HALLOWEEN ECONOMICS!

Scritto il alle 21:46 da icebergfinanza

Ogni marinaio di vecchia data conosce quella che per mesi è stata la nostra stella polare, ovvero la convinzione ancora dalla lontana primavera del 2007 che questa crisi nei suoi sintomi sistemici avrebbe portato ad una recessione nei primi sei mesi del 2008.

Ora non starò a ripetere per l’ennesima volta la differenza tra una recessione tecnica e i fattori  che il National Bureau Economic Research riportava per evidenziarne il suo inizio, la senza dubbio qualcuno di Voi non ha dimenticato la revisione dell’ultimo trimestre 2007.

Questo simpatico ed affascinante grafico da TIM IACONO in movimento ci ricorda che il dato di oggi verrà rivisto in maniera notevole nei prossimi trimestri……..

thanks to themessthatgreenspanmade 

IMAGE

Senza peraltro dimenticare che ci sono voluti oltre 150 miliardi di dollari di stimoli fiscali nel terzo secondo trimestre per sostenere il PIL al 2,8 % ed una svalutazione del dollaro sino ad 1,60 per con il conseguente canto del cigno delle esportazioni.

L’America è un paese fantastico, affascinante, attraverso le sue contraddizioni, il tempio della statistica, dati a cascata che vengono comunicati con una frenesia inegualiabile, un droga sottile per i mercati, ad ogni ora, in ogni settimana, di tutto e di più. Peccato che questa frenesia spesso si scontri con la realtà, la realtà di revisioni che spesso vengono comunicate a distanze siderali, trimestri o semestri dopo, quando ormai la realtà assume un’altra dimensione.

 

Dalla BEA Bureau of Economic Analysis scopriamo che…..

Real gross domestic product — the output of goods and services produced by labor and property located in the United States — decreased at an annual rate of 0.3 percent in the third quarter of 2008, (that is, from the second quarter to the third quarter), according to advance estimates released by the Bureau of Economic Analysis.  In the second quarter, real GDP increased 2.8 percent.

The largest contributors were a sharp downturn in PCE for nondurable goods, a smaller decrease in imports, a larger decrease in PCE for durable goods, and a deceleration in exports.

Come già annunciato nel FOMC di ieri la leggenda del consumatore americano e quella delle esportazioni si stanno volatilizzando, lentamente, pilastri dell’economia che affondano nelle sabbie mobili di questa crisi.

E’ sceso meno delle attese 0,3 invece di 0,5……. è un mistero la mente umana che festeggia lo zero virgola meno scampato!

Real personal consumption expenditures: -3.1% 
Durable goods  -14.1% 
Nondurable goods -6.4% 
Services expenditures +0.6% 

Come dice il nostro Barry,  Bloomberg notes  that the 6.4% rate of decline in spending on non-durable goods, like clothing and food, was the biggest since 1950. I minori consumi in abbigliamento e alimentari dal 1950, si qui dietro l’angolo il 1950 e qualcuno festeggia ancora!

Il professor Hamilton di ECONBROWSER sottolinea come la crescita delle esportazioni e un calo delle importazioni, unitamente ad un forte aumento della spesa pubblica hanno tenuto vicino al livello dell’acqua l’economia americana. Hamilton suggerisce inoltre che  un indebolimento globale e le tensioni nei bilanci dei governi statali fanno dubitare nei numeri relativi alle esportazioni e per la spesa pubblica nel quarto trimestre.

Comunque sia il BALTIC INDEX un preavviso l’aveva rilasciato e se le istituzioni finanziarie non rilasciano fidejussioni o lettere di credito, di import ed export neanche a parlarne.

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Tornando per un attimo ai dettagli la spesa governativa ha sostenuto per oltre l’ 1% il valore reale del PIL ma come già detto ad esempio Il governatore dell Stato di New York e de New Yersey ha già chiesto aiuti federali e la California è da tempo alle prese con gravi problemi di bilancio, delazione immobiliare ed azionaria faranno crollare le entrate fiscali dei vari stati. Capital Gain addio! Anche le esportazioni hanno contribuito per oltre l’ 1 % ma la recessione globale ed la crisi delle economie emergenti sono un segnale chiaro per il proseguo. Fine della favola delle esportazioni per un lungo periodo sino alla prossima svalutazione del dollaro.

Della spesa dei consumatori ormai sappiamo già tutto un crollo che non si vedeva dal 1980 e nello specifico per quanto riguarda alimentari ed abbigliamento si risale sino al 1950, aggiungerei solo il ricordo che i consumi compongono oltre il 70 % della crescita americana. La droga dell’inflazione che sosteneva i prezzi sostenendo in percentuale i consumi è venuta a mancare anche se l’inflazione reale per il momento persiste.

Non serve ripeter i fattori che hanno determinato questa debacle, ma tanto per dirne una sembra che quasi la metà di coloro che hanno stipulato un mutuo nel Nevada oggi abbiano il residuo mutuo con un valore superiore al valore stesso dell’abitazione.

Halloween_economy_jackolantern

via BIG PICTURE grazie a  McClatchy

Torno a ripetere che la recessione è iniziata ufficialmente nell’ultimo trimestre 2007, recessione che verrà confermata e rilevata dal National Bureau of Economic Research.

Se la media storica di una recessione si avvicina all’anno non è difficile prevedere che la mia vecchia previsione di 18 mesi consecutivi verrà rispettata, i lettori di Icebergfinanza sanno che l’avevo previsto oltre un anno fa e che probabilmente andremo ben oltre questa previsione vista la terribile correlazione sistemica di questa crisi. 

 

Gdppricecpi

 

 

 

 

Infine non resta che ricordare guardando il grafico qui sopra l’anomalia ad essere buoni del deflatore del PIL che in questi mesi è sempre stato rilevato a livelli irreali ben sotto l’inflazione che ha distrutto il potere di acquisto dei consumatori.
Il deflatore è quella percentuale che aiuta a scorporare l’inflazione dal PIL nominale per renderlo reale. Più il dato è basso e più il PIL resta a galla.
1,1 % quando l’inflazione reale viaggiava oltre il 4 %! Chapeau, potenza della statistica!
Non uso altre parole, tutti avete compreso.
Vi invito inoltre a ricordare le parole di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas, un tocco di umanità, di colore per nascondere i numeri crudi:

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.

Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Uomini e donne principalmente, non merci e consumi, per chiarire che mai in Icebergfinanza si è parlato di consumi come elemento risolutore di questa crisi, comunque sia arrivederci alla prossima revisione!

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

Nel fine settimana la brezza " ORIZZONTI NELLA NEBBIA " raggiungerà i compagni di viaggio che hanno sostenuto Icebergfinanza!

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119 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 08:08

caro capitano,
con questi dati è difficile avere una visione anche un pochino ottimista.

qua si cade in depressione a pensare a cosa ci aspetta fra 1 anno.

se l’america anticipa sempre ,fra 6 mesi cosa sarà di noi.

secondo me è a rischio anche l’integrità europea, qua ognuno pensa per se…….e non oso pensare a cosa succederebbe se l’italia dovesse ritrovarsi da sola.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 09:42

il buon Tremonti, che simpatico o meno è pur sempre il nostro Ministro per l’economia, ha affermato che qua non si parla di avere una recessione, sarebbe ben felice se fosse solo una recessione. Parlare di recessione sarebbe ottimistico si sta parlando invece di una “rottura nella linea di sviluppo”, di un blocco del sistema.
Facciamo in modo che quando questa “linea” si romperà si innesti una nuova linea non più basata solo sui profitti ma sui valori.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 09:53

Ok sui valori, ma parlando di economia si stà delineando una consapevolezza che il modello è insostenibile, se non adesso alla prossima crisi. Diamo il valore reale alle cose, non in base ai valori (è un altra sfera della vita) ma in base a quanto realmente valgono per la collettività. Un panino 0,5 euro, un parlamentare 20.000 euro, un meraviglioso quadro (di tutti) 10.000.000 di euro; fate voi le proporzioni.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 10:45

Buongiorno ,ammetto che il mio commento sarà un p’ò fuori tema ,ma qualcuno ha sentito di ciò che ha fatto porche ad alcuni hedge found la scorsa settimana ??????
Se il titolare del blog ha qualcosa da dire a riguardo sarei davvero interessato ad un suo commento a riguardo…

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 11:01

Io non sono il titolare del blog, ma riguardo a VW e Porche, se quello che si legge è vero; è stata una operazione finanziaria da manuale. Se anche noi in Italia avessimo degli imprenditori, politici e funzionari governativi del genere, forse avremo meno problemi.

Scritto il 31 ottobre 2008 at 11:18

Quindi il PIL non è il nostro obiettivo, il PIL è drogato e il PIL comunque scende.
Questo blog è bello, oggi decido di intervenire con una nota che introduce il tema del mio nuovo libro.
Vivere di rendita per evitare la catastrofe?
Una proposta per una decrescita serena (vedi anche http://viveredirendita.blogspot.com)

“Cominciare a vivere di rendita per cominciare a evitare la catastrofe”: così il politologo Giorgio Galli riassume, nella sua prefazione, la proposta di Cesare Valentini nel suo ultimo libro “Vivere di rendita” (Intra Moenia 2008). Il libro esce proprio nel momento in cui si palesa una potenziale catastrofe economica a livello globale.
Nel libro per “vivere di rendita” si intende la volontà di promuovere le relazioni e gli “assets” anche intangibili che si possiedono, senza ostinarsi a voler accumulare le cose.
La tesi è che il mondo è rapidamente e drasticamente cambiato perché non si è potuto più nascondere che la “crescita” era un fenomeno drogato e che l’Occidente, America in testa, vive ormai da tempo sopra i propri mezzi e saturo di cose e di desideri.
Ma le ricette indicate rischiano di perseverare nell’errore. Ha detto bene il sociologo Zygmunt Bauman (l’autore di “Modernità liquida”): “Oggi ci viene proposta una via d’uscita apparentemente semplice dallo shock che affligge sia i tossicomani che gli spacciatori: riprendere (con auspicabile regolarità) la fornitura di droga” (Repubblica 8.10).
I governi hanno sembrato ondeggiare o anche confliggere solo sulle declinazioni di questa ricetta (mantenendo l’analogia: meglio assumere, sniffare o bucarsi?). Si è infatti provato di tutto: riduzione dei tassi, inondazione di liquidità, acquisto di titoli “ tossici” (appunto), incerte nazionalizzazioni, promesse per tutti, super garanzie ai risparmiatori, alle banche, alle imprese. Si vuole soprattutto rasserenare, cioè continuare a illudere, sebbene numerosi rischi non siano ancora emersi, in riferimento per esempio agli strumenti finanziari che promettono di assicurarsi dai fallimenti, i cosiddetti credit default swaps.
Ma già tutto appare ormai sulle spalle del “debitore di riferimento”, lo Stato nazione.
Saranno spalle abbastanza forti? Qualche nazione rischia già di saltare. Il rischio peggiore che si profila è proprio la decostruzione dello stato nazione a livello planetario. Potrebbe essere allora la fine e non il ritorno delle politiche pubbliche. Il trionfo, non il declino, dell’iper-impero finanziario, sufficientemente potente ormai da imporre in pochissimo tempo la deroga a molte delle pratiche pubbliche internazionali così faticosamente costruite, come il patto di stabilità, la valutazione al fair value, la precauzione sui crediti, lo stop alle emissioni inquinanti, persino il processo democratico delle decisioni. Sintomatica la dichiarazione di chi appare incarnare lo spirito dello stato, Sarkozy: “il nostro compito è consentire che le banche continuino a prestare…”.
In questa società del cerino acceso, del rischio trasferito, il cittadino trova sempre più difficile gestire in proprio le sue strategie di salvezza. L’uomo occidentale già vive di rendita, ma lo fa spesso inconsapevolmente, senza trarne un impegno, un desiderio, una strumentazione per rivalutare i fini del proprio vivere, produrre e consumare.
Michele Serra riprende bene questo tema su Repubblica 22.10: “La grande prevalenza di spiegazioni “tecniche”, nel corso di questa crisi, fa capire meglio di ogni altra cosa , cosa significhi “pensiero unico”…Rifare ordine nei bisogni, nelle priorità, nei consumi, appare quasi impossibile nel caos allucinato di una civiltà…se la sinistra volesse ripartire da qui, da questo fermo-immagine di una società terrorizzata dalla propria stessa ingordigia…”
Di questo parla il libro, come anche del tentativo di milioni di cinquantenni di ritirarsi anzitempo dal “gioco”, premessa per cambiare il gioco stesso.
Vivere di rendita per evitare la catastrofe appare dunque una ambiziosa provocazione intellettuale e persino politica, prima ancora che la proposta operativa di un financial planner indipendente. Significa ricercare un nuovo stile di vita, più lento profondo e soave, (avrebbe detto Alexander Langer), cui si conformi una strategia di preservazione, controllo e buon uso delle proprie risorse. Rallentare per salvarsi come individuo, ma anche per costruire una “massa critica” in grado di ridisegnare l’economia e prefigurare una politica che ritrovi uno slancio ideale, senza appiattirsi sul concetto pallido del realismo politico.
L’autore di “Vivere di rendita” ha insomma cercato di costruire una piccola guida, ma anche una testimonianza utilizzabile per un dibattito su come evitare la catastrofe.
Cesare Valentini

