RICCHEZZA e POVERTA': la rotta della DECRESCITA FELICE!

Scritto il alle 11:32 da icebergfinanza

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Una delle cause della Grande Depressione secondo J.K.Galbraith, grande economista del secolo scorso, fù la cattiva distribuzione del reddito. Nel 1929 anche se le cifre non sono del tutto soddisfacenti, sembra che il 5 % della popolazione con in redditi più elevati ricevesse in quell’anno approssimativamente un terzo dell’intero reddito persoanle della nazione. La proporzione di reddito personale ricevuta sotto forma di interessi dividendi e rendite era circa il doppio di quella degli anni successivi alla seconda guerra mondiale e noi tutti sappiamo quale proporzione esiste anche a questo livello.

Galbraith scrive che questa distribuzione del reddito estremamente diseguale significava che l’economia era basata su un alto livello d’investimenti o su un alto livello di spese di oggetti di consumo di lusso e i ricchi si sa non possono comprare grandi quantità di cibo, ma come sta accadendo in questo momento possono unitamente a strumenti messi a disposizione anche dei piccoli risparmiatori come sono gli ETF, investire o meglio speculare sulle soft commodity, facendone decollare le quotazioni, unitamente all’idea superficiale di utilizzare i cereali per la produzione di etanolo. ORO_VERDE_o_DONO_DI_DIO_ per L’Umanità?

" Gli Stati Uniti sovvenzionano generosamente la produzione di etanolo dal granturco, che cresce attualmente a un ritmo del 12% annuo, e di quasi il 10% a livello mondiale. I Paesi della Ue hanno sovvenzionato la produzione di biocombustibili con 3,7 miliardi di euro nel 2006, e puntano ad arrivare a coprire l’8% dei combustibili per motore con fonti biologiche entro il 2015 e il 20% nel 2020.

Ma è davvero così saggio ed eticamente accettabile bruciare il cibo nelle automobili invece di mangiarlo?

Se lasciassimo che le derrate alimentari venissero usate per produrre biocombustibili, i prezzi degli alimenti sarebbero legati al prezzo del petrolio. Anzi, i prezzi degli alimenti stanno già aumentando in Europa, perché un numero sempre maggiore di terreni agricoli viene utilizzato per produrre biocombustibili, invece che prodotti destinati all’alimentazione.

La cosiddetta "crisi della tortilla", che a gennaio ha scatenato proteste a Città del Messico a gennaio, prefigura i prevedibili scenari futuri. Il prezzo del granturco, la metà del quale è importato dagli Stati Uniti, nel giro di un anno è più che raddoppiato, e il motivo principale è la produzione di bioetanolo.

Venendo poi ai nostri giorni, non vi è alcuna ombra di dubbio che la cattiva distribuzione della ricchezza nei paesi occidentali assume anche per via dell’inflazione una dimensione sempre più rilevante per non parlare poi dei paesi in via di sviluppo o nei sotterranei dell’Umanità dove si vive con meno di due dollari al giorno.

Lo scorso anno il presidente della FED, Bernanke in un discorso presso la Camera di Commercio di OMAHA_nel_NEBRASKA mise in guardia il suo paese dal crescente divario tra ricchi e poveri.

Abbiamo già visto in passato come in questo momento la Federal Reserve sia concentrata più sulla lotta alla recessione, mettendo in secondo piano i rischi sulle prospettive di inflazione e rispetto all’inflazione reale, previleggiando l’indice " core " quel pensiero un pò speciale che ammortizza la realtà, dimenticando che ormai energia ed alimentari stanno diventando tendenze strutturali di lungo termine.

A bedrock American principle is the idea that all individuals should have the opportunity to succeed on the basis of their own effort, skill, and ingenuity.

 "Un principio base americano e’ l’idea che ogni individuo deve avere l’opportunita’ di riuscire nella vita sulla base dei suoi sforzi e del suo talento".

Belle parole, purtroppo spesso scritte sulla sabbia e portate dal vento!

Noi però abbiamo visto insieme in passato che vi sono realtà e progetti come ad esempio il Microcredito che queste parole le scolpisce sulla roccia.

Cosi scrissi tempo fà:

" Vorrei aprire ora una piccola parentesi a favore del fenomeno del Microcredito, un fenomeno che come dice appunto il fondatore della Grameen Bank, se il sistema finanziario concedesse più opportunità ai poveri, il mondo ne ricaverebbe solo vantaggi.

