ASPETTANDO GODOT….!!!!

Scritto il alle 21:40 da icebergfinanza

Su Wikipedia sta scritto che la più famosa opera di Samuel Beckett, viene considerata come una delle più rappresentative del cosidetto " teatro dell’assurdo " un teatro dominato dalla credenza che la vita dell’uomo sia apparentemente senza senso e senza scopo e dove l’incomunicabilità e la crisi di identità si rivelano nelle relazioni fra gli esseri umani.

Non credo affatto che la vita dell’uomo sia apparentemente senza senso e senza scopo, credo invece che ognuno di noi ha un compito e ha il diritto e dovere di dare un senso alla propria vita, tracciare una rotta alla ricerca di una propria identità necessaria per se stessi e per gli altri.

Il " teatro dell’assurdo ", ecco la rappresentazione ideale di questa crisi, il protagonista è assente, la trasparenza ha dato appuntamento ai mercati, un appuntamento di cui nessuno conosce l’ora o il luogo, ma essi credono che prima o poi arriverà.

Questa settimana il mercato ha un appuntamento con la possibile risoluzione della favola delle Monolines e forse come nella rappresentazione teatrale arriverà il messaggero di Godot, il quale si scusa ma riferisce che la " trasparenza " non può proprio venire.

Nel frattempo aspettando Godot, su Bloomberg apprendiamo come i ……

Credit ratings on more than $580 billion of asset-backed securities may be cut, sparking writedowns by banks, under New York regulator Eric Dinallo’s plan to break up bond insurers.

Il sovraintendente assicurativo Dinallo ha sollecitato la separazione dei bond insurers se non fossero in grado di raccogliere capitali, soluzione che secondo gli analisti di Bank of America potrebbe scatenare anni di contenzioso giudiziario.

Nell’articolo scopriamo inoltre che le monolines assicurano attualmente circa 1000 miliardi di " municipal debt " e circa 580 miliardi di altri prodotti compresi i famosi collateralized debt obligations.

Non dimentichiamo inoltre che le creative aste dei bond municipali oltre a conoscere un vero e proprio credit crunch subiscono delle revisioni nei tassi alle volte sensibili….

"Interest rates on Dormitory Authority bonds sold for the City University of New York rose to as high as 6.26 percent last week from 3.42 percent on Feb. 6, according to data compiled by Bloomberg. Buffalo’s rate on water system revenue bonds soared to 11 percent from 3.30 percent. Bonds issued by the Museum of Modern Art climbed to 4.47 percent on Feb. 13 from 3 percent at the end of January. " Bloomberg.com

“Nobody expected this kind of jump.” … e chissà quali altri salti dovrà fare in futuro il mercato, non la varianza infinita per parlar semplice ma come dice Keynes grazie al suggerimento di Gabriel …..

"Per conoscenza “incerta” … non intendo semplicemente distinguere ciò che è noto con certezza da ciò che è soltanto probabile. In questo senso il gioco della roulette non è soggetto a incertezza… Il senso in cui utilizzo il termine è quello in cui l’eventualità di una guerra in Europa è incerta, o il prezzo del rame e il tasso d’interesse fra vent’anni, o, ancora il processo di obsolescenza di una nuova invenzione… Su questi temi non esiste alcun fondamento scientifico sulla cui base formulare un qualsivoglia tipo di calcolo delle probabilità.
Semplicemente, non sappiamo! "
 

…..o forse alle volte facciamo finta di non sapere! Anche Poincarè matematico, fisico, astronomo e filosofo della scienza non scherzava in quanto a semplicità …..

se noi non fossimo ignoranti non ci sarebbe probabilità,
ci potrebbero essere solo certezze. Ma la nostra ignoranza
non può essere assoluta, altrimenti non ci sarebbe più
probabilità. Così i problemi di probabilità possono
essere classificati a seconda della maggiore o minore
profondità della nostra ignoranza."

Ed è per questo che esiste la consapevolezza, la possibilità di prendere in considerazione anche il passaggio di un cigno nero, una volta ogni tanto e non per sempre.