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 12:17

questo è l’unico blog dove non c’era la pubblicita :-(

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 12:18

veramente interessante ora i cinquantenni i maggiori responsabili di questa crisi con la loro ingordigia oppure menefreghismo verso le nuove generazioni si vorrebbero prendere il maltolto e poverini vivere di rendita low cost vergognatevi.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 12:45

Il POST#6 mi lascia un po’ deluso…
Per quanto il libro possa essere interessante… è sempre pubblicità

E chissà se il nostro amico Cesare a sganciato il doblone ad Andrea…

Cristian

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 13:00

A me quelli che cercano di saltare su Icebergfinanza per farsi pubblicità sembrano proprio dei poveretti.
Io sono un cinquantenne e NON voglio vivere di rendita anche se potrei. Ho fondato sei anni fa una ONG che lavora per integrare le minoranze immigrate qui da noi, con l’idea di farli passare dalla rivendicazione dei diritti dell’immigrato all’assolvimento dei doveri del cittadino; guadagno 1/6 di prima e a volte mi dico che sono un coglione, ma spesso mi sento gratificato dai risultati ottenuti. Volo low cost e non in business, sto nei tre stelle invece dei cinque, ho un ufficio più piccolo ma tanto tempo libero…. chissà dove avro’ sbagliato?

Grazie Andrea per questo spazio di libertà, di riflessione e di aria pulita.

Guido

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 13:47

Toglietevi dalle palle con i vostri consigli per gli acquisti!!!!

Mas

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 13:55

Guido,
a proposito di pubblicità, io potrei essere interessato a conoscere l’attività della tua ONG… Operi a Milano?

Il bello di Icebergfinanza e della sua filosofia è il rispetto degli altri e una certa comunanza di “visioni della vita” tra i suoi partecipanti.

Il peggior “demerito” del Sig. Cesare Valentini è l’essere apparso dal nulla, l’aver “scoccato” lo spazio per auto pubblicizzarsi con un commento “da pippaiolo” e probabilmente sparire per sempre. Ma forse la sparizione potrebbe non essere considerata un demerito.

Per quanto mi riguarda, credo che chiunque sia il benvenuto se dice qualcosa (qualunque cosa) e se non abusa per scopi commerciali personali dello spazio che Andrea concede liberamente.
Uno spot del Valentini è sopportabile con buona pace di tutti anche se ha perso l’occasione di dimostrare la propria “sensibilità” e il proprio intuito di comunicatore.

Buona giornata

Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 13:58

gia, si e fatto pubblicita negativa. Ben gli sta.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 14:13

Quanto è successo alla VW mi sembra interessante.
Segno che forse qualcosa sta cambinado?!.
Io me ne sono fatto un’idea molto vaga. Non so se è fuori tema, ma se Andrea ci desse la sua visione della questione gliene sarei grato.

Paolo C.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 14:48

Prima sentiamo cos’ha da dire il Sig. Valentini.

xx

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 15:07

PER CHI AVESSE SCORDATO LA CITAZIONE DI ANDREA…………
HO PENSATO DI RINFRESCARVELA SE NON ALTRO PERCHE’ NOTO TROPPO INTERESSE PERSONALE

Fatti e non solo parole, la nostra stessa “essenza” è il messaggio migliore.

Cerchiamo di non lasciare troppo spazio alla materialità nella nostra vita, ne diverremo schiavi, ‘Guardate gli uccelli del cielo … Osservate come crescono i gigli del campo…’ (Mt 6,26.28).

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? (…) Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

……non è solo poesia, non solo parole al Vento, è ovvio che dobbiamo preoccuparci del nostro domani, ma non farne la nostra tomba.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI GLI AMICI MARINAI…..FATTI NON SOLO PAROLE ALTRIMENTI SCENDIAMO AL LIVELLO DI COLORO CHE HANNO CREATO TUTTO QUESTO SCEMPIO.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 15:27

Leggendo i commenti di oggi mi è venuto in mente di raccontare una giornata tipo di un lavoratore della terra. Premetto che io vivo in un paese di campagna, anche se ormai di vera campagna in Italia c’è ne rimasta poca, e qualcuno lo conosco personalmente ed altri li vedo.
Parlerò di qualcuno che non ha molta terra, ma abbstanza da predendere degli adeguati contributi dallo Stato che gli permettono di campare. Questa persona si alza alla mattina (oggi no che piove e ci si bagna) ed a seconda della stagione e della giornata lavora la propria terra e semina quello che gli viene raccomandato da chi gli dà i contributi; poi aspetta che le sementi crescano, ne raccoglie i frutti e li vende ai centri di raccolta agricoli.
Nel frattempo nei tempi morti dell’agricoltura si dà da fare e magari si coltiva il proprio orto o alleva animali oppure si trova qualche lavoro fuori dalla sua azienda. Cosi a fine anno si è messo da parte un buon gruzzoleto; a meno chè non si sia fatto prendere la mano dal “business” ed abbia avuto la pessima idea di fare debiti per ampliare l’azienda agricola.
Non mi sembra tanto male come vita e lavoro, alla faccia della fabbrica.

SD

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 16:19

Sd Spiegami allora come mai noi compriamo la frutta ortaggi e tante altre verdure a prezzi stratosferici?
Se non ci guadagna l’agricoltore( su questo spero nessuno avrà niente da ridire), lavora e suda per 4 ceci ,chi ci guadagna tantissimi ceci?

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 16:30

Per Guido
COOPERAZIONE: ONG A BERLUSCONI, CRISI NON ALIBI A TAGLI
I tagli ai fondi per la cooperazione allo sviluppo decisi nella Finanziaria 2009 “causerebbero una riduzione complessiva delle risorse di circa 400 milioni di euro: numeri che porterebbero l’Italia all’ultimo posto in Europa per l’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) dei Paesi piu’ poveri del mondo”. In una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le ong della Coalizione italiana contro la poverta’ (Gcap) e personaggi dello spettacolo -da Bono a Scarlett Johansson, da Colin Firth a Miguel Bose’, Bob Geldof, Antonello Venditti e Lorenzo Jovanotti- chiedono al governo di “mantenere gli impegni presi in ambito internazionale”. La missiva, pubblicata oggi e domani dal Sole24Ore, sottolinea che “nonostante l’attuale crisi finanziaria, Paesi come Francia, Spagna e Germania non stanno riducendo i fondi per lo sviluppo, come invece fa l’Italia”. Da qui l’appello al premier “affinche’ scongiuri i pesanti tagli” all’Aps. “Il contributo della cooperazione italiana”, si legge nella lettera, “e’ fondamentale sia alla politica estera del Paese sia allo sviluppo economico generale. Alla vigilia di importanti appuntamenti internazionali che vedranno l’Italia protagonista, primo tra tutti la Presidenza italiana del G8 2009, l’Italia non puo’ permettersi di perdere credibilita’”. Nel testo si ricorda, infine, che “a conti fatti centrare gli Obiettivi Onu di Sviluppo del Millennio concordati per il 2010 costerebbe a ogni italiano meno di mezza tazzina di caffe’ al giorno”.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:07

Sd Spiegami allora come mai noi compriamo la frutta ortaggi e tante altre verdure a prezzi stratosferici?
Se non ci guadagna l’agricoltore( su questo spero nessuno avrà niente da ridire), lavora e suda per 4 ceci ,chi ci guadagna tantissimi ceci?

SD, se non ricordo male si è detto “lavoratore in edilizia” e quindi non ti può rispondere.
Lo faccio io che di mercati- ortofrutta ne mastico un po’, ma lo voglio fare ponendo ai marinai alcune domande:
1° dove vanno a comprare i consumatori oggi?
2° come pagano uscendo dai supermercati?
3° sapete a quanto pagano le svariate catene di supermercati?
4° dove li mettono i contanti che ogni giorni girano fra le mani dei queste catene?
5° avete un idea di che cosa sono le piattaforme dei vari gruppi?
6° avete un idea di che cos’era il mercato-ortofrutta 30 anni orsono?
7° conoscete quali sono i costi dei trasporti che incidono sugli spostamenti dei generi ortofrutticoli che viaggiano tutti in mezzi frigoriferi ?
8° sapete che la commercializzaione e la distribuzione dell’ortofrutta è marcia fino al midollo?
9° pensate che il prezzo migliore lo si trovi nei supermercati?
10° sapete che il produttore non si fa assolutamente ricco a produrre anche se incentivato a farlo con aiuti?
11° vi siete mai chiesti perchè mai si acquistano pochi grammi di insalata già pronta in buste solo da mettere in terrina,salare ed oliare pronte per il consumo?
12° quante donne sanno ancora fare una minestra senza prendere la busta già pronta,magari surgelata?
Cari marinai tutto questo ci costa un occhio della testa e si dice che non si arriva a fine mese con uno stipendio di 1500 euro .
Non ci si arriva a fine mese perchè non si sa comprare,non si sa preparare il pranzo e la cena,non ci siede più a tavola coi propri figli,non si parla più con loro e si scodellano tutti piatti pronti che scontano il lavoro altrui ………a quanto lo vogliamo calcolare all’ora???
Quando le donne torneranno a fare le mamme e le massaie vedrete che anche in tempo di crisi ed anche con solo 1500 euro si può campare!!!
Non rimarrà nulla per il risparmio ma si può campare!!!
Quella che scrive è donna, è finalmente uscita allo scoperto, ha oltre 60 anni e ne ha tante da raccontare sul settore dell’ortofrutta e della multinazionali che lo tengono in mano.
Il loro potere glielo abbiamo consegnato tutti quanti noi non sapendo acquistare cercando fragole a Natale e pesche a Capodanno.
Occorre educare all’acquisto ed al consumo, e informare quali sono i prodotti di stagione ed imparare a mangiare cosa ci dà la terra,ritornando a lavare l’insalata e gli spinaci, senza prendere al volo una busta da buttare in terrina o nella pentola.

ccp

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:22

Siamo alla fine dela telenovena o all’iniziodel teatro dell’assurdo?

ROMA – La Cai non presenta più l’offerta vincolante per Alitalia. La compagnia di bandiera corre verso il fallimento. Dopo l’accordo di settembre che sembrava aver chiuso positivamente la questione e dopo un mese di trattative di merito, l’ultimo tentativo di arrivare a un’intesa, si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi. Davanti al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in vesti di mediatore-notaio, Gianni Letta, si sono trovati i rappresentanti di otto sigle sindacali, il presidente e l’amministratore delegato di Cai Roberto Colaninno e Rocco Sabelli e il commissario Alitalia, Augusto Fantozzi.

Risultato a metà negativo: Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il protocollo d’intesa che Letta ha presentato come ultima spiaggia non più mediabile, ma i rappresentanti autonomi dei piloti (Anpac, Up) e degli assistenti di volo (Avia e Sdl) hanno detto di “no”. “No” deciso e non modificabile, nonostante gli avvertimenti di Letta e Fantozzi (“siamo sull’orlo del baratro”) e della minaccia di Colaninno di ritirare l’offerta di Cai.

Detto e fatto: incassate quattro firme su otto (le quattro mancanti rappresentano però la maggioranza dei dipendenti Alitalia) Colaninno e Sabelli hanno raggiunto la sede di Intesa-San Paolo per il consiglio di amministrazioine Cai. La risposta è arrivata dopo neanche due ore: “Cai non presenterà l’offerta vincolante per Alitalia”. Salvo miracoli è il fallimento.
(31 ottobre 2008)

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:32

Un molte grazie a ccp #20, altrimenti mi avrebbero cotto a vapore (scherzo).
Dovete leggere attentamente e non fatevi prendere dalla rabbia, quello che ho scritto; io parlo di UN LAVORATORE DELLA TERRA che ha ina piccola azienda agricola in pianura e quindi a MONOCOLTURA. Il resto lo dovete leggere nel post 20 di ccp (bravissima).
I contributi all’agricoltura con cosa li paghiamo ??????
Siamo proprio messi bene, non vi pare.