Yunus sostiene che ogni essere umano ha creatività straordinarie e formidabili capacità!

 

Sentito marinai…….ognuno di noi ha formidabili capacità e una sua creatività nascosta! Prendendo a prestito un frase pronunciata da Robin Williams nel film l’Attimo fuggente:” Non importa cosa vi dicono, le parole e le idee possono cambiare il mondo! “

 

E un’altra parentesi la aprirei  riportando una frase che in questo momento va tanto di moda in America, nelle parole di Obama candidato democratico alla Casa Bianca: " YES, WE CAN! "  Si cari compagni di Viaggio, tutto è possibile, dipende da noi, dalle nostre utopie, dalle nostre speranze, dai nostri sogni!

 

Sono stanco di sentire la vecchia generazione, gli adulti, la politica e talvolta la scuola che seminano tra i nostri giovani quei semi di compassione, quei " tanto non cambierà nulla! "

 

Per fortuna vi sono anche tante eccezioni!

 

Tempo fà, un mio carissimo amico che insegna, mi raccontò un episodio accaduto nella sua classe, quando di fronte ad una discussione una studentessa cerco di fare comprendere ai suoi compagni che il cambiamento parte da noi, che noi siamo gli artefici del cambiamento.

 

Di fronte a questo entusiasmo alla fine dell’ora di lezione i suoi compagni reagirono con il classico " stai con i piedi per terra, tanto non cambierà mai nulla! "

 

Vi ricordate " I bambini imparano ciò che vivono ……."  se un bambino vive nell’incoraggiamento imparerà la fiducia.

 

 

La povertà potrebbe essere sconfitta se le istituzioni finanziarie, pubbliche o private, governative o internazionali, fossero capaci di sfruttare l’immensa potenzialità di ogni essere umano!”

 

Prosegue Yunus: “Ho come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. Tratta gli uomini come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. Considera gli imprenditori come uomini dalle capacità eccezionali e così ignora le potenzialità della gran massa dell’umanità.

 

L’economia ama definirsi come una scienza sociale ma non lo è!

Parla di lavoro e manodopera, non parla di uomini , donne e bambini quindi non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare!”

 

Tornando al discorso di Bernanke si ricorda come nel 1979 un lavoratore a tempo pieno e al livello più alto della scala dei redditi guadagnava 3,7 volte rispetto al livello più basso mentre oggi siamo a 4,7 volte di più.

 

Le soluzioni di Bernanke sono flessibilità, educazione e formazione oltre a meno protezionismo.  "La sfida per la politica  non e’ quella di eliminare l’ineguaglianza di per se’ ma piuttosto quella di diffondere il piu’ ampiamente possibile le opportunita’".

 

In un punto Bernanke prosegue:

 

For example, what is meant in practice by equality of economic opportunity? Some might limit the concept to the absence of overt discrimination against particular individuals or groups, while others might extend the term to encompass universal access to adequate housing, education, and health care. 

 

Cosa si intende per pari opportunità economica, forse quella che è stata riservata a milioni di americani sulla base di un uguale accesso al sogno americano ovvero all’acquisto di una casa senza averne i requisiti essenziali e ora lasciati sostanzialmente al loro destino.

 

" Another difficult question is how to balance the need for maintaining strong market-based incentives, which support economic growth and efficiency but may be associated with greater inequality of results, against the goal of insuring individuals against the most adverse outcomes, which may reduce inequality but also tends to diminish the strength of incentives. "

 

Lo stesso incentivo originato dalla politica monetaria espansiva di Bernanke e della FED, un’opportunità per sostenere la crescita con una maggiore disparità di risultati ma che non, e sottolineo il non, assicura contro i risultati negativi.

 

No objective means of answering these questions exists. One can only try to understand the various issues and tradeoffs involved and then come to a normative judgment based on that understanding. "

 

Nessuna possibilità di rispondere a queste domande…..solo normative e abbiamo visto come funzionano!

 

Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà!

 

BLOWIN’ IN THE WIND  ( Bob Dylan 1962)

 

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa chiamarlo uomo?
E quanti mari deve navigare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quanti anni può esistere una montagna
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono gli uomini esistere
prima di essere lasciati liberi?
E quante volte può un uomo volgere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quante volte deve un uomo guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che lui sappia
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.