Dicevamo della trasparenza, prendete ad esempio le dichiarazioni del CREDIT SUISSE su Bloomberg.com la scorsa settimana il CEO Dougan ha dichiarato che la banca ha cercato di essere " estremamente trasparente " sui propri bilanci, un’ottima rappresentazione teatrale!

Oggi scopriamo che …Credit Suisse Group said worsening credit markets and pricing errors on bonds will cut first-quarter profit by about $1 billion, sending the shares down 6.6 percent in Swiss trading.

" Pricing errors on bonds " solo alcuni giorni dopo avere comunicato la massima trasparenza, solo alcuni giorni dopo che il primo ministro del Qatar avesse comunicato l’acquisto una partecipazione nello stesso Credit Suisse. Credit default swaps che esplodono, supervisione bancaria e sistemi di controllo inadeguati e un riesame dei portafogli che svela qualche problemino che neanche loro sapevano di avere!

La scorsa settimana era stata la volta di AIG a dichiarare l’impossibilità di quantificare in maniera credibile le perdite sui credit default swap. John p.Hussman si chiede come sia possibile….

…… I continue to believe that there is substantial risk of audit delays and “qualified” opinions in the upcoming reports of financial companies. It is difficult to see how analysts and some financial news anchors can seriously be looking for the market to have “discounted the bad news” when companies are still at a loss to quantify their news at all. It is equally difficult to see how financials can “come clean” with their losses when those losses generally have not yet occurred because the major wave of mortgage resets that started in October probably only now beginning to produce delinquencies. It’s impossible to know yet which mortgages and how much will end up in foreclosure.

Most likely, there is more turbulence to come.  Molte altre tempeste stanno per arrivare sull’oceano finanziario.

Aspettando Godot è una commedia in cui non accadde nulla per ben due volte, una commedia costruita e rappresentata nell’attesa di ciò che potrebbe non arrivare. Alcuni sostengono che basta diluire il tutto, comunicando ai mercati una verità filtrata sino al punto in cui ormai, l’assuefazione alle cattive notizie lascerà il posto alla speranza.

Come dice Michele, il Bear Market si nutre di speranza e non di panico!

Alcuni giorni fà abbiamo visto insieme il grafico della Federal Reserve di St.Louis che testimonia le riserve bancarie, abbiamo notato il crollo delle stesse unitamente ad un spike nascosto nell’ombra della recessione del 2001. Non ho assolutamente idea del perchè nell’agosto del 2001, all’improvviso, le riserve salirono sino ad oltre 15 billions of dollars per poi rientrare successivamente verso la fine del mese di settembre, mese dell’attacco alle torri, non ho la competenza necessaria per commentare tale dinamica come non ho la competenza per comprendere la portata di questa improvvisa discesa sino a oltre meno 10 miliardi di dollari!

Oggi sul  FINANCIALTIMES Gillian Tett uno dei miei segugi preferiti si chiede quanto la TAF ovvero la TERM AUCTION FACILITY e il suo aumento di circa 50 miliardi di dollari siano dovuti alla normale attività, oppure siano sinonimo di uno stress nel mercato del credito.

Cercare di approfittare della disponibilità di una finestra di sconto a cui attingere a capitali con tassi inferiori al mercato interbancario, rigorosamente coperta dalla privacy è evidentemente razionale, specialmente se viene accettata qualsiasi tipologia di collaterali, non solo per una notte ( overnight ) ma per più tempo.

Tuttavia secondo l’articolo la dinamica suscita inquietudine tra alcuni analisti circa lo stress continuo nel mercato e negli angoli opachi del sistema bancario americano, ma non tutti sono d’accordo con questa visione ritenendo la TAF un sistema utile a favorire la liquidità del mercato, escludendo un problema di riserve ed esprimendo la possibilità di rendere permanente questo sistema.

Spesso in questa crisi ci si focalizza su un settore a rotazione dimenticando l’effetto combinato, ci si dimentica spesso dell’immobiliare commerciale, quello degli uffici, dei centri commerciali, il NEW_YORK_TIMES, ricorda che Goldman Sachs prevede una discesa delle quotazioni del COMMERCIAL REAL ESTATE del 26 % mentre  gli analisti di UBS prevedono ulteriori valutazioni su titoli strutturati subprime, leveraged loans e mutui ipotecari commerciali.