SD

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:40

Non ti avrei cotto SD, al massimo bollito sono la tua coscienza del caos .
Grazie ccp

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:50

P.s
al post 23
Correggo: grazie ccp con grazie a ccp.
W L’entropia.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:50

Ok, ma al massimo nell’acqua a 42,5° C, che già brucia tantissimo.

SD

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 17:51

Carissimi compagni di viaggio, vi chiederete cosa ci fa una nonna con voi,me lo chiedo anch’io………..e mi dico da sempre che nulla accade per caso!!!!
Mi è piaciuta immensamente da subito l’aria che si respirava su questo blog, e mi è piaciuto Andrea.
Dato per scontato che nulla accade a caso vediamo se tutti quanti noi marinai (mozzo a 60 anni forse è troppo) vediamo se con Andrea riusciamo a mettere insieme qualche idea che costruisca un futuro ai vostri figli ed ai miei nipoti.
Ho risposto di getto,perchè toccata nel vivo, non mi firmo perchè nel settore mi vedono come il fumo negli occhi e con l’aria che tira non è opportuno………..non ancora; ma lo sarà presto!
Ognuno di noi deve tirare fuori il meglio che ha dentro per il bene di tutti!!!
Buona serata a tutti

ccp

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:01

SD adesso ricorderai chi sono forse.
Ciò che vivremo nel futuro potrà determinare il nostro passato?
In fondo per per tutte le grandi teorie dela fisica, dalla gravitazione, alla meccanica quantistica, passando per l’elettromagnetismo e la relatività dovrebbe essere così, il tempo dovrebbe essere completamente reversibile e simmetrico per avere risultati coerenti, quindi se il passato determina il futuro deve valere anche il contrario, non c’è alcun motivo per cui non accada. In realtà noi abbiamo la sensazione che non sia così, per cui ecco che per spiegare l’evidente freccia del tempo che sta alla base di ogni processo termodinamico e chimico è stato necessario introdurre l’entropia. Ma cos’è davvero l’entropia? E’ legata solo all’apparenza sensibile dell’universo che non scaturisce da alcuna vera necessità razionale, e quindi ha l’irrealtà di un miraggio posticcio, per dar ragione dell’apparente asimmetria, oppure è la realtà stessa nostra e del mondo a cui nessuna teoria fisica riesce di per sé a dar convincente spiegazione? Come e da cosa salta fuori l’entropia nell’universo? (In fondo un universo non entropico sarebbe stato quasi infinitamente più probabile, dice Penrose, anche se noi non avremmo mai potuto esserci
Ma nella meccanica quantistica, per via del principio d’indeterminazione di Heisenberg, e nella recente fisica del caos, per via del cosiddetto “effetto farfalla”, cioè dell’amplificazione non-lineare degli errori nelle misure, si introduce una decisiva incertezza nelle condizioni iniziali, per cui non possiamo mai realmente fare previsioni deterministiche, ma soltanto stocastico-probabilistiche. Le previsioni deterministiche sono possibili soltanto nelle situazioni semplificate della fisica classica lineare, come il pendolo senza attrito o il problema dei due corpi in presenza di forze centrali. In definitiva quando ci confrontiamo con la reale complessità dei fenomeni naturali, la capacità di guardare indifferentemente nel passato e nel futuro grazie alle nostre descrizioni teoriche è fortemente limitata.
Tutto questo conduce ad un’asimmetria temporale dei fenomeni assai più radicale di quanto non accada nella fisica di Newton e di Boltzmann. A livello quantistico è impossibile recuperare l’informazione microscopica “dispersa” nello stato di ogni singola particella del sistema, proprio per via del principio di Heisenberg. Questa incertezza è fonte di imprevedibilità sia nel futuro che nel passato: partendo da un set di misure adesso non è possibile ricostruire lo stato iniziale di un sistema; l’indeterminazione aumenta nella direzione del “prima” e del “dopo.

Ciao SD alla prossima

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:18

Il post n° 27 ha dimenticato di chiudere il suo discorso, lo farò io:
….con questo cosa volevo dire, non lo so, pero i fatti mi cosano.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:20

Io non sono laureato in fisica e matematica (chissà un domani), ma un giorno ero seduto in una sedia e la mia mente comincio ad elaborare le mia piccole conoscenze della materia e mi disse “se fosse così allora non servirebbe muoversi”. poi ho dimenticato tutto.

SD

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:34

SD eri seduto in una sedia (oppure sulla sedia) le tue piccole cononscenze della materia(quale materia:italiano,storia od altro).
Ciao e scusa se mi diverto un poco oppure con poco eheheheheh.

Ciao

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:35

SD ,vuoi un consiglio della nonna ??

impara a coltivare frutta e ortaggi,non per venderli ma per mangiarli, di laureati già ne abbiamo troppi………ci mancano quelli che sappiano sfamarci domani e, mi dispiace non ci sfameremo nè con la fisica nè con la matematica, non se ne abbiano i laureati ma torno alla pratica: quanti di noi sanno coltivar patate?

non dimentichiamo che i nostri italiani prigionieri in campi tedeschi camparono anni con due patate bollite al giorno.

abbiate pazienza ma sono nonna e vecchia quindi…………..

Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:42

Condivido quello che dici ccp ,
anch’ io sostengo che qui si respira una bella aria!
E…soprattutto
credo nel consumo critico..nel locale…nella stagionalità,
non da oggi, non per crisi..ma per scelta..
come il Capitano, come tanti compagni di viaggio.
Amo e credo nel Bio, non come moda e tendenza,
lo professo da 2O anni.
Quando è stato, è stato come questo viaggio..qualcosa che ti penetra e va oltre le parole…
Vogliamo fare san Tommaso, che non crediamo se non ci mettiamo il naso..
allora oggi mi va di proporvi un’ esperimento..
Ci sarà nella Vostra Città un negozio specializzato in prodotti Biologici, o
andate nei mercatini di prodotti locali senza coltura intensiva,
acquistate a scelta alcuni prodotti, gli stessi che acquisterete in un grande distribuzione…
assaggiate prima un prodotto poi l’ altro..vi assicuro che noterete la differenza .
Pensate, io stessa ero scettica, ho eseguito questo esperimento con le noci..
Le noci ? mi sono detta , come può essere, sono tutte uguale bio e non.
No invece sbagliavo, quelle della grande distribuzione erano li bellissime senza un’ imperfezione..forse sbiancate…quelle Bio, brutte un guscio orrido..ma ragazzi di un buono..
.. di un buono..che non smettevo più di mangiarle.
Non è nuovo, ma forse mai risaputo abbastanza che il trattamento dei cibi e le tecniche di
raffinazione compromettono se non distruggono il contributo nutritivo, come le
tecniche di coltivazione intensiva che portono alla demineralizzazione della terra…
Agenti chimici utilizzati nelle coltivazioni, inquinanti ambientali si inseriscono nella catena
alimentare distruggendo ulteriormente il valore nutritivo dei cibi e indebolendo
i nostri meccanismi di dissintossicazione-
E..poi non è vero che i cibi Biologici costano una fortuna..dipende..
Avendo più potere nutrizionale si necessita di minor quantità di cibo e per
di più ottima qualità…e..la qualità si paga…
Del resto. ..
SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO..E SIA IL CIBO LA TUA MEDICINA
(NON LO DICEVA FORSE Socrate..nulla di nuovo quindi, la saggia antichità,
come sempre, insegna!)
Modificando la composizione della spesa verso scelte più salutistiche si arriva perfino
a risparmiare…
“Uno studio condotto nel 2003 dell’ università di Washington, su bambini dai
2 ai 5 anni, ha rilevato che un’ alimentazione a base di cibi biologici può ridurre
drasticamente l’ assimilazione di pesticidi organofosfati…
Non è un buon motivo per pagare qualcosa in più…
E’ ancora possibile mangiar bene, senza per questo
depauperare le proprie finanze o produrre costi esterni extra che cacciati dalla porta,
rientrano dalla finestra.
PER LA QUALITA’ NON SOLO BISOGNA PAGARE DI PIU’
IN PRIMO LUOGO BISOGNA PRETENDERLA!!
E voi cosa mettete in tavola questa sera? Magari una pizza surgelata?
IL CAMBIAMENTO DI MENTALITA’ PASSA ANCHE
PER UN CAMBIAMENTO DELLE PROPRIE ABITUDINI ALIMENTARI….
E VICEVERSA

P.s. anche in questo mondo chi persegue solo il profitto è sempre in aguato
ma è l’ attenzione ..la conoscenza..la consapevolezza..che non deve mai mancare .
I “macigni sul cuore, di cui parla il Capitano, in un altro post,
saranno tanti..sono tanti ..lungo il cammino…
ma questo non fa altro che aumentare la caparbietà alla ricerca di ciò che è etico
di ciò che è rispettoso dell’ uomo e dell’ ambiente, dandoci sempre la forze
di esigere e denunciare..
Questo, se vogliamo possiamo farlo…non è un’ utopia…
perché la forza di questi stili di vita sobri, del bio…
di un’ alimentazione più sana..più attenta più tradizionale,
esprimono la tensione continua
alla ricerca, sempre nel rispetto dell’altro, sempre in condivisione
mai rifugiandosi altrove.
Una tensione verso l’ altro , chiunque esso sia, come dice bene il Capitano,
una tensione verso un mondo migliore, partendo appunto dal migliore noi stessi..la nostra alimentazione..il nostro pensiero..il nostro sentire..evitando di inaridirci
perdendo la capacità di amare nel senso più ampio del termine.
Nessuno ha la pretesa che questo sia il modo per eccellenza, quello “giusto”..
ma è l’ unico che per ora conosco, per esperienza,
assai meglio di quello in cui ero immersa 20 anni prima…
solo queste scelte…. come questo viaggio, mi donano tanta serenità..
Se così è, val la pena
denunciare tutto cìò che è mistificazione e che si presenta sotto false spoglie
partendo anche e soprattutto da ciò che mangiamo!.
(E’ tempo di zucca!…)

..I Nostri Capitano, sono solo piccoli..umili contributi,
ad un grande, grandissimo Viaggio!..

Ciao… Buona Serata a Tutti e buona Cena, Bio è meglio…..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 18:53

Qualche cifra aiuterà a capire. Nell’anno accademico (2002- 2003) le Facoltà che fanno la parte del leone nel reclutamento di nuovi iscritti sono Lettere e Filosofia (con 54 mila iscritti e passa), Economia (44.500), Ingegneria (38 mila), Giurisprudenza (36 mila). La composita Facoltà di Scienze (dove sono allocati i corsi di laurea di fisica, chimica, biologia, matematica, eccetera) raggiunge soltanto la metà (27 mila) degli iscritti di Lettere. Cifre bassissime raccolgono poi tutte le rimanenti Facoltà scientifiche. Insomma, solo Ingegneria, peraltro la più applicativo-professionale fra le tecnico-scientifiche, continua ad avere una discreta capacità di attrazione. Né devono essere scambiati per un rovesciamento del trend i contenuti aumenti di iscritti che le Facoltà scientifiche hanno registrato a causa del passaggio della riforma che ha introdotto la laurea triennale. Quella riforma ha scatenato un boom generalizzato di iscrizioni dovuto alla diffusione della (sciagurata) idea secondo cui gli studi universitari sarebbero oggi «più facili» di prima. Ma è stata Lettere e Filosofia (con un balzo spettacolare) a beneficiarne maggiormente. A Chimica, a Fisica, a Matematica, si continua, in quasi tutti gli Atenei, a vivacchiare con pochi studenti.
Le cause sono complesse. Si va dalla scarsa preparazione in matematica di tanti giovani al momento della scelta della facoltà, ai pregiudizi antiscientifici diffusi nel Paese (che contribuiscono a spiegare anche il disinteresse della classe politica per la ricerca scientifica), al declino di interi comparti industriali (perché iscriversi a Chimica se l’industria chimica italiana non c’è più?). Il risultato è un circolo vizioso: lo spettro del declino industriale e il cattivo stato della ricerca scientifica in Italia tolgono ai giovani lo stimolo per tentare carriere in ambito tecnico-scientifico e, a sua volta, la mancanza di scienziati e tecnici promette di favorire il declino.
Forse, se la smettessimo di ripetere che abbiamo pochi laureati e guardassimo con più attenzione ai fatti, potremmo cominciare a ragionare sui rimedi.