 

Vi invito a rileggervi un mio post del giugno dello scorso anno dal titolo RICCHEZZA_E_POVERTA’ Concetto di crescita economica e benessere collettivo.

La risposta siamo noi e nessun altro, siamo noi nella nostra quotidianità, siamo noi che dobbiamo renderci conto che la nostra felicità non nasce dal consumismo, che l’economia non rinasce se vi mandano a casa un assegno da spendere come meglio credete. Oggi il potere di acquisto si stà disintegrando sotto i colpi dell’inflazione, non stò parlando per chi non arriva realmente alla fine del mese, non per chi vive vicino alla soglia della povertà, ma forse oggi serve realmente una DECRESCITA_FELICE della quale vi invito a leggervi un’intervista a MAURIZIO_PALLANTE il fondatore di questo movimento e un minimo di SOBRIETA’ come ci ricorda Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, allievo di Don Milani.

Provocazioni, illusioni, utopie, chissa, alcuni sorrideranno, altri continueranno a gettare i semi dello " STATUS QUO! " ma se riusciremo a comprendere che si può vivere felici anche condividendo, rinunciando al superfluo e dirigendo il nostro personale veliero sulle rotte dell’Umanità, allora, forse il Paradiso può attendere in fondo la serenità e la felicità abitano su questa terra.

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14 commenti Commenta
Scritto il 23 febbraio 2008 at 12:20

olà,capitano mio capitano,
quello del bioetanolo è la + grande “vaccata” che si potesse pensare
oltre a non risolvere nessun problema (puo essere concorrenziale con il petrolio solo a 200 dollari) mette in crisi tutta quella parte di popolazione + povera,
costretta a comprare alimentari essenziali a prezzi impossibili x le loro possibilità
questo mio pensiero va contro il mio interesse xkè sono anche settore agricoltura.
certo che vedere tutte queste derrate bruciate fa lo stesso effetto che vedere un campo concentramento
e pensare che siamo noi a finanziare tutto questo, prima con i contributi communitari ai prodotti agricoli, e poi con i contributi x poter trasformare il tutto in bioetanolo,
cose da pazzi

utente anonimo
Scritto il 23 febbraio 2008 at 12:50

Il bioetanolo è una bufala, anche perché se si considera il consumo di petrolio necessario per coltivare il mais (fertilizzanti, pesticidi, pompaggio, raccolta, trattamento) e per la trasformazione, il consumo sarebbe pari a 3/4 di litro per ogni litro prodotto.
In realtà per gli americani l’obiettivo è strategico, come si evince dal pezzo seguente:

” The “net energy balance” of making fuel ethanol from corn grain is 1.34; that is, for every unit of energy that goes into growing corn and turning it into ethanol, we get back about one-third more energy as automotive fuel. That may not sound impressive, but bear in mind that while the gasoline that ethanol displaces is largely imported and a high-level pollution source, the mix of energy inputs for producing bioethanol includes much domestic and relatively cleaner energy.”

Chi parla è l’US Department of Energy, non Bin Laden.

In compenso alzando il prezzo del mais gli USA affamano i PVS, già in crisi per conto loro e per le ricette “liberiste” del FMI e della Banca Mondiale, ricette poi puntualmente disattese sul suolo americano (vedi aiuti all’agricoltura, barriere tariffarie, ecc ecc)
Guido

utente anonimo
Scritto il 23 febbraio 2008 at 15:53

Il 07/02/08, sul sole 24 ore, ho letto un articolo molto interessante sulla produzione di bioetanolo partendo dalle canne di palude.L’obiettivo è ottenere alcol dalla fermentazione della cellulosa. L’azienda piemontese Mossi e Ghisolfi (quella che produce la materia prima per le bottiglie di PET), starebbe allestendo il più grande stabilimento d’europa per la produzione di etanolo per motori, a basso costo, e redditiva anche in caso di calo del costo del greggio.
Questo risultato è ottenibile con le tecnologie di senda generazione.
Con la tecnologia di oggi -afferma l’imprenditore Guido Ghisolfi- i terreni in Europa non basteranno a ospitare le colture di granoturco e di colza necessarie per produrre l’alcol e il biodiesel chiesti da Bruxelles.Con la nuova tecnologia, invece, il nuovo impianto produrrà, dal 2009, il 20% dell’intera domanda europea. Sceicchi tremate!