Molti investitori sono sorpresi dalla bravura di Lehman Brothers nella navigazione attraverso il credit crunch ma oggi sul WALL_STREET_JOURNAL scopriamo che nessuno è immune dall’effetto farfalla. Nelle stive di Lehman Brothers giaciono circa 39 miliardi di dollari di " commercial real estate loans " e sino a poco tempo fà ha attivamente sostenuto il mercato ipotecario commerciale.

Nel quarto trimestre del 2007 chiuso al 30 novembre ha concesso 15 miliardi di mutui commerciali in linea con i precedenti trimestri. Ebbene di questi 15 miliardi solo 1,5 sono usciti dai libri contabili rispetto ai 10 del terzo trimestre.

Credo che lentamente ed inesorabilmente a breve, vedremo gli effetti combinati di un crollo del mercato immobiliare commerciale agire sulle paratie delle principali corazzate finanziarie.

A breve conosceremo l’oste senza il quale non si può fare i conti ovvero l’inflazione, le previsioni sono per una discesa delle pressioni inflazionistiche ma sempre e comunque con quel pensiero un po " core " che dimentica RECORD_RISE_IN_FOOD_PRISE e che in fondo oltre al dollaro che torna ad ambire ad un spike oltre quota 1,50 e al petrolio che registra l’ennesimo record sostenuto nella corsa parallela dell’oro che torna ad intravedere quota 1000, dicevamo quel pensiero un pò " core " che dimentica che l’effetto deflazionistico delle_merci_cinesi dovremmo scordarcelo per molto tempo.

Un’ultima osservazione riguardo ai mercati ed alla loro rotta!

E’ importante mettersi sempre in discussione, pronti a rivedere le proprie osservazioni,  ma la tendenza principale resta quella che tutti conosciamo e coloro che si affidano ad una ripresa dell’economia nella seconda parte dell’anno sulla base di un rimborso fiscale o della politica monetaria probabilmente dimenticano che questa sarà una recessione profonda e molto più lunga delle precedenti, dimenticano lo " stormo di cigni neri " che stanno volando verso la primavera.

Aspettando Godot, chiunque esso sia, sempre che, arrivi prima o poi!

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21 commenti Commenta
Scritto il 20 febbraio 2008 at 09:07

è diventata quasi un’abitudine che io apra i commenti
seriamente……….si parla spesso di “cigno nero” ,è una figura ipotetica casuale o c’è qualcosa di concreto dietro questa etimologia?

utente anonimo
Scritto il 20 febbraio 2008 at 13:25

Gli eventi catastrofici, determinano le conseguenze più rilevanti indipendentemente dal fatto che la loro probabilità di verificarsi sia bassa… il loro impatto sul valore atteso è molto alto…questi eventi vengono chiamati “cigni neri”.

Karl Popper diceva che quando si perviene a generalizzazioni del tipo “tutti i cigni sono bianchi”, è sufficiente che esista un solo cigno nero perché questa conclusione venga smentita. Peraltro, prima di trovare il cigno nero nessuna informazione sui cigni bianchi – indipendentemente dal fatto che tali informazioni si basino sull’osservazione di uno, cento, o un milione di cigni bianchi – può essere utile per stabilire se l’affermazione: “tutti i cigni sono bianchi” sia vera oppure no.

I risk managers affrontano situazioni di questo tipo. Non soltanto non sono in grado di prevedere un evento catastrofico, ma nessuna informazione sul comportamento passato del mercato ha valore previsionale, attribuendo, per esempio, delle probabilità significative all’evento “cigno nero”. L’unica cosa che essi possono onestamente affermare circa un evento catastrofico è che “esso potrebbe verificarsi”. E se questo, di fatto, si verifica, allora è possibile che invalidi completamente tutte le precedenti conclusioni sul valore atteso, proprio come verrebbe smentita l’affermazione “tutti i cigni sono bianchi” se si osservasse un cigno nero.

Ma allora sarebbe troppo tardi ( vedi il caso paradigmatico del LTCM )

ad maiora

Gabriel

PS Nelle lingue indoeuropee la parole rischio contiene una valenza prevalentemente “negativa”…non così in altre lingue…per es. in cinese “rischio” si scrive con due ideogrammi, uno indicante il pericolo e l’altro l’opportunità…

Scritto il 20 febbraio 2008 at 14:54

…….a breve conosceremo l’oste senza il quale non si può fare i conti ovvero l’inflazione one one one !

