potremo ancora sopportare?”

Crakowski

Scritto il 4 dicembre 2008 at 11:52

Una prerogativa frequente, nell’uomo, è il fidarsi, fino a prova contraria, di quello che gli dicono.
Fino a prova contraria = fino a che non prende la fregatura.
Presupposto del fidarsi è anche la pigrizia di non rendersi consapevoli dell’argomento.
Ti fidi dell’amico, per cui non ti informi, non approfondisci l’argomento ed è l’amico stesso che ti dà al fregatura. Mi è capitato abbastanza recentemente. 2 volte.
Per la salute e per l’economia, dato che ne va della nostra sopravvivenza stiamo più attenti, ma siamo consapevoli, profondamente consapevoli di come va il mondo? Dipende anche dove mettiamo la salute nella nostra scala dei valori. E allora, pirati della malora, vi faccio un esamino.

Nella vostra scala dei valori mettete, per esempio, prima la salute o il lavoro?
Quante volte avete preso un farmaco che vi “permetteva” di andare a lavorare? Quello è giocare contro la salute: il vostro corpo vi dà un messaggio e voi lo cancellate per andare a lavorare? Bravi!

Avete vaccinato i vostri figli? Vi siete informati degli effetti dei vaccini (che, fatti come sono fatti adesso, sono devastanti)? Se non ve ne frega niente della vostra salute, almeno quella dei vostri figli!!!

Quando mangiate, cosa mangiate? Tutta roba sana (biologica o biodinamica) o roba piena di veleni (ormoni, antiparassitari, antibiotici)? Quanto pensate di vivere di più e meglio mangiando veleni?
Sapete cosa sono gli OGM? Sapete che, essendo molecole nuove, diverse da come l’uomo si è abituato per migliaia di anni, producono effetti dannosi sulla salute a chi sarà selezionato dalla selezione (in)naturale?

Lo sapete che esistono molti modi per affrontare un’infezione batterica e non solo gli antibiotici?

Lo sapete che quello che conta è il terreno e che certe patologie sono necessarie per ripulirlo?

Il test potrebbe essere molto più lungo, ma come esempio mi sembra abbastanza.

IDEM in economia.

Per chi si è imbarcato da tempo sul veliero del nostro grande capitan Andrea non è stato difficile rendersi conto dell’inconsapevolezza economica delle masse, dei tecnici, degli esperti, dei guru, dei dotti, (dei medici ho già scritto prima), dei sapienti, di quelli che scrivono giusto “accelerare”.
Pazienza le masse, condizionabili facilmente; pazienza i guru, condizionanti ed autocondizionantisi (vedo un Ego che si gonfia come un palloncino, fino a scoppiare); pazienza i dotti ed i sapienti, assoldati al potere, anche inconsapevolmente; pazienza i tecnici, che quando scende dicono che scende e quando sale dicono che sale; ma gli esperti, di cosa sono esperti? Di superficialità o di incoerenza?
UN minimo comun denominatore in questo secolo e spero che finirà, col nuovo mondo che sta per nascere: accettare la spiegazione senza chiedere perché? Perché? Perché?
Facciamo come i bambini!!!
Continuiamo a chiedere “Perché”?
Per essere più consapevoli, PER ANDARE ALL’ORIGINE DEL PROBLEMA. SEMPRE PIÙ CHE SI PUÒ.

Recentemente Andrea ha riportato cosa si legge su Internet sull’assuefazione: “l’assuefazione è un fenomeno caratterizzato da una diminuita efficacia dei farmaci sull’organismo, dovuto ad un aumento della soglia di sensibilità cellulare ai farmaci stessi oppure ad un aumento della loro metabolizzazione tessutale.
Nel soggetto assuefatto ad un determinato medicamento quest’ultimo risulta inefficace oppure manifesta l’effetto originario solo a dosi più elevate di quelle terapeutiche.”

Embè? Perché?

Provate a chiedere al vostro dottore: “Perché?”. Vedrete che ad un certo punto si fermerà e vi dirà: “non si sa”. Oppure “Perché sì” e sarà scocciatissimo perché non lo sa.

E invece si sa. La maggior parte delle cose si spiegano con la Sopravvivenza, primo programma biologico per la creazione di schemi adattativi disfunzionali, fonte della maggior parte delle nostre patologie. IL CERVELLO crea lo schema adattativo di sopravvivenza e, proprio perché è di sopravvivenza, supera qualsiasi ostacolo gli poniamo davanti (nell’assuefazione: il farmaco) per metterlo in atto. A questo punto, alla SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE, primo programma per ogni essere vivente, siamo all’ORIGINE DEL PROBLEMA.

Forse, dato che Andrea è un maestro nell’andare all’origine delle cose, saprà dirci qual è lo schema di sopravvivenza di questo sistema economico. Io penso che sia la distribuzione del reddito. Qualunque cosa si faccia o non si faccia, bisogna ritornare ad un punto di partenza che permette a tutti di creare ricchezza per gli altri. L’aveva detto Ford, dopo il ’29, che bisognava pagar bene gli operai, così avrebbero potuto consumare, creando altra ricchezza e posti di lavoro. Ma ancora prima, nell’Antica Israele, come avevo già scritto tempo fa, ogni 7 anni rimettevano i debiti ai loro debitori, per evitare che la ricchezza si concentrasse in mano a pochi. Questo si dovrà salvaguardare nel nuovo mondo e nel nuovo sistema economico: la distribuzione costante e duratura della ricchezza.

PS: 1000 non più 1000 ed il mondo non è finito eccetto che per i depressi che si sono suicidati. Ogni tanto sette o religioni varie aspettano la fine del mondo, che poi non arriva, ma molti si suicidano, così diventa vero, per loro arriva. Mo’ seguono i Maya, ma per loro è arrivata molto prima del 2012 (forse qualcuno c’è ancora) e si aspetta lo spostamento dell’asse terrestre, che porterà un bel casino, ma potrebbe accadere anche tra 20.000 anni. Se sarà così, pazienza: vuol dire che tra 20.000 anni, forse, morirò. Ma quel giorno con me verrete anche voi, pendagli da forca, ed allora, solo allora, forse, il nostro fantastico veliero andrà a fondo!!!!

Bill

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 12:27

Ho avuto modo di stare a contatto con moltissime aziende, quando qualcuna di queste stava per fallire i sintomi si manifestavano con anomalie, tipo decisioni “bizzarre” della dirigenza, oppure un’allentamento improvviso del ritmo di lavoro degli uffici dirigenziali, quasi un senso di pacata rilassatezza.
Gli amministratori davano quell’aria rassicurante tipo “è vero, siamo in un momento difficile ma NOI SAPPIAMO COSA FARE”.
Notavo che sono proprio i più colpiti, cioè i dipendenti, quelli che prendono coscienza a disastro a crisi avvenuta. Dire a queste persone anticipatamente della crisi era inutile, loro l’avrebbero in ogni caso rifiutato fino alla fine.

Vista dall’esterno la crisi si può sempre leggere con molto anticipo, semplicemente dando uno sgardo ai bilanci dell’ azienda, oppure respirando l’aria di disfatta degli uffici commerciali, autentiche cartine tornasole.
La realtà, la verità, quando ci sono sgradite vengo sistematicamente rifiutate .
Preferiamo continuare, facendo finta di nulla, “tirando a campare” è una loro e nostra autodifesa.
Ritengo Icesbergfinanza un luogo eccezzionale di informazione, ma se pensate che la gente tutta, prenda atto del disastro che verrà, sbagliate di grosso.
La gente non vuole sentire, non vuole capire neanche ciò che è evidente.
Magari, se la crisi scoppierà di colpo, si straccerà le vesti di dosso, ma adesso vuole cullarsi nelle menzogne che gli vengono propinate.
La forza di chi gestisce il teatrino, in cui viene iscenata questa commedia, è che le persone, in fondo in fondo, vogliono essere guidate e rassicurate.
L’uomo è un animale socievole, ama sentirsi parte di un gregge, sorvegliato da qualche cane e guidato da un pastore.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 12:39

belle parole #9.
Sono concorde.
MM. (+0)

Scritto il 4 dicembre 2008 at 12:40

Bella, 9.
Sono molto d’accordo.
Firmati, please.

Bill

Scritto il 4 dicembre 2008 at 12:54

Grande Bill!!…..
è che abbiamo perso il rispetto per la vita..la vecchia..e la morte..
tanto meno c’ è il tempo per la malattia…per
la riscoperta dei ritmi naturali e biologici .
Non ci si vuole sacrificare a ricercare..su scala planetaria..cose..che come questo viaggio..
donano serenità.
Siamo semplicemente dei grandi predoni….
Mi hai detto Bill,che nel duemila ha poco senso parlare di medicina energetica…
io..invece ritengo di si…(che non debba essere abbandonata)
e potrebbe, per alcuni, essere un buon inizio…
perché solo sviluppando una profonda, faticosa, consapevolezza, verso noi stessi..
il nostro corpo…la nostra energia…possiamo abbracciare e percepire ciò che sta fuori..
Tutto del resto è il prodotto di ciò che facciamo o non facciamo..
perché anche la nostra inattività…apatia… produce una conseguenza..
e…indignarci non basta..
# 9 ha ragione ma
anche MM..(nei commenti di ieri) …uniti in una grande idea comune…
perchè non fondiamo un icebergfinanzamovement ! ??
Riappropriamoci consapevolmente del nostro corpo..del nostro tempo,..
della nostra anima..della nostra economia…
libero di lasciarsi guidare e cullare chi vuole….
ma VOLENDO possiamo essere ben altro che predoni!