Solo l’INGEGNO ITALICO può salvarci dalla nosta dipendenza energetica!

Giuliano

Scritto il 23 febbraio 2008 at 17:13

giuliano ,secondo me anche questa è una bufala,
a mio parere forse si vergognano di bruciare alimenti e dicono di adoperare le canne,
ma forse sono troppo ottimista nel credere che in certi ambienti ci sia una coscienza

utente anonimo
Scritto il 23 febbraio 2008 at 19:18

complimenti Andrea per questo Blog,
se l’avessi trovato tempo addietro, probabilmente non sarei stato falcidiato dalla caduta dei listini,
a parte questo, condivido il fatto che produrre combustibili con derrate alimentari, è una follia, ma sono anche consapevole che gli Americani solitamente enfatizzano certe notizie per portare i concorrenti sulle sabbie mobili, non vorrei che fosse così, ad ogni modo, l’Europa, e l’Italia sopratutto hanno
una ricchezza da sfruttare, e sono i rifiuti, basta vedere cosa succede in Campania; dopo aver martoriato, ed inquinato il territorio, si spendono soldi pubblici, per portare in Germania i rifiuti.
Siamo veramente fuori di testa.

utente anonimo
Scritto il 23 febbraio 2008 at 21:19

da nautilus ai confini dell’irrealtà
sostai per un infinito attimo
ed osservai…
nel mare della mia fantasia
ho sentito la dolce brezza
dell’isola che non c’è ed ho raccolto
alcuni pensieri dell’uomo che è
sempre uguale a se stesso…
ma tanto diverso…

Siediti ai bordi dell’aurora
Per te si leverà il sole
Siediti ai bordi della notte
per te scintilleranno le stelle
Siediti ai bordi del torrente,
Per te canterà l’usignolo
Siediti ai bordi del silenzio
Dio ti parlerà
(L.Vahira)

Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.
Anonimo cinese.

“Lo splendore dell’amicizia non è la mano tesa né il sorriso gentile né la gioia della compagnia: è l’ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi
di noi.”
R.W.Emerson

Nella vita non e’ importante da dove si e’ partiti o dove si sta’ andando…
Quello che realmente conta è quanto si è felici durante il cammino
Anonimo

Se guardi in alto vedi solo ciò che vuol farsi vedere,se guardi al di là del tuo sguardo vedi
sofferenza,se guardi nei tuoi occhi vedi debolezza,se guardi indietro scorgi amarezza,se guardi
ove cè il rimorso vedi rimpianto,se guardi al di la delle nuvole trovi pace.
Non cè posto dove guardare,ma ce posto per pensare,se guardi e pensi saprai dove andare.
Garda solo dove ti porta il cuore solo li sarai sereno,solo li potrai guardare,la sofferenza non è altro che essersi soffermati nel nulla,guardare nel vuoto,essere prigionieri del bianco.
Ci sono stati donati gli occhi per guardare,non dove vogliamo noi,ma dove ci portano loro,lasciamoli guardare,essi sapranno dove condurci.
Anonimo

Anche quando tutto è avvolto nel buio, nell’oscurità di una notte d’inverno, la mattina torna sempre a riscaldare con i suoi tiepidi raggi il mondo che giace nel costante desiderio di

raggiungere uno scopo, una destinazione… Questa meta è il mare immenso e distante che ci si staglia davanti ogni volta che si pensa a quel rifugio alla fine del proprio cammino e ogni

persona è una stella del cielo che giunta al compimento della sua vita cade nell’oceano…
Anonimo

Se esprimi un desiderio è perchè vedi cadere una stella, se vedi
cadere una stella è perchè stai guardando il cielo e se guardi il
cielo è perchè credi ancora in qualcosa.
(Bob Marley)

Non ci è dato di essere. Noi siamo soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma,: al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna passiamo oltre, l’ansia di essere ci incalza. Forma su forma,

riempiamo senza tregua, nessuna ci diviene patria, gioia o pena, sempre siamo in cammino, ospiti sempre, non c’è campo ne’ aratro per noi, ne’ pane cresce. E non sappiamo cosa Dio ci

serbi, gioca con noi, argilla nella mano, muta e cedevole che non piange o ride, mille volte impastata e mai bruciata.
Potessimo una volta farci pietra, durare!
Ma un brivido perdura a raggelarci e non c’è pace sulla nosta via.
(Hermann Hesse)

