UH!OH! CHE MERAVIGLIA…IL CAMPO DEI MIRACOLI!

Scritto il alle 18:32 da icebergfinanza

Si lo so,  alle volte eccedo nell’ironia, ma credetemi l’economia è una "scienza" talmente triste e irreale alle volte, che  in fondo un pò di fantasia e creatività non gusta mai!

Prima di addentrarci nell’oscuro labirinto di cifre e percentuali che trimestralmente dettano la quotidianità di miliardi di persone, raccolte in un unica sigla universalmente riconosciuta economicamente, ovvero PIL e sai quanto sei utile alla causa, vorrei rispolverare quell’antico e sempre attuale discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas, un tocco di umanità, di colore per nascondere i numeri crudi:

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.

Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Detto questo tutto ruota intorno a questo idolo economico, il PIL, il PIL nazionale, mondiale, globale, stellare!

Il Campo dei Miracoli, il terreno economico di una nazione, dove dal talento e dal lavoro di ogni uomo e donna, nasce la prosperità di una nazione, il PIL è uguale per tutti, chi più chi meno non importa!

Potrei raccontarvi la favola dell’inflazione, un’inflazione nascosta, un’inflazione che alcuni definiscono "mentale", temporanea, importata e via dicendo, dirvi che ogni dato dai consumi agli ordini di beni durevoli di ieri andrebbe deflazionato e che quindi la realtà non sarebbe più quella del Campo dei Miracoli.

Provate a deflazionare il tutto e avrete una crescita economica negativa, ma in fondo che costa sognare! Oggi sognano tutti analisti ed economisti, giornalisti e commentatori, ho dato un’occhiata qua è la nei commenti della giornata anche da noi qui in Italia e devo dire che la musica non cambia, si evidenzia la sorpresa del PIL del secondo trimestre e si richiama tutti intorno al caminetto, per una nuova fiaba, quella di un rialzo stellare ed eccitante nel mesi che verranno! Si abbiamo toccato il fondo……!

Cari compagni di viaggio, molti di Voi conoscono la realtà, ma mi sforzo di ripeterla per coloro che si affacciano per la prima volta nell’oceano di Icebergfinanza, il deflattore è una creatura nascosta negli abissi di un modello economico assurdo, sia esso il CES/NET Birth/Death Model o il GDP Deflator.

Grazie a Barry_Ritholtz via Michael Panzner abbiamo anche la possibilità di evidenziare graficamente questa "distorsione" che se vogliamo solo nel lontano 1978 aveva evidenziato una tendenza simile.

 

Gdppricecpi

 

Per il resto le esportazioni hanno fatto volare il PIL grazie alla debolezza del dollaro, chissà se a qualcuno incominciano a fischiare le orecchie e guarda, guarda chi si rivede le scorte, gli inventari.

Al di la dell’ironia la realtà è che una sensibile riduzione degli inventari protrà anche far crescere aritmeticamente il PIL ma sottolineo il ma, ciò suggerisce una diminuzione della produzione nel trimestre in corso e di logica in quelli che verranno. per quanto riguarda infine il calo delle importazioni credo che oltre al fattore minor potere di acquisto attraverso un dollaro debole, la tendenza al risparmio e un reddito stabile o in declino abbiano giocato un ruolo primario.

Non mi soffermerò molto sulle cifre, ma sui concetti in generale.

Comunque sia si tratta di un autentico fallimento se si pensa a quanti sgravi fiscali sono stati messi a disposizione per sostenere i consumi e gli investimenti, realmente negativi, una recessione nazionale supportata dalla globalizzazione delle proprie imprese!

Abbiamo già visto in passato come non è inusuale un picco del GDP prima di una lunga frenata tantopiù se supportato da palliativi di breve respiro, come potete vedere qui sotto.

thanks to themessthatgreenspanmade

In sostanza da oggi in poi conta il futuro e il futuro vedrà un calo nei consumi ed una contrazione delle esportazioni. Come vedete dai grafici che potrete trovare su ECONOMPICDATA la revisione al rialzo della spesa pubblica completa il quadro.