Corriere della Sera, 22 settembre 2003

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 19:10

Sono passati ben 5 anni dal 2003.
Lo sapete quanti sono gli iscritti a Veterinaria oppure ad agraria pochissimi.

leggete questo non c’era ancora la Gelmini.
Ad Agraria 148 professori e le matricole appena 246
“Università, record di incarichi: ecco il dossier che accusa” – articolo di Giuliano Foschini apparso sulla Repubblica di Bari del 30 gennaio 2008.
La facoltà di Agraria dell´Università di Bari non è Berkley. Ma è molto meglio di Berkley: l´ateneo californiano si vanta infatti di avere il miglior rapporto studenti-professori di tutte le università pubbliche statunitensi, e cioè 1 docente ogni 15 allievi.

Ad Agraria a Bari fanno molto di più: per ogni studente e mezzo che si iscrive al primo anno c´è un docente di ruolo che pensa a lui. Ci sono infatti 148 professori a fronte dei 246 iscritti nel 2006-2007, e volendo contare tutti gli iscritti il rapporto è infinitamente migliore rispetto a quello dell´ateneo americano. Un successo, quindi.

Che però assomiglia un po´ a uno spreco, così come ricostruisce il Nucleo di valutazione dell´ateneo nella relazione consegnata la settimana scorsa al Senato accademico. Nel riprogrammare l´offerta formativa per i prossimi anni con il taglio di una ventina di corsi, i docenti incaricati della ricognizione fanno notare come negli ultimi anni tanti corsi – nati dopo la riforma universitaria del 3+2 – non hanno avuto, per usare un eufemismo, un grande successo di pubblico. Quattordici addirittura non avrebbero nemmeno superato (facendo una media delle iscrizioni negli ultimi tre anni) la sogna minima indicata dal ministero di venti iscritti all´anno.

Economia e management delle organizzazioni marittima, a Brindisi, ha avuto per esempio negli ultimi tre anni una media di due immatricolati. Stesso numero per il corso di Scienze e tecnologie per l´ambiente e il territorio di Taranto. Ci sono cioè professori che insegnano a due alunni, due. Sono sedi distaccate, si dirà. Ma non è sempre così.

Ritornando alla facoltà di Agraria, emblematico è il caso della laurea specialistica in Scienze e tecnologie delle produzioni vegetali. Al primo anno sono in calendario ci sono 14 esami. Diciotto l´anno successivo, per un totale di 30 docenti impegnati nelle lezioni. Bene, quanti sono gli iscritti degli ultimi tre anni? Undici. Sette nel 2006-2007, due nel 2005-2006 e due nel 2004-2005. Non fanno meglio molti altri corsi simili, tanto che la facoltà ha deciso di non riproporli: Scienze dell´ingegneria agraria ha complessivamente otto iscritti negli ultimi tre anni, medicina delle piante 19, agricoltura sostenibile e sviluppo rurale 16, gestione dell´ambiente e del territorio forestale 14. Il caso di Agraria è il più clamoroso.

Ma non mancano certo altri corsi con più professori che alunni. Economia e management delle organizzazioni marittime, per esempio, è stato istituito nel 2006 e il primo anno non ha fatto certo il botto: due iscritti. Ma anche Statistica per le decisioni socio-economiche e finanziarie, corso di laurea specialistico a Bari, stenta: 10 immatricolati nel 2004, 12 nel 2005 e 11 nel 2006. Problemi anche a Lettere, sia per corsi tradizionali sia per quelli innovativi. Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale lo corso anno ha immatricolato 24 persone, e negli anni precedenti aveva avuto 14 e 13 iscritti. Male Filologia e letteratura dell´antichità che negli ultimi tre anni è stata scelta da 21, 7 e 8 persone. Tredici ragazzi scelgono il corso di laurea in storia, otto appena vogliono fare gli archeologi.

A Scienze matematiche non mancano i corsi di laurea poco frequentati: Biologia ambientale ed evolutiva ha una media di cinque iscritti negli ultimi tre anni, il record per Scienze della natura è stato il 2005-2006: quattro iscritti. La stessa performance è stata raggiunta l´anno dopo a Taranto dal corso di laurea in Scienza e tecnologia per l´ambiente e il territorio. La facoltà di Scienze della formazione ha invece il problema rispetto ad Agraria. «L´organico dei docenti – scrive il Nucleo di valutazione – è dal punto di vista quantitativo assolutamente insufficiente per il soddisfacimento dei requisiti minimi per i corsi». Nell´anno accademico 2006-2007 si sono immatricolate 2.708 persone a fronte di un corpo docente (tra ordinari, associati e ricercatori) di 104 unità. Il rapporto è di 26 iscritti per ogni docente, più di 25 volte superiore rispetto a quello di Agraria.

Proprio sulla base di queste sperequazioni e casi limiti, il rettore Corrado Petrocelli ha deciso di riorganizzare il sistema così come indicato dal ministero. «Una serie di corsi sono spariti – dice – altri sono stati riaggregati in due o tre. Per risolvere il problema di Agraria dove c´è effettivamente un dato statistico, stiamo cercando di creare nuove offerte come il corso di laurea in Beni enogastronomici insieme con la facoltà di Lettere». Ma perché tanti sprechi? «La riforma universitaria del 3+2 ci ha fatto lavorare al buio. Ora noi stiamo cercando di correggere la rotta mettendo anche dei paletti da un punto di vista del contenimento del personale: assumiamo soltanto quando serve ed è passato il principio per cui i professori a contratto non possono essere più di quelli di ruolo».
(30 gennaio 2008)

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 19:38

Ragazzi, occhio al bio ed anche all’equo solidale………….

I prodotti biologici dovrebbero essere prodotti lontani da contaminazioni e così non sempre è!

Una volta registrati negli albi ministeriali dei produttori biologici i controlli sono sporadici.

Avete notato quante agenzie che rilasciano attestato biologico sono nate nell’ultimo decennio ??

Quanto all’equo solidale: cito solo la FLO , per alcuni frutti di circa 18 kg. netti/collo applica 1,00 euro per rilascio del bollino agli operatori registrarti equo solidali. Palate di euro incamera FLO (appena ho tempo faccio due conti su alcuni tipi di frutta bio-equosolidale a marchio FLO e vi informo ),ovviamente deve mantenere l’organizzazione che si è creata ……. poi quel che cresce viene distribuito.

Gli organismi di controllo devono essere snelli con pochi costi se vogliamo veramente che chi produce ne tragga ampio beneficio e che non riceva solo briciole, altrimenti aggiungiamo solo “ministeri a ministeri” personale a personale oltre a quelli che già dobbiamo mantenere.

Infine se vogliamo arrivare a mangiare frutta e verdura coltivata con concimi organici…. tutti devono convertirsi a queste colture altrimenti i disifenstanti chimici irrorati su di un campo si propagano a quelli vicini e di bio rimane solo l’etichetta.

Un’ultima cosa: senza concime non crescono nè frutta nè ortaggi, senza disinfestanti la frutta marcisce quindi …………….consiglio della nonna: comprare mele tenerle in casa almeno 15 giorni prima di mangiarle,i pesticidi irrorati poco prima della raccolta dopo 15 gg non sono più attivi,lo stesso dicasi per l’uva ma questa va appesa in aria,magari in cantina, non lasciata in frigo nè in cucina……….l’uva è quella che è maggiormente trattata e mangiando anche la buccia è la frutta che occorre consumare con un occhio di riguardo.

Per le pere Abate (quelle lunghe)in vendita in questa stagione viene fatto un processo di maturazione forzata,per cui dopo 2/3 giorni sono gialle e l’accorgimento di aspettare 15 gg prima di mangiarle non può essere adottato.
Se si aspetta ad acquistarle fra una quindicina di giorni sono con maturazione naturale.

Altro consiglio della nonna la frutta che si compra etichettata bio, se non ha qualche tarlo e non si deteriora nel tempo è stata di certo trattata….con sostanze permesse,non troppo nocive, ma pur sempre trattata.

bene, la nonna potrebbe aver stufato con i consigli,così come sono tutte le nonne un po’ noiose…..

E per ultimo …….le zucche usiamole per la minestra e non per la festa di Halloween……..è molto meglio……..

Adesso veramente vi saluto tutti, è bello stare in vostra compagnia, ma è ora di andare a preparare la cena ………e non sarà pizza surgelata ma quella fatta dalla nonna, costo per 6 persone non più di 2 euro di materia prima e non so quanto di energia……

ciao e buona festa di Ognissanti a tutta la ciurma .

ccp

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 19:39

Riflettete, siamo in Puglia una volta considerata il granaio del Sud, oltre ad avere una buona produzione viticola.
Iscritti Agraria 246

Iscritti :Scienza della formazione 2708

Scritto il 31 ottobre 2008 at 19:41

E’ un fervore di umanità che pulsa in questo veliero, sempre e comunque nel segno del rispetto, un’Umanità che piano piano si rende consapevole, si informa, scende negli abissi del nulla, intravede nelle tenebre di questo sistema, uno spiraglio di luce, che cerca di uscire dalla ruota del criceto per assaporare l’essenziale spesso invisibile agli occhi.

Che si tratti dell’ottavo nano e di una fetta di mortadella, la sostanza non cambia, come scrissi molti mesi fa ognuno di noi è prestatore di ultima istanza nei confronti dei nostri fratelli che soffrono, nessun governo, nessun politico ha la mia fiducia dopo aver per anni calpestato le promesse di un giorno, aiuti ai paesi in via di sviluppo, parole scritte sulla sabbia portata dal vento……parole che percorrono i giri d’aria del Parlamento, stanze vuote dove spesso le leggi sono per gli amici degli amici e per la gloria.

Per quanto riguarda la vicenda VW nulla di nuovo all’orizzonte, neanche le grida disperate su possibili manipolazioni di mercato, bolle di sapone che escono ad ritmo alternato, guerre tra hedge funds e banche d’investimento, tra la finanza derivata e quella demenziale, che ormai ha distrutto quella tradizionale……oggi le aziende spesso sono covi di alta ingegneria finanziaria, tra swaps e derivati, nessuno sa più cosa è un sistema di produzione o il volore aggiunto della creatività produttiva.

Un mondo virtuale, costruito nell’esaltazione collettiva di dementi finanziari, parassiti che non conoscono il lavoro della terra che vivono di impunità in fondo distruggere oggi un’azienda non porta a nessuna pena, depenalizziamo tutto……..

Per il resto è un gran Casinò, per drogati finanziari dal quale consiglio di stare alla larga sino a quando non ritroverà il senso antico di luogo di investimento dove far crescere un sogno innovativo!

Ecco il senso di un investimento etico, sapere dove e come vengono impiegati i miei risparmi, costa fatica ma in fondo rende consapevoli e non semplici spettatori di una guerra infinita, guerre commerciali o finanziarie che siano.

Buona Serata e benvenuta cara nonnina, oggi più che mai il Veliero entra nella leggenda popolare……

Andrea

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 20:06

ciao capitano, belli i post 27 e 28, perche’ rispondono al post 29 (e non il contrario). Infatti, siccome il tempo non aumenta e non diminuisce, si dimostra che anche restando seduti sulla sedia, non sarebbe successo altro che quello che e’ effettivamente successo….
chiaro?
un saluto a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 20:22

Una proposta a futura memoria: quando tutto’sto casino sarà più chiaro (diciamo tra un sei mesi, in primavera) perché non facciamo una festa di Icebergfinanza? Un RAVE???

Guido

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 20:31

Per #30 e #38 No comment. Se avrò il tempo, la prenderò la laurea in fisica.

SD

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 20:40

SD va bene anche una laurea in Filosofia se conosci Aristotele capirai.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 20:40

Vorrei sapere che cosa succederà delle potentissime multinazionali in questa crisi. Non se n’è parlato.

Stella

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 21:34

SD anche un personaggio discutibile come SOROS annovera e lo ripete spesso tra i suoi maestri e anche suo professore all’università Karl Popper(Uno dei maggiori filosofi del 900, era epistemologo)
Karl Popper fa parte dei talenti che l’Austria ha sparso in giro per l’Europa nel 900
Un’altro grande resta: WITTGENSTEIN per chi si interessa di linguaggio, il suo Tractatus logico -philosophicus,resta una pietra miliare.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 21:34

Stamattina al mercato generale ortofrutticolo: 1 cassetta di lattuga 2 euro, 1 cassa di melanzane 2 euro, 1 cassetta di mele renette 6 euro. Ma quanto danno al contadino???
Comunque adesso il mio problema è aspettare 15 giorni per consumare le mele…:-)
Oggi a Geo & Geo ho visto un terrificante servizio sulla globalizzazione del pollo. Detto così fa ridere, ma tra le righe si capiva che l’aviaria potrebbe essere stata “gonfiata”ad arte per favorire, con la scusa dell’igiene, le multinazionali, a scapito dei piccoli allevatori; hanno fatto vedere un’azienda tailandese che ha 20.000 dipendenti, che lavorano 12 ore al giorno, per 3 euro complessive, a squartare polli, preparando i bocconcini che diventano le crocchette dei fast food. A parità di peso, un pollo ruspante vive 1 anno, contro i 45 gg del pollo d’allevamento, ricco di grassi ed acqua, e perciò meno costoso….La cosa che mi ha fatto più rabbia è sapere che le parti di pollo meno pregiate, che noi in Europa non utilizziamo, vengono congelate e mandate in Africa, imposte con vari ricatti (se non prendi i nostri scarti non ti diamo i fondi) e così si provoca il tracollo dei piccoli allevatori locali. (E lì poi fanno la fame, non hanno mica i sussidi come da noi!).