Il meglio di voi
dedicatelo sempre al vostro amico.
Se conosce la risacca della vostra onda,
fate in modo che ne conosca l’impeto.
Quale amico sarà il vostro
per cercarlo nel tempo della morte?
Cercatelo sempre allora,
nel tempo della vita.
Egli può soddisfare le vostre necessità,
non il vostro nulla.
Condividete le gioie, sorridendo,
nella dolcezza.
Soltanto nella rugiada delle piccole cose
il cuore riconosce il suo mattino
e ne trae conforto.
Kahlil Gibran

“La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l’anima nostra”
K. Gibran

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, addossandoti la colpa;
se riuscirai ad avere fede in te quando tutti ne dubitano,
mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti dell’attesa,
se calunniato, non perderai tempo con le calunnie;
se odiato saprai non odiare senza atteggiarti a buono e saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il tuo padrone;
se riuscirai a pensare senza che il pensiero sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e la sconfitta
trattando questi due impostori allo stesso modo;
se riuscirai ad ascoltare la tua verità
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui daresti la vita
e chinarti a raccoglierle con i tuoi logori arnesi.

se riuscirai ad accumulare le tue vincite
e giocarle e perderle e ricominciare tutto daccapo,
senza una parola di stizza o di rimpianto;
se riuscirai a tendere cuori, nervi e muscoli,
benché sfiniti, a servire i tuoi scopi,
e a tener duro quando in te non resta più niente
tranne la forza di dire “resisti!”

se riuscirai a parlare con i barboni e con i re
senza cambiare il tono della tua voce;
se né gli amici più cari né i nemici più accaniti riusciranno più a ferirti;
se tutti contano per te, ma nessuno più degli altri;
se riuscirai a riempire l’attimo che scorre
in una cosa che valga sessanta secondi;
tua sarà la terra con tutto quello che ci cresce sopra;
ma quel che più conta tu sarai un Uomo,
figlio mio!
(Kipling)

un affettuoso saluto a tutti i partecipanti
di quest’avventura tanto diversi ma uguali all’uomo
che cerca…
i miei rispetti Andrea
nautilus

Scritto il 23 febbraio 2008 at 21:36

“La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l’anima nostra”
K. Gibran

Ma l’Umanità intera nel suo pellegrinare, l’ Umanità che sale a bordo di questo piccolo e umile veliero è come il vento che soffia nelle vele di questa avventura, un veliero che solca le tempeste alla ricerca di un cambiamento, un segnale di speranza, una colomba con un filo d’erba che segnali la fine del diluvio, non solo finanziario ma quello di una società che anela al materialismo dimenticando spesso l’essenza stessa dell’uomo, le sue potenzialità, la sua devastante Umanità nascosta!

Grazie Nautilus di questa brezza di Primavera, grazie a Voi tutti ,un abbraccio al di là di questo mondo virtuale!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 24 febbraio 2008 at 06:44

A proposito di bioetanolo…. e se invece di bruciare gas/gasolio/etc. per riscaldare le case si pensasse a caldaie funzionanti a pellets, agevolmente ricavabile dalle ramaglie e dalla cura del bosco, producendolo direttamente sul posto vicino al luogo di consumo e lavorato con piccoli impianti? (in modo da non incrementare il consumo emergetico con il trasporto?

Daniele

utente anonimo
Scritto il 24 febbraio 2008 at 23:10

o capitano il tuo battello é sempre più bello!!

utente anonimo
Scritto il 25 febbraio 2008 at 01:33

MENO VIAGGI PIU’ PRATICA

Scritto il 25 febbraio 2008 at 06:01

La pratica è in corso da circa un anno, la rotta è la migliore che si potesse intraprendere forse Lei non se ne è accorto ma in questo viaggio abbiamo previsto praticamente tutto, ma vedo che Lei ama viaggiare a GRATIS sotto coperta e pure con tanto spirito!

Buon VIaggio!
Andrea

utente anonimo
Scritto il 25 febbraio 2008 at 15:40

Io ho fatto pratica sulla base delle considerazioni di questo gruppo di lupi di mare e del suo ottimo capitano, che ho tradotto in ordini SELL. Risultato: non ho perso, e sono molto molto liquido.

Che bellezza! Ma quando arriverà la primavera?