Valentina

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 13:20

Condivido quanto scritto da Bill #8, Valentina #12 e anonimo #9.

Una domanda: la conoscete la dieta Ph ?

Volevo aggiungere al post 9 riguardo al fallimento delle aziende, ne ho vista qualcuna anch’io, che quando ormai sono ai ferri corti avviene uno strano fatto; la piramide di comando di quell’azienda, crolla completamente e il dirigente si mostra per quell’idiota che realmente era e l’ultimo facchino finalmente può assaporare la giustizia negata per molti anni ed infine il furbacchione di turno, che aveva intuito in anticipo il crollo economico, se la gode con i soldini che è riuscito a nascondere prima che arrivino i curatori Fallimentari e le Finanze.

In pratica viene fatta GIUSTIZIA all’interno della piramide aziendale.

SD

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 13:40

si, per il 9 hip hip, urrah!!!!

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 13:43

concordo con l’idea di Valentina, formare un movimento tra di noi. Potrebbe essere utile per aiutare il nostro capitano a farsi strada tra i rovi, se volete io ci sto.
un saluto a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 13:45

oh pardon, … tra i marosi.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 16:18

Sd, mi permetto di quotarti.

Non è più la bussola che segue la rotta, ma la rotta che segue la bussola. E quando la bussola si rompe (il giochino si rompe) nessuno sa più cosa stava seguendo. Per seguire una bussola serve un deficiente qualsiasi. Cosa ben diversa e saper tracciare una rotta, ignota o meno che sia.

Crakowski

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 16:25

A proposito di debiti generazionali: quando i debitori sono troppi… si consolida il debito. Nelle civiltà mesopotamiche ogni 7 anni si rimettevano tutti i debiti (per legge dello stato), si restituivano le proprietà perse ai debitori e si ridava la libertà a chi era diventato schiavo del creditore. E non bontà, ma perchè se no il sistema non funzionava più. L’avevano capito già allora.

Stella

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 16:44

Da WIKIFUTURE anno 2021

La crisi del 2008 fu creata da un gruppo integralista che d’improvviso smise di spendere e fece crollare i consumi, per fortuna istituzioni finanziarie di primo rango quali JP Mor, BoA ect si sostituirono all’infame compito di sostenere l’ economia, da segnalare che chi si oppose fu solo la Lehmann Bros che poi falli miseramente abbandonata dai clienti.

Questo e’ quanto potreste trovarvi scritto tra anni ed anni, date un occhio al sito sotto che ha scoperto una vera a propria riscrittura di fatti storici a colpi di bianchetto….che affascinante e’ sto mondo vale la pena di viverlo…
Saluti
Massimo

http://www.clinecenter.uiuc.edu/airbrushing_history/

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 17:18

Stella.
Non è poi cosi sbagliato.
Si riparte dall’inizio.
E finchè dura il gioco uno si gode la ricchezza che riesce a guadagnare.
Poi ad un certo punto, si resetta e si riparte.
Magari non sapere quando verrà deciso il reset, in modo da lasciare anche l’incertezza del tempo.
Un po come funziona la nostra vita in fondo.
Bella idea, non c’è che dire.
Grazie gente.

MM (+0)

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 17:35

Se c’erano arrivati 5000 anni fa, i venali sumeri poi, vuol dire che avevano capito che era indispensabile.

Stella

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 17:40

Quando succedeva lo sapevano benissimo, così si potevano regolare. Non era un reset generale, i ricchi restavano ricchi, gli schiavi restavano schiavi, ma i cittadini liberi impoveriti o resi schiavi del creditore per i debiti potevano ripartire.
Il sistema doveva essere funzionale perchè l’hanno poi imitato tutti i popoli della Mesopotamia.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 18:14

Non voglio polemizzare con Crakowski #17, anche perchè non ho compreso fino in fondo il tuo post.

Ma se ho ben compreso; la rotta che io intendevo la conoscevano già in Mesopotamia 5.000-6.000 anni fà.
O forse, frà 5.000-6.000 anni quando tutti nasceremo intelligenti come l’ottavo nano o Einstein(se non si offende), non avremo bisogno di qualcuno che tracci la rotta.

Gradirei una risposta.

SD

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 18:14

.

Scritto il 4 dicembre 2008 at 19:57

anche al giorno d’oggi esiste questo “reset”.
Peccato che si usino le guerre per resettare. :-( MM

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 20:38

Depressione del 2009.
Non so voi ma a me l’idea evoca paesaggi da era post atomica.. deserto, distruzione, vento caldo radioattivo.. gente esanime abbandonata ai bordi della strada… senza la speranza che qualcuno possa arrivare in aiuto.. tanto ovunque è così. Uno scenario apocalittico direi. Eppure vi assicuro che è quanto emerge dalle vostre dissertazioni in materia economica.
Preferirei sentirvi discutere di proposte concrete.
Ma che possono fare le grandi e le piccole/medie aziende per affrontare questa crisi se non cercare di superarla?
Ma che si può dire alla gente di questa crisi? La gente è costretta a subirla. Male, ma non si può dire loro: attenzione arriva la crisi. Non consumate, non ridete, non uscite, coltivatevi un orticello, non tenete i soldi in banca perchè falliscono, non comprate case, non sperate, lavorate e aspettatevi di essere licenziati. Servirebbe a qualcosa?

UFPN

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 20:57

Quello che somigliava alla guerra era il potlach dei pellerossa. Si “distruggeva tutto”, soprattutto cose di metallo, per far ripartire la produzione e il mercato.
La guerra, oggi, la vedo difficile.

Stella

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 21:07

#26 UFPN

Lo scopo di questo blog non è quello di dare consigli concreti su come affronare le attuali difficoltà economiche. Gli utenti sanno cavarsela da soli.

Lo scopo è quello di mettere in comune le proprie conoscenze ed esperienze, poi ognuno le elaborerà a modo suo.

Mi farebbe piacere che tu , se posso permettermi di darti del tu; se hai delle soluzioni concrete al continuo impoverimento dell’economia, c’è le dicessi.

Se si respira un aria da post guerra atomica, di chi è la colpa ???

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 21:16

… da nautilus…

e tra le righe …sempre tra le righe…

My transgenerational stock market outlook is this: stocks are cheap when valued within the context of a financed-based economy once dominated by leverage, cheap financing, and even lower corporate tax rates. That world, however, is in our past not our future.

………si un mondo passato che non c’è più e che per molti anni non tornerà più,

come forse Icebergfinanza nella sua versione economico/finanziaria…………

More regulation, lower leverage, higher taxes, and a lack of entrepreneurial testosterone are what we must get used to – that and a government checkbook that allows for healing, but crowds the private sector into an awkward and less productive corner.

… cosa dire… cosa pensare… cosa immaginare… una brezza diversa … o calma di vento…

saluti
nautilus

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 21:20

Finitela con questi commenti da fine del mondo!!!!!!
Pensate che sia possibile per tutti gli Stati collassare senza che nessun uomo possa trovare almeno una soluzione? Neppure la Grande Depressione ha portato a questo scenario. Cercate di mantenere il Buon Senso.
Ha ragione il post 26 a parlare di assurde prospettive da Apocalisse. Ogni uomo farà di tutto per sopravvivere. Le nazioni sono fatte di uomini. E il mondo è fatto da nazioni, quindi UOMINI. Si deve ritrovare la FIDUCIA per ricostruire le basi della finanza internazionale. E non si può improvvisare. Quindi occorre anche il tempo per valutare gli effetti di questa crisi e comprendere come affrontarla con l’appoggio di tutti. Mi piace pensare che l’umanità intera possa dare il meglio quando si mette in gioco la sua stessa sopravvivenza.
Buona serata.

Tippy

Scritto il 4 dicembre 2008 at 21:49

Ma alla fine la moneta della BCE è cosi malvagia? Il gold standard è meglio?

Anche se si legge in internet che i banchieri sono i colpevoli di tutti i mali (signoraggio ecc) alla fine si hanno una parte di colpa , ma non tutta la colpa.
Ci sono migliaia di motivi, che si sono accatastati uno sull’altro, e alla fine siamo (forse) arrivati al capolinea della gita, ma la colpa è un po di tutti.

Scritto il 4 dicembre 2008 at 21:54

Si Bill…….l’origine delle cose, l’origine dei problemi, solo attraverso la consapevolezza si può vedere al di là dell’orizzonte, si nell’economia e nella vita sociale è solo un problema di “condivisione” di saper assaporare il gusto di donare e donarsi…….per alcuni si tratta di redistribuzione dei redditi ma in fondo è un’utopia che proviene dalla Notte dei Tempi, uno squilibrio maledetto creato dall’uomo e da quel senso primordiale di sopravvivenza, di pensare sempre e solo a se stesso.

Passiamo il nostro tempo a discutere e indire tavole rotonde, dare vita a convegni e dibattiti su come risolvere problemi e squilibri immensi che richiedono solo trasparenza e sincerità con noi stessi e con gli altri, in sostanza ci nascondiamo dietro il velo dello status quo…..nulla cambia tutto è per sempre uguale.

Se da mesi condivido le mie visioni sull’economia, se cerco di far comprendere la non sostenibilità di questo sistema, se parlo di probabile depressione non è per condurre i Vostri cuori in una caverna, per portare ognuno di Voi su tante “rive del fiume” ognuna con il suo filo spinato e qualche campo minato intorno, ma solo per cercare una via alternativa.

Molti potranno pensare che le due rotte non possono andare d’accordo, alcuni penseranno che ho fatto tutto ciò per un misterioso interesse, non importa cosa pensa la gente importa solo che dopo la notte vi è sempre l’alba e che l’inverno sopravvive con nel cuore il sogno della primavera.