Pessimo dato e pessimo “core ” permettetemi non l’ho mai fatto ma su questo veliero si stramba che è un piacere, la mia visione sull’inflazione è confermata e pure ………revisionata al rialzo!

Nel frattempo prosegue la Grande Depressione immobiliare nessuna speranza di inversione ed a questo punto ogni segnale di cambiamento è rimandato al 2009!

Housing starts rose last month by 0.8%, to a seasonally adjusted annual rate of 1.01 million, the most since November, the government’s latest data show. In December, starts fell by a revised 14.8% to an annual rate of 1.00 million.

Revisioni al ribasso sempre più al ribasso!

Godetevi il sole di qualche isola a breve termine, questa crisi forse ci accompagnerà negli anni!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 20 febbraio 2008 at 18:29

ciao ragazzi
complimenti innanzitutto per il blog,
Andrea sono daccordissimo con te su un aumento nei prossimi anni del tasso di inflazione, ma non sono cosi negativo sulla durata dell’attuale crisi.. cos’e’ che ti fa essere cosi pessimista?per anni?! scusa se non mi dulungo troppo ma ho ancora la testa su bloomberg
Dave

utente anonimo
Scritto il 20 febbraio 2008 at 18:32

Caro Andrea

Come vedi la situazione in Italia ?

terrei molto ad avere un tuo parere

grazie

utente anonimo
Scritto il 20 febbraio 2008 at 20:46

Desidero una spiegazione, ho letto che nello Zinbawe c’è un’inflazione al 100.000% e nello stesso tempo una disoccupazione all’80% com’è possibile? Grazie.

Scritto il 20 febbraio 2008 at 21:34

Credo che questa sia la madre di tutte le crisi finanziarie e come tale non vi è alcuna cosapevolezza di ciò che stà accadendo! Per quale motivo il mercato del credito ha la sensazione di trovarsi sull’orlo del baratro ed invece il mercato prosegue per la sua strada come fosse una della tante crisi passate già scontata nei prezzi! Quali prezzi e quali utili, secondo quale visione, quella di coloro che vivono di speranza, o di coloro che non hanno sino in fondo la consapevolezza della correlazione unica ed irripetibile di eventi avversi che si stà consumando?

No cari compagni, il mio non è pessimismo ma è un terribile realismo che cerca nella nebbia uno spiraglio di luce ma non lo trova.

L’effetto combinato di stimoli monetari ad oltranza come quando accade quando si vaccina qualcuno per non farli prendere l’influenza è come dimenticare che una recessione fa parte di un ciclo economico che si nutre di espansione o recessione, come dimenticare che l’effetto combinato di cigni neri è stato originato dalla droga monetaria la stessa droga che combinata ad un palliativo fiscale dovrebbe prolungare l’agonia di un’economia che si nutre del debito ma che avrebbe bisogno di ritrovare i giusti equilibri!

Questa non è una crisi qualsiasi e questo è un ” gioco” che nessuno conosce, ma sento solo che con un minimo di consapevolezza e di saggezza si può intravedere nelle pieghe una crisi che non ci lascerà tanto facilemente!

Per quanto riguarda la nostra Italia, credo non esista Governo o Politica in grado di cambiare le sorti di una crisi globalizzata in quanto oggi la politica dipende dall’economia.

Si può politicizzare una crisi come avviene in America preferendo l’inflazione alla recessione in nome del potere, in nome e per conto di una parte politica ma non si può contrastare lo tsunami di un effetto farfalla che il ” laissez faire ” ha prodotto.

Per quanto riguarda lo Zimbawe quando un sistema economico è collassato è inutile cercare di dare una spiegazione alle cifre senza dimenticare che la disoccupazione strutturale non è altro che il biglietto da visita di un paese povero dove il sistema economico non è in grado di dare un minimo di dignità alla popolazione.