Dalla relazione inoltre possiamo notare come gli utili delle corporate americane siano diminuiti di un quasi 7 % che corrisponde al sesto trimestre consecutivo di declino.

Un discesa del 14,4 % dei profitti nazionali rispetto al 9,4 % del trimestre precedente sentezia la recessione americana al netto delle esportazioni, ma una sorpresa ho in serbo per Voi!

Il declino dei profitti è stato maggiore nelle imprese non finanziarie con un meno 17,7 % contro il meno 8,6 % del settore finanziario ponendo fine alle fiabe di coloro che giornalmente sostengono che la tendenza riguarda principalmente la crisi finanziaria e quindi il settore in questione. Per quanto riguarda i profitti globali quella è un’altra storia, siamo ad oltre il 26 % di crescita, peccato che come ci segnala Massimo in America, secondo i dati della Casa Bianca nel 2007 il 45% delle Tasse proviene da INDIVIDUAL INCOME TAX (persone fisiche) e soltanto il 14% dalle CORPORATION INCOME TAX. ( imprese ).

Sembra che la tendenza degli utili globalizzati sia in declino!

Questa è una recessione, un messaggio chiaro per tutti coloro che navigano nel mare delle illusioni!

Da notare che se invece di utilizzare il GDP classico utilizziamo il cosidetto GDI ovvero il Gross Domestic Income visto come la somma dei costi sostenuti e il reddito ricavato nella produzione del PIL siamo in una recessione ufficiale!

Andrea S. ci scrive che ……..Taxes on corporate income increased $7.4 billion in the second quarter, in contrast to a decrease of $30.6 billion in the first. Profits after tax with inventory valuation and capital consumption adjustments decreased $45.2 billion in the second quarter, in contrast to an increase of $13.0 billion in the first. Dividends increased $14.0 billion compared with an increase of $16.1 billion; current-production undistributed profits decreased $59.2 billion, compared with a decrease of $3.1 billion.

I DIVIDENDI SONO DIMINUITI DI POCO MENTRE GLI UTILI NON DISTRIBUITI SONO DIMINUITI MOLTISSIMO. QUESTO EVIDENZIA LE DIFFICOLTÀ DELLE IMPRESE A MANTENERE I DIVIDENDI ANNUNCIATI E CONTEMPORANEAMENTE MINORI POTENZIALITÀ A REINVESTIRE IL CAPITALE.

Aggiungerei che risulta alquanto assurdo da parte del settore financial volere distribuire a tutti i costi i dividendi, quando poi si è alla disperata ricerca di capitale!

Continua inoltre Andrea S. …………Domestic profits of financial corporations increased $24.7 billion in the second quarter, compared with an increase of $37.3 billion in the first. Domestic profits of nonfinancial corporations decreased $46.9 billion in the second quarter, compared with a decrease of $32.1 billion in the first. In the second quarter, real gross corporate value added increased, and profits per unit of real value added decreased.
The decrease in unit profits reflected a decrease in unit prices and an increase in unit nonlabor costs that were partly offset by a decrease in unit labor costs.

L’AUMENTO DEI COSTI NONLABOR È STATO COMPENSATO DA UNA DIMINUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO. QUESTO TESTIMONIA IL MINOR POTERE CONTRATTUALE DEI LAVORATORI DOVUTO AL PERICOLO DEI LICENZIAMENTI…….ma questo si sa in America non è una novità!

Consiglio inoltre a tutti coloro che vogliono approfondire l’argomento la visione del prof. Hamilton su ECONBROWSER

Per quanto riguarda infine i jobless claims, sussidi di disoccupazione, come ormai ben sapete volge al termine la distorsione statistica della variazione operata nel numero delle settimane concesse per accedervi nel quadro di un nuovo programma federale, distorsione che ha amplificato il movimento ma che sembra difficilmente rientrare confermando le difficoltà del mercato del lavoro.

Ogni revisione successiva ormai da mesi è vista al rialzo e i continuing claims, ovvero domande di sussidi continuati aumentano di settimana in settimana! La media a quattro settimane comunque sia rimane sostenuta ai massimi livelli da cinque anni a questa parte.