Ci sono uomini e donne che sanno comprendere, ma ci sono anche coloro che preferiscono fare finta di nulla, continuare sulla stessa rotta vedendo fantasmi ovunque……e vi sono coloro che preferiscono rifugiarsi nella caverna più oscura per paura della luce qualunque essa sia.

Caro Nautilus….. si sono stanco, stanco fisicamente e forse ho osato oltre l’ignoto, ma il mio cuore è ripieno di gioia la stessa gioia che mi permette di guardare al futuro con la Speranza, la speranza che viene dal Cielo e dall’Uomo, ma devo essere onesto tutto ciò non è più sostenibile……forse ho spinto il mio veliero sfidando i venti della Realtà!

Probabilmente non lascerò questo oceano, troppe volte l’ho pensato e troppe volte mi sono ritrovato con le mani sul timone…….ma un limite esiste, oltre il quale vi è l’ignoto!

Laggiù all’orizzonte poi si intravede la “LUCE” di un bimbo che viene a portarci un messaggio d’Amore è giunto il momento di ridurre la velocità e di ritornare alla realtà……quella di tutti i giorni, portando ognuno Speranza al di là delle nostre Paure!

Buona notte Andrea

Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:08

Penso che il DJ sarà tra 2 anni a 2000 punti.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:16

Capitano Andrea anche se per un pò ti prendi un meritato riposo, postando meno; non è un problema.

Forse hanno ragione UFPN #26 e Tippy #30, che molti commenti sono da fine del mondo e bisognerebbe avere più fiducia sulla ripresa economico-finanziaria.
E visto che questa sera il petrolio quota a circa 45$ al barile, quasi quasi domani faccio scorta e me ne compro qualche migliaio in modo da fare scorta per l’inverno hihihihihihi.

Avete notato questa sera la borsa USA, nel giro di un oretta dalla parità e scesa a circa -3%; e normale secondo voi!!!!!!!!!!! e poi si legge che l’industria automobilistica USA ha chiesto aiuti statali per 34.000.000.000 di $ altrimenti fallisce, e quella di casa nostra!!!!!!!!!!!!

Ma!!!!! avranno ragione UFPN #26 e Tippy #30 ma io non vedo tanti motivi per essere fiducioso su una ripresa rapida e indolore.

Buonanotte a tutti.

SD

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:30

Il pessimista è un Ottimista ben informato!!!

Non ho mai trovato qui informazioni negative, ho apena trovato la verita che guardavo dappertutto.

Per questo sono qui, perche ho trovato persone che capivanno il proprio mondo.

Ovviamente amo la gioia, lo sviluppo, il sole, ma non sono un fesso, se vedo che esiste il pericolo, non posso negarlo per farmi contento.

Andrea, tu sei il nostro capitano, permetta l’accesso al blog soltanto agli abbonati, cosi lavorerai meno e starai tra la gente che ti capisce e che ha bisongo di te e degli altri compagni.

Ho fatto il mio contributto, lo farò ogni semestre, abbonarmi non è un problema.

Caro Capitano, non meriti il minimo rimprovero, sei stato fantastico, hai salvato tanta gente!!!

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:39

#28

Ci sto lavorando! )))

Provo ad immaginare una evoluzione del nostro modello capitalistico. Tra qualche decennio ne sentirai parlare.. ))))
Scherzi a parte, il mio intervento era semplicemente una considerazione sulle modalità con le quali informare i cittadini circa la gravità di questa crisi. Qualche notte fa ho ascoltato l’intervento di Guido Barilla ad un programma televisivo. Economix credo. Ebbene, nonostante la crisi, il suo atteggiamento risultava essere estremamente concreto, modesto (faccio il pastaio e continuo ad occuparmi solo di quello), propositivo, realistico. Mi domando: serve di più affrontarla con serietà e con la consapevolezza di saper/poter sopportare sacrifici o con un atteggiamento totalmente distruttivo?
Nel vostro blog si accenna spesso ad un probabile collasso totale del sistema. Umilmente mi chiedo come si possa in tale contesto concepire una ripresa economica entro qualche anno. Come riconoscere questa ripresa laddove i deficit di Stato e dei debiti pubblici raggiungeranno livelli stratosferici? Mal comune mezzo gaudio, forse. Buonanotte…

UFPN

ps. Stasera A Porta a Porta Tremonti ci dirà come siamo messi… appunto… Ma perchè Andrea non prova ad andare in TV ed a parlare dell’arrosto così da far sparire un po’ di fumo?

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:41

come affrontare la crisi

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:50

Ci sono quelli che guardano ancora la tv????

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 22:53

Certamente UFPN, ma i sacrifici di qui parli li farà il Ministro Tremonti o la gente comune come mè ??????

Il debito pubblico, i pensionati a zero contributi, i lavori “inventati” per non fare dissocupati, i migliaia di dipendenti statali che non “dipendono” hahahahaha ecc. ecc. li abbiamo fatti noi gente comune?????

La società consumistica per essere il 4-5 stato industrializzato (vedi Danimarca), li abbiamo fatti noi ????? e quanto può reggere il consumismo ??????

Potrei continuare per tutta la sera.

xx, alias#28, alias ##

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:10

Per UFPN
Lasciamo stare per favore Tremonti, che nel corso di questi anni ha detto di tutto e il contrario di tutto, un ottimo esperto di diritto Tributario vista la sua laurea in Legge ma niente di più.Visto che lo citi, (lui si che cavalcava l’onda ehehehehehehe della finanza creativa) vedrai che patatrac per alcuni comuni che hanno seguito le sue illuminazioni sui derivati ,decine di comuni italiani sono esposti per milioni e milioni di eurozzi su derivati con perdite mostruose ehehehehehe.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:24

Questa non la sapevo.

Cos’è il Diritto Tributario ???? Forse che i tributi sono un diritto !!!!!

A cosa serve ?????
Chi lo paga ????
Chi lo incassa ????
Quanto costa gestirlo ?????

Se per favore qualcuno me lo spiega.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:31

SE I SOLDI NON DANNO LA FELICITA’ FIGURATEVI LA MISERIA

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:33

Diritto tributario
Da Wikipedia,
Il diritto tributario è un settore del diritto finanziario caratterizzato dall’avere ad oggetto l’imposizione, a favore di soggetti di diritto pubblico, di prestazioni patrimoniali. Tale branca del diritto pubblico regola i mezzi e le procedure per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al finanziamento della spesa pubblica in generale, ossia delle spese che lo Stato e gli Enti pubblici devono sostenere per poter svolgere le loro funzioni.

Il presupposto del diritto tributario è che la copertura delle spese occorrenti per la sussistenza di un’organizzazione sociale deve potersi realizzare anche senza il consenso dei singoli e deve quindi discendere da una legge dello Stato. Il finanziamento della spesa pubblica si realizza mediante strumenti giuridici previsti dalla legge, senza il consenso dei debitori.

Le prime indagini sul tributo sono di tipo economico (scienza delle finanze) e dirette a studiare:

1.L’equilibrio tra esigenze finanziarie pubbliche ed economia privata;
2.L’utilizzo della leva fiscale al fine di realizzare finalità di interesse collettivo;
3.Gli effetti delle politiche fiscali sulla formazione dei prezzi e dei redditi;
All’interno del diritto amministrativo si sviluppa lo studio del diritto finanziario. Il diritto finanziario studia, con metodo giuridico, tutte le forme di entrate pubbliche, ivi comprese quelle tributarie, mentre la contabilità di Stato studia le regole di amministrazione della finanza pubblica. La crescita dell’importanza e della complessità del tributo portano all’autonomia del diritto tributario, sia dalla scienza delle finanze, sia dal diritto amministrativo e dal diritto finanziario. Negli anni Trenta si assiste ad una difesa dello studio unitario del tributo (Scuola di Pavia); in seguito prevale l’autonomia scientifica ed il diritto tributario diventa materia di autonomo insegnamento universitario. La rivoluzione d’internet ha prodotto la nascita del diritto tributario telematico

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:45

Clima…Italia spinge per il no…costa troppo ! Suvvia questa e’ una perfetta occasione per rilanciare pure l’ economia in un settore innovativo…ma sempre e solo no ! Ma che razza di paese e’ l’ Italia dove si mandano in onda ancora soubrette e presentatori di 70 anni dove in ogni posto di potere trovi un canuto, che futuro volete che vedano…1, 2, 3 anni, che rabbia stiamo parlando del 2020 quando loro non ci saranno piu’ ma noi si….
Scusate lo sfogo…
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:48

Molte grazie #43.

In conclusione io lavoro e guadagno 1000 e sono obbligato a darne 500 allo stato. Poi visto che lo stato per paura che evada qualcosa, mi sguinzaglia 3 finanzieri che gli costano 3000. Ma io pago solo 500 dove li prende gli altri 2500????

Mi sembra un cattivo affare.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:56

Fine del mondo…no fine di un mondo !
Signori, i problemi esistono, sono li da anni, ma sempre anche di fronte all’ evidenza, vedi lo scorso Agosto ci si ostinava a dire che le cose vanno bene…no problem !
Orbene chi fa veramente i danni e’ chi si ostina a pensare…se noi smettiamo di dire che ci sono problemi e magari aspettiamo un attimo poi i problemi passano da soli….questo e’ il vero atteggiamento distruttivo non di chi sostiene che vi siano problemi da risolvere prima o poi e piu’ si aspetta e piu’ il bubbone cresce e la gente non si fida di quelo che dici…ma come pure a Agosto 2008 erano tutti a giurare e spergiurare che non vi erano problemi, quando pure l’ uomo della strada si accorgeva che qualcosa non tornava ed oggi mi dite che e’ dal Dicembre 2007 che siamo in recessione e nessuno se ne accorto ? In entrambi i casi, dolo o incoscienza non credo che le leadership ne escano bene !
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2008 at 23:58

Lo stato non sà fare affari.