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 22:14

Stella, mi sembri angosciata e stressata. Forse potresti cercare di rilassarti e godere di più lo spirito e il clima dei “commenti”. E l’agricoltura dovrebbe essere tra le tue passioni.

Che ti importa la sera della vigilia di Ognissanti (alle 20:40!) di che fine faranno le potentissime multinazionali? Ripensaci settimana prossima con tutta tranquillità… ;-)
Stella, partecipa della serenità che aleggia nel blog, prova ad “assaporare l’essenziale spesso invisibile agli occhi”…

Persino Andrea mi sembra particolarmente contento (o soddisfatto, forse?) questa sera.

E io mi sono trascritto queste sue parole, di un post di qualche giorno fa, per rileggerle di tanto in tanto su:
“Io credo in ciò che vivo, credo a tutti coloro che lavorano principalmente al servizio dell’uomo, diversamente eviterei di condividere delle utopie.” E, in particolare, mi rimbalzano nella testa vuota estremizzate all’infinito “credere” e “vivere”, slegate tra loro, quasi antitetiche.

Cerco di proseguire un dialogo che forse esiste solo nella mia immaginazione e solo con me stesso. Tra i vari interventi mi pare di trovare a volte delle “risposte” o delle sollecitazioni.
Fantasie, forse, che in ogni caso mi stimolano a continuare a riflettere.

San Tommaso – richiama Valentina.
San Tommaso – richiamava in altri termini Andrea.
Coincidenze? Forse. Sotto altri punti di vista si potrebbe azzardare addirittura una sorta di “sintonia”. O banalmente è un’associazione (segreta) di idee.

“Tu non possiedi la Verità, ma è la Verità che possiede te.”
(De Veritate – S. Tommaso d’Aquino)

La mia riflessione potrebbe approdare alla ricerca della “capacità di vedere l’essenziale che è invisibile agli occhi” come stimolo per leggere il mondo con uno sguardo differente o come riflesso di ciò che emana da me stesso, dal mio comportamento, dal mio modo di essere e dalla mia essenza? Cos’è l’essenziale che è invisibile agli occhi?
I legami che uniscono le cose o le relazioni tra me e il mondo…. O io stesso, i miei percorsi mentali (evidentemente come Frankestein Junior mi devono aver installato il cervello di quel tale di nome A.B. qualcosa tipo Normam o Normal…)

L’occhio umano vede ciò che vuole vedere, e la sua visione è condizionata anche dal vissuto e dalla cultura della persona. L’immagine che si forma nel cervello è dinamica, prodotto dell’intelligenza e della cultura del soggetto oltre che dal suo occhio

Tecnicamente questo è “vedere”, non una visione nè una fotografia della realtà hihihi…

Sta sera ci sarà Mari (la mia amica spagnola) e vedremo se ne viene fuori qualcosa :-) camminando su prati verdi con un bicchiere di buon vino tra le mani.

Raga, buona giornata.

Andrea, ciao.

Marco Colacci :-)

Scritto il 31 ottobre 2008 at 22:14

E..si..# 44 ..una grande, immensa rabbia,
perchè tutto ciò, è parte del Grande Delirio di Onnipotenza
che contagia le Nostre Vite…
..”si dimentica la prima regola dell’ alimentazione umana: il legame biologico
e antropologico-culturale con l’ aria, l’ acqua e i frutti della propria terra, la connotazione popolare e tradizionale di ogni sana nutrizione umana.”( Nico Valerio, l’Alimentazione Naturale).

Nel mio#32
è Ippocrate di Kaos( 460-377 a. C)
che diceva:
Il cibo sia la tua medicina
la medicina sia il tuo cibo.

Valentina

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 22:33

Non sarà facile il passaggio dall’edonismo all’eudemonismo ma bisognerà almeno tentare, ognuno con il proprio granello di sabbia sino a formare una spiaggia.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 23:01

#43, Pero mi sembra che SOROS abbia una cattiva fama, in fatto di finanza, almeno da quello che si legge in una parte dell’informazione. E sarà meglio tenerlo d’occhio, anche se non ricordo perchè.

SD

Scritto il 31 ottobre 2008 at 23:09

Belle le Tue parole Marco C., come pure il tuo pensiero#..47
che mi ha ricordato le parole di Ray Grigg :


Perfino i ciottoli sulla spiaggia capiscono.
si frantumano e si levigano con le onde,
diventano sabbia e quasi un
tutt’ uno con il flusso del mare.
La cedevolezza è la natura dell’ acqua.
L’ acqua è la natura del Tao.
Ma ogni cosa sa che resistere con accanimento alla natura delle cose è inutile.
Perfino la durezza della pietra conosce la natura dell’ acqua.
Sii come l’ acqua che si muove secondo la natura del Tao.
Oppure sii come i ciottoli che si frantumano e si levigano trasformandosi
in sabbia impalpabile.
Dalla nascita fino alla resa della morte, c’ è tempo sufficiente
per apprendere la natura dell’ acqua.

…..

I sassi frantumati non s’ aggiustano.
Ma la sabbia della spiaggia lentamente si riversa dietro al piede
che l’ ha separata e i solchi delle onde si ricongiungono dopo il passaggio di una barca.
La saggezza della sabbia è la durezza della pietra che comprende la natura dell’ acqua.
Sii forma che tende verso l’ informe.
Cedi e prevarrai.
Spezzati e rimarrai intatto.
L’ immutabile in ognuno è una durezza che capisce la saggezza del cambiamento.
Ecco perché lo spezzarsi diventa un trovare,
e perché il perdere non ha nulla da perdere.

Felice sempre, di essere qui…
Buona giornata…Buona serata…o Buona Notte..:-)
Valentina

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 23:13

Soros specula su tutto,nel 1992 con le sue vendite allo scoperto fece svalutare la sterlina

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 23:48

Che ne dite di un break? Strudel di mele appena sfornato! … e modestamente andrea sta all’economia, come io in cucina… perciò… = ) fate voi!
Ccp… io non sono la classica donna che vuole tutto imbustato, prima cucinavo per passione, ora anche per esigenza visti i prezzi. Compro verdura e frutta di stagione, ma i prezzi son troppo alti, accidenti! Non so se avete visto qualche giorno fa la trasmissione exit sulla speculazione che la grande distribuzione effettua sul cibo, una vergogna!
Baci, Fulvia

Scritto il 1 novembre 2008 at 00:12

Qualsiasi potenza è potenza perchè attua una forma di predazione ad altri territori, anche se un domani l’Africa sarà una potenza sarà meschina e predatrice come l’America. Purtroppo l’America è diventata una potenza perchè ha sterminato popoli per iniziare deportazione di schiavi e distruzione degli indiani…..

Qualsiasi mafia è potenza perchè opprime, qualsiasi oppressione ci offre la possibilità di essere una potenza, anche nel nostro piccolo, basta opprimere e gli altri ti temono, per essere potenza prima di tutto devi essere malvagio tutto il resto è una conseguenza.

Se sei un ottimo allievo e hai i migliori voti, ma ti manca la cattiveria e il sadismo non potrai mai diventare leader, mai diventerai potenza…e se diventi potenza con l’onestà, il problema e che tizio dura poco sulla terra…il nostro esempio sono Falcone e Borsellino….

La Cina è una cultura più antica e più saggia di quella occidentale, in una prima fase quel territorio aveva uno scopo preciso per l’Ovest, muro di Berlino…crisi in Russia…delocalizzazione in Cina..e proprio questo che non ha funzionato, l’Ovest non aveva preso in considerazione che la Cina è una cultura saggia e antica, non avrebbe mai pensato che la Cina puntasse la lupara del cambio al predatore. La Cina se non l’avesse fatto oggi il mondo sarebbe unipolare, invece il progetto dell’Ovest è fallito al 100%, o sta per fallire, se voi fate caso alle occupazioni Irak…Afganistan..(Iran)…sono un ponte che confina con la Cina, l’Ovest non è riuscito ad entrare dalla porta e cercano di entrare dalla finestra….Non è colpa della Cina, anzi la Cina se non la stuzzichi è solitaria, siamo proprio noi che abbiamo delocalizzato solo con l’intenzione di occupare la Cina con lo scopo di avere il potere assoluto nel mondo. Però la Cina sempre con la solita lupara dei cambi cosa ha fatto? La Cina con un occhio friggeva i pesci(Produzione) con l’altro occhio guardava la gatta(Gli Stati Uniti). Invece la Russia non ha guardato la Gatta, e la Gatta si mangiò la PRODUZIONE.

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 07:36

con il post 52 siamo entrati in piena festa di Halloween…
(e’ solo una battuta!)
Buona zuccata a tutti!!!!

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 07:49

bella l’etica … penso (ormai su qualsiasi argomento :-)) ) in modo assolutamente identico ad Andrea
presidente del consiglio piduista degno vertice di una classe politica da rifare in blocco, circa 600 mila parassiti che campano di politica, 8 miliardi tolti dalla scuola e neanche un centesimo da comunità montane di Stella, provincie addirittura cresciute, politici più pagati in assoluto in Europa che sono anni che blaterano di ridurre i parlamentari ed i loro stipendi facendo sempre l’opposto
giornata mondiale del risparmio, nessun politico, presidente compreso, che parla dei fondi dormienti, ma tutti che dicono di salvare i banchieri … http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/10/intervista-fazio.shtml?uuid=056ce8b0-a65b-11dd-a9ef-4fb62bdf63e7&DocRu e http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/10/15/939304-centrosinistra_riabilita_nemico_antonio_fazio.shtml
alitalia indulto alfano
credo sia ora di svegliarsi
io ho firmato per il parlamento pulito di grilliana iniziativa e ne sono orgoglioso, non mi interessa la vita di Grillo
mi informerò per costituire una alternativa politica etica … è la costituirò, fosse l’ultima cosa che faccio … stay tuned

Luca

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 10:25

Polli al cloro…sono reali.
Quanti di voi ricordano la guerra dei polli al cloro ? Negli US sono ammessi, in Europa non lo erano, ovvero non importabili, poi in seguito a discussioni, ed una era proprio quella di garantire un prodotto sicuro per i cittadini alla fine ha prevalso il pollo al cloro…magari li usiamo per le piscine ? Capisco lo sconforto ma in fondo essere informati e’ il primo step, il secondo sarebbe quello di chiedere chiarimenti, quanti di voi hanno mai contattato, scritto a grandi catene distributive per avere chiarimenti su prezzi, catene distributive trattamenti ! Vi sembrero’ semplice, posso ammetterlo, ma non sottovalutate mai e poi mai il vostro comportamento individuale…anche gli oceani sono formati da singole gocce.
Saluti al Capitano ed al suo sempre affollatissimo veliero.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 10:57

Conóscere: conóscere

v. 2ª tr. e rifl., irr. (Ind. pres. conósco, conósci; p. r. conóbbi, conoscésti, conóbbe, conoscémmo, conoscéste, conóbbero)

tr., apprendere con l’intelletto e ritenere quanto si è appreso; acquisire o avere la cognizione di qualcosa

con valore assoluto, essere in grado di intendere, di comprendere; capire

venire a sapere

essere in possesso di nozioni teoriche relative a una scienza, a un’arte, a una lingua, ecc.
avere idee chiare su un argomento, su un avvenimento e sim., esserne informato, esserne al corrente

aver pratica, avere esperienza
fare esperienza personale, sapere per prova diretta

distinguere, individuare
intuire, comprendere

riconoscere, ammettere

Ragionàre: ragionàre

v. 1ª intr. e tr. (Ind. pres. ragióno)

intr. (aus. avere)

discorrere su q.c. adducendo argomentazioni varie a conforto della propria tesi e seguendo un certo filo logico
non lasciarsi influenzare dalla passione o dal sentimento nel prendere in esame un problema, o un’opinione altrui, o nel difendere un proprio convincimento; fare uso della ragione
far valere le proprie ragioni; avere una possibilità di intesa

con significato più generico, parlare, conversare

tr., non com. discutere, analizzare.

i|gno|ràn|za
s.f.
AU
1 il non conoscere o il conoscere molto poco, in modo insufficiente una materia, un argomento o ciò che riguarda la propria professione, la propria attività e sim.: i. dei regolamenti, la legge non ammette i.; in questo campo confesso la mia i.; beata, santa i.!, inconsapevolezza di chi, all’oscuro di fatti o situazioni, vive sereno senza apprensioni o dubbi
2 mancanza di istruzione, di cultura: i. diffusa, combattere l’i.