Guido

Scritto il 25 febbraio 2008 at 19:49

Caro Guido, la Primavera porta con sè lo spettacolo della Vita che rinasce in tutte le sue forme.

Seduto in riva la fiume, goditi lo spettacolo che, se la favola delle monolines non avrà lieto fine, riserverà il mercato, un sell-off spettacolare sino a lambire quel magico numerino di Fibonacci 61,80 %.

Oggi il dato sulle vendite di abitazioni esistenti era pessimo e domani vedremo il perchè!

Rilassatevi c’è tutto il tempo che serve.

Andrea

Scritto il 20 febbraio 2009 at 20:17

Nuovi paradigmi
IL TAO della decrescita

La via della decrescita è un’ apertura, un invito a cercare un altro mondo possibile.
Ma quest’ altro mondo è dentro questo qui. Ed è dentro di noi.
Malgrado la crisi finanziari ed economica, l’ ignoranza, l’ indifferenza, la frivolezza e
La negligenza saranno, senza dubbio, i mezzi di preservazione
dell’ ideologia della crescita, e correremo tutti il rischio di vivere tragicamente, in poco tempo,
una catastrofe ecologica e sociale avviata da alcuni decenni.

Non possiamo replicare all’ infinito il nostro modello di consumo e di produzione
“come se” gli inquinamenti di ogni sorta fossero solo una percezione della mente
e il riscaldamento climatico un gadget elettorale.

La decrescita è un’ arte di vivere bene, in accordo con il mondo.
Un’ arte di vivere con arte.
Non possiamo venerare la Santa Crescita..come se grazie ad essa tutte le ineguaglianze si potessero una volta per tutte eliminare.

Non possiamo più sbarazzarci e stancarci del dibattito politico, dimenticare l’ urgenza di una
riappropriazione delle sfide democratiche “come se” l’ impegno cittadino e la responsabilità appartenessero solo agli eletti.
Tutto questo Chistoph Baker l’ha capito da un bel po’ (Ama la terra come te stesso ed. missionaria Italiana).
….
La via, il Tao di Lao-Tse, è più o meno l’ etica come l’ intendiamo in Occidente.
Il Tao della decrescita è un cammino da inventare con l’ aiuto di un maestro che forse non esiste.
Gandhi,…Tolstoj…tutti hanno camminato lungo “la via della vita”, ma tutti hanno detto
che ognuno deve trovare la propria via.
La via della decrescita è un’ apertura, un invito a cercare un altro mondo possibile…
L’ invito vale per viverci qui e ora, non solo in un ipotetico avvenire che,
per quanto desiderabile possa essere, non conosceremo mai.

Quest’ altro mondo, quindi, è dentro qui. Ed anche dentro di noi.
La via è un’ altro sguardo su questo mondo qui, un altro sguardo su noi stessi.

Il ritirarsi dal mondo e la sola ricerca dell’ autorealizzazione sono una forma di rifiuto dell’essere,
come lo è l’ impegno nel mondo senza la minima preoccupazione della propria felicità.
..
In nome del progresso, guerrieri puritani e militanti umanisti
distruggono la bellezza del mondo per costruire la loro chimera.
La fuga nell’ avvenire…rappresenta una negazione del presente e della
condizione umana.
La decrescita si presenta come un riconoscimento all’ essere e quindi all’essere innanzitutto in questo mondo qui, e anche una testimonianza di gratitudine del cosmo.
La via della decrescita non è né rifiuto né l’ accettazione del mondo.
Essa è sia il rifiuto che l’ accettazione. Conviene rifiutare il mondo (l’ immondo)
dell’ economia della crescita, e accettare la vita come gioia, secondo la formula di
William Morris (To accept life itself as pleasure, da News from Nowhere).
La decrescita sarà gioiosa o non sarà.”…..
(Serge Latouche, Terra Nuova marzo 2009)

…p.s perdonate la lungaggine, ma questa rivista è disponibile solo a pagamento..ci tenevo porre alla vostra attenzione
questi concetti su cui riflettere profondamente…mentre siamo in cammino verso l’ entroterra..

Aka..per quello che può valere….sinceri in bocca al lupo per la tua attività…anche da parte mia.
L’ importante è non demordere mai…in ciò in cui si crede, sia un lavoro o altro.

Buona serata…
Buon Week..
Valentina

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