Ciao Andrea

Scritto il 20 febbraio 2008 at 21:35

Da qui a un paio di mesi nella ditta (solida) dove lavoro, i tassi sulle operazioni ci sono stati aumentati (da tutte e 3 le banche) di quasi 1 punto percentuale. Altro che ribasso dei tassi, c’è un inasprimento. Non so se in USA sia uguale, ma ciò rende evidente che la politica delle banche centrali non può scavalcare la realtà che è fatta di una inflazione effettivamente in aumento e di condizioni del credito in deterioramento.

Scritto il 20 febbraio 2008 at 21:46

uesto è l’ultimo dato rilasciato dalla Mortgage Bankers Association:

The average contract interest rate for 30-year fixed-rate mortgages increased to 6.09 percent from 5.72 percent, with points decreasing to 1.10 from 1.15 (including the origination fee) for 80 percent loan-to-value (LTV) ratio loans.

The average contract interest rate for 15-year fixed-rate mortgages increased to 5.55 percent from 5.18 percent, with points unchanged at 1.08 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

The average contract interest rate for one-year ARMs remained unchanged at 5.72 percent, with points increasing to 0.91 from 0.90 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

questo invece era relativo alla settimana scorsa…..

The average contract interest rate for 30-year fixed-rate mortgages increased to 5.72 percent from 5.61 percent, with points increasing to 1.15 from 0.98 (including the origination fee) for 80 percent loan-to-value (LTV) ratio loans.

The average contract interest rate for 15-year fixed-rate mortgages increased to 5.18 percent from 5.09 percent, with points increasing to 1.08 from 0.92 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

The average contract interest rate for one-year ARMs increased to 5.72 percent from 5.62 percent, with points decreasing to 0.90 from 0.97 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

Le banche centrali riducono i tassi e la crisi del credito gli alza…..

La legge della compensazione, la socializzazione delle perdite.

Andrea

Scritto il 21 febbraio 2008 at 08:21

e si capitano in america i conti si fanno anche senza l’oste
tu hai detto il contrario nel tuo post , ma i mercati americani se ne fregano dei dati ,tutti negativi,
inflazione in aumento, mercato edilizio in calo ,petrolio oltre 100 dollari
un detto dice che “noi non sappiamo ,ma il mercato sa” e allora cosa c’è sotto????????
è possibile che tutti (siamo noi il mercato) ce ne freghiamo di questi dati e continuiamo a vivere della sindrome di “peter pan”
verrà mai la resa dei conti con l’oste????????
a questo punto comincio ad avere dei seri dubbi !!!!!!!!
ma è umanamente possibile far finta di niente? in fondo l’america è il paese delle mistificazioni e delle illusioni e potrebbe farcela anche stavolta

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 10:01

se davvero riusiranno a scongiurare la crisi (ma tecnicamente non capisco come)… siamo rovinati

Scritto il 21 febbraio 2008 at 14:02

E’ un vero peccato avere dei dubbi proprio adesso, una volta tracciata una rotta sulla base di analisi dettagliate e circonstanziate, possono cambiare i venti ma non certo l’uragano che si stà formando!

Il timone và tenuto saldo, ricordo a tutti le illusioni dei rally stock ….e chi più ne ha più ne metta caro Maat!

In fondo forse la fiducia è come il vento cambia improvvisamente…..!

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 14:09

le richieste dei mutui calano , aumentano le domande di case nuove ,sempre in base alle statistiche ,non vi sembra strano !!. no non è stano sono i ricchi che comprano tanto loro possono comperare a 1000 a500a100 tanto i soldi li anno , ma proprio questo è un segnale molto negativo pochi comprano e moltiiiii vedono , ciao minghin