L’unica cosa che sà fare è imporre a qualsiasi costo e qualsiasi prezzo la propria concezione di società ai cittadini, anche a costo di affamarli, indebitarli e imprigionarli se fosse neccessario.

xx

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:02

G8 & spese per la lingua Italiane nel mondo !
Il G8 alla Maddalena costera’ 440mln simpatico se penso che il mio Stato, quello Italiano, l’ anno prossimo stanziera’ solo 14 mln per la lingua italiana nel mondo…pero’ forse un po di PIL lo crea !
Saluti
Massimo

p.s. stasera son un pochetto imbufalito !

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:03

ragazzi..due articoli..spero siano bufale..sennò è la fine del mondo occidentale..
articolo 1 http://fourwinds10.com/siterun_data/business/currency/news.php?q=1228412504
articolo 2 (ben peggiore) http://wwwwakeupamericans-spree.blogspot.com/2008/11/supreme-court-to-conference-on-obamas.html

De

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:10

questo è l’avvenimento più grosso , se fosse vero, di tutta la nostra vita (a parte la nascita di un figlio credo)..
obama non può essere eletto perchè nato in kenya.oggi 5/12 ci sarà un’udienza della corte suprema americana su questo fatto..qualcuno se sà qualcosa smentisca perchè sarebbe la fine..
ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:18

Stiamo vivendo un momento particolare, un economia che stà facendo i conti con l’illusione della crescita infinita.

Quali saranno le conseguenze? io non saprei dirlo, vedremo nei prossimi mesi e anni.

Ma non dobbiamo disperarci, l’economia REALE fà parte della nostra vita, gli scambi commerciali ci saranno sempre; solamente in questo momento non si capisce quali settori dell’economia stanno per saltare o fallire.

Un giorno vedremo la luce in fondo al tunnel, come dice anche il Capitano Andrea.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:19

ho il sospetto che non abbiate letto bene quello che ho scritto..

De

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:22

Per De #52, ho letto in questo momento il fatto di Obama.
Ma non lo sapevano che era nato in Kenya, se non verrà eletto, sono problemi gravi.
Vedrai che lo eleggono.

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:27

se è vero che è nato in kenya non può essere eletto..non è come in italia dove si cambia una legge e si può fare tutto..già il fatto che la corte suprema si riunisca non è un buon segno..vi consiglio di seguire la cosa..poi SD..sai che ti dico..spero sia l’ennesima bufala..anche se si incastra bene con le parole “profetiche” degli alti gradi americani che parlavano di grossa crisi verso la fine di gennaio (data di insediamento 20 gennaio).
inoltre in queste ore sta per cadere il governo canadese..molte coincidenze..speriamo rimangano tali..
ciao

De

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 00:36

Se avete ragiona…allora e’ BIDEN il nuovo presidente…nessuna ri-votazione !
Massimo

Scritto il 5 dicembre 2008 at 01:07

Interessante De. grazie

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 01:54

Mi permetto di esprimere una mia idea a proposito dei cosidetti “apocalittici” e di quelli che gridano alla “fine del mondo”.
Qualunque sia l’ampiezza la crisi economica questa sarà superata, il dilemma è del come si evolverà la crisi sociale che verrà innescata da questi eventi.

La cosa che apparirà ovvia e che sia nel socialismo reale, che nel capitalismo, alla fine a governare i paesi erano delle elite che hanno agito in modo miope, cinico e predatorio.
Queste minoranze chiamate Lobby, Partiti, Caste o qualunque altro modo li vogliamo definire, hanno creato delle plutocrazie facendo credere a tutti che eravamo in democrazia.
Di colpo si ci renderebbe conto che il teatrino della pseudo democrazia era popolato da marionette, con i pupari che in modo più o meno nascosto tiravano i fili da dietro le quinte.
Ne potrebbe venir fuori una rivolta (o peggio), questa potrebbe innescare un incendio che alla fine si spegnerà solo dopo che ha bruciato tutto.
Noi non ce ne rendiamo conto, ma in qualunque paese del mondo e a qualsiasi livello sociale (specialmente medio-basso) le persone sono dominate da fortissime spinte di rivalsa.

E’ ovvio che sia il modello socialista che quello capitalista si sono dimostrati fallimentari.
Proprio la definizione del nuovo assetto sociale, può creare uno scontro, che per intensità potrebbe eguagliare i due grandi scontri che si sono avuti in Europa dall’inizio dell’età moderna (da quando sono nati gli stati nazionali) a oggi.

Per la cronaca il primo scontro fu quello delle guerre religiose ed è durato un secolo e mezzo. Il secondo e durato all’incirca lo stesso (anche se questa crisi potrebbe rientrare in esso) e si è avuto con l’affermarsi del capitalismo, contrapposto al socialismo/comunismo
Entrambi gli eventi sono stati contraddistinti da barbarie di ogni tipo.

In nome della fede e dell’ideologia sono stati trucidati uomini donne e bambini, nella cieca consapevolezza di essere nel giusto, guidati da nobili principi!!
La cosa interessantissima e che questi scontri avevano le loro radici nell’ideologia pura e semplice.

Le forti contrapposizioni sono di solito salutari perché spingono al dialogo, al rinnovamento, ma se la cosa dovesse sfociare in rivolta, allora si che siamo all’inizio di un nuovo ciclo storico e che comunque vada saranno lacrime e sangue.

Ricordate le immagini dei paesi del sud-est asiatico che nel 1998 ebbero un primo default finanziario, per poi correre alla crisi Argentina del 2001.
Andatevi a guardare le immagini della pacifica gente Islandese e Svizzera che protesta energicamente di fronte ai rispettivi palazzi del governo.
Non sarà di sicuro “la fine del mondo”, ma la sensazione è quella che alla fine il tutto sfocerà in qualcosa di più di una crisi economica.
Se il il tasso di disoccupazione continuerà ad aumentare fino a raggiungere livelli critici allora si che ne vedremo delle belle.
-Il compasso-

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 02:26

ho cercato info e sembra che la cosa sia stata un pò gonfiata..staremo a vedere..credo che alla fine sarà un niente di fatto..
ciao

de

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 02:37

Come per la legge di Lorentz sulla metereologia, pare che anche per l’economia “il battito d’ali di una farfalla è in grado di generare un uragano”, specie se noi miliardi di farfalle battiamo le nostre ali intrise di petrolio e di ingordigia all’unisono, secondo i tempi e i modi dettati dal becero capitalismo in cui viviamo. Questa grossa crisi avrebbe potuto affacciarsi molto prima e con assai minori conseguenze se solo gli States non avessero deciso di slegare il valore del dollaro da quello delle riserve auree. In tal caso sarebbe stato sufficiente adottare misure che arginassero soltanto gli aspetti dell’economia reale invece che quelli originati da questo enorme debito pubblico fatto di carta e necessario a mantenere inalterato lo status quo sul tenore di vita dell’americano medio e di noi occidentali, anche a costo di ingenerare sanguinose guerre e inqualificabili ingiustizie su scala planetaria. Sembra paradossale che i governi si vedano obbligati ad adottare misure di economia socialista (per ricchi) pur di rinsaldare le fondamenta di questo becero capitalismo e continuare con i vecchi modelli di consumo ad oltranza. Il rischio è pertanto quello di sincronizzare nuovamente il battito di noi farfalle e generare un nuovo e più catastrofico uragano. Non credo si possa continuare in questa direzione se non rivedendo in modo critico l’idea demente ed egoistica che abbiamo circa il significato della parola consumo.

Scritto il 5 dicembre 2008 at 06:43

Ci mancava solo qualcuno che andasse a scovare la notizia su Obama…….vecchia come la Storia……

Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione
a causa di ciò che è passato,
giacchè rimpiangere l’irrecuperabile
è la peggiore delle umane debolezze.

La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini, miei simili, è un’isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione. ( Gibran )

……io il mio messaggio di Speranza lo ho lasciato nei “miei” mondi Alternativi, ora dipende da Voi scegliere la rotta………

Andrea

Scritto il 5 dicembre 2008 at 08:29

…esercitandosi a vedere e ascoltare e toccare e sentire come se
prima non avesse mai usato i sensi..imparando a rispettare il processo
dei propri incontri creativi e convincendosi che presto lo condurranno a un
risultato…

Dobbiamo ricordare a noi stessi, tuttavia, che non è possibile operare
un cambiamento senza lavorare duramente e senza accettare di sbagliare.
Non ci sono formule nè libri da imparare a memoria,
per quanto riguarda il divenire.
Io so questo soltanto: Io esisto, Io sono, Io sono qui,
Io divengo, Io decido della mia vita e nessun altro può deciderla per me.
Devo affrontare le mie manchevolezze, i miei errori, le mie trasgressioni.
Nessuno può soffrire in mia vece per ciò che sono,
ma domani è un altro giorno: dovrò decidermi a lasciare il mio letto
e riprendere a vivere.
E se fallirò, non potrò consolarmi dandone la colpa a voi o alla vita o a Dio.
(ZinKer, On Public Knowledge and Personal Revelation)