Probabilmente siamo in pochi a non vedere le monetine che fioriscono sull’albero del Campo dei Miracoli, come d’altronde sono ormai quasi una rarità quelli che hanno compreso che questa crisi economico/finanziaria contribuirà a riscrivere i manuali di economia e di finanza, sconvolgendo i luoghi comuni, le convinzioni accademiche  di un’intera generazione di analisti ed economisti.

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11 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 10:44

Negli ultimi tempi ho letto e sentito spesso quel discorso di Kennedy e devo essere sincero mi ha sempre emozionato. Ma rispondendo anche al post “Mondi alternativi” col passare degli anni divento sempre più sfiduciato. Ricordiamoci che Kennedy è stato ammazzato e che col tempo invece di vedere aumentare il numero di persone come lui ci ritroviamo con persone al comando sempre peggiori. Penso che l’unica soluzione sia un cambio di paradigma radicale.

Max.

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 12:14

Kennedy politicamente era un personaggio ambiguo e fece una politica estera molto ambigua. Cfr. Il Malaffare di Roberto Faenza (in biblioteca): analisi di documenti Cia ed FBI declassificati.
Anche Obama è politicamente ambiguo, il suo consigliere è Brezinsky e i suoi finanziatori praticamente gli stessi di Hillary e di Mc Cain.

Stella

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 13:54

e dimmene uno di personaggio politico non ambiguo!!!!!!

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 14:10

e dimmi un personaggio politico che non sia ambiguo!!!!

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 15:31

Qui si parla non del Kennedy presidente. Immagino che voi vi riferite a quello.

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 16:09

Da poco seguo questo veliero e la sua rotta. Oggi mi sono stancato di indici del Kaiser e di storielle.
Oggi penso alla vergogna della generosità. Alla vergogna che provo nel leggere icebergfinanza. Alla vergogna che provo davanti alla generosità che il sig. Andrea mette in questo viaggio. Mi vergogno del mio egoismo, del mio parassitismo,nel prendere gratis senza dare, nel leggere solo quello che interessa al mio oro. Giornataccia. Grande A. Mazzalai

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 16:18

Ciao carissomo andrea, sono un tuo accanito lettore e ti seguo tutti i giorni. una sola parola per il tuo lavora:COMPLIMETI!
Questa volta però una riflessione te la voglio sottoporre e mi piacerebbe sapere che ne pensi….
hai parlato di GDI in netto declino: verissimo! Io lavoro su bloomberg e quindi ho accesso a tuti i dati possibili e immaginabili. Mi sno preso il grafico del GDI americano e l’ho confrontato con l’S&P500. Sorpresa: il GDI e i calo verticale dal giugno 2006. Ma l’indice azionario americano dal giugno 2006 ad oggi è salito!!! (e non ho contato i dividendi)….come mi spieghi questa anomalia? da quello che scrivi sembrerebbe esserci una relazione tra il livello del’equity e il GDI…ma nonn è così se leggo i recenti dati storici…..ti faccio ancora i miei complimenti andrea e in attesa di una tua risposta…continua così!!!!!

Scritto il 29 agosto 2008 at 20:57

Caro anonimo, Grande davvero comunque sia per avere condiviso uno stato stato d’animo nella semplicità e nella schiettezza del tuo intervento.

Comunque sia il passato è il passato e il presente e il futuro ci riservano sempre e comunque una possibilità di ricominciare, per poi magari tornare a fallire, nelle nostre miserie quotidiane!
Non sai quante volte anch’io cado per ripartire, siamo in cammino, nessuno si senta arrivato, questo non è un cammino per i sicuri di arrivare, di essere, di apparire, questo è un cammino per coloro che lottano per migliorarsi giorno dopo giorno con nel cuore la consapevolezza dei propri limiti.

Grazie davvero per questo momento di luce, di riflessione!

Per quanto riguarda Kennedy credo anch’io che si faccia confusione tra JF e Robert e comunque sia Stella, guardiamo al messaggio, non alla Storia, che spesso non rivela la giusta dimensione di un uomo nelle sue fragilità, il messaggio è sublime, solo quello conta sempre e comunque supportato dall’esempio!