Ragione
[ra-gió-ne]
s.f. (pl. -ni)

1 Intelletto, pensiero, facoltà propria dell’uomo di collegare idee e concetti; capacità di discernere e giudicare: la r. distingue l’uomo dalle bestie; farsi guidare dalla r.

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 11:42

Chiudere gli occhi e ……..dimenticare tutto; riaprili come se fossi un bambino/a. Altrimenti come farei a sopportare tutto quello quello che mi stà intorno.

xx

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 14:12

Hello, Marco comè andata con la tua amica; e io qua a studiare come salvare i frutti del mio lavoro.

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 14:43

facciamo 60.

ma che sapete di agricoltura.

ma lo sapete quanto si paga in questo momento 1 ql di mais?

ve lodico io:nel 200 12 €, nel 2007 26€ oggi 8,5€

e il frumento?

2006 18€ 2007 29€ oggi 15€

l’uva da vino, da una media di 0,50al kg del 2007 a 0,30 di oggi.

con concimi e gasolio più che radoppiati in 1 anno.

lo sapete che per seminare 1 ha di mais ci vogliono circa 20 kg di seme che costano in media 350€
sapete che se ci sarà un’ottima annata l’ha di mais produce 100 ql d che equivalgono a 850€.

lo sapete che in agricoltura nessun prezzo è determinato dall’agricoltore ma viene imposto

mi parlate di sussidi…….ma lo sapete quanti agricoltori il prossimo anno non semineranno?

da uno che i campi li sta lavorando in maniera concreta e non come utopia.

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 14:47

errata corrige.

il mais nel 2006 12, 2007 26, 2008 8,5

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 15:20

#60
Io sono daccordo con lei,ma purtroppo questo non è neanche la nazione dell’utopia è la nazione di veline, calcalciatori e tanti incompetenti che pontificano in trasmissioni forum e via discorrendo,l’importante è esserci e apparire; per la forma,il contenuto e la coerenza non importa tanto oramai si parla a vanvera.Le competenze lasciamole ad altre Nazioni e tiriamo a campare.
Vorrei ringraziare Andrea per la Sua
guida coerente e del suo apporto a mgliorare la dialettica del confronto che può generare una presa di coscienza dei problemi nel rispetto del libero arbitrio e del dialogo.

Cordialmente
PANGLOSS

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 15:31

P.S.
L’importante è sempre rispettare l’opinione altrui anche se a volte si crede che sia errata,ma con l’umiltà di ammettere i propri errori.
L’opinione si trova in mezzo tra la saggezza e l’ignoranza.

Grazie
PANGLOSS

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 17:32

Ok #60, allora puo dirci la verità, quanti euro al’ettaro di contributi si prendono in base al tipo di monocoltura. Infatti uno che conosco io ,per i motivi che hai esposto, quest’anno ha deciso di lottizzare una parte del suo terreno.
Se puoi dircelo, potremo fare anche noi qualche calcolo.

SD

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 17:34

piccola dimenticanza dal post precedente.

Se non rispondi non importa, non sei obbligato, ma ……………….

SD

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 18:02

Per ccp, qualche gallina e un orticello c’è lò, comunque grazie del consiglio.
Ma da noi si dice “che la terra è bassa”.

SD

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 19:58

per 64,

ti do la mia situazione,
io ho ,in provincia di tv,11 ha
di cui 3 ha di vigneto (che non prende contributi) poi ho 1 ha di terreno non usufruibile per il conteggio contributi (x casa e officina).
dei restanti 1 ha non da contributi perchè il calcolo viene fatto in base alle colture dei 3 anni 2000 – 2003 .
in concreto e in totale io prendo 2456€x tutta l’azienda in un anno.
poi ti dico che questi x l’anno 2007 li ho ricevuti in giugno 2008 e ti ricordo che vanno a scalare xkè nel 2013 non danno + contributi.

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 20:04

un,ultima cosa ,
il terreno non viene lotizzato a seconda delle bizze delle persone , ma in base al piano regolatore comunale.
non so se mi sono spiegato, credo che saprai bene che io pur avendo 11 ha di terreno x il mio comune non posso + costruire xkè ho gia la casa e l’officina

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 20:39

Molte grazie #67, forse non cambierà il mondo ma almeno qualche utente di questo blog potra farsi qualche idea sulla realtà dell’agricoltura italiana.
Anch’io abito nella tua zona Nord-Est e per vicinanza vorrei dire; da mangiare c’è nè anche posto per il cane e per fare una bella passeggiata e poi che ognuno cerchi di cavarsela come può in questo mondo impazzito per la finanza (i schei no li magna neanche i gatti).

E poi vorrei copiare cosa dice l’amico (se non si offende) del post #24 -W L’Entropia-

Buonanotte a tutti, e si salvi chi può.

SD

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 21:53

Sono quello del post 24 SD e se mai venderò la casa di Venezia sarai il mio agente immobiliare.
Ma sono anche la tua coscienza del caos .

Ciao

utente anonimo
Scritto il 1 novembre 2008 at 23:01

L’uomo deve capire e ricordare che la verità non può mai venire scoperta tutta, ma si rivela piano piano alla gente e si rivela soltanto a coloro che la cercano e non credono a tutto ciò che gli dicono intermediari falsamente “santi”, i quali pensano di possederla. Perciò l’uomo non deve considerare nessuno come un maestro infallibile, ma deve cercare la verità dovunque in tutte le tradizioni umane e controllare poi con la sua ragione (tratto da La vera Vita, di L. Tolstoj).

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 11:33

E poi mi vengono a parlare di Etica e Speculazione

Roma, 11:18

PREZZI: COLDIRETTI, GRANO CROLLATO DEL 60% IN SEI MESI
“Il prezzo del grano e’ crollato del 60 per cento in sei mesi sul mercato internazionale con perdite di oltre 120 miliardi di euro per i contadini dei diversi continenti che rischiano di essere costretti ad abbandonare una coltivazione dalla quale dipende la sopravvivenza di miliardi di persone con un raccolto di quasi 600 milioni di tonnellate all’anno”. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di una analisi dei dati del Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento per il commercio internazionale delle materie prime agricole, svolta in occasione della decisione del Garante per la sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi di convocare i produttori e le imprese della grande distribuzione la prossima settimana, rispettivamente il 6 e 7 novembre le industrie produttrici e l’11 novembre i rappresentanti delle imprese della distribuzione commerciale. La situazione – sottolinea la Coldiretti – e’ drammatica anche in Italia con il grano tenero (per il pane) che e’ sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro (per la pasta) sotto i 22 euro per quintale, valori che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa (+56 per cento in un anno per i concimi) e mettono a rischio le prossime semine e con esse anche le forniture per la pasta Made in Italy. L’andamento del prezzo della pasta che ha raggiunto 1,5 euro al chilo in media secondo il servizio sms consumatori dimostra che – sostiene la Coldiretti – nell’ampia forbice tra quotazioni del grano e quelle della pasta c’e’ sufficiente margine da recuperare per garantire un giusto reddito agli agricoltori e consentire acquisti convenienti i consumatori.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 11:40

Secondo Voi gliene frega qualcosa agli industriali,in questo caso produttori di pasta?

ROMA – Sale ancora il prezzo della pasta. Impennata ad ottobre: rispetto ad un anno fa, un chilo di spaghetti costa un terzo di più, il 32% per l’esattezza. Mr.Prezzi, il garante che sorveglia sui costi al consumo, ha convocato i grandi produttori, tra cui Barilla e De Cecco, e le imprese della grande distribuzione. Vuole sapere il perchè di questi continui aumenti nonostante la riduzione del costo del grano.

Lo aveva già fatto per il pane, ma ora, Mr.Prezzi vuole mettere il naso sui listini della pasta. E’ la prima volta che il Garante sfrutta i suoi poteri per convocare grossisti e produttori. “Gli operatori del settore adottino comportamenti virtuosi per ridurre i listini”, dice il Garante.

E’ sceso il costo del grano, è sceso quello della “rosetta”, è salito, inspiegabilmente, il prezzo della pasta. Tra settembre e ottobre i prezzi degli spaghetti sono aumentati ancora dell’1,4%; rispetto ad ottobre 2007, un chilo di pasta costa il 32% in più mentre alla borsa dei cereali, il prezzo del grano – denuncia la Coldiretti – si è dimezzato.

All’inizio dell’anno, un chilo di pasta costava mediamente 1,4 euro al chilo (fonte Coldiretti) mentre il grano era quotato a a 0,48 euro al chilo. Oggi il costo di un chilo di pasta è salito a 1,5 euro (fonte ministero delle Politiche agicole) mentre il grano è sceso a 0,22 euro al chilo (fonte l’associazione degli agircoltori). “Si tratta evidentemente – denuncia la Coldrietti – di una speculazione”.

Altroconsumo ha inviato all’Antitrust i dati di una recente indagine che confermano la discesa del prezzo del grano e “l’inspiegabile” salita del prezzo dellla pasta: “Quello che più colpisce – secondo l’associazione – è l’omogeneità dei prezzi di vendita in diverse catene di diverse città”. Il timore è quello di un “cartello” tra le grandi società di produzione e distribuzione.

La prossima settimana, giovedì e venerdì, Antonio Lirosi, Mr.Prezzi, incontrerà al ministero dello Sviluppo economico i cinque principali gruppi di produzione della pasta, che coprono circa i due terzi del mercato. Subito dopo, l’11 novembre, sarà la volta della grande distribuzione.

Anche il Garante ammette una dopia velocità dei prezzi del pane e della pasta e avverte: “E’ necessario che tutti gli operatori del settore adottino comportamenti virtuosi per consentire una rapida riduzione dei listini, in modo da trasferire ai consumatori i benefici dei ribassi intervenuti nel prezzo del grano duro e della semola”.
(1 novembre 2008)

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 12:47

il prezzo del grano da inizzio anno è seso del 60 %.probabilmente perchè per la prima volta dopo 10 anni ò seminato grano alla faccia della sfiga , ma non importa ,nella vita ci sono cose molto più brutte , un saluto a tutti i naviganti ( minghin)

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 15:02

Carissimo Andrea,

Faccio sempre più fatica a seguire tutti i commenti, visto il numero sempre maggiore degli stessi, e non so sino a quando riuscirò a farlo.
Sono contento che Andrea abbia ora così tanti lettori e seguaci, ma ammetto la mia colpa, un po’ egoisticamente, ne sono anche dispiaciuto.
Sarà che essendo tra quelli che per prima hanno creduto in lui, lottando con le unghie e con i denti contro i detrattori di turno, ho respirato l’aria inebriante della sfida di pochi contro tutti gli altri, ora non posso non pensare che la maggior parte è salita su questo veliero come sempre si sale sul carro dei vincitori.
D’altro canto mi rendo conto che l’afflato morale di Andrea così contagioso e giusto , ha bisogno di un gran numero di persone per potersi propagare tra le persone ,facendo in modo che i suoi semi possano germogliare.
In fondo è giusto così, ognuno durante la propria esistenza ha un ruolo compreso in un disegno più grande di lui, e forse quello mio, come quello di Fabio e di altri è stato quello di contribuire nel nostro piccolo affinché Andrea non mollasse nei momenti di scoramento, nei momenti in cui in lui il legittimo desiderio di non togliere spazio alla sua famiglia , lottava con la sua consapevolezza di avere una missione da compiere.
Se così è stato ne sono felice.

Anche se mi vedrai postare meno, sarò comunque con te Capitano!!!!

Mas

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 15:17

In Italia è da molto che non siamo più autosufficenti in agricoltura, ma siamo in Europa e gli altri paesi spero siano stati più saggi di noi, vedi Francia, Ungheria, Ucraina che se non ricordo male una volta era il granaio d’Europa, Romania anche se ………..; un pezzo di pane e companatico c’è lo passeranno per pochi euro, e poi qualcosa di altro sapremo fare in cambio. Ma però diventeremo sempre più poveri, forse una grande massa di operai, qualche agricoltore che giustamente pensa ai fatti suoi, una serie di imprenditori sempre più ricchi e dei governanti che non sapranno chi governare (brutti mantenuti).
Un saluto a tutti.