…L’ uomo deve capire che nulla è veramente,
ma che tutto è nello stato del divenire e del cambiamento.
Nulla sta fermo.
Tutto nasce, cresce e muore.
Nell’ istante stesso in cui una cosa raggiunge il suo culmine,
incomincia a declinare.
La legge del ritmo è continuamente in azione.
Non c’ è una realtà.
Non c’ è una qualità, una sostanzialità durevole nelle cose.
Non vi è nella di permanente eccettuato il cambiamento.
L’ uomo deve vedere tutte le cose evolversi da altre cose
e risolversi in altre cose, in una costate azione o reazione,
influsso o efflusso, costruzione o demolizione,
creazione o distruzione,
nascita e crescita e morte.
Nulla è reale, e nulla dura: tutto cambia.
(tratto da un libro mistico ebraico)

…IO CREDO CHE OGNUNO DEBBA PRENDERE TRA LE BRACCIA
LA PROPRIA VITA E BACIARLA,.(Arthur Miller)

P.s. (per rispondere ad SD#13 si, ma sono più vicina al metodo Kousmine)

Grazie Andrea,
un caro saluto Compagni di Viaggio…
Buona Giornata
Valentina

Scritto il 5 dicembre 2008 at 12:45

Vi lascio questo…sperando che lo troviate interessante quanto l’ ho trovato Io..
[..]
I componenti delle piccole comunità di Taquile, di origine quechua, sono
i consapevoli custodi di una cultura antica e conservano nel loro vivere quotidiano una
semplicità e una purezza da eterna fanciullezza del cuore e della mente.
Sempre più assediati dalla “modernità”, devono resistere alle “sirene” che li
esortano ad avventurarsi in un mondo più facile e più ricco di beni materiali.
Conoscere queste persone significa, a parer nostro, compiere un viaggio nel nostro
io più intimo e più antico, per ritrovare in se stessi una dimensione umana.

Storie e testimonianze sono estremamente interessanti da un punto di vista
etnologico perché in esse, al di là della apparente e ingenua semplicità dei modi
di vita rappresentati, è chiaramente disegnato un modello di organizzazione sociale, in cui la
convivenza è resa possibile non da una complessa strutturazione organizzativa e legislativa,
ma dalla condivisione e dalla trasmissione di pochissime, fondamentali regole.

E’ un viaggio in Perù..
che ha rappresentato però l’ inizio di un viaggio più lungo
che ci ha portato ha riflettere a fondo sul sistema imperialista e sulla sua strategia
di annientamento delle identità dei soggetti e delle comunità, in nome
di un’ omologazione che renda più semplice il controllo sociale ed economico.

Alla violenza, dunque, di un sistema che non abbiamo scelto e
in cui non ci riconosciamo, abbiamo deciso di opporre la forza del racconto,
perché, con questo libro, si diffonda la consapevolezza che certe “nicchie”
culturali vanno curate, difese e conosciute, per far si che un giorno la loro
lezione di vita diventi anche un pò la nostra.


la realtà finisce per convertirsi in speranza e fede per il futuro, ma dove
tuttavia è ammissibile che il fulmine si possa trasformare in serpente che
chiama la pioggia.
E’ la cultura, la forza e l’ intelligenza che gli ha permesso di vivere
e svilupparsi dalle loro radici, attraverso i millenni.

..
La Luna, specialmente, sembra che scenda e si introduca nell’ acqua.
E ti trovi li da solo nel lago con tutta quella luce
nel cielo, nell’ aria, nell’ acqua, non so, e
sembra che stai entrando in uno specchio.
Si sente qualcosa di speciale in quella solitudine
e in quel silenzio.
E’ come se la luce di quei riflessi si attaccasse al corpo,
la luna si incarnasse,
e mi sento
io stesso una luce.

(Cecilia Granadino, Cronwell Jara Jiménez, Le rane ambasciatrici della pioggia,
ed. ad est dell’ equatore)

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 12:57

SD, volevo dire che ero completamente daccordo con il tuo post. ;-). Scusa se non sono stato chiaro.

Per il deficiente mi riferivo al dirigente d’azienda che non segue più un fine se non quello del profitto che si giustifica con se stesso soltanto.

L’economia si trova nella situazione in cui è ora proprio perchè la maggiaranza delle persone ha seguito una bussola (consumi al di sopra delle possibilità, profitti per giustifacare mega stipendi etc etc) ma non una rotta.

Per essere più chiaro si consuma, ci si indebita etc etc non per un motivo chiaro (una rotta da seguire) ma perchè il sistema dice così (segui la bussola e dove vai vai).

Scusa ancora se sono stato frainteso. ;-)

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 13:30

# 63 nessun problema, vorrei scrivere come Valentina, per esprimermi meglio.

E meglio che ci preoccupiamo un pochino (altrimenti qualcuno sè la prende), di come stanno andando le cose economice, vedi Pil Europa e Usa, vedi mercati borsistici, materie prime ecc ecc.
Temo che qualcuno ci lascerà le penne (economiche) in questo caos.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 15:03

Uscuti i dati sulla disoccupazione (peggiori dal 1973).
Come sempre Bravo Andrea.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 16:01

ciao..
qualcuno ha esperienza con il baltic dry index? il livello attuale cosa comporta?

De

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 16:41

Cari Naviganti,
come tanti, sono un piccolo risparmiatore che avrà bisogno dei suoi risparmi quando sarà anziano. Il Ministro delle Finanze dice che i BOT sono sicuri perché garantiti dall Stato.
Ma quale Stato?
Quello dove i delinquenti vanno a spasso, dove Tanzi non si sa quando verrà processato, dove Previti ha avuto 6 anni per corruzione di giudici e ha scontato 5 giorni?
Dove una causa civile dura anche 20 anni e più?
Dove tutti passano col rosso, parcheggiano in seconda fila e occupano i posti per i disabili?
Dove chiunque imbratta le città sicuro dell’impunità?
Dove la Magistratura è preda di lotte intestine e Gelli viene intervistato in TV?
Dove l’abusivismo edilizio è premiato dai condoni?
Dove esiste il lavoro nero e il caporalato?
Dove la Mafia è nei gangli vitali della Pubblica Amministrazione?
Dove si pagano prebende assurde a parlamentari pianisti’
Dove l’amministratore delegato delle Ferrovie ha preso 6 milioni di liquidazione?
Doove lo stesso grande manager ha poi amministrato l’Alitalia e ha preso altri 2 milioni?
Dove le pensioni minime sono a 500 € e i Direttori generali dei ministeri a 250.000 € l’anno?
Dove la trasparenza, l’etica e la competenza sono solo parole, optional, pie intenzioni?

Ma quale Stato! Quale Garanzia! Quale sicurezza!

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:05

17:00 S&P MIB 17.972 (-4.97%)

la vedo grigia…

Aka

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:18

pero’ ci sono titoli che non hanno perso nulla in questi mesi, ad esempio Ansaldo; dunque, c’e’ si! puzza di bruciato ma, l’importante e’ che non sia la mia povera coda…

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:24

# 67 hai ragione e potremmo elencare anche delle altre ingiustizie causate dal desiderio di potere e avidità umana; la soluzione?? se so sapessi… ah se lo sapessi.

S&P MIB 18.000 -4% circa. Questa notte mi sono sognato S&P MIB a 16.000. Per fortuna era solo un sogno hihihihihihi, hoihoihoihoi.

700.000 miliardi di dollari di derivati, se non ricordo male. Dove sono finiti ????????

Saluti e coraggio ai trader.

xx

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:31

Ho una bellissima novità.
In Belgio c’è un concessionario che vende le auto con lo sconto compri una e porti via due, al modico prezzo minimo di 22.800 euro compri due automobili.

Forse ci faccio un salto.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:44

Il Baltic Dry Indexl indicato semplicemente come BDI, è un indice composito che esprime i costi di nolo marittimo per il trasporto di un paniere di merci secche dette “rifuse secche” quali grano, carbone, ferro, ecc. Questo sulle principali 24 rotte marittime.
Agli inizi di ottobre ha raggiunto e superato per la prima volta quota 11.000 punti, per poi crollare a meno di 1000 punti (oggi sta a 666), arrivando a perdere più dell’ 94% rispetto ai massimi !
Chi segue questo indice sa che ha una correlazione strettissima con l’andamento dei prezzi deli alimentari
e degli indici di produzione industriale, la sua correlazione è molto più “marcante “per l’Asia e l’America che per l’Europa .
La situazione attuale indica che i trasporti marini sono “calati a picco “ in una crisi di cui non si vede il fondo, altro che crisi finanziaria.
Il BDI è il mio indicatore preferito, esso rappresenta una sintesi dell’economia globale, attualmente il DRI ci dice “CRISI NERA” senza appello.
Aspettate i primi mesi del 2009 e vedrete migliaia di navi all’ancora nei porti o in alcuni casi semplicemente abbondonate e spiaggiate il qualche insenatura, ma è inutile dirlo, la gente non ci crederà finche non le vedrà queste cose.
Se ho tempo proverò a spiegarvi l’incredibile paradosso che può generare un DRI a valori bassissimi,
specialmente per i trasporto di alimentari.
Si potrà avere, in una stessa nazione, da una parte migliaia di tonnellate di alimenti buttati letteralmente in discarica e gente che magari si muore di fame nelle grandi città.
-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:52

vivere bene?
ricetta:
non campare sulle aspettative
vivere il presente
mettersi bene in testa che tutto cambia.
e siamo solo di passaggio..

se è possibile fare un oretta di yoga tutti i giorni..

aka

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 17:54

ciao compasso..
avevo nasato che il mercato marittimo dal 2009 sarebbe praticamente giunto a 0..
è uno dei punti, secondo me, più inquietante e meno discusso..e qui non c’entra il catastrofismo..il pane non cresce nei supermercati..darò un’occhiata al DRI..grazie per le info!
Ciao

De

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 18:17

Aka #73 ottimo consiglio. Condivido

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 18:17

.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 18:31

Per Il compasso #72, mi farebbe piacere, e credo anche agli altri, se troverai un pò di tempo per spiegarci il paradosso dell’indice sui trasporti marittimi BDI.