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 14:45

uno studio approfondito della situazione attuale,effettuato da alcuni studiosi di macroeconomia ha quantificato in 15% di pil mondiale la componente direttamente e indirettamente infleunzata dai financial.
questo 15% potrebbe avrere una contrazzione tra il 10 e il 15%(ovvero conterrebe la famigerata bolla finanziaria), tradotto in soldi la perdita di sistema potrebbe aggirarsi tra i 720 e i 1080 mld di dollari, compresivo di tulle le ricadute su tutte le economie.
la crescita dei paesi emergenti dovrebbe compensare tra i 200 e i 300 mld di dollari, mancano ancora parecchi soldi per azzerare il differenziale.
le borse da inizio crisi hanno bruciato 7.500 mld di capitalizzazioni, ma questo e’ un dato comunque poco significativo, e non va rapportato alle svalutazioni altrimenti sembrerebbe che la borsa abbia gia’ scontato piu’ del necessario.
la vera incognita( piu’ volte menzionata in questo blog), e’ la crisi di fiducia, base essenziale per il proseguio della vita civile e democratica.
essenzialmente si prevedono diversi scenari, oggi nessuna soluzione e’ da escludere………………

fine prima parte

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 14:49

lanciamo una moneta…e buona fortuna!!!…la provvidenza ci aiuterà

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 15:09

seconda parte (segue da commento nr 14)

le incognite sono molteplici, una di queste era il fallimento di uno o piu’ istituzioni finanziarie, questo scenario, dovrebbe essere scongiurato, l’esperimento N.R., sembra aver funzionato, quindi, anziche finanziare le banche, la nazionalizzazione temporanea sembra la soluzione migliore.
la seconda incognita e’ l’effeto panico, ma anche qui sembra che si stia lavorando in maniera interessante, ovvero una costante diffusione di instabilita’ al fine di assuefare le persone all’idea che…
la terza incognita e’ l’inflazione, bhe qui c’e’ poco da inventarsi, se scappa di mano sono veramente dolori.
la quarta incognita e’ una tempesta valutaria, anche questa e’ una delle incognite piu’ temute, in quanto le correlazioni fra i mercati sono fortissime, e gli effetti a catena non sono prevedibili.
La cura per il sistema esiste, ma prevede che i grandi della terra si siedano ad un tavolo riscrivano le regole.
per arrivare a questo conoscendo l’indole umana previamo che si debba prma toccare il fondo, per cui ne vedremo di tutti i colori, ma non aspettiamoci che questo succeda in un giorno o in un mese ci vorranno almeno 2/3 prima di rialzare la testa, ma il cambiamento dovraì essere profondo e radicale.

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 15:47

I cosidetti grandi della terra non sono altro che l’espressione diretta (vedi ex Goldman) o indiretta di quel sistema che ci ha portato a questo punto.
La forza riformatrice deve partire dal basso con un forte movimento di opinione che abbia il compito di far capire alla gente come stanno le cose.
Non contiamo troppo sui tradizionali sistemi di informazione , qualche speranza potrebbe venire da internet e da persone indipendenti ed oneste che possano o vogliano farsene carico

Mas

utente anonimo
Scritto il 21 febbraio 2008 at 20:26

FASE DI CROLLO DELL’ECONOMIA REALE NEGLI USA

(FONTE LEAP E/2020, TRAD. DI G.P.)

Secondo LEAP/E2020, la fine del 3° trimestre del 2008 segnerà un nuovo punto di flessione nello sviluppo della crisi sistemica globale. A questa data infatti, l’impatto accumulato dall’insieme delle varie sequenze della crisi (vedere tabella qui di seguito) raggiungerà la sua potenza massima ed influirà dunque in modo decisivo sul cuore dei sistemi interessati, ai primi posti dei i quali si trovano gli Stati Uniti, epicentro della crisi attuale. Negli Stati Uniti, questo nuovo punto di flessione si tradurrà in un crollo dell’economia reale, ultima tappa socioeconomica dell’esplosione in serie delle bolle immobiliari e finanziarie (1) e della prosecuzione della caduta del valore del dollaro. Il crollo dell’economia reale US rappresenta semplicemente l’arresto quasi completo della macchina economica americana: fallimenti privati e pubblici in grande numero, chiusure massicce di imprese e di servizi pubblici (2)… Si tratta di un segnale precorritore, è interessante notare che a decorrere dal marzo 2008, il governo americano interromperà il servizio di pubblicazione dei suoi indici economici per ragioni di costrizioni di bilancio (3). I lettori del GEAB N°2 e de l’Alerte, conservano sicuramente memoria della nostra anticipazione che aveva in particolare correlato la caduta a venire dal dollaro con la fine della pubblicazione del m3 da parte della Fed. Ecco a nostro parere un nuovo segnale chiaro che i dirigenti americani si aspettano d’ora in poi ben più scure prospettive economiche per il loro paese.