Uno qualsiasi della strada

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 15:25

71#
Caro Mas son uno degli ultimi che si è avvicinato al Veliero vi seguo oramai da 6 mesi e ultimamenta ho iniziato a postare,molte cose le condivido altre sono più critico ma apprezzo sempre di questo blog il rispetto delle idee altrui.Ho postato le mie idee sulla dialettica ed altro nel post #62,#63 come Pangloss e #71 come utente anonimo riportando una frase di Tolstoj.Non sarei riduttivo se me lo permette sulla capacità critica e di scelta delle persone delle persone e come Lei ben saprà è proprio nei di crisi che le persone si avvicinano maggiormente alla spiritualità e alla Filosofia e qualsiasi sia il mezzo che le avvicina ben venga.

Cordialmente
Pangloss

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 15:42

Mas, aspetta. Sarà difficile seguire tutti post e comprenderne i significati, lo ammetto.
Ma non ci sono mica tutti i giorni 70-80 post.

SD

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 15:55

Sd non mi scappare anche tu,perchè a chi mi rivolgerò quando dovrò ampliare casa a Venezia

Ciao

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 16:28

Ok #79 Se hai bisogno di lavori sulla casa, fai un fischio, ma finchè non ti dà problemi aspetta. Per il resto della “materia” io credo che molti, anche se vorrebbero capire con tutto il loro cuore, non hanno il tempo e la forza di informarsi e quindi di comprenderne le implicazioni più profonde, anch’io sono fra loro, e solo all’inizio. Spero di non sbagliarmi.
Ciao

SD

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 16:45

Vivo a Bologna, ai margini della città c’è ancora una ridente campagna, ho fatto ricerche e ascoltato qualche passaparola ho trovato alcuni produttori agricoli che facevano il mio caso. Oggi una volta ala settimana prendo la macchina, con tutta la famiglia, vado a comprare frutta, verdura, latte, carne, da persone che le mani le mettono ancora nella terra, ci faccio anche una chiaccherata, gli porto il pane secco per le galline, faccio vedere a mio figlio di 3 anni la mungitura di una mucca, il vitellino appena nato, la galline che razzolano nell’aia. Ci perdo lo stesso tempo che andare in un grande centro commerciale, parcheggiare la macchina, prendere il catrrello, girare all’infinito per trovare quello che cerchi, e comprare quello che nenche pensavi. Sul bio cerco di essere il più consapevole possibile, ma come dicono molti post, i tranelli e le speculazioni sono dietro l’angolo. Credo che a parte Milano e la sua immensa interland, molte città offrono alcune possibilità simili a quello che ho trovato io. Cercate gente, cercate!! (questa settimana 15 cachi ad €1)
Il mozzo di bordo
Mozart
Ps: il disacorso sull’entropia mi è piaciuto anche se nè ho capito la metà, ma sono solo un semplice mozzo. Un abbraccio a tutti e buon OgniSanti

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 16:55

Prendete l’aereo a Venezia e andate a Parigi in una giornata di sole. Osservate la Pianura Padana=una immensa distesa di case,strade, capannoni. Poi Napoli dal Vesuvio, la Sicilia si salva

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:18

CARA MAS, non ti sapevo donna.

comunque non essere gelosa , in questa portaerei c’è spazio x tutti

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:25

ciao Mas, complimenti per il tuo post, che del resto, come tutti gli altri tuoi post, lasciano un bel segno, te lo assicuro.
Certo, il vascello di Andrea e’ diventato quasi un “Titanic”, anch’io sono sorpreso dopo tanti mesi, alcuni davvero difficili, come hai ricordato te.
Ho scelto, come Fabio, e tanti altri, di far posto ai nuovi mozzi, e devo dire che danno soddisfazione e infondono coraggio (penso che Andrea sia dello stesso mio parere) e quindi sono felicissimo di essermi messo da parte, dietro l’orchestra…. ma sono sempre pronto ad intervenire, per difendere quello che abbiamo costruito, grazie al capitano.
ciao a tutti
pinio
La qual cosa no

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:26

la qual cosa non so cosa sifgnifichi ma ….

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:28

… i fatti mi cosano.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:41

#82
Visita la valle dei templi ad Agrigento descrivimi poi la vista(Albergo-ristorante all’interno del sito archeologico),oppure fai un giro per Gela,potrei continuare e se non ricordo male tra acquedotti che disperdono enormi quantità di acqua e l’abusivismo edilizio (credo che da questo punto di vista la Sicilia detenga un bel record) la situazione non è migliore delle altre realtà che hai descritto.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 17:53

Ma una volta la Sicilia non era uno dei granai d’Italia ?????. Almeno la Sardegna sì che si salva.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 18:13

Oltre alla pianura Padana, la Puglia era un’altra risorsa per il grano (Tavolieredelle Puglie)

Scritto il 2 novembre 2008 at 18:42

E..no.Compagni di Viaggio di lunga data, perchè mai dovreste farvi da parte!!
Sono su questo veliero,dall’ inizio del Viaggio, come non ho perso una parola del Capitano..
così non ho perso una riga dei Vostri commenti.
Ho sempre esultato, prima in silenzio, dopo ogni lettura.
Posto solo da Giugno di questo anno un pò per iniziali problemi tecnici,
ma forse, principalmente, per timidezza . Sono cresciuta e cresco quotidianamente con voi.
Sono felice e orgogliosa dei nuovi compagni di viaggio, come lo sono di tutta
la “vecchia ciurma”, e ripeto
perch’ è mai dovreste farvi da parte, proprio non lo capisco!”
Ho imparato da Voi la forza della condivisione,
ora più che mai bisogna infrangere il silenzio,
quando va, quando si ha qualcosa da dire o semplicemente da donare,
uno strudel, un saluto, un sorriso..
Mi piace ascoltare
Mas, Pinio( che tra l’ altro, ha anche lui un bel Blog complimenti, vedrò di leggere il tuo libro, grazie), mi mancano in questi giorni i commenti di Bill,
le parole di Gabriel, quelle di Canna al Vento, non potrei fare a meno di sentire SD
parlare con la sua coscienza del caos,
mi piace ascoltare la nuova voce di Marco Colacci, di Mozzart e….la nonna..Livia….e le parole di Tolstoj
( chiedo scusa a chi non ho citato, ma ogni riga , che la condivida o meno,è con me).
Come ascolto il Capitano, con lo stesso entusiasmo
ascolto chiunque
abbia qualcosa da dire e soprattutto donare, e la mia vita tormenta,
ma già emotivamente “ricca”, seguendo la scia del Veliero è diventata , magicamente,
ancor più ricca….
Alcuni commenti come i post li stampo e li conservo..li rileggo..
non importa Mas, se non si riesce a star dietro a tutto,
sono le sensazioni che scorrono e lasciano il segno..
Vi chiedo solo di non privarci delle Vostre parole e dei Vostri pensieri..
come dice il Capitano….
“BREZZA FRESCA NELLE VELE DI QUESTO VELIERO”,..
.ma aggiungo, anche nei nostri cuori,
..o meglio nel mio, sicuramente si!

Un abbraccio e un caro saluto
Valentina

P.s. non sapevo che la gelosia, fosse solo donna!:-)

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 18:46

dai che facciamo 100 stavolta.
io sono quello del post 60 ecc.

volevo dire che il problema non è trovare il posto x coltivare (puglia sicilia romania francia o ucraina) ma dare la possibilità di farlo in maniera da non doverci rimettere.
(non x farmi e farci compatire,ma ricordo che i miei colleghi alle volte sono veramente stoici, xkè oltre ai problemi che ho descritto , basta una grandinata, una gelata, una tromba d’aria, un’alluvione per distruggere il raccolto)
e in secondo luogo non permettere piu quella soluzione abberrante di trasformare i prodotti della terra in biodisel , bioetanolo ,biogas.
non è possibile far morire di fame
milioni di persone e noi trasformare le derrate alimentari in carburanti

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 19:14

grazie Valentina
adesso che il mare sembra essersi calmato, viene voglia di fare qualche “giretto” per i vicoli del porto. Tutto qui.
pinio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 19:26

Ciao a tutti,
le festività di Ognissanti mi hanno impedito di leggervi,lo faccio ora dopo avervi salutato!
vedo che siete tutti mooolto mooolto attivi……
solo un saluto a tutti e……….per fare 100.
a domani
ccp

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 19:29

Grazie e un saluto a tutti anche da parte mia

Mas

Scritto il 2 novembre 2008 at 19:31

Buon “giretto”, pinio, posso capirti, il fascino del mare, e del porto è irresistibile,
ma non dimenticare di postare….
e il vero Cigno nero !!?? è un pò che non si sente…
C’ è sempre il “Rave” di iceberg, di Guido, da qualche parte del mondo,
un giorno chissà, cosa dici Mas !?

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 19:34

il problema sollevato da “quello del post 60 ecc.” e’ cruciale!
Con la globalizzazione, ci siamo accorti che si ottiene un calo catastrofico della liquidita’. Ed e’ questa la causa principale del cresciente debito generale.
C’e’ pero’ anche un altro “dazio”.
Siccome la strada intrapresa e’ una sorta di vicolo cieco, le “perdite” non solo non potranno mai recuperarsi, ma vanno a distribuirsi partendo dal punto piu’ debole della catena, cioe’ la produzione agricola. E poi, via via risaliranno fin dove e’ possibile. Insomma, una sorta di roulette russa.
Per interromperla, bisogna toccare prima il fondo, poi verranno fuori le persone giuste.
pinio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 19:50

Quod non fecerunt Barbari, fecit Barberini.

Provocazione, oggi a chi la dedichereste?
Quod non fecerunt Barbari, fecit?

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 20:03

Entropia e Economia da Wikipedia

Entropia (economia)
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L’entropia, è un termine specificatamente usato nella fisica, applicato anche all’economia (in particolare alla bioeconomia) e all’economia aziendale.

Indice [nascondi]
1 Georgescu-Roegen e la Seconda legge
2 Economia aziendale
2.1 Note
2.2 Voci correlate

Georgescu-Roegen e la Seconda legge [modifica]
In base al secondo principio della termodinamica un sistema in entropia è un sistema in cui, progressivamente e naturalmente, si crea una perdita di energia, in assenza di apporto esterno positivo, tale da generare il caos.

Applicando la legge dell’entropia all’economia, e in particolare all’economia della produzione, Georgescu-Roegen ha contribuito in modo sostanziale all’enunciazione della prima teoria economica che pone i fondamentali per una discussione della decrescita.

Ogni processo economico inserito in un contesto ecosistemico, dice l’economista romeno, incrementa inesorabilmente ed irreversibilmente l’entropia del sistema-Terra: tanta più energia si trasforma in uno stato indisponibile, tanta più sarà sottratta alle generazioni future e tanto più disordine proporzionale sarà riversato sull’ambiente.

Così, ‘paradossalmente’, vengono meno le ragioni tipiche dei sistemi economici attuali, che puntano ad una massimizzazione del numero di merci prodotte, ed una velocizzazione del loro processo produttivo. Una contabilità di tipo diverso, secondo Georgescu-Roegen, basata sulla misura in output dell’entropia, e una efficienza energetica pensata in un nuovo paradigma, che vada a premiare non il processo massimamente redditizio, produttivo o veloce, ma entropicamente efficiente, è alla base di tutta la teoria bioeconomica.

Anche la concezione del tempo, in un meccanismo economico basato sulla legge dell’entropia, è differente. A tal proposito, ebbe a dire Georgescu-Roegen: un guadagno di tempo si paga in energia.

Economia aziendale [modifica]
Contestualizzando la formulazione fisica dell’entropia al proprio campo l’economia aziendale ha fatto propria tale rappresentazione, intendendola applicabile ad un sistema aziendale che, senza un governo efficiente, tende inesorabilmente al caos ed alla disorganizzazione. Limitare l’entropia quindi, significa influenzare positivamente l’organizzazione aziendale nell’attuare il processo decisionale.

Decidere, ovvero fornire energia al sistema-azienda, aumenta il livello di coesione all’interno dell’organizzazione e, in tal modo, le situazioni di conflitto tendono a diminuire, e si ristabilisce l’ordine. Proattività nel sistema genera dunque sintropia, che è il contrario di entropia. Il sistema azienda, per abitudinarietà, tende a non dedicare particolare attenzione all’innovazione od alla reengeneering.