Non lo conoscevo, oggi su internet mi sono letto qualcosa……… e quello ch ho letto mi preoccupa leggermente!!!!!!

Io ero rimasto ai paradossi in Fisica, in qui lo scopo è arrivare alla verità; ma non avrei mai creduto che fossero usati in economia con conseguenze sconosciute.

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 18:54

Come vedi SD viviamo in un mondo di paradossi.

Ciao
la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 18:59

SD In che paese sei stato?
Se vuoi dirlo

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 19:08

Secondo te SD è meglio la deflazione o l’inflazione?
O conviveremo con il paradosso della deflainflazione?

La coscienza del caos
P.S.
Un paradosso, dal greco parà (contro) e doxa (opinione), è una conclusione che appare inaccettabile perché sfida un’opinione comune: si tratta, infatti (secondo la definizione che ne dà Mark Sainsbury) di
“una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile”.
In filosofia ed economia il termine paradosso è usato come sinonimo di antinomia. In matematica si tende a distinguere il concetto di paradosso, che consiste in una proposizione perfettamente dimostrata, ma lontana dall’intuizione, dal concetto di antinomia, che consiste in una vera e propria contraddizione logica.

Il paradosso è un potente stimolo per la riflessione. Ci rivela sia la debolezza della nostra capacità di discernimento sia i limiti di alcuni strumenti intellettuali per il ragionamento.

È stato così che paradossi basati su concetti semplici hanno spesso portato a grandi progressi intellettuali. Talvolta si è trattato di scoprire nuove regole matematiche o nuove leggi fisiche per rendere accettabili le conclusioni che all’inizio erano “apparentemente inaccettabili”. Altre volte si sono individuati i sottili motivi per cui erano fallaci le premesse o i ragionamenti “apparentemente accettabili”.

Sin dall’inizio della storia scritta, si hanno riferimenti ai paradossi: dai paradossi di Zenone alle antinomie kantiane, fino a giungere ai paradossi della meccanica quantistica e della teoria della relatività generale, l’umanità si è sempre interessata ai paradossi. Un’intera corrente filosifico-religiosa, il buddhismo zen, affida l’insegnamento della sua dottrina ai koan, indovinelli paradossali.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 19:22

Per SD
L’antinomia è un particolare tipo di paradosso che indica la compresenza di due affermazioni contraddittorie, ma che possono essere entrambe dimostrate o giustificate. In questa situazione non è ovviamente possibile applicare il principio di non-contraddizione. Kant è stato il primo ad applicare la parola antinomia nel linguaggio filosofico.
Il principio di identità non contraddizione introtuce il concetto che oramai desueto per molti della logica e tra i padri vede il grandissimo Aristotele,ma non dimentichiamo Godel e tanti altri.

la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 20:04

Obama oggi ha dichiarato:
abbiamo bisogno di un piano urgante per creare posti di lavoro.”

Cari amici..ma una dichiarazione così la potevo fare tranquillamente anch’io…!!!

comincio ad avere un terribile sospetto.

prego che qualcuno mi smentisca subito..

aka

Scritto il 5 dicembre 2008 at 20:30

Io mi chiedo l’oro della banca d’italia non sarebbe giusto che venisse redistribuito tra i cittadini italiani??
Quasi quasi inizio una raccolta firme.
MM

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 20:44

Ciao La Coscienza del Caos, come hai scritto al #78 viviamo in un modo di paradossi, volevo farti una domanda leggera, intanto per non pensare ai guai economici che mi stanno intorno.

Ma che sia stata la filosofia, matematica e fisica ad influenzare l’economia uscita di testa del nostro tempo ???? Ma non potevano dedicarsi ad un economia più umana!!!!! come in Mesopotamia.

Per rispondere alla tua domanda sull’inflazione o deflazione, in questo momento preferirei inflazione, perchè egoisticamente non devo comprare niente ma devo vendere qualcosa; ma in realtà temo che ci sia proprio deflainflazione o una cosa simile, vedi il caso combustibili; il petrolio è a 41$ ma il prezzo della benzina è sceso pochissimo.

Volevo rispondere anche a #79, sono stato in vacanza in Thailandia per 20 giorni, in quel periodo avevo anche postato; mi sono divertito moltissimo in ferie e ho avuto occasione anche di “dare una mano”. L’unico neo, per ritornare dal caos politico-economico Thai, ho dovuto fare un viaggio leggermente avventuroso. Pensa che in Thailandia ai contadini pagano il riso a 30 Bath=0,66 euro al Kg e la maggioranza lo lavora al 75% a mano come hanno sempre fatto, tranne i latifondisti.

Alla prossima

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 21:29

Per SD
Io credo (questa è la mia opinione) che il problema principale è l’avidità dell’accumulo associato ad una concentrazione di ricchezza in poche mani, senza che essa venga redistribuita, quando questi fattori si verificano il sistema va in default.
La storia dell’uomo è costellata di cadute e rinascite.
Se vuoi chiamala pure crisi di VALORI ,ti cito una favola di Fedro
(Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli),quindi è molto difficile ma non impossibile che l’uomo possa far tesoro dei propri errori e detta alla Troisi non ci resta che……………….(sperare) oppure (disperare).Ma ricordati finchè esiste una realtà esiste sempre una possibilità.

Cordialmente
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 21:51

Il post 67 mette giustamente in evidenza come sia una incorenza rifugiarsi in questi momenti nei titoli di stato, garantititi dallo stesso con tutte le magagne che si porta dietro e con un rendimento ormai infimo. Ci son azioni ormai con un p/e convenientissimo e vengono vendute a piene mani, vedasi ENI oggi a – 9%.
Ma non è assurdo che oggi, usciti i dati pessimi sull’occupazione le borse europee hanno immediatamente amplificato i ribassi arrivando a circa -5% quando la borsa USA apriva a – 2% circa per poi pian piano recuperare ed ora (ore 20,40 guadagna oltre il 3,5%)
Andrea fa sempre accuratissime analisi sull’economia USA mettendo in rilievo tutta la grività della situazione ma vorrei che lui o qualcuno mi spiegasse una buona volta come mai gli USA epicentro di tutta la crisi hanno i mercati che hanno perso di meno e il dollaro addirittura rivalutato.
I dati americani fanno sempremolto più male a noi che a loro, è da un po’ che seguo i listini. Ma l’Europa e specie l’Italia cos’sono dipendenti dagli USA per le loro esportazioni? non credo. Allora è solo una questione di fiducia o di paura. Forse perchè siamo un continente di vecchi fifoni e abbiamo perso la speranza nel futuro.
ettore

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 22:14

Uno squilibrio che si è accentuato in tutti i paesi più avanzati a partire dagli anni ’80, l’epoca di Ronald Reagan e Margaret Thatcher: quello nella distribuzione del reddito. La recente ricerca dell’Ocse Growing Unequal? Ha mostrato che la disuguaglianza, misurata confrontando il 10% più ricco della popolazione con il 10% più povero, è cresciuta (al 2005) mediamente del 12% (in Italia del 33). E il rapporto tra questi due gruppi è di un reddito 7 volte maggiore per i più ricchi in Francia, 8 in Germania, 11 in Italia, 16 negli Stati Uniti. Lo squilibrio nella distribuzione del reddito non è un problema (soltanto) di equità, ma anche dell’economia: restringe la platea del consumo di massa e dunque spinge le aziende verso una frenetica innovazione di prodotto, senza il tempo di ammortizzare quello precedente, per continuare a vendere a quella cerchia più ristretta che se lo può permettere. Il risultato è un grande spreco e un sistema poco stabile. In America, poi, hanno aggiunto una ulteriore sofisticazione: visto che non avete soldi, vi facciamo indebitare facilmente, così comprate a credito. Ma poi, inevitabilmente, arriva un momento in cui bisogna pagare il conto: e sembra proprio che quel momento sia arrivato.

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 22:40

Hai perfettamente ragione La coscienza del caos ma quello che mi rammarica è che se esiste sempre una possibilità, questa vale per noi occidentali; con il nostro bagaglio di storia e cultura.

Ma al mondo ci sono altre culture, con altre storie, modi di pensare e modi di porsi ai problemi che si trovano davanti, popoli che non comprendono per quale motivo devono stabilire a NY il prezzo degli alimenti o il cambio frà le monete.

Popoli che hanno una cultura millenaria ma diversa dalla nostra con un diverso approccio verso l’avidità e il desiderio di potere, con un comportamento che a volte può risultare incomprensibile a noi occidentali che non riusciamo a capire i motivi delle loro reazioni emotive.

Purtroppo io non riesco ad esprimere le mie emozioni attraverso la scrittura come fanno molti di voi, e quindi ho difficolta a raccontare le mie esperienze, ma vi assicuro che il modello economico attuale è ingusto, stà creando milioni di poveri senza via d’uscita. E secondo mè questo non dipende solamente dall’avidità, che penso sia comune a tutti gli esseri umani, ma anche dall’ignoranza e stupidità di chi continua a sostenere che deve essere così a qualsiasi costo.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2008 at 22:45

Concordo con te SD

Notte e un augurio per te
AD MAIORA

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 01:20

Scriveva Kant nel 1795…Non si devono fare debiti pubblici in relazione a conflitti esterni dello stato. La guerra è una spesa e non un investimento, indebitarsi per fare guerra risulta una doppia spesa a cui, in caso di esito negativo, uno stato non può fare fronte.