In questa GEAB N°22, gli esperti di LEAP/E2020 tentano in particolare di anticipare le conseguenze concrete di questo crollo dell’economia reale americana sugli Stati Uniti stessi, e sulle altre regioni del pianeta. Parallelamente, il nostro gruppo sviluppa una serie di cinque raccomandazioni strategiche ed operative per premunirsi di fronte all’aggravarsi della crisi sistemica globale dei mesi a venire. Nell’occasione del secondo anniversario della pubblicazione del suo famoso “Alerte crise systémique globale” che aveva fatto il giro del pianeta nel febbraio 2006 (4), LEAP/E2020 desidera tuttavia ricordare che stiamo entrando a piè pari in un periodo senza alcun precedente storico. Come ha sottolineato a varie riprese da due anni il nostro gruppo di ricercatori, i raffronti con le crisi precedenti dell’economia moderna sono fallaci. Non si tratta infatti né di “remake” della crisi del 1929 né di una ripetizione delle crisi petrolifere degli anni ’70 o borsistiche del 1987. Si tratta veramente di una crisi sistemica globale, cioè che influisce sull’integrità del pianeta e per quanto riguarda direttamente le basi del sistema internazionale che sottende all’organizzazione planetaria da alcuni decenni. Per LEAP/E2020, è anche edificante constatare che due anni dopo la pubblicazione del suo famoso “Alerte crise systémique globale” che aveva simultaneamente suscitato l’interesse di milioni di lettori nel mondo intero e l’ironia accondiscedente della maggior parte degli “esperti” e “responsabili” del mondo economico e finanziario, tutti ormai sono convinti che c’ è una crisi, che è globale e, per la maggior parte di questi, che è forse sistemica. Tuttavia, il nostro gruppo resta sempre stupito dall’incapacità che hanno questi stessi esperti e responsabili di apprendere la natura del fenomeno che viviamo attualmente. A guardarla bene, questa crisi sistemica globale sarebbe soltanto un tipo di crisi “classica” ma solo più “grande”. Così i mass media finanziari riflettono del resto le interpretazioni dominanti della crisi in corso. Per il nostro gruppo è un passo non soltanto intellettualmente pigro (5) ma moralmente colpevole poiché ha per principale conseguenza quella di non permettere ai lettori (che siano semplici cittadini, investitori individuali o responsabili di istituzioni private o pubbliche) di prepararsi alle scosse a venire (6). Così, contrariamente a ciò che si può leggere in quest’ultime settimane nei mass media dominanti, sempre rapidi a tentare di camuffare la realtà per servire gli interessi che li predominano, LEAP/E2020 desidera ricordare che è soprattutto negli Stati Uniti che questa crisi sistemica globale assume una forma senza precedenti (“la grande depressione US” come l’ha chiamata il nostro gruppo fin dal gennaio 2007 (7)) poiché è attorno a loro, e a loro soli, che si è gradualmente organizzato il mondo venuto fuori dalla seconda guerra mondiale. I vari numeri del GEAB hanno in gran parte spiegato questa situazione. Per riassumere, giudichiamo utile sottolineare che non è né l’Europa né l’Asia che hanno un tasso di risparmio negativo, una crisi immobiliare generalizzata che getta sulla strada milioni di cittadini, una valuta in caduta libera, deficit pubblici e commerciali abissali, un’economia in recessione e per coronare il tutto, guerre costose da finanziare. Non sono dunque né l’Asia né l’Europa (più esattamente `la zona Euro’) che subiranno le conseguenze più brutali, più durature e le più negative della crisi in corso; bensì gli Stati Uniti e i/le paesi/economie fortemente correlati/e agli Stati Uniti (ciò che i nostri esperti chiamano ormai il “rischio americano”) (8). C’è infatti “découplage” tra l’economia US e quelle delle altre grandi regioni del mondo. Ma “découplage” non significa “indipendenza”. È ovvio, come ha anticipato LEAP/E2020 da numerosi mesi, che l’Asia e l’Europa saranno interessate dalla crisi. “Découplage” significa in compenso che le evoluzioni dell’economia US e quelle delle altre grandi regioni del mondo ormai non sono più sincronizzate, che l’Asia e l’Europa evolveranno d’ora in poi secondo traiettorie che non saranno più determinate dall’economia US. La crisi sistemica globale segna in realtà l’inizio del ‘”découplage” tra l’economia US e quelle del resto del pianeta. Le economie non “sganciate” saranno del resto quelle trascinate nella spirale negativa americana.