Una carenza strutturale di controlli, assenza di “kpi” (key performance indicator) [1] sui processi, o semplicemente perdita di risorse umane sintropiche, causa un progressivo ma inesorabile decadimento delle performance dell’intero sistema, minandone la qualità, la produttività e l’efficienza. Entropia genera disorganizzazione, quindi maggiori costi e sforzi per ottenere minori risultati, in pratica una perdita di potenza dell’intero sistema, proprio come nella realtà della fisica termodinamica.

L’entropia non è, necessariamente, una malattia destinata alla grande azienda, perché anche una piccola impresa, in cui aumentano gli input esterni, rimanendo invariati gli attori aziendali, cadrà progressivamente nell’impoverimento dei suoi risultati organizzativi: le stesse persone svolgeranno più funzioni e, pur lavorando nello stesso modo, renderanno di meno.

La difficoltà di combattere l’entropia in azienda dipende dal livello di caos accumulato. Un sistema poco sotto controllo è soggetto a deteriorarsi, ma un sistema senza alcun controllo può avere già in sé ingenerati fattori esplosivi che lo collassano, rendendo difficoltoso e faticoso riportarlo nell’ordine.

Scritto il 2 novembre 2008 at 20:55

Questo è un luogo libero accessibile a chiunque, un veliero che ha fatto del rispetto dell’opinione altrui, la sua bandiera che ondeggia libera al vento!

Il capitano non dimentica mai i marinai di vecchia data e non potrebbe essere che cosi, uomini e donne che lo hanno sostenuto attraverso una tempesta epocale, che sempre hanno condiviso ogni istante di questa avventura, uomini e donne che hanno chiiuso ogni falla di questo piccole e grande veliero.

Grazie Mas e grazie a tutti coloro che hanno condiviso sin dall’inizio questa avventura , guai a Voi brutti pendagli da forca se abbandonate questa nave che ha bisogno della presenza di ognuno di Voi, della Vostra essenza, del Vostro respiro!

Oggi spesso siamo in oltre 3000 giornalmente, benvenuti a tutti nessuno escluso, coloro che condividono ed anche a coloro che non condividono le nostre visioni, ma che amano il confronto, fonte di relazione e crescita umana e professionale.

Grazie a Voi tutti, non riuscirò a rispondere a tutti mi è semplicemente impossibile ma dove sarà possibile arrivare, li ci sarò, in maniera particolare attraverso i miei post!

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 21:04

Preso dal sito:
http://www.ecologiasociale.org/pg/entropia.html

Per parlare con la natura dobbiamo usare in primo luogo il linguaggio della termodinamica altrimenti sarà un dialogo fra sordi anzi una vera e propria imposizione delle nostre scelte folli ad una natura che non può contrastarci ma che nel tempo reagirà in maniera violenta.
Quel tempo è già iniziato.
La realtà più concreta che si può associare al concetto di entropia è costituita dall’ inquinamento nelle sue varie forme e in particolar modo quello, allo stesso tempo più tragico, banale e diffuso, che consiste nella iper-produzione di anidride carbonica (CO2) con le conseguenze dell’aumento dell’ effetto serra e del “riscaldamento globale”.
Le responsabilità della scienza sullo stato di salute del pianeta terra sono enormi. Alla base c’è proprio una questione di fondo di carattere epistemologico e cioè il fatto di aver alimentato una immagine del funzionamento della natura basata sulla reversibilità dei fenomeni.
La natura è stata chiusa in una gabbia meccanicista (e neo-meccanicista) per poter essere controllata e sfruttatta meglio, in corrispondenza ed omogeneità alla logica di dominio sociale.
Il concetto di entropia nasce casualmente nella seconda metà del 1800, nella termodinamica classica, ma la sua forza normativa è stata esorcizzata attraverso una definizione di carattere talmente generale da diventare fine a se stessa e non più di natura fisica ma metafisica: l’entropia dell’universo cresce sempre.
Eppure lo stesso Clausius, che ha coniato il termine entropia (1865), si era espresso in maniera molto chiara sul problema dell’energia e delle risorse, così scriveva nel 1885:
“Nell’economia di una nazione c’è una legge di validità generale: non bisogna consumare in ciascun periodo più di quanto è stato prodotto nello stesso periodo. Perciò dovremmo consumare tanto combustibile quanto è possibile riprodurre attraverso la crescita degli alberi.”
La potenza della mentalità meccanicistica, infiltratasi nella meccanica statistica, e la perversa natura dello sviluppo scientifico per “rivoluzioni / sostituzioni paradigmatiche” hanno impedito al “paradigma entropia” di svilupparsi compiutamente e di trovare il ruolo scientifico e normativo che gli compete.
Oggi il concetto di entropia è addirittura abusato (e ha trovato un efficacissimo impiego proprio nella teoria dell’informazione) ma la sua principale funzione, di radicale critica di tutti i processi energetici e quindi economici e sociali, è ancora totalmente castrata.
La scienza è riuscita ad imbrogliare “le carte” proprio nel momento più delicato della storia: la nascita delle macchine termiche e la rivoluzione industriale. Di questo errore vediamo oggi le conseguenze catastrofiche in termini di inesorabili meccanismi socioeconomici di produzione di “gas serra”. Spetta a noi completare questo programma scientifico, che una sinergia storica negativa, dovuta alla grettezza filosofica degli scienziati e al feroce dominio dell’economia, ha castrato sul nascere.
Bisogna porre in tutta la sua radicalità il principio di irreversibilità dei fenomeni fisici, la regola della “freccia del tempo” e le relative conseguenze sul piano energetico, economico e di organizzazione sociale.

Correre per niente…… girare a vuoto…..

Bisogna sottrarsi alla follia della “economia della crescita” ma anche evitare gli equivoci del cosiddetto “sviluppo sostenibile”.

Bisogna guardare la natura e la realtà sociale con occhi oggettivamente diversi per far fronte alla impellente necessità di progettare un futuro a “bassa entropia”.
Per questo uno degli scopi principali del nostro sito è di iniziare una vera e propria alfabetizzazione su questi concetti che sono basilari per capire concretamente le questioni ecologiche e individuare la via d’uscita dalla drammatica situazione in cui ci troviamo.

Il giudizio di Einstein sulla termodinamica classica

” Una teoria è tanto più importante quanto maggiore è la semplicità delle sue premesse, quanto più diversi sono i tipi di cose che correla e quanto più esteso è il campo della sua applicabilità. Di qui, la profonda impressione che ho ricevuto dalla Termodinamica classica. E’ la sola teoria fisica di contenuto universale di cui sono convinto che nell’ambito di applicabilità dei suoi concetti di base non verrà mai superata.”

Albert Einstein

—————————————————————————–

La freccia del tempo
Però anche Enstein (come tutti gli scienziati fino a pochissimo tempo fa….) pensava che il mondo microscopico fosse governato da leggi reversibili, simmetriche rispetto al tempo, che nella sostanza intrinseca della natura non ci fosse quindi nessuna distinzione fra passato, presente e futuro. invece….

Secondo Prigogine:
“Per esempio il fatto che si è costretti a parlare di un universo in evoluzione, perché è l’unico modo per descrivere i fatti che si osservano, è una prova che la direzione del tempo non è una costruzione dell’uomo, ma è insita nella natura. Ed è per questo che non è più possibile fare una distinzione tra tempo fisico e tempo filosofico.

Ma al di la di qualsiasi risultato della scienza recentissima, in campo microscopico (per esempio la non separabilità quantistica), quello che si deve rilevare è che proprio quando la fisica era arrivata al punto di prendere coscienza della importanza cruciale del problema della irreversibilità macroscopica, ecco che le rivoluzioni di inzio ‘900, in campo quantistico e relativistico, hanno introdotto i nuovi paradigmi convogliando tutte le nuove generazioni di scienziati ad occuparsi di questi nuovi e peraltro affascinanti problemi.

In questo modo la ri-sistemazione della fisica dell’800 secondo un “paradigma calore” non è avvenuta. Così quella che comunque resta la più grande rivoluzione della storia, cioè la rivoluzione industriale (derivante dalle macchine termiche cioè dalla possibilità di trasformare il calore in lavoro meccanico e successivamente in energia elettrica) è passata totalmente inosservata al mondo scientifico. Gli scienziati hanno la responsabilità di non aver saputo minimamente cogliere che l’entropia non era un fatto così metafisico ma un prezzo carissimo che si paga in ogni trasformazione energetica e che ha generato il disastro ecologico e il labirinto in cui oggi ci troviamo. Nel 1782 Watt trasformò la sua macchina in una a doppio effetto, eliminando la fase passiva, il pistone cioè era sempre sotto spinta

Dice bene Einstein che la termodinamica classica “…E’ la sola teoria fisica di contenuto universale di cui sono convinto che nell’ambito di applicabilità dei suoi concetti di base non verrà mai superata.” , il problema è che la termodinamica non è neanche mai stata veramente applicata in quello che sarebbe il suo destino naturale: la politica dell’energia, l’economia, le risorse naturali e il modello di organizzazione sociale. Ciò che nessuno dei fisici ha capito è che la termodinamica è e resterà sempre la fisica della vita reale e in quest’ottica va ristrutturata e divulgata. Ecco un buon motivo per cui degli scienziati non si deve avere molta fiducia.

Con questo termino e continuerò solo a seguirvi .
Grazie dell’ospitalità

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 21:13

Tutto il post #81 è del sito che ho preso per il confronto sull’entropia

Grazie

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 21:15

Errata Corrige
Scusate non post 81 ma post 100 sono stanco

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 21:40

Domanda ingenua: ma se l’entropia è l’aumento del caos di un sistema, noi esseri viventi cosa ci facciamo quà. Io ho provato a guardarmi in tutti i modi, e credo d essere il contrario del caos

xx

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:00

Siamo l’eccezione del sistema.(scherzo)
Preso dal post #27
Ma cos’è davvero l’entropia? E’ legata solo all’apparenza sensibile dell’universo che non scaturisce da alcuna vera necessità razionale, e quindi ha l’irrealtà di un miraggio posticcio, per dar ragione dell’apparente asimmetria, oppure è la realtà stessa nostra e del mondo a cui nessuna teoria fisica riesce di per sé a dar convincente spiegazione? Come e da cosa salta fuori l’entropia nell’universo? (In fondo un universo non entropico sarebbe stato quasi infinitamente più probabile, dice Penrose, anche se noi non avremmo mai potuto esserci

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:03

Pensa solo all’energia che produci e consumi (calorie)
Poi siamo in sintesi tutti fatti di elettroni eheheheheh.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:05

#104 preso o = #27 e #103 = a ?

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:11

#105

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:15

#106
La risposta è al post 105
L’uomo consuma e produce sempre all’interno del sistema terra.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:28

#106 è una cosa da approfondire quanto siamo tutt’uno con il sistema, non vorrei perdere tutti i miei quanti, mi servono !!!!!!!!!

xx

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:30

.

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:32

Ipotizzate tra qualche secolo l’esaurimento dei giacimenti di petrolio,una diminuzione dell’acqua disponibile per il consumo umano compresa l’acqua disponibile per l’agricoltura (le guerre nel futuro si faranno anche per l’acqua) e la variazione del clima,secondo voi cosa succederà?
Fantascienza?

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 22:40

#109 non perdi niente, perchè nella meccanica quantistica il quanto e’ una quantità discreta e indivisibile di una certa grandezza

Ciao

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 23:04

#109
E se proprio dovessi scegliere preferirei essere un Tachione

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 23:10

per 109#Mi fermo altrimenti dovrei rinfrescarmi la memoria.
Cos’è la velocita ?

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 23:14

ho fatto confusione il post 114 è in risposta al pos 113

Buonanotte a tutti

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2008 at 23:44

#115
Velocità : s/t, ma in che senso ti interessa la velocità?
Il tachione viaggia ipoteticamente ad una velocità superiore alla luce( massa virtuale) e non dovrebbe interegire con la realtà se mi ricordo bene per il principio di causalità.
Takys dal greco vuol dire veloce

Notte

utente anonimo
Scritto il 3 novembre 2008 at 08:13

ahoo.com/3http://it.biz.y1102008/92/incubi-weimar-anni-venti-tokyo-anni-novanta.html

fugnoli non sa scegliere tra deflazone e iperinflazione.

tu andrea che dici ?

solo tu ,secondo me, potresti individuare la strada che si sta concretizzando davanti a noi

utente anonimo
Scritto il 3 novembre 2008 at 09:52

Per vale64 post95
Potrebbe essere un ottima idea!

Mas

utente anonimo
Scritto il 3 novembre 2008 at 11:38

L’economia, e i problemi di oggi, sono importanti per la nostra vita; ma se una parte dei quesiti posti oggi saranno risolti, non vi sempra che siano molto più importanti? o lasciamo che SOROS li finanzi per i suoi interessi.

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