Sono passati oltre 200 anni ma a quanto pare Kant resta ancora inascoltato.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 06:52

in aggiunta al commento 88
l’uomo e’ stato capace di mettere in atto l’11 settembre, percio’ tutto quello che sta succedendo, si deve se non alle stesse mani, sicuramente a qualcosa di molto vicino..
Avete notato come, in America, siano stati pubblicati i dati della disoccupazione immediatamente dopo il calo dei tassi della Banca Europea, con gli effetti che si sono potuti vedere sui mercati europei e i controeffetti per il DJ.
Azzardo un’ipotesi: e se tutto cio’ fosse dovuto alla guerra invisibile tra “mercato” USA e “mercato” Europa? ovvero tra mafia americana e mafia europea?

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 09:31

…..

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 10:02

Una notte lunga 3 anni
di NOURIEL ROUBINI

I mercati finanziari di tutto il mondo hanno attraversato nel 2008 la loro peggiore crisi dalla Grande depressione degli anni Trenta. Sono falliti importanti istituti finanziari, altri sono stati svenduti o sono sopravvissuti solo grazie a piani di salvataggio di considerevoli dimensioni.
I mercati globali azionari hanno ceduto di più del 50 per cento; gli spread sui tassi d’interesse sono saliti alle stelle; è emersa una grave crisi della liquidità e del credito e molti paesi a economia emergente si sono rivolti barcollando al Fondo Monetario Internazionale in cerca di aiuto.

Che cosa ci riserva quindi il 2009? Il peggio è alle spalle o è ancora davanti a noi? Per rispondere a queste domande, dobbiamo comprendere che ciò che è attualmente in corso è un circolo vizioso di contrazione economica e di condizioni finanziarie in continuo peggioramento.
Quel che è certo è che gli Stati Uniti vivranno la loro peggiore recessione da decenni: una contrazione profonda e prolungata che si protrarrà per almeno 24 mesi oltre la fine del 2009. Inoltre, la contrazione si estenderà all’insieme dell’economia globale. La recessione coinvolgerà l’Eurozona, la Gran Bretagna, l’Europa Continentale, il Canada, il Giappone e le altre economie avanzate. Sussiste anche il rischio di un atterraggio violento per le economie dei paesi con mercati emergenti, conseguentemente al graduale trasmettersi a queste zone degli shock finanziari e reali tramite i rapporti commerciali, finanziari e valutari.

Nella prima parte del 2008, nelle economie avanzate, la recessione aveva suscitato il timore di una stagflazione analoga a quella degli anni Settanta (inflazione abbinata a una stagnazione economica). Dato, tuttavia, che la domanda aggregata sta scendendo più dell’offerta aggregata, l’indebolimento dei mercati dei beni – dove si saranno ristretti anche i margini per una correzione al rialzo dei prezzi da parte dei produttori – comporterà un’inflazione più bassa. Per lo stesso meccanismo, l’aumento della disoccupazione avrà un effetto di contenimento del costo del lavoro e della crescita dei salari. Questi fattori, combinati con prezzi delle materie prime in drastica caduta, produrranno, nelle economie avanzate, un allentamento dell’inflazione che potrà avvicinarsi a un livello dell’1 per cento, il che solleverà il timore di una deflazione piuttosto che di una stagflazione.

La deflazione è pericolosa perché porta alla trappola della liquidità: dato che i tassi interbancari nominali a breve non possono scendere sotto lo zero, la politica monetaria diventa inefficace. La flessione dei prezzi riflette un costo reale del capitale alto e un aumento dell’entità reale del debito nominale che a loro volta causano una riduzione dei consumi e degli investimenti, generando un circolo vizioso nel quale i redditi e l’occupazione si contraggono sempre di più, aggravando la caduta della domanda e dei prezzi.
Poiché la politica monetaria tradizionale diventa inefficace, si tende a insistere nell’utilizzo di politiche non ortodosse: operazioni di salvataggio a favore di investitori, di istituti finanziari e di debitori; iniezioni massicce di liquidità alle banche affinché rendano più disponibile il credito e azioni ancora più radicali per abbassare i tassi d’interesse delle obbligazioni di Stato a lungo termine e per ridurre lo spread tra i tassi delle obbligazioni societarie e quelle del debito di Stato.
L’attuale crisi globale è stata innescata dallo scoppio della bolla immobiliare statunitense, bolla che tuttavia non l’ha originata. Gli eccessi del credito negli Stati Uniti hanno coinvolto il settore dei mutui per gli immobili residenziali e per quelli commerciali, l’indebitamento con carte di credito, per l’acquisto dell’auto e per finanziare gli studi. L’eccesso ha pervaso anche il settore dei prodotti cartolarizzati, dove questi debiti sono stati trasformati in derivati tossici; quello dei finanziamenti alle amministrazioni locali; quello dei finanziamenti destinati agli acquisti speculativi di attività produttive con una leva alta – mai conclusisi; quello delle obbligazioni societarie che ora subiranno perdite massicce nello scontare il repentino aumento dei fallimenti e, infine, quello del pericoloso e non regolamentato mercato degli strumenti finanziari per “assicurarsi” contro l’incapacità delle aziende di onerare i debiti.

In aggiunta, queste patologie non sono rimaste confinate agli Stati Uniti: in molti altri paesi si è assistito al gonfiarsi di una bolla immobiliare, alimentata da un eccesso di credito a condizioni stracciate che non rifletteva i rischi sottostanti. Contemporaneamente cresceva anche la bolla delle materie prime, quella degli acquisti speculativi di attività produttive e quella degli hedge fund. Difatti, ciò cui stiamo assistendo oggi è lo smantellamento del sistema bancario “ombra”, vale a dire, dell’insieme degli istituti finanziari non-bancari che si comportavano come banche, concedendo prestiti a breve termine e con mezzi liquidi, avvalendosi di una leva alta e investendo a lungo termine in attività illiquide.

Il risultato di tutto ciò è oggi lo sgonfiarsi violento della più grande bolla del patrimonio e del credito, con perdite per inesigibilità del credito che potrebbero avvicinarsi alla spaventosa cifra di 2.000 miliardi di dollari. Di conseguenza, a meno che i governi non ricapitalizzino rapidamente gli istituti finanziari, la stretta creditizia si acuirà in ragione del fatto che il ritmo dell’acquisizione delle perdite supera quello della ricapitalizzazione, costringendo le banche a restringere il credito.
I prezzi dei titoli azionari e di altri investimenti rischiosi sono crollati drasticamente dalle punte del 2007, ma anche così sussistono ancora i rischi di ribassi notevoli. Attorno alla possibilità che la caduta dei prezzi di molti dei beni più rischiosi su cui si è investito, tra cui i titoli azionari, sia stata tale da suggerire che si stia consolidando un pavimento e che ad esso possa seguire una rapida ripresa del mercato azionario, si sta formando tra gli analisti un consenso.
Il peggio, però, deve ancora venire. Dato che gli analisti si illudono ancora che la contrazione economica possa essere leggera e di breve durata, nei prossimi mesi, le notizie macroeconomiche e le relazioni sui profitti e sugli utili peggiori delle attese in tutto il mondo, aggraveranno la spinta al ribasso delle quotazioni degli investimenti più rischiosi.
Anche se il rischio di un crollo totale sistemico è stato ridotto dalle misure prese dal G7 e da altre economie per sostenere i propri sistemi finanziari, il sistema presenta ancora delle vulnerabilità. La stretta creditizia si acuirà. Determinato dalla necessità degli hedge fund e di altri istituti di investimento che operano con una leva alta di vendere le attività finanziarie in mercati a corto di liquidità e in sofferenza – vendite che a loro volta determineranno una ulteriore caduta dei prezzi e altri fallimenti di istituti finanziari – andrà avanti il processo di reintegro dei depositi richiesti per i margini di garanzia. Qualche economia dei paesi emergenti potrà essere colpita in pieno da una crisi finanziaria.
Il 2009 sarà quindi un anno doloroso di recessione globale e di ulteriori sofferenze, perdite e fallimenti. Solo delle azioni politiche aggressive coordinate ed efficaci da parte dei paesi ad economia avanzata e da quelli ad economia emergente possono garantire una ripresa dell’economia globale nel 2010, evitando in questo modo che si entri in un periodo ancor più lungo di stagnazione economica.

Nouriel Roubini è professore di economia presso la Stern School of Business della New York University e presidente della società di consulenza economica e finanziaria Rge Monitor (www. rgemonitor. com)

Copyright Project Syndacate, 2008
www. project-syndacate. org
Traduzione di Guiomar Parada

(6 dicembre 2008

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 10:54

Per SD
Il termine religione deriva dal latino relìgio, la cui etimologia non è del tutto chiarita: secondo Cicerone, la parola deriva dal verbo relegere, ossia “rileggere”, intendendo una rilettura degli eventi naturali come opera di entità soprannaturali.[1]

Invece Lattanzio,[2] ripreso da sant’Agostino,[3] sostiene che la parola deriva da un altro verbo: religàre, cioè “legare, vincolare”, nel significato di legare l’uomo alla divinità. Religàre può indicare anche l’idea di vincolare gli uomini nella comunità, sotto le stesse leggi e lo stesso culto.