Gli esempi d’esplosione della bolla immobiliare (2006) e finanziaria (2007) sono eloquenti. Infatti, la grande maggioranza degli operatori (non specialisti del settore interessato) ha scoperto che la “festa era finita” dopo l’inversione di tendenza. Durante tutto il periodo di rovesciamento (che dura in generale da 6 mesi ad 1 anno al massimo), la parola dominante ha continuato a sostenere che nulla cambiava e che le incertezze iniziali non avevano alcuna ragion d’essere; quindi, che i problemi sarebbero restati limitati al settore interessato e nei soli Stati Uniti. Quelli, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, che sono stati a sentire questo discorso oggi si mordono le dita poiché sono ormai prigionieri di case invendibili (a un passo dal sequestro) o vedono ogni giorno di più esaurirsi il valore delle loro azioni (9). Per quanto riguarda i mercati borsistici, il nostro gruppo aveva anticipato fin dall’ottobre 2007 che le borse mondiali avrebbero perso tra il 20% ed il 60% a seconda delle regioni nel corso dell’anno 2008. Oggi, noi dobbiamo rivalutare le nostre anticipazioni in direzione di un ribasso ancora più forte poiché, da un lato, le piazze borsistiche hanno in generale già perso tra il 10% ed il 20% dall’inizio dell’anno (1°), e poiché, d’altra parte, il crollo dell’economia reale negli Stati Uniti entro la fine dell’estate 2008 trascinerà tutte le borse mondiali in una spirale infernale.

Per LEAP/E2020, è verso un ribasso del 50% in media rispetto al 2007 che si orientano ormai le borse mondiali (anche nei paesi emergenti) (11). Questo tipo di rivalutazione è tipico del lavoro di anticipazione realizzato da LEAP/E2020. Noi cerchiamo ogni mese di distinguere le tendenze che si rafforzano o al contrario si indeboliscono per trarre le conseguenze necessarie a migliorare la pertinenza delle nostre valutazioni. Non cerchiamo “di avere ragione” (12), di “vendere” o “promuovere” nulla. Cerchiamo semplicemente e senza apriorismi di descrivere in anticip
o le conseguenze concrete delle grandi tendenze nel nostro mondo in quest’inizio di XXI° secolo e farne parte i nostri lettori dei mezzi permettendo loro di premunirsi delle conseguenze più negative. In questo numero 22 di Global Europe Anticipation Bulletin, con in particolare il nostro allarme sul crollo dell’economia reale negli Stati Uniti a decorrere da settembre 2008, tentiamo nuovamente di avvertire coloro che sono interessati dalle conseguenze di questo evento importante che genererà disordini socio-politici molto gravi negli Stati Uniti (13) la cui economia sta veramente per crollare (14), cosa che avrà naturalmente ripercussioni molto pesanti su tutti i mercati finanziari e monetari e per l’economia mondiale. Non abbiamo ancora raggiunto il cuore della crisi.

Secondo LEAP/E2020, sarà raggiunto nella seconda metà del 2008.

Scritto il 22 febbraio 2008 at 08:44

questa del LEAP/E2020 sinceramente mi sembra un tantino catastrofica,
si basa su opinioni e sentimenti,

mentre il nostro capitano fa analisi basilari supportate da grafici ,dati,numeri,conti,statistiche,che non sono confutabili
lavoro enorme e realistico per restare nell’ambito dell’ obbiettività,
per non cadere nell’esatto contrario ; il CATASTROFISMO

utente anonimo
Scritto il 22 febbraio 2008 at 09:17

le due visioni mi sembrano invece perfettamente allineate

utente anonimo
Scritto il 22 febbraio 2008 at 14:23

Grazie all’anonimo del commento 18 per l’interessante contributo e traduzione!

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