Per quanto riguarda la speranza in un cambiamento, lotterò sempre e ovunque per quello in cui credo senza ascoltare l’eco del “nulla cambia, tutto è per sempre uguale”

C’è una Terra che distingue l’odio dall’amore e non è qui, è nel cuore di ogni uomo che la sera ascolta il canto della notte con la serenità di colui che non ha vissuto invano!

Grazie ancora, Andrea!

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2008 at 22:20

provo a rispondere io all’autore del post numero 7: secondo i dati di Siegel
A) non c’è affatto relazione tra PIL e crescita reale degli utili per azione ( tra 1871 e 2001, crescita reale utili per azione: 1,25%; crescita reale PIL: 4% ), a causa soprattutto dei costi del finanziamento delle imprese

B) non c’è neppure relazione tra valore di mercato delle azioni e PIL, soprattutto perchè:
– il capitale azionario è solo una parte del capitale complessivo…sia il debito che le azioni finanziano lo stock di capitale, e il rapporto tra i due fattori cambia nel tempo ( per es. il deleveraging aumenta il valore delle azioni e diminuisce il debito, lasciando invariato il valore complessivo dell’azienda );
– la valutazione delle azioni è uno stock, mentre il PIL è un flusso (annuale);
– in molte imprese il capitale eccede di molto le vendite, e quindi non è raro che il valore del capitale superi quello della produzione;
– c’è una enorme variazione da Paese e Paese nel rapporto valore di mercato e PIL (in % ) : per es. (dati 2000-2001) a Hong Kong il valore di mercato delle azioni valeva circa 4 volte il PIL, mentre in Italia e in Giappone questo rapporto era solo il 70%…alla fine del 2000 in USA questo rapporto valeva 117%…deve essere considerato che le multinazionali vendono in posti diversi dalla loro sede; ci sono molte differenze nel grado del debito; e molto diversa è la quota di società per azioni quotate…

A me sembra più importante sottolineare questo: se prendiamo queste 4 variabili:
1) rapporto tra valore di mercato e PIL (%)
2)rapporto P/E (normalizzato con utili a 5 anni)
3) “Q” di Tobin (rapporto tra valore di mercato e costo di sostituzione del capitale)
4) deviazione del mercato dal trend;
ebbene, per quanto possa sembrare incredibile, QUESTE 4 MISURE SI ASSOMIGLIANO, DANNO CIOE’ LA STESSA VALUTAZIONE DEL MERCATO, NEL LUNGO PERIODO!

Nota: il “Modello FED” ( rapporto tra earnings yeld (= l’inverso del P/E, cioè E/P ) e interest yeld (=tasso dei titoli di stato benchmark ) dà invece un messaggio e risultanze diverse rispetto alle 4 misure sopracitate)…l’equilibrio è attorno all’unità: quando l’earnings yeld è inferiore all’interest yeld, le azioni sarebbero “sopravvalutate”, e viceversa….

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2008 at 10:25

continuo nella lettura di questo bellissimo blog.. mi dispiace solo che non riceva migliaia di accessi al giorno, ma purtroppo il mondo dei blogger è ancora frammentato e non organizzato, anche se con un po’ di fatica qualcuno alla fine verrà a galla.
Sono infatti sicuro che questo modo di scrivere cambierà la nostra società scalzando i veicoli di informazione tradizionali, a meno che non riescano a bloccare tutto con un’altra legge Levi.
Comunque io cerco di reclamizzare questo blog il più possibile in giro ed allo stesso modo voglio segnalarvi un blog che mi sembra fantastico, parla di politica internazionale (quindi non è in concorrenza con Andrea) e consente di comprendere il mare in cui ci troviamo secondo una diversa angolazione:
http://pino-cabras.blogspot.com/

Saluti e buona navigazione.

Roberto.

p.s. se segnalare un altro blog è contrario alla policy di questo blog mi scuso e cancellatemi pure.

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2008 at 15:26

Per Gabriel:
“”QUESTE 4 MISURE SI ASSOMIGLIANO, DANNO CIOE’ LA STESSA VALUTAZIONE DEL MERCATO, NEL LUNGO PERIODO! “””

se si puo sapere quale sarebbe questa valutazione?
MM

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