Altre possibili etimologie fanno risalire la parola ai verbi relegàre (“allontanare, dividere”, che sottolinea la separazione tra le cose sacre e profane), religere (“considerare diligentemente” gli dei), e re-eligere (scegliere ancora, effettuare una nuova scelta).
Quindi come ben vedi l’etimo della parola religione ha un valore soprattutto occidentale,per gli orientali indica essenzialmente un percorso da seguire.
All’interno della cultura occidentale lo scisma della Riforma Luterana ha generato oltretutto un diversificazione del concetto di etica.
Capitalismo vs. religione

L’ipotesi di un conflitto tra religione in quanto tale e mondo capitalistico moderno è comunque assai azzardata, e molto semplicistica. Ci sarebbe, a onor del vero, del materiale a favore di tale tesi; ma è materiale di natura essenzialmente ideologica e irrazionale, certamente sparso in quantità abbondanti nelle sacre scritture di tutti i popoli (nella forma del disprezzo del denaro e della gloria presso gli uomini), avente una funzione per lo più consolatoria presso le masse, alle quali si proponeva un paradiso futuro al posto di un benessere presente (privilegio di pochi). In ogni caso, l’antitesi sarebbe piuttosto contro la ricchezza in generale, non contro un particolare sistema di organizzazione della ricchezza. Certamente, si potrebbe far derivare l’opposizione al capitalismo dalla opposizione alla ricchezza, ma questa sorta di operazioni non convince, se applicata alla critica storico-politica. Intanto, i conflitti reali hanno luogo tra gruppi organizzati, termine assai generico che può applicarsi ad una minoranza etnica come alla Chiesa Cattolica come a qualsiasi classe sociale, purché sufficientemente coesiva e concorde. I conflitti tra ideologie, gli scontri di civiltà, ecc., sono astrazioni, ipostatizzazioni di categorie molto generiche, assai efficaci nell’ambito della propaganda politica quanto inutili nella valutazione dei rapporti di causa ed effetto. Secondariamente, quando mai le classi sacerdotali e le autorità religiose riconosciute si sono fattivamente opposte alle élite dominanti? È vero che i fondatori delle religioni hanno assunto posizioni talvolta radicalmente critiche nei confronti del privilegio, ma hanno trovato la strada sbarrata dalle stesse autorità religiose. In generale, le istituzioni religiose evitano lo scontro col potere politico ed economico, e questo è vero in ogni situazione storica, per cui, di fatto, la religione è un fattore di stabilizzazione della effettiva distribuzione della ricchezza a del potere. Come tale è generalmente contro la rivoluzione e non certo a favore.

D’altronde, l’attuale fase dei rapporti tra “religione” e capitalismo, nel mondo occidentale, non evidenzia certo una situazione di conflitto. Anzi, si potrebbe addirittura sostenere che la ripresa della religione nel mondo occidentale sia in qualche modo collegata all’espansione del capitalismo nella sua forma liberista. La questione può sembrare paradossale, e si sarebbe tentati di fornire una spiegazione in base alla quale la crescita della “religione” sia una reazione antitetica all’espansione del liberismo economico. Tale spiegazione appare ragionevole, e anche plausibile, se si assegna alla “religione” un ruolo simile a quello delle ideologie di sinistra, ormai decisamente sulla via della liquidazione; ma dovrebbe essere completata dalla tesi per la quale la “religione” in Occidente è complementare al liberismo, nel senso che gli “spazi” e le funzioni occupate dallo Stato sociale e dalla politica sociale, ridimensionati dalle politiche liberistiche, passano gradualmente alle Chiese. Dunque l’espandersi del ruolo delle Chiese in Occidente è anche funzionale all’espandersi del liberismo economico, nella misura in cui le politiche liberistiche limitano la presenza del pubblico nel ruolo di garante della pace sociale trasferendo competenze e quindi mezzi operativi alle organizzazioni religiose. Le due tesi possono convivere benissimo assieme, ed è chiaro che la fine delle ideologie “di sinistra” ha dato più visibilità alla presenza della Chiesa, anche nell’immaginario collettivo: al punto che qualche deluso della sinistra politica potrebbe essere tentato di accostarsi alla “religione” perché si illude sulla sua funzione reale… tipico delle persone che ragionano in termini ideologici e quindi irrazionali, dimenticando gli effettivi ruoli storico-politici.

In effetti, anche guardando indietro nel tempo, e intorno a noi nello spazio, emerge come non vi sia, in generale, alcun conflitto tra capitalismo e “religione” – lasciando per ora da parte l’Islam che sembra un caso a sé. Non solo: è stata sostenuta la tesi per cui il capitalismo sia stato promosso da particolari correnti religiose. Come non citare la notissima tesi di Max Weber sul ruolo del Calvinismo nello sviluppo del capitalismo in Olanda, a Ginevra, nell’America? La corrispondenza spazio-temporale è così stretta che bisogna esercitare un certo sforzo mentale per non lasciarsi vincere dalla correlazione postulata da Weber rinunciando a cercare spiegazioni alternative.

Premesse politiche dello sviluppo capitalistico

Posto che la tesi di Weber non può essere liquidata neppure in presenza di spiegazioni alternative, vale tuttavia la pena di chiedersi quali potrebbero essere. La risposta può essere cercata osservando le circostanze politico-territoriali che fecero da cornice allo sviluppo del protocapitalismo, tra la fine del medioevo e l’inizio dell’era moderna e del Protestantesimo; in particolare, quello di stampo calvinista. È una regola pressoché universale che lo sviluppo capitalistico – e tutto ciò che vi è connesso – ha avuto luogo in territori marginali rispetto ai grandi centri di potere, ed è legato alla presenza di minoranze marginali rispetto all’esercizio del potere. Insomma, lo sviluppo economico è avvenuto prima lontano dai centri del potere, cioè ai margini dei grandi imperi, o al loro interno, ma dopo che il potere centrale era stato ridimensionato ad un ruolo simbolico. Si possono citare molti casi di questo tipo: le città-stato di Pskov e Novgorod, in Russia, verso la fine del medioevo; la Lega Anseatica; la Lotaringia (Paesi Bassi, Italia settentrionale, Borgogna), la Svizzera. Anche per l’antichità potrebbe valere lo stesso principio, se si pensa al ruolo delle pòleis greche contro la Persia. Per inciso: lo stabilirsi nel Mediterraneo del grande Impero Romano potrebbe essere stata la causa ultima del declino economico e del “fallimento tecnologico” che caratterizzò la tarda antichità.

Ma perché lo sviluppo economico e tecnologico – e quindi il capitalismo – dovrebbe richiedere come premessa al suo sviluppo l’indipendenza dai grandi imperi? La risposta più semplice è che nei grandi imperi le risorse finanziarie ed economiche sono sotto il controllo del potere centrale, che le sfrutta ai fini del proprio mantenimento, e vengono dissipate nelle grandi imprese militari e nelle guerre civili che caratterizzano tutta la durata di questi organismi, fino a determinarne il collasso strutturale nell’arco di alcuni secoli. Nelle città-stato e su scale territoriali modeste il potere è nelle mani dei mercanti e dei capitalisti, e quindi… la conclusione è ovvia. Non solo: nei grandi imperi, il controllo ideologico è rigido, perch
é la “religione” è indispensabile come elemento per giustificare l’ordine costituito, e quindi tutto ciò che in qualche modo potrebbe minacciare il ruolo della classe sacerdotale è pericoloso anche per il potere politico. Ciò rende difficile la circolazione delle idee; anzi, nei grandi imperi le nuove idee non ci sono proprio: sono esaltate le scienze innocue, le speculazioni sul trascendente, sulla metafisica, la ricerca di forme di controllo delle menti estremamente sofisticate che allontanano sistematicamente l’attenzione dalla realtà sociale per spostarla verso mondi immaginari.

La coscienza del caos

Scritto il 5 gennaio 2009 at 13:51

IL NOSTRO MOVIMENTO

Finalmente ci siamo!

E’ nata l’Unione Nazionale Italiana degli Impiegati Statali: “U.N.I.STAT.”

Un movimento libero, autonomo ed indipendente: lavoratori e pensionati dello Stato uniti per dare vita alle aspettative del “popolo delle buste paga”.

Un popolo fatto di gente che “campa” di stipendio e che non ha la possibilità di adeguare autonomamente le proprie entrate al costo della vita.

Un popolo che non si sente adeguatamente rappresentato in parlamento da “questa” classe politica, nè sufficientemente tutelato sul posto di lavoro da “questi” sindacati che dovrebbero difendere il potere d’acquisto di salari e pensioni.

Un popolo che ha più volte palesato su queste pagine la necessità di un soggetto politico “nuovo”.

Ebbene, adesso, il movimento c’è, è nato!

L’UNISTAT si batte per il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Obiettivi primari ed inalienabili dell’UNISTAT sono la democrazia, l’uguaglianza, la libertà e la giustizia sociale.

L’UNISTAT avversa il tentativo di abbattere gli istituti di democrazia istituzionale vigenti che, anzi, vanno quotidianamente e senza soluzione di continuità, arricchiti di democrazia sostanziale e quindi di contenuto socialmente valido.

Accetta e difende i principi e le finalità della Costituzione Italiana e, pertanto, si proclama pluralista dal punto di vista ideologico, politico e religioso, nel convincimento che la persona umana non ha frontiere, nè barriere fisiche, nè psichiche e che l’individuo deve continuamente anelare alla pace, alla democrazia, alla giustizia ed alla libertà nel completo rispetto delle leggi, ma combattendo con fermezza tutto ciò che ad esse costituisca attentato.

Ai nostri amici, ai nostri lettori, a tutti i nostri sostenitori – iscritti e simpatizzanti – non verrà mai chiesto alcun contributo economico d’iscrizione, ma soltanto di “PARTECIPARE”!

La Segreteria Nazionale

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